VIVERE PER ODIARE LA JUVENTUS

Da quando mi occupo di calcio un po’ di più attraverso il nostro blog, mi sono resa conto di quanta gente viva  per odiare  la Juventus e i suoi tifosi.

L’odio ha ben poco a che fare con lo sport, per’altro questa avversione per la Juventus si tramanda di generazione in generazione, io sono stata fortunata perché mio padre (juventino) non mi ha mai detto di odiare gli altri, né in casa mia era praticato alcuna forma di sfottò o insulto all’avversario.

Quindi l’odio non lo capisco, e analizzando il problema si tratta di un sentimento  fine a se stesso, che non serve a niente, è una perdita di tempo   che si ritorce contro.  Chi si odia?

La società? La proprietà? La maglia?I suoi colori?I giocatori? La tifoseria? La storia?

Società e proprietà dell’odio altrui se ne fa un gran baffo .. la maglia e i suoi colori sono un concetto astratto, giocatori .. ecco forse è la forma più plausibile ma  c’è un però: che il nostro odio nei confronti dei giocatori trova poche giustificazioni, poiché i calciatori tra loro anche avversari non si odiano affatto anzi è una categoria che si “copre” abbastanza:  mai uno dica male dell’altro o riveli le “marachelle” fatte di nascosto magari in diretta Tv, e se succede, la cosa viene subito riparata ammettendo di essere stato frainteso, altri, sono anche amici, frequentano gli stessi locali e club vacanze, dove si ritrovano lontano dagli occhi della gente, oggi è frequente militare per un’intera carriera  in una squadra, ed improvvisamente passare agli avversari con estrema naturalezza, insomma, il calcio ormai somiglia ad un grande “minestrone globale” dove si fa tanta “beneficenza” in cui ci  si rituffa appena finita la partita,  dimenticando in pochi minuti le grida, le urla, i cazzotti e le cattiverie in campo.

In realtà, la parte debole del calcio siamo sempre noi tifosi, guardati con compassione da tutto questo circo che se la spassa, tra guadagni facili e vita privilegiata.

Fa sorridere, che dal minestrone emergano figure il cui ruolo sociale è ben diverso, come dei presidenti o dei sindaci che invece di mantenere un basso profilo, no, fomentano con i loro proclami tifoserie già abbastanza “accalorate”.

E pensare che proprio loro dovrebbero insegnare a noi come si sta al mondo offrendoci il buon esempio di “tifoso politicamente corretto”, invece il ruolo istituzionale si perde nel baratro dell’odio tanto da dimenticarsi che una città non è fatta di una sola tifoseria e che sarebbe più opportuno esprimersi con estrema cautela considerando la propria funzione politica.

Noi Juventini, per esempio, sappiamo che, la strage accaduta a Bruxelles all’Heysel è stato un vero e proprio atto terroristico di cui conosciamo solo le versioni “ufficiali” ma siamo consapevoli che la realtà era ben diversa e che l’attacco al gruppo di tifosi Juventini è stato generato dall’odio dei supporter avversari, mi dite cosa c’entra tutto questo con il calcio e con lo sport?  In una finale di coppa dei campioni non sono presenti solo tifosi, ma gente dalle più svariate provenienze, appassionati di calcio a prescindere,  eppure niente, l’odio scavalca la ragione, e di questo atto, ancora oggi della verità non si parla, appena qualcuno sussurra gli  viene tappata subito la bocca, proprio per non turbare l’amalgama del “minestrone”.

Io vorrei invitare, tutti presidenti e sindaci, e chiunque visibile di godersi i privilegi facendo un po’ di “silenzio”, che calmi gli animi, che non distorca dagli autentici problemi e che consenta noi del gradino più basso di questo mondo di goderci un po’ di spettacolo e qualche ora di felicità.

Luna23.

  1. Alessandro Magno

    e domani arrivano i viola

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