Parma Juventus differenze e similitudini con il passato.

 

Articolo di Alessandro Magno

Difficile fare una disamina alla prima di campionato, è come dare i voti al primo giorno di scuola. Va da se che la preparazione degli ”alunni” è molto approssimativa. In ogni caso ci si prova. Intanto va detto che a me la Juve non è dispiaciuta affatto e non ho avuto momenti di sofferenza se non nei minuti di recupero quando il Parma ha abbozzato un pochino di forcing. La Juve ha disputato un ottimo primo tempo andando in vantaggio e raddoppiando , gol poi annullato dal Var, e ha avuto altre occasioni da gol. Nel secondo tempo i ritmi sono scesi a causa di una non brillantissima condizione fisica ma la partita è sempre stata in mano della Juve. Ci sono state meno occasioni ma di contro non c’è stato alcun rischio reale. In almeno un occasione Sepe il portiere loro s’è dovuto superare per parare una grande bordata di sinistro di Cristiano Ronaldo. Ma veniamo alle cose che ho visto che sono uguali alla Juve di Allegri e a quelle che mi sembrano gia farina del sacco del nuovo mister.

Sulle similitudini è chiaro è evidente la formazione con tutti giocatori ”vecchi” di Juve. La trovo una scelta sinceramente oculata perchè far giocare insieme chi già da tanto lo fa, sicuramente ha facilitato la coesione fra i reparti. Quindi formazione allegriana e anche modulo visto che si è iniziato con un 433, ma questo era in preventivo visto che anche a Sarri piace questo modulo. Altra somiglianza con il passato è stata la grande attenzione difensiva. Di questo è stato molto contento Martusicello. E da questo punto di vista c’era qualche preoccupazione visto che nelle amichevoli estive si sono presi tanti gol. Ieri alla casella gol subiti abbiamo fatto registrare un bello zero che non guasta mai. Fin qui le somiglianze con il passato tutte buone, ma c’è anche qualcosa di negativo. Sotto gli occhi di tutti non esser riusciti a chiuderla. Anche questo spesso accadeva con il vecchio mister e va necessariamente migliorato, inoltre un poco di braccino alla fine andava gestito meglio, con un possesso palla più tranquillo, e invece si è buttata spesso la palla lontana ad allontanare roba non proprio della farina del sacco di Sarri.

Sul piano delle innovazioni chiaramente non è che si potesse vedere molto ma alcune soluzioni tattiche sono parse già un segnale di cambiamento. In primis la Juve sull’1-0 non ha arretrato il baricentro ma pur non trovandolo, ha continuato sia ad attaccare che ha pressare alto il Parma, che in soldoni significa difendersi aggredendo e cercando di recuperare palla nella metà campo avversaria e non nella propria. Lo so è molto dispendioso e un poco azzardato, soprattutto quando non sei al 100% con le gambe, però se non prendi contropiedi, e noi non ne abbiamo presi, è anche un bel vedere. Altre differenze tattiche sono state l’abolizione del doppio playmaker ovvero Pjanic/Bonucci in impostazione cosa che nel passato ha esautorato Pjanic da compiti e di fatto lo ha spesso deresponsabilizzato. Ieri mi sembra di aver capito che Bonucci farà il difensore centrale e Pjanic imposterà e secondo me è un equivoco tattico che ci portiamo dietro da molto tempo e andava risolto. Benissimo avere un doppio play in squadra, ovvero se uno dei due viene marcato a uomo, come spesso accadeva con Pirlo, allora subentra Bonucci, ma solo in questo caso. In tutti gli altri casi il regista è uno e basta. Questo per quanto riguarda le cose che diciamo sono filate  lisce. Ci sono state altresì due cose che mi sono saltate all’occhio e invece vorrei rivedere o comunque non mi hanno convinto appieno. Intanto nel primo tempo a un certo punto Ronaldo invece di stare largo a sinistra è andato in posizione di trequartista. Ora è indubbio che Ronaldo ha gamba per partire da dietro, certo che il trequartista è il ruolo per antonomasia del ”rifinitore” e Ronaldo a rifinire per gli altri non ce lo vedo proprio. L’altra questione tattica è stata Higuain al servizio del portoghese. Devo dire che i due non hanno fatto male certo però entrambi hanno esagerato, Higuain rifinendo sempre per il compagno e l’altro tirando sempre senza cercare mai Higuain con una palla di ritorno. Insomma bene si ma un po’ meno.  D’altronde anche Benzema lavorava per CR7 ma pure qualche volta aveva la libertà di concludere a rete.

In ogni caso la strada è abbastanza lunga e la malattia del nostro mister non facilita l’inserimento di cose nuove. Prevedo che ci vorranno almeno 2/3 mesi di lavoro per vedere la Juve di Sarri, d’altronde Allegri quando arrivò per sostituire Conte ci mise 4 mesi per riuscire a metter la difesa a 4 togliendo un centrale.E Allegri non aveva mai giocato con una difesa a tre in vita sua. Evidentemente anche lui molto intelligentemente non stravolse il lavoro fatto dal suo predecessore immediatamente e soprattutto l’abitudine che avevano i giocatori a fare determinate cose. Ci vuole molta calma e pazienza. Roma non si è costruita in una notte.

  1. UNA BUONA NOTIZIA

    Sarri presente oggi alla Continassa.
    Sabato quasi sicuramente farà il suo esordio.

    Forza Maurizio.

  2. SOPRA LA PANCA

    Seduti in panca alla Juve ci sono la bellezza di 48 milioni di ingaggio(ovviamente parlo di quelli che erano a Parma).

    E te credo che poi quando incontri dei “morti di fame” ti danno addosso e ti “massacrano” con il loro gioco fatto di volontà.

    Buffon 2 milioni, Cuadrado 3, De Ligt 7,5, Demiral 1,5, Danilo 3,5, Emre Can 5, Bentancur 2,5, Rabiot 7, Dybala 7,5, Mandzukic 3,5, Bernardeschi 5.

    Saluti

  3. GIUSTO PER…

    Sapete che se la Juve cedesse Demiral entro 2 anni, dovrebbe dare circa il 50% del ricavato al Sassuolo ?
    Tanto per… essere aggiornati.

  4. Che ho un debole come radiocronista x Repice non è un segreto; a questo si aggiunge anche lo stesso pensiero su Mandzukic. Probabilmente condividiamo anche la stessa incompetenza calcistica.

    https://m.tuttojuve.com/altre-notizie/repice-rugani-e-il-meglio-che-la-roma-puo-permettersi-farei-di-corsa-scambio-under-mandzukic-482806

    • andrea (the original)

      Repliche è meraviglioso per le emozioni che regala
      Non è questione di competenza, nessuno di noi ce l’ha e d’altronde l’unico che la spaccia (in senso letterale) per materia (forse perché non ha nulla da fare) è quello delle transizioni
      E’ questione di modo di intenderlo.
      Nel Regno Unito una volta Fashanu e Cascarino erano amati, in quel calcio erano ciò che serviva.

      • Andrè, Fashanu e Cercarono me li ricordo anch’io dai. Non mi paragonare Mario a Loro. Ci sono 1000 categorie dibdifferenza. Mario è forte di testa, dx, sx, e a differenza di ciò che dici tu x me in rapporto al fisico è anche abbastanza agile. X me un campione. Ci sono campioni, fenomeno e chi è entrambi le cose come Ronaldo e Messi. Ma tra il campione e il fenomeno preferisco sempre il primo. Xché campione comprende tante cose come mentalità, leadership ecc ecc. Io spero che non lo vendano ma se lo faranno lo considererò come uno dei + grandi campioni della nostra storia e non solo.

      • Andrè, ti sei fatto lo stesso telefono di merda che mi son fatto io ?
        Non c’è nulla da fare, ti fa scrivere quello che vuole lui.
        😎😜

  5. SANDRO SCARPA

    Antonio Conte è un fenomeno unico.

    Non il migliore, non il più vincente, forse non perfetto, ma un allenatore formidabile nei suoi punti di forza.
    Lo abbiamo esaltato per anni su queste pagine per il capolavoro titanico di aver risollevato la Juventus dal periodo più critico della storia al più dominante di sempre, assieme ad una rosa via via sempre più forte che è cresciuta grazie ed insieme a lui.
    Tra le doti straordinarie di Conte c’è anche e soprattutto la totale dedizione al lavoro e la fusione estrema di ogni sua molecola con la squadra che allena, professionalità che sconfina nella passione umana, troppo e meravigliosamente umana, e che lo rende votato anima e corpo, giorno e notte, in allenamento, in campo, in piedi in area tecnica e fuori, al suo progetto, ai suoi uomini alla sua squadra.
    Per questo, prima, durante e dopo la sua epopea bianconera, sapevamo già che in qualsiasi club sarebbe proseguita la sua carriera, la “passione” totalizzante e divorante di Conte lo avrebbe portato ad esprimere la stessa identica fame, voglia e profusione di energia per i suoi nuovi ragazzi.
    Non è il primo tifoso della squadra che allena, non se questa non è la Juve, ed è un uomo smisuratamente devoto alla causa. Un allenatore che si dà completamente, che tocca le corde profonde dell’animo dei suoi uomini e, per osmosi, dei suoi tifosi.
    Oltre ovviamente ad essere un grande tecnico.

    Non ci meravigliò la sua esternazione di alcuni anni fa “sono un professionista, allenerei tranquillamente anche l’inter“, di più: non ci siamo stupiti che, terminata la sua esperienza all’estero, abbia scelto l’Inter, il progetto di squadra italiana più serio e avvincente per una tipologia di allenatore “unico” nel migliorare squadre.
    Infine, nulla dei comportamenti del primo Conte interista – frasi, richieste, esultanze ai primi gol e alla vittoria- è sorprendente, anzi, assolutamente prevedibile.
    Razionalmente prevedibile, emotivamente soggettivo: si può essere indifferenti o impauriti, fomentati per la sfida o perfino disgustati, se si è compreso poco del Conte professionista e si è rimasti ancorati al Conte capitano in campo e condottiero in panchina, se si sono investite emozioni smodate nell’esaltarsi per un mister che esulta sotto la “sua” curva battendosi il petto, credendo ad una forma di empatia esclusiva che non poteva che essere temporanea, ancorché stupenda.

    Quello che non sorprende affatto è ovviamente anche la clamorosa piroetta dei suoi attuali tifosi, di curva, social e tribuna vip e dei maitres a penser ed influencer dell’interismo duro e puro.
    Assistere all’incredibile spettacolo di una curva esaltata, che all’annuncio di Conte aveva esternato disappunto per un mister “portatore di valori negativi, opposti ai nobili ideali nerazzurri“; ai 60mila di San Siro in delirio, stropicciarsi gli occhi per il gioco dell’ex-simbolo del marcio juventino, disonesto, corrotto e scommettitore; leggere soddisfazione e orgoglio per una squadra che fa sognare (come fino a Dicembre avevano fatto Mancini e Spalletti, o fino a fine Agosto Stramaccioni e De Boer…) da quei social interisti che fino all’altroieri rigurgitavano su Conte accuse violente è davvero sconcertante, eppure al tempo stesso inebriante e consolatorio per noi.

    È l’ennesima conferma, dopo il Trap, dopo Lippi, della fallacia delle deliranti convinzioni di una tifoseria perennemente in cerca di una presunta immacolata ideologia, anche nella sconfitta, opposta a quella odiata della “vittoria ad ogni costo e con ogni mezzo, fino alla fine” bianconera, tifoseria che finisce poi, sistematicamente, per idolatrare quei vincenti bianconeri che vanno da loro.

    Con Conte era già in parte accaduto nel periodo della Nazionale, da incallito scommettitore che vinceva “rubbando“, l’Italia antiJuve si era esaltata per quel CT che come nessun altro -dopo l’altro bianconero odiato Lippi- aveva saputo farsi amare.

    Ora sulla panca nerazzurra la giravolta del tifo interista nei confronti di Conte è ancora più assurda e ridicola, accompagnata dall’esaltazione per i grandi colpi di mercato e per le frasi nette contro Wanda Nara, di Marotta, altro ex-DG “mafioso e scorretto“, altro protagonista delle ruberie bianconere, con tanto di Champagne ad indicare il numero giusto e crescente di scudetti juventini.

    Si dirà che le piroette ci saranno anche, prossimamente si spera, tra i tifosi Juve che davano del perdente, zotico e campione della napoletani piagnona, a Sarri.

    C’è una differenza netta: moltissimi tifosi Juve hanno attribuito a Sarri (e continuano a farlo) comportamenti negativi, palesemente tali: il continuo ricorrere ad alibi, uno stile comunicativo rivedibile, a tratti sconcertante. Nessun tifoso juventino ha però mai ascritto i risultati sul campo di Sarri a disonestà, valori marci, furti e ruberie.
    Si condannava Sarri per fatti e comportamenti extra-campo, molti lo ritenevano un perdente (e di fatto a Napoli lo è stato, anche se uno splendido perdente), ma non si è mai negato un singolo risultato, acquisito sul campo, adducendolo a sistemi, palazzi, arbitri e poteri occulti.

    È questa la strada maestra del giudizio: il campo.

    Parte del tifo Juventino potrà anche essere becera, qualunquista e populista, ma è abituato, dalla sua Storia, a rispettare il risultato del campo, e per questo potrà cambiare atteggiamento più volte, nei confronti dell’ex-milanista Allegri, dell’ex-Napoli Sarri, dell’ex-Real Cristiano, ma senza la totale negazione del merito, come quella che gran parte del tifo nerazzurro, spalleggiata da alcuni media che vezzeggia questa follia, continua ad assumere negli anni, lunghi, delle sconfitte.

    Conte vinceva perché rubava, era disonesto e corrotto, e ora toh, guarda un po’ è davvero bravo, bravissimo, si esalta, ci esalta e ci trascina, grande Conte, evviva Conte, facci sognare!

    Evidentemente qualcuno in società, scevro da questa ideologia farlocca, col vostro Mourinho, il Migliore, libero e disponibile a tornare, ha preferito invece “lo juventino” quello dei furti.

    Godetevelo Conte, nelle vittorie e nelle sconfitte (curiosi di assistere anche a quel tipo di spettacolo, con solite dietrologie e complottismi del caso), ma non venite a spiegare a noi quanto è bravo Conte, perché noi, sul campo, lo abbiamo sempre saputo.

    E voi no.

    Saluti.

    • Barone

      Niente di nuovo sotto il sole, la maggior parte del tifo interista è sempre stato questo, non riconoscere i meriti sul campo degli avversari è il loro mantra e non sarà Conte a cambiare una natura intrisa di vittimismo che alla prima occasione sarà pronto ad inscenare piagnistei e proteste per presunti torti arbitrali, anche solo per un fallo laterale invertito proprio nella partita contro la Juve.
      La “scintilla” di Conte è già accesa, auguriamoci che non dia fuoco alle polveri delle frustrazioni sportive dei complottisti pronti ad esternare ai 4 venti per un presunto rigore o un cartellino non dato, senza dimenticare il fratello di Orsato.

      Ciao.

      • Gioele
        Infatti reclamavano senza sapere il perché dell’uomo al Var…contro il Lecce.
        Cosa accadrà se malauguratamente si trovassero a pari punti nello scontro con il Napoli oppure con noi ?
        Non ci voglio pensare.
        Ciao.

  6. Antony

    Demiral nell’amichevole estiva contro l’Inter è stato il migliore di una difesa non impeccabile che ha subito 7 gol in 3 partite. Già nel Sassuolo di De Zerbi ha mostrato la capacità di dominare gli avversari fisicamente, interpretando il ruolo in modo aggressivo sia negli anticipi che nel gioco aereo e un’ottima rapidità sulla media distanza, qualità che purtroppo Rugani in 3 anni alla Juve non ha mai dimostrato di possedere. Quel che è peggio è ciò che leggo ora da Sport Mediaset: “Suso a Torino e Demiral a Milano? Le due società penserebbero ad un’operazione che consentirebbe di realizzare una maxi-plusvalenza”
    Altro che 35 mln offerti dal Milan, spero dunque che sia solo l’ennesima bufala di un mercato agli sgoccioli che definire schizofrenico è un complimento.

    Ciao.

Lascia un commento


NOTA - Puoi usare questiHTML tag e attributi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Plugin creado por AcIDc00L: noticias juegos
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: posicionamiento web