35 anni dalla tragedia Heysel Venerdì 29 Maggio 2020 ore 21-30 in Diretta.

 

 

Venerdì 29 maggio 2020 in occasione del 35ennale della tragedia allo stadio Heysel di Bruxelles megliodiniente.com organizza online in diretta STREAMING su YOUTUBE e FACEBOOK la commemorazione annuale del ”Comitato per non dimenticare Heysel di Reggio Emilia”. Interverranno IULIANA BODNARI Presidente del Comitato BENEDETTO CROCE vicepresidente del Comitato FRANCESCO MUSINA responsabile per lo Sport MDN CARLO RICCI e NEREO FERLAT reduci della tragedia presenti nella tristemente famosa curva Z. Regia di Antonello Zedda.

 

  1. LO SCIOPERO NAZIONALE DEI MACCHINISTI

    Sposato e con due figlie il 28 maggio dell’85 la partenza per Bruxelles per andare a vedere la Juve che avrebbe giocato il giorno dopo.
    Treno-cuccette 286 da Roma per Bruxelles già prenotato compreso il biglietto allo stadio settore Z.
    Salta tutto per via di uno sciopero dei macchinisti.

    Partita vista alla TV con la mia famiglia…gli abbracci e le lacrime con mia moglie e le mie figlie non dopo finita la partita ma prima ancora che cominciasse, appena iniziano a scorrere le immagini della tragedia.

    Il mio pensiero e una Prece va ai 39 angeli dell’Heysel.

  2. LA STORIA CALCISTICA RACCONTA

    LO SMEMORATO DELL’HEYSEL

    I conti non tornavano, quando furono contati i cadaveri e presi contatti con i famigliari.
    Il mistero riguardava il nome di Marco Manfredi, quarant’enne autista d’ambulanza di Moncalieri, che mancava ancora all’appello e non figurava tra le vittime.

    Non si sapeva nulla di lui da otto giorni, la moglie andò a Bruxelles per raccogliere notizie del marito.

    Quindi, il 5 giugno, un uomo venne avvistato mentre vagava per il centro di Torino, nei pressi di un ospedale.
    Lo raccolse la polizia: aveva la barba lunga e indossava vestiti sporchi e strappati.
    Presto fu riconosciuto: era Manfredi.
    Non ricordava niente della partita.
    Nelle sue tasche furono trovate due multe che aveva ricevuto sui treni francesi per aver viaggiato senza biglietto.

    Marco ricordava di essere stato a Nantes e in altre città transalpine.
    Aveva vissuto a mele e formaggio finché, una volta finiti i soldi, in qualche modo era riuscito a tornare a Torino.

    Lo smemorato dell’Heysel non era la quarantesima vittima.

    39 Angeli sempre nel cuore.

  3. 28 MAGGIO 2003

    Non sempre si vince a maggio, a volte lo maledici.
    La Juventus rimedia alla sconfitta subita 8 giorni prima giocata al Bernarbeu contro il Real battendolo il 14 maggio a Torino per 3-1…ma con l’eliminazione alla finale dell’uomo più in forma in quel periodo Pavel Nedved.

    “Quella sera non volevo guardare, la lotteria dei rigori.
    Avevo una strana sensazione,vedevo il Milan con una tranquillità maggiore, a parte Rino che strillava pronunciando imprecazioni in dialetto calabrese.
    Quella sera c’era in noi la pressione dei più forti sulla carta.
    Il campionato era stato vinto con molti punti di distacco, venivamo dall’impresa contro il Real, sulla carta eravamo più forti, ma le finali si sa, sono storia a se.
    Molto probabilmente il Milan era adatto più per l’Europa, aveva giocatori di caratura maggiore per quella competizione.
    La cosa che più mi fa male era vedere la faccia di Lippi.
    Era agitato, masticava continuamente una gomma.
    Credo che già sapesse tutto.
    La stessa cosa la feci ai mondiali, guardai fisso in direzione della panchina, e vidi il mister rilassato, tranquillo. Non c’è nulla da fare, alcune sensazioni te le senti dentro, difficilmente puoi lasciarle inascoltate, perché sono lì, in quel momento ti parlano, ed in Cuor tuo già sai come andrà a finire”.
    (Alessandro Del Piero)

    Buongiorno

  4. COME VOLEVASI…DATTI ALL’IPPICA

    Allegri, debutto flop nel mondo dell’ippica: la sua cavalla arriva ultima

    La prima dell’ex tecnico della Juve non è andata decisamente bene: Ossun Set ha chiuso la gara di Vichy all’ottavo posto.

    Andrà meglio la prossima volta. Debutto da dimenticare per Massimiliano Allegri nel mondo dell’ippica.
    L’ex allenatore della Juve da maggio è proprietario al 50% di Ossun Set, una cavalla di 3 anni che nella gara di Vichy anche se favorita ha chiuso all’ultimo posto.
    Inizialmente al comando, è poi stata raggiunta e superata dalle avversarie nel rettilineo finale. Una performance che probabilmente è stata condizionata dal terreno: ufficialmente “souple” (gradazione 3,6), in realtà ben più scorrevole.
    L’ultima volta Ossun Set era andata forte su pista pesante.

    fonte Tuttosport

  5. QUESTIONE DI SOLDI…SKY IN TRIBUNALE

    Meno uno e meno due. Domani e dopodomani: se come ormai certo il governo dà il via libera al campionato, l’assemblea d’urgenza scriverà il calendario definitivo.

    Il Consiglio di Lega non ha fornito indicazioni nuove. Il 13 ed il 14 Giugno sono le prime date per ripartire, recuperando le quattro partite della giornata n. 25; dopodiché, tutte le partite rimanenti fino al termine del 26 Luglio.
    E poi la coppa Italia: una competizione “veloce” con svolgimento settimanale tra il 28 Luglio ed il 2 Agosto.

    Finalmente siamo arrivati: in attesa del nuovo Sì del Comitato tecnico scientifico, domani pomeriggio l’incontro maiuscolo tra il ministro Spadafora ed i vertici del calcio italiano.
    Oggi è la giornata dei calciatori, perché l’AIC ha organizzato una riunione per affrontare i temi clou dell’attività agonistica, dei suoi orari e dei contratti; a proposito del secondo fattore, le indicazioni parlano delle 17:00, delle 19:15 e delle 21:30. Non dimentichiamo il piano B: se non sussistessero le condizioni regolari, il format dei playoff per tagliare rischi e tempi.

    Il calcio è anche e soprattutto televisione.
    La Lega ribadisce la sua posizione: nessuno sconto al licenziatario SKY, che chiede un taglio tra il 15% ed il 18% per quanto riguarda l’ultima rata della stagione da riprendere.
    La notizia vera è il decreto ingiuntivo della stessa Lega nei confronti della piattaforma presso il tribunale di Milano. Ammessa la ragione delle società, queste non vedranno alcun versamento prima di novanta giorni; una volta ricominciata la Serie A, SKY non può non versare la rata.
    D’altra parte, continua il dialogo con DAZN e IMG perché hanno avanzato proposte ancora al vaglio.
    Sempre una questione di soldi.

    Contatti continui a livello europeo tra organizzazione UEFA e club ECA: “Tutto è ancora possibile”.
    Il Comitato esecutivo di Nyon è programmato per il 17 Giugno, quando può essere stilata la programmazione di Champions ed Europa League dalla seconda settimana di Agosto; si pensa di snellire le competizioni, giocando i Quarti di Finale in gara secca.

    Tornando ai protagonisti del campo, la tornata Bundesliga palesa una quantità di infortuni fisici che fa pensare. Statisticamente, la cifra somiglia a quella dell’inizio dei ritiri; logico che comprimere il finale di stagione possa creare problemi supplementari, dopo uno stop lungo ed anomalo e temperature elevate.
    L’AIC non è preoccupata: “Allenatori e preparatori hanno mezzi ed organizzazioni eccellenti.
    La ripresa non deve essere stressante, impegni e rischi saranno come al solito”.

    Il virus pilota sempre e comunque pratiche e discussioni.
    Il portiere del Bournemouth trovato positivo è allarmato perché dice di essere stato in contatto con nessuno eppure… Restando in Inghilterra, rivelazione su Kanté del Chelsea: ha rifiutato gli allenamenti perché ha vissuto un brutto periodo con sintomi anche se negativo al tampone; chi non si sente in grado di ricominciare, va aspettato.

    di Giacomo Scutiero

  6. UFFICIALE

    Dal 13 giugno al 20 Coppa Italia

    Dal 20 giugno riparte la serie A.

    Saluti

  7. Il campionato terminerà quando la Juve non sarà più in testa.

    Auguri.

  8. +39
    IL RICORDO È UN VALORE CHE NON HA BANDIERE.
    R.I.P.

  9. Mi unisco al pensiero

  10. Ed allora?Basterebbe allungare e non dare a nessuno l’opportunità di passare in testa, no? Piuttosto mi sembra più opportunistica ( per gli avversari)l’idea Playoff dove potrebbero far rientrare in gioco chi non meriterebbe

  11. LA NOTTE DELL’OLOCAUSTO
    di Massimo Zampini

    Maggio è un mese zeppo di anniversari, feste e giorni straordinari: una miriade di scudetti (tra cui quello del 5 maggio), la Champions di Roma, le altre coppe europee vinte, gli struggenti, ma meravigliosi addii di calciatori indimenticabili. C’è anche qualche sconfitta, certo, tra scudetti persi in volata e finali amare (proprio il 28 maggio si ricorda Manchester 2003, ma il 25 per esempio è il compleanno della più dolorosa e inaspettata Atene ’83), ma quello è calcio, si vince e si perde, è la sua regola e il suo fascino, ci si può riprovare l’anno dopo.

    E poi, inesorabile, arriva il 29 maggio.
    E il problema è che lì non c’è vittoria e non c’è sconfitta: lì c’è l’”Olocausto”, come titolò il Guerin Sportivo di allora, con foto in copertina (del maestro Salvatore Giglio) di un uomo con la barba, sciarpa bianconera al collo, che veglia su un signore più anziano di lui mentre intorno la gente passa. Nell’espressione di quell’uomo c’è tutto: l’assurdità della situazione, la richiesta di aiuto e magari la richiesta di spiegazioni a chi può spiegarci qualcosa, del come si faccia ad andare allo stadio e morire, andare allo stadio e veder morire un proprio caro, un figlio, un padre, un amico.

    E l’Olocausto si porta dietro tante storie, private, pubbliche, si porta dietro chi cerca di tenere sempre viva le memoria e chi ci ride sopra, perché è facile ridere di qualcosa non vissuto in prima persona, magari si risulta originali e divertenti, chissà.

    Si porta dietro una partita surreale in un ambiente incredibile, giocata contro il volere della Juventus, vinta con Tacconi migliore in campo (“è la mia migliore partita, ma non voglio e posso parlarne”). E le polemiche, ovviamente, sennò che gusto c’è? E allora eccoci con il rigore fuori area, anche lì, spazio al moviolone e ai veleni perfino quel giorno, perché non ci si deve fermare di fronte a nulla.
    Ecco poi l’offesa alla Juventus, che tiene in bacheca quella “coppa sporca di sangue”.
    Perché tu arrivi in finale, quel giorno un’orda di teppisti fa tutto quello che può per annientare i tuoi tifosi, riesce a travolgere tutto fino a farne morire 39 (di cui 32 italiani), ti obbligano a giocare la partita per motivi di ordine pubblico, ma alla fine sei tu che hai sporcato la coppa di sangue.
    E so che tanti fratelli juventini la pensano diversamente, ma per me è una coppa da tenere stretta in bacheca, mostrare al Museum in omaggio a chi era andato lì e non è tornato, a chi era lì ed è tornato, ma quella notte non se la toglierà più dalla testa, come eterno ricordo del passato e come monito per il futuro.
    E i cori di scherno di tifosi troppo stupidi per essere tifosi, e le rimostranze perché “poi avete fatto il giro di campo, quello ha sorriso, quello ha esultato”, insomma tutto, ma proprio tutto, nascondendosi ipocritamente con la mai così poco appropriata espressione del “rispetto dei morti”.
    Tutto, tranne il ricordo e il raccoglimento, l’unica reazione che i parenti dei defunti avrebbero apprezzato davvero.
    Utilizzare morti e tragedie per le proprie grette polemiche calcistiche, un classico riemerso anche di recente e di cui a quanto pare non è facile liberarsi.

    Ma questo non conta, sono vicende grette e la notte dell’Heysel va ricordata per altre storie, come quelle di chi ha salvato delle vite, chi si è sacrificato, chi lavora tutti i giorni per ricordare come si deve.
    C’è una stele dedicata nello Juventus Museum, con i nomi delle vittime; c’è un museo virtuale, la sala della memoria Heysel aperta da Domenico Laudadio; ci sono le iniziative che sempre più spesso tendono ad accomunare il dolore per Bruxelles e Superga, due inferni senza colori.
    Ci sono i libri, come quelli diEmilio Targia, Mario Desiati, Francesco Caremani e diversi altri, ci sono le foto di Salvatore Giglio.
    Ci sono tantissimi modi per informarsi, per ricordare, per onorare, provando a dimenticare la spazzatura che vorrebbe circondare perfino una tragedia come questa.

    E, tra le tante, rimane quella copertina e quella foto: quel signore con la barba, quell’espressione incredibile di dolore e sgomento che è la stessa di noi tutti, cui mancano le parole quando, dopo un mese zeppo di calcio, di trionfi e di qualche sconfitta, arriva il 29 maggio.
    La notte più buia, la notte dell’Olocausto.

  12. Me lo auguro.
    Questo campionato si era fermato e fermo doveva restare…avanti con l’inciucio, come lo hanno programmato, no.

  13. +39 RISPETTO

    Papà ha trovato i biglietti per la finale di Coppa dei Campioni…

    e me ne ha regalato uno per il mio 11esimo compleanno…

    Non vedo l’ora che si parta, già mi immagino lo stadio pieno,

    i cori e le maglie bianconere che scendono in campo…

    Finalmente vedrò Tacconi, Cabrini, il Capitano Scirea e poi lui…

    le Roi, il Re… Michel Platini… che emozione.

    Papà mi ha raccontato che l’ultima volta non è andata bene…

    che quelli dell’ Amburgo erano entrati più volitivi

    e alla fine la coppa l’hanno presa loro…

    Spero non sia così anche stavolta… anzi no… non sarà così stavolta, me lo sento…

    anche se sono un bambino, se ho solo 11 anni, certe cose non hanno età.

    Finalmente si parte, il viaggio è lungo, ma non ci si annoia mai

    tra scherzi, barzellette, e i cori per la nostra Juventus… che spasso.

    Eccoci !!! Siamo arrivati…stanchi ma senza essere stanchi davvero,

    perchè l’emozione mi tiene sveglio… saranno 15 ore che non dormo…

    Mamma mia che brutto lo stadio… sembra una rovina dell’antica Roma…

    e quanti poliziotti a cavallo…

    dicono che il nostro settore, lo zeta, è vicino agli inglesi…

    dicono che questi hooligans sono pericolosi che bevono…

    Ma io non ho paura, no… ho con me il mio Papà…non può succedermi niente…

    ….e poi io e il mio papà, per fortuna, siamo dall’altra parte…

    Evvai… da qui vedo benissimo il campo…ma quando inizia ?

    Sono già stufo di aspettare… dai che ormai manca poco…

    E ora che succede ????

    Perchè quegli inglesi stanno prendendo a calci le reti ??

    E perchè ci tirano addosso di tutto ???

    Che non vedono che qui ci sono solo famiglie e gente tranquilla ????

    Oh… ma che spingete ???

    Fermi, fermi… qua c’e’ il muro… non posso andare più in là…

    Papà, ti prego fa qualcosa…

    Papà mi stringe a sè… cerca di proteggermi…

    di farmi da scudo col suo corpo… uff, non riesco a respirare…

    Basta !!! Smettetela di spingere….fate piano…

    SONO UN BAMBINO IO!!!

    …………….

    Finalmente… è finito tutto…..sembrano tutti calmi, ora…

    C’è silenzio… tanto… e intorno a me è rimasta solo poca gente…

    …saremo una quarantina… compresi me e papà…

    1, 2, 3……39…..ma tutti gli altri dove sono ????

    E la confusione di prima ???

    E lo stadio ???

    Ora sto meglio…..ma non vedo più niente…

    ……qui è tutto buio………

  14. 😔🙏❤

  15. +39 RISPETTO

    Incontrai Stefano Tacconi a un Juventus Club dalle mie parti, fui uno dei primi ad arrivare a quell’appuntamento e trovai Stefano a bordo piscina, lui aveva pernottato in quell’albergo.
    Gli feci tante domande con ricordi annessi e tra questi non poté mancare la domanda sull’Eysel…

    “…furono le Forze dell’ordine a chiederci di uscire con la coppa per tenere buoni i tifosi dentro lo stadio.
    Non dovevano uscire perché gli hooligans non erano stati ancora evacuati”.

    E io gli credo. A Roma, contro la Lazio con il goal di Dybala al 93° le forze dell’ordine ci hanno tenuti in Curva Sud “prigionieri” fino alle 21,30 (e a Napoli in quel momento stava giocando la Roma) e poi incolonnati nei pullman e accompagnati fino fuori il GRA.

    Ed era una partita di campionato.

    Buona serata

  16. A leggere le parole di bellinazzo :”Considerato il protocollo, credo si sia fatto tutto per ripartire ma non per portare a termine la stagione della Serie A.” speriamo che la juventus resti in testa perché fin tanto che saremo primi in classifica questo campionato non lo sospendono.

  17. andrea (the original)

    Ma far ripartire un campionato per poi imporre la quarantena a una intera squadra in caso di positività di un solo giocatore significa decretare che il campionato lo decide il covid.
    Bah

  18. Andrea se fosse solo per un giocatore sarebbe già un traguardo. La quarantena riguarda anche gli addetti ai lavori.

  19. Barone50 28 Maggio 2020 @20:16
    Il campionato terminerà quando la Juve non sarà più in testa.

    Auguri.
    Chiedo scusa, manca la traduzione

  20. Ciao Ben
    Ieri sera ho seguito la commemorazione per le 39 vittime dell’Eysel in diretta che avete fatto.
    A parte qualche problema tecnico-audio è stata una commemorazione molto toccante…commoventi i racconti di Carlo, e poi la poesia recitata…quel racconto postato da me ieri mattina.

    Saluti

  21. PER VIA DEI CURDI

    Nulla di ufficiale, la uefa deve ancora decidere(L’UVA è acerba)…Possibile nuova sede per semifinali e finale di Champions League.

    Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la UEFA sta infatti pensando di disputare le ultime tre partite della competizione, ad agosto, in Germania e non più a Istanbul, dov’era inizialmente prevista la finale.

    Quello tedesco è il Paese che è ripartito per primo e ha messo a posto standard di sicurezza elevatissimi: probabilmente è questa la causa principale per cui la scelta europea starebbe cadendo sui campi tedeschi.

  22. QUEL VIZIO DI PIANGERE SEMPRE

    Coppa Italia, anche l’inter protesta: pronta a giocare a Napoli con la Primavera.

    L’inter dopo il Milan apre la protesta per la ripartenza con il mini tour della Coppa Italia: i nerazzurri potrebbero scendere in campo a Napoli con la squadra primavera per un calendario che penalizzerebbe il club.
    Dal 13 al 17 giugno si giocherebbe infatti la parte finale della Coppa Italia e il 20 ripartirà la Serie A. Anche la Juventus sarebbe scontenta della situazione.

    Non c’è solamente il Milan sul fronte dei club arrabbiati per la ripresa della stagione.
    In fila si sono messe anche altre due delle quattro semifinaliste di Coppa Italia, Juventus e inter.
    Manca solo il Napoli, all’appello ultima squadra a essere coinvolta nella fase finale del trofeo nazionale.
    Il problema? Il calendario che prevede un mini immediato tour de force per i quattro club con le partite di Coppa che si disputeranno come ‘anteprima’ alla Serie A, dal 13 al 17 giugno. In quattro giorni si disputeranno le gare di ritorno delle due semifinali e poi la finale.

    Tutto prima della ripresa del campionato prevista per il 20 giugno.
    La società rossonera ha già manifestato tutte le proprie perplessità in via ufficiale con le parole del proprio presidente, Paolo Scaroni che ha definito “discutibile” la decisione di far giocare partite così delicate subito, in modo ravvicinato e senza una adeguata preparazione.

    Dunque, ancor prima di tornare in campo, il calcio italiano è tornato sui vecchi binari, lasciati agli inizi di marzo, quando la pandemia aveva imposto il lockdown e lo stop a qualsiasi attività sportiva.
    La polemica è già in atto e non accenna a lenirsi in un semplice sussulto momentaneo, anzi.
    Dopo il Milan anche la Juventus e l’inter appaiono scontente di un decisione che, sotto il punto di vista meramente sportivo, sembra penalizzarle. Juventus-Milan di Coppa Italia, il 13 giugno alle 20.45 sarà la partita che segnerà il ritorno in campo post emergenza.
    E i club sono due delle tre società che contestano le modalità di ripartenza della seconda fase della stagione.

    La decisione – e il conseguente calendario che verrà ratificato in queste prossime ore – è seguita al vertice finale di ieri tra il governo e i componenti del movimento, ed è già contestata da alcune società di Serie A.
    Tra queste c’è anche l’inter che è pronta a guidare la protesta: la ripartenza consegnata alla Coppa Italia è definita sconcertante tanto da suggerire una provocazione: a Napoli i nerazzurri scenderanno in campo con la formazione Primavera.
    Il motivo della protesta è chiaro, tra Coppa Italia (in campo il 14 giugno a Napoli per il ritorno di semifinale e possibile finale il 17 giugno) si aggiunge la possibilità di tornare in campo il 20 per i recuperi di Serie A che vedono l’inter impegnata in un particolare tour de force.

    Alessio Pediglieri

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