Pogba o Milinković-Savić: quale centrale per la nuova Juventus?

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus dovrà necessariamente rinforzarsi a centrocampo. Pogba o Milinkovic per il nuovo allenatore?
Di
Cinzia Fresia –
09/06/2019

La ricerca del nuovo allenatore, per la Juventus, si sta dimostrando impresa tutt’altro che semplice e complessa nell’attuazione.

In attesa di una risposta definitiva, la dirigenza si sta impegnando sul calciomercato, e tra le tante voci, una di queste parla di un arrivo imminente di Pogba.

Un ritorno del francese sarebbe più’ che apprezzato da parte del pubblico juventino … in ansia e in trepidante attesa del nuovo allenatore, e offeso per la decisione di Antonio Conte di andare all’ Inter.

Già dalla scorsa stagione la Juventus è stata carente a centrocampo, e si vociferava di un possibile rientro proprio di Paul Pogba, il quale è rimasto in affettuosi rapporti con il club torinese.
Nel corso della stagione precedente, la squadra ha evidenziato una bassa qualità nella costruzione del gioco, caratteristica che ha penalizzato la Juventus nel torneo di Champions League, onde per cui, serve un giocatore dalle caratteristiche multiple, di grande fantasia e che supporti soprattutto Ronaldo.

In lista vi è anche l’opzione di Milincovic Savic, il centrocampista serbo attivo alla Lazio, già preso in considerazione nella stagione precedente.

I giocatori hanno pressappoco la stessa età -Pogba ha 2 anni di più-, quindi la stessa aspettativa di gioco.
Per ciò che occorre in casa bianconera, la scelta ideale sarebbe Pogba, per diversi motivi.

Il più’ importante è la velocità nella corsa e un’abilità nella costruzione dell’azione finalizzata diretta al l’attaccante; il suo dinamismo lo rende versatile un po’ in tutti i ruoli.

Milincovic Savic è un centrocampista centrale dotato di fisico possente, che gli consente di prevalere nei duelli aerei, sia in fase difensiva che offensiva, tra i due però Savic è il meno veloce.

Tecnicamente Pogba sarebbe il partner ideale per Cristiano Ronaldo, con il vantaggio che non avrebbe problemi di ambientamento e feeling con la squadra che conosce già.

Vedremo su chi dei due virerà la Vecchia Signora tenendo in considerazione le risorse economiche del club e -particolare da non sottovalutare- le idee del futuro allenatore.

Cinzia Fresia (estratto da “gol di tacco a spillo” )

  1. Così disssero pure quando Montezemolo assoldò Maifredi, che doveva emulare il gran calcio di Sacchi.
    Poi arrivò il tiki taka del Barcellona di Guardiola finchè non stufò pure coloro che credevano che quello fosse il gioco del futuro. Luis Enrique ci provò a Roma ad imitare quel calcio, ma sappiamo poi che dovette tornarsene nella sua cantera con la coda tra le gambe. E solo lì capì che poteva fare quel tipo di gioco con Xavi e Iniesta che non essendo dei colossi giocavano di fino a costruire ragnatele in pochi metri.
    Prima di evolmermi per imparare il calcio del futuro, credo che le grandi squadre sono state grandi perchè avevano grandi campioni che le componevano, il gioco era solo una conseguenza. Ma più passa il tempo e più so di non sapere, amico Andrea ed è forse il momento di cospargersi la testa di umiltà prima di etichettare quel popolo di Juventini che “hanno l’alibi di non aver quasi mai visto e quindi di non conoscere il calcio evoluto.
    Se arriva Sarri sono curioso di vedere e capire che tipo di gioco farà fare ad una Juve molto fisica, soprattutto poi se arriverà, come spero, pure Pogbà.
    Continuerò a tifare Juve sempre, ma se non si vince sarò il primo a voler la testa di Sarri. Il minimo sindacale sarà il suo primo scudetto vinto con una Juve che è già ad otto consecutivi e vinti con un Allegri qualunque.

    • Evolvermi ovviamente

      • io speravo di non dire più nulla fino all’inizio del calcio giocato, quello vero.
        Però, anche se in minuta minoranza, io alzo lo scudo a difesa di Maifredi.
        Non ebbe il carattere adeguato alla situazione e forse si era trovato in un ambiente più grande di lui, ma ebbe un squadra del tutto inadatta al suo gioco. Troppi giocatori nuovi, dirigenza rivoluzionata e mancanza di coesione.
        Comunque la stagione pago’ una partenza disastrosa ma si riprese velocemente in modo dignitoso, un buon girone d’andata e con alcune partite di altissimo livello. In coppa facemmo un’ottima stagione pure con partite di grandissima qualità.

        Il problema, che temo pure per questa stagione, è che non basta dire “noi siamo” per vincere.
        Bisogna dare sostegno alle idee.
        E temo che anche questa dirigenza sia arrivata ad avere idee un po’ confuse e presuntuose.

        Maifredi fu abbandonato e le colpe più che sue furono della dirigenza, solo che queste cose non si possono dire e non si dicono.
        Il calcio italiano anni 90 non era questo: ogni squadra aveva almeno 2/3 fuoriclasse, e bastava poco per perdere terreno in modo irrimediabile.
        Anzi non bisognerebbe nemmeno pensarle.

        Comunque io ricordo con affetto, e un po’ di senso di colpa, Maifredi e il suo calcio e mi dispiace che venga umiliato per “sentito dire”.

        • Bello il tuo intervento Furino.
          Spesso si parla troppo per cliché, Maifredi conquistò anche belle vittorie in un campionato che come valori valeva molto più di quello di adesso.
          Dici bene, la vera pecca di quella Juve fu la dirigenza che non fu capace di sostenere la squadra come avrebbe dovuto.

    • Andrea (the original)

      Evolversi è una scelta Antonio, non un obbligo, quindi se non vuoi farlo non è un problema di altri.
      I paragoni con Maifredi testimoniano che ormai gli argomenti son pochi, io lascio che la Juve faccia ciò che ha scelto di fare, cioè cambiare pelle (che sia Sarri o uno come lui non mi importa, l’odio per lui testimonia quanta paura vi ha fatto in passato con un semplice Napolicchio) e sosterrò questa idea a prescindere dallo scudettino.
      Tu fai come ritieni opportuno, tanto il mondo va avanti lo stesso e lo testimonia il licenziamento di Allegri nonostante lo scudettino.

  2. Io non odio Sarri, anzi ne apprezzo pure le qualità e sai bene da quanto scrissi in tempi che non sono poi tanto remoti che non ho mai temuto che il suo Napoli sarebbe mai riuscito a battere questa Juve. Il divario era ed è troppo ampio. Ho solo qualche dubbio che spero ( veramente )si possa sciogliere, è per questo che ho ricordato il nefasto Maifredi, ma devo pure ricordare che quel tipo negli anni 90 non poteva contare su Ronaldo e compagnia anche se aveva tra le sue fila, Baggio.
    Se tutto andrà come dovrebbe w Sarri, ma se il motto Bonipertiano non dovesse essere rispettato beh, non saró tenero. La Juve attuale è ancora la più forte e completa ( almeno in Italia e penso pure in Europa) come rosa, e ci sarà poco da essere sereni di in bel gioco senza risultati.
    Non è un discorso di evoluzione o meno, sono convinto che la Società abbia fatto benissimo ad allontanare Allegri che non ha raggiunto l’obbiettivo, ma ha l’obbligo quest’anno di doversi migliorare. Non accadesse sarebbe una debacle. Spero di essere stato più chiaro.

  3. Sembra come sembra che ormai sarri sarà il futuro tecnico bianconero. C’è da parte dei tifosi molto scetticismo, d’altronde fu accolto allo stesso modo anche allegri, il quale entrò in punta di piedi non sconvolgendo la macchina che conte aveva costruito. Il toscano plasmò a sua immagine e somiglianza la squadra piano piano, aiutato anche dalla società, che pur vendendo qualche pezzo pregiato, gli mise a disposizione sempre eccellente materiale umano. Oggi sarri eredita una squadra di primissimo livello, non si trova nella stessa situazione di allegri poiché il toscano gli ha lasciato una macchina ingolfata, mentre quella lasciata da conte ad allegri era solo sottovalutata. Sarri ha però la fortuna di avere una fuoriserie con tanti tantissimi cavalli sotto il cofano e. secondo me, il suo compito è molto più agevole di quello che ebbe allegri, quindi mi aspetto che il mese di preparazione sia più che sufficiente per ridar birra a questa squadra. Sarri dovrà gioco o non gioco vincere subito senza se, ma e però.

    • Ma se la macchina gliela ha lasciata ingolfata perché dovrebbe essere più agevole il compito. Io credo che è più difficile perché le aspettative adesso sono più alte e perché si deve instaurare un’idea di calcio propositivo laddove da anni si giocava solo sull’avversario.

      • MANI AVANTI

        Kris, smonta il carburatore, lo svuoti dalla benzina, una bella pulita anche al serbatoio…benzina in parte sporca.
        Ciao.

        • E certo Barone,
          Non dimentichiamoci che abbiamo giocatori che non sanno fare i passaggi dritti. Mica è facile il compito, io ho sentito parlare di imprese straordinarie.
          Ciao

      • Andrea (the original)

        Soprattutto cambiare una cultura di un popolo che non vuole cambiare rende le cose durissime.
        Ti dirò, se Sarri accetta una sfida del genere è un grande.

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