Archivio Autore: Luna23

The warriors

Scritto da Cinzia Fresia

i nostri giocatori oggi li vedo cosi, all’antivigilia di un match in predicato  di trasformarsi in un incontro tra gladiatori. Eppure la Juventus di problemi non ne ha, gli altri ial contrario  ne hanno tanti di problemi, talmente, i da promettere minacce e non solo ai giocatori.

Una volta era solo una partita di calcio, oggi non so, Riusciranno i nostri ad essere sereni? A giocare in sicurezza? Ma soprattutto a tornare indietro incolumi? Ce la fara’ la Juventus ad organizzare un servizio di sicurezza consono a difendersi?

Qui, non si pensa piu’ a strategie o moduli, qui si tratta di riportare a casa la pelle, perche’ ormai l’odio c’e’ e la colpa e’ anche di scalda gli animi già incandescenti di suo. L’odio tra tifosi sta diventando palpabile, nel mio piccolo, soprattutto dai tifosi del toro mi sento dire ” andatevene, non ci mancherete”.

Pero’ dico, ma andate via voi … Inter, Milan, Napoli, Roma Fiorentina e Toro .. se esiste un altro campionato che vi vuole, perche dobbiamo essere noi ad andarcene?

 

Per ingannare l’attesa, la Presidenza della Juventus viene deferita e sentita dalla commissione anti mafia, si tratta di un pretesto per inventare qualche motivo per andare contro la Juve: una storia di biglietti ed improbabili  contatti con la malavita, l’andrangheta per l’esattezza, una faccenda poco chiara, pasticciata ed incongruente in tutti i suoi dettagli, un polverone sollevato solo per colpevolizzare la Juventus, perche’ diciamo che nessuno crede ai rigori facili e chi grida allo scandalo sono gli scarsi.

Purche’ tornino tutti a casa, io questa partita gliela regalerei a tavolino, senza nemmeno partecipare, cosi da fare tutti contenti, perche’ sara’ una partita sfalsata, che un gruppo arbitrale non potra’ dirigere correttamente perche’ minacciata,  il cui rischio che i nostri giocatori si facciano male e’ alto, ormai si e’ perso il controllo, persino i giocatori, cioe’ dei professionisti si sono sentiti legittimati di farci a pezzi lo stadio.

La Juventus si trova con le spalle al muro e obbligata a reagire, il bon ton, l’indifferenza e l’immobilismo mediatico sono state scambiate per debolezza ed oggi si pagano le conseguenze. Aspettando il Barcellona,  “speriamo che i nostri, se la cavano”

 

Strano ma vero

Sscritto da Cinzia Fresia

Ricorderemo, questa stagione, come tra le piu’ incredibili che la Juve abbia disputato, al di la’ di come andrà’ a finire. Un campionato stranissimo con una squadra poco assimilata che spreca una valanga di occasioni , che pero’ vince.

Questa sfida con la Sampdoria, la temevamo. Un campo quello di Marassi che mette apprensione, in piu’ la nostra Juventus, la dirigenza e Presidenza e noi tifosi tutti stiamo vivendo istanti drammatici. Alla vigilia della terribile partita a Napoli, il nostro Presidente ed altre persone allora dirigenti con lui, riceve un deferimento dalla procura di Torino, in riferimento a supposti contatti con esponenti della Mafia, i quali sarebbero stati coinvolti in un affare losco di compravendita di biglietti. Il Presidente Andrea Agnelli ha voluto di persona smentire ogni coinvolgimento sostenendo la  sua e quella dei suoi dipendenti totale estraneita’  ai fatti citati.

Il Presidente e’ apparso irritato, ma risoluto e intenzionato a fare chiarezza su un caso  che non ha nulla a che fare con il marchio juventus.

E nonostante questa piccola tempesta la Juventus non si e’ fatta annientare vincendo piu’ o memo bene a Marassi e allungando di 10 punti dal Napoli. La tensione e’ stata trasformata in energia dai nostri, che hanno corso moltissimo sperando nel raddoppio. Moltissimi errori e palle perse hanno fatto infuriare Allegri per tutto il secondo tempo. Ma i nostri hanno vinto e questo e’ cio’ che conta.

Chiusa a Marassi, abbiamo davanti lo scontro a Napoli. Questa trasferta sta mettendo in forte apprensione la squadra che non avendo paura non si sottrarra’ alla partita. Vedremo quali precauzioni la societa’ tentera’ di adottare per scongiurare incidenti, si vedra’ altresi se il Ministero degli Interni con i servizi segreti reputera’ sicuro lo svolgimento del match. Certi  momenti ci ricordano una storia che in passato non avremmo mai voluto  vivere. E durante questi venti di Guerra  che la Champions ha detto um solo nome Barcellona.

 

 

 

 

 

 

 

“Volli .. e volli sempre ..fortissimamente volli”

scritto da Cinzia Fresia

Lui ..ancora lui  .. one man band show,  Paulo Dybala, leader indiscusso e  protagonista di una gara che accompagna  la Juventus tra le prime 8 di Europa.

La Juventus si qualifica ai quarti di finale senza fatica ma con l’attenzione necessaria che ha permesso di controllare nei dettagli  la partita. Il Porto si mette nei pasticci da solo come all’andata, un strano scherzo del destino, vorrà che Dybala metta a segno l’unico gol della serata,  su rigore concesso con le stesse modalità di quello segnato  venerdì scorso contro il Milan, cioè per un fallo di mano: Rigore ..espulsione.

Bravo, bravissimo ma soprattutto intelligentissimo, talmente coinvolgente da togliere la scena persino ad Higuain, in campo si vede solo lui.

La partita: non era facile per i nostri andare a giocare con la testa libera, troppe parole, insulti e brutte cose intorno alla Juventus, ai nostri è stato chiesto di vincere, anche  con 2 gol di vantaggio, non era  scontato andasse così,  il Porto è una squadra che può aprofittarne se si offrono fianchi deboli, ma non è stato il caso di questa serata, con una partita all’andata finita 2-0, la Juventus ha retto il ritmo veloce imposto dal Porto che non mollava nemmeno di un centrimetro nonostante l’inferiorità numerica.  Entrambe le squadre nel primo tempo hanno corso moltissimo e speso energie. Ai nostri è mancato il gol su azione che avrebbe meritato. Il ritmo è calato per entrambe  nella seconda parte, e la Juventus non si è fidata sebbene il Porto fosse in 10,  ad abbassare la guardia. La Juventus è riuscita a controllare e portare in salvo il risultato. Serviva solo quello.

Ma Allegri, non è completamente appagato dal risultato del match e critica la prestazione effettuata nella seconda parte della partita. E’ mancato il gol ad Higuain che non ha particolarmente brillato in questa fase, anche Piaca non riesce ad ingranare, anche se in Champions pare si ambienti un po’ meglio.

E adesso?

Arrivano le squadre toste, e la Juventus?   Paulo le aspetta, sostiene che la squadra può farcela,  non vede l’ora di scendere in campo, e sogna una finale con il Barcellona. Vorrebbe giocare sempre, e non perde quell’espressione da bambino triste con il “broncio” quando Allegri lo richiama in panchina. Sarà dura non averlo più.

Martedì 14 marzo 2017 Juventus-Porto (Champions League) ore 20.45 Juventus Stadium Torino

scritto da Cinzia Fresia

La tempesta di polemiche post Juventus-Milan non fermerà la Juventus in campo già domani allo Stadium a ricevere il Porto, la squadra pare non scalfitta dalle cattiverie insorte dal rigore concesso allo scadere del tempo di recupero nella partita di venerdì,  e si presenterà carica sapendo di essere avvantaggiata dai 2 gol segnati in trasferta.  Della medesima idea, il Porto, che per nulla scoraggiato si batterà organizzando una “remuntada” per raggiungere il medesimo obiettivo.

Durante la conferenza stampa pre partita, Allegri non si dilunga troppo nella formazione dicendo che non utilizzerà il centrocampo a 3 e che dovrà scegliere tra Khedira o Pianic da inserire vicino a Marchisio. Il tecnico è consapevole del valore della squadra e del suo potenziale, l’obiettivo è passare ai quarti.

Massimiliano Allegri sottolinea la negatività dei fatti accaduti la settimana scorsa in occasione del finale Juventus-Milan, e ritiene che il calcio stia diventando di pessimo esempio soprattutto ai bambini che frequentano le scuole di foot-ball.

Parole severe e importanti da parte dell’allenatore della Juventus il quale conferma che la sua squadra sa cosa vuole e come ottenerlo.

Non un clima ideale per affrontare una partita fondamentale di Champions League, veleni, cattiverie e farneticazioni da parte di Presidenti, giocatori e affini calicistici. La brutta aria continua a tirare, e la posizione della Juventus che ha deciso di non chiedere danni al Milan per gli atti vandalici di cui la squadra milanista ne sarebbe la prima indiziata, ci lascia perplessi.  Si vocifera altresì che il Milan avrebbe sostenuto la totale estraneità ai fatti, e che anzi, i giocatori avrebbero trovato gli spogliatoi già nel caos al loro rientro. il caso è stato affidato alla Procura della Repubblica che ha avviato un’indagine.  Al momento la Juventus non si è ancora pronunciata in riferimento a questi fatti, ma il mal contento e la rabbia serpeggia invece tra i tifosi il cui rischio di esasperazione alleggia nell’aria.

Gigi e Gigio

Scritto da Cinzia Fresia

Buffon contro Donnarumma: anagraficamente parlando: ‘ il babbo contro il figlio, gli autentici protagonisti della sfida senza fine Juventus-Milan.

Sarebbe stato bello non vincere cosi, sarebbe stato bello che Piaca avesse almeno centrato una  delle numerose occasioni sprecate e quindi buttate, sarebbe stato bello che la difesa non avesse lasciato scoperto lo spazio consentendo a Bacca di pareggiare.

Ma il calcio non conosce regole e spesso accade tutto in un minuto. Felice  per Dybala che ha avuto l’opportunita’ di pulire l’errore di Doha con un grande rigore, ma  che  dire della partita?

Allegri si  e’ espresso molto positivamente sui suoi e sul match  deciso poi da un episodio, ha applaudito la prestazione, lodando in  modo particolare Dybala e Piaca.

Temo di dover dissentire dal nostro allenatore, e gli chiederei cosa trovi di positivo,   a meta’ anno in  un attaccante talentuoso e anche  molto giovane  come Piaca che butta  al vento un numero imprecisato di tiri sbagliando gol anche  contro un semplice Milan, mi piacerebbe sinceramemte saperlo.

Il primo tempo e’ stato senz’ altro della Juventus che ha letteralmente sottomesso il milan, ma sempre troppi ed eccessivi gli sprechi, ottimo Benatia che ha sbloccato la partita, lo stesso per Asamoha,  al contrario,  male  la difesa che ha lasciato uno spazio a Bacca, risultato fatale, Barzagli e’ un grandissimo ma non riesce piu a tenere a bada come un tempo gli avversari in velocita’, corretta la sostituzione con Lichtsteiner.

Nel secondo tempo la Juventus e’ calata, il Milan si e’ organizzato spingendo in avanti e rendendosi a tratti pericoloso. La Juventus si e’ fatta sorprendere dal nervosismo tirando molto e  in fase realizzativa sbagliando  parecchio, e questo non lo trovo   un fatto di cui vantarsi.

Tuttavia per un caso che la Juventus vince, ma purtroppo nel modo peggiore, questo rigore a dire di molti dubbio, ma giusto secondo  regolamento, fara’  discutere almeno per tre mesi, aumentando i soliti sospetti. Sarebbe stato piu’ giusto concedere quel rigore evidente, per chissa’ quale motivo “passato in cavalleria”  su Dybala  preso a calci per tutta la partita.

Comunque la Juventus ha meritato di vincere perche’ si e’ impegnata, fondamentalmente non ha mai mollato, sebbene abbia concesso troppo spazio alle ripartenze avversarie, che in qualche occasione potevano essere letali. Resto pero’ del paerere del tecnico, il quale sostiene che c’ e’ ancora margine per migliorare, soprattutto nell’ emotivita’ e nell’intesa tra i giocatori.

Alla fine di questo scontro diretto, ne esce  a brandelli il Milan, il quale in predicato di finire la partita con un pareggio butta tutto all’aria servendoci un rigore sul piatto d’argento, i rossoneri chiuderanno  il match con la squadra mezza ammonita e una espulsione.

Ma il tempo scorre, e una  grande prova ci aspetta martedi, la Champions non e’ il campionato e sappiamo che non perdona.

Venerdi 10 marzo 2016 Juventus-Milan ore 20.45 Juventus stadium – Torino

Scritto da Cinzia Fresia

La squadra che in questo momento Allegri non vorrebbe sfidare e’ proprio il Milan, peccato che la Juventus domani riceva proprio lui, il diavolo che non  muore mai.

Settimana poco serena e disturbata dalle presunte vicende che coinvolgerebbero l’attuale presidente della Juventus, Andrea Agnelli con alcuni boss mafiosi appartenenti all’andrangheta. Andrea Agnelli sentito dai magistrati ha potuto sostenere  la sua totale estraneita’  ai fatti negando di aver avuto contatto alcuno con nessuno di questi.

Non c’e’ pace per la Juventus, oltre le accuse infamanti che il Presidente del Napoli, con Inter e Milan rivolgono abitualmente  al club bianconero, si aggiungono illazioni prive di fondamento che vedrebbero protagonista un affair tra la proprieta’ e organizzazioni criminali, si parla di incontri diretti tra il Presidente e un boss mafioso per una questione riguardante di biglietti ingresso.

Non c’ e’ limite al peggio per la Juventus, che non conosce un solo istante  di requie perche’ vince, Tornando a fatti piu’ importanti, cioe’ le partite in calendario, il turno settimanale di campionato precede il match di proseguo in Champions League.

A riguardo della formazione Allegri deve risolvere il dubbio amletico di Piaca o non Piaca dal primo minuto, consideata l’assenza di Cuadrado, il tecnico come al solito, offre indizi non pronunciandosi molto sulla formazione, che sara’ definitiva dopo l’ultimo allenamento.

Il tecnico ha sostenuto che il confronto tra le due nonostante la differenza di punti in campionato sara’ equilibrato e che in sostanza, la Juventus dovra’ sudarsela se vorra’ vincere.

 

8 marzo 2017 Festa della Donna : Juventine d’assalto.

Scritto da Cinzia Fresia

 

Juventine d’assalto: Il blog di Alessandro Magno incontra Angela Gigante

“Ciao Angela, parlaci un po’ di te ..chi è Angela Gigante?”

Semplicemente una donna, una moglie, una mamma, una suocera, una nonna, ma non necessariamente nell’ordine e, quando gioca la Juve, non ce n’è per nessuno.
Ormai lo ha capito anche la mia nipotina, che, molto carinamente, quando gioca la Juve e lei è da me, va a vedersi i suoi programmi preferiti in cucina sul piccolo vecchio televisore del secolo scorso… e suppongo anche il mio cane perché si piazza nella cuccia e resta lì in attesa che io smetta di “parlare col televisore”. All’inizio era un po’ spaventata dai miei urli e dai miei salti, ma da quando ha capito che il bacio che le do è di gioia, sospira e si riarrotola sul suo cuscinone.
Calcisticamente sono cresciuta in una famiglia di granata; mio nonno mi parlava male di Sivori ed io andavo a rubare il giornale e leggevo gli articoli che parlavano di lui sdraiata sotto al tavolo.
All’epoca le bambine portavano i calzettoni bianchi ed io li avevo quasi sempre arrotolati come li portava il mio mito e nonna strillava “Tirte su sti caussett, t’asmie Sivori!”(dal Torinese all’italiano: tira su quei calzini, sembri Sivori). Lei lo intendeva come insulto, io no!
Ho studiato all’istituto d’Arte e sono diplomata in Arti Applicate; ho insegnato Educazione Artistica x 2 ore circa ad una banda di scavezzacollo ed ho capito che i ragazzini non facevano per me. Difatti dopo la prima figlia ho chiuso “baracca e burattini” e ho preferito addomesticare i gatti. Mi è rimasto il soprannome di Signorina Rottermayer per la mia intransigenza, che molto carinamente mi ha affibiato proprio la mia bambina. Ancora oggi che ha 37 anni me lo ricorda spesso e volentieri.

“Tu hai visto molte Juventus, qual’è la tua? O tutte ti sono appartenute almeno un po’?”

Come si dice sempre “Gli uomini passano, la Juve resta”. Ogni volta che un giocatore dei miei preferiti se ne andava, o meglio la dirigenza sceglieva di far cassa vendendolo, ero molto dispiaciuta, ma ne arrivava subito un altro a prenderne il posto. La squadra è e sarà sempre la cosa più importante.
Due sono gli uomini in bianconero che ho amato alla follia; ho iniziato con Omar Sivori ed ho concluso con Alex Del Piero. Ammetto di aver pianto come una bambina quando è morto Sivori e quando Alex ha fatto il giro del campo a Bergamo. In mezzo ci sono stati Scirea, Cabrini, Zoff, Salvadore, Morini, Anastasi, Furino, Ravanelli, Tacconi, Vialli, Pessotto, Tacchinardi, Causio, Bettega, Platini, Zidane, Ferrara, Deschamps, Davids e Pirlo.
Un discorso a parte lo devo fare per i 5 samurai che sono scesi in B: Buffon, Camoranesi, Del Piero, Nedved e Trezeguet. Non potrò mai dimenticare la loro scelta e gliene sarò sempre grata.
NEL MIO CUORE, NESSUNO COME LORO MAI!

“Calciopoli, una ferita ancora aperta, ma perchè la Juventus deve sempre essere lei a pagare, a soffrire, ad essere accusata di fatti non di sua responsabilità, condannata ad essere sempre colpevole quando non lo è ?”

Il caso Calciopoli l’ho vissuto, come si suol dire, con la bava alla bocca. Non capivo, non potevo credere, non volevo credere. E così ho iniziato a seguire giornali, libri, interviste; mi sono sciroppata tutto il processo di Napoli e ho cercato di capire le voci che circolavano in città circa le liti tra i “cuginastri”e la scalata di Andrea con Moggi e Giraudo al vertice della società, che sarebbero state la causa principale della svalutazione della mia squadra del cuore.
Non posso esser certa che siano vere o che siano solo voci che gli ultrà han messo in giro per non morire di rabbia o per evitare casini grandi come case causate dai più facinorosi.
Per certo c’è quel 1° luglio del 2006 quando con altri migliaia e migliaia di juventini, che arrivavano da ogni dove, scendemmo in piazza per protestare, per ribadire che la Juve siamo noi.
Ci venne chiesto di non citare Moggi, ma di schierarci a favore di Pessotto, che lottava tra la vita e la morte, di gridargli tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza. Anche se molti non erano assolutamente d’accordo così fu, e non ci furono schermaglie neppure con quei quattro facinorosi granata che ci aspettavano vicino al Filadelfia: qualche slogan e nulla più.
Però quel giorno ho rischiato di lasciarci le penne per un’insolazione coi fiocchi; a mezzogiorno c’erano almeno trentacinque gradi a Torino e la bottiglietta d’acqua che mi ero portata finì ben presto e dei “turet” tipici di Torino neanche l’ombra in quella parte di città, neanche una fontana, neanche un negozio aperto.
Ad un certo punto ho sentito le gambe farsi deboli e faticavo a camminare, uno strano sudore ghiacciato scendeva dal viso. L’asfalto era diventato un fuoco. Per fortuna una camionetta della Polizia è stata la mia salvezza. Devo avergli fatto pena mentre chiedevo un po’ d’acqua, e devono aver pensato che una madre così sopra le righe come me in quel momento non l’avrebbero certo voluta. Ma tant’è, qualche follia per ribadire che la Juve per noi era pulita si poteva e si doveva fare. In quel periodo ho visto juventini nascondersi come l’apostolo Pietro quando gli chiesero se era amico di Gesù; poi son risaliti sul carro.
Purtroppo ancora oggi, appena c’è qualche scivolone o qualche partita persa o un gioco da bambini dell’Oratorio non si vedono più; senza parlare di quando si entra nel discorso Calciopoli.
Son sempre convinti che se ci hanno mandati in B qualche cosa di sporco c’era. Io no, moggiana ero e moggiana son rimasta.
Purtroppo certe insinuazioni sono la nostra condanna; è l’invidia, come la volpe e l’uva, non la si riesce a prendere allora è acerba. Non riescono a batterci sul campo allora siamo favoriti dall’arbitro. Poco importa che poi si possa dimostrare che non è così, che gli arbitri sono uomini e come tutti possono sbagliare, poco importa che alla fine ci sono errori un po’ per tutti. La colpa è sempre della Juve che ruba…

“Parliamo di Allegri il nostro attuale allenatore molto discusso, una parte di tifoseria non è mai stata contenta nonostante i risultati positivi, tu che ne pensi di questa gestione?”

Non si può contestare un allenatore che è primo in classifica con 7 punti di vantaggio sulla seconda, in ottima posizione in Coppa Italia ed ha superato brillantemente il girone di Champions.

Certo il suo gioco è iniziato ad essere un pochino spumeggiante solo recentemente col 4-2-3-1 ma a volte è ancora un po’ attendista, mette in campo calciatori che personalmente lascierei in curva a fare il tifo, ma se si vince lo posso anche perdonare, in fondo in campo scendono i calciatori.
Quando è arrivato però ero un po’ interdetta anch’io; passare dallo juventinissimo Conte ad uno pseudo milanista non era facile da digerire.

“Conte .. si è comportato male secondo te?”
Bhè non è facile accettare di non avere i giocatori richiesti, pensare di non riuscire più a vincere per mancanza di stimoli. Lui ci ha sempre messo la faccia, certo che girare i tacchi il primo giorno del raduno e lasciare tutti in braghe di tela non è stato assolutamente un bel gesto.
Ma ho digerito l’abbandono di Zambrotta e Cannavaro nel 2006, digerirò anche il voltafaccia di Conte.

“Si mormora… che sia in arrivo un nuovo allenatore, chi ti piacerebbe arrivasse, oppure sarebbe in realtà opportuno che Allegri rimanga ad ottimizzare una squadra forte in Europa?”
Se vincessimo tutte le competizioni in cui siamo ancora in gara, sì potrebbe anche pensare di lasciar andare Allegri in Inghilterra e ricominciare un altro ciclo vincente con un altro allenatore.
Se non vincesse nulla o solo lo scudetto potrebbe poi essere ancor più contestato e peggiorare la situazione spogliatoio, che già a volte non mi sembra gran che…
In ogni caso non saprei chi scegliere al suo posto. Mi piace Sousa, ma dalla Fiorentina mi sa che non ce lo lasciano. Non mi piace Sarri e poco anche Spalletti. Inoltre non trovo giusto scegliere degli allenatori stranieri per le squadre italiane. Considerato il numero di giocatori ormai “vecchierelli” servirebbe un allenatore capace di avere il coraggio di puntare sui giovani ed in ogni caso “la Juve ad uno juventino” è lo slogan migliore.

“Angela, perchè la Juventus non vince in Europa?”
Bella domanda, me la son fatta tante volte senza riuscire a darmi una risposta logica e proibendo al cuore ed al cervello di ascoltare quelle che danno gli antijuventini.
Arrivare in finale di Champions 7 volte e poi perdere sul filo di lana brucia da morire; come con l’Amburgo ad Atene con Trapattoni, le tre perse con Lippi, ma sopra tutte quella persa col Milan a Manchester. Quante lacrime quella notte!
Col Barcellona due anni fa ero arrabbiatissima solo perché strada facendo mi ero convinta che ce l’avremmo potuta fare, che quello era l’anno giusto anche se il Barça era il Barça…
Bhò, sarà la maledizione dell’Heysell come dice qualcuno.
Però in bacheca abbiamo 2 Coppe intercontinentali, 1 Coppa delle Coppe, 3 Coppe UEFA, 1Intertoto, 2 Supercoppe e 2 Champions.
Senza contare tutti i trofei italiani che un po’ ci consolano.

“Parliamo di donne, secondo te le donne nel calcio le vedi “ammesse, ma non gradite”? O simpatici ornamenti, possibilmente non parlanti? o… ?”
Per gli uomini saremo sempre simpatici ornamenti ovunque ci sia la benchè minima possibilità di dimostrare che siamo meglio di loro. Non riuscendo a reggere il confronto ci preferiscono belle e oche, o sedute su sgabelli con le gambe in mostra. Poi qualcuna ci mette anche del suo.
Però son sempre stata dell’idea che se le telecroniste fossero donne sarebbero meno insopportabili di certi giornalisti uomini, sicuramente saprebbero essere più professionali e meno di parte, e sicuramente saprebbero fare domande più intriganti durante le inteviste. A volte fossi il giocatore intervistato alcuni di loro li manderei a stendere senza rispondere… e non faccio nomi perché sono una signora!
Però in ogni ambito lavorativo purtroppo è la stessa solfa, non solo nel calcio, ma anche nel giornalismo, nella tv, nella dirigenza delle fabbriche, in politica. Da quando la donna ha scelto di uscire dalla casa e dai fornelli è stato sempre un lavorare in salita, tripla fatica per arrivare ad un terzo di stipendio rispetto agli uomini e dimostrare quanto meglio siamo. La parità ancora non l’abbiamo raggiunta.
Forse il mio lato femminista non si è mai assopito!!!

“Tempo addietro, l’allenatore Mihailovic, dichiarò pubblicamente che le donne non devono parlare di calcio perchè non lo capiscono, meno la Damico, si è trattato di maschilismo e per “salvarsi in corner” cita la neo compagna di Buffon? Oppure ha espresso un luogo comune ancora molto radicato in quell’ambiente?”
Come detto sopra dobbiamo camminare ancora molto per dimostrare che possiamo fare qualunque cosa fanno gli uomini. Anzi dovendo seguire anche casa, figli, famiglia, il nostro compito diventa sempre più faticoso e a volte, visto che certuni non riescono a stare sul nostro stesso piano, e a seguire i nostri ritmi, ricorrono alle maniere forti ed ecco spiegato l’aumento dei femminicidi.
Mihailovic probabilmente un tantino maschilista lo è di suo, ma ha certamente espresso un luogo comune ancora radicato nell’ambiente calcistico. Non si spiega altrimenti perché ancora non ci sono guardialinee donne, arbitri donne, dirigenti donne, allenatori donne che lavorino in serie A.

“Calcio femminile, non sarebbe giusto diventasse un’opportunità di carriera al pari dei maschi? O se non allo stesso livello, uscisse dall’oblio del dilettantismo?”
Io ho giocato a pallone nei primi anni 70 quando nascevano le prime squadre di calcio femminile, c’erano diverse federazioni ed era un gran caos. Mi sono allenata con la prima squadra di Torino (Real Torino) e ho giocato diverse partite nell’allora prima serie femminile. Portando gli occhiali, all’epoca non navigavo nell’oro e le lenti a contatto costavano uno sproposito, gli allenatori avevano paura che come difensore potessi farmi male. A onor del vero forse non ero neppure un gran che ma, gira e rigira, facevo gli allenamenti e poi finivo in tribuna o nella squadra “allenatrice” che faceva partitelle di allenamento con la squadra titolare.
Un paio di anni dopo sono finita in una squadra di serie cadetta, dove però ho giocato spesso sino a quando un arbitro fifone ha fatto notare al mio allenatore che gli occhiali erano un pericolo ed è ricominciata la solita solfa. A volte partivo dalla panchina ed entravo negli ultimi minuti a risultato ottenuto. Un giorno l’allenatore invece di far entrare me, mandò in campo una ragazzetta appena arrivata in squadra, nipote di uno degli sponsor, e le disse, mentre entrava
<<Forza, vai all’attacco!>> Lei arrivata a metà campo si girò e gridò << E dov’è l’attacco?>>
Ti lascio immaginare le risate e le battutacce dagli spalti.
Non ci ho più visto dalla rabbia, ho fatto una di quelle cose che ai miei calciatori preferiti non avrei perdonato manco morta. Mi sono alzata dalla panchina e sono rientrata negli spogliatoi.
Mi sono rivestita e in lacrime ho lasciato le scarpe e la divisa sul tavolo con un biglietto con su scritto: “Così non è posssibile continuare, addio” e me ne sono tornata a casa senza salutare nessuno. Tanto dovevo studiare per il compito in classe del giorno dopo…
Quando han letto il biglietto tutti han pensato volessi fare qualche cosa di tragico e mi hanno tempestato di telefonate: allenatore, presidente, compagne, anche qualche tifoso.
Ho preferito smettere e darmi alla pittura…
Per fortuna poi c’erano ragazze come Morace, Panico, Serra. Ma in fondo il calcio femminile non è mai esploso per le stesse motivazioni che dicevamo sopra. Dove ci sono possibilità che le donne facciano meglio degli uomini, in un mondo ancora troppo maschilista, fanno in modo che non esploda e forse è meglio così. Sentire certe frasi dagli spalti ti lascia l’amaro in bocca.

“Angela, secondo te .. vinciamo qualcosa quest’anno?”
Mi piacerebbe! Scudetto, Coppa Italia e Champions. Ma come dico sempre, mai parlarne prima, porta male.
Comunque ci spero FINO ALLA FINE

Forza Juve @ngela

A Udine piove sempre

scritto da Cinzia Fresia

Si parla tanto di Super lega e di Presidenti, si parla di errori arbitrali, si tralascia però  la modalità di alcuni allenatori.  Del Neri dovrebbe spiegare per quale motivo ha fatto quella  piazzata che l’ha mandato in tribuna mentre  la sua squadra stava dominando il match, certo, prendere un gol dalla Juve può capitare, magari anche più di uno ma  invece di tirare un sospiro di sollievo, perchè  l’Udinese di bassissima classifica sta  pareggiando  in casa con la Juventus, no .. si lascia andare a grida  come un forsennato e si fa buttare fuori. boh!  Quando parlo di “complessi di inferiorità mi riferisco anche a questo”.

Non è andata bene ai nostri invece che hanno giocato veramente male. A partire dal centro campo che non ne ha fatta una giusta, e parlo di Pianic e di Khedira mai pervenuti, non è arrivato un tiro decente nè a Higuain o a Dybala e anche Mandzukic chi l’ha visto?  Una formazione ricca di dèfaillance forse dovute a stanchezza o  a stufamento non si sa, comunque come da previsioni, l’Udinese ha giocato la partita della vita e ha quasi rischiato di vincerla. I nostri hanno subito sempre, e non sono mai riusciti a reagire organizzando una modalità di gioco, in squadra sono mancati 3 o 4 giocatori, quindi ben venga il pareggio.

Avrei alcune osservazioni da fare all’allenatore  sulle sostituzioni. Si può sbagliare una formazione ed è successo spesso in questo campionato, errori poi rimediati dai fuori classe, oggi però ho visto un atteggiamento che non mi è piaciutto affatto. Intanto non andava tolto Cuadrado, super marcato e l’unico ad essere attivo, al  posto  di Piaca, avrei invece tolto Khedira e Pianic e inserito magari Rincon un po’ prima e senza dubbio Marchisio, almeno per tentare di costruire il gioco, in tutta la partita ci sono state 2 azioni da gol e una per fortuna  è andata. Anche Alves non è stato proprio un genio della lampada compreso un eccesso di nervoso.  Per non perdere, Dybala si  è improvvisato a tamponare le falle altrui, e alla fine c’era un attaccante in meno.

Magari mi esporro’ al pubblico ludibrio ma temo che sia andata male per una gestione insufficiente  più che per colpa dei ragazzi.

Comunque, è così. Prendiamo e portiamo a casa il punticino e pronti per venerdì che ci aspetta il “partitone”.

 

 

Domenica 5 marzo 2017 Udinese-Juventus ore 15 Stadio Friuli- Udine

scritto da Cinzia Fresia

La Juventus, Massimiliano Allegri,  il turn over e la noia delle conferenze stampa pre partita.

Le solite domande: il turn over e la formazione e le solite risposte: Vediamo, domani valuterò, devo mettere in campo la squadra migliore e davanti giocheranno i soliti. “Come sta Marchisio .. e giocherà?” “Marchisio sta bene .. Vediamo ..”

Dopo un iperbole di Vediamo, vedremo, valuteremo, penseremo .. Allegri manda a “nanna” la crème dei giornalisti sportivi senza scoop sul suo futuro e senza  informazioni  di più o di meno. Ciò che sappiamo, è che avrà più forze a disposizione quindi potrà  mettere in campo a suo dire la  formazione ottimale.

Anche in bassa classifica, l’Udinese diventa un po’ ostica quando incontra la Juventus e si prodiga a disputare la partita della vita, quindi non è previsto niente di semplice per i nostri,  per  i quali freschi di polemiche ma anche di vittorie non dovrebbe essere una fatica insormontabile superare questa partita, anche se bersagliati dalle orribili polemiche circa Juventus-Napoli di coppa Italia. Allegri non scomponendosi più di tanto, mette in evidenza il fatto che stranamente si parla sempre delle concessioni arbitrali contro e mai quelle a favore, e che bisognerebbe giudicare  la prestazione arbitrale nella globalità.  E’ aprezzabile il tono pacato e a tratti ironico del nostro tecnico, purtroppo però non si riesce  a tappare le bocche, che l’odio pro Juventus continua anche da parte di un altro “colorito” presidente il quale propone un premio in denaro a tutti i giocatori qualora vincano contro la Juve.

Se questo è sport .. ma soprattutto se questi sono Presidenti ?

 

 

 

e non finì a baci e abbracci

scritto da Cinzia Fresia

 

Con il Napoli finisce sempre così quando perdono,  con la sceneggiata finale questa volta con l’aggravante che in vantaggio, e per un gioco strano del destino i nostri sono risorti e di rimonta hanno vinto. Eh mi spiace, però da parte di chi li segue, a quanto pare … ci ricascano abbastanza spesso.

Una tendenza del Napoli, ma anche di altre squadre quando ci incontrano è il vittimismo, soprattutto per come è andata stasera, buttarsi sul “siamo le vittime” è pararsi il fondo schiena, da giocatori crollati e un portiere al limite del paradossale che ringraziamo molto perchè le sue uscite hanno favorito i nostri gol.

Comunque, la partita come da previsioni è stata movimentata, direi interesserante, abbiamo preso un gol nel primo tempo, e questo non ha fatto felice Allegri che si era tanto  raccomandato di non prenderne, un gol scaturito da un errore della difesa, la quale annuncia alcuni scricchiolii soprattutto di Barzagli e Chiellini che accusano le prime défaillance dell’età, ma Allegri è uno che se ne infischia dei moduli e delle critiche e fa quello che vuole lui, e funziona, abbiamo vinto di rimonta, grazie al fatto che al Napoli sono saltati i nervi e per questa ragione  ci hanno assegnato 2 rigori confezionati alla stessa maniera. Primo tempo bruttino e interlocutorio, dove appunto il Napoli con Callejon segna e si illude di poter vincere, ma nella ripresa, il corretto ingresso di Cuadrado invece di Lichtsteiner da’ un altro ritmo alla partita, e immediatamente la Juventus pareggia, procurandosi ben 2 rigori realizzati da un immenso Dybala che vincerà anche  il titolo di “martire d’inverno”  per tutte le botte che prende ad ogni partita, e che gli arbitri fanno finta di non vedere. Molto bene Higuain e alla fine tutta la squadra ha reagito positivamente ai partenopei.

Secondo tempo reattivo e riparatore degli errori commessi nel primo tempo, una Juventus che sta migliorando nel gioco e nella presenza in campo, non era facile per i nostri sebbene il territorio   favorevole,   rimontare una squadra come il Napoli intenzionata a vincere non importa come,  è un’impresa che può non riuscire.

Spiacciono le solite polemiche sui rigori a loro dire inventati, ma non è così, e invece di intestardirsi con la moviola dovrebbero chiedere al loro portiere per quale ragione è uscito dalla porta così .. senza una meta lasciando sguarnita l’area.

Va menzionato il lavoro di Higuain il quale è stato splendido, contro la sua ex squadra non ha dimostrato nessun cedimento, per Gonzalo la scelta di entrare in Juventus è stata giusta sia per l’ambiente di lavoro che per la vita in città che lo ha amato da subito e ha trovato in Dybala la sua parte complementare, Higuain questa sera ha segnato il gol del vantaggio, esultando in maniera misurata come segno di rispetto nei confronti della sua ex squadra.

Andiamo avanti così, si comincia ad intravedere la sagoma del triplete, ancora la strada è lunga, ma che sia questo l’anno buono?

 

 

 

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