Il brutto anatroccolo

 

La Juventus batte la Sampdoria 2-0 e vince il suo nono scudetto consecutivo, e il primo nella carriera di Maurizio Sarri.
Un percorso difficile quello del tecnico napoletano il quale ha dovuto combattere contro numerose avversità dalla diffidenza dei tifosi alle sfortune dei numerosi infortuni ultimo accaduto il risentimento muscolare di Paulo Dybala, che in attesa di accertamenti, può mettere in discussione la partecipazione in Champions League.

Un campionato brutto e triste  per le vittime della pandemia e dall’assenza dei tifosi, e uno scudetto sofferto non stende la Juventus, quest’anno in evidente difficoltà a causa di una rosa dal percorso accidentato, da un allenatore visto come un nemico e dalla minaccia del Covid-19 non ancora finita.
Maurizio Sarri si toglie dalla scarpa una “montagna”, e sale con la maglia bianconera sul carro dei vincitori, togliendosi una volta per tutte il ruolo di “brutto anatroccolo” della serie A, tanta è la soddisfazione che  Sarri sembra aver dimenticato i momenti di tristezza che lo vedevano dall’esterno già con le valige pronte in caso di fallimento.

Il tecnico napoletano  tiene a ringraziare non solo i giocatori, nello specifico Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo super coppia in attacco e artefici della difficilissima conquista, ma tutta la società nello specifico al Presidente Andrea Agnelli, un supporto prezioso nei momenti difficili, che non ha mai smesso di credere nella sua scelta, difendendolo fino alla fine.
La partita non era cominciata benissimo, aggravata dagli imprevedibili infortuni di Danilo e Paulo Dybala, in quell’istante la squadra immediatamente reagisce, con Cristiano prima e Federico Bernardeschi con il gol scudetto.
Una serata strepitosa e combattuta fino al fischio finale che ha sancito Juventus campione d’Italia.

Ora Maurizio Sarri può dedicarsi alla  Champions League, con la speranza di poter avere a disposizione i suoi uomini migliori.
Il tecnico con gli occhi lucidi lascia il campo ai ragazzi a cui manca l’abbraccio della folla, ma negli spogliatoi li abbraccia uno ad uno facendogli i complimenti e scherzandoci su, “se avete vinto anche con me siete proprio forti”.
Un modo per ricominciare a sorridere guardando avanti, e dimenticando i dissapori, i litigi che in una stagione così anomala possono capitare.

Inviato da iPad

  1. Oggi è il giorno dei festeggiamenti pertanto faccio i complimenti a tutti gli juventini che:
    sono su questo blog;
    stanno ancora festeggiando;
    non possono/vogliono festeggiare;
    hanno criticato Sarri;
    hanno elogiato Sarri;
    ogni sono assediati da diversamente juventini;
    hanno sofferto fino a ieri;
    hanno criticato il mercato;
    hanno elogiato il mercato.
    Insomma faccio i complimenti a tutti gli juventini, perchè se non ce li facciamo tra di noi, non ce li fa nessuno.
    Da domani pronti per una nuova stagione che è la CL, da terminare nel miglior modo possibile…
    Grazie a tutti.

  2. andrea (the original)

    E alla fine la Juve vince anche questo scudetto, che per me non ha un valore tecnico comprovato perché tutto questo periodo non è stato calcio, ma che comunque premia la squadra più forte e un piccolo sorriso è scappato.
    Dal punto di vista della valutazione per me vale ciò che si è visto fino a Marzo e cioè una bellissima partenza piena di speranze e buone indicazioni, una fase centrale di calo, pressata dalla volontà esterna di normalizzazione e una ripresa finale fino al lockdown, che ci ha visti chiudere a Marzo in testa.
    Il resto è stato un torneo estivo, difficile da vincere perché partendo da +1 era un terno al lotto in queste condizioni, abbiamo perso pezzi in serie, il 26 Luglio non si gioca a calcio. Invece comunque la squadra ce l’ha fatta lo stesso.
    Per il futuro da dove ripartire? Difficile da dire, io però spero si riparta dal nuovo corso, magari dando una nuova chance a Sarri; perché credo che la sua sia stata una annata molto difficile.
    E’ arrivato per ricostruire dalle macerie dell’anno scorso, per me il peggiore dal punto di vista emotivo ma soprattutto per creare una cultura diversa e qui mi permetto di dire qualcosa da ciò che ho tratto nella mia professione: cambiare una cultura conservatrice non è facile né immediato, magari si parte bene perché qualcuno all’interno manifesta entusiasmo ma gli oppositori all’esterno sono subdoli, attendono qualcosa di negativo per dire “io lo avevo detto”, minano continuamente e mai in modo diretto.
    Sarri arrivava in un ambiente (tifoseria, ovviamente non tutta) del genere, conservatrice, abituata alla contabilità e ossessionata dalla sconfitta non perché tale ma perché presunta onta rispetto alle altre tifoserie. E su un pezzo di Corsa, che qualche giorno fa parlava appunto di sconfitta che va accettata anche se fa male perché esiste, mi permisi di aggiungere che vincere è bello ma se si strepita per una sconfitta come sta accadendo nella deriva degli ultimi anni vuol dire che il tifo non è tifo ma motivo di rivalsa personale.
    Se perdere la testa per una sconfitta è brutto da vedere per un professionista (vedi Conte), figuriamoci per chi non ci lavora, come un tifoso. Resto fiero delle nostre sconfitte giunte dopo partite meravigliose negli scorsi anni, non le cambio con un calcolo solo per fare i gradassi rispetto agli altri tifosi. E non mi importa se gli altri tifosi son peggiori, preferisco guardare chi è migliore di me, non chi è peggiore.
    Dunque Sarri arrivava in questo ambito, nel quale la figura di innovatore (capita in tutti gli ambienti del genere) viene associata a qualcosa di utopico, di perditempo, di fumoso, con l’ulteriore ostacolo di essere un novizio in situazioni del genere, privo dei tanto considerati titoli, privo del carisma debordante con cui diventare una autorità riconosciuta, privo della furbizia utile a ingraziarsi la gente (e io dico per fortuna), condannato dal suo passato, per utilizzare le parole di Cinzia, “visto come un nemico”, come se aver conteso alla Juventus un titolo fosse una macchia, e infatti è andato a volte in notevole difficoltà.
    Forse (e le rendo merito) la volontà della Società di cambiare approccio al gioco e al modo di competere in generale, dimostratasi più evoluta dell’ambiente circostante, gli ha dato forza per non mollare e anche per questo mi auguro non si torni indietro, magari questa stagione può essere stata utile a Sarri anche per mettere su anticorpi e muscoli, oltre che per entrare meglio nella situazione. Magari il suo secondo anno potrà essere più indicativo, nel bene o nel male, sul suo lavoro alla Juve.
    Non si tratta di duelli personali tra il vecchio allenatore e Sarri, d’altronde il risultato è praticamente identico in queste due stagioni, ma di approccio al modo di vedere lo sport, la competizione in generale, tra modelli vecchi e modelli nuovi.
    La squadra è cotta, va rinnovata, la stagione intera è stata fatta con 2 difensori centrali, 1 terzino e mezzo, 2 attaccanti, questo ha reso ancor più difficile fare bene, anche se spesso viene omesso.
    Ho spesso letto che questo era una richiesta anche di Allegri ma lì non era in ballo il gioco; Allegri voleva giustamente potenziarla nei valori ma non è che cambiando un po’ di giocatori si sarebbe giocato meglio perché giocare passivi era una scelta. In questo caso invece qualche cambio potrebbe migliorare il gioco perché c’è la volontà di giocare.
    Ah, ci sarebbe la Champions…ad Agosto, in partite secche che per la Juve arrivano dopo 3 mesi di torneo estivo, con il dubbio circa la possibilità di presentare 11 uomini sani. Va beh, qui non è un terno ma un Superenalotto, dunque non saprei cosa dire se non che, razionalmente, sarebbe quasi meglio non arrivare ai quarti per poi affrontare un tabellone assurdo con tutte le migliori ma poi la partita col Lione la guarderò e farò il tifo.
    Credo però che la Champions, quest’anno purtroppo conti ancora meno per la preparazione della prossima stagione, figuriamoci per la valutazione di questa.

    • Condivido assolutamente tutto. Lo scudetto rende ovviamente contenti, ma come scritto più volte avrei anche rinunciato a questo folle spezzone di stagione estivo che per la Juve rappresentava più una trappola che un’opportunità. Con sofferenza l’abbiamo portato a casa lo stesso, ma eravamo gli unici ad avere qualcosa da perdere in questa situazione assurda. Meglio così.
      Su Sarri e l’ambiente che dire di più? Sei stato esaustivo e chiaro. Quasi quasi viene visto come un nemico anche chi si azzarda a sostenerlo😂
      Riguardo alla coppa non credo che questa squadra abbia possibilità per quanto espresso nella calura di luglio, non so neanche come si presenteranno le altre ma dubito che in condizioni peggiori di quanto fatto vedere dai nostri nelle ultime settimane. Poi non si sa mai, chissà che questa pazza stagione non possa riservare qualche sorpresa. Realisticamente sarei già contento se si riuscisse a sistemare la squadra al meglio per la prossima.
      Bel post, complimenti.

      • andrea (the original)

        Ti ringrazio Kris, ho provato per quanto possibile ad ampliare il campo a fattori che conosco e vivo, spesso tralasciati nella valutazione di una situazione.
        Per la coppa si, la Juve è a pezzi, in generale il calcio italiano non si è organizzato granché bene nel post lockdown rispetto agli altri campionati.
        Grazie ancora.
        😊

    • Se mi dovesse servire un avvocato buono ti chiamo 😛 😛

    • Riconoscere meriti non è crocicchio fazioso.
      Hai fatto un’analisi ad ampio spettro, Andrea, come è nelle tue corde.
      Questi nove anni possono cambiare in meglio o in peggio l’anima del tifoso juventino.

      In peggio: se pensassimo che la vittoria ci fosse dovuta per diritto divino e non attraverso una competizione sportiva alla pari, saremmo portati a stracciarsi le vesti ad ogni singola sconfitta cercando colpevoli a destra e a manca.
      In meglio: se nella consapevolezza che vincere non è mai facile, cercheremmo sempre di migliorare noi stessi e i nostri giudizi, per cogliere sia nelle vittorie che nelle sconfitte il senso vero della competizione.

      • andrea (the original)

        Grazie Luigi.
        È che in ballo quest’anno c’era un cambiamento, quindi qualcosa che supera la vittoria o la sconfitta e che per cause note non ha potuto fornire un esito chiaro, nel bene o nel male.

      • Bravo, condivido. E anche la risposta

    • Luca Ciucci

      Anche io condivido tutto, soprattutto le considerazioni per il.periodo post covid.
      La Champions sarà un torneo full immersion, secondo me il bayern ripartendo prima sarà la favorita
      Nel corso della stagione è sembrato che la squadra non andasse dietro al tecnico, con giocatori fuori forma

      I ricordi più belli di questa stagione la doppia vittoria sull’Inter, il.peggiore la sconfitta con.il Milan

  3. Il ‘brutto anatroccolo’, ha perso due finali, ed ha vinto lo scudetto, con gli inseguitori che si sono ‘suicidati’…. adesso vedremo cosa saprà fare in c.l…. questo per quanto riguarda i risultati, per ora voto 6,5.
    Per la costruzione della squadra, errori da dilettante, come puntare su Costa, come perno del gioco, follia, di chi non segue il calcio, che Costa fosse uno da 30 minuti era noto anche agli incompetenti come me… se gioca due partite da 60 minuti si rompe… ma comunque non regge più di 60 minuti per partita e poi scompare, come fai a basare una squadra su di lui????!!!
    secondo rinunciare ad un centravanti come Mario che permetteva varie soluzioni offensive…. solo post covid è stata trovata l’intesa offensiva tra Dybala e CR7, forse più merito di questi due che di schemi inesistenti…Higuain il suo pupillo.. 10 goal in 40 partite la media di un difensore forte, per ora voto 4, difficilmente migliorabile in qualche partita.
    Siamo una delle squadre che entra meno in area… di solito per vincere ci si deve entrare… la fase difensiva non da certezze, ed il centrocampo la miglior soluzione trovata è con due mancini come mezze ali… io non credo che sappia incidere ed essere seguito dal gruppo, mi sembra che il gruppo vada per conto proprio… lo sei se quello che proponi in campo convince i giocatori… se questo non avviene, hai sbagliato.
    Quello che diceva e chiedeva Allegri si verifica con un anno di ritardo, cambio di giocatori, ovvio, tecnico superiore a molti altri, di valore assoluto, un errore madornale averlo esonerato.

  4. SUL CAMPO SEMPRE

    Dopo la vittoria del nono Scudetto di fila da parte della Juventus, sono arrivati i complimenti della Uefa, della Lega, del presidente del Coni Giovanni Malagò ma nessun club di Serie A ha accennato un tweet o un post social per congratularsi con i campioni d’Italia.
    Un atteggiamento che si ripete ogni volta che ad alzare i trofei sono i bianconeri, che invece diversamente sono sempre i primi a complimentarsi con gli altri in occasione di trofei (pochi) vinti da club italiani.
    L’ultimo esempio chiaro fu quello in occasione della finale Coppa Italia quando dopo aver perso ai rigori contro il Napoli, la Juventus su Twitter fece sportivamente i complimenti alla squadra di Gattuso per il trofeo appena conquistato.
    Da ieri dopo le 23.45 invece c’è stato solo silenzio da parte degli avversari e su Twitter soltanto il Pescara e la Pro Vercelli si sono congratulate con la squadra di Sarri.

    Anche questo è una questione di stile.

    Buon pomeriggio

  5. PRIMA DI TUTTO IL RISPETTO

    Non rinnego mai quello già scritto come anche questo in primis:
    “Avete vinto con uno come me che non ha mai vinto un cazzo, allora siete veramente forti ragazzi”.

    Queste parole hanno risollevato in me un pò il morale e soprattutto fatto riacquistare un pò di stima per l’uomo Sarri.

    Su questo blog non c’è mai stato uno che ti abbia preso per il culo…qui sopra ci sono tutti juventini veri(tranne una piccolissima parentesi anche recente).
    La tua intelligenza ti permetterà di capire questa mie parole.

  6. FORZA 9

    La più bella prima pagina di tutti i quotidiani sportivi.
    Tuttosport!

  7. NON TUTTO È CONDIVISIBILE

    Infatti, leggendolo sul tuttosport non lo condivido pienamente…

    Xavier Jacobelli ha commentato la vittoria dello Scudetto da parte della Juventus, il nono trionfo nazionale consecutivo per i bianconeri: “La Juve entra nella storia per forza d’inerzia e per grazie di Cristiano Ronaldo, Marziano ancora una volta decisivo e non per caso, sia per avere sbloccato una partita che minacciava di complicarsi terribilmente sia perché dal suo piede è partito il rito respinto da Audero e ribadito in rete da Bernardeschi, a secco in Serie A da ventidue mesi.
    E pazienza se la traversa ha respinto la cannonata di destro, registrando il secondo rigore fallito dal fuoriclasse… Tuttavia, non si può far finta di ignorare che il finale di stagione bianconero, aspettando il Lione, abbia messo in mostra una squadra atleticamente stanca e provata in modo palese dal ritmo forsennato del calendario dettato dal Covid.
    Occhio: questa non deve essere un’attenuante perché il calendario vale per tutti, anche se Conte, come sappiamo non è d’accordo, ma questo è un altro discorso.
    Ciò che inquieta la Juve e i milioni di suoi tifosi in impaziente attesa di una Coppa che inseguono da ventiquattro anni, è il vistoso non gioco del Gruppo Sarri… Gli applausi che salurarono l’arrivo dell’ex Chelsea scaturivano dalla convinzione che, alla buon’ora, la Juve avrebbe giocato come il Napoli sarriano e qui sta il peccato originale del Grande Equivoco.
    Nessuna squadra può essere uguale a un’altra poiché gli interpreti sono diversi e per quanto l’allenatore sia lo stesso, il copione fatalmente cambia… In Champions la Juve deve suonare un’altra musica.
    Sarri lo sa. La Juve anche.
    Ma, oggi, l’una e l’altra meritano solo i complimenti che si devono ai migliori.

    Il campo ha parlato e ha parlato forte e chiaro”.

    • Esatto Barone.
      Jacobelli liquida la Questione praticamente senza affrontarla.
      “…Gli applausi che salutarono l’arrivo dell’ex Chelsea scaturivano dalla convinzione che, alla buon’ora, la Juve avrebbe giocato come il Napoli…”.

      Un discorso semplicistico che magari avrà fatto una piccola percentuale di tifosi. Che lo faccia Jacobelli, francamente è deludente.
      Non esistono fotocopie delle squadre, a maggior ragione fra la Juve e il Napoli dove c’è una differenza strutturale, morfologica, di mentalità e di storia. Quindi non scriviamo eresie.

      La Juve fine 2019 aveva fatto intravedere più di qualcosa di un cambiamento, in termini di atteggiamento e propositività. Così come non di può negare una successiva fase di rigetto. Perché è difficilissimo far capire a gente che vince da otto anni che c’è un modo meno sparagnino per vincere. Alle prime difficoltà ci si rifugia nel consueto!

      Eppure il “sarrismo”, termine usato ed abusato, si può vedere anche nell’evoluzione di un giocatore come Rabiot, non a caso uno dei nuovi.
      Egli ha interpretato dopo il lockdown in modo impeccabile due dei fondamenti del suo allenatore: riconquista alta della palla aggredendo la riconquista e accelerazione nello spazio libero.
      Ripeto: non a caso Rabiot è uno dei nuovi. Non aveva un pregresso da brandire né da difendere.
      Il nuovo che avanza si costruisce anche così …

      Forza Juve!

      • PS Non l’ho dimenticato, sarebbe stato troppo facile -a supporto della mia tesi-, citare il rendimento in costante crescita del giovanottone olandese. Un pilastro della Juve attuale e futura.
        Non a caso anche lui uno dei nuovi inserimenti 😃.

        • Certo Luigi, anche e soprattutto da lì passa il cambiamento. Gente nuova e giovane su cui lavorare che deve essere ben miscelata con campioni come Dybala e Ronaldo già di per sé propensi ad una certa filosofia di gioco, come dimostra la loro annata.
          I due da te citati, insieme a Bentancur, Dybala possono costituire un inizio in attesa di vedere come rientrerà Demiral e se questo Kulusesky confermerà quanto di buono sta mostrando. Anche Arthur potrebbe rivelarsi un buon inserimento se riesce ad adattarsi e spero che si riesca a fare qualcosina in più per rinnovare una rosa che ormai appare in buona parte bollita non solo a livello fisico ma anche mentale.

          • Certo Kris, è ovviamente più facile che ragazzi ventenni di valore seguano con estusiasmo le indicazioni del tecnico, rispetto a giocatori affermati ma a fine carriera.
            Per il momento alla Juve ancora i secondi superano i primi 🤪.

      • Quindi i restanti remerebbero contro la filosofia sarriana. Sono tanti: paratici avrà il suo bel daffare nell’epurare.
        PS non sarà mica che vediamo correre rabiot (dato da tutti in questo blog come un bidone ed ora per 6 partite giocate benino rivalutato e portabandiera del gioco di sarri) perché gli altri stanno fermi?

        • Non remano affatto contro, anzi hanno anche fatto degli sforzi. Però come diceva Luigi c’è la tendenza davanti alle difficoltà a rifugiarsi nelle vecchie abitudini finendo per non essere né una cosa né l’altra.

  8. Ah…
    Si ricomincia.
    Oggi io mi astengo, è un giorno di letizia.

    Per parlare di sistema di gioco,di gioco moderno e di sistema dello stesso, aspetto un po’.Oggi è un giorno di festa.

    Non ho visto nulla,niente di tutto questo. vado a cercare per onestà… e voglio controllare se mi sono perso qualcosa e voglio anche considerare la difficoltà del noviziato di Sarri.

    Godiamoci questo scudetto, c’è tempo.. Se non mi sono divertito tanto ci sarà tempo per farlo. (?).

  9. X me questo scudetto a differenza di Pier, Barone e altri non dice un granché x via di una situazione particolare che tutti conosciamo ma chi lo festeggia ha il diritto di farlo. Tuttavia mi ha fatto piacere leggere frasi tipo vincere non è mai facile (figurarsi riririririvincere ecc ecc) oppure frasi come altro trofeo da aggiungere e così via. Xché queste sono frasi che al sottoscritto fino all’anno scorso venivano contestate. Spero che prima o poi ci si convinca che vincere in Italia sia una cosa unica rispetto a tanti altri campionati. Figuratevi riririririvincere (in Italia). Altro che cempions…(la scrivo così xché come sapete x me non vale un titolo nazionale, soprattutto se

    Complimenti a mister Sarri con la speranza che venga confermato almeno x un altro anno ma anche con la speranza che quando ce ne sarà bisogno, cominci anche ad attaccare al muro qualcuno xché quando ce vo’ce vo’in particolar modo con i viziati.

  10. Penso che abbia pienamente ragione.

    3.003 giorni o se preferite 72.072 ore, a voler essere meno precisi otto anni e poco più di due mesi; è il tempo trascorso della sera del 6 maggio 2012 a quella del 26 luglio 2020.
    3.003 giorni dal triplice fischio di Cagliari Juventus che dà vita al primo scudetto post calciopoli, il numero 30, quello della terza stella.
    72.072 ore dal quel triplice fischio di Trieste a quello che chiude Juventus-Sampdoria e che sancisce il nono scudetto consecutivo post calciopoli.
    Il numero 38 della storia della Juventus, uno in più di quelli che mettono assieme Inter (17) Milan (18) Napoli (2)
    3.003 giorni che hanno cambiato il mondo, le vite delle maggior parte delle persone e che hanno avuto una sola costante: la Juventus è campione d’Italia.
    8 anni e poco più di due mesi; giusto il tempo di assistere per la prima volta nella storia ad un Pontefice dimissionario, essere testimoni della scoperta del Bosone di Higgs, vedere la celebre foto di Plutone, essere informati della presenza di acqua su Marte e infine vivere una pandemia.
    Il tempo è un’illusione, diceva Albert Einstein, eppure nello sport segna dei momenti precisi e reali, che ti consegnano alla storia e che ti rendono immortale.
    Dal primo giorno di quei tremila, il calcio italiano è stato completamento riscritto, in quel preciso istante ha preso forma l’incubo più temuto dall’intera popolazione di tifosi non juventini e il sogno più desiderato da tutti i bianconeri rimasti fedeli nonostante il 2006.
    Il 6 maggio del 2012 segna il ritorno della Juventus nel posto che più le si addice, ma quello che in pochi immaginano è come da quel preciso istante l’incubo si trasformerà in condanna mentre il sogno in una goduria interminabile.
    Pare come se la madre natura calcistica, una volta ristabilito il giusto equilibrio, dopo gli innaturali interventi di sciacallaggio e prescrizione, volesse risarcire il popolo bianconero degli anni persi, non è un caso che quelli che vincevano in quegli anni dopati dalla più grande farsa del calcio, perdano e falliscono i propri obiettivi in modo costante ormai da più di tremila giorni.
    La cattiva notizia è che il tempo vola La buona notizia è che sei il pilota; afferma Michael Althsuler.
    E non poteva trovare migliore pilota la Juventus che risorge, nel suo presidente Andrea Agnelli, che ancor prima che partissero quelle 72.072 ore, aveva ben capito come pilotare, mentre gli altri stavano a guardare.

    3003 giorni dal quel 2012; pensate Michael Schumacher guidava ancora in formula uno, Greta Thunberg aveva nove anni e Kylian Mbappé quattordici, Alfredo Provenzali chiudeva la sua ultima stagione alla guida di tutto il calcio minuto per minuto, Barack Obama guidava l’America e il festival di San Remo svelava la farfallina di Belen Rodriguez.

    72.072 ore da quel lontano 6 maggio 2012, non esisteva ancora Alexa, non c’erano gli Apple Watch, stava per nascere la prima berlina elettrica, da poco si parlava delle app di mobile banking, il Trono di Spade era alla sua seconda stagione e al cinema stravincevano gli Avangers.

    Del Piero, Totti, Nesta, Cannavaro, Puyol, Xavi, Gerrard, Klose, Schweinsteiger e Henry giocavano ancora a calcio.

    3.003 giorni di una quarantena calcistica ancora in corso, per tutto l’altro calcio italiano, quello sempre più esasperato, sodomizzato, spaesato e con un costante reflusso gastroesofageo calcistico.
    Una quarantena lunga, che pare non voglia terminare, che ha concesso delle piccole e fugaci “passeggiate con il cane” spesso scambiate per la fine di un lockdown per il quale al momento non ci sono le condizioni.
    Troppa immaturità, poco onore e un vittimismo incline alla ricerca disperata di alibi, obbligano al Juventus a vincere anche per un dovere civico e morale.

    3.003 giorni o se preferite 72.072 ore a voler essere meno precisi otto anni e poco più di due mesi, eppure ancora non sono abbastanza, per un rituale che di anno in anno si ripete, con o senza Var, con o senza Covid, con o senza Conte, con o senza Allegri…
    Nonostante la ricerca spasmodica dell’antijuve, nonostante “lo statisticamente impossibile” nonostante “la rinascita per il Paese e per il calcio italiano”, nonostante la dinastia degli specialone, nonostante il ricco Milan, nonostante il gioiello Lazio e i violini di Roma.
    Nonostante tutto questo, restiamo ancora con tanta fame e tanta voglia di ripetere il più a lungo possibile quello che ha permesso di trasformare gli scudetti in compleanni.

    3.003 giorni nei quali abbiamo assistito a scene e dichiarazioni pietose, a spogliatoi imbrattati e premiazioni disertate, ad alleanze fra tifoserie impensabili e irrazionali, a trasformare una trasferta in un viaggio di guerra, assistere a giornalisti o pseudo tali augurare una “morte lenta ma sicura”, inventarsi una moviola a senso unico, sproloquiare di Juventus e ‘ndrangheta.

    72.072 ore di piagnistei continui, e ogni volta vederli toccare il fondo quando si pensava che fosse stato già raggiunto.

    3.003 giorni nei quali si sono fiondati sui nostri ex dirigenti, allenatori e giocatori, e mentre loro lo facevano noi siamo passati dall’essere rifiutati da Berbatov e Di Natale ad essere scelti da Ronaldo.

    3.003 giorni o se preferite 72.072 ore a voler essere meno precisi otto anni e poco più di due mesi che siamo consapevoli e orgogliosi di vivere qualcosa di storico e magico, che prende vita ogni volta che ci fermiamo a goderci le immagini di quest’epopea.
    Racchiusa nei contrasti vincenti di Barzagli Bonucci e De Light, nelle geometrie di Pirlo, Pogba, Pjanic e Bentancur, nelle incursioni di Vidal, Marchisio, nei gol di Matri, Lorente, Morata Higuain e Mandzukic, nelle magie di Vucinic, Tevez, Dybala e Ronaldo, sotto lo sguardo dei capitani Del Piero, Buffon e Chiellini.

    3.003 giorni o se preferite 72.072 ore, a voler essere meno precisi otto anni e poco più di due mesi…la storia continua.

    @leolab81

    • È tanta roba Luigis, tanta roba: anche x chi come me non considera molto quest’ultimo. È x poche squadre, anzi, x una solo😉

  11. Per tanti e arcinoti motivi è difficile dare un giudizio tecnico (proverò a farlo in seguito) su un campionato durato 13 mesi, alla Juventus vanno i complimenti e l’applauso per aver messo meritatamente le mani sul 9°scudetto consecutivo, a Maurizio Sarri il merito di non aver stravolto il dna vincente della squadra più titolata d’Italia.

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