Archivio Mensile: maggio 2012

29 maggio 1985, Bruxelles, stadio Heysel

ACERRA ROCCO, BALLI BRUNO, BOS ALFONS,BRUSCHERA GIANCARLO,CASULA ANDREA, CASULA GIOVANNI, CERULLO NINO, CHIELENS WILLY,CONTI GIUSEPPINA,DAENINCKX DIRK,FABBRO DIONISIO, FRANCOIS JACQUES, GAGLIANO EUGENIO, GALLI FRANCESCO, GONNELLI GIANCARLO, GUARINI ALBERTO,LANDINI GIOVACCHINO, LORENTINI ROBERTO, LUSCI BARBARA, MARTELLI FRANCO,MESSORE LORIS, MASTROIACO GIANNI,MAZZINO SERGIO, PAPALUCA LUCIANO,PIDONE LUIGI,PISTOLATO BENITO,RADCLIFFE PATRICK,RAGAZZI DOMENICO,RAGNANESE ANTONIO,ROBERT CLAUDE,RONCHI MARIO, RUSSO DOMENICO,SALVI TARCISIO, SARTO GIANFRANCO,SPALAORE GIUSEPPE, SPANU MARIO, VENTURIN TARCISIO,WALLA JEAN MICHEL, ZAVARONI CLAUDIO.

È tornato o non è mai andato via?

Il portierone della nazionale italiana e della Juventus Campione d’Italia è tornato ad essere l’uomo simbolo di una squadra rinata. Tra difficoltà ed errori di percorso.

“Dopo il Mondiale è la mia gioia più bella, sportivamente parlando, e finalmente dà un senso al fatto che il sudore e il lavoro pagano. Ci ho sempre creduto ma credevo fosse un 80% retorica ed un 20% verità. Dopo questo Scudetto, posso dire che un 80% è verità e un 20% retorica”. Parto da questa dichiarazione fatta da Buffon dopo la partita di Trieste per mettere in evidenza una delle note più liete della stagione: la crescita umana del portiere di Carrara. Prima di questo Scudetto è evidente come le vittorie siano state raggiunte giocando in squadre già attrezzate per vincere. Con la discesa in Serie B e accettando questa sfida, Buffon si è reso conto di dover metterci qualcosa di più della semplice professionalità per poter tornare ad emergere e vincere. Le sue prima stagioni post-Calciopoli, infatti, sono state caratterizzate da un rendimento notevole. L’unica cosa che gli mancava era quel riscatto morale e caratteriale che ancora doveva arrivare con indosso i colori della squadra che ha deciso di amare per tutta la vita. Il Buffon-trascinatore è stato quello che gli ha permesso di raggiungere il trionfo che cercava e che lo avrebbe definitivamente soddisfatto. Non so se mi spiego. L’impressione è che a Buffon mancasse, in carriera, la vittoria di uno Scudetto come questo, dal sapore unico; gli altri sono arrivati quasi in modo ‘scontato’. Eccolo, finalmente, il coronamento di un sogno. La risposta che dà a Pepe, in aereo, al ritorno da Trieste(“Sono quelli come te, Simo, che mi hanno insegnato a vincere”) dimostra come Buffon sia pienamente preso da questa Juve piccola, operaia, per la maggior parte fatta di gente che non aveva vinto nulla prima d’ora in vita sua, che sente più delle altre vissute precedentemente, appunto. Dopo l’errore contro il Lecce, Buffon ha scoperto di avere alle sue spalle, nella curve di tutti gli stadi d’Italia, dei tifosi Veri ad incitarlo. Li ha scoperti come si scoprono e si distinguono i veri amici dagli altri amici nei momenti di bisogno. I suoi tifosi amici hanno deciso di lasciarsi indietro la svista contro il Lecce, di cancellare tutto e di riporre piena fiducia nel portierone che da sempre fa le fortune della squadra. Hanno continuato ad incitarlo e a dargli stimoli, stimoli nuovi. Giocare ad appena tre giorni dal masochistico errore ha aiutato Buffon a far leva sul pronto e immediato riscatto senza neanche avere il tempo di mugugnarci su o piangersi addosso a tre giornate dall’obiettivo finale. “Mi sono tolto un peso dopo il pari col Lecce. Gioia come il Mondiale. Ad Agosto qualche milanista non credette alla mia previsione scudetto, mi risero in faccia ed io rimasi male, molto male. Quando mi prendono in giro non mi piace”. E a chi piace, tenuto presente che la Juve ha vinto? In estate, però, c’era da stigmatizzare quella paura cronica che tutti si portavano addosso da 6 lunghissimi anni, compreso lo stesso Buffon. In un solo anno Gigi ha superato gli infortuni, ha ritrovato feeling in campo con i compagni, è tornato “uomo simbolo” fuori ed ha stretto rapporti duraturi con la società, intenzionata a proporgli un contratto a vita.

Meritato, perché quando si parla di Buffon, i numeri non costituiscono l’eccezione, bensì la regola. Con 35 presente stagionali e 3329 minuti giocati, Buffon ha raggiunto l’ 84,8% dei passaggi riusciti, risultando il portiere più tecnico e manovriero del panorama europeo oltre che la media di 14,3 passaggi a partita, tenendo conto del suo ruolo non propriamente portato alla distribuzione del gioco. Eppure. Conte lo ha migliorato anche in questo, nell’utilizzo dei piedi(spericolato, nel caso…) anche se pressato, anche a costo di sbagliare. Obiettivo principale, quello di far ripartire l’azione dalle retrovie per invitare l’avversario al pressing alto sui nostri difensori e indurlo a scoprirsi dalla zona mediana del campo in giù, con la conseguente creazione di spazi attaccabili a campo aperto. 568 minuti di imbattibilità, dal gol di Di Vaio Bologna a quello subito da Mauri, nella gara contro la Lazio allo Juventus Stadium. Un mese di ordinaria amministrazione, 6 partite consecutive senza subire una rete. In totale, la Juventus ha subito solo il minimo storico di gol, 20. Di cui solo 16 Lui. Si è fatto trovare sempre pronto in tutte le partite in cui ha dovuto scaldare i guantoni anche solo per una volta. Ha costituito con gli stessi ragazzi dello scorso anno(e la sola aggiunta di Lichtsteiner e Caceres) il muro, la diga sulla quale Conte ha cominciato a depositare sin da subito le proprie fortune. Tutta la retroguardia con Gigi indiscusso leader, è ripartita in estate dal ritiro di Bardonecchia con voglia di rivarsa e con umiltà, senza troppe pretese sterili(ma non assurde) con l’obiettivo di dimostrare che il pacchetto difensivo che costituisce pure quello della Nazionale non è quello visto l’ultimo anno. Si è preso le sue responsabilità ed ha ricambiato la fiducia(indiscussa) del mister con le prestazioni, caricandosi sulle spalle tutte le responsabilità di una stagione che si sarebbe potuta rivelare clone delle ultime due ma che, invece, non lo è stata. Non è stato lo spirito uguale agli altri anni; hanno pagato il sudore, l’abnegazione, il sacrificio, l’umiltà. Hanno dato i loro frutti, come auspicava e sperava Conte.

La certezza che “Buffon porta almeno una decina di punti in più a campionato”, diventata col passare degli anni e con l’avvento delle vicissitudini di squadra sbiadita sino ad essere presa per una leggenda metropolitana, oggi ha ritrovato tutto il suo significato, in tutto il suo splendore. Fa niente se fuori dal campo lo si accusa di fare uscite a vuoto e di essere sempre fuori dai pali nel momento delle interviste; quello del campo è ancora il numero uno al mondo.

eldavidinho

Commemorazione Heysel. Reggio Emilia 26 – Maggio – 2012

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In Memory
Reggio Emilia
26 maggio 2012

“Grazie a tutti gli amici presenti ieri a Reggio Emilia per la nostra Commemorazione , a quelli che non sono potuti venire ma c’erano da lontano con il cuore . Grazie Torino , Milano , Bergamo , Spezia e tanti altri . Grazie dal più profondo del mio cuore a tutti voi .
Giulia del Comitato Heysel di R. E.”

“Una splendida annata”. Rinnovo per Conte

In pochi avrebbero scommesso circa la  riuscita di Antonio Conte per la conquista di questo “amazing scudetto”.

Tornando indietro nel tempo, la nostra squadra accoglie il tecnico reduce da un settimo posto; contro ogni previsione un deludente Del Neri fallì miseramente una stagione ricca di aspettative e speranze, Conte ereditò una non squadra e relativa tifoseria con il morale sottoterra.

Il ritorno dello Juventino restituì prima di tutto l’entusiasmo e con il suo arrivo ridestò i sostenitori della Juventus.

Insieme ad Andrea Pirlo e pochi innesti più varie modifiche costruì la nuova Juventus senza Top Player, vincitrice dello scudetto quest’anno.

Ma com’è stato possibile?

E’  la domanda che ci poniamo tutti: Antonio Conte ha vinto perché?

L’arrivo di Andrea Pirlo ha fornito ciò che la Juventus necessitava dopo l’uscita di scena di Pavel Nedved: un  direttore di squadra, non lo conoscevo benissimo l’ex centro campista del Milan, se non di nome e poco il suo lavoro, in Juventus, oltre ad essersi ambientato da subito, ha preso le redini della situazione, non più giovanissimo, ma parecchio in forma ha sopportato tutte le partite comprese quelle di coppa Italia, sostenendo quasi sempre entrambi i tempi, la sua dote principale: la precisione e l’attitudine al comando, tant’è che ha suggerito tutto l’anno come muoversi ai suoi compagni, sopperendo gli sbagli di Vucinic, Bonucci e altri colleghi fuori forma durante il girone di andata, la fortuna è stata dalla nostra parte che non si è mai fatto male seriamente durante il viaggio verso lo scudetto, in ultimo un Barzagli sbocciato, ha completato il disegno, il difensore è stato per il suo settore superlativo, dirigendo la difesa ad ottimi livelli e dialogando con il centro campo alla perfezione.

La preparazione atletica è stato un altro punto a favore della Juventus, uno staff di preparatori atletici specializzati ha fatto la differenza, sebbene non tutti i giocatori ne abbiano  giovato fino alla fine, vedi Marchisio, il quale non ha mai recuperato completamente quella lucidità che lo ha contraddistinto nel girone di andata.

La mentalità vincente e un nuovo spirito di gruppo, ha fatto sì che un insieme di giocatori nella media con soli due fuoriclasse (Pirlo e Del Piero) arrivasse al traguardo, ormai abituati a vedere i nostri calciatori giocare da soli, ci ha stupito favorevolmente osservare quanto Conte sia stato abile a formare un gruppo unito e molto compatto, nel bene o nel male, dove chi offriva prestazioni all’altezza, copriva le mancanze dell’altro.

E’ stata una Juve eclettica ed imperfetta, quella di quest’anno. Dove i centro campisti e talvolta difensori hanno segnato più degli attaccanti, e Conte si è divertito anche a sperimentare, imponendo il suo punto di vista e insistendo anche con gli sbagli, immune alle critiche e con dichiarazioni al limite dello sprezzante “ faccio quello che voglio ..il tecnico sono io” ha avuto ragione.

Tra pareggite e arbitrite, non si è tirato indietro quando ha dovuto difendere la sua posizione e quella della Juventus nonostante il campionato stesse prendendo una pessima piega, e pagandone di persona le conseguenze.

Insomma, l’uomo di cui avevamo bisogno è arrivato, tra mille peripezie e inconvenienti, ha vinto, di soli quattro punto di scarto certo, ma il tricolore lo ha alzato lui e non il sig. Allegri, meno che meno il sig. Mazzarri.

Il Milan ha perso perché …due parole andrebbero spese per il nostro avversario, favoritissimo al titolo, che si autocelebrava vincitore già a metà campionato.

In effetti sembrava proprio così a tavolino: giocatori di livello superiore, squadra e tecnico già consolidati, una società con il coltello tra i denti: il Milan aveva tutti gli ingredienti per mangiare la torta a fine anno. Ma qualcosa non funzionò.

Sarà stata la Juventus che mieteva successi di settimana in settimana, o la squalifica dalla coppa Italia e Champions League, aggiungendo una preparazione atletica evidentemente errata, l’atmosfera creatasi fece sì che tutto lo staff milanista perse la testa, trasformando lo spogliatoio in un pollaio, tuttavia invece di mantenere la calma e lavorare sul recupero, il buon Allegri la buttò sulla bagarre, indignandosi contro tutto e tutti, in questo modo, la favorita al titolo si buttò la zappa sui piedi, il prendere coscienza che la stagione fosse ormai compromessa, giunse troppo tardi per poter pensare seriamente ad un recupero di campionato, in più, non vorrei sembrare presuntuosa, o insegnare come si allena al tecnico, (per carità) ma .. non si può costruire un gioco indicando ai centrocampisti esclusivamente di passare la palla ad Ibrahimovich, distinto quest’anno non solo per le sue doti di bomber.

Ed in mezzo alle feritoie milaniste che si è insinuata la Juventus, la quale zitta zitta, una vittoria dopo l’altra, ha strappato il tricolore di mano ai diretti avversari, lasciando Milano senza parole.

A Torino l’apoteosi continua, non crediamo ai nostri occhi e non vediamo l’ora che ricominci tutto ma sempre con lui ..Antonio Conte …
Ieri il ronnovo per altri 3 anni. Scontato.

Luna23

 

Farewell …Alex Del Piero.

“Il mio regno per un pallone!” sembra gridare Alex Del Piero a tutto il pubblico bianconero e a chi lo vuole “prepensionare”, no! Non ci sta Alex continuerà a giocare ma non alla Juventus.

Ciao Alex, è stato bello averti tutti questi anni,  per me e mi auguro per tutti gli juventini non cambierà niente, ammireremo l’atleta e l’uomo che è in te.

 Ed è con queste parole che saluto Del Piero, non volevo scrivere un necrologio perché non è morto nessuno, dall’inizio dell’anno che siamo tormentati da questo abbandono annunciato “Del Piero se ne va..”, non mi sembra ancora vero vi dirò, figura imprescindibile dalla Juventus, sarà difficile non vederlo più, anche se quest’anno ha giocato poco o niente,  era là e a noi bastava. Ma le favole non durano per sempre, anche per l’uomo Del Piero, che oltre a lasciare la Juventus, andrà via da una città che era diventata la sua, dove si è sposato e diventato padre.

Ma d’altronde si appartiene a se stessi e non al posto di lavoro, 19 anni sono tanti, e Alex stesso non trovando più le condizioni favorevoli per rimanere è corretto vada incontro a nuove esperienze, stimoli e crescita personale.

Nella vita ci sono momenti in cui bisogna essere uomini con la U maiuscola, esattamente come lui, che ha accettato tutto senza mai lamentarsi, cercando pubblicamente di difendere e rappresentare l’ azienda e il suo pubblico dalle brutture di questi ultimi anni, ha accettato la serie B senza battere ciglio, mai un gesto feroce, mai un colpo di testa, non ha contestato le decisioni che lo hanno visto in panchina per quasi tutto questo ultimo periodo.

Sarà un grande dirigente un giorno, o chissà anche presidente di cosa vorrà lui.

L’ultima giornata disputata è stata un autentico “Del Piero day”, sembrava esserci solo lui in campo, gli occhi, gli sguardi e le lacrime solo per lui.

Non ci sarà mai un adeguato addio, una festa che possa tributare questa chiusura quando una persona ha rappresentato così tanto,  non solo un idolo casalingo, ma un vero patrimonio sportivo italiano, penso non ci sia stato uomo e campione più amato e ringraziato  quanto lui.

Asciughiamoci gli occhi e regaliamogli un sorriso, facciamo spazio al buon umore e lasciamo la tristezza alle spalle perché niente è finito, tutto  ricomincia.

Luna23

Una sconfitta ogni 43 partite ci può stare anche se fa male

Prima o poi doveva succedere. Spiace sia successo in una finale, seppure della Coppa Italia, coppa da sempre snobbata da tutti, che però quest’anno ha avuto un grande lustro, direi grazie e soprattutto, alla nostra presenza. La Juve è arrivata a questa finale dopo una settimana di feste e bagordi e diciamo che qualcuno (Vidal su tutti) non era proprio in condizioni presentabili. Nonostante questo, il Napoli eccetto i primi minuti con un colpo di testa di Zuniga e nel finale con i gol fatti rigorosamente in contropiede come sua consuetudine, non è mai esistito. L’unico giocatore napoletano vivace è stato Lavezzi, forse perché in procinto di lasciare questa casacca. Cavani è stato inesistente e anche Hamsik non s’è visto mai. Questa è una precisazione doverosa che andava fatta perché ci sono molti (troppi) che oggi stanno raccontando una partita diversa da quella che si è vista ieri. La Juve non meritava di vincere questo lo dico chiaramente, perché nel calcio vince chi fa gol, e quindi la vittoria del Napoli è più che legittima, ma parlare di grande Napoli, di lezione di calcio ecc. mi pare alquanto esagerato.

Mi sono piaciute le parole di Mazzarri che ha sottolineato quanto sia difficile battere la Juve che non era mai stata battuta fin qui, nonostante come detto ieri siamo stati tutt’altro che perfetti. Mi han fatto sorridere quelle di De Laurentis dette sull’onda di un entusiasmo esagerato, mentre trovo ridicole quelle di certi tifosi del Napoli secondo il quale sono adesso Campioni d’Italia (come noi o magari più di noi, non lo so bisognerebbe chiederglielo). Mi è comunque piaciuta molto la reazione della nostra squadra dopo l’1-0, reazione che ha portato il Napoli a rimanere schiacciato nella propria metà campo per diversi minuti, segno che se avessimo giocato con quella grinta da subito probabilmente staremmo qui a raccontare un’altra partita. Mi sono piaciuti molto gli sguardi arrabbiati dei nostri giocatori e del nostro Mister, segno che comunque ci tenevano e che si stanno abituando a non perdere, e che le sconfitte non gli fanno certo piacere. Grazie a Dio ci stiamo allontanando sempre più dalle sconfitte coi sorrisi, baci e abbracci che tanto ci han fatto arrabbiare negli anni passati. Mi è piaciuta moltissimo la standing ovation fatta dalla nostra Curva ai nostri ragazzi, che guidati dal Capitano sono andati fin sotto per riceverne l’applauso. Doveroso ringraziarli per questa stagione entusiasmante e primi segnali di una piccola cultura sportiva che avanza e che noi Juventini che spesso primeggiamo in molte cose abbiamo sposato appunto prima di tutti.

Mi ha lasciato abbastanza indifferente il fatto che la curva napoletana abbia fischiato l’inno. Sono uno che si emoziona quando sente Fratelli d’Italia ma eviterei di metterla in tutte le salse, compresa una finale di Coppa Italia. Oltretutto i fischi bisogna vedere se sono diretti all’inno (cosa che non credo) oppure ai politici riuniti in tribuna (quasi sicuramente tutti entrati a scrocco). Allora quei fischi prendono anche un senso diverso. Si fischia contro lo Stato non contro l’inno e lo Stato in questo momento se li merita tutti. Più dei fischi, infatti , mi fanno arrabbiare le parole del Presidente del Senato Schifani che si sentirebbe offeso e indignato. Visto il periodo storico che stiamo vivendo, i sacrifici che stanno facendo gli Italiani e i sacrifici nulli che stanno facendo i politici come lui, farebbe bene a sentirsi indignato quando ritira lo stipendio.

Tornando alla partita sono diverse le cose che non mi sono piaciute. La prima è il commento della Rai. Faziosi all’inverosimile. Riescono a mettersi a discutere per mezz’ora su un fuorigioco di almeno un mezzo metro di Cavani continuando a dire che è ”dubbio”, e liquidano il probabile rigore su Marchisio in venti secondi. Si ha davvero l’impressione di seguire un commento pro Napoli dello stile dei commentatori faziosi di Mediaset. Peccato che siamo sulla Rai e il canone lo paghiamo tutti. Cosa non mi è piaciuto ancora è stato l’arbitraggio. Timido e inadeguato. Ha permesso ai napoletani di picchiare all’inverosimile. Solo nel primo tempo ci sono almeno quattro falli da dietro su Del Piero da parte di Campagnaro, e incredibilmente per nessuno viene ammonito. Ha permesso a Lavezzi di fare una serie infinita di simulazioni a ogni tocco di palla, specie nel primo tempo. Ha permesso alla quaterna arbitrale di ricevere un sacco di insulti da parte dei giocatori napoletani senza battere ciglio. Ci sono almeno 3 labiali che si vedono chiaramente dalla diretta tv: Cavani e Aronica con dei ”vaffanc…” all’arbitro, e nel caso di Cavani c’è anche il labiale dell’arbitro che gli dice: ”Tu a me non mi parli così”, quindi ha sentito. Poi Campagnaro (sempre lui) che dice al quarto uomo Bergonzi per ben due volte di seguito: ”Ti han pagato prima della partita”. Tutto questo senza nessuna sanzione e anche Bergonzi ha chiaramente sentito visto che con Campagnaro sono viso a viso . Mi spiace aver perso contro questo Napoli anche per questo motivo, perché sono una squadra sinceramente sgradevole a iniziare dal comportamento dei giocatori.

Ultima cosa che non mi è piaciuta è la solita solfa di qualche tifoso juventino che se l’è presa con Del Piero dicendo l’ormai monotono: ”Avete visto tutti”. Allora, Del Piero ieri non ha giocato la partita più bella della sua vita, ma non ha giocato sicuramente peggio di altri. Tuttavia gioca a calcio e come tutti a volte gioca meglio a volte gioca peggio. Se dovessimo dare un giudizio ai giocatori solo per la partita di ieri, allora Vidal è un broccaccione, il sostituto di Del Piero che è stato Vucinic non è proprio un giocatore di calcio visto che il suo impatto sulla partita è stato tutt’altro che devastante e Cavani, che è stato inesistente tutta la partita salvo accorgerci che c’era quando ha tirato il rigore, non è proprio un giocatore da prendere. Questo giusto per dirne tre. E basta con questa storia su! Da domani non ci sarà più chi catalizzerà tutta la vostra attenzione su di sé. Pregi e difetti, gioie e dolori. Chi con la sua classe nasconderà a volte le magagne della squadra. Perché ieri s’è visto chiaramente che la nostra squadra di classe a parte Buffon, Pirlo e Del Piero ne ha davvero poca. Questa squadra per vincere deve correre ed esser affamata, se non lo fa è una squadra normale.

Ultima considerazione la faccio per i tifosi napoletani che giustamente sono contenti di aver vinto la Coppa Italia, ma come loro consuetudine esagerano. Come non siete Campioni d’Europa per aver battuto una volta il Chelsea, così non siete Campioni d’Italia per aver battuto una volta la Juve, siete vincitori della Coppa Italia 2012 che a mio modestissimo giudizio e a memoria non comporta l’essere campioni di nulla. Che vi piaccia o no, anche se questa volta ci avete battuto e ve ne diamo merito e vi applaudiamo, I CAMPIONI D’ITALIA SIAMO NOI! Voi non siete arrivati neppure secondi, ma quinti. Dietro Milan Udinese e Lazio. Per cui buona Europa League per il prossimo anno e arrivederci alla Supercoppa Italiana!

Alessandro Magno

Juventus-Napoli finale di coppa Italia 2012 Non siamo il Chelsea e nemmeno Drogba

Che tristezza questa finale di coppa Italia, e mi dispiace solo per il nostro ” forever capitano”  finire così con una sconfitta che ha dell’incredibile. Il Napoli non ha dato una  lezione di bon ton stasera, ne hannno fatte di tutti i colori con il bene placito della terna arbitrale, la consuetudine di negarci i rigori si è ripresentata puntuale come una cambiale in scadenza, e noi abbiamo perso.

Però dobbiamo anche essere obiettivi e ammettere:  che le fissazioni di Conte questa volta lo hanno tradito alla grande, trattandosi di una finale, sarebbe dovuta andare in campo la formazione al completo e con tutto il rispetto per Storari, era preferibile Buffon. Il centro campo non ha retto la pressione non sempre onesta degli avversari, strano però, il Napoli ha pressato e anche noi abbiamo tentato  di farci valere, ma: il centro campo era molto debole, nonostante Pirlo si desse molto da fare a recuperare  gli errori e produrre delle azioni decenti, Marchisio e Vidal, non erano in partita, per non parlare dell’attacco.

Questa volta Conte ha sbagliato veramente tutto, formazione  e sostituzioni: non avrei tolto Del Piero, che  non stava disputando la sua partita migliore ma teneva il ritmo, Vucinic, al posto suo non ha fatto di meglio, e magari  insieme a Del Piero poteva essere una chance, visti i precedenti in campionato. Tenere Estigarribia è stato un mistero, idem Borriello andava sostituito prima.

Ovvio che gli inconvenienti ci siano stati anche in difesa, la mancanza di Chiellini si è fatta sentire.

In definitiva, sembrava la Juventus dei pareggi di un po’ di mesi fa, ma questa volta si è trattato di una sconfitta, la prima di quest’anno. Peccato, sarebbe stato bello fare questo piccolo en plein, in ultimo se arriverà Cavani la stagione prossima, ci ricorderemo di questa sconfitta.

Luna23

 

Juventus Napoli – Coppa Italia – finale 20 maggio h 21 Stadio Olimpico – Roma

Con un po’ di tristezza nel cuore, ci stringeremo al nostro capitano ad applaudirlo per l’ultima volta con i colori bianconeri in finale di coppa Italia, e con questo evento metteremo in archivio questa splendida annata. Un campionato meraviglioso ricco di sorprese e colpi di scena.

Sebbene considerata una coppa di Serie B, tutta la squadra la vuole, vietato concessioni al Napoli, duramente sconfitti in questo campionato. Sebbene i rumors circa un accordo su Cavani in predicato di arrivare alla Juve l’anno prossimo, non distoglierà Conte a raggiungere il suo obiettivo di conquistare la coppa Italia, e regalare perciò un’altra festa a noi tifosi che non vediamo l’ora di vivere.

Nonostante il Napoli vorrà farsi valere e riscattare una stagione deludente, dovranno fare i conti con i nostri giocatori ancora freschi di entusiasmo da conquista scudetto, siamo consapevoli della loro forza, ma sappiamo altresì che il calcio è pieno di insidie, e che il Napoli darà tutto se stesso, ma ci aspettiamo una vittoria firmata dal nostro capitano.

Dopo di che, la Juventus dovrà prepararsi ad un’altra stagione da affrontare e il ritorno della Champions league. Nel frattempo godiamoci gli europei ..

Luna23

 

Neanche il cielo

Brutta cosa, la speranza.

L’ineluttabilità di certi momenti dovremmo metabolizzarla prima che essi accadano, dovremmo cercare di guardare la realtà prima che si presenti nella sua forma più crudele.

Dovremmo…

Bella cosa, la speranza.

Ti fa vivere anche l’ultimo istante con la convinzione che qualcosa possa ancora cambiare, che il tempo possa contraddire se stesso e offrirsi ai desideri.

Desideri….

Protagonisti e spettatori dell’eterno duello, Sturm und Drang contro classicismo, finito contro infinito, dicotomia contro antinomia, nessun Pirandello ad unire flussi e forme.

L’ultimo atto va in scena, nessun ripensamento, un amore folle spezzato, ha vinto la luna, ma tu sei il cielo, o forse di più.

Caro Andrea, ieri non mi hai privato di un calciatore, mi hai strappato un sogno.

 

Massimo Gizzi

Intervista a Stefano Bedeschi

Ciao Stefano benvenuto nel nostro Blog.
Stefano Bedeschi scrittore, profondo conoscitore del mondo della Juventus e del Pallone in generale, presente con molti suoi articoli nei più svariati blog e siti Juventini, soprattutto titolare del bellissimo sito il pallone racconta http://ilpalloneracconta.blogspot.it/.


1 – Vuoi aggiungere qualcosa alla presentazione che merita di esser ricordato?

Direi di no, mi sembra molto completa la tua presentazione. Grazie.

2 – Prima cosa , come e perché si diventa Juventini a Reggio Emilia?

A Reggio e nell’Emilia-Romagna in generale ci sono tantissimi juventini e, quindi, sono in buonissima compagnia. Ed io lo sono diventato grazie a mio papà, che è ancora più tifoso di me! Mi ha trasmesso lui l’amore e la passione per la Juve. Crescendo, la mia juventinità è cresciuta in maniera esponenziale. Senza dimenticare, però, la squadra della mia città di cui resto sempre un grande tifoso.

3 – Sei stato a Torino o da qualche altra parte a vedere la Juve in passato? Che ricordi hai?

Sono stato parecchie volte a Torino a vedere la partita. Quella che ricordo con più emozione è sicuramente Juve-Real Madrid, quella del goal di Zalayeta nei supplementari. Ricordo che lo stadio è esploso di felicità, una gioia incontenibile. La rammento bene anche perché sono tornato a casa alle quattro di mattina!
Ho anche seguito la squadra in trasferta. Quest’anno, tanto per fare un esempio, sono stato sia a Verona che a Bologna.

4 – Ho visto che hai prodotto molti libri. Su Cruijff, su Scirea, sul Real Madrid. Ti piace scrivere di calcio, come hai scelto i vari soggetti?

Non ho particolari criteri nel scegliere gli argomenti dei miei libri. Spesso e volentieri sono scelte casuali, magari dettate da qualcosa che ho visto in TV oppure da qualcosa che ho letto su qualche libro.
Comunque, ci tenevo molto a scrivere qualcosa su Johann Cruijff, perché è stato il mio idolo da bambino (non juventino, si intende). Tanto è vero che, nella mia pessima carriera calcistica, ho sempre indossato la maglia nr.14.

5 – Mi incuriosisce un titolo: ‘‘La guerra della pipì’’. Posso immaginare si parli di doping?

Certo. Parla dello scudetto del Bologna del 1963/64, quello appunto del presunto doping dei giocatori felsinei. È un libro che descrive questa misteriosa vicenda e di come la città bolognese ha vissuto quello scudetto, passando dalla disperazione alla gioia in pochi mesi. Modestia a parte, penso che sia un libro molto interessante.

6 – Prossimo libro?

La storia di Cesto Vycpalek. Ho già il titolo: “Da Dachau al tricolore”.

7 – Veniamo ai giorni nostri so che sei stato fra i fondatori di J1897.com che ora si chiama tifosi bianconeri e anche Vecchiasignora.com , è vero innanzitutto questo, e poi; cosa ti ha spinto a creare ben due forum che sono poi diventati i più grandi del web e perché a un certo punto hai deciso di lasciare queste esperienze?

Nel forum “J1897” sono entrato nel 2004, quando era già esistente anche se non ai livelli attuali e con un altro amministratore. Diciamo che sono entrato per gioco e per curiosità, diventando moderatore dopo poco tempo. Poi, dopo un paio di anni, con amici abbiamo deciso di lasciare “J1897” ed abbiamo creato “Vecchiasignora”.
Ho deciso di lasciare, perché non avevo più tempo da dedicare al forum. Essere un moderatore vuol dire essere praticamente sempre presente ed io ero più in grado di farlo.

8 – Come nasce il tuo ultimo sito ‘‘il pallone racconta’’, che fra l’altro come sai è per me un punto di riferimento e una fonte di notizie inestimabile?

Grazie dei complimenti! Il mio blog è nato poco dopo la mia entrata nel forum. Infatti, ho cominciato a pubblicare lì le mie schede e qualche amico mi ha suggerito l’idea di aprire un blog per contenerle tutte. Certo, non avrei mai immaginato di riscuotere un successo così grande ed immediato!
Dal blog è nata anche l’idea di scrivere il mio primo libro, che si chiama appunto “Il pallone racconta”.

9 – Visto che hai dedicato un libro a Scirea ti chiedo se è stato lui il tuo Campione preferito del passato o quale altro e perché, e qual’é il giocatore preferito di oggi?

Il mio idolo da bambino era Anastasi ed è facile capire il perché. Era il bomber di quella Juve ed ogni bimbo sogna di essere un grande cannoniere. Tanto è vero che ho pianto quando è passato all’Inter.
Scirea è stato un grandissimo personaggio che ha incarnato in pieno lo stile/spirito Juventus. Come Ale Del Piero che, non a caso, è il giocatore attuale che amo di più.

10 – Sei un 1962 quindi penso che una delle tue prime Juventus sia stata quella mitica tutta italiana che vinse Campionato e coppa Uefa. In quanto è simile a quella questa di Conte e in cosa si differenzia? Fra l’altro non ti pare curioso che questa Juventus possa vincere un Campionato e una Coppa al primo anno come quella?

La mia prima Juventus è stata quella dello scudetto 1971/72, sulla quale ho scritto anche il mio ultimo libro. Era una Juve fantastica, creata quasi dal nulla e piena zeppa di giovani che avrebbero formato l’ossatura della grande Juve degli anni Settanta. Una Juve che giocava a mille all’ora ed attuava già il pressing, cosa che non faceva nessuno in Italia.
Non vedo tante affinità con la Juve del 1976/77. Aveva un gioco e giocatori completamente diversi da quelli attuali. Era molto muscolare e giocava senza un vero e proprio regista. Undici giocatori, undici leader. Un evento quasi raro. Cinquantuno punti su sessanta, una Coppa Uefa vinta contro grandi squadre, non ultime i due Manchester.
Invece, questa Juve la posso paragonare alla prima di Lippi. Anche allora venivamo da tantissimi anni senza successi (ben nove). Anche allora avevamo una dirigenza nuova (la “triade”) ed un allenatore quasi esordiente. Anche allora abbiamo vinto lo scudetto al primo colpo.

11 – Sai che ho rimandato questa intervista per scaramanzia, nella speranza potessimo farla a campionato vinto. Quindi è andata bene. Credo che sia scontato come tutti noi, che tu non ti aspettassi una Juventus così forte. Allora ti chiedo quando hai capito che la Juve faceva sul serio e poteva farcela?

Non mi aspettavo assolutamente che questa Juve potesse vincere il campionato. Credevo che già arrivare nelle prime tre fosse un traguardo difficile da raggiungere. Diciamo che ho cominciato a crederci dopo la vittoria sul Milan in campionato, anche se avevo perso un pochino le speranze quando siamo andati a -4 dai rossoneri.

12 – Come l’hai vissuta la penultima giornata di campionato, quella che ci ha dato lo scudetto, quella di Cagliari-Juventus e Inter-Milan?

Con molta preoccupazione. La partita con il Lecce mi aveva molto amareggiato ed avevo paura che non ce la potessimo fare. Meno male, invece, che è andato tutto bene! Al fischio finale sono rimasto in silenzio, ma con una gioia interiore indescrivibile!

13 – Di chi è il maggiore merito di quest’annata bianconera?

Io credo che il merito sia di tutti. Non si passa da due settimi posti al tricolore senza unire le forze. Certo, Conte ha tantissimi meriti per aver saputo motivare a mille la squadra. Pirlo e Vidal hanno fatto la differenza. Ma tutti hanno dato il 150%, anche noi tifosi!

14 – Cos’ha Conte in più degli altri allenatori e a maggior ragione di quelli che hanno allenato la Juve dopo il 2006?

Conte ha le caratteristiche che aveva da giocatore: una fame tremenda e gli occhi di tigre. Oltre ad una grande preparazione che, però, avevano anche gli allenatori precedenti. Ma è stata la sua determinazione e la sua voglia di vincere a portare la Juve al trionfo. E poi, Conte è juventino fino al midollo e questo fa sicuramente la differenza!

15 – Quali e quanti giocatori dovrebbe prendere la Juventus per fare un ulteriore salto di qualità?

Direi quattro: Higuain, Giovinco, Nainggolan ed Ivanovic. Oltre a dare più spazio a Marrone (il nostro vice Pirlo) ed a Giaccherini.

16 – Si parla tanto di terza stella ma io penso in questo momento più a farsopoli, come finirà? Qualcuno inizia a dimenticare?

Si dovrebbe consultare la sfera di cristallo per sapere come andrà a finire. Sicuramente la società non cederà di un millimetro e questa è la cosa più importante. Ma, sinceramente, ho pochissime speranze nella restituzione degli scudetti. Abbiamo una federazione inetta ed incompetente per aver il coraggio di ribaltare le sentenze del 2006.
Dimenticare? Non credo che nessun tifoso juventino vero dimenticherà mai quell’estate del 2006!

17 – Nessuno ha ricordato Moggi in questo scudett
o?

Moggi continua ad essere un personaggio molto controverso. Chi è “moggiano” pensa che questo scudetto sia anche merito suo, gli altri l’hanno rimosso dalla storia juventina. Io penso che questa Juve c’entri poco e niente con quella della “triade”, abbiamo proprio voltato pagina.

18 – E la stella?

La terza stella è assolutamente da mettere sulle maglie ed anche in bella evidenza. Gli scudetti sono trenta, anzi dovrebbero essere trentadue considerato quelli che non ci hanno assegnato all’inizio del secolo scorso.

19 – Il sorteggio delle Champions ci vede in terza fascia con un probabilissimo girone di ferro?

Vero, ma le possibilità di superare il turno ci saranno sicuramente, Napoli docet. Anche se, sinceramente, non credo che siamo ancora attrezzati per vincere la Champions. Le spagnole, le inglesi ed il Bayern sono ancora troppo superiori.

20 – Pensi questa Juve sia abbastanza attrezzata per poter aprire un ciclo?

Credo di sì, anche se ripetersi nel campionato italiano è molto difficile. Le nostre avversarie prenderanno le contromisure al gioco della Juve e si attrezzeranno per batterci. Dovremo essere bravi ad inventarci sempre qualcosa di nuovo e, soprattutto, ad avere nuovi stimoli.

21 – Ti piace Andrea Agnelli?

Abbastanza. È uno juventino vero, anche se questo è anche il suo peggior difetto. A volte si lascia trascinare dalla sua passione e rilascia dichiarazioni da vero tifoso. Cosa che un presidente non dovrebbe mai fare.

22 – Ti convince l’organigramma societario in tutte le sue parti: Nedved, Marotta, Paratici….ecc..ecc..?

Mi convince molto, perché sono persone molto in gamba e molto competenti. Hanno solamente bisogno di fare più esperienza.

23 – Trovi giusto che la carriera di Del Piero alla Juve termini qui e in questa maniera? Non c’era proprio margine per una deroga? Nemmeno per Del Piero?

Io credo che Ale avrebbe potuto giocare un altro anno nella Juve. Soprattutto, pensando a quanto ci possa essere utile in Champions, dove giocatori come lui fanno sempre la differenza. Ma credo anche che lui voglia giocare e nella Juve non poteva più farlo con una certa continuità.

24 – Dove giocherà l’anno prossimo Alex?

Credo negli States.

25 – Sei già stato allo Juventus Stadium? Se si com’è altrimenti perché non ci sei ancora stato? ah ah.

Certo che ci sono stato! Contro la Lazio e contro il Lecce. E conto anche di tornarci il prossimo anno, perché l’atmosfera che si respira nel nostro stadio è meravigliosa. Niente a che vedere con l’Olimpico o con il Delle Alpi.

26 – C’è qualcosa che non ti ho chiesto di cui avresti avuto il piacere parlare?

Direi che va bene così, altrimenti rischio di diventare noioso!

Grazie Stefano e sempre forza Juve.

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