Sesso Juve e Rock n’Roll S2 P01

 

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Questa sera riparte il podcast radiofonico Sesso Juve e Rock n’Roll con la prima puntata della nuova stagione.Verso le 21-30 QUI metteremo il link per seguirci, alle 22 parte la trasmissione che dura circa un ora e 20 un ora e mezza.
 
Saranno presenti Benedetto Alessandro Magno Croce , Frank Ciano, Toto Cafasso, Antonio Corsa e Paolo Videomaker Superfly
 
Gli Argomenti saranno i seguenti:
 
Juve
 
La partenza con molti punti poco gioco
 
Ronaldo con 0 Gol problema?
 
Polemica Marchisio
 
Girone Champions
 
 
Sesso
 
Le donne della stagione tv fra volti noti e novità
 
Giorgia Rossi, Elena Tambini, Wanda Nara per Mediaset
 
Diletta Leotta per Dazn
 
Giorgia Cardinaletti Rai
 
Giorgia Cenni per Sky
 
 
Rock n’Roll
 
Anniversario nascita Freddy Mercury
 
Anniversario della vittoria di Vasco Rossi al Festivalbar 1983
 
Varie ed eventuali.
  1. Torno per un attimo su quanto accennato a Tranfaglia (fulminato sulla via di Damasco 🙂 ), sul regolamento imposto dalla Lega per la fascia di capitano, con l’articolo della giornalista del CorSera sul mancato rispetto delle regole da parte della Juve per l’esposizione allo JS/AS dei 2 scudetti revocati. Un sillogismo privo di fondamento giuridico, assegnare a quelle sentenze sportive del 2006 il valore di “regole da rispettare” senza tener conto che allora non c’erano regole, è più che una dimostrazione di incultura. Nessun “regolamento” proibiva di parlare con i designatori, come si può dunque accettare l’accusa di aver violato regole che non esistavano, assomando una serie di articoli 1 fino a farli diventare articolo 6 del CGS, accusa formulata nelle motivazioni della sentenza della Caf che parlano di “rapporto esclusivo coi designatori, incontri riservati (le famose “cene”) coi designatori, di aver interferito nelle griglie e nella nomina degli arbitri e assistenti per ottenere vantaggi per la Juve e svantaggi per gli altri, di aver fatto regali ai designatori e aver intrattenuto comunicazioni telefoniche riservate”?.. sostenere che gli ex dirigenti della Juve fossero gli unici ad avere un “rapporto privilegiato” col mondo arbitrale è un falso storico, e non si tratta di telefonate “ignorate” o emerse grazie al lavoro delle difese, ma di quanto gli stessi inquirenti hanno compendiato nell’informativa del gennaio 2006, tutto materiale già nelle mani del capo Ufficio Indagini Borrelli e del procuratore Palazzi, i quali avevano anche una dichiarazione nero su bianco di Bergamo che confessava di aver avuto colloqui telefonici frequenti non solo con i dirigenti bianconeri. C’è da chiedersi allora che valore hanno quelle sentenze, impropriamente definite “regole” dall’Arianna milanista, sapendo che Galliani si incontrava nel ristorante di Meani, nel giorno di chiusura (e di notte per non essere visti), con l’arbitro ancora in attività Collina, che le cene private con i designatori le facevano anche altri ex dirigenti e persino il Parma di Tanzi e Sacchi e che, in generale, le potesse fare chiunque lo richiedesse, così come hanno ascoltato le registrazioni delle telefonate intimidatorie all’arbitro De Santis (e ai guardalinee su quando alzare o abbassare le bandierine) dello stesso Meani, quelle di Facchetti a Bergamo e all’arbitro Bertini prima di Cagliari-inter.
    Esclusività e disparità di comportamento inesistenti dunque con le avversarie, questa si può dire che è stata l’unica vera mancanza di rispetto delle “regole” e non certo da parte della Juventus.

    • Gioele
      Ma poi, non ho capito, lo Stadio è mio e attaccato al portone di casa ci posso mettere quello che mi pare.
      Importante è non offendere nessuno.
      Se avessi messo 40 invece di 36 o se i miei bambini dentro casa gridano merda quando vedono una partita ( faccio un esempio) dell’inter che problema c’è ?
      Buona giornata.

      • Certo Massimo, quel fa la Juve nello stadio di proprietà non ha niente a che fare col rispetto di una regola (quella sulla fascia di capitano) imposta dalla Lega e quel post sopra vuole essere una risposta a quento letto nell’editoriale del CorSera, un articolo firmato da una giornalista milanista.

  2. Ieri sera è andata in scena la Nazionale.

    Niente di nuovo sotto il sole, anche qui Ventura o meno, possiamo dire che non c’è gioco. Si è visto anche poco come posizione in campo e come idee, svarioni difensivi a parte coperti da difese che solitamente erano i blocchi della Juve e del Milan a seconda del momento.

    Ecco che allora diventa difficile dare la colpa a Mancini, perché con gli altri lo spettacolo è poi sempre lo stesso.

    Mancando i campioni della Juve, stranieri e non arruolabili ecco che forse si fa luce l’amara verità, che però nasconde intrinsecamente la via di uscita.

    L’idea di calcio che va di moda in italia, semplicemente non funziona!

    O è stata mascherata dalle leve calcistiche precedenti, dove i Baggio, i Totti, i DelPiero, hanno nascosto le pecche, o è stata superata da un evoluzione che in altri paesi è avvenuta e da noi no.

    Ieri sera era chiaro che tecnicamente i nostri niente avevano da invidiare ai portoghesi.

    Tutto quello che è venuto a mancare è stato il collettivo, dal posizionamento iniziale, al gioco con la palla.

    Guardando la Juve contro il Tottenham si è vista in fin dei conti la stessa cosa, solo che da noi in 15 min Dybala ed Higuain hanno aggiustato le cose, cosa che non riesce ai vari Belotti, Balotelli, Immobile e compagnia, semplicemente perchè non ne hanno le capacità.

    Attenzione, Insigne niente ha da invidiare al Bruma di turno se non il fatto di non giocare in una squadra che lo sia di nome e difatto.

    Ecco che allora vorrei per una volta spostare il discorso dalla politica del pallone e parlare di allenatori e chiedere se siano essi preparati ed all’altezza del panorama odierno.

    Internazionalmente sono cavoli amari da un po’ non da Ventura, ma da prima.

    Risultati vicini allo zero, se non due finali per la Juve ed una per gli azzurri, senza però aver mai dato l’impressione di poterle vincere.

    Le nostre squadre sono infatti incapaci di mostrare qualcosa di più che una fase difensiva più o meno efficace. Da qualche anno. da centrocampo in su, son dolori e tolto qualche bel gesto atletico e qualche triangolazione ben riuscita sono palle perse e dribbling che finiscono nel nulla.

    Saluti. Luca

    • andrea (the original)

      Post che condivido totalmente.
      Credo però debba crescere anche il popolo che pur di avere un risultato da celebrare è disposto a sorbirsi di tutto e a non chiedersi come arriva.

    • Tenerissimi i telecronisti di Portogallo-Italia, mentre i lusitani ci mettevano sotto di brutto, civettavano che Cancelo (ovviamente uno dei migliori dei suoi) aveva imparato a “difendere” in Italia ihihihihihih. Provincialismo allo stato puro !

      Intanto la Spagna ieri sera ha dato 6 palloni ai vice campioni del mondo della Croazia.
      In questo momento siamo lontani mille anni dal calcio iberico.
      E questa, anche per la Juve, non è affatto una buona notizia.

  3. ANDREA AGNELLI

    Dal 2021 Champions League ed Europa League potrebbero essere affiancate da una terza competizione europea che si unirà ai due principali tornei calcistici del continente.

    La notizia, che era nell’aria da qualche tempo, è stata confermata dal presidente dell’Eca (l’associazione dei club europei) Andrea Agnelli in occasione della riunione in corso a Spalato.

    “In attesa dell’approvazione da parte dell’Uefa, da parte nostra c’è l’ok per il rinnovo delle competizioni e l’introduzione di una terza coppa, portando il numero complessivo di club coinvolti a 96, a partire dalla stagione 2021/22”, ha annunciato il presidente della Juventus nel suo intervento nel corso dell’assemblea generale.

    A proposito delle nuove norme che regoleranno il Financial Fair Play, Agnelli ha annunciato che “questo nuovo regolamento sarà ancora più efficace di quello che avevamo messo in atto e che ha prodotto risultati incredibili come quelli appena annunciati dalla Uefa”.

    Buon pranzo.

  4. LE ORIGINI DELLO JUVENTUS STADIUM

    Lippi in 4 anni vince tre scudetti e cerca la riconferma nell’anno del crak al crociato del nostro Alex.

    In quello stesso anno, 1998, una intervista a Giraudo dove gli chiedevano se avevano pensato ad una Radio Juventina, lui rispondeva così: “No, stiamo pensando a uno stadio di proprietà della Juventus”.
    Quell’impianto sorto alla Continassa è nato da una intuizione di Antonio Giraudo l’allora Amministratore Delegato della Juventus.

    Poche squadre hanno seguito il suo esempio.

    Buon pranzo.

  5. Non credo che la commistione fra idea di calcio della nazionale e quella dei clubs posso essere una spiegazione al degrado di prestazioni di un’Italia in cui ieri sera c’èra un solo elemento che gioca all’estero, in quella portoghese campione d’Europa ce n’erano 9, segno che la differenza sta nella qualità dei calciatori. In generale negli ultimi anni, il tasso tecnico delle più forti Nazionali al mondo si è alzato parecchio, ma non quello dell’Italia e un’altra lacuna comune a tutta la squadra è la poca esperienza in campo internazionale dove il livello delle partite è molto elevato. Pirlo, Totti e Del Piero non sono stati gli unici calciatori di classe ed esperienza a fare la differenza nella nazionale di un decennio fa, a Lisbona c’erano Lazzari, Caldara, Romagnoli, Criscito, Cristante, Jorginho, Bonaventura, Zaza e Immobile, che Chiesa a parte, in prospettiva non valgono gli Zambrotta, Cannavaro, Grosso, Camoranesi, Gattuso, De Rossi e Toni e qualche altro che forse dimentico di allora.

    • andrea (the original)

      I migliori portoghesi hanno sempre giocato all’estero, i migliori italiani hanno sempre giocato in Italia. Vero che ora siamo globalizzati ma certe tendenze sono rimaste. Quindi credo sia poco indicativo il dato.
      La commistione potrebbe non esserci ma anche sì, nella misura in cui i nostri calciatori, ancor più se non appartenenti a una generazione di fenomeni, conoscono solo il calcio di difesa e palla spazzata.
      Come ha scritto Luigi, il telecronista RAI elogiava il fatto che Cancelo avesse imparato in Italia a difendere..non credo sia un caso, perchè lo sentiamo quasi solo in Italia questo pallino del difendere.
      La generazione d’oro non è prevedibile o programmabile, a volte è un caso. La capacità di giocare a calcio invece sì.

      • Fino a una dozzina di anni fa i migliori italiani giocavano nei migliori clubs non solo nazionali, nella finale mondiale del 2006 c’erano in campo 4 juventini, 2 milanisti, 2 interisti e 2 romanisti + Toni della Fiorentina capocannoniere con 31 gol davanti a stranieri come Trezeguet e Shevchenko. Così come oggi i migliori calciatori spagnoli, tedeschi, inglesi, giocano nei clubs più forti delle rispettive nazioni. Il calcio italiano è dunque cambiato e non sforna più talenti come quelli di 15-20 anni fa e in tutto questo poco c’entra il gioco, Sacchi che non può essere accusato di essere un difensivista, in finale mondiale c’è arrivato grazie alle prodezze di un fuoriclasse come Baggio e al talento di Maldini, Baresi, Albertini e Donadoni. Quello della nazionale di Lippi nel 2006 non è stato certo trascendentale, ma le qualità di Zambrotta, Cannavaro, De Rossi, Camoranesi, Gattuso e l’immensa classe di Pirlo hanno fatto si che alla fine risultasse la squadra più forte. Il tutto a conferma che il grando scadente (giocatori) produce una farina di qualità scarsa. Tradotto se a Lisbona c’erano Lazzari, un ventiquattrenne senza nessuna esperienza internazionale che fino a 2 anni fa giocava in lega-pro, Caldara e Romagnoli che non hanno mai giocato insieme neppure nel Milan, il pensionato Criscito, Cristante che non so chi sia, siesta Jorginho, Zaza e Immobile che non stoppano un pallone neanche con la calamita ai piedi, l’acqua è bassa e la papera non galleggia 🙂

        • grano scadente

          • Mah, si però

            Pirlo Buffon Barzagli Zambrotta Cannavaro ed altri sono stati protagonisti di disfatte epocali come il SudAfrica. Poi in Brasile Pirlo l’immenso era saldamente al suo posto mentre venivamo sotterrati dalla Costarica.

            Insomma se nell’82 e nel 90 abbiamo detto la nostra pur con qualche onesto pedatore (Canevale ad Italia90 non era all’altezza, Vialli malato DeAgostini che non era certo Cabrini) poi non abbiamo più detto molto.

            L’eccezione del 2006 fu appunto un eccezione.

            Ma prima e dopo si è visto pochino, anche Sacchi ha fatto vedere pochino, ma gli andò bene, difesa rossonera e Baggio, ma gioco scadente, infatti perdere contro quel Brasile che schierava a centrocampo due ex calciatori più muller che nel Toro non faceva certo sognare dovrebbe comunque far pensare.

            Cioè mica mi vorrai dire che i nostri non sono all’altezza degli svedesi o dei polacchi?

            La verità è che nel gioco i valori si alzano, nel nulla del difensivismo italiano e nel lento e sterile giropalla che ormai fanno tutti, i valori individuali si appiattiscono verso il basso.

            L’ho già detto ma lo ripeto, Juventus Tottenham è stata una partita chiarificante per il concetto del gioco vs non gioco.

            Allegri e l’italianismo in genere quella sera hanno perso nonostante il passaggio del turno. Checchè se ne dica.

            Ciao.

            • Vado con le risposte in ordine cronologico

              Chi erano gli onesti pedatori nell’Italia Campione del Mondo ’82 fra Bergomi, Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali e Graziani?

              Nell’Italia del 1990 in semifinale contro l’Argentina, oltre a De Agostini c’erano Bergomi, Maldini, Baresi, Ferri, Donadoni, Giannini/Baggio, Vialli/Serena, De Napoli (campione d’Italia col Napoli), Schillaci capocannoniere del mondiale. 3° posto finale di squadra.

              Detto del mondiale ’94, nel ’98 in Francia
              contro la Francia c’erano Cannavaro, Bergomi, Costacurta, Maldini, Pessotto/Di Livio, Moriero, D.Baggio/Albertini, Vieri, DelPiero/ R.Baggio. Italia eliminata nei quarti ai calci di rigore dalla nazionale che diventerà Campione del Mondo.

              Nel 2002 in Corea c’erano Panucci, Iuliano, Maldini, Coco, Tommasi, Zanetti, Zambrotta, Totti, Del Piero e Vieri. Eliminati agli ottavi da Byron Moreno.

              Nel 2010 in Sud Africa contro la Costarica non c’erano ne Cannavaro (37) ne Zambrotta (33), mentre Chiellini, Barzagli e Marchisio erano reduci da una stagione disastrosa della Juve di Del Neri, i terzini erano Abate e Darmian, a cc c’era T.Motta e in attacco Balotelli, con De Rossi e Pirlo unici superstiti del mondiale vinto in Germania, in una Italia che era tutto fuorchè quella del 2006.

              Come puoi notare il 2006 non è stato un’eccezione ma la chiusura di un ciclo durato 24 anni, di due generazioni contigue di campioni e qualche gregario come normale che sia in tutte le squadre, coronato da altrettanti titoli mondiali.

              Che l’attuale nazionale italiana non sia allo stesso livello di Svezia, Polonia e Portogallo non lo dice il sottoscritto ma i risultati acquisiti sul campo, Italia fuori dal mondiale e le altre 3 in Russia, per capire i motivi basta rileggere i nomi dell’ultima formazione, quella di Lisbona riportata nel post di risposta ad Andrea, e quando manca la qualità degli interpreti non c’è gioco che tenga.

              Ciao.

              • Ovviamente nel 2010 è stata la partita persa contro la Slovacchia (e non la Costarica che è del 2014) ad estromettere l’Italia dal mondiale. C’erano sia Cannavaro (37 anni) che
                Zambrotta (33 anni), oltre a Chiellini Iaquinta e Pepe (tutti e 3 reduci dalla disatrosa stagione della Juve di Del Neri), Di Natale, Montolivo e Pirlo che con De Rossi e Gattuso erano gli unici superstiti del vittorioso mondiale 2006.

              • Completo il riassunto storico della nazionale dei mondiali 2014, in cui c’erano Chiellini, Barzagli e Marchisio nella partita persa contro la Costarica, rappresentanti della Juve di Conte eliminata nel girone di Champions da danesi e turchi, una nazionale in cui Pirlo (35 anni) e De Rossi erano allora gli unici giocatori di caratura ed esperienza internazionale, in mezzo a “onesti pedatori” come Abate, Darmian, Candreva, T.Motta, Cerci ed Insigne, un finto giocatore come Balotelli che non sarebbe stato neppure in panchina in altre nazionali, titolare allora in quella di Prandelli e oggi con Mancini.

  6. Tengo a precisare che non sono stato mai a Damasco, eh eh eh.
    Nazionale? Sintetizzando:
    No Juve?
    No Party !!

  7. La Spagna ha appena dato 6 palloni ai vice campioni del mondo della Croazia.

    In questo momento siamo lontani mille anni dal calcio iberico.
    E questa, anche per la Juve, non è affatto una buona notizia.

  8. Hi Robè. Già stanco di cantarvela e suonarvela in modo soft da Ironx? Ti ringrazio per l’apprezzamento, ma io scrivo quando posso e come posso senza applausi o fischi ( Guccini dixit) e non mi rileggo, quasi sempre di getto con errori e ripetizioni, non credo proprio possa essere notato, in bene😂😂. Poi sai bene che sono diventato allergico oltremodo ai tuoi colori e, questo forse sarà un difetto che mi porteró a vita. Quel “porgi l’altra guancia “cui anche Tino Tranfaglia era dubbioso, credo pure io sia abbastanza dura da poter essere messa in pratica, non riesco ad immedesimarmi in Ghandi. Ma ti rispetto e voglio bene lo stesso, dopotutto da piccolo sei stato indirizzato male😉. Ciao

  9. Certo è dura essere ottimisti dopo queste 2 partite della nazionale ma io lo sono ugualmente. Ci sono giovani interessanti. Si sta cercando di ricostruire e ci vuole tempo e pazienza. Sono ottomista. Pazzo ma ottimista.

  10. Vi posso garantire che tutti I bambini che gridarono merda al rilancio del portiere avversario non so quanti anni fa, sono stati puniti severamente.
    A letto senza cena, condannati a vedere una trasmissione di Gramellini, e ad assistere a una gara dell’ inter senza audio.
    E che cappero, bisogna punire I bulli .
    Ma che tempi!

  11. Max e Giorgio,
    Per me sono 37.

    Quello rapinato nella palude dal caimano Collina a Perugia ve lo siete fumato? Io no.

    • Tranfaglia, carissimo.
      Dall’anno che giocammo contro il Rimini e finito quel campionato io ne contavo già trenta.
      Vedi un po’ tu quanti ne sono.
      Bordesando, bordesando…sto belin !!!

    • E allora andrebbe aggiunto anche quello perso per il cambio delle regole sugli extracomunitari prima di Juve-Roma, ma poi che si fa con quelli che reclamano i 2 del 1998 e del 2002?.. va bè dai l’importante è che alla fine “piaccia o non piaccia” il totale fa sempre 36.

      Notte.

      • Gia’ quello della regola extra comunit me lo sono ricordato dopo….

        • Il fatto è che in certe occasioni non si capisce quale sia il confine fra rispetto della “regola” e libero arbitrio. Nel 2011 per esempio Giancarlo Abete (allora presidente della Figc), a proposito dello scudetto del 2006 revocato alla Juve e assegnato a tavolino all’Inter, dopo la relazione Palazzi ha affermato: “Non possiamo revocare un titolo rispetto al quale non esiste neppure una delibera di assegnazione, ma che è stato attribuito prendendo atto della classifica dopo Calciopoli”. Secondo “regola” dunque, non esistendo per quello scudetto una delibera ufficiale di assegnazione, l’Inter non avrebbe dovuto esporre in vetrina il “simulacro” di qualcosa che non ha mai ricevuto (mi riferisco alla Coppa destinata ai vincitori del campionato) , ma tant’è, e visto che l’ha fatto e nessuno in Figc e tantomeno in Lega ebbero allora nulla da ridire, non si capisce per quali motivi la Juventus dovrebbe togliere dalla veranda di casa sua quei 2 scudetti legittimamente conquistati e assegnati sul campo.

  12. QUANDO I BAMBINI FANNO OOOHH !

    Tutto bene, se quei bambini oltre al ooohh, mentre aspettano il rinvio del poriere ( e molti di loro, i portieri, perdono tempo in modo che quelli di quel ooohhh finiscano il fiato e si zittiscano) , se invece poi dicono MERDA non va bene più.
    Quando i bambini fanno oh che meraviglia…che meraviglia.
    Felice serata di m…ondo a tutti.

    • :mrgreen:

      Max ma qui si vanno a tirare fuori cose di un lustro fa.
      Mado’….
      Allora io ho visto l’immagine di un raccattapalle a S.Siro (sky)che si metteva con dovizia le dita nel naso.
      Molto educativo,chissa’ cosa ne pensano….

  13. UNO DI NOI: MASSIMO ZAMPINI

    Da dove nasce il tuo amore per la Juventus e come potresti spiegarlo?

    Nasce per ragioni familiari: mio padre e mio fratello più grande sono juventini da sempre, così mia madre ha insistito perché vivessi questa passione in comune con loro. Non l’avesse fatto, magari ti starei gridando “tripleteee” anche a 8 anni di distanza.
    Va bene così, dai.

    Quale è il ricordo più bello legato ad essa?

    La vittoria della Champions, a Roma, a 3 km da casa mia, con amici e familiari, con il “bancarellaro” che prima della partita mi dice che le sciarpe dell’Ajax sono finite perché i romanisti avrebbero festeggiato in caso di nostra sconfitta.
    Che meraviglia, irripetibile.

    Il tuo giocatore preferito di sempre e perché?

    Platini. Ero piccolo, avevo tra i 7 e i 12 anni, però non ricordo un giocatore capace di trascinare la squadra in quel modo con gol a volontà, punizioni perfette, lanci millimetrici.
    E poi l’eleganza, anche quando gli annullano il gol più bello del secolo.

    Il tuo allenatore preferito di sempre e perché?

    Lippi, perché corrisponde al ritorno a vincere in Italia e in Europa dopo una vita: sono uno dei pochissimi juventini a non aver vinto uno scudetto tra scuole medie e liceo.
    Lippi ha fatto giustizia, con gli interessi, facendoci giocare benissimo e dominare ovunque, cambiando moduli, non lamentandosi delle cessioni, eccetera eccetera.
    Grandissimo.
    Per me ha sbagliato solo a tornare in nazionale dopo il 2006: lo pensavo già prima del Mondiale, dopo ne ho avuto la conferma.

    Hai fatto mai qualcosa di particolare o di “folle” per la Juve?

    Oltre a scrivere 4 libri, partecipare alla vita dei forum e poi alla creazione di un sito (Juventibus), parlarne in radio e in tv, seguirla ovunque e trovare bar che la mostrassero anche in giro per il mondo? No, nient’altro.

    Che rapporto hai con i tifosi avversari?

    Di persona, se li conosco dal vivo, ottimo.
    Ci sfottiamo reciprocamente e sanno perfettamente come vivo il calcio, che non è la parte più importante della mia vita.
    Sui social un po’ meno: qualcuno capisce e apprezza, e altri sono troppo rabbiosi per capire che lo sfottò, anche insistito, non nasconde alcun livore, ma è per me l’unico modo per dare il giusto peso al calcio e al tifo.

    La squadra che proprio detesti?

    Diciamo “la squadra che spero non vinca”: per me è necessariamente la Roma, per ragioni ambientali. 🙂
    Ma questo nuovo corso lo apprezzo, stanno cercando di sprovincializzare e cambiare un approccio troppo vittimistico durato per decenni.
    Per il resto, cambio ogni anno, a seconda di chi è la nostra rivale: ogni anno mi danno dell’ossessionato, alternandosi, i tifosi di Napoli, Roma, inter, Milan.
    Ma se ti dicono che sei ossessionato da tutti, vuol dire che non lo sei da nessuno.
    E in effetti, guardando storia e risultati, che motivo avrei per esserlo?

    Sei mai stato allo Stadium? Sensazioni?

    Ehi, certo che ci sono stato! Fantastico, è sempre una festa, si vede benissimo e infatti ora fatico ad andare in stadi con la pista di atletica, in cui si vede male e da lontano. I primi anni però c’era più tifo, più fame, più voglia di vincere e trascinare la squadra.

    Come hai vissuto l’”acquisto del secolo” di Ronaldo?

    Mi ha molto sorpreso, come tutti.
    Il mio amico Luca Momblano, in un paio di telefonate, mi ha accennato di quella voce: gli ho chiesto se fosse scemo a crederci e di non azzardarsi a scriverne su Juventibus.
    Dopo un paio di giorni mi ha detto: “oggi ne scrivo, ho qualcosa di concreto”, e allora non l’ho fermato e ho cominciato a prenderlo sul serio.
    Poi ho avuto altre conferme da altre mie fonti e ho capito che sarebbe finita così: tuttora mi sembra assurdo, in ogni caso, una mossa non da Juve.
    Sorprendente e bellissima proprio per questo.

    Quale e per te l’aspetto più caratterizzate nella storia della Juve e al quale non dovremo rinunciare mai?

    La voglia di vincere.

    Ci riempiamo la bocca di frasi sull’importanza della vittoria e poi diamo per scontati i trionfi in campionato e in coppa Italia.
    Sono anni meravigliosi, irripetibili, dobbiamo esserne fieri, goderceli e non dare nulla per scontato: vincere deve essere sempre sinonimo di felicità.

    Il tifoso non può chiedere di più.

    Lorenzo Nicoletti

  14. Vorrei, tanto per cambiare, fare da baston contrario.
    Cos’è che considerate il bel gioco? Ricordo che la Spagna vittoriosa dell’altra sera contro la Croazia è in mano a quello che allenava la Roma e poi il Barcellona, ed allora non credo che lo consideravate uno che ( a parte lo simmiottamento del tiki taka portato in auge da Guardiola) sia uno dotato per partorire fantasie particolari.
    Faccio un passo indietro per l’amico Luca e gli altri, ricordo che non più tardi di un mese addietro abbiamo assistito ad un campionato mondiale dove “le stelle “ sono state a guardare, la Germania campione uscente è stata eliminata addirittura al primo turno e a vincerlo è stato addirittura DeChamp che ( diciamocelo tra di noi) pur essendo stato un nostro ex calciatore ed allenatore nell’anno di B, pertanto essendogli affezionati pure per campalinismo, non è che faccia fare un gran gioco alla Francia di Pogbà e Mbappè
    Chi rimarrebbe? Dei mister “nessuno “tipo Sarri o Klopp che non hanno vinto niente? Scusatemi ma di innovatori alla Sacchi o Lippi non ne vedo molti in giro, forse solo Guardiola o ancora Conte che ha un caratteraccio. A dimenticavo, il mio amuco suddetto stima Zidane, ma sei sicuro che sappia rimettersi in gioco con un gruppo diverso da quello dei galattici Madrileni? Poi non credo che in campionato lo scorso ultimo campionato abbia brillato, anzi, bene ha fatto ad alzare i tacchi prima che glieli avessero fatti alzare.
    Ritengo e credo di essere nel giusto, che il difensivismo che ormai tutte le squadre attuano, siano la vera novità tattica di questo ultimi anni e servirebbe ancora più fantasia nei calciatori più dotati per poter sovvertire questo dato di fatto.
    Halma ed accontentiamoci dei risultati per ora, poi se gli avversari ci affronteranno a testa alta, penso che ci divertiremo sicuramente di più.

    • andrea (the original)

      Per tirare acqua al tuo mulino prima menzioni l’assenza di gioco di alcune squadre vincenti e poi parli di allenatori che non hanno vinto niente fra gli innovatori.
      Mi risulta che per vincere debba avere una squadra in grado di vincere e la proporzione con i risultati vada fatta in rapporto alla squadra.
      Da questo punto di vista Sarri è come se avesse vinto in rapporto alla squadra di cui disponeva e Klopp beh, con il Dortmund nell’era del Bayern tritatutto ha anche vinto.

      Dunque credo che questa gente andrebbe vista con in mano il potenziale della Juve e poi giudicata.
      Tu vedi difensivismo quando invece la tendenza è contraria e se ora tra le scuse per non giocare ci mettiamo l’avversario che a tuo dire non giocherebbe a testa alta beh, difficile commentare. Semmai siamo noi che non giochiamo a testa alta perchè gli altri, anche Sporting e Tottenham, ci hanno preso a a schiaffi.

      Zampini, nel pezzo riportato dal Barone, dice (come molta parte del nostro popolo) che il tifoso juventino non possa chiedere di più: forse è vero, chissà. Di certo può chiedere qualcosa di meglio e di diverso..e il qualcosa di diverso è tra le opzioni “di più” e “meglio”, l’unica evolutiva, in tutti gli ambiti.

      • Credo sia proprio la ricerca ossessiva e non spontanea del “meglio” il motivo per cui le squadre allenate da Klopp, Conte e Sarri, hanno vita breve fra le star del panorama europeo, a differenza di altre come per esempio Real e Barca che sono squadre in grado di controllare il gioco sopratutto grazie alla tecnica dei loro calciatori, squadre consapevoli della loro forza capaci di adattarsi a qualsiasi contesto di partita, dove giocatori che si conoscono a memoria inventano sul momento la combinazione vincente, scegliendo quando e come prendersi il dominio del campo e quando attaccare in velocità. Concetti tattici lontani dalla rigidità e ripetitività degli automatismi di un sistema di gioco invitabilmente destinato ad andare in crisi quando vengono meno corsa, ritmo, palleggio e dinamismo, come è accaduto in Europa al Borussia di Klopp e alla Juve di Conte e in Italia al Napoli di Sarri nel momento decisivo della stagione scorsa.

        • Come analisi la posso condividere.
          La ripetitivita’ e la mancanza di inventiva proposta con colpi variabili e fantasiosi, determina il gioco in foto copia, facilmente individuabile e contrapponibile.

        • andrea (the original)

          Insomma è meglio non ricercare il meglio per poter avere il meglio..va bene.
          Io continuo a non condividere, a sentirmi lontano dal penaiero juventino, a ritenere che la staticità sia una sciagura che prima o poi presenta il conto.
          E, ovviamente, sogno un giorno di vedere Sarri o Klopp sulla nostra panchina abbattere i luoghi comuni e, consentimelo, navigare sui forum per vedere se è così negativo giocare a calcio e se questi alibi varranno anche allora.

          • Ho parlato di ricerca non “ossessiva” portando l’esempio di squadre tecnicamente e tatticamente in grado di imporre il loro gioco non basandolo sulla rigidità e la ripetitività degli automatisti di allenatori come Sarri o Klopp. Senza con questo voler mancare di rispetto allo loro bravura e professionalità e a quanti la pensano diversamente nei confronti di un non meglio identificato e ben identificabile “pensiero” comune juventino presente qui.

            Ciao.

            • andrea (the original)

              Se per ossessione si intende ricerca del miglioramento continuo va bene essere ossessivi.
              Io dico pure, ma spesso cozzo contro un generale muro di gomma (per questo parlavo di pensiero di popolo), che la ricerca di un certo gioco per Sarri e Klopp tende anche a limitare l’enorme gap tecnico tra le loro squadre e le migliori.
              E dal punto di vista del rapporto prestazione-risultato il loro valore è sicuramente superiore a quello di molti altri che fanno la conta di trofei dimenticando di disporre di organici con cui è più difficile perdere che vincere.
              Poi magari un giorno andranno in un top club e dimostreranno di non saperci fare, chi lo sa..ma intanto spero che quel giorno si avveri.

              Ciao

  15. Buongiorno. Non mi accontento neppure io, è giusto pretendere che l’asticella, visto la qualità della squadra si alzi, anche perché non si deve vivere e crogiolarsi nel passato.
    In questa era dove si è scoperto come sia più “ producente” distruggere, anzi aspettare l’avversario nella propria trequarti campo ed offenderlo in contropiede, non credo che ci siano molte variazioni tattiche da poter adattare. O hai 11 con i cambi 14 superman con polmoni e gambe in grado di correre il doppio oppure cerchi di tenere il possesso palla il più possibile onde evitare che l’avversario di turno ti buchi in contropiede.
    Oggi vedo nella Juve una certa apprensione in alcuni frangenti in cui la squadra soffre nelle folate delle contendenti, ma tutto sommato, anche se lento, il pallino lo tiene quasi sempre in mano. Bisognerebbe migliorare nelle triangolazioni con qualche colpo diverso per riuscire a bucare quei torpedoni che tutte le squadre mettono per difendere la propria porta, e credo che si stia lavorando x questo.
    Quanto alle partite contro il Totthenam cui ha fatto riferimento mi sembra Luca, gli ricordo che a Torino dopo 10 minuti la Juve vinceva già 2 a0 e Higuain andó a sbagliare pure un rigore che avrebbe rotto loro ogni possibilità di rimonta. Andammo di forza in Inghilterra a prenderci la qualificazione ed il loro correre fu vanificato da 2 colpi tecnici che ancora se li sognano la notte. Quelle azioni ( per me, umile tifoso , )sono poesia di vero calcio e tattica vincente. Altro che esaltazione di Pochettino e del calcio Inglese, dove anche Ranieri vince i campionati con una squadra, se mi permetti Andrea, molto più scarsa del Napoli di Sarri

    • Amico mio,

      quella qualificazione fu vinta da due giocatori dei quali, il primo ha tolto le tende ed il secondo per ammissione del tecnico, non ha posto in squadra.

      Ripetere la parabola di Coutinho è esercizio superfluo.

      Ma non possiamo ritenere la tattica italiana vincente quando proprio i nostri allenatori non danno risultati.

      PS la Roma con una rosa un pò così ma con un giovane allenatore ha fatto quello che a noi non è riuscito e Klopp ha preso la finale col Real.

      Per quanto riguarda Zidane ha vinto 13 titoli a disposizione su 19, nessuno ad oggi ha fatto altrettanto.

      Intanto su top planet si comincia a parlare di mentalità e cambiamento che solo Guardiola potrebbe importare a Torino.

      Si perchè con Ronaldo in campo, Costa e Dybala in panchina se non vinci la CL puoi dedicarti alla prsca, che il calcio non è il tuo mestiere.

      Un abbraccio

  16. ANTONY

    Se solo leggessi, poco poco, anzi, pochissimo qualche post del Barone l’errore di dire che Klopp non ha vinto nulla non l’avresti commesso…era un post di risposta ad Andrea, dove gli parlavo di Sarri e di Klopp… il primo non ha vinto una sega (come direbbe un amico nostro toscano), il secondo qualche cosa con il Borussia D. l’ha vinta.

    Buona mattinata.

  17. IO STO CON LEO

    Criticato e fischiato nell’ultimo Juventus-Lazio all’Allianz Stadium, ne ho parlato anche qui su, per quanto riguardano i dissidi di campo tra i tifosi e Bonucci si sono estinti subito dopo le sue scuse…ma quello che l’idiota di turno ha scritto augurando quello che ha augurato (non mi viene nemmeno la forza di scriverlo) ai figli di Leo sarebbe da prenderlo e attaccarlo ad un albero per le palle.

    “Forse un giorno vivremo in un mondo migliore – ha però prontamente risposto Leonardo – per ora quello da cui spero di tenere lontano i miei figli è questo mondo qui. Quello di questa gente. Quello della violenza fatta di gesti, parole e pensieri”. E ancora: “Adesso cancellati, cambia account, chiama qualcuno a darti manforte, peccato che nessuno potrà sollevarti dallo schifo di essere che sei”.

    Saluti

    • Max
      L’ anonimato ( o quasi) favorisce le manie compulsive e psicotiche di tanti poveracci.
      Il web e’ pieno di costoro che sfogano le proprie frustazioni.
      E poi la madre degli stupidi e’ sempre gravida.

    • andrea (the original)

      SOTTOSCRIVO!

  18. Giorgio e Massimo
    ECCO PERCHE’ LI SI CHIAMA PRESCRITTI
    Nel 2011 e’ stato dichiarato che l’Inter fosse coinvolta in calciopoli esattamente come le altre, colpevole di illecito sportivo
     
    l’Inter non sarà toccata per “prescrizione”, ovviamente mentre altre squadre sono state penalizzate, l’Inter ha ricevuto 5 anni di dominio in campo italiano (desertificato), fino a vincere anche una Champions League.
     
    Resta in discussione la questione se togliere o meno lo scudetto 2006 ai nerazzurri, ma anche se lo scudetto fosse revocato, non credo che basterebbe per riparare tutti i regali fatti agli indegni.
    Dal web

    Ora voglio dire, non trovo nulla di strano se la Juve mette fuori I 36 scudi sullo Allianz.
    Come trovo strano che non si ricordi che a Moratti & C hanno fatto andare sempre tutto bene.
    Moratti rispose a Palazzi che non c’era stato processo e che respingeva tutto.
    Ancora adesso non ho parole.
    Manco si potevano iscrivere e dovevano essere retrocessi per la storia dei docum Recoba..ma quando mai hanno processato l’inter?
    Moratti anche in occasione della prescrizione non ha avuto ritegno.
    Mi vergognerei se fossi interista.
    E poi protestava anche…Palazzi tenne 5 anni nel cassetto le prove contro I cartonati, una vergogna epocale, altro che motorini lanciati dagli spalti.
    Bleah…

    • TRANFAGLIA
      Sarà l’età, sarà quel che sarà ma non mi passa, non mi passa per quelli disinformati che in ogni discussione tirano fuori il triplete (ma se ci pensate bene il triplete lo abbiamo tutti, noi maschietti) e mai stati in B…e se la tirano pure.

      Mi sono sempre domandato ( nonostante la mia risaputa ignoranza) a cosa è potuto servire un processo di secondo grado se non è stato in grado nemmeno di correggere le “cazzate” molto evidenti della precedente sentenza.

      In questo caso poi la falsa convinzione dell’attribuzione risulta decisiva per poter coinvolgere l’arbitro nella presunta frode.
      Non fossero stati introdotti, come un deus ex machina, i mai esistiti “contatti febbrili” tra l’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, e Dattilo non si sarebbe potuto validare l’ultimo segmento del «teorema Meani», quello del campo da gioco.
      Difatti con quale mezzo sarebbe stato indotto a frodare in favore della Juventus se non esiste prova del fatto che Dattilo sia stato avvicinato per trasmettergli il messaggio criminale?

      L’incongruenza e la contraddizione degli organi giudicanti napoletani raggiunge il suo massimo “apicale” proprio in questo capo d’accusa: mentre l’ex amministratore delegato della società bianconera, Antonio Giraudo, dopo una precedente condanna in primo grado, viene finalmente assolto in appello nel rito abbreviato per questo presunto reato, Moggi e Dattilo, sulla base degli stessi fallaci indizi vengono invece condannati.

      Ogni tanto vado a leggere qualcosa e mi informo…lo facessero anche i nerobleau.

      Un buona serata con bollicine.

      • Erano tutti eccitati per seppellire la Juve, gli altri andavano bene cosi’.
        Delresto questa ” disattenzione” verso l’ inter si era vista subito. Le intercettazioni iniziali a carico dei milanesi non venivano ascoltate, poi uscirono fuori, ma vennero messe nel cassetto fino alla prescrizione.
        Un inganno organizzato, con calderone casinato ad hoc per rendere difficoltoso il tutto, aderenze e complicita’ ovunque. Morti compresi.
        Un giorno postero’ tutte le ruberie, nei decenni precedenti, di questa gente,questi si’ abituati alle gravi irregolarita’, non solo in campo, ma fuori.
        Hanno difeso lo scudo di cartone con prepotenza, poi guarda cosa salta fuori.
        Ciao Max

  19. Ilfoglio.it
    Dii Claudio Cerasa
    cerasa@ilfoglio.it
    9 Febbraio 2017 alle 05:45

    I tifosi dell’Inter e Palacio. Esultanza dopo il gol dell’1-0 di Inter – Carpi
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    Lo confesso. Sono un tifoso interista. Seguo l’Inter da quando avevo sei anni. Ho sognato con Ronaldo. Ho goduto con Mourinho. Ho sbattuto più volte la testa al muro vedendo correre sulle fasce delle più improbabili formazioni guidate dai Gigi Simoni e dagli Héctor Cúper i vari Gresko, Macellari, Centofanti, Cirillo, Coco, Fresi, Wome. Ho pianto, come tutti, per l’unico 5 maggio che conta nella vita degli interisti: non quello cantato da Alessandro Manzoni, che chissenefrega, ma quello dei disastri di Gresko e Di Biagio. Era il 2002, l’anno di quel 5 maggio, e le ragioni del perché l’Inter perdeva (e perde) valevano ieri e valgono anche oggi: l’Inter non vinceva (e non vince) non per colpa degli arbitri o di Luciano Moggi o di Totò Riina o della P4 ma perché gli avversari, e in particolare la Juventus, segnavano e segnano di più, giocavano e giocano meglio, sbagliavano e sbagliano di meno.

     

    Eppure, dal 2002 a oggi, il tifoso interista, ancora scioccato forse da quel maledetto 5 maggio, ha smesso di guardare il mondo con occhi sinceri e ha creato una realtà virtuale all’interno della quale ha accettato di diventare il prototipo del grillino perfetto, scaricando le proprie incapacità sul sistema corrotto, delegittimando gli arbitri per nascondere i propri difetti e cercando infine di cavalcare, con la complicità dei giornali della buona borghesia calcistica da tempo specializzati nell’alimentare su ogni fronte gli istinti anti casta, una penosa via giudiziaria per la risoluzione dei conflitti calcistici. Le notizie degli ultimi giorni – con ampia e documentata e ridicola polemica sui presunti errori commessi dall’arbitro Rizzoli durante la partita vinta domenica scorsa dalla Juventus sull’Inter per 1-0 – sono soltanto la coda di un problema più grande che affonda le radici in un momento preciso della nostra vita calcistica: quando, nel 2006, venne istruito un processo farsa contro la Juventus, in cui tutte le frustrazioni degli anti casta del calcio italiano vennero prima abilmente trasformate in illeciti sportivi e poi amabilmente trasferite in forma di gogna in tutti i talk-show.

    Fu in quel preciso momento che il tifoso medio interista – che grazie al supporto decisivo di un interista piazzato al vertice della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Guido Rossi) dopo il caso Calciopoli riuscì a vincere un campionato a tavolino (2005/2006) e uno successivo nell’anno in cui la Juventus fu mandata in B (2006/2007) –  scelse di alimentare il circo mediatico sportivo portando in prima serata e sulle prime pagine dei giornali le chiacchiere da bar, facendole uscire dai confini delle serate con Aldo Biscardi con lo stesso effetto che si avrebbe oggi se in prima serata venissero riproposte le telefonate registrate senza filtri da Radio Radicale ai tempi di Radio Parolaccia. Il tempo passa ma le modalità del processo sono le stesse che osserviamo oggi anche in altri ambiti.

    La terza invasione cinese nel mondo del calcio
    E l’idea che sia legittimo sconfiggere il nemico per via giudiziaria puntando sulla post verità è ormai un dato assodato della nostra vita non solo sportiva. Ed è un dato che prescinde da ogni giudizio di merito. La Juve gioca meglio dell’Inter? La colpa è dell’arbitro che non ha visto un rigore. La Juve vince più scudetti dell’Inter? La colpa è delle sim di Moggi e non dei Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Emerson, Del Piero, Camoranesi e Vieira che valevano più dell’Inter degli Zé Maria, Adriano, Burdisso, Favalli e Kily González. Naturalmente, il tifoso medio dell’Inter non è l’unico a cui può essere affibbiata la spilletta del moralista.

     

    Ma a differenza degli altri, l’interista ha la particolarità unica di essere il punto di intersezione perfetto tra la frustrazione del popolo (la Curva Nord) e l’indignazione della borghesia (la Gazzetta dello Sport). E fino a quando il tifoso interista non avrà uno scatto d’orgoglio – e non organizzerà un bel vDay contro gli ultras frignoni pronti a sventolare allo stadio fazzoletti bianchi sognando di vincere scudetti con Guido Rossi e la moviola – continuerà ad alimentare un sistema perverso in cui sguazzano gli Ingroia e in cui verrà considerato sempre legittimo il tentativo di imporre la propria post verità per via giudiziaria. Vale nel calcio, vale nel resto. Qui siamo pronti a reagire, e voi?

    • Ho postato il pezzo di cui sopra perche’ conosco un interista, l’unico con cui si puo’ parlare di calcio tranquillamente. Anche un amico.
      Allora sono in due…..!!!!!!

  20. Caro Tino,
    tutti noi in passato abbiamo ampiamente discusso e sottolineato l’iniquità e la parzialità delle sentenze sportive del 2006, molto meno invece dell’inaccettabile sentenza penale di Napoli, le cui motivazioni di condanna furono basate sul “reato di pericolo”, una tipologia di reato in cui il pericolo è presunto nella stessa condotta. Piuttosto singolare che in un mondo del calcio senza “regole” come era quello di allora, in cui le condotte border-line erano comuni a tutti o quasi gli ex dirigenti della serie A, gli unici a mettere in pericolo il “bene comune” fossero unicamente quelli della Juventus, per illeciti mai commessi, ma con la possibilità che si prefigurasse un tentato illecito, anche se mai avvenuto. Tanto che, anche in sede penale non sono riusciti a dimostrare eventuali contatti, nemmeno tramite sim svizzere, tra Moggi e gli arbitri, tanto che, in tutti i casi elencati di presunte frodi gli arbitri e i guardalinee coinvolti nelle gare sono stati prosciolti con formula piena. E dunque, per i giudici il solo discorrere sulle griglie arbitrali – come faceva anche chi da Milano si ostinava a voler bypassare preclusioni e “regole” del sorteggio – costituiva un “pericolo” al corretto svolgimento della gara, nonostante quei sorteggi avvenissero sotto gli occhi di un notaio e di un giornalista, e senza alcuna esclusività dei rapporti con i designatori. Il tutto ovviamente al netto delle false accuse sui sorteggi pilotati, di quelle risibili sulle moviole di Biscardi, sul presunto potere esercitato su un arbitro come De Santis, sbeffeggiato e calunniato da tutti come asservito al potere moggiano, i cui rapporti con gli ex dirigenti milanisti e interisti (che ne tenevano anche con altri arbitri allora in attività) erano noti e dimostrati.
    Detto questo nessuno pensa che Luciano Moggi fosse un Santo, ma nemmeno si possono far passare per Santi coloro che non lo erano e per “onesti” quelli che non lo sono mai stati, né appioppare etichette di “malfattori” (come fece Moratti quando dichiarò che l’inter avrebbe meritato anche l’assegnazione dello scudetto del 2002) senza avere prove certe ed inconfutabili.
    Al di là di ogni ragionevole dubbio e di ogni diffuso sentimento popolare.

    • Caro Giorgio,
      Sei prezioso.
      Questo escamotage del “Pericolo” qualifica il nostro sistema. Nel penale un processo nemmeno alle intenzioni, ma a qualcosa che si potrebbe verificare, potrebbe………….
      Mamma mia. Cose da regime Cileno sotto la dittatura, da colonnelli..
      Certo che c’e’ da stare tranquilli.

      • Si pure quello del 2002..
        Tanto : abbiamo fatto trenta, facciamo pure trentuno….
        (Aho’ ho citato il proverbio non il numero di scudetti)

      • In Cile fu un generale di cognome Pinochet, in Italia, come scrive Barone nel post sopra, un Pinocchio ex PM a Napoli.

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