Archivio Mensile: luglio 2013

Nel segno della fatica, del sudore e del mercato/2.

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di Davide Peschechera

Seconda parte, con particolare attenzione alle novità tattiche provate dal mister in queste prime uscite amichevoli e con particolare attenzione, questa volta, al mercato in uscita, dopo essermi soffermato ed interessato, nella prima parte, delle novità nella preparazione fisica, dell’affiatamento dello staff di Conte e del mercato in entrata.

Nelle prime uscite, si è vista una Juve appesantita dai carichi di lavoro. In evidenza Mattiello, Motta e Vucinic nella prima uscita stagionale contro il Saint Vincent, con quest’ultimo entrato in campo con mille motivazioni e col piccante effetto che l’arrivo dei nuovi bomber ha avuto su di lui, brillante e volitivo come chi vuole ricordare (e ricordarsi) di essere un campione pure lui, senza mollare il dischetto del rigore nel 4-3-3 che lo ha visto affiancato da Matri e Quagliarella. Ogbonna(parso disinvolto, maturo e adeguato al ruolo di regista difensivo designato alterego di Leonardo Bonucci), Isla, Fausto Rossi e Buchel, invece, in evidenza in un deludente trofeo Tim che ha visto anche Lichtsteiner e Vidal affaticati, Asamoah schierato sino ad ora da interno di centrocampo e apparso meno “furioso” del solito. Rispetto alle ultime due stagioni il programma di Conte non è cambiato e quindi nessun allarmismo. In queste uscite il mister sta insistendo sulla coppia Tevez – Llorente e allenando la loro cattiveria e la loro intesa. Devono essere una cosa sola. I gol sono importanti, ma Conte dagli altri attaccanti si aspetta sponde, aperture di spazi e dialogo con i centrocampisti. Certi movimenti che a Tevez vengono più naturali perché abituato a muoversi intorno all’area, a Llorente centravanti risultano più difficili. Pur senza tralasciare la partecipazione alla manovra, a Fernando viene chiesto di stare a contatto con il difensore, quasi una marcatura al contrario che faccia emergere la fisicità dello juventino quando arriva la palla da scaricare sulla mezzala. Un’altra cosa che Llorente deve evitare è la prevedibilità: un giocatore così alto non può avere gli stessi guizzi di un compagno agile, però è fondamentale che si muova in continuazione e faccia molte finte. In certi momenti dell’allenamento Conte si mette alle spalle di Fernando e lo sposta fisicamente a destra e a sinistra. Una scena anche divertente vista la differente stazza tra i due. Poi il tecnico mostra allo spagnolo come andare incontro e come scegliere la soluzione di passaggio ideale. A Tevez l’allenatore chiede di usare il talento e la facilità nella lettura delle situazioni di gioco per assecondare gli inserimenti delle mezzali e per muoversi intorno a Llorente. Una combinazione importante sarà quella che dovrà portare Tevez alla conclusione dal limite, una specialità della casa. Conte pretende da Carlitos grande reattività nelle gambe: il baricentro basso e la forza esplosiva sono caratteristiche che il tecnico vuole esaltare. Anche l’Apache è chiamato a finte e contro finte. Nei piani di Conte, è Tevez, in fase di non possesso a rimanere in attacco in appoggio al compagno di reparto che si abbassa per recuperare il pallone. In fase di possesso, è il giocatore più tecnico tra i due di reparto ad abbassarsi per venire a ricevere palla o direttamente dal centrale difensivo che verticalizza, o dal regista o dall’esterno. Insomma, Tevez e Llorente sono ancora abbastanza lontani dal completare l’integrazione nell’ingranaggio. Dettami e indicazioni di Conte, geloso da buon stratega delle sue metodologie di lavoro e strategie. Con rigore, autorità e autorevolezza sa che a volte abbassare la voce serve almeno quanto alzarla, se non di più, se si intende calamitare le menti a sé. Poi torna l’insegnante paziente e soddisfatto che dispensa complimenti. Perfetto a livello didattico, perfezionista e professionista, prende letteralmente per mano i suoi nel dimostrare i movimenti da fare, li piazza e li sposta di peso, si concede persino qualche scatto per far vedere che tipo di movimenti fare. Conte telecomanda la manovra, indica il tocco di palla, il movimento da eseguire, il passaggio da fare. Per non essere mai banali e sempre innovativi. Bisogna crescere sempre a livello tattico, mai fermarsi ed inserire sempre novità. In questo senso vedremo nelle prossime settimane e soprattutto in Supercoppa cosa significa in realtà 334.

Nel progetto tattico di Conte, però, potrebbero non rientrare alcuni calciatori. Lo stesso Marotta, con particolare attenzione al reparto d’attacco, ha annunciato che una delle 6 punte attualmente presenti in rosa partirà. Ma chi? Gli investimenti della prima parte di mercato tra acquisti (Llorente, Tevez, Ogbonna e Zaza) e riscatti ( Asamoah e Peluso ) hanno fatto uscire dalle casse bianconere 37,3 milioni di euro (al netto dei bonus a rendimento). Un importo simile nelle prossime settimane dovrà rientrare attraverso gli addii. se non un pareggio tra entrate e uscite, a fine mercato si dovrà registrare al massimo una perdita non superiore ai 5 milioni. I principali esuberi da piazzare sono Ziegler(Turchia o Germania), Motta(Italia o Zenit), De Ceglie(Sampdoria, Bologna, Stoke City in prestito per l’alto valore dello stipendio, 1,5mln. percepiti), Quagliarella(West Ham e Norwich le ultime ipotesi anche se il giocatore vorrebbe rimanere in Italia) o Matri(Bigon ha chiamato Marotta che ha fissato il prezzo di 20mln. trattabili), posto che Isla dovrebbero rimanere e Felipe Melo è stato ceduto. Partiamo proprio dal brasiliano che, nonostante il rapporto d’amore-odio instaurato con la tifoseria, prima del definitivo addio ha voluto salutare i tifosi e tutto l’ambiente della Juventus attraverso una lettera pubblicata sul proprio profilo Facebook. Ufficiale al Galatasaray per 3,75mln. Minusvalenza di 3mln. (circa), azzerata dalla plusvalenza su Giaccherini. In 4 anni, la Juventus ha pagato 12mln. in stipendio a Felipe Melo, tutti nelle 2 stagioni trascorse da titolare (78 gare). A conti fatti, quindi, Felipe Melo ci è costato come Martinez (saldo costo reale-ricavo da cessione di 12 mln.) e meno di Iaquinta, paragonandolo ad altri due pesi gravosi di mercato. Ricapitolando la vicenda Felipe Melo, al Galatasaray il primo anno abbiamo chiesto 13mln. di riscatto dopo un prestito oneroso di 1,5mln. e pagato 3,731mln. il costo per l’esercizio 2011/2012. A giugno 2012 la Juve allunga di un anno il contratto del giocatore, portando la scadenza a giugno 2015 per abbattere il costo del’ammortamento annuo, spalmandolo su un ulteriore anno di contratto. Si passa quindi da 5,2mln. a 3,5mln. Col nuovo prestito oneroso accordato al Galatasaray per 1,75mln. il costo vivo che la Juventus subisce per il secondo anno consecutivo per un calciatore che non utilizza è di 1,735mln. In due anni, dunque, sostiene un costo di 5.466mln. Quest’anno, il Galatasaray pur ritenendo congruo il prezzo di riscatto che era stato fissato a 6,5mln., lo acquista a titolo definitivo e la Juve ci rimette circa 5mln. negli ultimi due anni nei quali non ha comunque usufruito delle prestazioni del mediano brasiliano, limitando al massimo i danni.

Ora passiamo alla dolorosa cessione di Giaccherini, non strettamente necessaria e indispensabile seppur ragionevole. L’esterno tuttofare arrivò a Torino in comproprietà nell’estate del 2011 pagato 3mln. con un contratto quadriennale con scadenza 2015. Fu riscattato nel giugno 2012 versando al Cesena altri 4.250.000 euro cash. In totale 7 milioni e 250 mila euro da spalmare su quattro bilanci. Significa che al 30 giugno scorso l’acquisto di Giaccherini era stato ammortizzato per 3,6 milioni di euro e altrettanti ne restavano da smaltire. Cedendolo a 8 milioni la plusvalenza è di poco meno di 4,4 milioni di euro che potranno diventare quasi 6,5 grazie ai bonus. A Giaccherini, per giocare titolare nell’anno che porta al campionato del mondo in Brasile, andrebbe secondo i rumours un ingaggio di circa 2mln. a stagione per 4 anni, circa il doppio di quello che percepiva alla Juventus. Un’operazione che ha convinto entrambe le parti.

Poi Zaza e Gabbiadini, due classe ’91, due acquisti di cui parlo qui per il semplice fatto che non faranno parte della rosa della prossima stagione. La cessione per 11 di Gabbiadini alla Sampdoria ha determinato di fatto una plusvalenza istantanea di di 1,375mln. La compartecipazione di Zaza al Sassuolo, invece, per 2,5mln., un’ altra istantanea plusvalenza pari a 1,5 mln. L’esborso quindi complessivo di 6,5ml. assicura alla Juventus il controllo su due giovani attaccanti di prospettiva, Gabbiadini e Zaza, di proprietà attualmente di Sampdoria e Sassuolo, garantendosi al contempo 2,875mln. di plusvalenze nel bilancio di quest’anno. I lati negativi di queste operazioni sono il fatto che con la Sampdoria, rispetto all’Atalanta, sarà più difficile trattare il riscatto di un giocatore, Gabbiadini, che resta anche un’incognita ipervalutata, anche se il fatto di cederlo in comproprietà, a differenza di un prestito secco, significa che la Sampdoria, avendo pagato per assicurarsi le sue prestazioni sportive, sarà sicuramente più propensa a farlo giocare e crescere, facendone aumentare il valore, per poi eventualmente ricavarci una plusvalenza rivendendone la sua metà(ad esempio Giovinco al Parma, preso per 4ml. e rivenduto alla Juve a 11). Zaza, invece, tra un anno non sarà più un giocatore in scadenza e sarà quindi sottovalutato rispetto al suo reale valore di mercato, poiché il guadagno sulla prima rata sarà molto basso nel rapporto costi/benefici. Discorsi tecnici di mercato comunque complessi per due giocatori che non dovrebbero mai rientrare nel progetto tecnico tattico di Conte.

Da segnalare anche l’addio di Iaquinta, finalmente svincolatosi dall’oneroso e annoso contratto che lo legava alla Juventus e la cessione di Immobile in comproprietà per 2,5mln., affare concluso separatamente a quello che ha portato Ogbonna alla Juve, attraverso il meccanismo di partecipazione ex art. 102 bis N.O.I.F. che consta di due contratti: cessione e accordo di partecipazione. Il primo contratto trattasi di una cessione a titolo definitivo di un calciatore, che comporta la cessione del diritto alle prestazioni sportive e, nella maggior parte dei casi, genera una plusvalenza(la Juve ha ceduto Immobile per 5,5mln. pagabili in 3 anni). Il secondo contratto consiste in un accordo di partecipazione con cui la società che ha ceduto il diritto alle prestazioni sportive mantiene il 50% dei diritti economici sul cartellino del calciatore(per un importo di 2,75mln. pagabili sempre in 3 anni).

E Isla? Juve ed Inter ci hanno messo due mesi a trovare l’accordo senza sapere che poi l’Udinese avrebbe preteso garanzie per l’obbligo di riscatto? Conte voleva ovviamente subito un sostituto di Isla, ma la sua cessione era soprattutto una questione monetaria (ed una richiesta del giocatore), non una richiesta di Conte. Il problema è che l’Inter non se l’è sentita di pagare il prestito di Isla alla Juve(visto ch il regolamento della FIGC sui trasferimenti prevede che Udinese e Juve, comproprietarie del cartellino del cileno che hanno rinnovato la compartecipazione sul calciatore, possono lasciarlo partire solo in prestito) e poi anche la metà all’Udinese, pagando interamente un giocatore che non sarebbe stato del tutto suo. L’Inter non ha voluto pagare Isla sia a noi che all’Udinese, ecco. Colpa dell’Inter, non di Conte come dicono i giornali. Conte pur non avendo mai bloccato la sua cessione, l’ha sempre considerato un giocatore facente parte del progetto a tutti gli effetti. Sulle fasce, restano comunque caldi i nomi di Zuniga e Kolarov, con la pista Biabiany che pare non sia mai stata praticata. Ma dà più garanzie Kolarov o Zuniga? Entrambi quasi ventottenni, entrambi abituati a giocare sulla fascia sinistra, entrambi più centrocampisti che difensori, entrambi valutati dalle società di appartenenza una decina di milioni di euro. Differenze, l’uno è destro(Zuniga), l’altro è sinistro(Kolarov, come Asamoah). L’uno è extracomunitario che milita già nel campionato italiano(Zuniga), l’altro no(Kolarov).

Infine c’è l’offerta giunta dallo Zenit per Sorensen, in comproprietà a favore del Bologna che non ha soldi per riscattarlo e vuole il rinnovo della comproprietà, bloccando di fatto la sua cessione per 10mln., una cifra alla quale non si può rinunciare. E se la Juve comprasse tutto il cartellino per rivenderlo e guadagnarci una plusvalenza? Può farlo, ma dipende a quanto lo vendono.

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Prime sensazioni sui nuovi acquisti Ogbonna, Tevez e Llorente.

L’Oriente come lo chiama Conte, forse perché data l’avvenenza gli ricorda Romeo e Giulietta.  Oppure Alce nel Paese delle meraviglie come lo chiamo io, dato il suo atteggiamento stupefatto e un po’ naif. Boh. Non vorrei che con la scusa della timidezza fosse sotto sotto un gran buzzicone. Al momento i primi tre vaffa della stagione sono tutti suoi, uno per ogni goal già fatto che s’è divorato.

Ogbonna ha classe. Forse un po’ compiaciuto nei movimenti. Sembra che invece di correre si faccia un massaggio profumato a cosce e piedi. Comunque va bene così, la classe in panchina si perde subito.

Tevez è una stronza.

La juve resisterà fino alla fine del mercato a non cedere Vidal al Real Madrid?

A me sta bene che diano Vidal. A un patto. Che ridiano vent’anni e due scarpette da gioco ed un contratto a Pavel Nedved. Se non lo si può riportare tra noi, allora qualsiasi cosa riguardi Vidal altrove non è mai esistita. Neanche dovesse esistere. A costo di negare l’evidenza.

Questo sarebbe il mio approccio romantico. Il mio approccio da 43enne sarebbe invece: allo stadio non sono mai andato e continuo a non andarci.

Considerazioni sulla Supercoppa che si giocherà a Roma.

Uno scivolone della società stritolata in un gioco di politica, affari, false regole e veri amici più grande e più stronzo di lei. Forza Juve.

E buona attesa del mio ritorno.

 

Niente paura siamo ancora noi la squadra da battere.

Juventus-Logo

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

 

Non è mia abitudine occuparmi delle faccende degli altri tuttavia c’è un importante novità sul fronte del calcio mercato italiano e quindi ritengo giusto fare un approfondimento. La novità è che dopo un periodo carratterizzato da un esodo abbastanza marcato di campioni verso l’estero, quest’anno c’è una significativa inversione di tendenza. Va detto a onore del vero che Higuain, Gomez e Tevez ( così come Balotelli l’anno scorso) non erano delle primissime scelte nei loro club di provenienza, e nemmeno Llorente e una primissima scelta nella sua nazionale. Tuttavia rispetto al passato questi sono da considerare comunque dei campioni importanti. Fatta questa piccola premessa e detto che dall’arrivo di questi giocatori il campionato italiano ne va sicuramente a guadagnare, andrei ad analizzare la situazione squadra per squadra.

Roma, Lazio e Inter direi che dal mercato che hanno fatto (ovviamente fino ad oggi) sono grosso modo da considerare delle outsider e nulla più, difficile pensare a qualcosa piu’ di questo. A Milano sponda nerazzurra, addirittura è arrivato un  nuovo tecnico, che gioca con un modulo diverso dal passato e non sarà facile ottenere subito qualcosa di significativo. Anche il Milan non sembra fare particolarmente paura. Anche dovesse arrivare Honda ed è tuttaltro che certo, non mi pare la squadra si sia particolarmente rafforzata.

A detta di tutti gli adetti ai lavori, la Fiorentina e il Napoli dovrebbero essere le maggiori antagoniste della Juventus per la lotta finale. Io devo dire pur apprezzando sia Gomez che Higuain , giocatori che non mi sarebbe dispiaciuto avessimo comprato noi in passato, mi sento abbastanza tranquillo. Intanto la Juve con Ogbonna, Llorente  e Tevez , mi pare di poter dire, che anche ”numericamente” ha fatto di più degli avversari, ma poi soprattutto noi andiamo a inserire questi nuovi, su un impianto parecchio collaudato. La Fiorentina indubbiamente con Montella questo impianto ce l’ha, ma resisterà alle pressioni che l’anno scorso sicuramente non aveva, e riuscirà a gestire facilmente le aspettative della piazza? E a Napoli? A Napoli arriva un mister nuovo con idee e modulo diverse dal mister precedente. Giocatori come Cannavaro, Maggio o Zuniga (qualora dovesse restare), che erano molto coesi e calati nel modulo con la difesa a 3 di Mazzarri, sapranno riadattarsi con profitto alla difesa a quattro? Io su alcuni nutro dei seri dubbi.

Ecco perchè , non posso dirvi con assoluta certezza che rivinceremo lo scudetto, ma vi posso dire che mi sento abbastanza tranquillo. Ovviamenteal 25 di Luglio.

 

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Trofeo Tim 2013 – Reggio Emilia – Stadio Maipei: Juventus Milan e Sassuolo : Il ballo della debuttante

 

Scritto da Cinzia Fresiatim 2013

 

Il 23 luglio 2013 allo Stadio Maipei di Reggio Emilia, si sono affrontate nel consueto torneo estivo Trofeo Tim, la Juventus, il Milan e il debuttante in A: Sassuolo. Un torneo precampionato utile per effettuare i primi test valutativi delle squadre, i neo arrivi, gli anziani, le tattiche e così via. La Juventus priva dei nazionali, e reduce da una preparazione con ritmi serrati alla Conte, è apparsa un briciolo appannata e lenta e poco costruttiva. Ma era prevedibile .. anche il Milan non si è proposto al meglio.

L’atmosfera era “ridanciana”, Marotta e Galliani insieme con il medesimo  vestito (frequenteranno lo stesso sarto?) a scherzare ed esibire una pseudo – sorta di riconciliazione, atteggiamenti che mi fanno impressione vi dirò, non perchè bisogna serbare rancore a vita,  per carità .. ma con tutto quello che c’è stato condanna di Conte compresa, darsi delle pacche sulla spalla come all’osteria mi è  sembrato  eccessivo, ma è così. E’ stata una noia tremenda  questo intermezzo di luglio, la vittoria al Sassuolo, mi è parsa un po’ decisa a tavolino e per tanti motivi, il terremoto e un riconoscmento a  questa squadrina debuttante in serie A. Ma va bene anche così, per quanto ci riguarda, a Conte del Trofeo Tim ben poco gli importa, gli interessava di più  che i “deb” Tevez e Llorente dessero delle risposte. Per quanto abbia potuto valutarli  in una “non partita”, Tevez mi è sembrato più veloce e già assimilato alla squadra, Llorente non ancora.  Continua vittima di Mexes, il suo metro e 95 cm non ha intimidito nessuno ed è pure finito (poveretto) all’ospedale, per una ferita al naso per fortuna  di poco conto. Gli altri attaccanti,  non pervenuti, speriamo che il problema “attacco” non cronicizzi e sia stato solo un fatto di circostanza. In effetti la parola d’ordine stasera, non era “vincere” ma passeggiamo e poi vediamo, idem per il Milan.

Comunque, va bene anche così, un po’ di calcio di luglio fa anche piacere per rompere la monotonia degli sproloqui sul calcio mercato, abbiamo visto diversi debuttanti, alcuni giocatori prelevati dalla primavera, il nostro terzo portiere Rubinho, che ha anche parato alcuni rigori. Insomma si sono divertiti, dico si sono perchè non penso che il pubblico bianconero sia rimasto entusiasta e debutto di Llorente e Tevez il resto è stato normale amministrazione.

Bene, tiriamo una riga, vedremo cosa succederà più avanti, come  Conte ha interpretato  questo test e su che cosa bisogna migliorare. Direi che stasera non faccia testo, per tanti motivi, era evidente come le squadre più forti adottassero un basso profilo per far risaltare il simpatico Sassuolo a cui non sembra vero di essere in A.Era anche auspicabile evitare infortuni per ambo le fazioni, il momento è topico, il calciomercato anche, e se qualcuno deve partire evitiamo si faccia male.

Comunque come inizio non c’è male in attesa di tempi migliori.

 

Nel segno della fatica, del sudore e del mercato/1.

articolo 4

di Davide Peschechera

Si riparte. Con la gran solita mole di lavoro, con qualche novità tecnologica nella preparazione fisica, con qualche bella conferma che dimostra l’affiatamento dello staff di Conte e principalmente col mercato in entrata. Argomenti come il mercato in uscita e le novità tattiche di questa Juve li trattiamo nel prossimo articolo. Facciamo il punto della situazione. Tante ripetute da 20 metri, scatti a non finire, allunghi, lavoro fisico in campo e in palestra, nel pomeriggio lavoro tattico a porte chiuse, tipica partitella finale in famiglia. Così sino al 22 Luglio, giorno in cui terminerà il ritiro valdostano di Chatillon e si partirà alla volta della tournèe americana. Così, con questi ritmi massacranti e martellanti che tanto ci sono mancati in queste settimane di vacanza.

I tifosi al seguito della squadra hanno manifestato subito il proprio entusiasmo per i nuovi arrivati Tevez, Lorente e Ogbonna. Sulle tribune dei campi di allenamento, sino ad oggi, è sempre stato registrato il tutto esaurito, situazione questa che la società non aveva previsto. Il calore della gente viene ricambiato dalla disponibilità annunciata di Tevez a firmare autografi a non finire, come promesso nella conferenza di presentazione. L’estasi collettiva è a tratti davvero incontenibile, un fenomeno che non si verificava da tempo e che ha i tratti di un sogno, quello bianconero, inseguito da tutti i tifosi, accarezzato da vicino e respirato tra i monti valdostani. L’affetto dirompente dei tifosi e l’ambiente permeato di passione pura danno l’idea di come sia cresciuto a dismisura,  in questi ultimi due anni, l’effetto-Juve sui propri tifosi, da intendere come qualcosa di estremamente positivo ai fini della fiducia che si percepisce attorno alla squadra e al lavoro della società. Insomma, i tifosi sembrano approvare le strategie societarie e l’oculato lavoro tecnico, tattico, atletico e psicologico del mister

L’importanza dello staff di Conte, dicevamo, col tecnico che ragiona e vive in simbiosi con la sua squadra. Sintonia che, in questi giorni di ritiro, gli ha permesso di osservare “super partes” i propri giocatori in campo che si allenavano divisi con i suoi vari collaboratori (prima con i preparatori Sassi e Coratti e poi per la parte tecnica con Alessio, Carrera e Sandreani). Questo non ha di certo impedito ai giocatori di lavorare duro ed affrontare una partenza tosta. Tanto lavoro sull’alta intensità con e senza pallone e sedute di forza in palestra. Diversi giocatori ritengono le sedute di forza con Julio Tous uno dei valori aggiunti. Il preparatore spagnolo è uno specialista della forza eccentrica sviluppata attraverso i macchinari yo-yo. La Juventus negli ultimi due anni si è dimostrata la squadra che ha corso di più in Italia. Per ripetersi e migliorarsi l’unica soluzione è lavorare con intelligenza, non fermarsi e non essere mai appagati. L’asticella della fatica infatti è destinata a salire costantemente ancora per un paio di settimane visto il “Tour de Force” di amichevoli che aspetta la Juventus.

Regista, mente e braccio principale che dà garanzie ai suoi giocatori ed ai suoi collaboratori è naturalmente Antonio Conte che blinda al pubblico la prima ora di esercitazioni tattiche e grazie a un sofisticato software non si lascia scappare praticamente nulla di quello che succede sul campo. Poi ha varato l’uso delle telecamerine e del palo telescopico posizionato ai lati del campo, una torretta allungabile che immortala nei dettagli le prestazioni durante le esercitazioni. In particolare, quelle fisiche per verificare le posture dei giocatori. Altra novità tecnologica di questo ritiro è il sistema gps, una sorta di scatolettina elettronica di cui vengono dotati i giocatori e che immagazzina in tempo reale le prestazioni di ognuno di loro. Grazie alla tecnologia lo staff bilancia e personalizza il lavoro sull’alta intensità. La prevenzione degli infortuni, infine, è attuata attraverso le tecniche e gli esercizi del “recuperatore” Marco Luison e all’impiego sempre maggiore della terapia dell’acqua ghiacchiata per ridurre i traumi. Una metodologia di moda soprattutto in Germania che a Vinovo e in ritiro viene praticata quotidianamente. Alle due bacinelle situate nel percorso che porta agli spogliatoi quest’estate è stata aggiunta anche una nuova minipiscina.

Chi sta lavorando tanto in questa parte del ritiro è Carlos Tevez, il top player di cui tanto si è parlato negli ultimi 2 anni e che il presidente Agnelli aveva promesso alla tifoseria. Un investimento da 45 milioni di euro, tesoretto che Agnelli aveva già scelto di destinare, infatti, proprio ad un grosso nome. 12mln. al City, 16,5 netti di ingaggio in tre anni, 33 lordi. L’arrivo di Tevez, al quale Agnelli ha deciso di affidare anche la maglia numero 10, dimostrando che Del Piero non si può ricondurre ad un semplice numero e che prima dei calciatori viene la Juventus, aumenta l’appeal del campionato italiano ed è un’ottima mossa di marketing. Le famose parole di Galliani (“Non credo mi tradirà”), l’incontro davanti alle telecamere con Joorabchian e quello rimasto segreto per cercare di bloccare il giocatore, rimarranno solo flebili e ironici ricordi di una trattativa che ha visto vincere, alla fine, il terzo incomodo, Beppe Marotta. Ora, però, che è ufficiale anche la notizia dell’acquisto da parte del Manchester City di Jovetic, in molti si sono chiesti perchè i Citizens hanno venduto Tevez. Potrebbe essere fantamercato, non che allo sceicco Mansour manchino i soldi, però non è del tutto illogico ritenere che abbia costretto Marotta ad accelerare la trattativa e in pratica, sotto forma di bonus e prezzo scontato, a pagare 15mln, la metà di quelli che sono serviti per acquistare proprio  Jovetic, l’investimento principale che doveva essere fatto su un giovane di grandi prospettive e sicure qualità. In pratica, i più scettici, ritengono che i Citizens abbiano compiuto una grande operazione di mercato, costringendo Marotta a mollare il suo iniziale obiettivo. Solo il campo potrà dire chi ha avuto ragione.

Poi c’è quel Llorente, secondo spagnolo a vestire la maglia bianconera dopo Luis Del Sol, giunto gratis dal Bilbao e nel quale tutti rivedono le movenze e le caratteristiche di David Trezeguet, l’uomo dell’area di rigore. Al momento, la certezza è che altrove si sono spesi 25 milioni per un giocatore e mezzo (Icardi + metà Belfodil), sperando che Llorente diventi una certezza per questa Juventus anche in campo.

Infine lavorerà tanto con mister Conte anche l’ultimo arrivato, il cui ingaggio è stato discusso per l’alto costo dell’investimento. Angelo Ogbonna, pagato 13 mln. più 2 di bonus al Torino(facilmente acquisibili e per i quali il Torino, paradossalmente, dovrà tifare Juventus), secondo difensore più costoso nella storia della Juve dopo Thuram. Terzo Bonucci, quarto Andrade. Somma che Urbano Cairo investirà nell’acquisto delle azioni RCS. Ogbonna è un giocatore che, durante il ritiro estivo, Conte ha provato come vice-Bonucci ma che parte principalmente come mezzo sinistro e vice-Chiellini per il fisico imponente che si ritrova, la grande aggressività, l’attenzione, la lucicidità, la concentrazione. Ad esse abbina una buona velocità, uno spiccatissimo senso dell’anticipo, del pressing e capacità di lettura dell’azione anche se difetta, palla al piede, nella repentina verticalizzazione dell’azione, rifugiandosi spesso in passaggi comodi ed orizzontali e prendendosi poche responsabilità d’impostazione. Caratteristica, questa, che Conte sta cercando già di limare in questi giorni di ritiro. Elegante negli interventi difensivi, tempestivo e pulito ma restio nel seguire l’uomo nell’uno contro uno e nell’assorbire i movimenti degli attaccanti avversari senza palla.

In conferenza ha dimostrato di essere anche un ragazzo intelligente, declinando le polemiche sul razzismo, non strumentalizzandolo (“A questo punto meno se ne parla, meglio è. Non voglio dover enfatizzare un discorso di questo tipo. Dovrebbero farlo altri, a cominciare da voi“), e quelle sul suo recente passato granata, che puntualmente, i giornalisti vogliono innescare. Risposte, le sue, educate e dalle idee chiare, dicendo espressamente di voler essere considerato come un serio professionista nel calcio del ventunesimo secolo, impegnandosi al massimo per la squadra nella quale gioca. Poi le allusioni giornalistiche su un suo poco impiego alla Juve e il rischio del posto in Nazionale, alle quali il ragazzo ha risposto con la formula lavoro-consapevolezza-sudoe. Insomma, “Gobbona” ha già appiccicato addosso l’etichetta di traditore, più o meno come a Balzaretti, e dà ancora più fastidio il fatto che abbia dato l’impressione di fregarsene. Ogbonna ha confessato che non legge i giornali e non guarda la tv. Insomma, vive nel suo mondo, ai margini della popolarità. snobbando le interpretazioni giornalistiche della propria professione.

Insomma, Tutti e tre i nuovi arrivati pare che abbiano già capito che stagione a fari spenti, concretezza, rapidità, squadra, lavoro, collettivo, impegno, quantità e qualità sono le armi per rivincere lo Scudetto e tentare l’assalto alla Champions. Alla prossima con la seconda parte dell’articolo.

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Il neo tuttologo De Laurentis.

NAPOLI VS SAMPDORIA

 

 

Articolo scritto da Alessandro Magno

 

In questi giorni di calcio molto chiacchierato e poco giocato la parte del leone la fa senza dubbio il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis. Ho detto tutto. I giornali lo hanno battezzato ADL, che io leggendo i titoli dico: ”Ma chi è questo qua? Conosco ADP e scusate se è poco, lo conosco bene… ma questo ADL ?…boh”. Poi leggi gli articoli all’interno e vedi che trattasi del presidente del Napoli. C’è sempre lui, ogni giorno. Non ne passa uno senza la sua esternazione. Poi ora ha imparato a usare twitter, apriti cielo, e chi lo ferma più, è un cinguettio continuo. Ormai mi alzo al mattino col pensiero di che avrà detto ADL. Lui sa dove va Lewandowsky, cosa fa Ibrahimovic, dove va Jovetic, insomma sa tutto. Parla di Lavezzi, Quagliarella, della supercoppa Italiana. Dà del fesso al procuratore di Zuniga reo di spingere Zuniga verso altri lidi, come se non fosse lecito che una persona nella vita possa gradire di cambiare aria, dà del venduto anche al suo ex capocannoniere Cavani, reo di essere uno a cui piacciono i soldi, mentre immagino ad ADL facciano schifo. Magari scambiando i conti in banca fra lui e Cavani cominciano a fargli schifo pure a quest’ultimo, hai visto mai. Toglie le figurine del Napoli dall’album Panini, togliendo il gusto ai giovani azzurri di acquistare lo storico album. Ci fa sapere quanti soldi ha da investire però non è riuscito a fregare né Jovetic al City e neppure Gomez alla Fiorentina. Dà del fesso anche al suo ex- allenatore, l’unico che gli ha fatto vincere qualcosa: una coppetta Italia. Si perchè ADL, questo tuttologo che presto ci darà anche le quotazioni in borsa, i prezzi della benzina e le previsioni del tempo, l’oroscopo del giorno e quando dobbiamo mettere o no il formaggio sulla pasta, parla come fosse il massimo esperto e conoscitore di calcio mondiale, come fosse uno dei top presidenti con esperienza pluriennale sulle spalle, il re del mercato, il top del top del top del top. Uno a cui non la si dà a bere, uno che magari ha vinto tutto. Be ad oggi il suo palmares brilla (si fa per dire) di una misera coppa Italia. Il proverbio dice: “Il silenzio è d’oro”. Tradotto in napoletano: ”Aure’ e statt nu poc zitt”. Ovviamente si fa per scherzare.

 

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La rivincita dei “bruttini”

 

Tevez e ugly Betty

Scritto da Cinzia Fresia

Vi sarete accorti di come l’arrivo di Tevez, abbia calamitato un’ attenzione generale e non solo Juventina. Il centravanti argentino è stato molto fotografato, altresì preso in giro per il suo aspetto per così dire ..un po’ buffo. Infatti, si trovano sul web divertenti comparazioni: Tevez con “Ugly Betty”,  Tevez con l’incredibile Hulk. A dire il vero, sportivi non proprio con il “phisique du role”, riescono ad avere lo stesso successo dei colleghi decisamente più attraenti.

Il nostro Tevez è appena arrivato, non ha ancora fatto nulla, eppure riscuote molta simpatia e successo tra noi tifosi, una folla ad accoglierlo all’aeroporto e alla sede della Juventus in C.so Galileo Ferraris, a Torino è già una star e il rapporto con il pubblico è stato immediato, sarà il suo essere latino, ma Tevez è un uomo sorridente, offre sorrisi a tutti, e se riuscirà ad ambientarsi alla svelta in squadra, il suo successo non faticherà a consolidarsi diventando un beniamino dei tifosi. Il giocatore argentino è sicuramente consapevole che la stampa “nemica” sia terribilmente feroce con lui, ma per noi è importante che segni,  il bomber che tanto aspettavamo, i suoi gol lo faranno diventare bellissimo, almeno ai nostri occhi. Un altro “bruttino” che colpisce è Ribery, che non ha proprio la faccia di Alain Delon, e per lasciare stare il calcio per un attimo, il pluricampione mondiale di motocross Toni Cairoli dimostra che si può essere vincenti e di talento, avvenenza a parte.
Tutto sommato, anche Messi, non è proprio una bellezza e se Tevez somiglia ad “Ugly Betty” (l’attrice America Ferrera nell’omonimo serial) Messi mi farebbe venire in mente “Topo Gigio”, eppure, proprio lui .. si accompagna come tutti questi atleti citati, a signorine affascinanti che non si fanno problemi a cambiare  con una certa frequenza. Il fatto è che anche un “diversamente” bello e con un conto corrente possibilmente considerevole può piacere ed essere oggetto di interesse per donne decisamente di alto livello estetico ed economico. E poi, umanamente il bruttino piace alla gente, l’uomo esteticamente medio si può identificare supponendo di potercela fare.

Però la bellezza fisica ha il suo fascino, i calciatori già sono gli uomini del momento: maggiormente  approcciabili hanno fatto breccia nei cuori femminili più di attori o cantanti: prendiamo in considerazione Cristiano Ronaldo o David Beckam, i quali hanno  costruito  un impero economico solo con l’immagine, e come dimenticare Alex Del Piero, l’uomo più seducente della serie A, e proprio Alex ha fatto “tendenza” per anni, la moda maschile si ispirava a lui, modelli, attori e cantanti lo hanno imitato in tutto, una vera icona di stile.

Dubito che Tevez, anche indossando la maglia numero 10 eserciterà il fascino del nostro capitano, anche segnando 100 gol a stagione, non sembrerebbero nemmeno parenti .. ma noi a Tevez lo prendiamo anche così e gli vorremo un gran bene ugualmente.

Però la Juventus, ha voluto puntare su un po’ di “bellezza” che non guasta e fa pubblico, e noi ultimamente di belli ..beh .. siamo carenti, tolto Matri che alza un po’ i livelli, e non è detto che si fermi quest’anno, ecco perciò l’arrivo di Llorente, altissimo, bellissimo e sorridentissimo, conquisterà il pubblico femminile con il suo sex appeal e simpatia latina.

Tornando ai “bruttini”, il successo e il potere acquisito con un certo tipo di introito economico fa apparir “bello” chiunque .. anche “l’incredibile Hulk”, quindi, nessun problema di competizione maschile in fatto di aspetto, c’è posto per tutti .. cosa conta lo sappiamo è il denaro e di questo c’è n’è in abbondanza ..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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