La cura Sarri funziona

Articolo di Alessandro Magno

Juventus Bayer Leverkusen è stata una partita senza storia più di quanto non dica il risultato. Primo tempo di studio con una Juve piuttosto guardinga ma che in ogni caso non disdegnava di passare in vantaggio con un bel gol di Higuain e secondo tempo nettamente sopra gli scudi con altri due gol e varie azioni che potevano portare il divario a un livello più ampio. Il loro gioiellino Havertz mai pervenuto mentre diversi giocatori della Juventus si sono messi in mostra. La cura Sarri, almeno a livello di singoli, sta funzionando quasi con tutti alla grande. In questo inizio di stagione se si eccettuano Rabiot, Bentanucur, Emre Can, Bernardeschi, che comunque ieri ha segnato dopo un anno e Rugani, che fino ad ora non ha mai giocato, tutti gli altri giocatori sembrano essersi giovati dell’avvento del nuovo mister. La stagione è iniziata con redivivi Matuidi e Khedira dati per ceduti da tutti e diventati in breve da vendibili ad indispensabili, con Khedira che, e incrocio le dita, ha inanellato un filotto di partite consecutive senza infortuni che non gli capitava da una vita. Poi è toccato a Douglas Costa da oggetto misterioso a spacca partite almeno fino a quando non si è rifatto male. E che dire di Dybala ed Higuain, entrambi dati sul piede di partenza con il primo offerto a mezza Europa e il secondo addirittura privato del suo amato numero 9? Sarri ha fatto un lavoro egregio con entrambi se ora è diventato un problema chi dei due deve esser il partner ideale di Ronaldo. Ma non è ancora finita qui perchè Sarri ha ripreso e bene, due concetti ideati già da Allegri ovvero Pjanic playmaker e Cuadrado terzino. Il primo sta facendo probabilmente la migliore stagione da quando è alla Juve. Ora si prende la squadra sulle spalle e gestisce ogni pallone con grande personalità, ed è tornato a tirare e segnare. Il secondo sta insidiando seriamente il posto ai due titolari della fascia destra bassa, Danilo e De Sciglio, che dovranno faticare non poco a riprendersi il posto. E bene fa anche Bonucci con il compito di fare solo il libero e non più il regista aggiunto se non in casi sporadici quando appunto la cosa rappresenta un eccezione e non più la consuetudine. Alex Sandro che finalmente sa cosa fare e non è più un cavallo a briglia sciolta libero si di fare ma anche libero di sbagliare e De Ligt che piano piano si sta prendendo quel ruolo che avrebbe dovuto far suo con serenità e che invece l’infortunio di Chiellini ha fatto si che non ci fosse tempo per tergiversare. Insomma la cura Sarri sta facendo bene quasi a tutti i ragazzi della rosa eccetto 4 o 5 che si spera si possano recuperare anche loro alla causa quanto prima come gli altri. In questo fa eccezione Ramsey che è apparso anche lui ben calato già nella squadra ma che essendo appena arrivato non ci da particolari termini di paragone con il Ramsey di prima. O meglio pare già quello dell’Arsenal senza particolari problemi di ambientamento e questa è già una gran cosa.

In questo quadro francamente positivo non vedo particolari problemi se non quello di saper gestire eventuali momenti bui quando arriveranno, e mi riferisco ad infortuni e o squalifiche o cali di forma che saranno inevitabili nell’arco della stagione e ci mostreranno se in quel caso Sarri sarà bravo a gestirli e superarli con cognizione di causa oppure si farà prendere dall’ansia di sbagliare commettendo qualche errore. L a strada è lunga ma fino ad ora il passo mi pare buono. La Juventus non è a punteggio pieno perchè ha pareggiato a Firenze la partita forse più brutta di questa gestione dove è mancata un poco la gamba ma pareggiare una partita che si meritava di perdere in ogni caso è segno di carattere. Quel carattere, quella solidità che aveva la Juventus di Allegri e che Sarri ha dichiarato di non voler smarrire. In Champions poi 4 punti in 2 partite con la peggior trasferta del girone già andata e dove fra l’altro si stava vincendo fino al 90mo mi pare si possa esser mediamente soddisfatti anche li. Inter Juventus da questo punto di vista capita nel momento giusto della stagione. Ai fini della classifica dubito possa esser decisiva, certamente sul piano della motivazione sarà importantissima per entrambi. Vincere o perdere potrà fare una grande differenza sul piano delle convinzioni personali. Chi vincerà è evidente che avrà una grande considerazione e fiducia in se stesso mentre a chi uscirà sconfitto potrebbe venire meno questo apporto morale che in questo momento della stagione potrebbe fare tutta la differenza del mondo. E’ una sfida sicuramente affascinante intanto per tutto quello che Inter e Juve si portano dietro anche a livello di scudetti recriminati e/o difesi con i denti e rivendicati. L’ex Conte amato e odiato. L’inter che in questi ultimi 8 anni non ha vinto nulla ed è finita un poco ai margini con cambi di proprietà stranieri fino ad arrivare ad oggi dove sembra una candidata seria, serissima, per la vittoria finale. Da gobbi ci si divertiva moltissimo anche gli altri anni che non erano competitivi, da sportivi devo dire che avere un avversario forte in più con cui misurarsi è sicuramente stimolante.

  1. “Se la Juve vince contro l’Inter uccide immediatamente il campionato.
    Mi auguro invece che la Juve giochi con leggerezza al fine di arrivare nella miglior forma per disputare le importanti partite di Champions.”
    Boh. Mauro, io so strano ma tu sei imbattibile…🤔🤣

    • Mauro the Original

      Si devo ammettere che anche Leonardo da Vinci ai suoi tempi era a volte poco decifrabile😂😂😂😂😂

  2. Un grande in bocca al lupo a Claudio Marchisio per il suo futuro. Magari avessimo ora un Marchisio 25enne nei tre di centrocampo!

    • andrea (the original)

      Si, è stato un bel giocatore ed è un ragazzo poco incline a proclami, fanfaronate e altro trash.
      Legato alla Juventus dal settore giovanile, entrato in un momento difficile, uscito in un momento molto buono grazie al suo contributo.
      Peccato perché senza infortuni ancora qualche stagione buona poteva farla per se stesso e per la Juventus e in effetti, le sue caratteristiche e il suo dinamismo sarebbero state molto utili.
      Sarebbe stato bello vederlo allenato da Sarri perché credo fosse un giocatore perfetto per le sue idee, alla Zielinski o Hamsyk per intenderci.

      • Tra l’altro credo sia ancora lui l’ultimo prodotto del vivaio che abbia poi rivestito un ruolo importante in prima squadra. Il ché la dice lunga sulla politica ed i risultati del club da questo punto di vista. Le spagnole hanno fatto le loro fortune su scouting e cantera, noi invece siamo nulli sotto quest’aspetto.
        Vediamo se almeno l’under 23 ci permetterá qualche miglioramento, che per il momento non vedo…

        • andrea (the original)

          È vero.
          No l’Inter 23 aveva un senso se facevano giocare i 18enni, così sono solo giocatori non buoni e parcheggiati.

        • La Primavera quest’anno si sta comportando molto bene con due vittorie convincenti nella Youth League. Può darsi che qualcosa stia cambiando da questo punto di vista. È bello quando un giovane della “cantera” si affaccia in prima squadra!

  3. Mauro the Original

    Marchisio anche nel giorno del suo commiato dichiara il suo dispiacere per non aver vinto la Champions che avrebbe davvero meritato.

    Grandissimo giocatore nato come attaccante e poi arretrato a centrocampo ove ha trovato il suo ruolo ideale.

    Operazione che potrebbe fare anche Bernardeschi che ha la gamba giusta per coprire grandi spazi in velocità come mezz’ala per poi inserirsi in area avversaria.

    Bernardeschi nel suo ruolo attuale di ala non lo vedo bene. Ha la progressione in allungo ma gli manca lo scatto bruciante che ha Costa ad esempio. Sono convinto che arretrato farebbe molto meglio.

  4. La partita di domenica la dobbiamo assolutamente vincere per smorzare il fuoco dentro che conte ha e trasmette alle sue squadre. La partita per noi è importantissima perché perderla creerebbe un vantaggio di classifica non di poco conto visto che il leccese non molla l’osso quando lo azzanna.
    Sul modulo, purtroppo ne abbiamo uno e forse il 4-3-3 sarebbe stato più congeniale per affrontare il 3-5-2 con due attaccanti larghi che costringevano i laterali a rimanere bassi. Fondamentale sarà anche evitare di fare un pressing feroce, loro escono decisamente bene come hanno dimostrato ieri sera, ma già ci riuscivano nelle amichevole giocate ad agosto. Inoltre sarà importante per noi invece riuscire ad evitare il loro pressing visto che quando ci attaccano alti soffriamo.

  5. Un grande saluto a Claudio Marchisio. Un campione cresciuto in casa con la faccia pulita. Ricordo ancora il suo esordio in quel Napoli – Juve.
    Peccato per quel crociato.
    Per domenica mi auguro una bella vittoria così da non vedere il signor Antonio Conte non esultare e poi sentire il suo post partita pieno di lamenti.

  6. @ Barone,
    spero di vederti presto
    a noi chi ce rompe,nessuno!
    e chi ce sposta…
    un abbraccione

  7. MAGARA

    Magari ci fosse stato LUI sano a Berlino e Cardiff…
    Mi sarebbe piaciuto vederlo e anche curioso di come sarebbero finite quelle due finali.

    Buonanotte

    • Mauro the Original

      Tu l’hai scritto io l’ho spesso pensato.

      Un Marchisio in piena forma come prima del bruttissimo infortunio avrebbe fatto la differenza nelle due finali.

      Mi spiace poiché ci teneva più di noi a conquistare la Maledetta.

      Un aggettivo per descrivere Marchisio?

      Grandissimo

  8. ARIPROVACEPIPITA

    “Gonzalo Higuain, la scelta giusta, un insieme di scelte corrette che stanno pagando, in primis quello della Juventus di non insistere nella cessione del Pipita in estate e non svenderlo, dalla parte opposta la scelta positiva di Gonzalo di non voler andare via e voler restare a tutti i costi a Torino. I tifosi ci hanno messo del loro e lo hanno sempre incoraggiato, incitato e fatto sentire importante.

    Un insieme di situazioni assolutamente favorevoli, come la presenza di Maurizio Sarri, una vera e propria garanzia per il Pipita che lo considera quasi un padre e che nonostante qualche alto e basso lo considera assolutamente fondamentale per lui.
    Un ambiente che ha creato una congiuntura ideale per la sua rinascita che è coincisa con la notte di martedì e che si spera possa continuare anche a San Siro, domenica sera”.
    Massimo Pavan

  9. FRANCESCO GALLINARO

    Tranquilli, non è un articolo di confronto, non si parla di belgiochismo e di risultatismo.

    Si parla di cose molto più umane.
    Chissà che cosa sta pensando Max Allegri, a una settimana dallo scontro diretto tra Juve ed inter e tra i suoi grandi rivali: Conte che nel 2012 l’ha battuto e Sarri che sei anni dopo ci è andato vicinissimo.
    Chissà se vorrebbe essere al posto di uno dei due, o se è contento di potersi finalmente prendere una pausa: magari domenica sera sarà sul divano o addirittura allo stadio a vedere Inter-Juventus, ma potrà la giornata potrà trascorrerla tranquillamente all’ippodromo.
    Per adesso, lo Scudetto possono giocarselo gli altri.
    Dopotutto, il paragone tra la prima Juve e la prima inter di Antonio Conte si legge da più parti, ed è inevitabile che la memoria voli al primo scontro diretto della stagione 2011-12, proprio tra Conte ed Allegri: il primo viaggio del Milan allo Stadium si risolse solo negli ultimissimi minuti grazie alla doppietta di Marchisio, ed era sempre la prima domenica di ottobre.

    Poche ore prima, Maurizio Sarri esultava per la vittoria del suo Sorrento sull’Avellino: su YouTube c’è un servizio del TGR Campania dedicato a quel match, deciso da un gol di Ginestra su assist di Conti.
    Sarri non viene mai inquadrato, ma è facile immaginarlo con tuta e filtro in bocca a sgolarsi a bordo campo: magari quella sera si è seduto lui sul divano a vedere Juventus-Milan, e chissà se immaginava che nel giro di pochi anni le sue vicende personali si sarebbero tanto intrecciate con quelle dei gentiluomini sulle due panchine.
    Sicuramente non pensava che sarebbe stato costretto a rinunciare all’amata tuta in favore del compromissorio look 2019/20.
    E chissà se i tifosi dell’inter di Claudio Ranieri, che la sera prima era stata martellata in casa dal Napoli, si immaginavano che un giorno Conte avrebbe esultato con loro: ma il calcio è strano, e tutto sommato storie come questa ci dovrebbero insegnare a non stupirci di nulla.
    Dopo Juve-Spal, Sarri ha affermato di non aver ancora visto partite dell’inter di Conte: possiamo essere abbastanza sicuri che mentisse, e un altro tema di questa stagione sarà senz’altro vedere se e come questi allenatori sanguigni e spontanei, quello del ristorante da cento euro e quello dello scudetto perso in albergo, sapranno abbandonare le metafore da TripAdvisor e mentire col sorriso di fronte alle telecamere. Allegri in questo era maestro: si potevano passare le ore a fare le esegesi delle sue conferenze stampa, ed era felicissimo di parlare per diversi minuti girando intorno all’argomento senza mai dire niente.

    Ovvio, lui pure non era estraneo all’incazzatura (citofonare Adani) ma l’impressione è che i duellanti di adesso avranno molto meno interesse a smorzare i toni di quanto non ne abbia solitamente dimostrato lui.
    Li conosciamo bene, Conte e Sarri: si conoscono bene anche loro stessi, e probabilmente proveranno a buttarla sulla guerra di nervi. “Sarri non si deve preoccupare, che ora è dalla parte forte”, ha detto Conte provando ad accendere le prime scintille. Sarri ha glissato, in un primo ammirevole tentativo di non buttarla subito in caciara.
    Sullo sfondo, ovviamente, ci sono Paratici e Marotta, insieme dalla Sampdoria alla Juve e adesso per la prima volta rivali, ognuno con la spinta di voler dimostrare di sapercela fare senza l’altro.
    Chissà loro cosa pensano dell’essere “parte forte”: in qualsiasi senso la Juve lo sia, lo è diventata anche grazie a loro.
    E grazie ad Andrea Agnelli, che in tutto questo parla poco e lavora tanto, aspetta pure lui inter-Juve e si gode i suoi otto Scudetti e ringrazia Allegri e, anche se non lo ammetterebbe mai, anche Conte.
    E aspetta di ringraziare Sarri, perché come ci hanno ricordato in tantissimi, la Juve è questa cosa qui: vinci una volta, e stai già pensando a come vincere la prossima.

    Conte con questo fuoco dentro ci è nato, ed è per questo che la sua inter fa un po’ paura: perché una partenza sprint da diciotto punti non sarà abbastanza per riempirgli la pancia. Allegri, sornione e malinconico, diceva che al gabbione di Livorno vinceva sempre: decidete voi se credergli, ma alla fine due o tre cose tra Milan e Juve le ha portate a casa.
    Sarri a maggio teneva tra le mani la sua prima medaglia d’oro, quella dell’Europa League, e la guardava come fosse un altro figlio.
    Chissà se aveva già deciso che si sarebbe ritrovato alla Juve, e se stava già pensando a come vincere la prossima.
    Sicuramente, molto di come vincere la prossima passa da domenica prossima: Sarri fumerà le sue cento sigarette, Conte magari cercherà di spostare il focus sugli altri (non ha ancora una catchphrase al livello di “non bisogna dimenticare che si arrivava da due settimi posti…” ma sicuramente ci sta lavorando) ma alla fine conterà, come sempre, solo il campo con i suoi inappellabili tre punti, che si vincano dominando oppure a corto muso.

    Buona settimana di inter-Juve a tutti.

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