SJR stagione 03 episodio 35

ore 22 come ogni lunedi torna la combricola di sesso juve e rock n’roll con Ben Antonio Corsa Benny Nico Michele Fusco Arco Lubrano e Francesco Muisna

  1. PANTA REI?
    Forse, e non ancora …

    In contrasto con il concetto dell’essere descritto da Parmenide, dove tutto ciò che è può solo essere e tutto ciò che non è non può essere, il pensiero di Eraclito si fa fluido, lasciando spazio alla possibilità, all’incertezza:

    “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”.

    Tutto è mutevole quindi, tutto si disperde nel tempo, ci ammonisce Eraclito.
    Ebbene, noi juventini abbiamo un privilegio: la nostra amata contraddice anche una pietra miliare della filosofia.
    Alzi la mano, infatti, chi non riconosce nella molliccia Juve attuale, la stessa identica Juve nelle peggiori prestazioni degli anni passati. Quello stesso ruminio di possesso che -almeno allora-, trovava un qualche sfogo sul secondo palo dove abitava un certo Mandzukic 😅.

    Il tifoso juventino insomma annaspa nello stesso lutulento fiume che l’estate scorsa la dirigenza decise di abbandonare.
    In barba ai numeri, noi quando ci sediamo sul divano a guardare la Juve -ce lo hanno fatto notare le nostre mogli-, immancabilmente ci troviamo distesi dopo un quarto d’ora, come se il corpo cercasse di seguire l’onda di un gioco … che non c’è. E aspettiamo disperati l’intervallo o l’espulsione di un avversario, per raddrizzare sul divano la nostra invereconda posizione 😅.

    E immancabilmente, alla fine di ogni partita, abbandoniamo Eraclito, per consegnarci sfiniti nelle braccia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa:
    “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
    Questa frase l’hanno storicizzata i dinosauri dello spogliatoio bianconero, Buffon e Chiellini, che sembrano eterni, e a cui dedico questa mia:

    ETERNI

    L’acqua scorre lenta
    lungo il fiume,
    e noi siamo
    canne intrecciate,
    che vento non temono.

    Siamo in ascolto
    de’ gorgoglii,
    e nulla ci appaga
    più dei sussurri
    che sciabordano
    dentro i mulinelli.

    Nulla ferma il tempo
    come i nostri sguardi
    che scrutando l’orizzonte
    cercano l’eternità …

    E noi diverremo eterni
    quando di quel fiume
    saremo l’acqua.

  2. Bellissima poesia che già ho avuto il piacere di leggerla…

    Caro amico ma se tutto andasse come vorremmo…e come ben sanno tutti gli sceneggiatori, se in una trama non ci sono contrasti da superare, la storia langue, perde ritmo.
    Come dire, eeemmmh…aspè, ho perso il filo…ah ecco, che se non c’è suspense, lo spettatore si annoia.
    Immaginiamo un romanzo…tipo i Promessi Sposi dove tutti vanno d’accordo: Renzo, Lucia, Don Rodrigo e Don Abbondio. Chi mai lo leggerebbe?

    Eraclito diceva che negli stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo.
    Ai tempi di Eraclito erano i fiumi a rappresentare il divenire, oggi è la televisione

    Infatti Eraclito ce l’ha con i più (in greco polloi), quelli cioè che credono di sapere e non sanno, che credono di udire e non ascoltano.
    Panta Rei ( tutto scorre)
    Luciano De Crescenzo

    Ciao

  3. LA CONFERENZA

    Tuttojuve.com vi riporta la conferenza stampa dell’allenatore bianconero in diretta.
    Buffon domani giocherà e farà il record di presenze?
    “Non abbiamo ancora deciso ma visto che come minimo ha 48 partite a disposizione credo che il record arriverà e sarà in questa stagione. Ancora non abbiamo deciso per domani, i programmi iniziali dei portieri stanno un po’ cambiando in base alle sensazioni di Filippi”.
    Storicamente la Juve col Genoa a Genova fatica, che partita si aspetta?
    “Andare a giocare lì è difficile per tutti, non solo per la Juve. È una squadra che nelle partite casalinghe negli ultimi anni ha fatto bene, è complicata come sempre in trasferta in questo periodo con le squadre che si giocano la salvezza. Penso che i ragazzi siano molto consapevoli di questo, non ci possiamo permettere niente di diverso. Se ci aspettiamo qualcosa di semplice siamo sulla strada sbagliata”.
    Ha già in mente qualche avvicendamento?
    “Qualche… Hai detto bene. In questo momento numericamente non ci possiamo permettere di alternare più di 2-3 giocatori. Nell’ultima partita avevamo 14 giocatori da campo, 3 portieri e 3 ragazzi dell’Under 23. Tra quei 14 giocatori ce n’erano due che avevano fatto solo 3 allenamenti, non abbiamo molte soluzioni. In questo momento possiamo solo pensare a 1-2 cambi, speriamo nei prossimi 7-8 giorni di recuperare qualcuno e avere più scelta”.
    Esiste il fattore campo in questo periodo?
    “Un po’ continua a esserci. È vero che fai a meno della spinta del pubblico ma hai quelle piccole abitudini su cui puoi fare affidamento come lo spogliatoio e i tuoi punti di riferimento in campo. Sono piccole certezze che possono aiutare i giocatori. Credo che, anche se meno, il fattore campo incida ancora”.
    Come sta Higuain?
    “Sta meglio, l’unica incertezza è la sua tenuta in un minutaggio più elevato”.
    Pensa che avrà problemi nella gestione di Pjanic?
    “Penso di no. Se questo trasferimento sarà ufficializzato Pjanic sarà contento perché va a finire la carriera in una squadra grandissima. Una carriera straordinaria, se si conclude la trattativa avrà giocato per Juve e Barcellona. Io per quanto riguarda lui sono sereno, è un ragazzo serio e intelligente a cui piace giocare. La possibilità che lui non ci dia il 101% in questi due mesi non la vedo”.
    Le va di presentare Arthur?
    “C’è poco da commentare, sono due ragazzi che per due mesi ancora dovranno giocare nelle rispettive squadre. È bene che si concentrino tutti e due su cosa c’è da fare ora e non a quello che si farà da fare a settembre-ottobre. Non voglio parlare di mercato e acquisti anche perché all’apertura del mercato mancano due mesi e io devo giocare partite importanti. Se spendo energie mentali sul mercato la vedo difficile anche perché è una cosa che non mi dà gusto. Capisco che l’opinione pubblica, anche per colpa vostra perché se si parla di calci d’angolo per 10 anni la gente parli di quelli, si sia appassionata al mercato ma come dico io dovrebbe appassionarsi anche al calcio che è l’aspetto più importante. Lasciamo perdere le valutazioni per il momento, qualcuno dello staff studierà questo giocatore per avere le idee chiarissime quando arriverà. Per ora godiamoci Pjanic per il resto della stagione”.
    Quanto sta cambiando la preparazione delle partite? Ci sono novità che l’hanno interessata e possono tronare utili in una situazione normale?
    “Penso che dobbiamo ancora trovare il massimo della condizione fisica, capita a tutti e forse non fa così male giocare così spesso però passando le giornate i giocatori andranno in condizione ma accuseranno l’accumularsi della partite. Stiamo cambiando tutto, specialmente la gestione dopo la partita. Difficile anche parlare di allenamenti, giocando così tanto la possibilità di andare a fare allenamenti impegnativi che ti danno la certezza di recuperare completamente non esiste. Si lavora solo di scarico e poi in preparazione della partita. Poi c’è la novità dei 5 cambi da maneggiare con cura: ho visto spesso squadre e risultati stravolti con queste 5 sostituzioni. Analizzando cosa è successo in Bundesliga ho visto un dato che mi ha sorpreso: erano più quelle di terza fascia che utilizzavano tutti i cambi, le squadre di prima fascia al massimo 3 o 4 e forse cambiavano di più l’undici iniziale. Questa è un’esperienza nuova, quindi a rischio cazzata come tutte le cose su cui non abbiamo un vissuto. Sicuramente è anche stimolante, se ne usciamo vivi abbiamo qualche conoscenza in più dopo da sfruttare negli anni successivi”.
    Come sta Bentancur? Se lo aspettava così arrivando alla Juve?
    “Sembra che stia bene, ha fatto tre giorni di scarico attivo. Pare sia stato più un crampo che un problema fisico. L’ho visto crescere velocemente, mi aspettavo un giocatore forte ma lo è ancora di più rispetto a quello che credevo. Adesso comincia ad avere più partite ed esperienza, sta tirando fuori più convinzione e personalità. Può sorprenderci ancora in futuro perché ha dei margini di miglioramento. Ramsey sta meglio, l’ho visto più vivo col Lecce rispetto a Bologna. Ma c’è anche su di lui l’incognita minutaggio. Bisogna considerare se sia meglio metterlo per 30 minuti alla fine o per 60 all’inizio. Valuteremo nelle prossime ore però mi sembra che abbia preso la strada giusta”.
    Dybala e Ronaldo giocano?
    “In questo momento possono giocare, il problema verrà fuori tra 2-3 partite. Non penso ci sia problema di sovraccarico però nel lungo periodo il recupero di Higuain anche per spezzoni lunghi di partita è indispensabile”.

    Buona serata

  4. Vero Barone, oggi è la TV che scandisce i nostri tempi e gestisce a suo piacimento le nostre informazioni. Così che, spesso ci sembra di pensare cose che invece ci sono state inculcate da essa.

    Anche l’uomo moderno, come Eraclito, dovrebbe fermarsi a guardare un fiume che scorre.
    In quel caso avvertirebbe in modo cogente lo scorrere del tempo, e la sua ineffabile inerzia sarebbe l’humus ideale anche per il nutrimento dei suoi pensieri.

    Ciao.

  5. L’ADDIO

    Respira Mire,
    questo è il ritornello che mi ripeto nella mente, nei momenti decisivi di una partita.
    Ed è quello che continuo a ripetermi ora, mentre provo a scrivere quello che sto provando in questo momento.
    Sono arrivato quattro anni fa per provare a vincere tutto. Perché anche quando non ci riesci, questo è ciò che deve provare a fare sempre un calciatore della @Juventus.Sono stati 4 anni intensi, vissuti al fianco di grandi professionisti ma soprattutto di amici veri, con i quali ho condiviso vittorie e record, ma anche amare sconfitte ad un passo dal traguardo. Sono stati anni in cui sono maturato come uomo e come padre. Questa è la città dove Edin è cresciuto, diventando il primo tifoso di questa squadra, e dove con la mia famiglia abbiamo costruito i più bei ricordi della nostra vita.Penso che non si dica mai a sufficienza grazie, e quindi:

    Grazie alla Famiglia Agnelli
    Grazie a tutti i compagni che hanno condiviso con me questo percorso
    Grazie a tutti i dipendenti ed i membri dello staff, che mi hanno aiutato a crescere
    Grazie ai tifosi che ogni giorno mi hanno fatto sentire speciale.

    Perché se c’è una cosa che ho imparato, è che non esiste un tempo minimo per innamorarsi. Alla fine è molto semplice: indossa questa maglia come una seconda pelle, dai sempre tutto e, non sbaglierai mai. Ora però abbiamo poco tempo da perdere e molto da andare a vincere fino al termine delle stagione.
    E quindi respira Mire,
    Perché quello che oggi ti sembra così triste, da domani sarà uno splendido ricordo che porterai nel cuore per tutta la vita.
    Miralem”.

    Buongiorno al blog

  6. michelleroi

    @Kris (topic precedente)
    Vero che l’errore in disimpegno da cui nasce la nostra prima rete nasce da un pressing offensivo… ma un conto è perdere palla, un altro è servire un retro passaggio che smarca Ronaldo da solo in piena area di rigore…
    Insomma, diciamo che il Lecce ci ha messo molto del suo.

  7. Certo Michel,
    Ovviamente nell’errore c’è responsabilità del giocatore leccese, ma Ronaldo e Dybala (oltre ai due che pressavano i portatori di palla) erano lì ad approfittarne. Senza quel nostro atteggiamento aggressivo non ci sarebbe stato errore o, qualora ci fosse non l’avremmo sfruttato. E poi c’è un Dybala in fiducia che la mette dove vuole.

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