Ronaldo gate .. ma perche’?

Scritto da Cinzia Fresia

Da quando Cristiano Ronaldo ha aperto la porta della sua nuova casa, non ha nemmeno finito di disfare le valige, mettersi le pantofole e sedersi sul divano, che c’è già una tempesta in atto che lo riguarda.
Quasi un uragano ha investito Cristiano mentre cominciava ad inserirsi in squadra facendosi notare, è emersa una notizia di una possibile denuncia da parte di una sig.na dall’attività non precisata, la quale recrimina l’indennizzo per un trauma subito da una violenza sessuale perpetrata dallo stesso Ronaldo, accaduta nel 2009.
Colpo di scena e al cuore .. perchè la sig.ra non scherza, la donna nella veste di “intrattenitrice” all’interno di una discoteca a Las Vegas, si “propone” a Ronaldo il quale pare gradire l’avvenente e provoncante ragazza, va beh .. a 24 anni nel pieno della giovinezza, bello e multimilionario .. sembra cosa normale, la questione però è andata oltre, cioè i due sarebbero finiti a letto, normale anche questo, tuttavia la donna insiste sulla violenza in quanto affermerebbe di aver subito pratiche sessuali a lei non gradite. La questione peraltro sembrava chiusa, la ragazza aveva accettato un’offerta di denaro per non sporgere denuncia, e firmato un accordo definitivo, ma niente da fare, essendo negli Stati Uniti d’America, reati che non cadono in prescrizione, la Mayorga, per chissà quale motivo, è tornata a minacciare la tranquillità del campione.
Sgomento e preoccupazione anche in casa Juve, la maggiore Azionista Exor, mal gradisce la presenza di un presunto stupratore come immagine della squadra, il vertice Juve difende il giocatore a spada tratta, il ragazzo si sta facendo volere molto bene dal suo allenatore e dai colleghi, che lo adorano e difendono.
Le indagini però vacillano, le prove dello stupro pare non ci siano, e per non vanificare, sono saltate fuori altre tre signore che accuserebbero l’attaccante sempre di molestie.
Ci chiediamo, ma perchè costruire uno scandalo per rovinare l’immagine, di questo giocatore proprio ora che è alla Juventus?
E’ davvero strano, senza pensare ad un complotto contro la Juventus, che ha Ronaldo da attirarsi questa antipatia?
E’ una macchina che fa soldi, possiede un jet personale: un Gulfstrim200, quindi sarà abituato ad avere persone che vogliono aprofittare per guadagno personale, ma quando è troppo è troppo.
Sarà forse l’approccio anticonformista della sua vita privata, non è sposato, ha cambiato numerose fidanzate, e ha avuto figli da rapporti non conformi alla morale, usufruendo uteri in affitto e il primo figlio, nato da un rapporto occasionale, questioni riguardanti il fisco peraltro sanate.
Insomma nulla di trascendentale, consuetudini comuni all’ambiente dei privilegiati .. eppure qualcosa non va, chiusa la falla del fisco s’è n’è aperta un’altra.
Il cocktail è completo, bello, sportivo, campione ricco e tenero compagno e padre, ma non solo, Ronaldo fa molta beneficenza, ha a suo carico numerose famiglie indigenti che mantiene senza farne pubblicità.
Difficile pensare a come andrà a finire questa storia dove, chi ha da perderci è solo Ronaldo e di conseguenza la Juventus, obiettivamente, le storie di questi stupri sono incongruenti e fanno acqua da tutte le parti, che Cristiano possa aver usufruito di certi servizi non lo si può escludere, non sarebbe nè il primo o l’ultimo che utilizza simil prestazioni, ma tra questo e uno stupro ce ne passa, e le signore vittime sembrano spuntare come funghi tutte insieme e un po’ troppo in fretta.
A questo punto saranno gli avvocati a decidere, come spesso accade si cercherà un accordo, e non la verità.
Purtroppo uomini come Ronaldo sono delle prede, e non si può pretendere che un ragazzo nel pieno delle sue possibilità, stia chiuso in casa .. sicuramente c’è stata da parte di Ronaldo della leggerezza su come sta gestendo la vita privata, ma appunto perchè è privata andrebbe lasciata stare. Mi chiedo che gusto ci sia, rovistare tra le “mutande” di un personaggio pubblico la cui immagine sportiva e umana non sarà sicuramente messa in pericolo da persone senza scrupoli, che vivono delle debolezze altrui.

  1. QUANDO IL MOSTRO SI MISE IN AZIONE

    LA MIA CAN E CALCIOPOLI
    E’ l’11 maggio 2006, alle 14 mi metto in macchina per partire alla volta di Firenze. Il tempo è bello, il sole splende, la strada è lunga e sono felice dopo aver diretto la seconda gara di A a conclusione del mio primo anno di CAN A/B.
    Gara diretta ad Ascoli dove, 18 mesi dopo, uscirò con una gamba fratturata a causa di uno scontro fortuito con il calciatore Job. Corsi e ricorsi.
    Arrivo a Coverciano dove è in programma l’ultimo raduno della stagione.
    Sembrerà paradossale ma, partendo da casa, non avevo idea che mi stessi recando nel centro del tornado per vivere uno dei weekend più assurdi e dolorosi della mia vita sportiva.
    No, non ci saranno immagini riempitive per descrivere quelle tre giornate vissute in clima irreale, tanto inatteso (da me) quanto annunciato (da altri).
    Arrivato a Coverciano incrocio sguardi stralunati e strani sorrisi. Non riesco a spiegarmi che cosa stia accadendo ma si respira un’aria molto pesante.
    Entro nella hall e saluto l’adorata Giulia (adorata da tutti, non solo da me, per il suo contagioso sorriso), salgo nella mia stanza e comincio la mia solita routine: un libro, qualche sigaretta, la telefonata alla fidanzata del tempo (sì, mi ricordo perfettamente chi fosse, è e rimane la più importante della mia vita), alla mamma, ad un paio di amici selezionati.
    Alle 18 scendo nuovamente nella hall ed incontro tanti colleghi che, diversamente dal solito, non sono tutti assieme a chiacchierare ed a ridere di stupidate assortite. I raduni bisettimanali non sono stati, non sono e non saranno mai simposi accademici ma incontri per socializzare, analizzare, confrontarsi.
    Quella sera, invece, c’è qualcosa che non va.
    Andiamo a cena.
    Di solito eravamo tenuti ad arrivare, col generale Mattei, prima di cena per consumare il pasto tutti assieme. Quella sera regnava la totale anarchia: colleghi che non erano ancora arrivati, altri che non si siedono, alcuni che si alzano al suono del cellulare, il tutto in un silenzio irreale là dove, solitamente, la sala si distingue per una cagnara indistinta in cui si mescolano dialetti di mille regioni d’Italia.
    Dopo cena usciamo velocemente dalla sala. Ci si riunisce in gruppetti sparsi, mi siedo un po’ spaesato sui gradini di fronte alla hall. Accendo l’ennesima sigaretta (ai tempi era la normalità, per me) ed ascolto i discorsi dei colleghi che discutono di certe voci che si rincorrono da settimane e che sono state anticipate il giorno prima da “L’Espresso”: ci sarebbero degli arbitri indagati per quella vicenda già battezzata con il nomignolo di “Calciopoli”, nomignolo che riporta sinistramente a “tangentopoli”.
    Ascolto senza capire un granché. Il motivo può sembrare strano ma, nella realtà, vivevo in un mondo tutto mio in quei giorni: la fidanzata più o meno nuova, la seconda gara in serie A in una stagione che migliore non avrebbe potuto essere, il giorno 300 circa di un sogno chiamato CAN.
    Verso le 21.30, mentre fumavo la sigaretta numero “ennesima” della serata, mi avvicina un arbitro molto noto di quel tempo che, senza lasciarmi nemmeno il tempo di salutare mi dice: “Mare’, tu sei uno di quelli che pensano che sono fottuto? Da qui non mi mandano via nemmeno con le cannonate, questa è casa mia e non mi faccio fregare in questo modo“.
    No, il nome non lo dirò mai ma queste parole non le ho ascoltate da solo ma assieme ad altri arbitri che si trovavano con me lì ed in quel momento.
    E’ stato, forse, l’istante in cui ho cominciato a comprendere la gravità di quanto stesse accadendo.
    E no, non ho intenzione di nascondere il fatto che alcuni colleghi fossero felici delle indiscrezioni di stampa, che ridessero a battutacce sulle manette in arrivo.
    A mezzanotte, dopo aver passato ore ad ascoltare storie incredibili su quanto emerso nei giorni precedenti, vado a dormire pensando solo a preparare sulla sedia il materiale per il solito allenamento delle 9.30 sul campo in erba di Coverciano.
    Alle 7, invece, siamo già tutti svegli.
    Pochi minuti prima sono arrivate le volanti della Polizia, lampeggianti accesi, passando per il cancello di ingresso di Coverciano già pieno di giornalisti in cerca di notizie. Come possano aver saputo dell’arrivo delle forze dell’ordine all’alba è un mistero (buffo) tutto italiano.
    Ma non certo una novità.
    Alle 7.30 un vice commissario della CAN passa di stanza in stanza avvertendoci di vestirsi in fretta, di scendere nella sala riunioni principale del Centro Tecnico con la propria carta d’identità per il riconoscimento personale e per il ritiro di atti giudiziari.
    Probabilmente è solo un caso che l’infarto sia arrivato nove anni dopo e non quella mattina alle 7.30.
    Ci guardiamo negli occhi, che adesso sono tutti stralunati. Si legge stupore, dolore.
    E paura.
    Ho paura anche io.
    Non ho la minima idea di cosa stia succedendo ma ho una paura fottuta di finire in mezzo ad indagini penali, in mezzo a nomi che, fino a quel momento, avevo solo visto sui giornali, in televisione o, per caso, durante gli incontri arbitri/dirigenti.
    Prendo la mia carta d’identità, mi avvio verso la sala riunioni da solo, incontro un agente in divisa che mi ferma e mi chiede a bruciapelo: “lei chi è?”.
    Mi si gela, letteralmente, il sangue.
    “Buongiorno, sono Luca Marelli di Como”.
    “Un attimo”.
    Prende una specie di blocchetto per gli appunti, scorre una lista.
    Mi guarda.
    “No, lei può rimanere in stanza, non è nella lista degli indagati”
    La mia reazione è stata… nessuna reazione. Sono rimasto imbambolato, fermo in mezzo al corridoio mentre l’uomo in divisa si allontanava e fermava un collega. Stessa procedura, stessa domanda, stessa attesa ma finale diverso: “vada in sala riunione, la stanno attendendo”.
    Lo guardo. Piange. Chiede all’agente “perchè? Cosa ho fatto?”.
    L’agente gli appoggia una mano sulla spalla: “vada in aula, le spiegheranno tutto”. Pochi minuti dopo gli consegneranno un avviso di garanzia, iscritto nel registro degli indagati per una gara che i magistrati ritengono “aggiustata”. Verrà sospeso la settimana successiva. Verrà processato, spenderà decine di migliaia di euro, non scenderà mai più in campo.
    Verrà assolto in via definitiva 8 anni dopo.
    Vago tra i corridoi, ho lo stomaco completamente chiuso ma decido di andare in sala pranzo per la colazione.
    Incontro una sola persona, seduta con lo sguardo perso nel vuoto.
    E’ Maurizio Mattei. Ha gli occhi gonfi.
    Abbiamo da anni un rapporto di amicizia che va oltre l’aspetto tecnico. Non si contano le cazziate che mi ha tirato, l’ultima pochi giorni prima perchè, negli ultimi 10 minuti ad Ascoli, ero cotto come una birolla.
    Non tenta nemmeno di nascondere l’amarezza, il dolore, la pena umana che prova in quel momento. Non dice una parola, mi fa solo segno di sedermi accanto a lui. Dopo due minuti, senza aver detto una sillaba, si alza.
    Si ferma, mi guarda e mi dice: “Figliolo, cazzo fai ancora qui? Inizia l’allenamento!“. Scoppia a piangere. Non sarà l’ultima volta in quegli irreali tre giorni di Coverciano.
    Andiamo al campo. Iniziamo l’allenamento più assurdo che possa ricordare. Arbitri che corrono con il cellulare in tasca, non so esattamente per quale motivo, non mi interessava allora e non mi interessa oggi.
    Attaccati alle reti di recinzione ci sono decine di persone che ci urlano di tutto, ci insultano con ogni epiteto immaginabile. Sommergono di letame madri, mogli, figli, parenti fino al quarto grado collaterale, senza distinzione. Ci sputano addosso ed è veramente difficile non reagire. Dopo il primo giro decidiamo di trasferirci ad un campo interno, lontano dagli occhi e, soprattutto, lontani dalle bocche di quelle persone che, oggi, dovrebbero chiedere scusa per aver infamato arbitri che sono stati giudicati non colpevoli.
    Finiamo l’allenamento: doccia e telefonata veloce a casa per rassicurare mamma, papà ed affetti.
    Andiamo in aula. Le forze dell’ordine sono ancora in giro ma hanno finito di distribuire gli avvisi di garanzia.
    Mattei annuncia le designazioni per l’ultima giornata di campionato. Designazioni stravolte, gli arbitri destinatari delle informative di garanzia vengono tenuti a riposo, per loro il campionato si conclude con un paio di giorni di anticipo. Per alcuni si conclude in quel preciso istante la carriera ma non lo sanno ancora…
    Finite le comunicazioni relative alle gare della domenica, Mattei scoppia a piangere. Si accascia letteralmente sulla scrivania e non dirà più nulla. La riunione tecnica si conclude nel giro di venti minuti.
    Pranziamo ma nessuno ha fame, non si capisce più nulla. Usciamo e ci raduniamo in gruppi sparsi.
    Vedo un mio coetaneo che piange come un bambino, giura su sua figlia che non c’entra nulla. Pochi mesi dopo verrà scagionato da ogni accusa, sia sportiva che penale.
    Un altro reagisce in modo differente: “siamo alla follia, non ho idea di cosa stiano parlando”.
    Nel primo processo penale verrà assolto, sentenza confermata in appello ed in Cassazione. Non ha commesso il fatto.
    Troppo spesso ho letto ricostruzioni fantasiose di arbitri corrotti, prezzolati.
    Mai, in questi anni, ho sentito o letto anche solo una riga di scuse per questi ragazzi che, allora, vennero sommersi di merda mediatica, messi alla gogna, insultati ovunque e da chiunque.
    Alcuni di loro sono stati, di fatto, buttati fuori dall’AIA prima ancora delle sentenze definitive. Ed anche a loro nessuno ha mai chiesto scusa.
    Alcuni di loro sono tutt’oggi miei amici.
    Lo erano prima dei processi, durante i processi, dopo i processi.

    E c’è gente che, ancora oggi, racconta balle inverosimili su quelle giornate…
    —/-

    Queste non sono chiacchiere, non sono fobie di tifosi. Questi sono fatti, eventi sommamente ingiusti, che hanno distrutto la vita di molte persone.
    Perché l’ingiustizia non si accompagni all’oblio !

    • Per inciso la Cassazione nel 2015 ha assolto nel merito, perché il fatto non sussiste, tutti gli arbitri coinvolti nella vicenda calciopoli, unico condannato De Santis per fatti non legati alle partite della Juve.
      Le 5 partite che hanno prodotto verdetti di “non assoluzione” con reati estinti per prescrizione sono Juventus–Lazio (capo f), Bologna–Juventus (capo i), Cagliari –Juventus (capo o), Juventus–Udinese (capo q), Roma–Juventus (capo z). Tuttavia per Juventus–Lazio, Bologna–Juventus e Juventus–Udinese l’arbitro co-imputato è stato assolto (si trattava rispettivamente di Dondarini, Pieri e Rodomonti).
      Per le due partite rimanenti l’arbitro era Racalbuto, la cui posizione è stata ritenuta prescritta nel corso del processo d’appello, accusato di un errore fatto dall’assistente in Roma-Juventus, assistente poi assolto, e per aver “garantito” alla Juve il pareggio a Cagliari…
      quella Juve di Capello che nel 2005 corrompe un arbitro per pareggiare a Cagliari e come riportato in una cronaca di quella partita “in vantaggio con un gol di Emerson viziato da un fuorigioco di Trezeguet (ndr – erroneamente non segnalato da un guardalinee non indagato) forse avrebbe meritato i tre punti per come ha gestito la ripresa, ma negli ultimi minuti si è addormentata ed è stata giustamente punita da Zola che di testa ha battuto l’enorme Zebina, un ex che nel finale ha sbagliato tutti i movimenti che c’erano da sbagliare”(La Repubblica.it 16.1.2005).

      “Il fatto non costituisce reato”, questa la motivazione della sentenza del giudice Oscar Magi del tribunale di Milano che qualche mese dopo la sentenza di Cassazione sugli arbitri ha assolto l’ex direttore sportivo della Juventus Luciano Moggi dall’accusa di diffamazione, per aver fatto riferimento alle telefonate che chiamavano in causa l’ex Presidente dell’inter Giacinto Facchetti sulla composizione delle griglie arbitrali e la richiesta ad un arbitro di indirizzare l’esito della semifinale di Coppa Italia contro il Cagliari.

  2. L’ITALIA S’È DESTA

    Bella vittoria della Nazionale, bravo Mancini.
    Ero fiducioso e alla fine la mia fiducia mi ha ripagato.
    Scongiurata la B…ora bisogna continuare su questa linea…cambierà la figc, bisogna cambiare le vecchie figure delle nazionali passate…è stato cambiato il CT, cambiamo pure chi siede in panchina, insieme al Mancio, con la cravatta.

    Buonanotte.

  3. Finalmente una bella Italia. Vittoria meritatissima. Bravi tutti.

  4. A fine settimana ritorna il campionato, sabato allo Stadium c’è il Genoa e vedremo se la forza della squadra di casa riuscirà a piegare anche il tempo, con la 9a vittoria consecutiva come nelle prime 9 giornate del campionato 2005-06, quello dello scudetto revocato alla Juve ed assegnato non per caso all’inter. Oggi è comunque tutta un’altra storia e anche gli agnostici ex tifosi juventini possono stare tranquilli, non ci saranno altri complotti inter-galattici e il fantasma del passato non tornerà. Allora non si riuscì ad evitare quello che è lapalissiano per tutti, salvo chi, non per caso ma per scelta, non si è accorto della forza esercitata fuori dal campo da “un atto di violenza nobilitato da un rito formale”(Piero Ostellino).

  5. Se la nazionale gioca bene è sempre un piacere poter dire sì. Non ricordavo una partita con questa intensità dal 1982. Sarò antico e romantico, ma quando vedo che oltre all’impegno c’è anche un minimo di qualità sono sempre contento, anche perchè sono convinto che se si lavora bene sui giovani, qui in Italia non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Il problema è il gran numero di stranieri nell’80% scarsi o di media statura che tolgono il posto in squadra a molti giovanotti nostrani che certamente non sono da meno. Barella o Chiesa o ancora il nostro Bernardeschi sono dei patrimoni da preservare e da coltivare bene. Poi rivedere un talento come Verratti che ancora gioca in Francia dove (anche se nel Psg) può solo involvere, mi dà qualche fastidio.

    • andrea (the original)

      A me pare che la qualità degli interpreti sia frutto della scelta di puntare sul gioco e, da questo punto di vista, non avendo mai avuto stima per Mancini, gli riconosco di aver avuto coraggio e di aver individuato forse l’unica strada per riabilitarci, anche in assenza dei grandi talenti del passato.
      Gli stranieri ci sono anche altrove, in campionati di nazionali che vanno per la maggiore. Quello che gli altri hanno e che da noi spesso è stato rifiutato è la mentalità di gioco, fare la partita, attaccare costantemente. I nostri giocatori hanno fatto tante brutte figure perchè gli altri non facevano veder loro la palla..ma gli altri non facevano veder loro la palla perchè i nostri erano ancorati alla difesa, alla tattica, alla speculazione.
      E permettimelo, erano ancorati anche a un pò di supponenza per cui gli altri campionati hanno solo da imparare dal nostro: Verratti è più probabile si involva in una squadra italiana o almeno, in una squadra italiana di 2 o 3 anni fa.
      Ho visto anch’io una bellissima partita ma spero sia davvero solo la prima di una rinascita culturale.

      • Concordo Andrea, ma un Verratti nella Juve accanto a Pianjc come ieri vicina a Giorginho, sarebbe grasso che cola per la nostra Juve, mentre in una squadra di figurine che giocano solo per alimentare il portafoglio è sprecato. Ieri avevamo una nazionale molto più tecnica che “fisica” ed i risultati si sono visti.I piedi buoni talentuosi ci sono, bisogna che si sappiano pure muovere sul terreno di gioco. Non credevo nel Mancio devo essere sincero, mi ricrederò se riuscirà a dare un seguito a quanto visto ieri.

        • andrea (the original)

          Ma sai, intanto dipende dal gioco che vogliamo fare noi, perchè nella Juve versione micragnosa vista spesso non so quanto migliori.
          E poi insomma, non sarei così drastico verso le altre squadre: noi paghiamo 30 e passa milioni un solo calciatore, ne paghiamo altri 6/7/8 milioni, magari un tifoso del PSG potrebbe dire la stessa cosa di noi.

          Sì Mancini ha per una volta sorpreso anche me.

          • In un preliminare di 6 partite, al di là dei meriti di Mancini credo sia presto per parlare di precisa identità di gioco di questa nazionale, senza dimenticare che in 2 partite su 3 quello visto è stato orrendo. Credo dunque che il confronto con la Juve sia
            improponibile se rapportato al corso di una stagione calcistica che dura 9 mesi, in cui non si possono giocare oltre 50 partite con gli stessi ritmi e la stessa intensità viste ieri sera e nelle quali la gestione delle risorse fisiche e nervose e l’equilibrio nelle 2 fasi di gioco sono prerogative fondamentali per raggiungere traguardi di ben altro livello che quello di non finire nel baratro della serie b europea.

            • ops..4 partite

            • andrea (the original)

              Ho parlato di speranza di una rinascita culturale che inizia con la scelte viste ieri; è chiaro che poi questa strada sia tutta da confermare.

              Per quanto riguarda il paragone con la Juve beh, direi che i club, volendo scegliere la strada del gioco, rispetto alla Nazionale hanno il vantaggio di poter allenare quotidianamente i giocatori e di poter programmare anche le varie fasi di condizione fisica e mentale dei calciatori.
              L’intensità si allena, ci sono club che giocano a livelli notevoli per tutto l’anno, ovviamente con picchi in alto e in basso ma mediamente superiori a quelli della Juve.
              E’ sempre questione di scelte. L’equilibrio resta un concetto soggettivo, vi sono vari modi di essere equilibrati ed è azzardato pensare che chi sceglie di giocare intenso e veloce sia sprovveduto.
              Anche perchè se il parametro è la Juve direi che, al netto di tifo e corporativismo relativo, calcisticamente non rappresentiamo a oggi un modello di riferimento..o almeno spero che non ci sentiamo modello per il mondo anche sul calcio, va bene l’ego ma un limite dovrà pur esserci.

              La Nations League è sempre Europa, le squadre schierano quasi tutti i migliori, quindi non la ridurrei a competizione secondaria.

  6. UN CAPELLO PER COLLINA

    Così parlò Capello: “Il Napoli può fare qualcosa di importante in campionato e in Champions perché Ancelotti ha avuto il merito di aver rivoluzionato la testa dei giocatori, ha allargato la loro mentalità, il loro modo di giocare”.

    Il Var in Collina
    Il calcio faccia il calcio, senza prendere in prestito “sistemi” regolatori di altri sport. Tradotto: “Non si può pensare di dare la possibilità agli allenatori di calcio di chiamare la Var, come invece succede in altri sport come la pallavolo o il basket”.
    A bocciare la proposta di attribuire agli allenatori la possibilità di “chiamare” la moviola per una-due volte a tempo, è Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri della Fifa, intervenuto al ‘Var dello sport’, durante l’ultima giornata del Festival dello Sport, in corso a Trento, organizzato da Gazzetta e Trentino.
    “A differenza di pallavolo e basket, dove la grande maggioranza delle infrazioni è oggettiva – ha spiegato l’ex fischietto internazionale – nel calcio c’è una maggiore interpretazione da parte dell’arbitro.
    Nel momento in cui un pool di arbitri analizza le immagini a disposizione, potrà avere una visione più puntuale di quel che è successo in campo, rispetto a quello che un allenatore può vedere dalla sua visuale”.

    Augh ! Ho detto.

    • Ha detto pure che ormai è fuori dai giochi e che vedrebbe bene il Var già dagli ottavi in champions, ma che sono in ritardo anche per quest’anno. Chissà chi avrà procurato questo ritardo. Non vorrei si ripetesse quello accaduto lo scorso anno.

  7. @michelleroi
    Ieri parlavi di giustizia/giustizialismo.
    Oggi leggo del giudice Magi e delle sue motivazioni (Moggi assolto dall’accusa di diffamazione)
    Permettimi 3 domande:

    1-Leggendo quelle motivazioni,puoi darmi un tuo giudizio tecnico,intendo professionale?

    2-Magi spiega di non volersi addentrare nell’ambito della giustizia sportiva , assolve Moggi “a sua volta pesantemente coinvolto nelle vicende di illeciti sportivi ed anche penali”(parole sue) per aver detto cose vere o comunque verosimili “un suo legittimo diritto di critica” dice .Contenevano ,continua, “con certezza una buona veridicità, o comunque sono state pronunciate nella ragionevole opinione che contenessero una dose di verità, seppur anche putativa”anche se,sottolinea ” non può ritenersi che il comportamento di Facchetti possa in qualche modo essere accostato a quello di Moggi nell’ambito penale”
    Vengo alla domanda ,io mi sono fatto un’idea ,tu piuttosto, davanti alle precisazioni di Magi,precisazioni quasi mai riportate da molti,compresi media di parte, presi nell’accostare (nonostante Magi non accosti)a tutti i costi …tu, che idea di sei fatto?

    3-Le motivazioni valgono tutte e sempre ?

    • E dove l’hai letta questa sentenza? Non ne parla neppure l’ultimo de media. Moggi =Belzebù, meglio evitare di dire che non lo sia, si rischia pure di farsi male 💡 😆 😆 😆

    • @PK
      Perdonami, ma, in linea di massima, su calciopoli e dintorni ho già dato abbondantemente. So anche che un confronto in materia con un tifoso interista (pur se entrambe le parti sono animate da buona fede) rischia sempre di finire a carte quarantotto, per cui, anche seguendo i desiderata del nostro padrone di casa, preferisco astenermi.
      Mi limito a dirti due rapide cose.
      1-2: non ho letto quella sentenza.
      3- le motivazioni di un qualunque atto giudiziario possono essere soggette a critica. Ovviamente, conta la qualità di quella critica.

      • @michelleroi
        Ok.
        Su calciopoli la penso pari pari come te,però ieri avevo visto il pezzo di Marelli(che avevo già letto tra l’ altro)riportato da te a proposito di giustizia-giustizialismo e mi sono lasciato andare….
        Ok.

  8. Antony
    Oggi leggo SUL BLOG.
    Stai sul pezzo
    😊
    (la sentenza cmq esiste)

    P.s..michelleroi…ecco dove volevo arrivare (grazie Antony)

  9. Andrea

    La gestione delle risorse e la ricerca degli equilibri di gioco sono prerogative che tutte le squadre di club (parlo di quelle di un certo rango calcistico) devono avere in relazione alla densità di impegni da affrontare nell’arco di un’intera stagione, molto più impegnativa e dispendiosa in termini di energie psico-fisiche rispetto a quelle richieste in un mini torneo di 4 partite in cui l’unico obiettivo è l’accesso alla fase finale del Campionato Europeo in programma credo nel 2020. Penso anche che qualsiasi tipo di gioco non possa prescindere dalle capacità aerobiche ed anaerobiche oltre che tecniche dei singoli a disposizione, proprio per questo non mi pare d’aver mai scritto che un modo più intenso e veloce significa essere “sprovveduti”, ma di una scelta attuabile per qualsiasi squadra senza tener conto di tutte le “variabili” di cui sopra.
    Per finire non trovo neppure riscontri agli addebiti di carattere personale che fai a chi manifesta qui idee sul tema diverse dalla tua, per quanto mi riguarda non mi ricordo fra l’altro di aver mai posto come parametro di riferimento la Juve e tantomeno il suo modello di gioco, semplicemente perchè, per i motivi di cui sopra, ogni squadra ha propri parametri di riferimento e modelli di gioco da seguire per poter sfruttare tutte le caratteristiche dei componenti della rosa, possibilmente di tutti e non solo di un numero definito della stessa, con l’unico obiettivo per tutte di ottenere il massimo dei risultati possibili sul campo.

  10. Alessandro Magno

    Paul Kersey perdonami ma sapevo che arrivavate qui.

    devo dire che anche gli altri ti stanno provocando non poco. lo ammetto
    tuttavia ti devo stoppare.

    Qui non posso fare proprio parlare un interista di calciopoli.

    e’ un argomento su cui non saremo mai d’accordo quindi MI FATE E MI FAI LA GENTILEZZA DI NON RIAPRIRLO.

    tanto ripeto non saremo mai d’accordo su questo con gli interisti per cui il mondo è bello perchè è vario ma ciascuno resti delle proprie idee e STOP.

    Non posso e non sarebbe giusto stoppare gli juventini anche perchè questo blog nacque proprio sull’onda di calciopoli e per anni abbiamo avuto una sezione e degli autori che si occupavano solo di questo ma non posso proprio consentire a un interista di parlarne in casa mia secondo le sue opinioni. scusami se ti sembro drastico ma non posso e non voglio. D’altronde tu sei entrato ed hai accettato le regole vigenti. Non è democratico questo lo sa ma io qui dentro non ci volevo e non ci voglio utenti di altre squadre. te l’ho consentito perchè sei educato e sei amico di altri nostri utenti gobbi altrimenti non te lo avrei consentito.

    Agli altri sottolineo di non chiamare in causa Paul Kersey in questa discussione e non tirarla fuori ogni tre per due per il gusto di farlo rispondere che tanto non ne cavate niente. resteremo sempre oguno delle proprie opinioni.

    GRAZIE A TUTTI PER LA COLLABORAZIONE

    • @Alessandro
      Ok messaggio ricevuto,peraltro avevo detto più o meno la stessa cosa mezzora fa,rispondendo a michelleroi.

      • Alessandro Magno

        Grazie PK scusami per la franchezza e la durezza ma se apro questa ferita mi si cappotta il blog. E chiaramente non voglio scatenare questo. Grazie.

    • Caro Ben,
      la mia risposta a PK andava proprio in questa direzione.

  11. @Alessandro
    Ma figurati..lo capisco benissimo.

  12. 👌 e mo ? Di che parliamo?😂😂. Bravo Ben, volevo chiuderla in partenza e grazie Pier per aver saputo rispondere senza aprire nuovi contenziosi.
    Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, noi non ci scordiamo il passato ma tireremo avanti almeno fino al decimo consecutivo, ma poi anche oltre, finchè calcio non avrà fine😉😂😂

Lascia un commento


NOTA - Puoi usare questiHTML tag e attributi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Plugin creado por AcIDc00L: key giveaway
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: posicionamiento web