Archivio Mensile: giugno 2011

L’era dell’allenatore “usa e getta”

Il Milan non ha neanche finito di festeggiare l’ultimo scudetto che tutto intorno (loro no ..sono i vincitori e la panchina è garantita) si sta scatenando  il Toto-allenatore. Non solo per noi poveri Juventini, colpiti e affondati, ma per tutte le altre perdenti, ricomincia il “valzer delle panchine”, forse più che un valzer è un vero e proprio  rock and roll, fatto di titoli, sproloqui e colpi di scena finali.

E pensare che, un tempo …fare allenatore era un lavoro “serio”, durava .. oggi no, stai un anno al massimo, se sei fortunato due ..che  vinci che  perdi. Cambiare l’allenatore è diventato un hobby, come collezionare i francobolli.

Sono cambiati i tempi direte voi, certo avete ragione, si sa che per guadagnare certe cifre chiunque si infila e si sfila ogni  maglie di qualsiasi colore, anche una canottiera se necessario   a tempo di record, giurando eterno amore e sempre con la solita frase “prima stavo bene ma ora sto meglio , la xxxx è una grande squadra e faremo molto bene, la tifoseria è splendida“. Guardate le nostre dirette avversarie, loro sì che di tecnici  se ne intendono e  a Milano se li scambiano pure ..E la stampa va a nozze, ogni giorno c’è qualcosa da dire su chi allenerà e che cosa, su chi torna e  chi parte. E’ come se,  stessimo vivendo  un “68 calcistico” invece della coppia aperta, c’è la squadra aperta, che offre un mare di vantaggi, ma sta a tutti bene?  no,  c’è chi  soffre in questo traumatico evento ed  è come al solito la tifoseria, ormai l’anello debole, che assiste ai cambiamenti cercando di sorridere senza deprimersi, e senza commentare possibilmente. E non si può essere non tristi nel  vedere uno dei tuoi giocatori preferiti dire “sì ..sono stato in xxxxx è stato bello ma ora c’è la xxxx che è una grande squadra .. proprio quello che mi mancava” e prima dov’eri? in una squadretta di periferia? La Juventus, è sempre stata un po’ indenne da questi costumi promiscui, in pochi si sono comportati così, ma oggi a quanto pare ci siamo uniformati, a parte Alessandro Del Piero e pochi altri, che hanno percepito un certo imbarazzo a pensare di cambiare, all’ultimo minuto della loro carriera, ma gli altri prendono atto e si adattano.  Spero in una cosa: che Antonio Conte si fermi, comunque andrà, resti .. Questa politica dell’allenatore usa e getta, non paga, lo abbiamo visto, sono stati più gli errori che i guadagni, io non so cosa serva alla Juve, per vincere non ci sono dentro e non posso fidarmi delle apparenze, quello che so è che l’allenatore usa e getta non ha centrato un obiettivo nemmeno per sbaglio

Oggi, si ricomincia da un punto fermo, Conte, è una persona seria, preparata ed educata, spero resti qui per molti anni, anche se non vincerà,  pazienza, almeno ci saremmo affezionati ..Torneremo a voler bene a qualcuno, perchè non so voi, ma io dal dopo B, non ho avuto tempo di affezionarmi a nessuno, complici se volete anche le peggiori cose combinate che ha messo l’organico della Juventus in condizione di  dover prendere provvedimenti alla velocità della luce  per evitare rivolte. Sebbene necessario, non va bene.

E noi dobbiamo ricominciare da qui, dall’identità che forma un carattere.

Tanti auguri Antonio Conte!

Luna23.

Dopo Strasburgo c’è l’America.

 

 

 

 

Eccomi qui, dopo alcune settimane di pausa. A dire la verità, aspettavo qualche argomento interessante da commentare per tornare a scrivere dopo la fine del campionato: a Giugno, si sa, c’è il solleone e il tempo della pacchia è incombente. Al di là del mercato che riserva sempre i prevedibili intrighi, accordi, segreti ed imbrogli, un avvenimento davvero importante (per i pochi interessati al caso, rimasti vigili dal 2006 sino ad oggi senza stancanti ripensamenti) è stato quello che ha visto la radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini da parte della Disciplinate presieduta dal dott. Sergio Artico, presidente della Commissione Nazionale che ha disposto la radiazione di Moggi & co, in seguito ai fatti ed a ciò che è emerso e accaduto nel 2006. Tra le motivazioni, si accusa Moggi per “l’intrinseca gravità dei fatti commessi e delle aberranti conseguenze che hanno determinato”. Vi starete chiedendo come io possa non prendere in considerazione il nuovo scandalo del calcio scommesse: tuttavia, sotto il solleone anche questo è stato un avvenimento rilevante. Beh, reputo che quest’ultimo scandalo sia solo una diretta conseguenza di Calciopoli, vista la giustizia sommaria che è stata fatta e la possibilità data , ormai, di agire come meglio si crede per scopi personali; non a caso se “prima si truccavano le partite per conseguire il risultato sportivo, adesso abbiamo dei criminali che usano lo sport per arrivare a facili guadagni” (Abete dixit) e neanche tanto ‘scandaloso’ come vorrebbero far credere, quindi. Per questo motivo, la questione della radiazione è di primissima importanza e fanno discutere i modi con i quali è stata predisposta e il tragitto che ha percorso prima di arrivare a destinazione. Innanzitutto, Abete prima di creare l’impalcatura per questo mini-processo ha dovuto chiedere il parere della Corte di Giustizia Federale (che ha preso il posto delle vecchie CAF e Corte Federale che giudicarono Moggi & co. nel 2006) e poi quello dell’ Alta Corte di Giustizia del CONI. Insomma, un passaparola gigantesco per ottenere, da qualcuno, il permesso di agire. Eh sì, ha dovuto chiedere il “permesso”, come fanno i bambini con loro mamme quando in palio c’è qualcosa di rischioso o “non proprio corretto” (usiamo un eufemismo…). Un tragitto non molto arduo né lungo ma scontato quanto inaspettato sul finire. Sono molti, infatti, i misteri che lo avvolgono. Ho riflettuto su come impostare questo articolo, se basarmi sulle sensazioni (non quelle dei PM) o sui dati emersi con documenti alla mano e motivazioni annesse: come sempre, alla fine è inscindibile l’unione tra le due cose. Partiamo basandoci sulle sensazioni: nonostante tutto, la radiazione sarebbe stata inevitabile pur avendo lottato in questi anni nel tribunale penale di Napoli per riportare alla luce tante verità nascoste. L’ottimismo della vigilia è stata spazzata via dalla sentenza arrivata con un giorno in anticipo e dal procuratore Palazzi che, in ogni caso, l’avrebbe scampata su noi poveri mortali a prescindere. E infatti, la conferma è arrivata poche ore dopo la sentenza proprio dalle sue parole, ammettendo che “la commissione disciplinare incaricata di decidere sulla proposta di radiazione si è  basata solo sugli eventi del 2006 e non sulle carte dei processi fatti in seguito a quella data“. Una “radiazione a sentenze rese”, appunto, come recita il comunicato scritto della sentenza. Quest’ultima, è stata accolta di buon grado sia dal principale protagonista Moggi che dagli altri due protagonisti, Giraudo e Mazzini, sicuri tutti e tre di essere comunque radiati in primo grado. Moggi ha promesso guerra e battaglia contro una decisione ingiusta per lui e per noi suoi strenui sostenitori, convinti dopo aver visto l’evolversi della vicenda durante questi anni che le stranezze incombono che è una bellezza tutta italiana e mediterranea e non si può chiudere un occhio, 59 mesi dopo i 5 anni di inibizione ovvero 59 mesi di ritardo, uno a farne 60 prima che Moggi & co. potessero rientrare nel calcio (sempre se lo avessero voluto loro in primis…). La radiazione è stata ingiusta perché (e adesso veniamo alle vere motivazioni) non sono state prese in considerazione scoperte e retroscena usciti dai processi di questi anni e cioè che Moggi non ha mai parlato direttamente con gli arbitri a differenza di altri personaggi del mondo del calcio; che ha vinto la causa nel tribunale di R. Calabria sul caso Paparesta (mai stato chiuso nello spogliatoio); che gli arbitri ‘cupolari’ fanno fare alla Juve una media punti inferiore rispetto a quella ottenuta con gli arbitri ‘nemici’ e subiscono torti invece che le famose ricompense delle quali si è tanto discusso nel 2006, che lo stesso Bergamo ha ammesso che non ci è mai stata una cupola viste le molteplici cene che ci sono state con Moratti a Forte dei Marmi o con Collina ad un ristorante di Lodi senza dimenticare la cena avvenuta tra Sacchi e i designatori a casa Tanzi a Parma su testimonianza di Baraldi e i colloqui che ha intrattenuto. Un secondo motivo dell’ingiustizia subìta è la rapidità con cui si è istituito questo processo e si è arrivati ad emanare la sentenza, rapidità che, seppur giusta, è quasi una beffa a dispetto d’altre faccende d’ordinaria importanza come l’esposto della Juve sul quale non si hanno ancora risposte (Abete ha detto che le darà entro la fine di Giugno, mah, comunque a distanza di 13 mesi dal suo invio in Federazione il ritardo e la lentezza di Palazzi restano). Il progetto di radiare i 3 era in cantiere ma non è mai stato preso realmente in considerazione dal Palazzo sin quando la Federcalcio con a capo Abete, non ha avuto questa possibilità passati i 5 anni di squalifica. Il processo innalzato in fretta e furia non ha ricevuto neanche  il consenso dell’Alta Corte del CONI (di cui parlavamo all’inizio) alla quale Abete aveva chiesto un parere e che, tra l’altro, viene ribadito che l’atto finale di questa vicenda sarà girato proprio dall’Alta Corte, «ultimo grado della giustizia sportiva» che deciderà sulle radiazioni inflitte dalla Disciplinare. L’ avv. Tortorella ha detto, a caldo, che “Non poteva essere scritta sentenza migliore da appellare” e che il ricorso sarebbe stato depositato subito, senza perder tempo, entro sette giorni (quindi dovrebbe esser stato già depositato) ricordando che resta comunque il dubbio sulla legittimità del nuovo procedimento FIGC (la corte di giustizia che ha preso il posto della CAF, appunto) dal momento che il Consiglio federale non avrebbe il potere di emanare delle norme che non passino attraverso il vaglio della Giunta nazionale del Coni altrimenti il parere chiesto al CONI (e neanche preso in considerazione) che importanza ha avuto? A cosa è servito? Anche Moggi, nel suo consueto appuntamento web-TV su Libero e in diretta su 7gold Stadio ha ribadito che la battaglia finale si svolgerà a Strasburgo visto che è questa l’unica possibilità di vincere la causa poiché (altra stranezza del caso) in appello sarò la stessa Commissione disciplinare nazionale della FEDERCALCIO a decidere sulla sentenza già data in 1° grado (e senza alcuna certezza d’imparzialità nel giudizio, a questo punto…).  Non ci resta che continuare a sostenere Moggi perchè, non dimentichiamoci che, nel 2006, non subì il processo sportivo a causa delle sue dimissioni ma beccò una squalifica (poi divenuta radiazione, appunto) NON ESECUTIVA poiché si attendeva, all’epoca, la decisione e il verdetto della giustizia penale. Il processo penale di Napoli, come sappiamo, è ancora in corso e nonostante sia alle battute finali rischia di slittare direttamente a Settembre a causa dei problemi di alcuni PM o addirittura ricominciare da zero in caso la Casoria dovesse essere ricusata (da alcuni rumors pare che il rischio sia scampato, per ora). Per questo Abete ha deciso bene di rispolverare dal cassetto il “rischio-radiazione” passati ormai i 5 anni d’inibizione forzata. E poi c’è sempre un precedente a favore del “trio” ovvero un altro motivo secondo il quale la radiazione è ingiusta: quello riguardante Walter Sabatini che venne squalificato il 23 Marzo 2000 per 5 anni con rischio di radiazione. L’allora presidente federale Franco Carraro lo radiò con 38 mesi di ritardo ovvero il 15 marzo 2003, a 3 anni di distanza dalla squalifica: con questa motivazione (i troppi mesi passati tra squalifica e radiazione effettiva) Sabatini riuscì a vincere la causa davanti all’Arbitrato del Coni e la Figc fu costretta a reintegrarlo nel mondo del calcio facendo una magra figura. Oggi sappiamo tutti che sabatini è il nuovo DS della Roma degli americani. 38 mesi erano tanti per Sabatini: dovrebbero esserlo anche i 58 passati per Moggi, Giraudo e Mazzini…

Come si può radiare una persona sulla base della RELAZIONE BORRELLI di 190 pagine che presenta enormi buchi ed interrogativi? I motivi per uscirne puliti ci sono, ripagati o rimborsati non si sa, soddisfatti solo se i fautori di questa trappola saranno puniti. Sta vincendo la forza perché la ragione non basta(cit.) ?

eldavidinho94

NOI AL FIANCO DI MOGGI

Con la decisione di radiare Moggi e Giraudo, Organizziamoci prende atto che: La FIGC, rappresentata dal “fantoccio” dei poteri che dal 2006 controllano il calcio italiano, precipitato da Berlino a Johannesburg, ha perso una buona occasione per tentare di andare oltre farsopoli. Anche perchè il Presidente Federale cui era affidato il compito di decidere sulle radiazioni di Moggi e compagnia è riuscito, con una serie di artifizi giuridici, a scaricare l’incombenza sullo stesso Procuratore Federale che cinque anni fa formulò le accuse: Palazzi, appunto, che mai avrebbe ammesso di essersi sbagliato.

Lo stesso Palazzi che in passato ha “salvato” dirigenti condannati dalla giustizia ordinaria per aver contraffatto documenti, al fine di aggirare le norme sportive. Lo stesso Palazzi che non ha richiesto di processare la società colpevole di reati come pedinamenti e intercettazioni abusive, facendo cadere il tutto nell’oblio della prescrizione. Lo stesso Palazzi che di concerto con i vertici federali ha evitato di radiare un presidente sorpreso in flagranza di reato con una valigetta piena di soldi. Lo stesso Palazzi che però, nell’occasione delle radiazioni, è stato inflessibile, ignorando le evidenze di un processo ordinario che ha completamente stravolto i presupposti su cui era basata farsopoli.

Le istituzioni del calcio hanno quindi mandato un segnale preciso. Per loro, “calciopoli” si è chiusa inequivocabilmente nel 2006 e a niente servono nuovi processi. La loro convinzione non sarà scalfita da nessun fatto nuovo, per quanto clamoroso. E per rafforzare questo principio, i giudici della Commissione disciplinare hanno addirittura rincarato la dose aggiungendo nelle motivazioni, alle farneticazioni di Palazzi, concetti come “allarme sociale”o “comportamenti altamente inquinanti”.

Alla luce di quanto avvenuto per le radiazioni, pare oggi scontato anche l’esito sull’esposto presentato dalla Juve da oltre un anno. Con gaudio dei media che dopo un lungo silenzio hanno ripreso fiato.  Perché a decidere, sarà sempre lo stesso Palazzi: anche in questo caso, infatti, Abete si è “pilatescamente” tirato fuori.

Possiamo quindi affermare che la FIGC ha un presidente che non decide, ma è abilissimo a demandare ad altri scelte che richiedono un minimo di attributi.

MA NOI DI ORGANIZZIAMOCI NON CI STIAMO E RISPONDIAMO:

anche per noi tutto è fermo al 2006. Esattamente al 14 di maggio, quando la Juventus ha conquistato sul campo il suo VENTINOVESIMO scudetto. Tutto quanto è avvenuto dopo, non lo riconosciamo. Perché i risultati degli ultimi anni sono falsi e frutto di una mistificazione organizzata tavolino. Chiunque abbia beneficiato di questa situazione è solo oggetto del nostro disprezzo e mai sarà accettato come avversario.

Noi saremo al fianco del nostro Direttore e della Juve, indipendentemente da quello che deciderà la società. Accompagneremo Moggi con la nostra azione in tutte le sedi, a partire da quella dell’appello sulla radiazione. Se sarà necessario, promuoveremo iniziative anche forti come pubbliche manifestazioni o boicottaggi di massa in grado di provocare, quelli si, “allarme sociale”.

La revoca dello scudetto di cartone non c’interessa, perché noi rivogliamo nella nostra bacheca e nelle nostre casse quanto ci è stato tolto con un’ignobile azione, tesa a colpire solo ed esclusivamente la Juve.

Oggi più di ieri siamo determinati a perseguire l’obiettivo con la nostra azione, che ha anche l’obiettivo di cacciare personaggi come Palazzi e Abete, responsabili del fallimento del calcio italiano in ambito nazionale e internazionale.

Se qualcuno, media compresi, pensa di zittirci con il messaggio delle radiazioni, sappia che ha ottenuto l’effetto opposto. Perché ha rigirato il coltello in una ferita mai rimarginata.

Noi non siamo indignati né sorpresi per quanto capitato, ma semplicemente disgustati perché la farsa continua.

I personaggi che decidono sono sempre gli stessi. E, conseguentemente, le loro scelte fanno diventare la nostra battaglia per la riconquista della dignità, ancora più aspra.

Noi non molliamo!

 

Restiamo uniti

Ragazzi, amici, fratelli bianconeri. Non ci credo come non ci credete voi, eppure lo han fatto. Lo scempio che non era nemmeno prevedibile è stato ancora una volta perpetrato. Non bastavano 5 anni di punizione no! Alla fine Moggi e Giraudo (e Mazzini) sono stati radiati. Gli viene impedito una volta e per sempre di ritornare nel mondo del calcio. Gli viene impedito per sempre di tornare a lavorare in un mondo dove erano e lo han dimostrato sul campo, di essere di gran lunga i migliori di tutti. Il procuratore Palazzi e tutta la FIGC teme che possano tornare, magari proprio alla Juventus di Andrea Agnelli, visto che erano uomini di suo padre, e che la Juventus possa tornare ai fasti di un tempo. Ora è chiaro, dal loro punto di vista tutto questo va evitato in ogni modo. La Juventus vincente pre-Farsopoli non deve tornare. Un proverbio dice ‘’errare è umano, ma perseverare è diabolico’’: bene, abbiamo la prova che sono diabolici. Questa radiazione è la prova che Farsopoli non è stato un errore giudiziario e nemmeno un processo svolto sull’onda di quel famoso ‘’sentimento popolare’’ di cui si parla anche nella sentenza. Se fosse stato un errore giudiziario si poteva porre rimedio. I signori della FIGC vogliono continuare a far passare il messaggio che la Juve rubava e ora il calcio è onesto.
Lo so che oggi regna lo sconforto e abbiamo tutti il morale sotto i tacchi, io stesso sto scrivendo sull’onda dell’emozione senza pensare troppo a cosa dire e cosa fare, ma ora voglio fare un invito a tutti i fratelli bianconeri a restare uniti. Il nostro Direttore chiaramente e sicuramente ricorrerà in appello e poi ci sono ancora i giudizi che la giustizia vera, quella penale e non ‘’sporchiva’’, deve dare.
Oggi più che mai non abbandoniamo Luciano Moggi, non accettiamo che buttino nella spazzatura e infanghino oltre un decennio della nostra storia. Abbiamo tenuto duro fino ad oggi, NON MOLLIAMO.
Io sono con il DIRETTORE.

Alessandro Magno per Juvemania.it

ORGANIZZIAMOCI SCRIVE AD ANDREA AGNELLI

ORGANIZZIAMOCI SCRIVE AD ANDREA AGNELLI


CHI SIAMO

Caro presidente, nel corso della manifestazione, organizzata da calcio GP, lei ha auspicato una maggiore coesione del popolo bianconero e noi di “Organizziamoci “ rispondiamo: presenti!Le sue considerazioni, sull’evidente divisione dei tifosi con molteplici istanze avanzate in ordine sparso, confortano, il nostro tentativo di trasformare le singole voci in azioni unitarie e per questo, abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a lei. Sperando che abbia avuto notizia, vista la sua attenzione per il Web, del progetto oramai noto come “Organizziamoci” che è una federazione di alcune tra le tante sigle che fanno capo ai tifosi juventini, nata per difendere il patrimonio sportivo, rappresentato dalla Juventus. Dando maggiore incisività alla battaglia su calciopoli, affiancandosi, alla società che per ragioni di opportunità non può esporsi più di tanto. E con la quale vorrebbe ricercare un dialogo, su tutti gli argomenti. Fornendo, da tifosi, un contributo anche  per programmare il futuro. Di questo vogliamo parlarle con la presente lettera che, dopo quelle del 10 e 19 maggio, rappresenta la nostra terza iniziativa. Prima di addentrarci nei dettagli riteniamo, doveroso informarla di chi oggi ha sposato la causa juventina attraverso “Organizziamoci”, ma anche di chi con attenzione ne sta seguendo l’evoluzione. Al momento possiamo dire con un pizzico di orgoglio che siamo la voce di:

Juvenews, Canale Juve, Juve Central, Nobiltà Gobba, Forza Juve blog, Juvemania.it, il blog di Alessandro Magno, Io juventino.net,  Cronachebianconere.blogspot.com, Calabrone37.blogspot.com, Il pallone racconta,  JuventusTheBest Forum, Juve forever.net,  Blog spot.com, La Divina Juventus.

Inoltre, alle iniziative di “Organizziamoci” è stato dato ampio risalto sui seguenti siti o blog:

Ju29Ro, Tutti pazzi per la Juve attraverso la trasmissione radiofonica, http://smillamagazine.com – http://www.liquida.it – http://calciototale.netsons.org – http://www.socialsport.net – http://www.parrotized.it – http://www.blogcalcio.info –  http://www.wikio.it – http://oknotizie.virgilio.it – http://www.testadicalcio.com – http://www.ciaojuve.com –

ASPETTATIVE DELUSE

E’ forse superfluo rimarcare che a un anno dal suo insediamento, le attese dei tifosi juventini siano andate del tutto deluse.  Abbiamo, però, la presunzione di essere tifosi razionali e, quindi, coscienti delle difficoltà che ha dovuto affrontare per una gestione precedente non proprio felice, in un contesto di crisi generale e con l’aggravante delle nuove norme imposte dall’UEFA.   Pur tuttavia, sul piano sportivo è stato fatto davvero poco e non riusciamo a trovare elementi positivi in una stagione che si può, tranquillamente, definire disastrosa. Non ci aspettavamo miracoli, ma, almeno, come probabilmente anche Lei si augurava, un’inversione di tendenza. Prendiamo atto che non c’è stata e guardiamo, comunque, avanti.

LE NOSTRE “LINEE GUIDA”

Da tifosi, ovviamente, sogniamo i grandi nomi, ma come Le dicevamo stiamo con i piedi per terra e comprendiamo quanto sia difficile, oggi, portare a Torino i cosiddetti Top Player, che, in ogni caso, da soli non fanno una squadra. Auspichiamo, perciò, che prima si costruisca un telaio solido, e poi si pensi ai campioni, evitando così l’errore commesso dalle avversarie della grande Juve, che ipotizzavano di colmare il gap, acquistando il Ronaldo di turno. Sia chiaro che noi i campioni li vogliamo, ma solo se funzionali a una vera squadra, perché solo un solido assetto di partenza è il giusto viatico per tornare grandi. Questo, presumiamo fosse il vero obiettivo della scorsa stagione e da questo, occorre ripartire. Continuiamo, ad ogni modo, a fidarci di Lei, convinti che dopo un anno d’esperienza si ponga rimedio a errori evidenti anche se forse inevitabili. Non ci sembra opportuno, fare nomi e indicare, cosa si possa salvare, perché in questi casi è impossibile avere uniformità di giudizi, ma le prime mosse sembrano andare nella  direzione da noi auspicata. Ed è apprezzabile che si sia cominciato, cambiando la guida tecnica che con tutte le attenuanti del caso, ha fallito per tutti gli aspetti che le competevano. L’aver optato, poi, per un giovane emergente ed entusiasta, per il suo passato bianconero, oltre le considerazioni tecniche sempre opinabili, è il segnale che da parte della società vi sia l’effettiva volontà di realizzare un progetto che duri nel tempo con la certezza che non sarà ripetuto l’errore fatto con un’altra icona bianconera come Ferrarra, abbandonata a se stessa. Vi sono comunque altri aspetti che intendiamo portare alla sua attenzione. Il primo riguarda la piaga degli infortuni cui in qualche maniera occorre porre rimedio e la preghiamo di valutare attentamente il problema, cominciando dai campi d’allenamento perché la Juventus non può permettersi di ripartire con un handicap simile. Ciò che, però, ci sta particolarmente a cuore è la difesa della dignità bianconera. Lei, spesso si è rivolto direttamente ai tifosi e di questo la ringraziamo, ma le chiederemmo, semmai, di trascurare noi, riservando la sua attenzione alla difesa della Juventus. La nostra è una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano che oggi come in passato è presa a bersaglio, ma in più è derisa e sbeffeggiata in modo intollerabile. Della Juve oramai si approfittano: gli avversari, in campo e fuori, le istituzioni calcistiche e i media e non ci riferiamo solo a calcio poli che per una volta tralasciamo, anche se, qualcosa di più concreto, prima o poi, dovrà dirci.

Presidente la esortiamo a lasciare da parte le parole al miele per gli juventini e a esternare, invece, il risentimento del popolo juventino nei confronti dei troppi detrattori. Difenda la nostra Juve dopo le partite, quando siamo attaccati, indipendentemente dalla prestazione. Risponda a tono ai suoi colleghi presidenti che non perdono occasione per gettare fango sulla nostra squadra. Pretenda il rispetto, non favori, da chi come Figc, Lega e mezzi di comunicazione, senza di noi sarebbero costretti a chiudere bottega. Questo sarebbe il modo giusto, per farci sentire la sua vicinanza e questo, ci aspettiamo da Andrea Agnelli tifoso della Juve. Volendo adoperare un termine abbastanza abusato, quelle che le abbiamo illustrato, hanno la presunzione di essere le nostre “linee guida” che, converrà, rappresentano solo un indirizzo senza entrare  nel merito di questioni che ci appassionano, ma non ci competono. Noi siamo, infatti, per il rispetto dei ruoli e siamo al fianco della Juventus.  E Lei?

L’APPELLO

Presidente, non ci abbandoni e continui nel solco tracciato dall’Avvocato e dal Dottore, cui dobbiamo l’orgoglio, di esser tifosi di una squadra unica. Ci aiuti a mantenere viva la nostra passione che prima delle vittorie, chiede che sia ridata dignità ai colori bianconeri. Noi non molliamo, ma come per gli amanti che si sentono traditi, dopo un periodo di rifiuto della realtà, e tanti tentativi di riprendere il rapporto, potrebbero subentrare, la rassegnazione e il conseguente distacco.

 

 

 

 

Calcio scommesse: i protagonisti chiedono “pietà”

Tutto può venirmi in mente,  meno la pietà, le ultime notizie circa le scommesse nel calcio non ci hanno scosso più di tanto, conosciamo questo mondo parallelo non pulito che gravita intorno a noi ma siamo lontani dal primo scandalo, i cui processi non arrivarono ai diretti responsabili, e pagarono alla fine i più deboli, rei di essersi fidati di persone poco raccomandabili, profittatori delle ingenuità di chi diventa ricco troppo in fretta e senza strumenti culturali. Questa volta però le prove ci sono e ineccepibili, ma lo stupore del pubblico è verso dei campioni, dei giocatori nazionali di cui tutto si poteva pensare meno questo. Chi si nasconde sotto queste maglie? Pensavate che persone come Signori e Doni avessero proprio bisogno di questo? Allora, c’è chi ama scommettere è vero, è tanto come andare a giocare al casinò, non c’è niente di male se sporadicamente  si pensa di trascorrere una serata alternativa, non si giudica il passatempo occasionale, vissuto nella legalità, ma quando lo si vuole trasformare in un reddito la cui necessità induce giocatori di calcio a vendere la propria squadra o la partita ..beh questo è un crimine e va punito. Io continuo a non capacitarmi e a non capire. Il mestiere di calciatore in serie A, (ma anche in serie B e C)  è iper retribuito per quello che fanno, gli stipendi  delle società secondarie non hanno nulla da invidiare a quelli delle più importanti, sono comunque altissimi, in dieci anni di carriera, l’introito di un calciatore di media grandezza è talmente alto, da consentirgli di vivere di rendita per sempre e con una giusta, oculata amministrazione da parte di una famiglia attenta o di professionisti corretti, ne garantisce un benessere non indifferente vita natural durante. Vogliamo fare un confronto con l’entrata di un operaio che lavora duramente 8 ore al giorno forse anche 10? ..meglio di no. In più, aggiungiamo, i privilegi, le porte aperte in vari ambienti: un calciatore medio, diventa una star nazionale, sia nella città in cui lavora e anche fuori, pizzerie, ristoranti, locali vari, fanno a gara per averli anche solo per una sera, dieci minuti seduti ad un tavolo. Se un calciatore sa tutelarsi diventa imprenditore continuando a creare ricchezza per se stesso e per la sua famiglia. Semplice no? Forse non lo è: emergono le debolezze, il delirio di onnipotenza: il calciatore vuoi per l’isolamento o per desiderio di esclusività, assimila una mentalità differente da quella iniziale, vuole essere una star per tutta la vita, e le esigenze crescono, uscito dal mondo di noi normali da 1300 euro al mese,è ricorrente il pensiero: “sono un campione, tutti mi vogliono quindi merito di più”. In realtà, smessa la maglietta e appesi gli scarpini, il calciatore torna quello che era, il rientro nel mondo degli sconosciuti del “prima” è duro e non accettato”, i posti di lavoro del “dopo”, come allenatori, presentatori e conduttori tv, attori, politici, sono pochi e la maggior parte già destinati. Ecco che subentra la fragilità, la tentazione dei soldi facili è tanta .. Io mi rivolgo a loro  chiedendogli in nome delle persone comuni che non possono permettersi che i “normali” 1300 euro al mese” di accontentarsi del tanto che hanno avuto e di avvicinarsi alla realtà e di aprire gli occhi. Ci saranno dei processi, lunghi ..chilometrici che non finiranno mai, pagherà chi? Non so dare una risposta, mi auguro che la giustizia non stia “in superficie” ma punisca in profondità. Se un male non lo si estirpa alla radice non finirà mai e il calcio pulito resterà una chimera.

Luna23

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