Archivio Autore: Luna23

“I giorni dell’abbandono”

scritto da Cinzia Fresia

L’interlocutorio calcio mercato della Juventus sta tenendo sulle spine tifosi e giocatori, la trattativa che tiene incollati a smartphone e I pad e’ quella che riguarda Paulo Dybala.

Il beniamino della Juventus a fine stagione, era rimasto vago circa la permanenza in Juventus, ma l’arrivo di Maurizio Sarri, ha acceso la speranza che il giocatore potesse fermarsi ancora, invece pare di no.

La Società sembra determinata, nonostante le dichiarazioni a favore dell’attaccante, da parte del tecnico, di volersene disfare, senza ripensamenti, accettando persino uno scambio che ci lascia senza parole, prima con Icardi e poi con Lukaku,
Dall’altra parte, Dybala vorrebbe restare, concedersi un’altra possibilità con Maurizio Sarri, con il quale grazie alla sua idea di gioco, pare possa stabilire un rapporto migliore, e proficuo in squadra.
Niente da fare, Fabio Paratici vuole a tutti i costi Icardi alla Juventus, senza considerare dei problemi in esso derivati, partendo dal carattere del giocatore e dalla presenza ingombrante della moglie procuratrice.
Tutto questo trambusto riguardante Paulo, ha fatto sì che i tifosi, promuovessero una mozione popolare tramite una raccolta di firme perché l’argentino resti a Torino.
Come ci si poteva aspettare, la Società davanti alla reazione della tifoseria, non ha fatto una piega, scivolata come l’olio. Siamo consapevoli da sempre, che per questo gruppo, il pubblico ha una valenza pari a 0, anzi .. pare proprio che la famosa maglia n. 10 sia già destinata a Bernardeschi, il quale “detto tra i denti” non sembra un genio del pallone, anzi, umorale, dal rendimento a fasi alterne, e condizionato eccessivamente dalla presenza di Ronaldo, non lo vedo così superiore a Paulo, anzi, questa scelta, conferma altresì che le decisioni sui giocatori vengono prese a seconda dei pregressi personali, i quali cadono in contraddizione con i valori espressi dalla Juventus, di essere una grande famiglia: salvo buttarti fuori quando non servi più.
Peraltro,si vorrebbe capire, se veramente Maurizio Sarri intende arrivare in Champions, solo con Bernardeschi, vista la cessione di Mandzukic, Higuain, Kean e perciò Dybala.

Vedremo il nostro geniale team addetto alle spese, in che cosa si produrra’, in attesa di destinazione Paulo Dybala, fa braccio di ferro con la Società, dalla quale è stato abbandonato, ma i tifosi sono con lui, e seppur consapevoli del suo destino, restano a fianco del bomber , offrendogli affetto e sostegno, nonché un mega abbraccio al JMedical.

Comunque, in questa storia, chi ne esce male come al solito è la dirigenza, la quale a parte De Ligt, non sembra aver fatto chissa’ quali migliorie o affari, a partire dalla base, cioè da Maurizio Sarri.

Aron Ramsey e la saga dei gallesi alla Juventus

Aron Ramsey e la saga dei gallesi alla Juventus
Prima di Ramsey nella storia bianconera anche altri gallesi

Di Cinzia Fresia

Aron Ramsey, da poco tempo a Torino, parla già un po’ di italiano, sta studiando ed impara in fretta. Il nuovo centrocampista della Juventus, non vede l’ora di cominciare a giocare con un delle squadre a suo dire, più forti al mondo.
ramsey
immagine: The Malta Independent
Aron, è un centrocampista polivalente, vale a dire adattabile sia come trequartista che da esterno offensivo su entrambe le fasce, lo si definisce perciò completo, dotato di buona visione di gioco ed abile nell’inserimento in zona gol.

Figura di cui si è sentita la necessità lo scorso anno in supporto alla coppia d’attacco, e pare che il giocatore gallese abbia tutte le caratteristiche per rivestire in modo ottimale il ruolo.

Vedremo se l’ex Arsenal riuscirà ad abituarsi alle marcature pesanti e praticate nel calcio italiano.
Situazione poco tollerata dal connazionale Ian Rush.
Attivo alla Juventus nella stagione 1987-88, che oltre alla cattiva sorte per un immediato infortunio, non riuscì ad ambientarsi in bianconero.
Ammise di trovarsi a disagio in quanto non armonizzò mai con la lingua italiana, relazionandosi esclusivamente con Laudrup, che parlava inglese.
La società allora gestita da Giampiero Boniperti, il quale aveva grandi aspettative dal Gallese, deluso dalle prestazioni, decise di cederlo.
Il giocatore dopo il rientro a Liverpool, ammetterà che la permanenza in Italia fu comunque del tutto negativa ma al contrario aveva giovato alla sua crescita professionale.
charles juve
Tuttavia, Aron Ramsey oggi si ispira ad un altro gallese celebre che ha giocato nella Juventus, dal 1957 al 1962:
John Charles, talentuoso e leggendario attaccante campione sia come uomo che nello sport

Soprannominato “Il gigante buono” per l’altezza e per il fatto di non essere mai stato ammonito o espulso, era un uomo mite, tranquillo ma di carattere.
Tutti ricorderanno lo schiaffo al collega di reparto e amico Omar Sivori, il quale durante una partita contro la Sampdoria, rimediò un’ espulsione per un brutto fallo.
Il giocatore in preda ad una crisi di nervi scagliandosi contro l’arbitro, si sentì richiamato dal collega che gli diede un sonoro ceffone, risparmiandogli conseguenze molto severe (a quei tempi, colpire l’arbitro equivaleva a non giocare più).
Comunque il gallese bianconero (quello attuale) è apparso in conferenza stampa felice, entusiasta e determinato a raggiungere i suoi obiettivi con la Juventus, e la buona volontà a parlare un buon italiano, lo dimostra.
Il centrocampista si sta manifestando serio, competente e disponibile a mettersi a servizio dell’allenatore e della squadra… non tarderà a conquistare i tifosi.

La triste parabola discendente di Gonzalo Higuain


Scritto da Cinzia Fresia

La storia di Gonzalo Higuain è simile ad una parabola discendente.

Da promettente star del calcio con un trascorso di figlio d’arte, oggetto del desiderio della squadra più importante della serie A terzo incomodo, un personaggio di cui non si sa che farne.

Il Pipita, nome attribuito a causa del naso un po’ prominente come quello del padre, è argentino ma nasce in Francia, a Brest: tornerà in patria poiché il padre Jorge Higuain, verrà ingaggiato al River Plate. Grazie al genitore, diventato poi da osservatore della Nazionale argentina, Gonzalo intraprende la carriera di calciatore: sarebbe stato poi Daniel Passarella, commissario tecnico dell’ Albiceleste, a concedere al giovane Higuain una maglia da titolare e l’occasione di mettersi in mostra con il River.

Higuain è un attaccante da area di rigore, bravo con entrambi i piedi e che eccelle nelle finalizzazioni. Dotato di una completa visione di gioco, Gonzalo ha tutti i numeri per sfondare, infatti il successo non tarderà ad arrivare: durante la carriera iniziata in Argentina le sue ottime prestazioni lo proiettano in Europa. Il 14 dicembre 2006 appena diciannovenne approda a titolo definitivo dal Real Madrid, per la cifra di 13 milioni di euro, su indicazione dell’allora allenatore Fabio Capello.

Al Real colleziona numerosi successi tra campionato e Coppe, poi nel 2013 comincia l’avventura italiana, precisamente a Napoli.

Qui l’esistenza dell’attaccante ha dell’incredibile: a Napoli è acclamato come un re, lo paragonano a Maradona e lui conquista prestigio e obiettivi personali. Il pubblico napoletano lo ama e lui ama loro, insieme sognano lo Scudetto che però non arriverà.

Come in tutte le storie dove la realtà non è mai ciò che sembra, accade un imprevisto: Gonzalo Higuain passa alla Juventus. Mentre la disperazione dei tifosi del Napoli è immensa, la felicità degli Juventini è alle stelle.
Gonzalo a Torino è accolto con grande entusiasmo, il pubblico è in visibilio e in squadra è accettato immediatamente. A Napoli nel frattempo viene minacciato e insultato, considerato traditore e “Ciccione”: non sarà mai perdonato.
Higuain in realtà non è mai stato grasso: se è vero gli allenatori vogliono i calciatori magrissimi affinché non perdano in velocità, il Pipita, anche se spesso è a dieta, è comunque in forma.

La prima stagione a Torino è folgorante: stabilisce con l’altro argentino Paulo Dybala un rapporto di profonda amicizia che dà ottimi frutti in campo. I due si vogliono bene e sono una meraviglia, Paulo gioca per lui.
La seconda stagione a Torino sarà diversa: il talento di Gonzalo sembra affievolirsi, trova il gol con minore frequenza nonostante riesca a segnare in occasioni importanti. Sarà sua ad esempio la doppietta che varrà il successo contro i rivali del Milan, battuti 2-0.

L’anno scorso, con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, Gonzalo Higuain non rientra più nei piani dei bianconeri: diventa il terzo incomodo… Non c’è scelta, viene trasferito al Milan in prestito ma il feeling con Milano non arriverà mai e la storia in rossonero finirà molto presto. La soluzione possibile per l’attaccante è quella di raggiungere Maurizio Sarri – suo allenatore ed estimatore ai tempi del Napoli – al Chelsea. È ciò che accade a gennaio: insieme a lui alzerà la coppa dell’Europa League.

Tuttavia Maurizio Sarri termina il rapporto con la squadra inglese, accettando la proposta della Juventus. Insieme a Sarri, ritorna il problema Higuain.

Il Chelsea non lo riscatta, lui vuole la Juventus … Ma è evidente che la Società non la pensa più così . Infatti la Juventus lo dichiara ufficialmente fuori dal progetto.

La storia di Higuain sta prendendo una piega drammatica quasi paradossale, che va tutta contro al giocatore, reputato inutile e trattato come un pacco postale. Un epilogo triste per l’argentino che nutriva grandi aspettative con il club torinese soprattutto la conquista della Champions League, e ci si chiede come mai Sarri non spinga per tenerlo. Detto questo, la situazione non cambia e le prospettive sono tutte un un ripiego: si vocifera di un trasferimento alla Roma, ma nulla è ufficiale.

Le Società calcistiche non fanno beneficenza: se servi bene, sennò via … È inutile fare ostruzione, o sfidare una società come la Juve: ci perde solo il giocatore. Nella speranza che Higuain trovi la giusta soluzione, vedremo cosa farà Maurizio Sarri anche con l’ altro argentino, Paulo Dybala, il cui futuro ci interessa molto.

Estratto da “gol di tacco”

Buffon 2.0 : un ritorno inspiegabile


Scritto da Cinzia Fresia

Ci sono storie che si pensano interrotte o chiuse per sempre e che – al contrario e inaspettatamente – riprendono come se niente fosse.
Questa è la storia di Gigi Buffon, ex grande portiere, che due anni fa con le lacrime agli occhi abbandonava la sua Juventus lasciando il posto al bravissimo Woichiech Szceszny, portiere polacco che dopo la piazza di Roma si era forgiato un anno alle sue spalle.

Buffon lo scorso anno non accettò la proposta della Juventus di occupare il posto da portiere di riserva preferendo l’offerta del Paris Saint Germain: esperienza appena conclusasi, peraltro non in maniera particolarmente positiva.

La nuova Juventus – fresca di Maurizio Sarri – decide quindi di investire su un ex di 41 anni (sempre che Perin intenda lasciar il posto…): i dettagli dell’operazione indicano un contratto per una sola stagione – probabilmente rinnovabile ancora di una – e alla fine della carriera calcistica la garanzia di una nuova come dirigente.

L’ex portiere della Nazionale è rimasto in ottimi rapporti con la Società e soprattutto con Andrea Agnelli: i due paiono, a quanto pare, molto amici.

La Juventus sembra diventata un albergo: si va e si viene con la velocità di un cambio di canottiera. Molti tifosi restano basiti nel veder una così grande disponibilità – mai vista prima – verso chi è già uscito.
L’unico che non è riuscito a tornare è stato Alex Del Piero, il cui feeling con Andrea Agnelli non è mai decollato.

In apparenza l’operazione sembrerebbe fare acqua da tutte le parti. Per la Juve Buffon è una storia chiusa e investire su un ultra-quarantenne – seppur come secondo – sembra follia pura: quali i vantaggi per la squadra?

La Juventus non era e non è sprovvista di un Leader: Maurizio Sarri potrà contare sicuramente su Giorgio Chiellini, Capitano e uomo “Spogliatoio”. Rinunciare a un giovane per far posto ad un giocatore la cui carriera si chiude in un anno non è logico.
Fatto sta che pare l’accordo ci sarà e ci auguriamo che Maurizio Sarri a questo punto non perda nemmeno una partita, perché – sull’onda degli ex che sono accolti a braccia aperte –potremmo ritrovarci con Massimiliano Allegri, il quale è ancora libero e pronto a un eventuale rientro. Qualora Sarri non riesca nel suo incarico di tecnico della Juventus, anche un Allegri 2.0 sarebbe tutto fuorché un’ ipotesi irreale.

Cinzia Fresia
(articolo estratto da Gol di tacco a spillo)

Maurizio Sarri: impressioni della prima conferenza stampa come neo allenatore della Juventus


Scritto da Cinzia Fresia

Giovedì 20 giugno 2019, ha avuto luogo in quel della Continassa, la prima conferenza stampa di Maurizio Sarri, in veste di allenatore della Juventus.
Il nuovo tecnico della Juventus è apparso rilassato, consapevole e felice, e
ha risposto in modo pacato a tutte le domande, anche le più difficili, quelle che riguardavano, il rapporto con la Juventus e la tifoseria, durante il periodo trascorso a Napoli.

Maurizio Sarri, si è mostrato felicemente sorpreso di quanto la Juventus sia stata determinata a reclutare proprio lui e a trattare per poterlo prendere, non mancando di rispetto a nessuno, Fabio Paratici ringrazia e riconosce in Marina Granovskaia, direttore tecnico del Chelsea, tra i manager piu’ preparati in Europa, che ha reso possibile il passaggio.

Sarri, alla spiegazione circa la considerazione della Juventus come potere “pre-costituito” durante la permanenza a Napoli, risponde di aver reagito con quelle parole, in quanto intenzionato a vincere lo scudetto a tutti i costi, dando il 110 per cento, ammette di non aver assunto modalità giuste, ma promette lo stesso entusiasmo con i colori bianconeri.

In definitiva, la società ha scelto un innamorato segreto, silente ma di grande passionalità, almeno a sentire le parole di grande bellezza che il tecnico ha avuto nei confronti del club torinese.
Sarri, ha rifiutato l’accusa di tradimento nei confronti del Napoli che a suo dire è stato tifoso, e che ha amato e onorato, lasciandolo unicamente per volere della Società, ma che ha rispettato andando un anno all’estero.

il Presidente Andrea Agnelli insieme a Fabio Paratici si ritengono molto soddisfatti dell’operazione, e dell’atteggiamento conservativo del tecnico convinto di voler recuperare alcuni giocatori non in questa stagione particolarmente brillanti. Il neo allenatore, sta già lavorando per la sua Juventus e presto vorra’ incontrare i giocatori, in prima istanza come è logico, Cristiano Ronaldo.

Finisce qui, la telenovela “prossimo allenatore della Juventus”, come di consuetudine, c’è chi è contento e chi non lo è, Sarri ha espresso parole di stima nei confronti dei suoi colleghi italiani, e felice del ritorno di alcuni in Italia.
Ora che le luci della ribalta si sono spente, per il tecnico napoletano, lavorare alla Juventus non sarà una passeggiata, stress e pressione saranno in agguato praticamente tutti i giorni, poiché la Società è programmata per vincere sempre e tutti i tornei, perciò non possiamo che augurare a Maurizio Sarri, tanta buona fortuna ..ne avrà sicuramente bisogno.

Per un pugno di euro ..

Scritto da Cinzia Fresia

E’ finita .. abbiamo sognato, ci abbiamo creduto, è stato bello ma come tutti i sogni, muoiono all’alba, e il nostro risveglio legge un nome, quello di Maurizio Sarri.
La Juventus non ha fatto “click”, quello scatto che speravamo, per cambiare finalmente fisionomia e fare sul serio, purtroppo non è andata così .. il top allenatore non è arrivato, anzi la scelta è caduta su un personaggio che mai e dico mai .. avrei pensato che potesse sedersi sulla nostra panchina, non ci stupiremo se dopo di lui arrivasse Mourinho, perchè siamo consapevoli che non c’è limite al peggio, Sarri e’ un allenatore nella media, ed io mi aspettavo dal vertice decisamente di più, è vero però che la Società Juventus ha fatto miracoli.

Ovviamente la tifoseria è più che divisa, che dire? Lo stile Juve .. ciao.. ormai è morto .. sepolto insieme all’avvocato e al dott. Umberto, dobbiamo rassegnarci ad accettare chi ha sempre accusato la Juventus di rubare, che al cospetto dei suoi tifosi ha effettuato insopportabili esibizioni, che si presenta con la sigaretta in bocca o uno stecchino a seconda di come gli gira, lasciando stare la tuta, perchè quello è il meno, c’è già una sequenza di sarti in fila a confezionargli un abito e cappotto di ordinanza, è davvero incoerenza pura da parte sua, che giustamente adora il suo Napoli, venire in Juve con un pregresso che il famoso gol di Muntari diventa una barzelletta.

Oggi, noi tifosi della Juventus condividiamo uno stato d’animo con i tifosi del napoli, abbiamo dovuto accettare che le nostre bandiere non esistono più. Il loro adorato e amatissimo Sarri, che tradisce la squadra partenopea legandosi alla nemica dal nome innominabile e dall’altra parte noi, stessa situazione di chi ci giurò eterno amore.
Ma per un pugno di euro gli uomini fanno questo ed altro, in nome del professionismo, utile giustificazione, non si conosce davvero più nessuno e le parole sono ormai senza valore.
Perciò, nulla .. vedremo cosa succede, sono davvero curiosa di vedere Sarri a Torino, sicuramente non gli piacerà, la troverà fredda e noiosa, e come se la caverà con Ronaldo e company, spero non cominci col favorire lo scambio “scellerato” “Dybala-Icardi”.
Detto questo, trovo Sarri, un allenatore nella media, ed io mi aspettavo dal vertice decisamente di più.
Comunque tanti auguri a Maurizio Sarri, ne avrà tanto bisogno, la Juventus non è il Napoli o il Chelsea, qui si è sempre nel mirino, quindi le consiglio di abituarsi da subito, perchè la stagione è lunga e se non dovesse vincere il Campionato, perchè lo vincerà Conte, non vorrei essere nei suoi panni.

Pogba o Milinković-Savić: quale centrale per la nuova Juventus?

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus dovrà necessariamente rinforzarsi a centrocampo. Pogba o Milinkovic per il nuovo allenatore?
Di
Cinzia Fresia –
09/06/2019

La ricerca del nuovo allenatore, per la Juventus, si sta dimostrando impresa tutt’altro che semplice e complessa nell’attuazione.

In attesa di una risposta definitiva, la dirigenza si sta impegnando sul calciomercato, e tra le tante voci, una di queste parla di un arrivo imminente di Pogba.

Un ritorno del francese sarebbe più’ che apprezzato da parte del pubblico juventino … in ansia e in trepidante attesa del nuovo allenatore, e offeso per la decisione di Antonio Conte di andare all’ Inter.

Già dalla scorsa stagione la Juventus è stata carente a centrocampo, e si vociferava di un possibile rientro proprio di Paul Pogba, il quale è rimasto in affettuosi rapporti con il club torinese.
Nel corso della stagione precedente, la squadra ha evidenziato una bassa qualità nella costruzione del gioco, caratteristica che ha penalizzato la Juventus nel torneo di Champions League, onde per cui, serve un giocatore dalle caratteristiche multiple, di grande fantasia e che supporti soprattutto Ronaldo.

In lista vi è anche l’opzione di Milincovic Savic, il centrocampista serbo attivo alla Lazio, già preso in considerazione nella stagione precedente.

I giocatori hanno pressappoco la stessa età -Pogba ha 2 anni di più-, quindi la stessa aspettativa di gioco.
Per ciò che occorre in casa bianconera, la scelta ideale sarebbe Pogba, per diversi motivi.

Il più’ importante è la velocità nella corsa e un’abilità nella costruzione dell’azione finalizzata diretta al l’attaccante; il suo dinamismo lo rende versatile un po’ in tutti i ruoli.

Milincovic Savic è un centrocampista centrale dotato di fisico possente, che gli consente di prevalere nei duelli aerei, sia in fase difensiva che offensiva, tra i due però Savic è il meno veloce.

Tecnicamente Pogba sarebbe il partner ideale per Cristiano Ronaldo, con il vantaggio che non avrebbe problemi di ambientamento e feeling con la squadra che conosce già.

Vedremo su chi dei due virerà la Vecchia Signora tenendo in considerazione le risorse economiche del club e -particolare da non sottovalutare- le idee del futuro allenatore.

Cinzia Fresia (estratto da “gol di tacco a spillo” )

Antonio Conte all’Inter: è giusto gli venga tolta la stella?

scritto da Cinzia Fresia

Nel calcio nulla è impossibile e spesso accade tutto e il contrario di tutto…

Puo’ succedere, ad esempio, che un ex giocatore juventino, ma juventino sul serio, “fino al midollo” diventi allenatore della squadra acerrima nemica proprio della stessa Juventus.
Come puo’ altresì capitare che un altro allenatore che ha odiato in modo efferato la Juventus, ne potrebbe diventare la guida tecnica.

In queste battute finali, che vedono terminare i giri di valzer dei tecnici con la panchina vacante, un fatto diventa realtà: Antonio Conte torna in Italia, ma non in bianconero come si perdeva, bensì all’Inter.

Un duro colpo per quella frangia di tifosi che vivevano la speranza di un ritorno del tecnico salentino, nonostante il pregresso dell’ex capitano con la Società.

Conte sì, torna in Italia: ma a Milano e non a Torino e allenerà l’Inter, l’acerrima nemica della Juventus.

Il dispiacere nel vedere uno degli ex capitani bianconeri allenare la squadra che scatenò Calciopoli, è comprensibile. Sembra impossibile: lui che aveva giurato amore eterno per la maglia bianconera indosserà i colori di chi odia il bianconero da sempre.

antonio conte giocatore

La maggioranza della piazza juventina sta vivendo queste ore come un vero e proprio tradimento tanto che un gruppo di tifosi ha organizzato una raccolta firme affinchè venga tolta la stella all’ex centrocampista.

Come giocatore e Capitano della Juventus a Conte non si può dire nulla: come allenatore nemmeno, se pensiamo a dove eravamo quando lui arrivò, perciò è ingiusto che venga depauperato del riconoscimento che si è guadagnato onestamente sul campo.

Lui non è più l’allenatore della Juventus e, come tale, è libero di fare ciò che vuole.
Certo la scelta di accettare di andare a Milano sara’ stata effettuata conscio delle conseguenze. D’altronde come professionista, allenare l’Inter è lavoro.

Ha giurato eterno amore alla Juventus, è vero anche questo, ma un grande amore può finire. E’ inutile rinnegare in passato.

Gli allenatori di oggi devono essere cauti nei rapporti con i tifosi, evitando di schierarsi o fare promesse sapendo già in partenza di non poterle mantenere.

Non ci rimane che accettare la situazione.
Le Società scelgono il tecnico valutando prima di tutto il bene della squadra e così Giuseppe Marotta non ha avuto dubbi e ha scelto di sostituire Spalletti con uno che ha dimostrato di saper vincere in Italia. L’Inter così punta su Antonio Conte, accantonato dalla Juve.

Tratto da “gol di tacco a spillo”

Commemorazione 39 vittime dell’Heysel – Monumento Cherasco


Scritto da Cinzia Fresia

Il 29 maggio è una data che ogni juventino ricorda con tristezza e dolore.

In quel giorno 39 persone innocenti hanno perso la vita a Bruxelles durante una delle partite di calcio più’ attese e piu’ sentite, la finale di coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
La tragedia non riguarda solo i tifosi della Juventus: in realtà, dovrebbe appartenere a tutte le persone che amano il calcio.

Ed è in questa data, in virtù del doloroso evento, che gli juventini sentono la necessità di ritrovarsi e stare Un po’ insieme.

La tragedia dell’Heysel è oggi celebrata in più luoghi, piazze e monumenti ad essi dedicati. Uno di questi è il monumento a Cherasco, dove ogni anno dalla sua inaugurazione l’associazione “Quelli di via Filadelfia” – guidata dal suo leggendario Presidente, Beppe Franzo – organizza una intensa commemorazione, perché Franzo, in quel giorno maledetto, c’era.

Le splendide colline langarole fanno da cornice in questo momento di ricordo in cui le le parole diventano protagoniste: dal discorso del Sindaco della cittadina di Cherasco, fiero che il paese ospiti questo momento di importante aggregazione, a quello del Parroco per sua stessa ammissione tifoso del Torino. Il sentimento di fratellanza invita alla preghiera e alla benedizione e alla fine sempre la cara presenza di Gianluca Pessotto, in rappresentanza della Società Juventus, che invoca il rispetto per le 39 vittime in tutti gli stadi.

L’atmosfera che si respira è unica e i buoni sentimenti prevalgono sulla tristezza. A cerimonia finita, si va a casa con un senso di pace e serenità e con la voglia di esserci l’anno che verrà.

(Estratto da Redazione gol di tacco a spillo)

Pagellone finale e totoallenatore

Scritto da Cinzia Fresia

Arrivederci Campionato, finalmente finisce quella stagione che doveva essere la migliore, quella del debutto in Campionato, la Juventus perde anche l’ultima di Campionato, Massimiliano Allegri si congeda dalla Juventus con una sconfitta.

Ora però tocca noi dare il voto finale ai nostri giocatori, il voto finale, alla società, alla Juventus tutta, e giocare al Toto Allenatore!

Woiciech Szczesny

Mattia Perin

Mattia De Sciglio

Giorgio Chiellini

Martin Caceres

Alex Sandro

Andrea Barzagli

Leonardo Bonucci

Joao Cancelo

Daniele Rugani

Leonardo Spinazzola

Miralem Pianic

Sami Khedira

Blaise Matuidi

Emre Can

Rodrigo Bentancur

Cristiano Ronaldo

Paulo Dybala

Douglas Costa

Juan Cuadrado

MARIO Mandzukic

Moise Kean

Federico Bernardeschi

Allenatore: Massimiliano Allegri

Societa’ Juventus

______________________________________________________________________________

Fai un pronostico sui prossimi allenatori di

Juventus

Inter

Milan

Roma

Lazio

Plugin creado por AcIDc00L: key giveaway
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: seo valencia