Il Derby ridicolo

scritto da Cinzia Fresia

Ci sono partite, dove il risultato sembra scontato che si potrebbe evitare di giocarle, ci sono partite, che dopo un’interminabile bolla al naso, accade la zampata del campione, che quando meno te lo aspetti, confeziona un gol improbabile e impossibile se non per l’unica persona che può segnarlo: Cristiano Ronaldo, l’uomo che non vuole perdere.

Gli ingredienti c’erano tutti, i 70 anni dalla sciagura del grande Torino, lo striscione dei tifosi della Juve che onorava tali caduti e la voglia di essere buoni, dava a presagire che probabilmente, la vittoria ai granata fosse quasi un dovere … ma si, con lo scudetto vinto, qualche punto al Toro, poteva essere un segno distensivo, giusto il tempo di chiudere la partita, effettuare le celebrazioni, chiudere tutto, salutare, poteva andare così.. e invece no, perche’ a Cristiano, a cui nessuno.. dico nessuno ha mai passato una palla decente, in tutta la partita, il gol se lo e’ cercato da solo.

E cosi’ che finisce il Derby della mole in cui nessuno è contento: la Juve, rimonta, ma tribola per tutta la partita commettendo errori futili, passaggi sbagliati. I bianconeri non entrano in partita mai, infatti il Toro segna, ma sara’ il genio di quel solo giocatore, che evitera’ la sconfitta, e il Torino, quello deluso, che avrebbe voluto fare un bel regalo ai suoi tifosi, offrendo una gioia collettiva.
Invece no .. cambiano gli allenatori, ma si ripetono gli stessi errori. Per il Toro sembra una maledizione, che proprio la Juventus, lo recuperi nei pochi minuti rimasti.

Si continua a vedere Ronaldo e il resto della Juventus, giocare due sport diversi, da una parte c’è lui, che corre lotta, cerca di creare la condizione per fare gol, dall’altra parte c’è la Juventus, che si trascina i piedi, che non si impegna.
Confidiamo in una bella vacanza ristoratrice, ma soprattutto un progetto nuovo, se non vogliamo,che Cristiano ci saluti.

  1. Per cortesia, capisco chi ci vuole male ( tutti coloro che non tifano Juve indistintamente) ma far circolare voci tra di noi che Ronaldo potrebbe ritornare a Madrid, mi sembra un assurdità che è meglio evitare di propagare.
    1- Cristiano Ronaldo con ancora Zidane ( visto che qualcuno faceva questo nome) ancora in panchina manifestò in conferenza stampa e subito dopo la conquista dell’ultima Champions che il suo tempo a Madrid si era esaurito.
    2- Ronaldo ha un contratto in essere tra i più remunerativi per un calciatore ( prende quanto Vettel alla Ferrari) ed è un tesserato con un cartellino in mano alla Juventus che potrebbe a sua volta vendere a terzi il calciatore.
    3- Non mi sembra che ci siano ( aldilà delle ipotetiche farneticazioni ) che ci sia mai stato alcun mal di pancia o insofferenza nei riguardi dei colleghi e della società in cui gioca.
    4 – Ha manifestato in più riprese a proposito del punto precedente che a Torino lui è la sua famiglia si trova bene e che gli piace tutto della Città e dell’ambiente in cui sta vivendo.
    5- Aldilà delle intemperanze giovanili in cui si ritrova con una signorina americana che vorrebbe spillargli dei soldi, si è sempre comportato da professionista serio.
    A fronte di tutto ciò perché farsi venire dei dubbi sul suo futuro prossimo?
    Pensiamo a quanto gli accadrà attorno con i nuovi compagni di squadra piuttosto

    • Forse non ci siamo spiegati Anto’ …
      Qualcuno, conoscendo la fame di primeggiare del fuoriclasse portoghese, si è chiesto -al di là delle dichiarazioni di facciata- se lui è felice di lottare per la classifica cannonieri con Quagliarella, e magari perdere.
      Il discorso è plausibile se per un attimo ti spogli dei panni del tifoso, e ti metti nei suoi …
      ma mi rendo conto che a te queste sottigliezze psicologiche non interessano. Anzi scusami se ti ho chiosato …

      • Hai ragione Luigi, io non sono un provinciale e la Juve la reputo una tra le società migliori al mondo.😉

  2. VERGOGNIAMOCI

    Loro ricordano la loro squadra con i suoi Eroi e noi sputiamo sopra a otto scudetti consecutivi…
    Saluti

  3. RESIGNATION

    DI CORSA

    La mia riflessione dopo aver osservato l’evoluzione dell’Allegri “mediatico” degli ultimi due anni è che, ad un certo punto, dopo aver conquistato 3 Scudetti di fila ed aver raggiunto due finali di Champions da underdog, abbia iniziato a soffrire – è umano – la mancanza di riconoscimenti da parte della “critica”.
    Ogni grande allenatore ha un grande ego, i riconoscimenti fanno piacere a tutti e, non riceverne a sufficienza (o alcuni), avrebbe fatto incazzare anche altri suoi colleghi top.

    Si aspettava probabilmente non dico di creare un movimento simile al “Cholismo”, o al “Guardiolismo“, nè di poter guardare dall’alto al basso lo Zidane fresco vincitore della sua prima Coppa. Ma Sarri sì. Ma gli altri allenatori italiani sì.

    Si è ritrovato invece a lottare contro un Napoli irreale, da 90+ punti, un unicum nella storia e per di più con l’alfiere del belgiuochismo new age che – dopo aver vinto a Torino – era arrivato ad un gol di Higuain all’89° dal tirargli uno scherzo epocale.
    Il tutto mentre comunque la Juve usciva col Real Madrid dopo aver a mio avviso meritato più degli spagnoli nei 180′ e si apprestava a vincere un’altra Coppa Italia, la quarta di fila.

    Umanamente, lo capisco.
    Lo capisco anche calcisticamente.
    L’ho difeso per tutto l’anno scorso, non a caso. Quella che non capisco è invece la posizione che da allora ha iniziato ad assumere sempre di più, in un crescendo rossiniano, trasformandosi – probabilmente per contrasto – in un “talebano” a sua volta.

    Non è vero che il belgiuochismo sia l’unico modo per vincere, o che conti di più portare a casa 3 punti in un modo piuttosto che in un altro. Non è vero però nemmeno il suo contrario.
    Non è vero che in Italia alla Juve si possa vincere solo cambiando la mentalità del club (il “dna del club”, cit.) o con una filosofia calcistica più offensiva: non è vero però nemmeno che lo si possa fare solo con una difesa posizionale forte e con gli 1-0. Stessa cosa in Europa. Non ha alcun senso citare le finali europee degli ultimi 6 anni di Guardiola, nè citare il fatto che in semifinale siano arrivate squadre propositive come Tottenham, Ajax e Barcellona.
    Non serve nemmeno fare patetiche riflessioni sul Barca “attendista”.
    Non c’è alcuna lezione da cogliere.
    Non c’è alcun trend, nè alcuna verità da rivelare. Nel calcio tutto è giusto, finchè/se funziona. Qualsiasi approccio è buono, se ti porta a giocare bene e a sfruttare bene la rosa. E ai risultati prefissati.

    L’Allegri di questa stagione si è trasformato sempre di più da un “difensore” del proprio lavoro ad “attaccante” del lavoro (o del pensiero) altrui.
    Si è irrigidito anche dialetticamente su un modo di comunicare il calcio “semplice”, ci ha scritto un libro.
    E nel libro c’è una pagina dove commenta Parma-Juve 3-3 usando queste parole: “Ci facemmo infilzare due volte proprio per un’eccessiva ricerca del bel gioco”.

    E ancora: “Penso che accontentammo inconsciamente tutti quelli che volevano vedere il bel gioco, che però alla fine non paga”.

    Questo non è più un difendere il proprio lavoro, ma far passare un concetto “tossico” per cui col bel gioco si perda a prescindere, punto.
    Per cui col bel gioco ne prendi 2, mentre giocando un gioco brutto no.
    Non è vero: ne prendi 2 se sbagli qualcosa; vinci se fai bene qualcosa.
    Quel “cosa”, è a discrezione dell’allenatore, che può avere idee anche diverse dalle tue ed essere ugualmente efficace.

    Quando Allegri dice: “Se voglio giocar bene non c’è problema: metto i terzini che fanno le ali, i centrocampisti tutti di qualità, però poi dopo quando si traccia la riga come sei arrivato? Secondo? Terzo?” anche in quel caso fa passare un concetto che per me è scorretto, ovvero che sia impossibile vincere proponendo un calcio diverso (o anche solo che il secondo posto di Sarri non sia un’impresa sportiva altrettanto meritevole di elogi, per tornare a due anni fa).
    C’è una linea sottile tra il difendere le proprie scelte e il denigrare le altre.

    È a causa di questa escalation, culminata poi con la guerra ai “teorici” del calcio contrapposti ai “pratici” e continuata ieri con i discorsi sul “dna” dei club e le continue critiche ai colleghi italiani (ma quali?) che “scimmiottano il Barcellona” o che vogliono fare gli stranieri a tutti i costi che non lo seguo più.
    Perchè ha iniziato una crociata personale inutile, eccessiva e a volte irrispettosa, nei contenuti, esattamente come irrispettose erano le critiche che riceve lui da un paio di anni (a dire il vero, ultimamente anche nella forma).
    È andato oltre: ha iniziato a volerla spiegare e questo è un sentiero pericoloso da intraprendere.

    Allegri ha il suo modo di intendere il calcio, lo rispetto per questo, andrebbe rispettato se non altro per il suo palmares, ma non c’è controprova in questi discorsi astratti nè da una parte nè dall’altra perchè solo lui allena la Juventus.
    Ci sono i risultati, quelli sì, e spesso analizzarli è il modo migliore per provare a tracciare una sintesi.
    Non credo al presidente Agnelli importi dello scimmiottamento dei suoi colleghi o di queste dispute ideologiche: gli importerà capire bene le ragioni di un’annata non esaltante, gli errori commessi e le eventuali responsabilità. E, francamente, anche a me.

    Buona serata

    • Ti quoto in toto Baró. Belle considerazioni e non solo di chi ama la propria squadra del cuore, ma soprattutto di chi sa come considerare chi ha fatto un buon lavoro .

    • Bell’articolo.
      Ciao!

    • Un applauso ad Antonio Corsa, grande tifoso juventino…
      E un applauso al Barone che ha postato l’articolo di Corsa che in effetti mette un po’ di miele su un quadro allegriano comunque abbastanza desolante.

    • Hai rioortato dei bei concetti.

      Li condivido in toto.

      Sul recepimento di questi da parte del tifoso bianconero però, non possiamo dimenticarci di quanto successo quando salutato il Trap, uno di noi, da sempre e per sempre, ci siamo innamorati di Lippi.

      Si perchè se Allegri fosse arrivato prima, certi suoi concetti forse, sarebbero stati accettati o perlomeno capiti.

      Purtroppo per lui, per Ancelotti e per Capello, mai amati, c’è stato Lippi.
      Oggi è lui l’allenatore al quale tutti noi guardiamo, è lui che ha fatto cadere tutti, e sottolineo tutti i luoghi comuni ai quali si attaccano i mediocri.

      Quella Juve, fece dire a Ferguson uno che ha la statua fuori dall’Old Trafford, lo stadio del club più ricco e conosciuto del mondo, “noi dobbiamo giocare come loro!”

      Si perchè quella Juve correva più di tutti, faceva girare la palla meglio di chiunque, verticalizzava e raddoppiava insomma “il miglior calcio che io abbia mai visto”
      Dopo aver eliminato il Real, dopo averli dominati e bastonati, un tifoso in curva salito dal sud esclamò “ma cummè se fà a non esse da Juve!”

      È questo il problema profondo.

      Siamo scesi agli inferi e ci siamo risaliti, grazie a Didier ed ai 5 Samurai, poi però siamo cresciuti e ci siamo riappropriati di ciò che eravamo, e non eravamo ne la Juve di Conte, ne quella di Allegri.
      Due ottimi condottieri che hanno dato, ma la nostra dimensione è la Juve di Lippi, il cuore, il ricordo dell’essere grandi e di guardare gli altri dritti negli occhi prima di sconfiggerli nella corsa, nel gioco, nel tutto.
      A questo in fondo aspiriamo, ed esserci riusciti con Marcello, fa risultare vecchi, stantii, inutili tutti i discorsi che si sentono, che ci dicono e che ci dice il nostro attuale allenatore.

      Si amici miei, la Juve di Lippi avrebbe fatto un sol boccone dell’Ajax, L’avrebbe battuto nella corsa, nel gioco, non ci avrebbero capito niente loro, non noi.
      l’avrebbe usato da allenamento per la finale con il Barça preparando la sfida tra Ronaldo e Messi.

      E prendendo le parole del Barone in prestito….

      Ma che ve lo dico a fà….

      • A proposito dell’Ajax, la Juve di Lippi lo avrebbe battutto nel corridoio prima di entrare in campo, sarebbero bastati gli occhi dei giocatori caputanati da Cristiano.

        • No amico mio, sarebbe bastata la presenza di Chiellini che avrebbe raddoppiato la prestazione di Bonucci e spronato gli altri senza Ronaldo e pire Allegri.

      • Capitanati naturalmente

    • andrea (the original)

      Come scritto anche al bravissimo Antonio, in pratica alla fine proprio Allegri ha finito per “scimmiottare” qualcuno, nello specifico Josè Mourinho che si creò il personaggio dell’uomo solo al comando contro tutto e tutti.
      Ecco, Mourinho però maneggiando molto meglio certe forzature, saggiamente a fine stagione se ne andò perchè aldilà della chiusura del cerchio di vittorie con la Champions League, restare in quella situazione che lui stesso aveva creato sarebbe stato impossibile, sono scenari che hanno una tenuta temporale breve e che se prolungati portano detonazione certa.

      Lo dico con estrema onestà e da tifoso che non ha partecipato al fuoco preventivo contro Allegri nei primi anni, anzi avendolo apprezzato e celebrato.

  4. RESIGNATION

    Chiedo scusa a Cinzia, alla Iuliana e qualche altra signora del blog per le parole scurrili che a volte adopero in questo onorevole blog…ma, e non voglio giustificarmi, a SJR&R se ne usano anche peggiori.

    Mi vorrei far capire meglio:
    Quagliarella capocannoniere della stagione in corso.
    Mi importa una sega se non dovesse vincerlo Ronaldo…inporta di più che lo vinca un italiano.

    Come dite ? Il campionato italiano è scarso ?
    Cazzate, dite delle cazzate e i vostri numeri non contano un cazxo…altrimenti vi sbatto sotto il muso i numeri degli otto scudetti vinti.

    Voleva vincere la classifica cannonieri ?
    Allora non doveva mangiarsi i goal che si è divorato …
    Nel 2002 un certo SCONOSCIUTO venuto per la prima volta in serie A, si chiamava Dario Hubner, vinse la classifica cannonieri e giocava nel Piacenza e non nella Juve di Lippi dove giocava anche Trezeguet.

    Buonanotte ai sonati.

    • Solo per la precisione: nella stagione 2001-2002, Trezeguet vinse il titolo di capocannoniere della serie A, ex aequo con Hubner, con 24 gol.

      Buongiorno 😃

      Ps Noi allora facevamo il tifo per Trezeguet: magari pensavamo che anche Hubner fosse straniero 🤣

      • Perché vuoi precisare ? Mica ho scritto il contrario e cioè che Trezeguet sia arrivato secondo ?

      • Infatti Max … hai citato Trezeguet senza dire che in poveretto aveva appaiato Hubner… mi pare di aver aggiunto qualcosa di più …
        E non ti incazzare, che non ci stiamo spartendo le masserie !😅

        • Vedi Luigi, forse per uno che si intende solo di politica lo dovevo specificare ma su un blog dove si parla di calcio e di Juventus credo era superfluo specificare che poi, Trezeguet è stato da me menzionato.
          Non sono e non mi arrabbio…tranquillo Luigi.

  5. RESIGNATION

    Che ne sapete di “CLAMOROSO AL CIBALI” detta dal mitico Sandro Ciotti in una famosissima Catania-inter ?

    “Ei fu” il 5’maggio di Manzoni così tanto lontano quanto più vicino ai giorni nostri.
    Auguri bella gente

  6. RESIGNATION

    DOPO LA FESTA…

    Sapendo quanto io tenga alla Champions sembrerebbe quasi una mancanza di rispetto verso il sottoscritto leggere sul blog che quest’anno c’era una autostrada davanti a noi, scritto da Andrea, lui che alla coppa ha sempre preferito lo scudetto.

    Giustamente, e lo condivido, diceva di un Barcellona meno forte del passato.
    È vero, e allora bisogna anche dire che a Berlino ci ha battuto la più forte e che la più forte la eliminammo pure, e con una percentuale bassissima di riuscirci.

    È anche vero che, oggi, ma nemmeno solo oggi le autostrade sono piene di buche e di ponti, a volte solo pericolanti, altre volte non li attraversi proprio. Morandi Cit.

    Poi, parlando sempre di coppa, ci sono il duo “il gatto e la volpe” (ogni allusione a persone e animali è prettamente casuale) che mi vorrebbero far sotterrare gli OTTO SCUDI e sfruttandone i diritti a loro piacimento.
    In questo caso, purtroppo per loro, non sono Pinocchio e spiattello in faccia a loro le verità e non le bugie.

    Infine il 967, data a me molto cara per uno scudo vinto all’ultima giornata sui nerobleau che il Caro Luca non può ricordare ma può fregiarsi di essere nato in quell’anno.

    Ovviamente, poco ricorderà della Juve del Trap che giocava per i 2 punti in palio per la vittoria
    e non per i tre come la Juve di Lippi.

    Marcello Lippi, il più grande anche per me, eppure…
    Anche lui ha vinto qualche scudetto all’ultima giornata (vedi anche Conte ma non Allegri), una Champions ai rigori e una coppa del mondo per club in Giappone.

    Ma quante Champions, anche avendo la squadra più forte, ha perso ?
    I suoi leader erano meno forti dei Furino e dei Buffon prima e Chiellini ora ?

    Rispettate anche chi a Roma pianse nonostante la combine del 5 maggio.

    Buona domenica.

    • andrea (the original)

      Max nel 2015 io l’ho detto, quindi non vedo la menzione.
      Il problema, sempre quello, è che per non accettare il fallimento si snocciolano i trofei degli anni precedenti ma, lo ribadisco per la millesima volta, ogni stagione è una stagione nuova e si parla di questa stagione, che era quella giusta per crescere come livello di gioco e che si era messa benissimo grazie all’inesistenza di rivali in campionato e a un bel tabellone di Champions.

  7. La Juve identifica quel cretino che mimava l’aeroplano nel derby e lo caccia. Si può fare, dunque. Basta volerlo. Seguano la stessa strada gli altri club e gli stadi diventeranno puliti.

    (Roberto Renga, Twitter)

  8. DIFFERENZE

    È bene ribadire telegraficamente un concetto che il tempo si sta incaricando di rendere evidente.
    L’errore è della società, e viene dallo scorso anno: non puoi prendere Ronaldo, il n.1 al mondo, il re della Champions, e tenere Allegri che punta innanzitutto allo scudetto col minimo sforzo.
    La differenza grossa è nell’orizzonte visivo, nonché nella filosofia di approccio. E, appunto, in filosofia questa diversità si chiama Alterità
    degli intenti.

    Troppo totalizzante l’uno, troppo minimalista l’altro (basta il muso del cavallo ecc ecc).
    Sbagliare è umano, perseverare è diabolico…
    Hai voglia a fare dichiarazioni di felicità che poi il campo contraddice quasi in ogni partita.
    Gli attuali aporemi di Allegri hanno una scaturigine: l’Ajax di Ten Hag.
    Sono state quelle due partite che hanno destabilizzato le sue certezze e il suo equilibrio interiore. E le due semifinali Champions giocate a ridosso del derby non hanno aiutato di certo.
    Come il Bayern di Monaco destabilizzò Conte, così l’Ajax ha demolito perfino gli equilibri dialettici di Allegri, oltre a scardinarne la filosofia minimalista.
    Ma almeno il primo -che non aveva certo Ronaldo e incontrò un Bayern semplicemente mostruoso-, ne ebbe coscienza. Il secondo parla di “ripartenze” 😫.

    Buona domenica.

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