Domenica 19 Maggio 2019 Juventus-Atalanta ore 20.30 Allianz Stadium -Torino

scritto da Cinzia Fresia

Il campionato è agli sgoccioli, le ultime battute .. e si chiude una stagione che vede la Juventus campione d’Italia, e in questa serata dove si celebra lo scudetto, la società esonera di comune accordo Massimiliano Allegri.
Tra lacrime, ricordi e tante belle parole, il Presidente Andrea Agnelli saluta un amico, così è stato definito il tecnico livornese, 5 anni fantastici ed un bilancio più che positivo.
Va via un pezzo di cuore, il Presidente visibilmente emozionato, ricorda il quotidiano e il lavoro passato insieme, fatto di confidenze, di momenti belli trascorsi al bar sotto casa a fare colazione, altresì i confronti, le gioie e i dolori.
I giocatori lo salutano e rimpiangono già.
Ma la dura legge del business non perdona, e analizzato il momento attuale, la società ha preso suo malgrado una durissima decisione per il futuro della Juventus.

Lo stesso Allegri, era in predicato di chiudere il ciclo alla Juventus, durato comunque 5 anni, il desiderio di conquista della Coppa dei Campioni, ha prolungato una collaborazione destinata a finire.
La love story comunque tra la famiglia Agnelli e il tecnico livornese non finisce, e chissà che un giorno non faccia ritorno, per regalare alla società che lo ha tanto stimato, l’agognatp trofeo.

  1. Pavel Nedved parla a Skysport: “

    “Quale ruolo nella vicenda?

    Devo chiarire che non ero alla conferenza per motivi di lavoro. Non potevo cancellare o spostare. La parte nella vicenda è della società, prendere una decisione, una fine di un ciclo in modo naturale, un ciclo chiuso in modo importante, difficile da ripetere, immenso, undici trofei, quasi tutto quello che è stato chiesto, bisogna fare i complimenti a Max ed a Andrea Barzagli.

    Cosa vi ha fatto convincere?

    Nessun elemento ma solo una fine naturale, ognuno dice quello che sente, Max è stato grandissimo, la Juve vuole vincere trofei e lui l’ha fatto. Inzaghi e Sarri? Ci saranno valutazioni, non abbiamo fretta, non sarà semplice, sappiamo che non si ripeterà più questo ciclo, sarà difficile. 

    Nessuno in mano?

    Fino ad ora avevamo Max, non abbiamo contattato altri, abbiamo idee abbastanza chiare ma non è stato fatto niente ancora”.

  2. Io ero per Allegri, le poche volte che ho scritto su questo blog l’ho fatto capire in modo chiaro. Ho visto la conferenza sabato pomeriggio e mi è piaciuto molto il “pathos” che c’era, le parole di Agnelli non erano imparate ” a memoria” così come la chiacchierata di Allegri, poi ci sono stati dei passaggi che non ho capito ma non importa. Voglio dire che non era una sceneggiata …..alla fine credo che lo staff e il presidente abbiano capito che per “vendere” un brand e cercare di arrivare dove sono il real e il manchester non serve solo vincere ma serve creare un’immagine e che Allegri non avrebbe mai potuto farlo, troppo ancorato ad un calcio dove conta solo vincere e basta.
    La scommessa è proprio questa, arrivare a vincere creando un’immagine ….toccherà al prossimo allenatore provarci…magari trovassimo un altro sacchi da fusignano….ma forse erano altri tempi…..

    • Esatto, Luca, hai centrato il problema di modernità di cui anche il calcio è innervato.
      Tutte le cose umane hanno bisogno di aggiornamenti.
      Vincere non è più l’unica cosa che conta.
      Puoi cambiare il logo, le magliette, la musichetta di contorno ecc ecc, ma nel piatto ci deve essere comunque il prodotto “calcio”.
      Gli inglesi ci sono arrivati prima di noi, la strada è quella, ma non è certo blandendoli come dei fessi che miglioreremo; anzi riusciremmo solo a dimostrare il nostro endemico provincialismo …

      Ciao.

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