Sesso Juve e Rock n’Roll Revival

Ultima puntata di Sesso Juve e Rock n’Roll con i fondatori Ben Toto Enzo Frank e Sabino …. o forse è la prima.

  1. LA SFIDA DEGLI AGNELLI

    “La sfida degli Agnelli entra la quinta generazione”, titola stamattina Il Sole 24 Ore.

    Riassetto in Famiglia. Nella società olandese che controlla Exor cresce l’asse Elkann-Andrea Agnelli-Nasi. Nasce il consiglio di famiglia con riunioni annuali e l’ingresso dei giovani. Alla fine del 2021 con il voto multiplo salirà fino all’80% il controllo sulla holding.

    “I nuovi equilibri di casa Agnelli Quinta generazione in campo”

    Marigia Mangano scrive: “(…) Negli ultimi mesi si è assistito all’ingresso di alcuni giovani esponenti della dinastia nel board della società olandese e anche nel meno noto Consiglio di famiglia. Un passaggio importante e delicato che coincide anche con la modifica degli equilibri azionari dove si registra un rafforzamento di John Elkann e dei cugini Andrea Agnelli e Alessandro Nasi nel capitale (…). Accanto al cda dell Bv è stato creato un Consiglio di famiglia, non deliberativo e strumento finora inedito. (…) . Tra i nomi nuovi compaiono così Paolo Torlonia (classe ’97), Santiago Marone Cinzano (classe ’94 e primo esponente della sesta generazione), Andrea Camerana (classe ’70), Ilaria Ferrero (classe ’65), e Julia Nasi (classe ’91) che siedono insieme allo stesso John Elkann, rappresentante degli eredi di Giovanni Agnelli con Lapo e Ginevra, ma anche ad Andrea Agnelli, unico rappresentante del ramo Umberto e Alessandro Nasi. (…) A distanza di quattro anni dal trasferimento ad Amsterdam dello scrigno di famiglia si registra il rafforzamento della Dicembre, la storica società che fa capo agli eredi di Giovanni Agnelli ed è controllata da John Elkann, numero uno di Exor. La Dicembre ha infatti incrementato fino al 38% il controllo sulla società olandese rispetto al 36% di fine 2016. Una quota rilevante che permette ad Elkann di avere una presa importante come singolo azionista sul veicolo di Amsterdam a cui fa capo il 53% di Exor e, in prospettiva, circa l’80% dei diritti di voto (vedere articolo in pagina). Posizione più forte nel libro soci anche per il ramo dei discendenti di Umberto Agnelli che con gli ultimi acquisti è diventato il secondo azionista della Giovanni Agnelli Bv superando Maria Sole e dietro la Dicembre.
    Per gli eredi di Umberto Agnelli, rappresentati da Andrea e la sorella Anna, il pacchetto di loro proprietà è cresciuto all’11,85%, mentre il ramo di Maria Sole si è ridimensionato scendendo dal 12,56% all’attuale 11,63%. Cresce anche il peso del ramo di Giovanni Nasi che arriva a una quota dell’8,79 per cento (…)”.

  2. L’INALLENABILE SARRI
    Roberto Nizzotti

    Dopo un mese, tiene ancora banco, anche per recenti dichiarazioni, l’esonero di Sarri e il rapporto tra il tecnico toscano e i giocatori della Juventus.

    “Voi mi esonerate ma questa squadra è inallenabile”, una frase forte e che va in contraddizione con quanto dichiarato di recente da Andrea Pirlo.

    Il nuovo tecnico della Juve ha infatti più volte dichiarato di vedere grande voglia e disponibilità da parte dei giocatori, stimolati dalle nuove metodologie di allenamento e, probabilmente, dal diverso rapporto che il Maestro sta instaurando con ogni singolo giocatore, forte anche di una storia calcistica che lo precede e di una forte personalità che ne agevolano il rapportarsi psicologicamente con certe personalità.

    Il Capitano Giorgio Chiellini, parlando, dal ritiro della Nazionale, nella conferenza pre gara vs la Bosnia, ha ribadito la difficoltà, anche per vicissitudini extra campo, della stagione avuta con Sarri, per il quale nutre grande rispetto, sottolineando che, nonostante l’impegno di tutti, la crescita avuta non è stata quella che ci si aspettava.

    Alle dichiarazioni del numero 3 bianconero si aggiungono quelle di Adrien Rabiot che dal ritiro della nazionale francese, ritrovata dopo un’assenza di più di due anni , ha dichiarato di vedere Pirlo e il suo staff più vicini allo stile Juve e insegnare principi di gioco più adatti a lui.

    Ma questi principi sono molto simili a quelli di Sarri, lo stesso Pirlo ha dichiarato a più riprese che gli piaceva molto come giocava il Napoli del tecnico toscano, le idee partono da una medesima matrice, fa quindi specie sentire questa affermazione del centrocampista francese che, comunque, nei confronti di Sarri dovrebbe avere un minimo di riconoscenza per aver puntato su di lui anche quando il rendimento non era quello visto nel post lock down.

    Mi viene quindi da pensare che il problema non sia la non allenabilità di questa rosa, le caratteristiche tecniche e tattiche, che comunque non erano ideali, ma che il problema avuto da Sarri e che ha portato al suo allontanamento, all’avvicendamento con Pirlo, sia riconducibile ad una comunicazione errata, un rapporto di fiducia con la squadra mai nato, e se la fiducia non c’è o non è presente al 100%, l’insegnare dei concetti nuovi risulta essere molto complicato.

    Il grande dubbio che accompagnava Maurizio Sarri al suo arrivo sulla panchina della Juve non era legato alle sue capacità calcistiche ma al suo rapportarsi al mondo Juve, anche da un punto di vista comunicativo sia esterno che interno al club.

    A quanto pare una stagione non è bastata al tecnico toscano per migliorare sotto questo aspetto e quindi, probabilmente, inallenabile è il suo carattere e non la squadra.

    • Comunicazione errata?
      Che ingenuità, totale assenza della visione gara. Vi ricordate un caso di misure prese per cambiare andamento durante la partita?

      Ah forse questo metodo rientra nel gioco italiota…

  3. Lo scorso anno abbiamo preso più di un gol a gara, cosa catastrofica per il campionato e completamente deleteria per il resto. Se ciò dovesse ripetersi quest’anno siamo nella bratta. Sorvolo anche sul modo, in cui abbiamo preso tutti quei gol. Da indagine penale.

    Abbiamo subito innumerevoli rimonte, costate punti (19) e sconfitte incommentabili.

    Praticamente un intero reparto allo sfascio, la difesa, e si vedeva in gara e sui tabelloni.

    Capisco che pensare alla difesa sia demode’ ma Pirlo sta aggiustando questo aspetto. Eh si, proprio quella dei giocatori minori, i diseredati.

    In attesa di definire l’attacco, si studia cc e difesa, come deve essere nel calcio, non nelle fantasie fanciullesche alimentate dalle favolette per bambini.

    Se studiare lo stato dei tra settori di campo, significa “inallenabile” allora stiamo parlando di sport diversi.

    Se mi inoltro in qualche disamina, quest’anno mi è sembrato che addirittura la squadra di Zeman, mi sembrava più equilibrata.

    Con un amico di fede, arbitro, ho rivisto delle gare, quelle più inquietanti, se vi capita fatelo, guardate i movimenti e la dinamica, un disastro!

    Non sono un tecnico tattico ma sicuramente qualche migliaio di gare le ho viste e sono certo che Pirlo non è un quaquaraqua e soprattutto è onesto.

    • In effetti nell’ultima stagione la disonestà del tecnico ha costituito un freno al sicuro exploit della corazzata bianconera.
      Quest’anno fortunatamente pare che, in segno di rispetto verso l’integrità di Pirlo, Bonucci abbia promesso di non girarsi più di culo 😅

    • Ti dirò: ho avuto il sentore che le cose non andavano bene sul campo al terzo goal del Napoli e il pareggio raggiunto, e che invece si potevano ottenere risultati dopo aver raggiunto la vittoria quel giorno con l’autorete di Kulibali…cioè, voglio dire, Eupalla ancora una volta, per fortuna, ci ha assistito…
      Mi indispettiva la cocciutaggine a non porre una correzione che sia una contro la Lazio, perdere allo stesso modo in supercoppa e campionato…per non parlare nel girone di qualificazione contro i russi a perdere per 1-0 raggiungendo la vittoria con Dybala a 10 minuti dalla fine(pensa per un attimo a non vincere quella partita e dai uno sguardo alla eventuale classifica poi e come vai e con che spirito ad affrontare le prossime partite)…Tralascio il Lione…
      Ciao

    • Disamina ottimista direi.
      Perché se tanto mi dà tanto, e Pirlo sistema la difesa, per il campionato non dovrebbe esserci storia. Ergo, il decimo rientrerebbe nell’ordinaria amministrazione.

      Avremo quindi tutto il tempo di buttare le energie sulla Champions, sperando che stavolta la finale ci dica bene!

  4. Le parole che evito: italiota di
    Umberta Mesina

    ———
    Il termine “italiota”, fin dalla sua nascita, ha sempre indicato nella nostra lingua un determinato elemento della Storia: come sostantivo, gli antichi abitanti della Magna Grecia, cioè dell’Italia meridionale, e come aggettivo tutto ciò che riguarda la Magna Grecia antica.

    Quando facevo il liceo, questo è il significato che appresi.

    Poi è venuta fuori la moda per cui un italiano definisce gli italiani “italioti” quando fanno qualcosa che non gli garba. Non so chi abbia messo in giro questo significato spregiativo ed è possibile che sia più vecchio dei miei anni liceali; è anche possibile che il sostantivo greco da cui deriva fosse dispregiativo di suo (in tal caso sarebbe strano che sia stato usato per trarne un termine storico all’inizio dell’Ottocento, dovrò approfondire) ma è solo in seguito che l’ho sentito usare in maniera diffusa.

    Per la nascita del significato dispregiativo vedo due possibilità:

    * una è che sia un traslato inventato da qualcuno che disprezzava gli abitanti della Magna Grecia attuale e che abbia cominciato a usarlo prima contro di loro (come userebbe “terroni”, per capirci) e poi appunto trasportando quel significato a tutti quelli che disprezza; però mi pare poco probabile;

    * l’altra, e mi pare la più verosimile, è che sia una composizione di italiano+idiota; in altre parole, chi usa il dispregiativo “italiota” sta dando dell’idiota a chiunque non la pensi come lui e nel farlo gli par d’essere figo, anche.

    Se anche la genesi fosse la prima, comunque, la diffusione è stata dovuta sicuramente all’assonanza con “idiota”.

    Questa è una delle parole che non uso né userei mai, ovviamente nel significato dispregiativo. Se mi trovassi a parlare degli abitanti della Magna Grecia antica, immagino che la userei.

    Se invece mi irritassi (cosa non molto difficile a verificarsi) e volessi dare dell’idiota a qualcuno, gli darei dell’idiota; più probabilmente gli darei del deficiente. Ma sarebbe una cosa personale e indipendente dal suo o mio essere italiano tunisino americano o filippino. I deficienti sono universali come gli idioti e gli imbecilli. Legare un termine dispregiativo a una nazionalità non rientra nel mio genere di dispregio.

    Oltre a evitare la parola, mi son fatta un’idea abbastanza chiara di quelli che la usano; e ho una certa tendenza a evitare anche loro.

    • Ottima disamina. Gli idioti o meglio ancora i deficienti non hanno bisogno di essere chiamati con altri appellativi.

    • Ho voluto sempre sminuire, nel senso che non ho voluto dare troppo peso alla parola “ITALIOTA”…avevo capito, nonostante la mia ignoranza, fosse un pò (?) offensiva a chi rivolta.

      È come se un tedesco,per fare un esempio, mi additasse con un bel “italiano-idiota”.
      In effetti la parola italiota io la prendevo come una offesa…perché in effetti è un dispregiativo.

      Chi da dell’italiota non sta facendo altro che dare dell’idiota ad un altro che non la vede come lui o non la pensa come lui…e lui nel fare ciò si atteggia ad essere il figo della situazione.

      Pensa te.

      • Barone, mi permetto per amicizia e amore etimologico:

        “Italiota” c’entra nulla con “Idiota”.
        I due termini sono lontani per nascita, crescita e significati.

        Ciao.

  5. “ITALIOTA”

    Tanto di cappello a Umberta Mesina (il cui cognome tradisce un’origine sarda degna di grande rispetto), che spiega ai colti ed agli incliti, la genesi della parola “italiota”, che assume dignità territoriale in bocca ai greci antichi, mentre invece suona dispregiativa ai nostri giorni.

    Forse Ennio Flaiano l’avrebbe usata per definire gli uomini senza “percezione di sé” accampati sull’italico Stivale.

    La parola, tutte le parole, hanno una loro ragion d’essere, un respiro sociale direi, una comunicativa d’espressivita’ che ne ri-stabilisce la dignità.
    Questa premessa per dire che personalmente non sono un frequentatore assiduo di “italiota”, ma qualora la dovessi usare non mi farei problemi.
    Perché non esistono “cattive parole”, ma esiste il contesto e la poca percezione di chi le usa in modo improprio.

    Buona giornata.

    • PS A monte o a valle di questo discorso -a seconda dei gusti-, ci sarebbe la genesi della parola “Italia” che gli abitanti della Galassia greca, come ben sappiamo, individuavano fin dal 1000 a.C., nell’attuale Calabria. Da lì poi quel nome è risalito, nei secoli, fino alle Alpi.
      Sì può ben dire quindi che gli italici primigeni siamo noi. Anzi, ad essere più storicamente corretti, i “veri italioti”😅.

    • PS2 In definitiva, e senza per questo voler sminuire la Umberta, i termini “idiota” e “italiota” hanno solo un suolo simile, ma sono assolutamente dissimili quanto a semantica e significati.

  6. Higua negli states.
    Ancora non capisco quei favoritismi a Milan…

  7. Tranfaglia

    Credo che negli scambi di un’interazione l’uso di termini come quello che hai citato sia uno dei segnali rivelatori di chi argomentando non ha più qualcosa da dire che possa alimentare il confronto rendendolo sostanzialmente improduttivo. Il sistematico rivolgersi agli interlocutori con l’utilizzo di sostantivi dileggiatori di appartenenza ad un fantomatico gruppo, piuttosto che il richiamo al ruolo e alla posizione sociale che si ricopre chiamate in causa per garantire la validità delle proprie tesi, sono elementi concreti di riscontro che certe discussioni sono destinate ad andare oltre il punto di non ritorno. Tutto questo accade in un luogo d’incontro virtuale trasformato in un ring dialettico in cui l’illusione reciproca della resa dell’altro non lascia spazio all’immagine più realistica di chi non ha più alcun contributo sostanziale da dare a chi replica e tantomeno a quanti assistono leggendo senza partecipare.

    • Mah!
      Tutto questo per una semplice questione di preferenze, dimenticando che bisogna rispettare argomentando le idee del prossimo, in un blog, Sia che la storia ti dice si, sia che ti dica no.
      Fuori luogo.

  8. Tanto per sviscerare ancora il tema:

    credo che attualmente l’accezione più corrente del termine “italiota”, si possa riassumere in sintesi con: “italiano che incarna più o meno perfettamente i difetti endemici nazionali” 😅

    • Luigi,
      permetti ma non credo che l’uso che se ne fa nei social in genere sia quello etimologico, sopra hai accennato all’uso improprio, sul quale non credo possano esserci equivoci interpretativi:
      “(spregiativo) individuo italiano a cui si imputa poco intelligenza e scarsa cultura.”

      • Bravo Gioele, hai ben inteso, l'”uso improprio” di italiota è proprio quello. Essendo improprio è purtroppo sbagliato.😅

        L’uso invece etimologicamente più corretto è proprio quello espresso qui sopra.
        E, ripeto per l’ennesima volta, nulla ha a che vedere con la parola “idiota”(come già spiegato).

        • Il fatto è che l’uso non etimologico che se ne fa nei social non è solo sbagliato ma anche e sopratutto offensivo per chi legge.

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