Archivio Mensile: aprile 2011

MOGGI Sì O MOGGI NO?

Luciano Moggi oltre a rimanere nei sogni di noi tifosi juventini delusi, resterà il mistero più fitto  di questo mondo calcistico italiano, al di là di come andranno a finire tutti i proveddimenti legali in corso contro di lui. Ma analizziamo i fatti: scoppia calciopoli e Moggi viene sbattuto come mostro in prima pagina insieme ai due colleghi di azienda Giraudo e Bettega, siccome le accuse le conosciamo tutti   eviterò quindi di perdermi in inutili divagazioni e dettagli; sappiamo però che l’opinione pubblica disse un solo nome: Moggi,  divenuto da genio di gestione calcistica a mostro corruttore e corruttibile ..le accuse sono giunte da tutti, calciatori, arbitri ecc.ecc.

Come gli altri ho seguito per un po’ la faccenda, leggendo e documentandomi, non perdendomi una riga delle noiose e chilometriche intercettazioni telefoniche che dicevano tutto e niente. Mi rendo conto in poco tempo che le accuse contro di lui, non sono dimostrabili, e Luciano Moggi che in questo ambiente non si muoveva certo come “cappuccetto rosso nel bosco alla ricerca della nonna” non sta risultando diverso dagli altri nell’intento di difendere la società per la quale lavorava. Eppure perchè solo lui? Per quale motivo è diventato il capro espiatorio del calcio italiano?

Allora chi è Luciano Moggi? Perchè è caduto in questa rete dalla quale non riesce ad uscire?

Per me, esiste un’unica risposta: è successo tutto ciò perchè Moggi era bravo, e questo, in un’ Italia fatta di mediocrità è una grossa colpa.

Moggi non ha studiato ad Harvard e  non so neanche se ha il diploma di scuola superiore, eppure ha dimostrato non solo di saper lavorare, di imporsi  in un ambiente “che scotta” come quello del calcio guadagnandosi rispetto, posizione e influenza , ma di avere altresì un grande fiuto negli affari. A quale presidente di squadra di calcio non piacerebbe avere uno come lui in azienda? Che sa scovare i giocatori di talento da chissà dove, li compra a buon prezzo, li fa crescere, li valorizza, li fa debuttare in serie A triplicando e anche più il loro  valore? E  come un “Alessandro Del Piero” nasce uno su un milione, idem per un altro dalle capacità di Moggi, fermato dall’invidia gravitante intorno a lui.

L’antica proprietà della Juve è sempre stata “attenta” e sensibile al denaro speso a proposito di calciatori, niente sperperi e niente cifre da capogiro, rappresentando la più importante azienda italiana nell’industria, dove non era consigliato ostentare spese pazze e non garantite in giocatori di calcio, condotta per’altro ancora attualmente condivisa nella medesima società, ecco che Luciano Moggi ha interpretato al meglio questa mentalità, note le operazioni in cui la Juventus attraverso lui ha fatto affari significativi che hanno consentito alla società di arrivare a grandi traguardi, come dire .. si possono raggiungere gli obiettivi spendendo la metà, sembra una filosofia da “supermercato” ma certamente molto efficace e sensibile a certi interlocutori. Dopo di lui, nessuno si è proposto in questo modo soprattutto in Juventus le cui spese dal dopo B, non hanno soddisfatto le aspettative aziendali e men che meno di noi tifosi.

Attualmente ci sono dei “rumors” o delle interviste nei confronti di Moggi la cui richiesta ricorrente è se “tornerebbe alla Juve?”,  le risposte sono le più prudenti, “mai dire mai” o “ma perchè no?”, alla maggiorparte dei tifosi piacerebbe, me compresa, tornasse a lavorare in Juventus, a ricostruire una vera squadra come quelle vincenti alle sue dipendenze, ma il futuro non è in grado di prevederlo nessuno ed c’è ancora un processo in corso, intanto il tempo passa per tutti anche per lui, e il timore generale di un ritorno nel mondo del calcio di Moggi c’è, il mistero continua…

Luna23

Mancini e il palmares di cartone. Ovvero le ragioni per cui non può allenare la Juventus.

In questi giorni è capitato di leggere più volte il nome di Roberto Mancini accostato alla Juventus. La maggior parte dei tifosi della Juventus ha pienamente coscienza che quest’uomo non può esser il nostro futuro allenatore per svariati motivi , ma qualcuno , in verità pochi, lo ritiene un opzione praticabile. Andiamo quindi a spiegare a questi pochi perché si sbagliano e chi è in verità Roberto Mancini.
La prima considerazione per cui non può allenare la Juventus è semplice e basterebbe questa senza andare oltre . E’ una questione di pura coerenza. Può il Presidente Andrea Agnelli che vuole indietro i suoi scudetti far allenare la propria squadra da un Mister che uno di quei scudetti, il famoso ”cartonato’’, lo ritiene legittimamente vinto? Direi proprio di no.
”Vinto meritatamente e onestamente e di cui siamo orgogliosi. Perché la Juve faceva cosa non pulite’’ . Parole di Mancini.
La seconda considerazione è sul fatto che Mancini ancora ci deve spiegare come mai sapesse molto tempo prima dello scoppio di Calciopoli che la stessa sarebbe successa, la famosa dichiarazione per cui : ”Moggi dovrà rispondere molto presto ai giudici di tante cose’’.
La terza considerazione è qui veniamo al meglio è che è un allenatore obbiettivamente sopravvalutato e mediocre, con un palmares di cartone. E lo analizziamo punto per punto.
Innanzitutto inizia ad allenare senza averne i requisiti (cioè il patentino da allenatore) , riesce ad aggirare le regole fra la protesta generale di molti allenatori ma di fatto inizia senza esserne autorizzato. Qualcuno obbietterà che si può esser un buon allenatore pure senza aver fatto il corso a Coverciano. Certo si può essere ma le regole sono altre. Si può essere pure un buon pilota senza avere la patente o un buon autista senza avere l’abilitazione al trasporto o un buon dentista senza avere la laurea , tutto si può essere peccato ci siano delle regola da rispettare e la legge dice che prima prendi la laurea e poi puoi fare l’avvocato o il medico e non viceversa. Ma continuiamo. Mancini inizia la sua carriera da allenatore e vince 4 coppe Italia in un periodo in cui della coppa Italia non gliene frega niente a nessuno, tutti fan giocare le riserve e la Juve risparmia spesso Buffon per Chimenti per dire di che livello è questa coppa , oltretutto la coppa Italia non fa tanto curriculum se no rientrerebbero nel novero dei papabili pure Delio Rossi e Guidolin che le han vinte assolutamente da outsider o anche il solo Spalletti anche lui vincitore di un paio di edizioni. Mancini vince 2 supercoppe italiane una nel 2005 per 1-0 ai tempi supplementari dopo che era stato ingiustamente annullato il gol vittoria a Trezeguet per un fuorigioco inesistente nei tempi regolamentari (arbitro lo ”juventino’’ De Santis) e ne vince un’altra nel 2006 contro la Roma . Finale che non avrebbe neppure dovuto disputare perché arrivato terzo in campionato ma che gioca a discapito della Juventus a causa della farsa di Calciopoli.
Veniamo ai campionati . Mancini con l’Inter ne vince 3 (si fa per dire) . Il primo a tavolino arrivando terzo dopo Juve e Milan che verranno punite per i fatti di Calciopoli. Il secondo lo vince con tutte le altre penalizzate Milan, Lazio , Fiorentina che partono ad andicap la Juve in B e la Roma, alle prese con una grossa crisi finanziaria che non gli permetterà di fare una campagna acquisti potenzialmente da scudetto. Infatti mentre l’Inter si rinforza tra gli altri con gli juventini Ibrahimovic e Vieira la Roma acquista Cassetti, Wilhelmson, Pizarro e Tavano. Il terzo campionato quello giocato quasi ad armi pari con gli altri Mancini lo vince all’ultima giornata sulla Roma dopo aver rischiato seriemente di perderlo, infatti alla fine dei primi tempi è la Roma in testa, sistemerà la cosa realizzando una doppietta lo juventino Ibraihmovic che senza Calciopoli non sarebbe mai andato all’Inter. Questo campionato è ”tristemente’’ famoso anche per una serie incredibile di favori arbitrali verso l’Inter fra rigori regalati e non dati (inizia la serie di un anno è più senza rigori che si protrarrà con Mourinho), con una Juventus neopromossa e super penalizzata dagli arbitri (vedi Napoli – Juventus i due rigori inventati da Bergonzi -proprio lui – e un intero girone di andata senza nemmeno un rigore a favore) . Nonostante questo finiremo terzi.
Ma non è finita qui il meglio di se Mancini lo da in Champions League.
In Champions Mancini riesce ad esser eliminato per 3 anni di fila da squadre assolutamente alla portata e cioè Villareal, Valencia e Liverpool. Uscendo sempre malamente nonostante in campionato non avesse particolarmente problemi visto i vantaggi sopra citati.
Veniamo alla sua esperienza al Manchester City. Mancini subentra a Huges a stagione in corso, dopo esser stato fermo per un certo periodo preferendo il lauto stipendio che ancora gli corrisponde il signor Moratti a offerte di lavoro meno retribuite, obbiettivo dichiarato arrivare quarti e cioè in Champions. La squadra è qualcosa di più di una buona compagine, ne fanno parte diversi nazionali come Given, Tourè , Bridge, Kompany, Wright Phillpis , Jhonson , Ireland, Petrov , De Jong, Bellamy e alcune stelle come Tevez, Adebayor, Robinho. Non ci riesce arriva quinto, battuto nell’incontro decisivo dal Tottenham, altra squadra ragionevolmente inferiore alla sua almeno in quanto a costi. Tuttavia Mancini viene riconfermato, è giunto da pochi mesi e la società giustamente gli da fiducia . La squadra viene ulteriormente rafforzata con Kolarov, l’altro Tourè, Millner, David Silva, Balottelli. L’obbiettivo dichiarato questa volta è provarci per la vittoria finale in Campionato e in Europa League. A gennaio arriva anche Dzeko anche se parte Adebayor. In Europa League il City viene eliminato dalla Dinamo Kiev ai quarti. Altra squadra inferiore come da abitudine e ancora prima di una semifinale, come da tradizione. E bene ricordare che questo nientepodimenoche Mister non ha mai fatto una semifinale di coppa in vita sua. In campionato al momento è quarto lontanissimo dai primi e insidiato da Totthenam e Liverpool. E’ in finale di F.A cup dove ha eliminato i cugini del Manchester United che però sono primi in campionato e quasi in finale di Champions e la coppetta nazionale la possono pure lasciare agli altri. Non sono informato se nella F.A Cup è abitudine in Inghilterra far giocare le riserve ma sicuramente non mi pare ragionevole assumere Mancini per vincer una coppetta nazionale.
Ultima considerazione, ma non per questo meno importante , su questo allenatore. A fronte di questo palmares in verità abbastanza pessimo, Mancini guadagna quanto un Capello un Lippi un Hiddink , un Mourinho. Pure senza esserlo. Si parla di cifre fra i 5 milioni e i 7 milioni di euro a stagione . Obbiettivamente troppi per uno cosi.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Al posto del Mister 5

ESCE DEL PIERO. SI SPEGNE LA LUCE.

Questa settimana gironzolando per il variegato mondo juventino del web mi è capitato di finire in una discussione dove si parlava al 99% male di Del Piero. I soliti luoghi comuni sbagliati , inutilmente irriconoscenti verso il Capitano che tutti noi conosciamo molto bene. Si andava dal classico ‘’ è finito’’ ,all’irriverente ‘’è un giocatore inutile’’, all’interista ‘’se fosse onesto dovrebbe smettere’’ (perché dare del disonesto a Del Piero Capitano della Juve è da interisti). Sono cose e ‘’post’’ che si trovano più o meno in tutti i blog e i forum (anche nei miei) ma trovare una discussione cosi indirizzata in questo modo con tutti gli antidelpieristi liberi di scorrazzarci dentro e tutti i delpieristi costretti ad abbandonare la discussione e girare a largo , beh mi ha sorpreso parecchio. Se non fossi stato sicuro di dove mi trovavo credo che avrei pensato di ritrovarmi in un luogo di antijuventini.
Ora venendo al punto, ognuno è libero di dare la propria opinione per carità, anche io ho ci ho scritto un poco e poi ho girato i tacchi, però capire di calcio è un’altra cosa. Del Piero non è più giovane e lo sappiamo tutti in primis lui , che non pretende di giocare sempre da titolare ma lo pretende e giustamente, al cospetto di tanti compagni di squadra impresentabili. Perché è vero che Pepe corre 100 volte più di Del Piero ma se io fossi Alex e vedessi come calcia Pepe certo che pretenderei il posto pure io. Se poi vedessi in squadra gente come Martinez pretenderei di giocare in tutti i ruoli anche in porta. Quindi Alex è persino troppo bravo ed educato a non alzare troppo la voce.
Del Piero in questa squadra è per classe e tecnica 10 spanne sopra tutti e anche oltre , infatti è uno dei reduci delle grandi Juve di Capello e Lippi mentre è chiaro come il sole che di questi compagni di squadra che ha in quelle Juve li non ci giocherebbe nessuno.
Col Catania la Juve pur non giocando brillantemente ha avuto la partita saldamente in pugno per 75 minuti. Giusto i minuti che ha giocato il Capitano. Fino ad allora il Catania aveva impegnato Gigi Buffon una sola volta e con un tiro da fuori. Del Neri poi decide che si è già vinto e lo toglie fra la standing ovation di tutto lo stadio, tutti in quel momento pensiamo che forse lo poteva lasciare. La cosa ci lasciava assai più tranquilli, consapevoli, col senno di poi, che Del Piero non si sarebbe mai mangiato quello che si sono mangiati Toni, Pepe e Krasic . Ma in fondo pensiamo ‘’cosa può succedere in 15 minuti?’’. Sic .
In 15 minuti una squadra che con Del Piero in campo è una squadra da quarto\settimo posto, senza, diventa una squadra di pecoroni allo sbando che in questo campionato , fra i più mediocri e fetenti della storia, faticherebbe pure a salvarsi . Un attacco di panico totale e irrazionale colpisce tutta la squadra. Il Catania che fino ad allora ha fatto vedere di essere una squadretta , diventa improvvisamente il Barcellona con un certo Gomez, sconosciuto a tutti che diventa improvvisamente Messi. Tutti a rincorrere questo qua che ci salta tutti come birilli, i nostri in crisi d’identità totale con palloni sparati in tribuna a caso. Finiamo schiacciati nella nostra area a fare catenaccio……………………contro il Catania!!!. Persino l’arbitro che fino ad allora ha arbitrato in modo quasi decente , senza il Capitano si sente autorizzato ad arbitrare a capocchia, tanto non c’è più un leader in campo con cui incrociare lo sguardo. Mi passa per la testa una famosa frase che mi disse Vincenzo Ricchiuti ‘’Del Piero è l’unico che abbiamo che possa arbitrare la partita con l’arbitro’’. Quanto è vera questa cosa. Mi chiedo ma possibile che ci sono ancora molti che criticano Del Piero?. Juventini antidelpieristi ?Ragazzi se non vi son cadute ‘’le braccia’’ come a me a vedere tanta pena senza il Capitano ieri sera , vuol dire che vi state abituando, occhio che è pericoloso, non vi vorrei vedere in giro a cantare ‘’amala ,pazza juve amala’’.
Qualche settimana fa un altro vecchietto terribile Raul Blanco ha contribuito non poco all’eliminazione dell’inter dalla Champions. Ho sentito in quei giorni Alex Ferguson augurarsi che Ryan Giggs continui ancora per un altro anno , ed è più anziano di Alex Del Piero. Osannare Giggs per un assit fatto a Rooney in coppa. Il grande Manager ha detto : ‘’Ci sono partite dove uno con la classe di Ryan mi serve sempre ’’ e voi pensate di fare a meno di Alex?.
Certo Marotta lo sostituirà degnamente con un giocatore all’altezza del passato di Del Piero . Neymar ? Pastore? Aguero? Ma non scherziamo, son costosi e poi corrono poco, a noi ci servono quelli che corrono. Sicuramente un Pinzi, o un Rosina, o un Milanetto per l’occasione ce lo prenderanno…………… ovviamente in prestito. Sic.
Ce la vedo bene la nuova Juve–operaia a lottare in zona retrocessione.
Scusate il pessimismo ma dopo Catania non si può non capire che Del Piero se pure è anziano è l’unico campione vero che è rimasto.
Una mia amica ieri dopo la partita ha scritto su facebook
‘’DEL PIERO è L’UNICA LUCE CHE C’ è RIMASTA IN QUESTA LUNGA NOTTE’’.
Aggiungo che spegnerla ci farà rimanere nel buio totale.

Alessandro Magno per juvemania.it

Arbitri: Andate a scuola

Per abitudine non do mai colpa agli arbitri anche quando interpretano il regolamento spesso  a modo loro, perchè l’arbitro toglie e dà ed in fondo è compito della squadra rimediare agli errori di tutti, compreso i suoi.

Ma ieri sera durante lo scontro con il Catania, non ho solo visto un arbitro impreparato ma in preda all’emotività che è peggio, e per noi è stata la rovina.

La direzione di gara è stata pessima, era un continuo fischiare e la partita non andava avanti,  è vero che i giocatori del Catania ne hanno fatte di ogni soprattutto a Del Piero quindi ne ho condiviso  i cartellini gialli, ma dirigere così è una noia soprattutto per i telespettatori.  Ad un certo punto, ho temuto che il direttore di gara si  fosse schierato con gli avversari, in realtà non stava nè da una parte nè dall’altra, semplicemente non sapeva fare il suo mestiere collezionando così una sequenza di errori che mi auguro non siano sfuggiti  alla federazione.

I problemi sono  cominciati dal rigore a favore nostro  per molti dubbio ma dal secondo straordinario gol di Del Piero su assist preciso di Krasic, tutto  è precipitato, l’arbitro conscio di aver commesso forse un errore ha fatto il possibile  per far pareggiare gli avversari,  inventandosi un fallo di mano che non esisteva con tanto di moviola a tempo ampiamente scaduto, come per dire “uno per uno non fa male nessuno”.

Un arbitro così in serie A non dovrebbe starci, ma chi ti ha dato la patente? Ci sarebbe da chiedersi, non è accettabile che in un match  delicato  come questo  dove entrambe le squadre hanno necessità di punti venga diretta da un improvvisato, e anche recidivo.

La questione si fa complicata, chi sceglie gli arbitri? Chi li prepara? Perchè gli inadeguati continuano?Non è un mestiere per tutti, chi si lascia trasportare dall’emotività non è adatto, vero che essere arbitri in serie A implica prestigio e guadagni e i posti saranno  ambitissimi ma occorre saperlo fare e dimostrare raziocinio ed equilibrio di gestione, doti che vedo poco in questo gruppo arbitrale  attivo  in serie A.

Come sarebbe finita la partita? Probabilmente in un pareggio ma ad essere onesti,  non  hanno giocato bene nè la Juventus nè il Catania, e come al solito noi ci siamo fatti notare per i problemi ricorrenti non risolvibili  da una domenica all’altra. Ma in questo specifico caso ritengo che la responsabilità arbitrale sia stata significativa e penalizzante nei nostri confronti.

Con un arbitraggio meno  imbarazzante il risultato sarebbe stato diverso o forse uguale ma  deciso non da  errori grossolani ma dall’abilità delle squadre in campo.

Mi chiedo noi Juventini cosa dobbiamo ancora sopportare ..tra squadra, malasorte, arbirtri, allenatore e dirigenza ..ditemelo voi ..

Luna23

Togliete Del Neri di qui!

Si stava mettendo abbastanza bene, dal rigore capitato così per caso .. al raddoppio del capitano si poteva finire in questo modo, non era brillante la squadra, i problemi di domenica scorsa si sono puntualmente  ripresentati, ma tutto sommato il Catania anche se ben organizzato non era  preciso in area, dall’uscita di Del Piero che poteva fermarsi ancora una decina di minuti tutto sommato, la nostra  difesa è crollata ..Non ha avuto difficoltà Gomez  a segnare il primo gol quasi a porta vuota e poi la beffa finale, regalo di un arbitro non all’altezza della serie A.

Ma potevamo vincerla questa partita  senza tanti sforzi, anche conciati male come siamo, bastava solo stare un po’ attenti a non far pasticci che ci portavamo tre punti a casa.

E invece no, siamo d’accordo che di attaccanti buoni stasera ne avevamo solo uno e l’hanno fatto uscire, è vero anche che Aquilani non era proprio presente, sono vere tante cose, ma questa volta non ci sono scusanti anche con il contributo dell’arbitro ce la siamo cercata.

Ciò che trovo irritante è che la maggiorparte dei passaggi sono sempre sbagliati, forse il gol di Del Piero sarà  stato casuale, non lo so ..ma su 100 tiri , 99  sono sempre in ritardo o in anticipo.

Come faremo a vincere qualcosa di questo passo? O sperare di ambire al tanto desiderato 4to posto? Vi rendete conto? Che la Juve non otterrà che il settimo posto se andremo avanti così?

No, mi spiace questo allenatore non va.

Siamo  “l’ufficio complicazioni affari semplici”, una squadra debole,  non in grado di giocare neanche più un calcio elementare, con un Catania ostico  ma niente di speciale e soprattutto battibile.

E vogliamo la Champions? No, non siamo all’altezza, l’allenatore non è in grado di sostenere un impegno del genere e si vede, lasciamo tutto così che è meglio e auguriamoci che arrivi qualcun altro alla svelta se non vogliamo precipitare ancora più in basso  alla  classifica.

Luna23

Almeno, buona Pasqua.

Non è stata una bella partita quella disputata dalla Juve a Firenze, diciamocelo seriamente. Quando hai un obiettivo prefissato che devi raggiungere assolutamente e in qualsiasi modo, dovresti scendere in campo con gli occhi della tigre e un unico pensiero nella mente. Al di là di ogni considerazione tattica, la squadra è mancata di personalità in una partita che avrebbe potuto cambiare, anzi raddrizzare, le sorti di una stagione disgraziata. Come sempre quest’anno, si riesce a rovinare ciò che di buono si fa non facendo corrispondere alla cultura del lavoro (che mai è mancata in Delneri) la continuità dei risultati  non aggiungendo l’ultimo tassello del mosaico, quello che trasforma una buona/ottima squadra in una compagine vincente e sicura dei propri mezzi. Spesso il lavoro mentale e psicologico sui giocatori può portare una squadra in partenza mediocre a disputare un ottimo campionato e sopperire alle carenze tecniche, altre volte porta alla gloria squadre già dotate tecnicamente. Mourinho insegna, non c’è che dire: tanto lavoro con la palla, tanta psicologia e tattica difensiva nella sua filosofia e risultati assicurati. Pazienza se non diverte, vince e questo è l’importante perché Mou non ha tempo da perdere per giocare con la palla in campo se alla fine prima si vice e meglio è.

Dicevamo inizialmente che, al di là di ogni considerazione tattica, è mancata proprio la testa perché senza testa non può far nulla l’abnegazione. È tempo perso e sono energie sprecate. Lo schieramento di Delneri, il 4-4-1-1 solido, compatto ma privo di sbocchi, ha confermato che la squadra non ha saputo osare e rischiare il tutto per tutto, accontentandosi del misero punto che allunga la striscia positiva di risultati utili consecutivi ma non permette di effettuare l’allungo decisivo in classifica. A Firenze, ci siamo fatti dominare sul piano territoriale dagli stakanovisti viola e questo è sintomo d’insicurezza perché, se arretri il baricentro e non li blocchi sulla fasce attaccandoli, rischi il capofitto. Per fortuna che la cultura del lavoro, per una buona volta, ha funzionato sulla testa di quei difensori (Bonucci, Barzagli, Motta e Sorensen) tantissime volte criticati ma altre volte impeccabili. Anche Melo ha sorretto bene agli attacchi dei galvanizzati Vargas, Cerci e Behrami.

Nei giorni scorsi si è tentata, a voce, una riconferma del tecnico di Aquileia sempre più probabile in seguito alle tre vittorie consecutive riportate, un’apparente tranquillità all’interno dello spogliatoio e cambi di modulo che hanno aiutato la squadra ad esprimersi meglio e che, pareva, avessero convinto la dirigenza proprio a riconfermarlo. Come un fulmine a ciel sereno, invece, anche se non troppo inaspettato, ecco il dietrofront della società e dello stesso Beppe Marotta, fratellone ormai da tempo di Gigi, dai tempi della Samp stratosferica di Pazzini e Cassano, oggi impelagata nella lotta per non retrocedere. L’anno prossimo le strade dovrebbero dividersi e la società sembrerebbe già in cerca di un allenatore più carismatico e di forte personalità rispetto all’attuale mister. Con una mentalità, appunto, il prima possibile vincente e trascinante.

Non potremo mai sapere se la società cambi idea dopo ogni partita disputata, monitorando la situazione giorno per giorno, oppure siano tutte fandonie dei giornali ma fatto sta che questa situazione aleggia da anni intorno Torino e non fa altro che bruciare allenatori su allenatori, giocatori su giocatori. La piazza pretende.

Dopo il bel gol di Melo alla ‘Pinturicchio’ realizzato la scorsa settimana in allenamento, un altro bel gol di Toni, di tacco, ha caratterizzato l’avvicinamento al match pre pasquale. Questi gol d’autore non fanno comunque presagire ad una Juve bella e vincente e non sono sintomo di vittorie. L’occasione per ‘rimediare’, ma non proprio nel significato stretto della parola (dato che già dicemmo che le ultime spiagge della Juve erano giunte al termine) alla sonnolenza di Firenze è il match casalingo del Sabato Santo contro il Catania di Simeone. La squadra che avrebbe dovuto aiutarci nella lotta al quarto posto, vincendo in casa contro la Lazio, si è fatta asfaltare colpo su colpo da uno straripante Zarate, un vero campione, a mio dire. Il 4-1 della scorsa Domenica ha tagliato le gambe a questa Juve e per chi avesse pensato che il Catania viene qui in vacanza ricordo che gli etnei sono ancora coinvolti nella lotta per non retrocedere, in pratica il loro trofeo finale che varrebbe più di qualsiasi coppa. La formazione di Simeone non è quella che la Juve ha affrontato e sconfitto degnamente sia all’andata che in Coppa Italia bensì una onesta mestierante, molto discontinua nei risultati ma pericolosa più in trasferta che in casa. Secondo me, comunque, è meno forte di quella di Giampaolo ma non meno temibile, lusso che la Juve in queste condizioni non potrebbe permettersi. La speranza è che la Pasqua bianconera non sia tutta nera come quella trascorsa a Udine lo scorso anno.

Dopo Damato, che all’andata annullò a Quagliarella un gol palesemente regolare, arbitra Bergonzi, lo ricorderete tutti. Pare che gli arbitri in serie A siano sempre gli stessi, ma guarda un po’. Mai cambia il giro?

eldavidinho94

La tristezza del lunedì

“Tell me why ..I don’t like mondays” ..cantava Bob Geldof con i suoi Boomtown Rats nel lontano 1979 ..Dimmi perchè non mi piacciono i lunedì ..e ve lo dico: per noi l’inizio settimana sta diventano drammatico, una volta quando la nostra Juve era una squadra, non si vedeva l’ora, di leggere i giornali del lunedì che commentavano i risultati quasi sempre vincenti per l’esattezza, ed io leggevo di tutto, “La Stampa”, Tuttosport, La gazzetta, Titoli  e articoli da prime pagine.

Lunedì scorso recuperando  una gazzetta nascosta in un angolo  del bar abituale, leggo le notizie della Juve in 17ma pagina!

Che tristezza! C’è sempre il Tuttosport direte voi,  la cui priorità è sempre   l’ identità calcistica di Torino, sebbene caduta in basso comunque  prevale, ma non è la stessa cosa quando parlano di noi i giornali “avversari” persino il Corriere della Sera riservava ben altro trattamento un tempo.

In ultimo, i nostri due aspiranti sindaci di destra e di sinistra entrambi Juventini  hanno gridato  che “SI DEVE RILANCIARE IL TORO!” magnifico, quasi quasi non voto nè l’uno e nè l’altro, e la Juve? i futuri sindaci Juventini non hanno un pensiero anche per la Juve? La loro squadra? Che versa in acque decisamente peggiori rispetto il Toro?  Per carità, la poltrona  è ambitissima e i nostri futuri cittadini sono molto più prudenti di altri loro colleghi più o meno famosi la cui fede e odio calcistico è stato dichiarato spudoratamente.

Comunque resistiamo,  abbiamo ancora qualche lunedi da digerire, e poi a fine campionato assistendo alla vittoria del Milan, metteremo  una pietra tombale definitiva  e arrivederci a Settembre.

Andremo  tutti in vacanza senza fare progetti,   così non restemo delusi, ma tristi sì.

Luna23

Ci puo esser rispetto anche fra ”Nemici”

Scambio di lettere avvenuto in data 20/04/2011 tra Domenico Laudadio della sala della memoria heysel e Stefano Cecchi de ”La Nazione” di Firenze. (per gentile concessione di Domenico Laudadio)

Domenico Laudadio

Lettera aperta a Stefano Cecchi della Nazione di Firenze
39 buone ragioni per restare in silenzio

Egregio Stefano Cecchi,
ho letto nei giorni precedenti la partita fra Fiorentina e Juventus il suo vademecum, tra il serio ed il faceto, per un modello di anti-juventinità pocket del tifoso viola medio, consapevole del suo possibile effetto degenerativo nella mente deficitaria di quelli soliti all’insulto delle vittime dell’Heysel, dai solonici rappresentanti dell’intellighentia giornalistica e dal governo del calcio italiano, condannati, semmai, soltanto a parole, minimizzandone il numero e favorendone puntualmente l’impunità..
Delle masturbazioni cerebrali sull’esistenza medesima della Juventus nel mondo del calcio, sinceramente non sono interessato più di tanto, perché non soffro di complessi d’inferiorità davanti a nessuno, tranne che al padre eterno e di conseguenza per il valore della vita umana. Il suo “pezzo” di giornalismo potrebbe risultarmi anche simpatico nel clima festaiolo delle taverne o di una fiera di paese, ma sembra che a Firenze facciate a gara, sindaco in testa, ad aizzare le masse con certe elucubrazioni semiserie prima delle partite con la squadra bianconera, mischiando la farina del diavolo con il lievito della satira. Panem et circenses ? “Qui ventum seminabunt et turbinem metent…” E’ scritto anche nella Bibbia…
Mi permetta di domandarle, a riguardo, soltanto una cosa… La notte, oltre a sognare gli “impuniti soprusi” di quel cattivone di Furino, ha mai rivolto un pensiero per le vittime dello stadio Heysel di cui la tifoseria, a lei affine, insozza la memoria da ventisei anni ? Il coretto che fa rima con laghetto di domenica pomeriggio che ha profanato la memoria di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri li ha sentiti anche lei o il suo insegnante di catechismo era lo stesso che non ammetteva Roberto Bettega fra i figli di Dio ? E’ forse il diavolo, lo stesso che dovrebbe vestire “Prada e non in bianco e nero”, fra l’altro da sempre riconosciuti come i colori antesignani dell’eleganza, quello che ha soffiato gli ululati nel vento a Felipe Melo o il suo “civilissimo e sportivissimo pubblico” ?
Sa qual è il vero problema, Cecchi, se fosse davvero il bene a vincere sempre, oggi dovremmo commentare una squalifica dell’Artemio Franchi… Potrei, però, sempre rivolgermi a Paperinik…
Concludendo, per quanto riguarda i 15 comandamenti per rinnegare la Juventus, nulla da eccepire, ma la prossima volta, a poche ore dalla partita le consiglio 39 buone ragioni per restare in silenzio e 2 preghiere da innalzare al cielo…
Rocco Acerra, Bruno Balli, Alfons Bos, Giancarlo Bruschera, Andrea Casula, Giovanni Casula, Nino Cerullo, Willy Chielens, Giuseppina Conti, Dirk Daenecky, Dionisio Fabbro, Jacques François, Eugenio Gagliano, Francesco Galli, Giancarlo Gonnelli, Alberto Guarini, Giovacchino Landini, Roberto Lorentini, Barbara Lusci, Franco Martelli, Loris Messore, Gianni Mastroiaco, Sergio Bastino Mazzino, Luciano Rocco Papaluca, Luigi Pidone, Benito Pistolato, Patrick Radcliffe, Domenico Ragazzi, Antonio Ragnanese, Claude Robert, Mario Ronchi, Domenico Russo, Tarcisio Salvi, Gianfranco Sarto, Giuseppe Spalaore, Mario Spanu, Tarcisio Venturin, Jean Michel Walla, Claudio Zavaroni…Alessio Neri e Riccardo Fieramosca…
…perché, vede, caro Cecchi, è storia, il cielo, prima o poi, restituisce tutto…
“Intelligenti pauca”…
Domenico Laudadio
Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it

Replica Stefano Cecchi

Caro Domenico
Ho sempre creduto e credo che se il calcio perde l’ironia e il gusto dello sfottò smarrisce la sua ragione di essere. Forse nei 15 motivi nei quali provavo a raccontare a modo mio perché i tifosi fiorentini non amano la Juventus, non sono stato bravo ad usarla. E se è così, chiedo scusa. Ma se io avessi letto da qualche parte i 15 motivi per non tifare viola, probabilmente ci avrei riso su, magari mi sarei infuriato ma avrei risposto attraverso la chiave dello sfottò e non dell’ira. Sono fatto così. E non credo di essere nell’errore.

In fondo, io non c’entro niente con lo sport. Ho 52 anni, faccio l’inviato occupandomi prevalentemente di politica. Di sport, o meglio: di Fiorentina, scrivo solo una volta la settimana (la domenica) come tifoso, cercando di metterla sempre sulla chiave del costume e non certo del calcio specialistico. Non so se sempre ci riesco, ma questo è il filo conduttore dei miei articoli. Punto.

Su una sola cosa, invece, non accetterei ironie: e cioè sull’Heysel. Avevo una persona cara quel giorno allo stadio di Bruxelles, che rischiò di fare la stessa fine di quella povera gente massacrata dalla follia omicida degli ultrà inglesi. Proprio per questo, provo orrore per ciò che è successo quel giorno e rabbia profonda ogni volta che un imbecille usa parole e striscioni a sproposito per ricordare quella tragedia. Provo talmente rispetto per quei poveri morti, che anche le feste a fine partita che i giocatori fecero quel giorno, in qualche modo mi ferirono, e lo fanno ancora oggi ogni volta che le rivedo. Sono convinto che la violenza sia la leucemia del calcio, la sua metastasi. Ma su questo non esistono colori a dividermi né da lei né da tutti gli altri che vivono il calcio come uno sport e non come campo di battaglia dove sfogare le proprie frustrazioni. Quindi, mi dispiaccio (e non poco) di certi paragoni ingrati, a loro modo offensivi, che francamente non credo di meritare.
20 aprile 2011
Con rispetto
Stefano Cecchi

Replica Domenico Laudadio

Gent.mo Stefano Cecchi,
non conosco la presunzione da tifoso juventino di essere immune dall’ironia e dagli sfottò delle tifoserie “avversarie”, che, talvolta, riescono persino a farmi sorridere, come in qualche passaggio del suo articolo. Il problema di fondo per noi juventini, però, è insito in un dileggio serpeggiante per il solo fatto di esistere. Sia esso cabarettistico, umorale, goliardico o scientificamente mediatico, diviene un martirio condiviso esattamente dal momento in cui s’indossa la prima sciarpa al collo. Dicesi “sentimento popolare”, il tribunale sovrano dei fatti di calciopoli, lo stesso che tolse una meritata Champions a Firenze…
Avevo già intuito dal tenore del suo pezzo un voler prendere sul serio fino ad un certo punto il calcio ed i suoi derivati, ma lei conosce benissimo le problematiche di ordine pubblico che accompagnano tutte le partite fra la Juventus e la Fiorentina e non devo essere certamente io, data la sua esperienza giornalistica ed umana, ad insegnarle la prudenza. Anche quella che obiettivamente potrebbe apparire una innocente partita di risiko per altri diventa una guerra nucleare…
In virtù dell’orrore e dello sdegno che lei nobilmente denuncia per gli striscioni ed i cori subdoli della Fiesole, le chiedo di farsi garante presso la dirigenza della Fiorentina e le autorità cittadine dello sradicamento di questa usanza barbara in ogni ambito. Se, in nome dello sport e della civiltà, vorrà scrivere un articolo per condannare autorevolmente questa ripetuta ed impunita infamia e chiedere scusa da cittadino e tifoso fiorentino alle famiglie dei 39 cittadini europei caduti all’Heysel ed alla famiglie Neri e Ferramosca, sono certo che la tifoseria juventina l’apprezzerà moltissimo, al di là delle polemiche di questi giorni e del campanilismo, almeno quanto me la sua gradita e cortese replica.
Con stima.
Domenico Laudadio

Replica Stefano Cecchi

Lo prendo come un impegno personale. Domenica non ero allo stadio e dunque non ho udito quei cori vergognosi che lei giustamente denuncia. Dovesse ricapitare, per quanto mi riguarda farò il possibile per stigmatizzare ciò. Come d’altronde più volte ho fatto pubblicamente in passato. In fondo, tutto ciò ha davvero poco a che fare con la fede sportiva, sconfinando nel campo dell’imbecillità e della violenza ignorante.
Un saluto (ovviamente viola, me lo consenta). Spero di risentirla per un confronto sulle corde che a me più piacciono: quelle dell’ironia legata allo sport. Magari dopo una vittoria sul campo della Fiorentina con la Juve. A Firenze l’aspettiamo da 13 anni, un’eternità. Se rosichiamo un po’, via, ce lo conceda… E lunga permanenza a Torino a Del Neri…

Stefano Cecchi
20 aprile 2011

Al posto del Mister 4.

Cosa passi nella testa di Del Neri nel dopo partita è un mistero. Dichiarare : “Ho visto cose buone anche oggi” o “Motta? oggi uno dei migliori” oppure “Anche gli altri non han tirato mai in porta’” o ancora “mancano cinque giornate e i conti si fanno alla fine”, ci fan pensare a una persona che ho non ha capito dove si trova o forse non si rende conto che punto basso abbiamo toccato. Se poi a queste dichiarazioni sconclusionate di Del Neri fa eco Pepe con qualche perla di saggezza del tipo : “Comunque un punto è meglio di zero” , beh allora allo juventino medio viene voglia di tagliarsi le vene questo è ovvio e non c’è nulla di che meravigliarsi.
Domenica nella partita contro la Fiorentina è andata in onda la solita Juve prevedibile e molle degli ultimi primi tempi di Roma e Genoa. Purtroppo la reazione che c’è stata nei secondi tempi di quelle partite non si è vista Domenica e la partita si è trascinata stancamente verso uno 0-0 privo di emozioni , con una superiorità territoriale della Fiorentina che , squadraccia senza infamia ne lode in certi frangenti ieri sembrava il Barcellona. Quando riesci a far sembrare forti Bologna, Lecce , Genoa e Fiorentina è inutile negarlo il problema siamo noi.
A questo punto urge pensare positivo , più che altro per sopravvivere, quindi se ci portiamo via una cosa buona da Firenze è la consapevolezza che la Juve ha bisogno di un altro Mister. Di questo sembra finalmente convinta anche la proprietà che fino a ieri ancora sembrava avere qualche dubbio. Siamo seri un pari a Firenze è un punto buono per Chievo, Sampdoria, Atalanta , squadre che Del Neri ha allenato ma non è buono per la Juve che comunque vive ogni pari come una sconfitta. E’ roba che è nel nostro dna e per fortuna ancora resiste.
Ora come vivrà queste ultime partite mister Del Neri non si sa , lui è ancora convinto che si sta giocando una riconferma . E’ rimasto l’unico a credere che questa squadra fetente possa arrivare ancora quarta.
Io fossi in lui cercherei più che altro di non farmi raggiungere da Palermo e Cagliari e chiudere almeno in maniere dignitosa. Questa stagione mi ricorda tanto quella con Maifredi ( partiti bene e finiti male) dove ogni Domenica sentivo qualcuno dire : “Ma figurati se non entriamo nelle coppe?”. Occhio. Quella volta non vi entrammo per davvero.

Alessandro Magno

Non è colpa mia se la vostra curva è cosi

clicca su Oltraggi Curva Fiesole

In queste ora son stato preso d’assalto dai nemici viola e devo dire questo mi fa anche abbastanza piacere vuol dire aver colpito nel segno. Sinceramente non posso rispondere a tutti gli insulti ma a qualcuno posso rispondere.
Io all’heysel ci ho perso un amico e per poco non ci perdeva la vita anche sua figlia . La curva della Fiorentina sono 25 anni e più , che non la smette di cantare questa canzoncina e inneggiare a quei Morti e di questo non ha mai pagato. Nemmeno mezza giornata di squalifica. E siete l’unica curva in Italia che si comporta così forse più del Toro. Non lo fanno gli Interisti ne i Milanisti ne gli altri. Chi oltragia i morti in continuazione ad ogni incontro siete sempre e solo voi.
Io sono stufo di tutti questi oltragi e se ho perso la pazienza e sono andato oltre la mia rabbia non mi interessa è ora che qualcuno vi faccia capire che sarebbe ora che la smetteste. Ogni volta che intonate quei cori allegramente ammazzate il padre della mia amica un’altra volta . Vado molte volte allo stadio e mai ho cantato canzoni pro morti di Superga chi ci vuol credere ci creda e chi no , non so cosa dirgli. In curva sud certo a volte le cantano ma sono un assoluta minoranza e non certo tutta la curva. La maggior parte dei tifosi Juventini non lo fa. I morti andrebbero rispettati tutti.
Il riferimento che qualcuno ha letto nel mio pezzo ai Drughi è solo un riferimento al fatto che questi miei amici erano presenti a Firenze e han assistito ai fatti anche questa volta , non c’è alcuna giustificazione ai cori volti a Balottelli o a quando si son resi protagonisti di fatti spiacevoli. Non sono un Drugo e non faccio parte dei Drughi. Per quanto mi riguarda la Curva Fiesole fa schifo a continuare a cantare queste canzoni è un mio personale giudizio come qualcuno puo pensare che la curva della Juve fa schifo a fare gli ululati a Balottelli.
Per quanto riguarda le cose che ho messo in fondo al pezzo e che tanto vi han ferito ne avrei fatto volentieri a meno ma voi ferite noi e dite che poi certe iniziative come i cori proheysel ‘’non le abbiamo mai sostenute’’ , certo, non ne avete mai preso neppure le distanze o combattute a dovere, di conseguenza …… NEMICI COME PRIMA

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