Archivio Mensile: aprile 2013

E forza Toro facci un gol…

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Articolo scritto da Alessandro Magno.

 

Come ogni buon torinese che si rispetti vivo in compagnia dei granata. Non perché siano più di noi, non cadete in questo luogo comune che è l’ennesima loro mistificazione. Sono il massimo a raccontare balle. In città sono quanti noi, probabilmente anche meno, con la sola differenza che di juventini ne trovate in tutta Italia e pure nel mondo, di granata al di fuori di Torino neppure l’ombra. Questo fa si che quando un forestiero capita da queste parti esclami: ”Ammazza quanti granata a Torino!”. E capirai! Quanti ascolani ci sono ad Ascoli? Quanti dell’Atalanta a Bergamo, quanti fiorentini a Firenze? Ripeto è normale. Se non li trovaste qui dove li volete trovare i granata a Palermo? Altro luogo comune che spesso colpisce i forestieri è la storia delle bandiere alle finestre e degli stemmini granata alle targhe delle auto. Per quanto riguarda le bandiere noi come tutti, le esponiamo quando vinciamo qualcosa, e quando le esponiamo, per loro non c’è proprio partita. Per quanto riguarda le auto invece il granata li da il meglio di se. Va detto che è una gara falsa e lo sanno, perché loro per primi sanno che nessun juventino puo’ fare altrettanto senza rischiare una riga sull’auto o una gomma forata. Al granata, ovviamente, non capita non perché apprezzato dagli altri, ma proprio perché non se lo caga nessuno.

Il granata poi, difficilmente nasce da sè a differenza di quanto sostengono. Il granata nasce in una famiglia di granata dove si fa dell’odio alla Juve, unica effimera soddisfazione, una ragione di vita. Ora qualsiasi bambino che ragiona con la propria testa s’innamora di una squadra bella e combattiva, che gli da anche una qualche soddisfazione. E’ normale che nell’epoca del Milan di Sacchi sono venuti su tanti milanisti, come gli interisti nell’epoca di Mourinho o Ronaldo, cosi come juventini per Baggio, Platini, Del Piero eccetera eccetera. Ora capisco che qualche bambino si possa innamorare di Rolando Bianchi… ma quanti? Al Toro se non ci pensano papà e mamma granata a portare sulla via-sfigata i propri figli è quasi improbabile che questo accada. Che genitori degeneri. Ma piuttosto liberateli a ‘sti ragazzi, fategli tifare che so… il Milan. Ma non vi basta la vostra di vita da sfigati ma pure quella dei vostri figli? Si raccontantegli che un giorno arriverà la vittoria sulla Juve. E dopo? Altri 20 anni di sfiga a divinis? Ma dai!

E’ per questo che è bello vincere il derby, è bellissimo vincerlo a 5 minuti dalla fine con due gol sotto la maratona. Vincere dopo averli dominati in lungo e in largo, dopo aver dato l’impressione di poterli vincere largamente e avergli dato l’illusione di prendere quel misero punticino contro di noi. Perché poi il granata se pareggia con la Juve va in giro a raccontare che ha vinto. E’ bello nel loro stadio che non è neppure il loro, dove ci volevano dare uno spicchio come abbiamo fatto noi con loro all’andata e ci hanno dovuto dare invece mezzo stadio che altrimenti neppure lo riempivano. Ed è la metà del nostro come capienza. E’ bello perché sentiamo granata dirsi fra di loro, come gli indiani nella riserva: ” Torino è granata” oppure ”c’è solo una squadra a Torino” quando davvero nessuno vi fila. E’ bello vedere che credete ciecamente nelle cavolate che dite, quando vi riempite la bocca di parole di squadre che neppure avete mai visto giocare, quando sono 18 anni che non vincete un derby e 11 che non ci segnate neppure un gol. L’ultimo mi pare fosse Cauet. Ma chi cacchio è Cauet?

Spero la prendiate questa lettura con la giusta ironia, in quanto non sono cattivo e neppure vi odio. Come potrei? Con voi sono 6 punti sicuri tutti gli anni e un godimento unico vedere le vostre facce ”da tola” post-derby. Semplicemente non mi piacete. Anzi sportivamente vi detesto. Vi trovo insopportabili quando con quei sorrisini aspettate le nostre (poche) sconfitte. Vi trovo insopportabili ancora di piu’ quando tifate sempre e solo contro il nostro avversario e poi fate i finti sportivi il giorno dopo della serie: ”sapevo che vinceva la Juve” oppure ”ha vinto la Juve perché quest’anno è veramente forte” sempre frasi dette con ipocrisia. Non vi sopporto perché se vinciamo contro il Chelsea non vi fate vedere. Il calcio non vi interessa. Dite: ”Non l’ho vista”. Ma chi vi crede. State dietro le tv a seguire la Juve peggio di noi Juventini! Improvvisamente poi, resuscitate come zombie dalle tombe dopo che la Juve le prende dal Bayern. Voi che contro queste squadre ci potete giocare solo alla play station. Vi detesto perché spesso a Torino rappresentate la parte più piemontese della città e io da meridionale so bene cosa vuol dire, e nonostante questo avete tifato spudoratamente per il Napoli quest’anno. Vi costringiamo pure a questo. Coerenza sotto zero. Come ho detto conosco tanti granata abitando a Torino, e sinceramente sul piano sportivo li detesto tutti. Anche quelli che sul piano umano restano miei amici.

Torino è bianconera fatevene una ragione. Senza l’odio nei nostri confronti voi neppure esistete. Raccontate tutte le storie che volete, avete solo i vostri figli piccoli che vi credono, in tutta Italia e in tutto il mondo la Juve è la Juve, il Toro? Boooooooooo. Ci rivediamo il prossimo anno, spero. Noi siamo quasi bis-scudettati voi spero per NOI che vi salviate. 6 punti facili facili ogni anno dove li andiamo a trovare. 5 gol fatti zero subiti. Zero gol subiti dalla Juve nei derby negli ultimi 11 anni. Che posso dirvi di più?

E forza Toro facci un gol!

 

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ilblgodialessandromagno.it ,  Juvamania.it ,  ladivinajuventus.it , ilbianconeronews.blogspot.it

Torino – Juventus 0-2 Sintesi.

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Domenica 28 aprile 2013 Torino-Juventus – Stadio Olimpico- Torino: “il regolamento di conti”

aec8fd13abf9c51ff988f24572294289Scritto da Luna23

 

Se il Toro non interpretasse questo evento ogni volta come un “regolamento di conti” forse il derby diventerebbe  una partita più  interessante per il calcio giocato, e non attraente per le coreografie delle due fazioni.  I  nostri considerate eventuali direttive dall’alto e posizione in campionato privilegiata   hanno preso botte  stando  abbastanza zitti, ma non può durare. Sebbene il tormentone settimanale parlerà della famosa trattenuta di Bonucci, e il Toro insisterà dicendo che il risultato poteva andare diversamente, atteggiamento riconducibile allo  stile Toro dare colpa alla Juve di tutto, l’opinione pubblica sorvolerà sicuramente  su la violenza gratuita dei giocatori granata per quasi tutta la partita, vedi Meggiorini .. In realtà, la Juventus poteva vincere con molto più margine se non avesse errato almeno 3 palle gol, per fortuna che c’è Vidal che  sveglio come una lepre,  ha sbloccato il risultato con un gol straordinario, la chiusura di Marchisio ha dato il colpo di scure che ha messo fuori gioco l’avversario.

Ci siamo levati una bella seccatura e messo altri 3 punti in cantina, ne basta solo 1 e abbiamo vinto, il match è stato risolto negli ultimi 10 minuti con  grande soddisfazione per Antonio Conte.

Una bella partita? No, francamente le belle partite per me sono altre, certo la condizione atmosferica ha disturbato  moltissimo e aumentato tensioni, i granata più che una squadra di calcio sembrava un’insieme di picchiatori in libera uscita, la Juventus che comincia ad  accusare  stanchezza e punte di distrazione riesce a dominare gli attacchi del Toro che trascendono nella scorrettezza. Comunque la Juventus ce la fa, di riffe o di raffe riesce a non farsi fare gol, grazie a due fondamentali  parate di Buffon che annullano le poche riuscite azioni del Toro. La Juventus invece nel primo tempo e buona parte del secondo ha sbagliato diverse palle gol, di cui due dall’unico attaccante in campo, Vucinic. Per fortuna che  la Juve  può contare su Vidal, anche se non è un bomber ma il fiuto del gol ce l’ha, ed ultimamente ci ha fatto vedere di cosa è capace, grazie a lui, abbiamo sbloccato un risultato destinato ad un pareggio, peraltro obiettivo del Toro. Ci sono stati due macroscopici errori della difesa del Torino che sono costati cari a Ventura e C. lasciare due elementi come Vidal e Marchisio smarcati  è stato fatale.

Al posto dell’allenatore La formazione era anche azzeccata, ottima la difesa e  centrocampo  fortissimo, solito problema dell’attacco, prestazione Vidal-Marchisio a parte, gli attaccanti sono stati carenti tutti, da Vucinic rimasto troppo a lungo in campo idem Quagliarella che forse gioca troppo poco. Sta di fatto che le difficoltà non le risolvono gli attaccanti, ma tutto verte sul centro campo. E’ stata corretta la sotstituzione di Lichsteiner le cui prestazioni non brillano come l’anno scorso ed è spesso in preda al nervosismo per motivi futili. Tutto sommato, la JUventus ha retto bene la carica, la rabbia e la sete di vendetta del Toro che non ha risparmiato nulla, calci, pugni, litigate, scaramucce ecc. ecc., .. più che un terreno di gioco sembrava un campo di battaglia. E sinceramente non è gradevole vedere questi spettacoli. Facendo un riferimento a come si dovrebbe giocare a pallone, l’esempio  l’hanno dato le 4 squadre  che si stanno contendendo la finale di Champions league, i quali dimostrano di non essere mai in balia degli eventi. Con un’attività arbitrarle ridotta al minimo,   le partite  hanno avuto   un decorso  fluido e poco contaminato da falli dettati più dalla rabbia che dalla effettiva necessità, un vero confronto da prime della classe.

Da noi l’arbitro ha sempre il fischietto in bocca, c’è sempre qualcuno per terra, non si va avanti, è inutile giustificarsi dicendo che mancano i talenti, va cambiato il sistema, parlare di meno e giocare meglio. Comunque va bene così. Vorrei, per non far mancare nulla a questo commento, fare un’osservazione a Massimo Mauro, commentatore sky, quando chiede a Conte se non sarebbe stato più giusto un pareggio per far contenta anche la città di Torino, e il nostro allenatore risponde a tono dicendogli che a lui queste domande non si dovrebbero fare, ricordandogli la squalifica subita. Condivido la risposta di Conte, e sottolineo l’uscita infelice di Mauro, di cui non ho afferrato il senso. Vittoria non  meritata? La famosa trattenuta?
Pare che Jonathas fosse anche in fuori gioco, ma non penso che la vittoria o il riscatto di una stagione, quella del Toro che sta lottando per la salvezza, non possa dipendere da questo risultato, mentre la Juve, è vero che ha sbagliato nel primo e una buona parte del secondo tempo, ma ha segnato e ha vinto, quindi la vittoria è meritata. Ventura se fosse onesto, ammetterebbe che non ha potuto nulla contro una tattica di gioco che al momento il Toro non la vede nemmeno con il binocolo, ed attaccarsi alla “trattenuta” è arrampicarsi sugli specchi.

Va beh ..diamoci l’appuntamento alla prossima settimana, -1 e abbiamo vinto!

 

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Più 11 sulla seconda a 5 giornate dalla fine è il momento decisivo?

S’è vinto lo scudo già ad Agosto.

La primavera vince la coppa Italia a Napoli non sono mancate le polemiche. La premiazione come è andata?

Non seguo la Primavera. Mi fa piacere che vinca: seguire però la Primavera mi chiedi troppo.

Si è fatto al solito tanto clamore per i gesacci dei nostri primavera contro il pubblico del San Paolo nulla di che invece per le risse di Domenica a Catania e Napoli.

I gestacci dei nostri erano più divertenti.

Prepartita Torino-Juve, in cerca della matematica.

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articolo a firma di eldavidinho
 

 

 

Nella settimana di avvicinamento alla sfida coi cugini rivali del Torino, che
potrebbe già sancire la definitiva vittoria del trentunesimo Scudetto, e dopo gli strascichi della vittoria di rigore col Milan, a tenere banco sono stati il
caso dei falsi cori razzisti a Boateng, ormai solita montatura giornalistica,
ma soprattutto 30.000 euro di multa ricevuti per altri presunti cori insultanti
ma non razzisti a Robinho; la questione della coreografia della Est pagata da
Tim, mossa societaria poco rispettosa verso i propri tifosi, molti dei quali si
sono visti strumentalizzati dalla società per l’annosa questione di Calciopoli;
il calciomercato con l’affare Ibrahaimovic che sicuramente riempirà le prime
pagine dei giornali sportivi per il resto del periodo di mercato; le domande
sulla Juve che verrà, con l’obiettivo di ridurre il gap che c’è in Europa con
le squadre che, in questa settimana, hanno disputato l’andata delle semifinali
di Champions League con risultati finali inimmaginabili come la larga e
convincente vittoria del Bayern sul Barcellona che lascia poche speranze di
rimonta ai blaugrana, e l’inaspettata vittoria del Borussia sul Real Madrid con
lo stesso sorprendente numero di reti realizzare dal Bayern All’Allianz, un 4-0
ed un 4-1 che sanciscono il nuovo dominio, in Europa, del moderno e giovane
calcio tedesco . Poi c’è stato un nuovo episodio di “demistificazione e
malafede giornalistica”, perché, oltre ad essere un vero dispiacere il fatto
che l’intervista di Andrea Agnelli al Financial Times si sia ridotta all’
argomento Calciopoli, avendo il presidente bianconero affrontato non solo la
situazione della Juventus, l’attenzione di molti giornalisti è caduta su poche
righe, scritte in inglese ma poi tradotte male in italiano. Dunque, la
traduzione corretta delle parole del Presidente, che sarebbe dovuta essere: “Ma
Moggi telefonava ai capi degli arbitri e molte altre persone, come è poi venuto
fuori”, magicamente, è diventata “Ma Moggi telefonava agli arbitri come tutti
gli altri”, con la differenza che chiamare gli arbitri era illecito(e Moggi non
lo ha mai fatto, a differenza di altri), chiamare i designatori, invece, non lo
era affatto e si poteva parlare al telefono, con loro, liberamente. E prima di
passare alla presentazione della sfida col Torino, non posso che chiudere con
due perle di saggezza che Stramaccioni e Mazzarri ci hanno riservato alla
vigilia di questa giornata di campionato. Il primo avrebbe affermato con
sicurezza che “La mia Inter al completo avrebbe battuto il Bayern Monaco ad
inizio stagione, il secondo, con spavalderia, che “Il mio percorso qui a Napoli
è paragonabile a quello del Borussia Dortmund.”.
Ma domenica pomeriggio, al Comunale di Torino, si torna a giocare il Derby
della Mole. 26 vittorie, 23 pareggi e 18 sconfitte: nella sfida della Mole
giocata in casa del Torino, il bilancio parla a favore dei bianconeri, con una
differenza significativa anche di gol segnati (89-72). I derby del mese di
aprile sono improntati a un grande equilibrio: due i successi granata (nel 1942
e esattamente 50 anni dopo), quattro i pareggi (2-2 nel 1955, 0-0 nel 1966, 1-1
nel 1977, anno che vide la Juventus prevalere al fotofinish sui rivali proprio
grazie al punto guadagnato nel derby e 1-1 nel 1987). L’unico trionfo juventino
risale al 1996, una sconfitta particolarmente amara per i cugini che chiudono
in vantaggio di una rete il primo tempo grazie a Rizzitelli, ma si trovano
rovesciato il verdetto a causa di un autogol di Sogliano e a una prodezza
inventata da Gianluca Vialli. In quella stagione il Toro finirà in Serie B,
mentre un mese dopo la formazione guidata da Marcello Lippi alzerà la Champions
League.
Sei vittorie e altrettante sconfitte, con quattro pareggi: è questo lo score
del Torino all’Olimpico, dove ha raccolto 22 punti a fronte dei 15 in
trasferta. 21 i gol fatti (fuori casa ne ha segnato uno in più), 22 le reti
incassate (cinque in meno di quelle lontane dal suo stadio).
È il portiere Gillet il punto fermo del Torino, come testimonia il fatto che
non ha saltato neanche uno dei 3154 minuti giocati dalla squadra. Con una
presenza in meno c’è il centrocampista Alessandro Gazzi. Tre gli espulsi
finora: Glik (nel derby d’andata), Ogbonna (nella trasferta di Cagliari) e
Darmian (a Firenze nella giornata di domenica scorsa). Darmian che è anche il
collezionista principale di ammonizioni, con 11 gialli. Il goleador della
squadra è il capitano Rolando Bianchi, che ha già toccato la doppia cifra con
10 gol. Gli altri marcatori sono Cerci con sei, Santana con quattro, Meggiorini
e Barreto con tre, Brighi, Gazzi, Stevanovic, D’Ambrosio, Birsa e Jonathas con
due, Sgrigna, Basha, Glik, Sansone con uno, con in più il contributo di un’
autorete.
Ventura non può disporre degli squalificati Vives e Darmian: saranno
D’Ambrosio e Masiello a presidiare le fasce di difesa, mentre in mezzo al campo
toccherà a Basha affiancare Gazzi. In attacco Bianchi e Barreto potrebbero
esser scelti dal tecnico per comporre il tandem titolare dell’attacco. Infine
migliora Brighi che dalla prossima settimana si renderà nuovamente disponibile.
Ricordiamo che la partita disputata all’Andata col Torino, è l’unica in cui
Conte decise di cambiare modulo e giocare con un inedito 4-3-3 sin dal primo
minuto. Questa volta dovrebbe giocare, però, col 3-5-1-1 delle ultime
settimane, versione di fine stagione del 3-5-2 di quest’anno. In caso di
vittoria e contemporanea non vittoria del Napoli, i bianconeri potrebbero
festeggiare con quattro gare di anticipo la conquista di un altro Scudetto.
Appare al momento improbabile il recupero di Giovinco per il derby. Si profila
una nuova panchina per Quagliarella e Matri, con Vidal-Pogba-Marchisio in campo
tutti contemporaneamente.
Un arbitro di grande esperienza per il Derby della Mole di domenica
pomeriggio: Torino-Juventus sarà diretta da Mauro Bergonzi di Genova. Il
direttore di gara ligure trova i bianconeri per la terza volta in questa
stagione, sempre in trasferta, nei successi di Verona con il Chievo (2-1 il 3
febbraio) e Bologna (2-0 il 16 marzo). Un doppio successo che ha portato a 12
le vittorie juventine con Bergonzi, in un totale di 17 gare. Tre pareggi e due
sconfitte nelle altre cinque sfide. Tra questi precedenti non ci sono Derby,
quindi quello di domenica sarà il primo in assoluto. All’Olimpico, gli
assistenti saranno Nicola Andrea Nicoletti e Massimiliano Grilli. Il quarto
uomo Maurizio Viazzi. Gli assistenti d’are Andrea De Marco e Antonio Danilo
Giannoccaro. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook:
Eldavidinho Juve. Blog: http://eldavidinho.tumblr.com/

Lasciatemi sognare

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Articolo di Massimo Gizzi

 

Con uno scudetto (quasi) in cassaforte e senza, purtroppo, l’obiettivo Champions (ma sia chiaro, grazie al Mister e ai ragazzi per la splendida cavalcata), si comincia ormai insistentemente a parlare di mercato. E’ la stagione dei sogni, in cui ognuno di noi costruisce nella sua mente lo squadrone imbattibile, con la passione del tifoso ma anche col raziocinio del manager, facendo calcoli su entrate, uscite, valutazioni, plusvalenze e quant’altro. Certo, poi bisognerà tornare alla realtà e fare i conti con Marotta…. ma, per qualche settimana, è lecito sognare.
E allora vorrei proporvi la mia Juve, o meglio, le mie Juve, a seconda di come Conte deciderà di affrontare la prossima stagione. Una cosa da premettere: il mio ragionamento esula da eventuali “contestazioni” su cavalli di ritorno, argomento sul quale ognuno ha una propria opinione su cui non voglio ovviamente sindacare. Tanto per chiarire: parlo di Ibra, giocatore tanto forte quanto infedele, professionista al massimo livello, certo non uno che scalda il cuore dei tifosi con promesse di amore eterno, ma uno che ha sempre onorato ogni santissimo contratto con impegno e dedizione totale. E allora diamo il via alle danze.
La mia Juve col 442 a rombo
Buffon – Licht Barzagli Bonucci Chiello – Pirlo Vidal Pogba Marchisio – Ibra Sanchez
Storari – Caceres Marrone Peluso – Verratti Isla Asamoah Bonaventura– Llorente Vucinic
Altri: Terzo portiere, Pepe Quaglia
I difensori potrebbero sembrare pochi numericamente ma non dimentichiamo che abbiamo giocatori che possono ricoprire più ruoli, pertanto come esterni avremmo Licht, Chiello, Caceres, Peluso e volendo Pepe e Asa in estrema emergenza, mentre come centrali avremmo Bonucci, Barzagli, Chiello, Caceres e Marrone, se proprio la sfortuna si accanisse contro di noi avremmo Peluso e anche Vidal che ha già ricoperto quel ruolo.
La grande capacità fisica degli esterni bassi, necessaria per questo modulo, sarebbe garantita da qualsiasi dei nostri difensori. Immagino già la prima osservazione: Bonucci nella difesa a 4 non è lo stesso giocatore della difesa a 5. E’ in parte vero ma dobbiamo ricordare che Bonucci nasce difensore centrale proprio nella difesa a 4, modulo che l’ha visto protagonista nel Bari di Ventura, e inoltre la crescita esponenziale di questi ultimi 2 anni anche e soprattutto a livello di concentrazione e di lettura tattica possono portarlo alla consacrazione anche con questo modulo. I nostri 4 assi di centrocampo giocherebbero tutti e l’attacco con Ibra e Sanchez sarebbe favoloso. Con Ibra che viene tra le linee a dettare il passaggio e Marchisio e Vidal a buttarsi dentro penso che vedremmo uno spettacolo pazzesco.
Acquisti: Ibra (12 mln) Sanchez (8 mln + obbligo di riscatto di ulteriori 17 mln il prossimo anno per non gravare sul bilancio corrente), Verratti  (20 mln), Bonaventura (4 + 6 il prossimo anno), Llorente (par 0) Isla e Asa (18 mln). Totale 60 mln
Cessioni: Matri (10 mln), Giovinco (14 mln), Padoin (4 mln), De Ceglie (4 mln), Giak (7 mln), Melo (5 mln), la comproprietà di Immobile o Boakie o Gabbiadini, per altri 5 mln. Totale: 49 mln
Certo l’ingaggio di Ibra sarebbe oneroso ma con un passivo di mercato di una decina di milioni sarebbe senz’altro abbordabile.
La mia Juve col 352
Buffon – Barzagli Bonucci Chiellini – Pepe Vidal Pirlo Pogba Bale – Marchisio – Ibra
Storari – Caceres Marrone Peluso – Licht Isla Verratti Giak Maxwell- Vucinic – Llorente
Altri: Terzo portiere e Padoin
Acquisti: Ibra + Maxwell (15 mln), Bale (50 mln), Verratti (20 mln) Isla e Asamoah (18), Llorente (par 0). Totale 103 mln
Cessioni: Matri (10 mln), Quaglia (8 mln), Giovinco (14 mln), Asamoah (20 mln), De Ceglie (4 mln), Melo (5 mln), le comproprietà di Immobile, Boakie e Gabbiadini per altri 15 mln Totale 76 mln
Sarebbe un mercato più dispendioso ma anche un passivo di poco più di 25 milioni + gli ingaggi parecchio onerosi di Ibra e Bale sarebbero comunque sopportabili grazie ai proventi champions
Personalmente preferirei la prima opzione ma anche la seconda con due veri esterni sulle fasce e Ibra davanti sarebbe comunque eccezionale.
A voi i commenti, prima di risvegliarci con la realtà marottiana….

Juventus – Milan. Anestesia di una vittoria.

CALCIO: SERIE A, JUVENTUS-MILAN

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

La partita non è stata bella. Antonio Conte ha deciso che che la Juve di questo nuovo corso ”primaverile”  non deve proprio rischiare niente. A torto o a ragione la vittoria contro il Milan è arrivata con il minimo sforzo. Quasi anestetizzata. I rossoneri sono apparsi molto stanchi e spuntati senza Balotelli, forse è vero che il lungo inseguimento li ha fiaccati o forse la loro reale forza è questa e la ”grande” rimonta non è tutta farina del loro sacco. Qualcuno ha detto che dall’ottava in poi hanno fatto gli stessi punti della Juve. Non so come li hanno fatti ma io ho avuto l’impressione che proprio forti come la Juve non lo sono. El Shaarawy e Pazzini sono stati bloccati in modo egregio dalla nostra difesa. Buffon ha corso solo qualche pericolo su tiri da fuori più che altro di Montolivo, Muntari e Mexes sempre comunque abbastanza centrali. L’impressione che ho avuto è che la Juve se avesse voluto avrebbe potuto vincere con più margine ma come detto, ha prevalso la voglia di amministrare e non rischiare. C’è uno scudetto da portare a casa costi quel che costi.

Non è il momento certo di fare i sofisti ma qualcosa sulla prestazione dei singoli la voglio dire visto che la partita in se non ha detto molto. Probabilmente Vucinic andava cambiato prima. Contro una difesa, quella rossonera, che non mi pare affatto impeccabile giocare con una punta in più o con un centravanti vero, sarebbe stato probabilmente più utile a chiudere l’incontro. Io non l’avrei disdegnato. Matri è finito nuovamente nel dimenticatoio e ho l’impressione che ieri avrebbe anche potuto dire la sua. Stesso discorso devo farlo per Asamoah e Lichtsteiner estremamente contratti e preoccupati di difendere il quasi gioco -nullo del Milan sulle fasce. Vidal è una garanzia, l’unico vero Top Player scoperto da Marotta ( Pirlo lo era già, Pogba lo deve ancora diventare), tuttavia mi fa sempre venire una certa apprensione quando calcia i rigori. A me hanno insegnato che non si tirano altri e men che meno all’incrocio dei pali. Rischio di sbagliarlo enorme, poi finisci a togliere le ragnatele nel sette e allora tutti a congratularsi ma un altro rigorista io lo cercherei, magari proprio Vucinic che mi pare che in questo riesce meglio di altri.

Mi sono perso più o meno quasi tutte le interviste post partita ho visto solo quella di Amelia che si arrampicava sugli specchi per difendere un rigore solare e indifendibile con un alquanto improbabile: ”Asamoha mi poteva saltare, ma le immagini mi danno torto”, be dico se ti rendi conto che ti danno torto che parli a fare? E Allegri rammaricato perchè era una partita da pari ed era finita persa, ma francamente vince chi segna e non mi pare che all’andata la partita la meritasse il Milan.

Concludendo credo che anche se effettivamente era una partita che poteva finire pari e che il Milan era imbattuto nel girone di ritorno, non mi pare che i rossoneri abbiano fatto questa grande partita, nè tantomeno meritassero qualcosa di più di un misero punticino, nè ancora di più dopo il gol del nostro vantaggio siano stati arrembanti o furiosi di raggiungere il pari. Anzi nonostante l’ingresso di Bojan è andata più vicino la Juve al 2-0 che non il Milan al pari. Boateng si era prefisso di venire qui a fare una grande partita e a tirare più forte per far gol. Ritenta sarai più fortunato. Sarà per la prossima volta. Salutate la capolista.

 

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Juventus-Milan – domenica 20 aprile 2013 Torino Juventus stadium – Si comincia a vedere qualcosa ..

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Diciamo che si comincia a vedere da lontano l’immagine della vittoria di campionato  che di settimana in settimana si sta materializzando di fronte ai nostri occhi, non si parla ancora di scudetto finchè la matematica non dirà di sì, ma il sorriso e la gioia  sono inequivocabili.  Antonio Conte non ce la fa più ..ha voglia di staccare, ha voglia di prendersi la famiglia e portarla in vacanza, ha voglia di spegnere la luce  e non pensare più al pallone per un po’.

Lo capisco, se vincerà, sarà lo scudetto della “passione”, ottenuto  tra  mille ostacoli tra dicerie, cattiverie e malefatte.  Anche i giocatori della Juve intravedono “la spiaggia” la partita di ieri non è stata tra le migliori in campionato da ambo le parti, il Milan ha tentato di concretizzare qualcosa ma la nostra difesa si è rivelata sempre pronta, se non fosse stato per il rigore, trasformato da un illuminato Vidal sarebbe finita in un pareggio, e andava  bene anche così. Sarà stata l’assenza di Balotelli, ma il Milan anche se ci ha provato accusava le stesse fatiche della Juventus, e durante il match non si possono registrare o menzionare episodi degni di nota, se non il rigore concesso ad Asamoha,  Il resto una normale amministrazione di due squadre ai vertici che vorrebbero vincere ma senza neanche tanta convinzione. Anche le tensioni e i veleni si sono attenuati, e a chiusura della partita un abbraccio sincero fra tutti. E’ giusto però evidenziare il bellissimo spettacolo coreografico organizzato dalle tifoserie che ha accolto le due squadre in campo.

Al posto dell’allenatore trattandosi di una partita giocata sotto tono è mancato il gol su azione, quindi l’attaccante, il solito problema non risolto, posso dire che Conte ha considerato questo scontro diretto come un fatto di normale amministrazione, difatto i cambi sono stati irrilevanti. Atteggiamento comprensibile arrivati a questo punto dell’anno e con questo vantaggio, l’importante era non farsi male e quindi possiamo dire che l’obiettivo sia stato raggiunto.

Poco da dire quindi, se non che il vantaggio si sta ampiamente amministrando ma  aspettiamo la fine del campionato per poter festeggiare tutti insieme.

L’assenza della Champions League però si fa sentire, ormai messa “in cantina”, c’è ancora un pelo di rammarico e un velo di tristezza nei giocatori della Juve a cui logicamente dispiace essere stati privati di questa occasione. E’ vero che ci siamo tolti un problema e che la Juventus sia stata una delle migliori italiane in Europa, ma chi è professionista non si accontenta. Ed è giusto così.

Juventus – Milan 1-0 Sintesi

http://www.dailymotion.com/video/xz7bju

Prepartita Juve-Milan, mettiamo la parola fine sullo Scudetto.

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articolo a firma di eldavidinho

La Juve parteciperà ufficialmente alla prossima Champions League. La Juventus infatti è sicura di disputare almeno i preliminari della prossima edizione, in virtù dei 19 punti di vantaggio sulla quarta in classifica, la Fiorentina, un margine di vantaggio che non può essere più colmato. Questo è il primo verdetto del Campionato. Poi Napoli a meno 11, Milan a meno 15. Mancano 6 giornate alla fine(18 punti in palio), 7 punti per la matematica vittoria dello Scudetto. Vantaggi abissali. Questi sono i numeri impressionanti e stratosferici di una squadra che, dopo l’eliminazione in Champions col Bayern e tutte le dovute riflessioni susseguitesi nei giorni che anticipavano il match con la Lazio, proprio con le aquile di Petkovic ha vinto in scioltezza tornando a mostrare quella sicurezza che da sempre la contraddistingue.

Col Milan, deve continuare la corsa verso lo Scudetto. Quello col Milan dovrebbe essere l’ultimo ostacolo vero e proprio. 37 vittorie, 21 pareggi e altrettante sconfitte: è questo il bilancio degli Juventus-Milan giocati a Torino in campionato. È dal 1966 che tutte le volte che le due squadre si affrontano nel mese di aprile in casa bianconera il risultato prevede la vittoria della Juve. Un evento capitato in ben quattro circostanze. Nel 1966, per l’appunto, la squadra guidata da Heriberto Herrera piega il Milan di Rocco con un secco 3-0, firmato da Leoncini, Stacchini e Cinesinho. Vent’anni dopo, Juventus-Milan è decisamente più importante. Si gioca alla penultima giornata e la rete di Laudrup è decisiva per staccare la Roma nello sprint scudetto, approfittando dell’incredibile sconfitta dei giallorossi all’Olimpico con il Lecce. Nel 2002 la gara vive sul filo dell’equilibrio. A deciderla è una clamorosa autorete di Chamot, che con una deviazione inganna il portiere Abbiati e regala tre punti alla Juve, fondamentali per inseguire l’ipotesi tricolore, concretizzatasi successivamente il 5 maggio con il sorpasso sull’Inter. Infine, la sfida del 12 aprile 2008. Un match appassionante, aperto da un diagonale vincente di Del Piero. Ma il Milan di Ancelotti riesce a recuperare e a capovolgere il risultato con un uno-due dell’ex Inzaghi. Le emozioni non sono finite qui. Tocca a Hasan Salihamidzic mettere a segno a sua volta una doppietta che fissa il verdetto sul 3-2.

Sei vittorie, sette pareggi e tre sconfitte: lontano da Milano i rossoneri hanno conquistato 25 su 59 punti complessivi, segnando gli stessi gol rispetto a quelli in casa (28) e incassando nove reti in più (22 a fronte delle 13 di San Siro). I sei successi sono spartiti esattamente a metà tra girone d’andata e girone di ritorno. Doppiato il giro di boa, le vittorie sono arrivate sulla base della solidità difensiva. Le tre sconfitte sono arrivate tutte nelle prime 19 giornate.

È il ventenne Stephan El Shaarawy il giocatore più utilizzato da Massimiliano Allegri, avendo disputato 31 delle 32 partite finora giocate in campionato. Con due presenze in meno, ma con cinque minuti di presenza in campo in più, c’è Riccardo Montolivo a proporsi come altro leader della formazione. Cinque finora i rossi maturati dal Milan: due li ha presi Boateng, uno a testa Zapata, Constant e Flamini (nell’ultima gara con il Napoli), mentre il giocatore più ammonito è Mexes con nove sanzioni disciplinari. Due i giocatori che hanno già toccato la doppia cifra in termini realizzativi: El Shaarawy con 16 gol e Pazzini con 13. Seguono Balotelli a quota sette, Montolivo a quattro, Bojan a tre, Robinho, Boateng, Nocerino e Flamini a due, De Jong ed Emanuelson a uno. I rossoneri hanno usufruito anche dell’apporto di tre autoreti, determinate da Abbruscato, Jonathas (nella stessa gara, quella con il Pescara) e Paletta.

Conte potrebbe riproporre Marchisio trequartista alle spalle dell’unica punta Vucinic, in mediana verrebbe così confermato Pogba. Il tecnico però non mette da parte il 3-5-2 e la possibilità di consegnare una maglia da titolare a Matri o Quagliarella. In difesa Peluso prenderà il posto dell’infortunato Chiellini. Infine migliora Anelka che dovrebbe esser disponibile contro i rossoneri così come Lichtsteiner che lamenta un leggero fastidio all’adduttore, ma che non preoccupa lo staff medico.

Dopo Ambrosini hanno fatto rientro in gruppo da mercoledì anche Boateng e Bojan, invece Abate lavora a parte ancora dolorante per distorsione alla caviglia. Intanto Allegri per domenica potrebbe confermare Pazzini al centro dell’attacco, in virtù della squalifica di Balotelli, ridotta da 3 a 2 giornate ma che non gli permetterà comunque di essere della partita. Il tecnico sui lati dell’attacco rossonero potrebbe confermare Robinho a discapito di El Shaarawy, il giovane attaccante rischia una nuova panchina dopo quella contro il Napoli. Assente Flamini squalificato.

Sarà Luca Banti, della sezione di Livorno, l’arbitro di Juventus-Milan, posticipo della 14° giornata del girone di ritorno. Il fischietto toscano ha già diretto i bianconeri in 16 partite e in 11 di queste la Juve è uscita dal campo con i tre punti. Due pareggi e tre sconfitte il bilancio degli altri incontri. In questa stagione Banti ha arbitrato la squadra di Conte in tre occasioni: nelle rotonde vittorie contro il Pescara, 1-6 il 10 novembre 2012, e l’Udinese, 4-0 il 19 gennaio 2013, e nella gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, vinta 2-1 dai biancocelesti il 29 gennaio scorso. Domenica sera allo Juventus Stadium, Banti sarà coadiuvato dagli assistenti Vuoto e Giallatini e dagli arbitri d’area Romeo e Russo. Quarto ufficiale sarà il signor Cariolato. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve. Blog: http://eldavidinho.tumblr.com/

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