Sesso Juve e Rock n Roll s03 e24

Come ogni lunedi alle 22 con Michele Fusco Francesco Musina Arco Lubrano Antonio Corsa Toto Cafasso conduce Ben

 

 

  1. GIOVANNI RAZZA SULLA RIPRESA DEL CSMPIONATO

    Parere negativo, sia pur come opinione personale, alla ripresa dei campionati di calcio in Italia.
    Lo ha dato Giovanni Rezza, capo dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, interpellato sull’argomento nella conferenza stampa quotidiana della Protezione Civile sullo stato dell’emergenza Coronavirus in Italia: “Da romanista manderei tutto a monte – ha esordito Rezza per sdrammatizzare – è uno sport di contatto e il rischio di trasmissione c’è.
    Ho sentito di protocolli sanitari particolari, ma mi sembra un’ipotesi un po’ tirata.
    Se dovessi dare un parere tecnico non sarei favorevole e credo che il Comitato tecnico scientifico sia d’accordo.
    Poi è la politica a decidere. Questo è un mio parere personale”.

    Diaconale si scaglia contro Rezza

    Rezza sulla Roma: “E’ stata soltanto una battuta”
    In serata Rezza ha voluto gettare acqua sul fuoco per quanto riguarda il riferimento alla Roma, che ha suscitato la reazione del portavoce della Lazio, Arturo Diaconale: “Si è trattato solo di una battuta, per sdrammatizzare il contesto – le sue parole all’Ansa – quanto alla ripresa del calcio, credo che sia una decisione difficile da prendere date le possibili implicazioni sanitarie”.

    da Tuttosport

  2. Alessandro Magno

    gia gia e diaconale gli ha risposto a capocchia

  3. Io però non riesco a capire questa ritrosia sul calcio. Se si riaprono i centri commerciali non vedo dove sia il problema per il calcio. Si faranno i tamponi ai calciatori che sono gli unici che non potranno prendere precauzioni in campo, dovranno comunque venire a contatto. Per il resto tamponeranno anche i dottori e massaggiatori mentre gli altri operatori avranno l’obbligo di mascherine e guanti.
    Secondo me i giocatori addirittura potrebbero essere messi in isolamento per tutta la durata del campionato; d’altronde qui ci sono categorie che vanno a lavorare per quattro spiccioli, mentre loro lavorano divertendosi, altrimenti si chiuda tutto, si taglino gli stipendi e ricominciamo quando ci sarà un vaccino ma per tutti: quindi per fine anno? Possiamo permettercelo?

    • Grazie Barone per l’interessante articolo.
      Per quanto sia ignorante in materia mi pare coerente quanto spiegato dal professore.

      • 👍
        Di nulla Kris…posto tutto quello che leggo e che mi capita sotto mano…ammazza, non ho mai letto così tanto come in questo periodo di pandemia che in tutta la mia vita vissuta finora!

  4. alessandro magno

    Per la fifa giocatori in scadenza al 30 giugno non possono giocare a luglio chi è in prestito non può giocare a luglio

    • Ma come, loro decidono che i campionati devono essere portati a termine…e non fanno una proroga in tutto ?

      Ciao Ben

  5. michelleroi

    https://www.gonfialarete.com/2020/04/07/fifa-comunicato-ufficiale-prolunga-dei-contratti-in-scadenza-a-giugno-2020/

    Ecco, ragazzi.
    La Fifa ha comunicato che i contratti in scadenza dovranno essere prolungati sino alla fine della stagione, quindi oltre il 30 giugno 2020. Idem per i prestiti.

  6. L’edizione odierna di Tuttosport spiega come potrebbe ripartire la Serie A, con le dovute date:

    “31 maggio – 4 recuperi

    Dal 4 al 21 giugno – 6 giornate con gare ogni due giorni (sabato-domenica e martedì-mercoledì) alle ore 15:00, alle 18:00 e alle 21:00

    Dal 21 al 12 luglio – 6 giornate con gare ogni tre giorni (sabato-domenica-lunedì e martedì-mercoledì-giovedì alle ore 18:00 e alle 21:00”

    • Ciao Gioele

      È tutto quello che ho potuto reperire in sintesi…e da te accennato.

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      6

      La Lega ha stilato un calendario che ricalca tempi e giornate dell’Europeo. Una bozza del Governo conferma l’ipotesi del via. La Figc riunisce la commissione medica che deve preparare i protocolli per gli allenamenti

      STEFANO SALANDIN 15 APRILE 2020 08:54

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      Serie A, si potrebbe tornare in campo il 31 maggio

      La speranza è in realtà quella di poter tornare in campo già il 31 maggio quando si giocheranno i recuperi.
      Dal 4 giugno, invece, via alle 12 giornate che ancora mancano per chiudere la stagione.
      Il programma è quello di giocare le partite in tre turni settimanali di due giorni ciascuno fino al 21 giugno. Durante questi primi sei turni le gare saranno spalmate su tre fasce orarie giornaliere.
      Dal 24 giugno, poi, le fasce si ridurranno a due per evitare la partite delle 15, troppo a rischio per le temperature, ma si amplierà la spalmatura su tre giorni.
      Come negli Europei, appunto, durante i quali si sarebbero giocate solo due gare al giorno dopo la fase a gironi dagli ottavi in poi.
      L’ipotesi di partire al 31 maggio è avvalorata anche da una bozza con le ipotesi riaperture che il Governo ha discusso nei giorni scorsi con le “parti sociali”. Che, però, rimanda addirittura alla primavera prossima l’apertura al pubblico degli stadi.
      Sempre che, ovviamente, nel frattempo non venga avviata la vaccinazione o trovata una cura efficace contro il virus.

      #iostosempreacasa

    • andrea (the original)

      E le coppe come le incastrano in una situazione del genere?

  7. “La Fifa manda il calcio “nel pallone”. Emilio Garcia Silvero, direttore dell’ufficio legale della Federcalcio
    mondiale, ha rilasciato ieri parole chiare che pesano come un macigno.
    La Fifa non può prorogare d’ufficio i contratti oltre il 30 giugno. Un vero e proprio dietrofront dopo quanto era stato deciso non più di dieci giorni fa. Dal 1 luglio però il mercato non aprirà, dunque le squadre non potranno tesserare giocatori.”

    Fonte: Il Messaggero

  8. di Francesca Bernasconi

    Il virologo Tarro: “Per sconfiggere il virus serve la cura, non il vaccino”
    15 Aprile 2020 – 13:30
    L’esperto ricorda che per la Sars e la Mers non vennero preparati vaccini: “Si è fatto ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti”. E sulla gestione dell’epidemia dice: “Il governo non ha potenziato subito i posti di terapia intensiva”

    Aspettare un vaccino in grado di sconfiggere il nuovo coronavirus potrebbe essere inutile. Secondo il virologo Giulio Tarro, infatti, “se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi”. È quello che avviene “per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto”.

    Il virologo, primario in pensione dell’ospedale Cotugno di Napoli, è stato in prima linea contro diverse malattie: “Ho isolato il vibrione del colera a Napoli, ho combattuto l’epidemia dell’Aids e ho sconfitto il male oscuro di Napoli, il virus respiratorio ‘sincinziale’ che provocava un’elevata mortalità nei bimbi da zero a due anni affetti da bronchiolite”, racconta a Businessinsider. E ricorda come “né per la prima Sars, né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini, si è fatto, invece, ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti”.

    Potrebbe essere questa la chiave per sconfiggere anche il Sars-CoV-2, che ha scatenato una pandemia a livello globale. Si tratta, quindi di “una cura”, non di un vaccino. L’epidemia, infatti, “potrebbe sparire completamente come la prima Sars, ricomparire come la Mers, ma in maniera regionalizzata o diventare stagionale come l’aviaria”. Per questo, afferma Tarro, “serve una cura più che un vaccino”. Per quanto riguarda le tempistiche, l’esperto si augura che la soluzione possa “arrivare anche per l’estate. Spero che la scienza e il caldo possano essere alleati. E confido che potremo andare a fare i bagni. Troppa gente parla del coronavirus senza avere il supporto dei dati scientifici e senza le giuste conoscenze”. Infatti, sostiene Tarro, “oggi non lottiamo contro l’Ebola, ma il nostro nemico è una malattia che non è letale per quasi il 96% degli infetti”.

    Secondo il virologo, invece, a mettere in crisi il sistema sanitario sarebbe stata una serie di concause: “Il problema – spiega – è nel restante 4% che si è scatenato contemporaneamente. In pratica in meno di un mese abbiamo avuto gli stessi malati di influenza di un’intera stagione. Un’ondata a cui era impossibile far fronte a causa dei tagli alla sanità degli ultimi anni. Secondo l’Oms, tra il 1997 e il 2015 sono stati dimezzati i posti letto in terapia intensiva. E, peggio, non siamo stati abbastanza veloci a riparare i danni”. L’Italia avrebbe perso troppo tempo a dichiarare l’emergenza e ad adottare le misure necessarie per far fronte all’emergenza: “Perché quando abbiamo avuto le notizie dalla Cina, i francesi sono intervenuti subito sui posti in terapia intensiva e noi no?- si chiede- Abbiamo preferito bloccare i voli con la Cina: una misura davvero inutile. Per non parlare poi del caos mascherine. La verità è che all’inizio non le avevamo quindi si diceva che dovessero usarle sono medici e pazienti, poi siamo diventati produttori di mascherine e quindi diciamo che servono a tutti”.

    Infine, secondo l’esperto, anche la strategia comunicativa del governo avrebbe qualche falla: “L’allarme è fonte di stress e lo stress, paradossalmente, determina un calo delle difese immunologiche. Lo sanno tutti gli esperti, eppure ogni giorno assistiamo a questi inutili numeri che comunica la Protezione civile”. E aggiunge: “Sono dati che non vogliono dire nulla: non conosciamo il numero preciso dei contagiati e di conseguenza ci ritroviamo di fronte a un tasso di mortalità altissimo”.

    #iostosempreacasa

    • Barone a me sinceramente tutti questi medici e scienziati che parlano hanno un po’ rotto i coglioni: non c’è uno che dica la stessa cosa a partire dal vaccino chi dice per settembre chi dice gennaio, chi addirittura oltre. Sui test da fare chi dice sono attendibili, chi al 90%. Sulle mascherine e le distanze poi non ne parliamo! Infine adesso la dicotomia verte anche sull’immunità: alcuni affermano che è temporanea altri che dura pochi messi, altri ancora che potrebbe non essere necessariamente vero che nonostante si sia avuta la malattia si sia anche immuni. Infine meglio la cura, no meglio il vaccino.
      E’ un casino dove non c’è una posizione unica dove tutti parlano virologi, epidemiologi, immunologi, anestesisti e addirittura cardiologi. Insomma io vedo un sacco di sfilate in tv, radio e quant’altro, un sacco di conferenze stampa singole o a reti unificate, ma di sostanza non ne vedo.
      Intanto gli altri ripartono, hanno meno morti e non parlo solo della germania ma anche della disastrata spagna che fino ad una settimana fa stava peggio di noi.

      • luigis
        Non è che metto ste cose perché io ci credo o per convincere voi…le metto per aggiornarci sul come si evolve la faccenda.
        Io personalmente, a parte la preoccupazione dell’attuale momento, preferivo più cazzeggiare di calcio.
        Ciao

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