“Gaetano e Giacinto”

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Una di queste mattine, mentre stavo guidando,  ho sentito suonare questa strana canzone che poi ho scoperto essere degli Stadio, gruppo musicale bolognese, un brano dedicato a Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti. All’inizio apprendendo solo una strofa non capivo di chi si parlasse, anche se Gaetano e Giacinto mi sembrava un  titolo curioso e mi ricordava qualcosa e la strofa “Gaetano e Giacinto, sono due  tipi che parlano piano anche adesso .. adesso che sono lontano” mi ha fatto improvvisamente capire.

Ho rintracciato il motivo e sentendolo più volte, vi confesso mi sono commossa, l’intento del gruppo musicale è commemorativo nei confronti di due campioni la cui prerogativa è stata il silenzio, e celebrativo  di un altro vissuto calcistico.  Non  parlerò di Giacinto Facchetti, perché non lo conosco né so niente di lui, ma di Scirea sì, perché è stato indimenticabile e oggi una figura come la sua sarebbe necessaria, non solo in Juventus, per il calcio in generale.

Manca un uomo il cui privilegio era quello di non vivere alla ribalta, mi ricordo di lui, abitava nel mio quartiere quando ero piccola, era normale incontrarlo, la sua immagine era di un marito e padre di famiglia felice, che terminato il suo dovere con la squadra e i tifosi, correva a casa per stare con loro, per lui il calcio non era che un lavoro, non sentiva il desiderio di distinguersi, di sentirsi diverso dagli altri, di trasgredire .. lui era così.

Se penso alla sua morte mi viene un brivido:  Gaetano Scirea moriva  mentre stava vivendo un momento importante, aveva avuto tutto, una grande carriera che proseguiva in ascesa, una bella famiglia, non è morto di malattia, ma sul lavoro e tragicamente, una morte che poteva essere evitata, ha lasciato oltre una moglie giovane un figlio ancora bambino, che lo ha visto e vissuto molto poco. La moglie ..una donna forte, di carattere che ha reagito alla disperazione allevando suo figlio e dedicandosi alla politica non solo per se stessa ma  per fare  qualcosa per gli altri.

Scirea è sempre presente nel cuore della gente, è come non se ne fosse mai andato, certo la sua Juve era diversa da quella di oggi, non saprei immaginarmelo in questo attuale calcio, che muove gigantesche somme di denaro in cui certe cose non hanno senso, chissà come si sarebbe trovato, cosa avrebbe fatto, che ruolo avrebbe avuto, è certo saremmo stati tutti meglio insieme a lui.

Oggi ci restano i ricordi, le foto e i filmati ma anche questa canzone gli offre un giusto omaggio, lo ricorda con tanta nostalgia …

Luna23

 

  1. 🙂 bello… Non l’ho conosciuto come uomo e calciatore, ero troppo piccolo. L’ho conosciuto dai racconti di papà prima e con internet poi. E il Corso Gaetano Scirea è una bellissima cosa…

  2. Alessandro Magno

    La canzone è una canzone ben fatta e a tratti commovente che stigmatizza piu che altro il carattere dei due uomini e va al di là del discorso sportivo. Purtroppo è un tentativo di fare una pacificazione fra le due tifoserie che a oggi mi appare abbastanza maldestro non lo so probabolmente Gateano Curreri che l’avrà scritta è bolognese e del Bologna quindi magari la cosa la vede un po a modo suo, sicuramente gli Juventini non alcuna intenzione di pacificarsin con gli interisti fino a quando non avranno pagato almeno in parte le loro malefatte . Chi ha visto la partita ha visto lo striscione che hanno esposto in curva ” io lo scudetto non ho rubato…” che è tutto dire . A queste condizioni non abbiamo alcuna voglia di fare pace con loro. Per quanto riguard tutto il quello scritto da Luna nell’articolo riguardo a Scirea concordo e aggiungo che il corso Gateano Scirea nei dintorni dello stadio credo sia un tributo doveroso.

  3. non ci sarà mai pace. Io ho rispetto per il calciatore facchetti, seppur non conosciuto, per quello che ha dato nonostante qualche CAFFE’ CORRETTO. Ma il facchetti dirigente è altra roba, succube di moratti e imbroglione.

    Non possono essere paragonati, confrontati o usati come scusa per riappacificare le tifoserie. Non ci sarà mai questa pace.

  4. Alessandro Magno

    sono daccordo cone te Silvio

  5. Mi sembra che alla luce di tutto quello che è emerso e sta emergendo sulla figura di Facchetti posso solo dire che è stato un grande campione anche da me ammirato come primo terzino fluidificante della storia del calcio italiano e grande finalizzatore (59 goals al suo attivo) però come dirigente posso dire che una persona che tramava nell’ombra non è che sia il massimo della correttezza e soprattutto della sportività, come qualcuno ci vuol far credere.
    Di Facchetti ho capito che anche lui avrebbe dato tutto per la sua amata Inter, però mettendo in campo tutto quello che di lecito ma soprattutto di illecito era possibile fare.
    Quindi delle due figure mi sembra che il grande Gai (Scirea) ne esca molto meglio perchè era un uomo in campo e fuori, sia nel gioco che nelle dichiarazioni, uno al quale sia nella Juve che in Nazionale non l’ho mai visto alzare la voce, o rivolgersi agli avversari con disprezzo, o fare falli furbi che ti fanno capire quanto spregevole possa essere un calciatore e soprattutto era VERAMENTE ONESTO.
    Sursum Corda

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