Aspettando Ronaldo

Paradossalmente, la partita con il Chievo è stata piu’ spettacolare che con la Lazio di stasera, di cui ci aspettavamo molto di piu’: un big match molto combattuto .. invece no: una partita giocata come una normale amministrazione da entrambe le squadre.
Va beh, ad inizio campionato, e’ bene non sprecare troppa energia ed evitare di correre il rischio che qualcuno si faccia male, la stagione e’ lunga e fitta di impegni, la Juventus vince, non facile, ma vince, anche senza i gol di Romaldo.
Il pubblico Juventino e non, e’ in attesa del suo primo gol in bianconero, e si sperava qui allo stadium, questa sera pero’ Cristiano ci stava quasi riuscendo, ma niente da fare… per fortuna c’era in agguato Mario Mandzukic, che non ha perso l’occasione di raddoppiare e mettere in cassaforte il risultato.
Siamo ancora lontani da un gioco che possa permettere alla squadra,di fare quello che vuole, forse Allegri vuole sperimentare per arrivare alla formazione ideale, quella adatta appunto a Ronaldo, per intenderci.
Il portoghese non l’ho visto benissimo, lui è eccezionale per come si muove in campo, e nella precisione dei suoi passaggi, ma sembra non assimilare il nostro calcio che eccede in marcature, e in ultimo non riesce a farsi capire ai colleghi, i quali raramente gli servono palloni decenti quando li chiede.
In effetti Massimiliano Allegri, al post partita non sprizzava gioia da tutti i pori, ha vinto, certo, ma alcune cose non stanno andando nel verso giusto, anche se minimizza tessendo lodi a tutto l’organico.
I gol sono stati 2, straordinario quello di Miralem Pianic, una zampata da professionista, e il secondo recuperato da Mandzukic su errore di Ronaldo.
A riguardo della difesa direi molto bene Cancelo, Chiellini e nei limiti Bonucci, male Alex Sandro, che andava sostituito, come male khedira che non regge piu’ nemmeno un tempo, e mettere Emre Can al posto suo? Magari provare una volta?
A riguardo della Lazio, niente di che, sicuramente ben allenata, ma lungi da quella squadra che l’anno scorso mise in difficolta’ le prime di vertice.
Se la Juventus a giocare cosi’cosi’ vince senza prendere gol, mi verrebbe da pensare che siamo a cavallo, e che non ha rivali, per le prodezze di Cr7 ci vorra’ ancora un po’ di tempo, Ronaldo e’ talmente bravo che e’ in grado di giocare con chiunque, e lo vedo molto bene con Douglas Costa, e Bernardeschi, quest’anno una forza della natura.
A riguardo di Matuidi, non e’ male, fisicamente resistente, utile nel recupero di palloni, ma .. deve essere piu’ preciso nei lanci e nel servire Ronaldo.
Lo spazio per migliorare e’ampio, nel frattempo godiamoci queste vittorie in attesa di Cr7.

  1. FORSE NON TUTTI RICORDANO

    C’è sempre una prima volta, e questa avvenne nel campionato 2005-06 dopo che il Chievo era salito in serie A nel 2001ad incontrare alla prima di campionato la Juventus…era il 28 agosto 2005, vittoria della Juve per 1-0 con goal di Trezeguet…sappiamo poi tutti a chi assegnarono quello scudetto…la cosa che ci potrebbe far contenti è che quest’anno l’abbiamo incontrato a Verona e non a Torino come nel 2005.

    E come quest’anno e prima dei fattacci del 2006 la Juventus incontrò la Samp all’ultima giornata nel campionato 1976-77 battendola per 2-0 con le reti di Bettega e Boninsegna.
    Vinse il suo diciassettesimo scudetto.

    Solo per curiosità.

    • Barone
      la Juve ha incontrato il Chievo alla prima di campionato nella stagione 14/15 la prima di allegri.
      1-0 Caceres.
      Scudetto,coppa Italia e finale a Berlino.

      • Si Melara, ma io parlavo di una prima volta.

        Anzi, aggiungo: La prima volta che incontrammo la Samp all’ultima giornata vincemmo l’ottavo titolo…1949-50.
        Anche quella volta, come con il Chievo a sedi invertite.

        Per la precisione.

        • Barone
          Ma io preferisco il finale del 14/15 piuttosto che quello del 05/06 che il dolor ancor non m’ abbandona.

  2. HOUSTON, WE HAVE A PROBLEM …

    Dahmer-Fulvio Merli

    Quest’anno é avvenuto qualcosa di straordinario, non possiamo negarlo. E non può farlo (credo e spero) neanche la dirigenza. Con Ronaldo hai varcato una linea. Hai preso il calciatore più importante del mondo e lo stai pagando sessanta (60 !!) milioni lordi l’anno !
    Un secondo dopo averne concretizzato l’acquisto la tua preoccupazione doveva essere quella di valorizzarlo al massimo ! Non dico che dovevi prendere Pogba, ma almeno le intenzioni, gli intenti, dovevano essere chiari a TUTTI. In primis all’allenatore.

    Al buon Allegri andava detto, caro Max, stiamo per trattare Ronaldo, ci siamo capiti ?? Basta con l’ipocrita panzana che sia un giocatore come gli altri nella rosa. Lui da campione si comporta come uno della rosa, ma non é come gli altri e per tanti motivi. Come dico da tempo, prevedo che prima o poi, se il nostro continua così, ci sarà rottura. Ronaldo parlerà con la dirigenza e questo non farà bene a tutto l’ambiente, anche perché, paradossalmente, Allegri che pure l’allenatore non lo fa, non gradirà ingerenze nella sua “gestione”…e saranno cacchi !

    Per me questa cosa é fondamentale. Se non si affronta e lo si fa adesso rischiamo di buttare una stagione.

  3. https://youtu.be/eAlLRwRo7uY

    Catastrofico l’esempio del basket in cui gli schemi -anche in 20 secondi- la fanno da padrone 😅

    • Qui Allegri lo dice chiaro … “il calcio è uno sport di individualità, in cui conta il GESTO TECNICO DEL SINGOLO, e poi bisogna dare un’organizzazione difensiva”.
      Quindi dal centrocampo in su i giocatori solo lasciati allo stato brado, fermo restando ovviamente che TUTTI debbono tornare a difendere. Difatti lo vediamo in ogni partita che i giocatori arrivano ad un certo punto del campo è non sanno a chi cacchio dare la palla perché nulla di nulla hanno provato in allenamento per quella fase di gioco …
      Tanto per capire il motivo del contendere: prendere o lasciare.

      • Sul fatto che il calcio sia uno sport individuale non sono x niente d’accordo con Allegri. Il calcio è uno sport di squadra. Che invece bisogna lasciare + libertà ai giocatori di fantasia invece sì, ma allo stesso tempo sempre x quello di cui sopra, quando la situazione necessita, tutti devono dare una mano e ad es su questo CR7 è un maestro.

        • Non ho sentito le parole di Allegri, quindi non posso sapere se ha detto sport individuale o sport di individualità, cosa molto diversa.
          Gli schemi nel calcio ci sono eccome, ma la variabile umana (individualità) è predominante rispetto agli sport di squadra come basket o volley per esempio. Questo non lo dico io ma lo spiegano a Coverciano. Ho assistito a una lezione di Mazzarri al Coni (non c’entrava nulla il calcio, mi occupo di altro) tempo fa che spiegava proprio questo.

    • Il basket ha tempi, modi e dinamiche che più facilmente si prestano agli schemi. I blocchi che si possono effettuare su un parquet sono inimmaginabili su un terreno lungo cento metri e largo cinquannta con una densità esponenzialmente minore. Ti racconto però un aneddoto riportato da Federico Buffa.
      Ettore Pessina quando allenava il Real Madrid contemporaneamente a Mourinho andò nel suo ufficio per conoscerlo. Entrò con la sufficienza di chi ritiene il basket lo sport degli schemi e della scietificità, uscì con la consapevolezza che quell’uomo non lasciasse nulla al caso.
      Questo per dire che i grandi allenatori sono molto metodici anche nel calcio.
      Che poi Allegri non sia da considerare un bravo allenatore è una cosa che personalmente non condivido, ma è soggettivo.

  4. IL MIO “AMICO” GIANCARLO DOTTO

    Scriveva per il Corriere dello Sport ai tempi di De Paola Direttore, per capirci meglio, quando scriveva: Campionato falsato.
    Lo rileggo ora sotto la rigida attenzione del nuovo Direttore del Corriere ello Sport, Ivan Zazzaroni.

    Per molto tempo non ha scritto più Editoriali per il Corrierino de Roma…per colpa di qualcuno o per merito sempre dello stesso.

    Sotto riporto, una parte, dell’intervista fatta da Dotto a Luciano Moggi.

    (…)
    … Ti sei dimenticato di Marotta.
    «Bravo amministratore, ma ha un complemento tecnico fondamentale in Paratici».

    … Fai il bravo ragazzo, pentiti, confessa le tue colpe. Se non per me, fallo per Padre Pio che ti guarda ed è pronto ad assolverti dal fondo del giardino.
    «Dovevo difendermi. Alla Juve avevo due occhi davanti e due dietro. Subodoravo le cose. Carraro e Galliani, presidenti di federazione e di lega, facevano gli interessi del Milan e Facchetti faceva lobbing con gli arbitri a favore dell’inter».

    … Eviterei di parlare di Facchetti. Eccesso di legittima difesa. Almeno questo vogliamo ammetterlo?
    «Parlavo con i designatori arbitrali, è vero. Ma allora era consentito e nessuno può dire che ho mai chiesto di vincere una partita. Chiedevo solo arbitri all’altezza. E’ un illecito questo? Il problema vero è che dentro la Juventus c’era una resa dei conti per farci fuori».

    … Racconta.
    «Quella famiglia Agnelli è sempre stata un Far West e avevano paura che Giraudo, delfino di Umberto Agnelli, prendesse troppo potere».

    … Giraudo e Bettega, i tuoi compari alla Juve.
    «Giraudo era un grande commercialista. Bettega una persona eccezionale, ma andava comandato. Era un soldatino. Una volta lo mandai a Toronto per una sponsorizzazione dalla sera alla mattina».

    … Calciopoli secondo Luciano: erano Galliani e Carraro le anime nere.
    «Non ci sono dubbi. Basta ascoltare le intercettazioni telefoniche per dedurre che Carraro controllava Bergamo».

    … Nella percezione della gente, non solo dei giudici, sei tu l’anima nera.
    «Muore Wojtyla sabato sera, noi in ritiro a Firenze. Si doveva rinviare a lunedì. La partita fu posticipata di una settimana. Galliani, presidente della Lega, intercettato, chiama Costacurta e gli fa: “Abbiamo spostato di una settimana, così recuperiamo Kakà infortunato…”. Ti basta?».

    … No.
    «Anno 2004. Due ore dopo il sorteggio, Carraro chiama Bergamo. “Chi è l’arbitro di inter-Juventus?” “Rodomonti”. Due ore prima della partita, Bergamo chiama Rodomonti: “Come ti stai organizzando? Stai attento, che è molto difficile andare su ma poi ci si mette un niente a precipitare…”».

    … Non sei credibile nella parte della vittima.
    «Ce ne hanno fatte di tutti i colori. Quella volta del nubifragio a Perugia, ci hanno tolto lo scudetto. Collina, sponsorizzato dal Milan, decise 74 minuti di sospensione. Fossi stato un arrogante come dicono, dovevo andarmene con la squadra, ma ce l’avrebbero fatta pagare dopo».

    … La ferita continua a buttare sangue.
    «La gente non le sa certe cose. Quando, alle 8 di sera, dopo un Milan-Juventus perso in casa dal Milan, Bergamo telefona a Galliani e gli dice: “Direttore, a casa mia abbiamo pianto”. Parentesi, Alessandra, la moglie di Bergamo, è milanista. “Non avrei mai pensato che la Juve con Collina arbitro avrebbe vinto col Milan”. Non ti basta ancora?».

    … La storia di Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio?
    «Una bufala. L’avrei menato quel giorno, ci aveva fatto perdere una partita vinta. Ma che mi metto a chiuderlo nello spogliatoio e buttare la chiavi? Quale sarebbe stato il vantaggio? Fu solo una battuta e per quella battuta mi hanno radiato».

    … La storia delle schede svizzere…
    «Le ho fatte per proteggere il mio lavoro. Io, Stankovic, l’avevo preso per la Juve. Me l’ha soffiato l’inter con le intercettazioni di Telecom».

    … Le hai regalate agli arbitri.
    «Per altri motivi. Gli inquirenti dissero che erano mute, che non potevano essere intercettate, ma non era così. Solo che si sentivano gli arbitri parlare con le loro amanti e puttane».

    … Massimo De Santis, l’unico arbitro condannato, era un vostro amico.
    «L’hanno associato a noi senza motivo. Ti racconto questa. Fiorentina in lotta per non retrocedere, Milan a un punto da noi. Martedì alle 14 Meani, dirigente del Milan, chiama De Santis: “Guarda che abbiamo Kakà e Rui Costa diffidati, non li ammonire che poi la partita dopo abbiamo la Juve”».

    … E lui?
    «Fosse stato un nostro sodale, avrebbe chiamato l’ufficio inchieste e il Milan sarebbe finito in B. Se ricordi quella partita, De Santis negò un rigore alla Fiorentina e permise a quelli del Milan di menare. Noi zitti. La mattina dopo De Santis chiama Meani: “Hai visto, solo io riesco a non farli parlare quelli…”. Meani: “Te sei un amico, l’ho già detto a Galliani”».

    … Ripartizioni di merito in quella tua Juve vincente?
    «Settanta per cento la società, il restante trenta da dividere tra allenatore e giocatori».

    … Alla Juve vincere è l’unica cosa che conta.
    «Questo lo diceva Boniperti, non io. Io ho sempre voluto vincere sul campo con la forza della squadra… I giocatori mi temevano e mi rispettavano anche a mille chilometri. Si sarebbero buttati dalla finestra per me. Erano miei dipendenti ma li trattavo come amici, fino a che non mi davano motivo di cambiare».

    … Urge esempio.
    «Ibrahimovic. Quando Cobolli Gigli lo chiamò per convincerlo a dichiarare che era lui a voler andar via, rispose: “Non vi preoccupate, con i dirigenti di prima sarei andato anche in B, con voi non resto”».

    … Bel gattaccio da pelare, Ibra.
    «Non per me. Io con una caramella gli facevo fare il giro del mondo. Ibra è il contrario di quello che dicono. Se ti rispetta, ti dà tutto, ti aiuta anche nello spogliatoio. Davids a Milano era considerato un demonio, con noi è stato perfetto».

    … Considerato un attaccabrighe, Ibra.
    «Solo con Zebina ci fu un problema. Quello lo menava di brutto in allenamento. Un giorno gli fece un fallo bestiale e Ibra gli mollò un gran cazzotto. Fu ricoverato in ospedale con un occhio nero. Dovetti dire che aveva una gastrite importante. Poi, presi da parte Ibra: “Niente multa, hai fatto bene. Se non lo facevi tu, l’avrei fatto io”».

    … Talenti ma anche tante teste calde. Come si gestiscono?
    «Come un padre di famiglia. Dicevano che la Juve era una caserma. Falso. I calciatori andavano tutti all’”Hollywood”, a Milano, la domenica dopo la partita. “Andate pure”, dicevo, “scopate, fate quello che volete, ma non voglio scandali. E non andate se giochiamo la coppa di mercoledì. Trezeguet era l’unico che non mi dava retta. Andava all’“Hollywood” anche quando non doveva. Una sera trovò me che l’aspettavo. Da allora non c’è andato più. Mai battuto i pugni sul tavolo. Chi lo fa, non sa comandare. Io facevo la riunione il giovedì con gli allenatori. Analizzavamo la partita e poi dicevo democraticamente: Io farei così”».

    … E loro?
    «Facevano così».

    … Oggi il bad boy è Nainggolan.
    «Io l’avrei raddrizzato. Montero mi diceva che per lui il giorno era la notte. “Paolo, finché il campo mi racconta che sei uno dei migliori, non m’importa”. Quando si è sposato e tornava a casa alle 8 di sera, ha smesso di giocare. Gli ho detto un giorno: “Paolo torna a frequentare i locali, se no ti caccio”».

    … Nel tuo ufficio a Torino avevi una tela con le immagini dei fuoriusciti Baggio, Vialli e Ravanelli.
    «Era un monito per i miei giocatori quando mi creavano problemi con i contratti. “Ragazzi volete fare la fine di questi, volete entrare anche voi nel quadro?”».

    … Baggio ti ha fatto tribolare?
    «Lo mandai via perché voleva giocare dietro le punte, ma non mollava mai il pallone e gli attaccanti si lamentavano. “Non sei adatto per la Juve”, gli dissi. E, infatti, a Brescia fece 23 gol. Lui aveva detto ai capi tifosi che non gli avevo fatto la proposta di rinnovo. Li convocai davanti a lui e gli feci fare una figuraccia mostrando la proposta di rinnovo”».

    … Ha rischiato anche Del Piero di finire nel quadro?
    «Mai. Lui resta un grandissimo, un’icona della Juve. Vero è che nell’anno di Calciopoli fece una dichiarazione antipatica: “Se resta Capello, vado via io”».

    … Andò via Capello.
    «A un certo punto fu complicato gestire Del Piero. Voleva giocare dopo un anno e mezzo d’infortunio e non era in grado. Mise in difficoltà Capello e, a quanto mi risulta, ha creato problemi importanti anche a Ferrara”».

    … Tu e il “nemico” Moratti.
    «Prima di Calciopoli, mi aveva preso all’inter. Alla Juve avevo fatto il mio tempo. Firmai il contratto. Moratti mi chiese di dar via Moriero. Riuscii a venderlo al Middlesbrough, ma lasciai il merito a Mazzola. Il giorno dopo vengo a sapere che avevano rinnovato il contratto a Moriero».

    … Il più grande di tutti?
    «Maradona. Quando viene in Italia il primo che chiama sono io. Avesse avuto un’altra testa…Quella volta a Mosca per punirlo, lo tenni in panchina 80 minuti a patire il freddo. In tribuna c’erano le sedie riscaldate».

    … Dopo Maradona?
    «Zidane e Ibra. Ibra lo metto anche davanti a Zidane. Era uno che ti portava la squadra nell’area avversaria. Con lui Nocerino, dico Nocerino, fece 11 gol».

    … Balotelli. Un talento buttato via o uno sopravvalutato?
    «Non lo considero affatto un talento. Non sarebbe mai titolare in una mia squadra. E’ lento e non gioca con gli altri. Sa solo tirare in porta. Può andare bene in una squadra di mezza classifica”.

    … Meglio Cassano?
    «Non c’è paragone. Dieci volte più forte Cassano. C’è del genio nel suo calcio e io avevo cercato di portarlo alla Juve. Disse che eravamo una caserma e che non sarebbe mai venuto. Oggi quando parla di me dice : “E’ stata una sfortuna non aver incontrato Moggi sulla mia strada. Vuole tornare a 36 anni, forse è troppo tardi, ma se veramente si mette in testa che è la sua ultima occasione…”».

    … Il tuo allenatore.
    «Dipende dai giocatori che hai. Assurdo prendere Sarri al Chelsea dopo che hai giocato due anni con Conte. A Napoli, dopo Sarri, vanno bene Ancelotti o Capello che fanno gioco corale, meno bene Conte o Lippi».

    … Capello?
    «E’ un aziendalista. L’allenatore italiano che più si avvicina ai manager inglesi. Una volta venne Ibra da me: “Capello vuol farmi giocare a sinistra”. Io gli dissi: “Non ti preoccupare. Vai in campo e gioca dove ti pare”».

    … C’era una volta Ventura.
    «Uno scandalo. Doveva allenare la Lazio, dopo la sparizione di Bielsa. Gli diedero la Nazionale, dopo che Capello l’aveva rifiutata, come contentino. Fu Lotito, il vero factotum allora in Federazione, a fare tutto. Tavecchio non sa manco com’è fatto un pallone».

    … Sul collo di Gattuso l’alito di Conte.
    «Il Milan con Montella era spento, a cominciare da Calhanoglu. Rino Gattuso è amico mio. Quando lo scelsero al Milan lo chiamai: “Ricordati chi eri. Un muratore, non un architetto. Aiutavi i compagni. Adesso, da allenatore, vai nello spogliatoio e parla così: “Ragazzi, io sono Gattuso, sapete la mia storia da giocatore, può darsi che tecnicamente siamo inferiori agli altri, allora dobbiamo correre il doppio…”. Con queste parole ha cambiato il Milan».

    … Il carisma nell’allenatore.
    «E’ tutto. Ci sono allenatori che parlano e i giocatori fanno pernacchie. Altri che si fanno ascoltare. Lippi, Capello e Allegri li metto su questo podio».

    … Nei novanta minuti?
    «Il povero Mondonico era quello in panchina che vedeva il calcio meglio di tutti. Tu dai le indicazioni di massima, poi è il campo dopo dieci minuti che ti deve suggerire cosa fare”.

    … Pentito di qualcosa?
    «Mi pento di non aver preso a manate qualcuno. Se penso che uno come Meani l’hanno fatto passare per magazziniere…Si devono vergognare tutti».

    … Pentito almeno di aver rubato Ferrara e Paulo Sousa alla Roma per portarli alla Juve.
    «Quello è vero. C’era Sensi alla Roma. Gli dico: “Presidente, abbiamo un giocatore eccezionale a Lisbona”. E lui: “Ho un parente là, ci penso io”. Poi gli parlo di Ferrara. E lui: “Ho un mio avvocato a Napoli”. Così, passo alla Juventus e gli ho fottuto i giocatori. Sensi non aveva fiducia in nessuno, per questo era il più ricco ed è diventato il più povero».

    … Confessa: Iuliano su Ronaldo in quell’inter-Juventus, rigore grosso come una casa.
    «Probabilmente era rigore. Ma quell’inter neanche doveva starci in serie A. Doveva essere retrocessa per lo scandalo del passaporto di Recoba».

    … Ci sarà una seconda Calciopoli ?
    «La Juve sarà sempre odiata, ma non ci sarà una seconda Calciopoli. Non ci sono più Telecom, Tronchetti Provera e Montezemolo. E non c’è più Blatter. Che ringraziò pubblicamente Montezemolo di aver ritirato il ricorso al Tar contro la sentenza che retrocedeva la Juve”.

    Buona giornata

  5. Riporto un post scritto sopra ma che volevo in fondo in risposta a Luigi

    Luigi

    Amico mio, questa volta non mi trovi assolutamente daccordo.

    L’applauso, i fischi, il pentimento, e l’accoglienza sono assolutamente legittimi e serissimi.

    Sono il contorno che il calcio e gli altri sport no.

    E che rendono speciale il calcio rispetto agli altri sport.

    Quel giorno che l’inglese inventò questo sport secondo me, non si rese conto della grandiosità che stava creando.

    Un gioco, non uno sport, con il giusto rapporto tra spazi e velocità, tale da poter essere seguito e capito dai più.
    Tale da poter essere amato.

    Ecco proprio l’amore travalica la ragione e lo sposta a vette che proprio lo sport, non raggiungerà mai.

    Da qui potrai ben capire che vale tutto.

    Abbiamo visto cose peggiori e più divertenti, come la testa di un maiale tirata a Figo, o la banana mangiata da Dany Alves.

    Credimi, Bonucci doveva quelle scuse.

    Sono arrivate, sono state accolte, si va avanti insieme.

    Il brutto è quando i Tavecchio ci ricordano che siamo circondati da avvoltoi.
    Veri, reali, che per qualche dollaro in più, creano mostruosità come dazn, come il campionato spezzatino ed altre cosacce.

    Ma può la Juve giocare il sabato all 18?

    Od il sabato alle 20.30 su internet?

    Mi viene voglia di disdire tutto, tanto la guardo sempre in registrata!
    Juve tv a 4 euri al mese e via…

    L’unica cosa che mi frena è la CL veramente ben fatta.

    Questi sono il male del calcio, assieme agli ultras.
    Ecco Figc e Ultras dovrebbero sparire.
    Si credono portanti in un mondo che starebbe veramente meglio se non esistessero.

    Attenzione agli Ultras, non parlo di coloro i quali fanno i cori o vanno in curva.
    Parlo di coloro che si sono appropiati in maniera delinquenziale di spazi cje appartengono a tutti, in maniera violenta.

    Ma questi sono altri discorsi.

    Ciao.

    • Capisco Luca.
      Solo che io mi immedesimavo più nei 3/4 dello stadio che applaudiva per coprire i fischi a Bonucci.
      E credo anche tu saresti stato tra quelli ..

      Ciao.

  6. DETTO DA DOTTO RADIATO MA NON SDRAIATO

    In quest’altro pezzo dell’intervista, Moggi, spiega bene e fa capire gli affari come si fanno e soprattutto Ronaldo.

    … Chi ti chiama?
    «Gli amici. Ne ho tanti ancora nel calcio. Ma resto vicino alla mia Juve. Con Andrea Agnelli mi sento spesso. E’ un ragazzo sveglio. E’ stato con noi 12 anni e ha imparato tutto. Lui lo sa bene che gli scudetti sono 36, tutti conquistati sul campo. Nessuno ha mai aiutato la Juve a vincere».

    … Cristiano Ronaldo. L’hai suggerito tu?
    «No, lì è roba Fiat. E comunque io Cristiano Ronaldo l’avevo comprato. Aveva 18 anni e giocava nello Sporting di Lisbona. Lo vidi e la mattina dopo firmai il contratto. Cinque miliardi più il nostro Salas, al quale avrei anche regalato un miliardo di buonuscita. Ma poi Salas preferì il River Plate e su Ronaldo arrivò il Manchester United. All’epoca era crisi nera alla Juve. Non avevamo una lira».

    … L’avresti preso oggi?
    «Come marketing, un’operazione straordinaria. Ma io non avrei mai preso un giocatore di 33 anni a quelle cifre e certo non l’avrei mai sbandierato prima di vendere Higuain, uno che comunque ti fa 20 gol a campionato».

    … Metodo Moggi?
    «Prima avrei venduto Higuain per 50 milioni e solo dopo avrei annunciato Ronaldo. Vuoi sapere la storia vera di Zidane al Real? Viene da me il mio amico Florentino Perez e mi fa: “Punto a diventare presidente del Real, se dico che compro Zidane posso riuscirci”. Gli rispondo: “Ti autorizzo a sbandierare questa cosa, ma poi non so se te lo do davvero».

    … Gliel’hai dato.
    «Quando capisco che Perez poteva essere eletto davvero, vado in gran segreto da Cragnotti e compro Nedved, a Parma prendo Buffon e Thuram. Nessuno sapeva niente di Zidane. Avessero saputo, quei tre li avrei pagati molto di più. E poi ho incassato i 150 miliardi di Zidane, di cui 145 di plusvalenza».

    … Buffon l’hai comprato mica a poco, 100 miliardi.
    «Buffon l’ho pagato 50 miliardi più Bachini, che abbiamo valutato 45 miliardi. Dimmi te se non è stato un grande affare, pensando poi al dopo di Buffon e a quello di Bachini».

    … Zidane, roba tua?
    «Andammo a vedere Bordeaux-Milan. Io presi Zidane per 5 miliardi, il Milan Dugarry per 18».

    … Cristiano Ronaldo alla Juve sarà quello del Real?
    «Difficile. Da noi marcano duro. Uno ti mena e l’altro ti toglie la palla. Quando consigliai Higuain alla Juve dissi: lo spersonalizziamo e lo adattiamo alla squadra. Adesso, invece, dobbiamo spersonalizzare la squadra per adattarla a Cristiano Ronaldo…».

    … Il marchio Ronaldo offusca il marchio Juve. Non si dice più vado a giocare contro la Juve, ma contro Cristiano Ronaldo.
    «Sono d’accordo. Florentino Perez mi disse di Cristiano Ronaldo che lui non giocava nel Real Madrid ma nel Real Ronaldo. Dalla Spagna mi hanno fatto notare che se segna un compagno lui non va mai a esultare. Se segna lui, sceneggiate grandiose».

    … Euforia incontenibile nell’ambiente.
    «Pericolosa come tutti gli eccessi. Ho consigliato ad Allegri di stemperare. Lui mi ascolta».

    Buon pranzo.

  7. BELZEBU’ E L’AFFARE BONUCCI

    … Bonucci l’avresti ripreso?
    «No. Dare Caldara al Milan in cambio è stata una cazzata. Ma hanno dovuto farlo per evitare una pesante minusvalenza su Higuain».

    … Lo scudetto.
    «Lo vince l’inter alla grande. Conosco poco Spalletti, mi sembra un prete quando parla, ma hanno fatto una gran squadra. Hanno preso un centrale difensivo forte, uno in mezzo al campo che tira la linea, Nainggolan, e un campionissimo là davanti, quel Martinez».

    … Le altre?
    «La Roma ha venduto certezze e comprato speranze. Il problema lì è che si fabbricano eroi in dieci minuti, vedi Kluivert. Il Napoli è da primi posti, ma non vedo come possa vincere».

    … Ancelotti in panchina non basta?
    «Grande allenatore, non si discute, oltre che un ragazzo eccezionale, ma non può bastare».

    … Grande allenatore, ma tu l’hai fatto fuori alla Juve.
    «Non aveva l’esperienza giusta e comunque fece due buoni campionati con noi. Ci hanno sfilato due scudetti, il primo anno con Collina e il diluvio di Perugia, il secondo quando fu permesso alla Roma di schierare Nakata contro di noi a Torino, poi decisivo».

    … Resta il fatto che hai preso Lippi al suo posto.
    «E’ stata la sua fortuna. La svolta della sua vita. Stava andando a firmare a Parma con una squadra turca. Mi telefonò Berlusconi e mi chiese referenze. Ne parlai benissimo. Mi disse: “Chiamalo e mandalo da me”. Dal Milan in poi Carlo ha allenato solo grandi club».

    … Quando i tifosi lo chiamavano “maiale”, voi società non l’avete difeso.
    «Parlai con i tifosi e dissi: “Ancelotti è un maiale? Allora sappiate che per la prima volta un maiale andrà in panchina, perché Ancelotti sarà l’allenatore della Juventus”. Poi, chiaro, alle prime sconfitte la cosa tornò fuori».

    … Hai visto l’intemerata di Lotito contro Simone Inzaghi?
    «Il problema sarebbe stato se l’avesse fatto davanti alla squadra, ma così in privato può essere un’utile svegliata. Lotito è fatto così, è un dittatore, ma ha salvato la Lazio e la tiene ai vertici del calcio. Sai come l’ho conosciuto, Lotito?».

    … Mi manca.
    «Quando andai alla Roma, lui era fidanzato con la figlia di Mezzaroma, socio di Sensi allora. All’epoca era romanista, Lotito. Mi stava sempre addosso, mi rompeva. “Me lo levi di torno questo qui!”, dicevo al suocero».

    … L’avevi sottovalutato.
    «Da presidente della Lazio, mi telefona. “Hai visto?”. “Mo’, ti faranno il culo, vedrai”, gli dissi. Invece, è stato il più bravo di tutti, ha superato ogni ostacolo. Ha una marcia in più».

    … Tu. Sfoghi analoghi con un tuo allenatore?
    «Una volta con Bigon. Ho vinto un campionato al Napoli con lui, che poi non ha vinto più nulla. Brava persona, ma faceva il sindacalista».

    … Riprovevole?
    «A febbraio voleva rinnovare il contratto. Gli dissi: “Aspettiamo la fine del campionato”. Un giorno arrivo allo stadio prima della partita e Ferlaino mi dice: “Bigon si rifiuta di parlare con la squadra”. Chiamo Bigon: “Se non parli entro cinque minuti, te ne vai fuori dai coglioni e vado io in panchina”. Così»

    … E lui?
    «Parlò con la squadra. Poi, a fine stagione, lo mandai via».

    … Cazziatoni a giocatori?
    «Ne ricordo uno a Zebina. Dopo quattro mesi che stava alla Juve, infortunato, mi chiese un prolungamento di contratto e un aumento di stipendio, parlando male di Capello. L’avresti dovuto vedere come se ne andava correndo giù dalle scale».

    … Dodici anni dal grande scandalo. Tangentopoli non ha migliorato la politica e Calciopoli non sembra aver migliorato il pallone.
    «Era il 2008. Giraudo disse: “Ci cacciate via. Ma vedrete i banditi e gli incapaci che arriveranno dopo di noi”. Aveva ragione. Questi non riescono nemmeno a nominare i presidenti di federazione e lega. E poi, i procuratori che dettano legge, i presidenti che fanno i direttori sportivi. Nelle serie minori ci sono società che tesserano i giovani e si fanno pagare dai genitori… Possono fare tutte le sentenze che vogliono, ma io sono uno che ha sempre lavorato duro e dovunque andavo ho sempre creato i budget sani, comprando a poco e vendendo a tanto. La mia unica, vera ambizione ancora oggi è farmi dire “bravo!”. Davvero».

    … Chi è stato il primo a dirti bravo?
    «Italo Allodi. Mi ha insegnato tutto del calcio. Mi prese come osservatore alla Juventus e cacciò via tutti gli altri. Ci sapevo fare. Causio, Paolo Rossi, Tardelli, Gentile, Scirea, li ho scoperti io».

    … Fu accusato, Allodi, di essere un corruttore di arbitri.
    «Sapeva fare il suo mestiere. Era stimato da tutti. Ma fu assolto da ogni imputazione. Ha pagato con la salute per le cattiverie subite».

    … Gli Allodi di oggi.
    «Non ci sono più. Uno era Pierpaolo Marino. Ci stava arrivando, ma si è fermato. Igli Tare della Lazio sta facendo passi da gigante. Lavora nell’ombra, silenzioso, ma tira fuori squadre eccellenti»

    Buona pennica.

  8. MIGLIORE PRODEZZA NON C’E’

    Quella rovesciata è stato il goal più bello dell’anno.
    Un plebiscito UEFA assegna il premio a Ronaldo.

    Era il 3 aprile quando all’Allianz Stadium effettua la rovesciata con il goal più bello mai visto.
    Lo stadio in piedi ad applaudire quel gesto sportivo che rimarrà impresso ai presenti e a quelli a casa.

    Quell’applauso ha contribuito, anche se in minima parte, alla venuta di CR7 alla Juve.

    E, anche se in minima parte ma molto molto minima, anche io ho contribuito a quella sua scelta.

    Il Barone c’era, bambino, ma c’era !

  9. Bisognerebbe, mettere nel dimenticatoio Bonucci, le scuse non servono a niente se non ad irritare ancora di piu’. E poi .. chi se ne frega di Bonucci? Non merita tutta questa importanza, eccediamo di giocatori da ammirare.

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