Neanche il cielo

Brutta cosa, la speranza.

L’ineluttabilità di certi momenti dovremmo metabolizzarla prima che essi accadano, dovremmo cercare di guardare la realtà prima che si presenti nella sua forma più crudele.

Dovremmo…

Bella cosa, la speranza.

Ti fa vivere anche l’ultimo istante con la convinzione che qualcosa possa ancora cambiare, che il tempo possa contraddire se stesso e offrirsi ai desideri.

Desideri….

Protagonisti e spettatori dell’eterno duello, Sturm und Drang contro classicismo, finito contro infinito, dicotomia contro antinomia, nessun Pirandello ad unire flussi e forme.

L’ultimo atto va in scena, nessun ripensamento, un amore folle spezzato, ha vinto la luna, ma tu sei il cielo, o forse di più.

Caro Andrea, ieri non mi hai privato di un calciatore, mi hai strappato un sogno.

 

Massimo Gizzi

Intervista a Stefano Bedeschi

Ciao Stefano benvenuto nel nostro Blog.
Stefano Bedeschi scrittore, profondo conoscitore del mondo della Juventus e del Pallone in generale, presente con molti suoi articoli nei più svariati blog e siti Juventini, soprattutto titolare del bellissimo sito il pallone racconta http://ilpalloneracconta.blogspot.it/.


1 – Vuoi aggiungere qualcosa alla presentazione che merita di esser ricordato?

Direi di no, mi sembra molto completa la tua presentazione. Grazie.

2 – Prima cosa , come e perché si diventa Juventini a Reggio Emilia?

A Reggio e nell’Emilia-Romagna in generale ci sono tantissimi juventini e, quindi, sono in buonissima compagnia. Ed io lo sono diventato grazie a mio papà, che è ancora più tifoso di me! Mi ha trasmesso lui l’amore e la passione per la Juve. Crescendo, la mia juventinità è cresciuta in maniera esponenziale. Senza dimenticare, però, la squadra della mia città di cui resto sempre un grande tifoso.

3 – Sei stato a Torino o da qualche altra parte a vedere la Juve in passato? Che ricordi hai?

Sono stato parecchie volte a Torino a vedere la partita. Quella che ricordo con più emozione è sicuramente Juve-Real Madrid, quella del goal di Zalayeta nei supplementari. Ricordo che lo stadio è esploso di felicità, una gioia incontenibile. La rammento bene anche perché sono tornato a casa alle quattro di mattina!
Ho anche seguito la squadra in trasferta. Quest’anno, tanto per fare un esempio, sono stato sia a Verona che a Bologna.

4 – Ho visto che hai prodotto molti libri. Su Cruijff, su Scirea, sul Real Madrid. Ti piace scrivere di calcio, come hai scelto i vari soggetti?

Non ho particolari criteri nel scegliere gli argomenti dei miei libri. Spesso e volentieri sono scelte casuali, magari dettate da qualcosa che ho visto in TV oppure da qualcosa che ho letto su qualche libro.
Comunque, ci tenevo molto a scrivere qualcosa su Johann Cruijff, perché è stato il mio idolo da bambino (non juventino, si intende). Tanto è vero che, nella mia pessima carriera calcistica, ho sempre indossato la maglia nr.14.

5 – Mi incuriosisce un titolo: ‘‘La guerra della pipì’’. Posso immaginare si parli di doping?

Certo. Parla dello scudetto del Bologna del 1963/64, quello appunto del presunto doping dei giocatori felsinei. È un libro che descrive questa misteriosa vicenda e di come la città bolognese ha vissuto quello scudetto, passando dalla disperazione alla gioia in pochi mesi. Modestia a parte, penso che sia un libro molto interessante.

6 – Prossimo libro?

La storia di Cesto Vycpalek. Ho già il titolo: “Da Dachau al tricolore”.

7 – Veniamo ai giorni nostri so che sei stato fra i fondatori di J1897.com che ora si chiama tifosi bianconeri e anche Vecchiasignora.com , è vero innanzitutto questo, e poi; cosa ti ha spinto a creare ben due forum che sono poi diventati i più grandi del web e perché a un certo punto hai deciso di lasciare queste esperienze?

Nel forum “J1897” sono entrato nel 2004, quando era già esistente anche se non ai livelli attuali e con un altro amministratore. Diciamo che sono entrato per gioco e per curiosità, diventando moderatore dopo poco tempo. Poi, dopo un paio di anni, con amici abbiamo deciso di lasciare “J1897” ed abbiamo creato “Vecchiasignora”.
Ho deciso di lasciare, perché non avevo più tempo da dedicare al forum. Essere un moderatore vuol dire essere praticamente sempre presente ed io ero più in grado di farlo.

8 – Come nasce il tuo ultimo sito ‘‘il pallone racconta’’, che fra l’altro come sai è per me un punto di riferimento e una fonte di notizie inestimabile?

Grazie dei complimenti! Il mio blog è nato poco dopo la mia entrata nel forum. Infatti, ho cominciato a pubblicare lì le mie schede e qualche amico mi ha suggerito l’idea di aprire un blog per contenerle tutte. Certo, non avrei mai immaginato di riscuotere un successo così grande ed immediato!
Dal blog è nata anche l’idea di scrivere il mio primo libro, che si chiama appunto “Il pallone racconta”.

9 – Visto che hai dedicato un libro a Scirea ti chiedo se è stato lui il tuo Campione preferito del passato o quale altro e perché, e qual’é il giocatore preferito di oggi?

Il mio idolo da bambino era Anastasi ed è facile capire il perché. Era il bomber di quella Juve ed ogni bimbo sogna di essere un grande cannoniere. Tanto è vero che ho pianto quando è passato all’Inter.
Scirea è stato un grandissimo personaggio che ha incarnato in pieno lo stile/spirito Juventus. Come Ale Del Piero che, non a caso, è il giocatore attuale che amo di più.

10 – Sei un 1962 quindi penso che una delle tue prime Juventus sia stata quella mitica tutta italiana che vinse Campionato e coppa Uefa. In quanto è simile a quella questa di Conte e in cosa si differenzia? Fra l’altro non ti pare curioso che questa Juventus possa vincere un Campionato e una Coppa al primo anno come quella?

La mia prima Juventus è stata quella dello scudetto 1971/72, sulla quale ho scritto anche il mio ultimo libro. Era una Juve fantastica, creata quasi dal nulla e piena zeppa di giovani che avrebbero formato l’ossatura della grande Juve degli anni Settanta. Una Juve che giocava a mille all’ora ed attuava già il pressing, cosa che non faceva nessuno in Italia.
Non vedo tante affinità con la Juve del 1976/77. Aveva un gioco e giocatori completamente diversi da quelli attuali. Era molto muscolare e giocava senza un vero e proprio regista. Undici giocatori, undici leader. Un evento quasi raro. Cinquantuno punti su sessanta, una Coppa Uefa vinta contro grandi squadre, non ultime i due Manchester.
Invece, questa Juve la posso paragonare alla prima di Lippi. Anche allora venivamo da tantissimi anni senza successi (ben nove). Anche allora avevamo una dirigenza nuova (la “triade”) ed un allenatore quasi esordiente. Anche allora abbiamo vinto lo scudetto al primo colpo.

11 – Sai che ho rimandato questa intervista per scaramanzia, nella speranza potessimo farla a campionato vinto. Quindi è andata bene. Credo che sia scontato come tutti noi, che tu non ti aspettassi una Juventus così forte. Allora ti chiedo quando hai capito che la Juve faceva sul serio e poteva farcela?

Non mi aspettavo assolutamente che questa Juve potesse vincere il campionato. Credevo che già arrivare nelle prime tre fosse un traguardo difficile da raggiungere. Diciamo che ho cominciato a crederci dopo la vittoria sul Milan in campionato, anche se avevo perso un pochino le speranze quando siamo andati a -4 dai rossoneri.

12 – Come l’hai vissuta la penultima giornata di campionato, quella che ci ha dato lo scudetto, quella di Cagliari-Juventus e Inter-Milan?

Con molta preoccupazione. La partita con il Lecce mi aveva molto amareggiato ed avevo paura che non ce la potessimo fare. Meno male, invece, che è andato tutto bene! Al fischio finale sono rimasto in silenzio, ma con una gioia interiore indescrivibile!

13 – Di chi è il maggiore merito di quest’annata bianconera?

Io credo che il merito sia di tutti. Non si passa da due settimi posti al tricolore senza unire le forze. Certo, Conte ha tantissimi meriti per aver saputo motivare a mille la squadra. Pirlo e Vidal hanno fatto la differenza. Ma tutti hanno dato il 150%, anche noi tifosi!

14 – Cos’ha Conte in più degli altri allenatori e a maggior ragione di quelli che hanno allenato la Juve dopo il 2006?

Conte ha le caratteristiche che aveva da giocatore: una fame tremenda e gli occhi di tigre. Oltre ad una grande preparazione che, però, avevano anche gli allenatori precedenti. Ma è stata la sua determinazione e la sua voglia di vincere a portare la Juve al trionfo. E poi, Conte è juventino fino al midollo e questo fa sicuramente la differenza!

15 – Quali e quanti giocatori dovrebbe prendere la Juventus per fare un ulteriore salto di qualità?

Direi quattro: Higuain, Giovinco, Nainggolan ed Ivanovic. Oltre a dare più spazio a Marrone (il nostro vice Pirlo) ed a Giaccherini.

16 – Si parla tanto di terza stella ma io penso in questo momento più a farsopoli, come finirà? Qualcuno inizia a dimenticare?

Si dovrebbe consultare la sfera di cristallo per sapere come andrà a finire. Sicuramente la società non cederà di un millimetro e questa è la cosa più importante. Ma, sinceramente, ho pochissime speranze nella restituzione degli scudetti. Abbiamo una federazione inetta ed incompetente per aver il coraggio di ribaltare le sentenze del 2006.
Dimenticare? Non credo che nessun tifoso juventino vero dimenticherà mai quell’estate del 2006!

17 – Nessuno ha ricordato Moggi in questo scudett
o?

Moggi continua ad essere un personaggio molto controverso. Chi è “moggiano” pensa che questo scudetto sia anche merito suo, gli altri l’hanno rimosso dalla storia juventina. Io penso che questa Juve c’entri poco e niente con quella della “triade”, abbiamo proprio voltato pagina.

18 – E la stella?

La terza stella è assolutamente da mettere sulle maglie ed anche in bella evidenza. Gli scudetti sono trenta, anzi dovrebbero essere trentadue considerato quelli che non ci hanno assegnato all’inizio del secolo scorso.

19 – Il sorteggio delle Champions ci vede in terza fascia con un probabilissimo girone di ferro?

Vero, ma le possibilità di superare il turno ci saranno sicuramente, Napoli docet. Anche se, sinceramente, non credo che siamo ancora attrezzati per vincere la Champions. Le spagnole, le inglesi ed il Bayern sono ancora troppo superiori.

20 – Pensi questa Juve sia abbastanza attrezzata per poter aprire un ciclo?

Credo di sì, anche se ripetersi nel campionato italiano è molto difficile. Le nostre avversarie prenderanno le contromisure al gioco della Juve e si attrezzeranno per batterci. Dovremo essere bravi ad inventarci sempre qualcosa di nuovo e, soprattutto, ad avere nuovi stimoli.

21 – Ti piace Andrea Agnelli?

Abbastanza. È uno juventino vero, anche se questo è anche il suo peggior difetto. A volte si lascia trascinare dalla sua passione e rilascia dichiarazioni da vero tifoso. Cosa che un presidente non dovrebbe mai fare.

22 – Ti convince l’organigramma societario in tutte le sue parti: Nedved, Marotta, Paratici….ecc..ecc..?

Mi convince molto, perché sono persone molto in gamba e molto competenti. Hanno solamente bisogno di fare più esperienza.

23 – Trovi giusto che la carriera di Del Piero alla Juve termini qui e in questa maniera? Non c’era proprio margine per una deroga? Nemmeno per Del Piero?

Io credo che Ale avrebbe potuto giocare un altro anno nella Juve. Soprattutto, pensando a quanto ci possa essere utile in Champions, dove giocatori come lui fanno sempre la differenza. Ma credo anche che lui voglia giocare e nella Juve non poteva più farlo con una certa continuità.

24 – Dove giocherà l’anno prossimo Alex?

Credo negli States.

25 – Sei già stato allo Juventus Stadium? Se si com’è altrimenti perché non ci sei ancora stato? ah ah.

Certo che ci sono stato! Contro la Lazio e contro il Lecce. E conto anche di tornarci il prossimo anno, perché l’atmosfera che si respira nel nostro stadio è meravigliosa. Niente a che vedere con l’Olimpico o con il Delle Alpi.

26 – C’è qualcosa che non ti ho chiesto di cui avresti avuto il piacere parlare?

Direi che va bene così, altrimenti rischio di diventare noioso!

Grazie Stefano e sempre forza Juve.

Juventus-Atalanta 2012 – Dalla gioia al dolore

Nessun Juventino potrà mai dimenticare il 13 maggio 2012, una festa attesa e ritornata, lunga un giorno, strepitosa, sentita, mai vista ..dopo una stagione così, si dimentica tutto, il brutto viene messo da parte, conta solo il presente e il nostro futuro.

Nonostante il campionato vinto in anticipo, l’Atalanta non ci stava a passeggiare, se l’è giocata ugualmente, e noi per mantenere l’imbattibilità ci siamo dati da fare,  producendo un bellissimo 3-1, strepitoso il gol di Marrone, una fantastica  partita per lui, ma il gol del Capitano ha fatto impazzire lo stadium. Iniziando il primo tempo non bene, con una botta infertagli da un avversario, ha tenuto duro per i suoi tifosi regalandoci un gol, la sua  uscita è stata un apoteosi, i tifosi in piedi hanno applaudito per minuti il capitano, Alex sorrideva e ha fatto un giro del campo, passeggiando ..per godersi tutti i sorrisi e l’amore dei tifosi, ma Alex Del Piero non ha visto solo quello, si è accorto delle lacrime e dello strazio della sua gente: tutti abbiamo sperato, non so chi non  ha atteso  un cenno,  un cambio di rotta,  un ripensamento dell’ultimo minuto,  di  sentire un annuncio completamente diverso, ed invece no. Il suo addio puntuale ed annunciato è arrivato lasciando il pubblico senza parole. E’ tutto il campionato in cui ci hanno  bombardato  con questa eventualità, non c’è stata settimana con la quale dovevamo fare i conti con il tormentone “Vai o resti?”, nulla è valso, le richieste dei tifosi, la raccolta delle firme, le lettere, le suppliche, niente. E’ andata come doveva .

Il gol di Barzagli metterà la parola fine a questo campionato,  la cerimonia di premiazione vede il nostro presidente, ancora incredulo a ringraziare e a citare per nome, tutti i suoi collaboratori, unendoli in un grande abbraccio virtuale, Presidente Andre Agnelli,  congratulazioni, oggi hai vinto anche tu.

La famiglia al completo è stata sempre al suo fianco, Andrea Agnelli è stato sostenuto fino alla fine, i suoi collaboratori non hanno tradito.

Ma purtroppo, malgrado la forte intensità, la mancanza di Del Piero si fa sentire, un dolore immenso ci pervade, credo che la maggior parte di noi, lo vedesse quasi come un parente, tanto era la sua popolarità, oggi nel giorno della rivincita siamo orfani. Alex andrà via. Lo potemo vivere ancora domenica in finale di coppa Italia e dopo basta, cala il sipario.

La vita ci insegna che qualunque cosa accada bisogna andare avanti, Del Piero, la nostra identità juventina, con la Juventus ha finito, ma d’altronde anche questa Juventus non è quella dell’avvocato, nè quella del dottore, e dopo Alex ci sarà qualcun’altro. Per il momento godiamoci quel che ci resta ..e salutiamoci domenica.

Luna23

Del Piero per sempre.

Sai la gente è strana, prima si odia e poi si ama. Cambia idea improvvisamente…. quando la moda cambia, lei pure cambia…..senza serietà come fosse niente……Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo, un punto sei, che non ruota mai intorno a me,  un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore. Tu……(Mia Martini).

Tutto deve passare cosi è la vita. A volte in certi passaggi si può fare di meglio, io penso di si. Non ce l’ho con il Presidente anche se una deroga a Del Piero io l’avrei concessa. Non è colpa di Andrea Agnelli  se altri prima di lui per assenza di un carisma che gli consentisse di  tenere insieme il popolo juventino nel momento peggiore della loro storia, hanno scelto di delegare ad Alex questo compito nobile, arduo e ingrato allo stesso tempo. La famosa frase pubblicata su tutti i giornali: ”Un cavaliere non lascia mai la sua signora”, non fu idea di Alex ma di quella dirigenza ricordata non proprio per avere grandi capacità. Dicevo non ce l’ho con il Presidente che probabilmente anche giustamente ha deciso di riportare le cose nel giusto ruolo, perchè un giocatore non può sostiutirsi ad una squadra. Questo lo capisco. Capire però dovrebbero quelli che in questi giorni hanno criticato Del Piero dicendo che fosse lui ad aver voluto tutto questo. Sbagliato. Alex si è prestato. Certo a chi non farebbe tanto piacere avere tanto onore? Ma altri si sono rifiutati  e loro si hanno fatto bene i loro comodi. Per il nostro bene Alex ci ha tenuti uniti quando altri non avevano le palle per farlo.

E’ stato il Generale che mentre noi eravamo lontani da Roma e la stessa bruciava, ci ha tenuto insieme nelle battaglie. Mentre a Roma facevano la politica noi facevamo la guerra, uniti come fratelli. Come Ezio contro Attila. Non abbiamo tradito Roma e non la tradiremo mai, ma Roma che prima ci ha utilizzato ora ci ha guardato con non poca diffidenza. Questa è stata una brutta cosa. Pazienza, nella nostra lealtà totale non abbiamo marciato contro. E’ bene aggiungere che all’ analisi finale quasi tutti gli Juventini non hanno tradito il loro Generale. Ero in piazza Castello a Torino fra i 400 mila a festeggiare e ho visto il tributo ai giocatori e al Capitano. Ho visto, sentito e cantato il nome del Capitano. Ero con gente che veniva dallo stadio e aveva assitito ad un tripudio di cuori e di lacrime. Al più caloroso addio a una squadra che io ricordi, finanche perchè non preparato. Al giro di campo durante una partita più clamoroso che io abbia mai visto in vita mia. Diciamolo: in quel momento non fregava a nessuno della partita. In quel momento c’era solo da omaggiare il nostro Generale che era sceso per l’ultima volta nella sua (nostra) Arena. Non ce l’ho con il Presidente ripeto, forse è giusta la sua scelta. Ce l’ho con quella parte del tifo che a mio parere ha voltato pagina troppo presto. Ce l’ho con chi solo un anno fa gridava il nome di Del Piero e ora gli ha voltato le spalle. Ce l’ho con chi solo per un attimo ha pensato di fischiarlo allo stadio. Questi ultimi poi sono 4 gatti sfigati e glielo dico e non mi frega nulla se si offendono. Vi dovete solo vergognare per aver pensato anche per un solo momento uno squallore simile. Lo stadio ha emesso la sua sentenza ieri: siete un esigua minoranza. La Curva Nord, secondo anello, ha scritto: ”Del Piero non è importante è l’unica cosa che conta”. La Curva Sud dove c’e’ ‘chi comanda’ ha omaggiato con 20 minuti di applausi scroscianti.. Amen. Zitti. Fatevene una ragione. La Curva ama la Juve ed ama il suo Capitano. Roma e il suo Generale. Le due cose sono insicindibili,  non sono contrapposte, fanno parte della stessa storia, della stessa famiglia. Agnelli non vi ha chiesto di odiare Del Piero, neppure una volta. Ha preso la sua decisione come è nelle sue mansioni e nelle sue responsabilità, ma voi vi siete subito ugualmente schierati dalla parte forte. Certo molto facile questo. Molto comodo ancorchè poco coraggioso. Molto più difficile mettersi dalla parte di un figlio di un elettricista rispetto che al figlio di uno che possiede magari delle centrali nucleari. Lo capisco ma non lo apprezzo. Sarà perchè pure io son figlio di un maestro di scuola, sarà perchè anche io come Del Piero sono cresciuto in mezzo alla strada, in mezzo alla gente normale. Alex deve andare….e va bene mi piange il cuore, ma lo capisco. Alex come Garibaldi a Teano risponde ”Obbedisco” ma come Garibaldi non è contento, perchè come Garibaldi sa che si poteva fare di meglio. Mi auguro solo che il suo esercito non venga mandato al forte di Fenestrelle come è succeso ai Garibaldini. Grazie a Dio Andrea Angelli non è Vittorio Emanuele.

Sono sicuro che il Presidente farà una grande Juve, lo stà già facendo, perchè è un ragazzo in gamba e ha carisma. In soli due anni ci ha già riportato a vincere lo scudetto. Una gran cosa.  Lo ammiro, anche se non sono disposto ad ammainare i miei sentimenti in forza di uno scudetto seppure bellissimo. Come molti di voi sono un po triste e un po felice.  Chiedo solo umilmente al Presidente, che possa fare rientrare nei ranghi il nostro Generale quando smetterà. A Del Piero ho due sole cose da dire, la prima è la più importante : Io non ti ho tradito. La seconda vorrei che tu la prendessi come la mia carezza sul tuo viso.  Spesso inzio i miei articoli con una canzone, per te Alex chiudo anche con una canzone, non l’ho mai fatto.  Si tratta di Hey Jude la canzone che Paul Mc Cartney scrisse per la pena che provava a vedere il piccolo Julian Lennon, abbandonato da suo padre John. Questa canzone fa:

Hey Jude don’t make it bad, take a sad song and make it better. Remeber, to let her into your heart, then you can start to make it better…… And anytime you feel the pain hey Jude refrain, don’t carry the world upon your shoulders for well you know that it’s a fool.

Hey Jude non essere triste,  prendi una canzone triste e rendila migliore.  Ricorda di lasciarla entrare nel tuo cuore, così potrai  iniziare a renderla migliore…. E ogni volta che senti dolore hey Jude, trattieniti.  Non portare il peso del mondo sulle tue spalle, perchè lo sai bene che questo è folle. (The Beatels).

Alessandro Magno

Juventus – Atalanta 3-1 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8500919/

DI PIU’, NIENTE

13 Maggio 2012

Più di 8 scudetti.
Più di una promozione dalla serie B
Più di una Coppa Italia (e speriamo due)
Più di 4 supercoppe italiane
Più di una Champions League
Più di una Supercoppa europea
Più di una Coppa Intercontinentale
Più del gol alla Fiorentina
Più di un gol alla Del Piero
Più del gol a Tokyo
Più delle mie lacrime
Più del gol a  Bari
Più di un gol al volo di tacco nel derby
Più di un gol per l’Avvocato
Più della linguaccia contro l’Inter
Più dell’assist a David
Più del gol numero 187
Più del gol alla Germania
Più di Berlino
Più del gol al Frosinone
Più del titolo di capocannoniere in B
Più del titolo di capocannoniere in A
Più della standing ovation al Bernabeu
Più di 704 partite con la stessa maglia
Più di 289 gol
Più di una punizione che vuol dire Scudetto
Più del gol all’Atalanta
Più di ogni record
Più della maglia numero 10 con il nome Del Piero
Più della fascia di capitano
Più di tutto…
C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni.
Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero.
Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: GRAZIE.
Sempre al vostro fianco
Alessandro Del Piero
da www.alessandrodelpiero.com

Solo lui può.

Articolo datato 12 maggio 2011 riguardante l’ultimo rinnovo contrattuale fatto all’epoca da Del Piero con la Juventus. Ritorna d’attualità e mi piace riproporvelo proprio in vista dell’addio del Capitano…  

Ma che, stiamo scherzando? Su questa perplessità ci torniamo dopo, con calma. Ora non c’e tempo e non è il momento, c’è altro da dire. Che Del Piero ha firmato. Eh sì. Qualcosa la dobbiamo pur scrivere, no? Osama, William e Kate. Berlusconi sia in campo (quello della politica) che fuori (quello del calcio), Mourinho, il Barca. Tutti temi di tutto rispetto, trattabili, ci mancherebbe, ma si scrive troppo e si pensa troppo poco alle parole da buttare sul foglio. Spesso ci si trova costretti a parlare di temi che ci vengono ossessivamente proposti senza criterio, a ruota libera, in ogni modo, in ogni luogo, in ogni tipo di salsa.

E invece io vi metto di fronte ad una bella storia d’amore, leale e duratura, che ha bisogno di essere monitorata ogni tot. di anni per andare avanti anche se i coniugi salterebbero volentieri questo passaggio noioso e asettico. Il bello è che siete liberi di leggermi, non vi costringe nessuno perché tanto il loro matrimonio va avanti anche senza le luci e gli occhi dei riflettori. Cominciamo dalla fine, col dire che ha messo la firma per compiere la maggiore età con la Juve, pianeta d’appartenenza,  come se fosse una seconda vita parallela perchè la prima la sta vivendo qui con noi e come noi, sul pianeta Terra. Una storia, quella con la Juve, ancora tutta da vivere se si pensa che gli anni compiuti sono appena appena diciotto, omettendo che, eppure, la vita del calciatore è relativamente breve e la maggiore età, con una stessa casacca, non la raggiunge quasi nessuno. Alex è già il top. Molti preferiscono cambiare aria e mondo, stupidi che hanno bisogno di girovagare per trovare stimoli e ne approfittano perché hanno la possibilità di farlo, come se la fortuna di giocare per un grande club non sia già un grande stimolo da mantenere sempre vivo come l’impegno costante nei confronti di quei tifosi che, ogni anno e in ogni partita e in ogni occasione, sono sempre lì ad incitare la squadra e il beniamino che, in qualche modo, rispecchia se stessi e a fare in modo che, almeno la loro componente, faccia bene il proprio dovere. Perché quello del tifoso, poi, diventa uno ‘spensierato’ dovere.

Chissà cosa passa per la testa di quel marziano di Del Piero che decide di legarsi alla Juve dagli albori di una carriera fatta di record, fame e soddisfazioni, sino all’epilogo della stessa, più bello del principio. Una noia mortale, una monotonia da manicomio: ogni giorno, sempre la solita solfa. Eppure è proprio la monotonia che ha migliorato Del Piero come uomo e lo ha fatto apprezzare a noi come bandiera: il fatto di essersi legato alla Juve con un legame inscindibile, fatto di alti e bassi, di periodi bui e di altri felici, di problemi, vicissitudini, gioie, dolori, soddisfazioni tutte da vivere con i ‘soliti’ 14 milioni di tifosi e più o meno le stesse facce che si sono alternate in 18 anni di storia juventina, in squadra e in dirigenza. Ne ha vissute tante, Del Piero, ha fatto con noi anche la serie B, anno nel quale avrebbe potuto benissimo pensare di andare altrove non per mancanza di stimoli ma per necessità di VINCERE. E invece, la sua vittoria è stata continuare a rendere felici i suoi tifosi, alimentando dentro di sé un altro stimolo che solo 4 suoi compagni di squadra che lo hanno seguito hanno compreso: tornare a vincere con la maglia che lo ha portato sul tetto del mondo, ripartendo dal Purgatorio della Serie B anche se si può parlare d’Inferno visti i punti di penalizzazione e la cessione dei pezzi pregiati della squadra.

Soltanto chi non ha paura di cadere nella banalità e nell’indifferenza della monotonia, nell’apatia o nella stanchezza della routine e sa andare avanti giocando sempre per la stessa maglia può dirsi un uomo completo, un atleta costante, un campione apprezzato.

Il rinnovo di Del Piero alla fine è una cosa normale, tanto scontata quanto necessaria. Ogni anno si parla troppo di questa faccenda che non ha nè capo nè coda, a dirla tutta; anche chi si è sempre mostrato ostile nei confronti del rinnovo di Del Piero oggi direbbe che è stata la scelta giusta non perchè la Juve ha bisogno ancora di Del Piero in campo (questi sono pareri, relativi, sui quali si può discutere per ore) ma perchè vedere la Juve senza Del Piero non è la stessa cosa. Ormai è abitudine vedere Pinturicchio nella Juve e nessuno immaginerebbe il nuovo stadio senza almeno un gol di Alex . La verità è che nessuno ha mai pensato veramente ad una Juve senza Alex e ad un suo addio imminente. Quindi di cosa stiamo parlando? Ma che, stiamo scherzando? I numeri, ovvero 674 presenze e 283 reti senza mai stancarsi, parlano da soli.

In questa vicenda, l’altro coniuge si chiama Andrea Agnelli perché i matrimoni si fanno in due. Stefano Del Piero al massimo ha fatto da maggiordomo. Non sapremo mai se Andrea Agnelli si sia realmente alterato alla notizia che Del Piero, qualche mese fa, aveva dichiarato di esser disposto a firmare anche in bianco, azione colta dai più maliziosi come una mossa strategica da parte del Capitano che ha esposto il presidente a serie figure barbine in caso di non rinnovo e costringendolo, in un certo senso, a firmare l’ultimo contratto mantenendo  termini economici comunque decenti. E invece il misero milione e mezzo (dipende dai punti di vista, ma se lo paragonassimo con i campioni o le bandiere di suo pari livello, invece che con giocatori di serie C…) che Alex percepirà da qui sino alla fine del prossimo anno dimostra il contrario: dimostra che la volontà di fare un altro anno c’era, da ambo le parti; dimostra che il sacrifico del capitano è un vantaggio per la Juve che potrà approfittare (sì, approfittare!) ancora del suo contributo in campo, dimostra che le TV hanno parlato, ancora una volta, tanto…

Il senso d’appartenenza, forse, è ancora di casa. Appartiene ad entrambi ma ad Alex appartiene di diritto. È il migliore. ANCORA LUI. Questione di routine e d’abitudine.

eldavidinho

Juventus-Atalanta 13 -05-2012 Juventus stadium ore 15,00

Possiamo definire l’ultimo scontro come una piccola formalità, una prosecuzione dei festeggiamenti iniziati domenica scorsa sera, la maggior parte di noi, non ci crede ancora, sembra un sogno senza fine. Questa volta non morirà all’alba. L’Atalanta è salva ma in piena bufera mediatica, immagino una partita calma, all’insegna del divertimento, senza esagerazioni,  evitando situazioni in cui i nostri giocatori possano farsi male, in vista dei campionati europei.

Il pubblico resterà in trepidante attesa della festa finale bianconera, qualunque sarà il risultato, per questa domenica,  il tutto esaurito.

domenica  sarà l’ultima giornata, e un po’ ci dispiace che dovremmo attendere tanto tempo per seguire la nostra squadra, ma nell’attesa ci faranno compagnia il campionato europeo.

Appuntamento il 13 di maggio, chi è fortunato ad essere allo stadium si diverta, noi assisteremo da casa e ci divertiremo insieme a voi.

Buona fine di campionato a tutti!

Luna23

 

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