SJR stagione 03 puntata 36

Con Arco Lubrano Antonio Corsa Michele Fusco Toto e Ben

  1. O’ ANIMALE

    Pasquale Bruno non ritiene Dybala un fuoriclasse: “con me non prenderebbe palla”.

    La Joya: “Lo avrei fatto impazzire, giocando a calcio 3 non a calci”.

    Noi juventini, purtroppo, sappiamo chi era Pasquale Bruno detto O’ Animale…soprannome dategli da Tricella.

    Se vi va potete leggere le sue bravate.
    I NEMICI – Anche nella sua ultima gara alla Juve, la finale di coppa Uefa (vinta al pari di una coppa Italia con la maglia bianconera) al Partenio di Avellino, si fece espellere. Cambiò maglia ma non città e con la divisa del Torino divenne un idolo anche in virtù di un’antijuventinità sapientemente esagerata. Aveva nel mirino soprattutto Casiraghi e i due Baggio. A Dino rifilò un paio di cazzotti uscendo dal campo dopo un derby perso: il centrocampista pagò la rabbia di Pasquale per via del gesto dell’ombrello fattogli da Di Canio. Si salvò, ma solo per caso, invece Marco van Basten in un Toro-Milan. Dopo l’autorete del difensore che lo aveva marcato duramente per tutta la partita, il centravanti olandese aveva incautamente esultato danzando sopra l’avversario a terra, innescandone la furia. In quel caso, fu furbo Capello a sostituire van Basten prima che la cosa degenerasse. Il 17 novembre del 1991 in occasione del derby della Mole, dopo appena 17 minuti di gioco, per un’entrata su Casiraghi, riceve il secondo giallo e non ci sta. Protesta per due minuti e nemmeno i compagni di squadra riescono a contenere la sua furia. Otto giornate di squalifica rimediò Bruno, poi ridotte a cinque.

    GLI EPISODI – Altri aneddoti: Il 7 Febbraio del 1993 si gioca Torino-Brescia 19esima giornata di serie A. Nel tunnel prima dell’ingresso in campo Pasquale si rivolge a Florin Raducioiu “Guarda che io oggi non ho voglia di correre“, gli dice. Il rumeno fa finta di non sentire e Bruno insiste: “O ti comporti bene, o mi inc… sul serio”. Il rumeno non ci fa caso, purtroppo per lui,e a fine primo tempo va via in dribbling. O Animale non aspetta altro e fa un’entrata choc. Squarcio fra polpaccio e tallone, 9 punti di sutura, 4 mesi di stop. Passato alla Fiorentina, in Fiorentina-Brescia, nel tunnel che porta agli spogliatoi a fine partita, Franco Lerda sputò in faccia a Bruno che sferrò un pugno allo stesso Lerda. 3 giornate di squalifica, una multa di 32 milioni dalla Fiorentina e viene anche messo fuori rosa dal presidente Cecchi Gori. Quell’anno si chiude la sua carriera italiana. Lui non ha mai rinnegato niente del suo passato calcistico: “In campo mi dicevano di tutto: terrone, africano, ignorante. Sull’ignorante, in effetti, non si sbagliavano. Nel tunnel succede di tutto: spinte, baruffe, provocazioni. Si nominano madri, mogli, sorelle. Però deve finire tutto lì”. Una volta smesso col calcio giocato ha svolto principalmente la professione di intermediario: è socio, con Jason Ferguson, figlio di Alex, della Elite Sport Group, società di procure sportive. Inoltre ha lavorato come commentatore televisivo per Tele+ e nella stagione 2010-2011 per Dahlia tv. La sua fama di provocatore non è cambiata, di recente ha detto che gli sarebbe piaciuto tornare a giocare solo per “spaccare la faccia” a Bonucci: “È insopportabile: il mio sogno nel cassetto è aspettarlo nel tunnel per dargli un pugno: cinque punti di sutura e non parla per 5 mesi”. A Repubblica poi ammise: “Mai avuto un amico calciatore, né fra i compagni né fra gli avversari. A parte Ian Rush, con lui si andava a bere insieme”. Oggi lavora con i bambini. In Salento 300 genitori affidano i propri figli al difensore più cattivo della serie A per antonomasia. O Animale allena i bambini della Soccer Dream, scuola calcio fondata a Parabita con il genero Chevanton e Robertino Rizzo, talent scout al servizio di Corvino.

    Buongiorno

    • Avrei qualche aneddoto da aggiornare riguardo ad o animal( mai appellativo puó essere più appropriato) .
      Siamo cresciuti nello stesso anno con qualche centinaio di ragazzi ed abbiamo giocato insieme nei pulcini dello stesso club. Aveva già all’ira un fisico possente ed un gran fiato, ma i piedi a banana per non dire di tavola. In allenamento mi trovavo spesso contro di lui e già da allora i tunnel tra le sue gambe “fioccavano“. Si dimenava come un ossesso e minacciava chiunque si permettesse di affrontarlo schernendolo. Era per noi piccoli dribblomani un invito a nozze. Devo pure dire che era un “cocco di mamma” da parte degli allenatori che spesso non lo riprendevano quando usava gambe e mani per farsi valere, da vero e proprio bullo.
      Io personalmente non lo temevo perché ero più veloce di lui e dopo correvo sempre verso altre mischie in modo da non dargli l’opportunità di prendermi.
      Quando fu acquistato dalla Juventus dal Como affittó un villino dove passo le vacanze io e ci salutammo. Lui era più gasato del solito e credeva di aver toccato il cielo con un dito, io gli feci i miei complimenti ma gli dissi senza peli sulla lingua che avevo dei dubbi che lui fosse giocatore da Juve. Immaginavo che fosse diventato più maturo ma lo vidi diventare paonazzo e solo la presenza di sua moglie e un bambino piccolo non lo portó ad avere una reazione delle sue😂😂😂

  2. “La struttura della Juve è costruita per vincere e vincere. Solo per quello. Ecco perché penso che continueranno a vincere per molti anni”.
    Massimiliano Allegri

    • I moti dell’anima hanno percorsi contorti ma in fondo univoci. Soprattutto quando non ci si aspetta di essere “defenestrati” da un incarico di grande rilievo.
      Per curare allora l’orgoglio ferito e l’autostima è necessario dar da mangiare al proprio “io”.

      Questo di Allegri è inconsciamente un modo come un altro per minimizzare future vittorie juventine non allegriane.
      Nel passato recente (a cavallo degli anni ottanta) per nove anni la Juve non vinse lo scudetto. Allora la struttura era in … ri-struttura-zione 🤣.

      • PS Dimenticavo. Con quella dichiarazione l’uomo di Livorno finisce per sminuire pure le sue vittorie alla Juve.

  3. I MEDIA SPERANO ANCORA IN UN DILUVIO…TIPO PERUGIA

    Un altro allungo della Juventus sulla concorrenza, ma il sogno di uno scudetto lontano da Torino per alcuni media non tramonta.

    Il ‘Corriere dello Sport’ ricorda con particolare animosity quel precedente del 2000.
    In quella lotta scudetto che sembrava chiusa e finì con la beffa di Perugia, un buon auspicio (per loro) che possa verificarsi di nuovo.

    In quella A la Juventus di Ancelotti, guidava la testa della classifica a +9 dalla Lazio, un distacco maggiore a 8 giornate dal termine rispetto ad oggi.
    Da qui nasce la speranza di tanti media nazionali.

    I bianconeri persero 4 delle ultime 8 gare, inclusa quella sotto il fatale diluvio di Perugia.
    Debacle difficilmente replicabile (anche se il calendario Juve è oggettivamente più complicato rispetto a quello delle ultime due settimane).

    Il ‘CorSport’ ci spera ancora e punta sull’unico cavallo ancora in battaglia contro la squadra di Sarri, con l’inter che pare fuori dalla corsa.

    Per gli antijuventini (non tutti stavolta, romanisti e interisti forse preferirebbero l’ennesimo trionfo bianconero rispetto all’impresa Lazio) ancora sogni sotto l’ombrellone quindi che, come ogni estate, potrebbero essere destinati a rimanere tali.

    Saluti dal Tirreno Centrale e anche più giù. Sperlonga.

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