Cosa ho da chiedervi

 

 

 

Alessandro Magno

 

 

Buona sera ragazzi velocissimamente. Da qualche tempo come avete visto la mia presenza sul blog nei commenti si è  molto diradata , pubblico sempre ogni articolo ( non ho mai saltato una sola partita) ma dopo un poco di commenti lascio campo libero a voi e anche posso dire libero sfogo. Questo è dovuto principalmente a due fattori uno di natura imprescindibile ovvero il mio lavoro e l’altra a un fattore di mia scelta personale. Per quanto riguarda il lavoro in questo ultimo periodo è aumentato di parecchio con relativi guadagni maggiori. Niente di trascendentale ma ho famiglia se lavoro di più e quindi più ore e porto a casa qualche soldino in più ne giova tutta la mia famiglia. Per quanto riguarda la mia scelta personale devo dire che non amo le battaglie muro contro muro non ho nè l’ambizione nè la presunzione di dover per forza convincere gli altri della bontà delle mie idee. Fra l’altro io per primo nutro dei dubbi sulle mie stesse idee di conseguenza dopo che mi sono confrontato va bene cosi.

Vengo al punto; da un poco di tempo ricevo più lamentele del solito tramite la mia mail. A tal proposito ringrazio molto chi invece di far caciara sul blog mi scrive in privato per segnalarmi un problema anche se questo per qualcuno può sembrare fare la spia e non esser figli di Maria. La metto un poco anche sul ridere per non tediarvi troppo ma funziona così se c’è un problema lo si segnala e ci penso io a fare un poco di ordine. D’altronde credo di avere ormai la fiducia di tutti per quanto riguarda il mio modo di comportarmi. Io quello che vi chiedo è di cercare di non esser pesanti e pressanti nei confronti di nessuno. Ribadisco quanto ho sempre sostenuto in questo blog: QUI NON CI SONO MAESTRI Nè PROFESSORI DEL CALCIO ognuno è libero di dire la propria anche se dice una cazzata. Questo ficcatevelo bene in testa perchè ci crediamo tutti professori del calcio ma non è così tutti sbagliamo o abbiamo da imparare.

Detto questo vi dico: io il blog continuo a farlo esistere perchè dopo 9 anni è parte di noi sopratutto di me e Cinzia che ci abbiamo dato l’anima per arrivare qui ma anche un poco di voi che siete arrivati dopo ma ormai siete qui da anni. Fra l’altro credo a questo punto che siamo anche il blog juventino più vecchio del web. Io nel blog continuerò a monitorare le discussioni e cercare di intervenire il meno possibile o comunque solo se lo riterrò necessario. Voi vi prego però di metterci tutti un poco di testa in più perchè ripeto certe discussioni a volte sono andate un poco oltre e anche lo scherzo a volte è diventato sberleffo verso qualcuno e questo non va bene. Dall’ironia alla presa in giro è un attimo.

Vi ho detto tutto , siamo tutti adulti e vaccinati mi raccomando.

  1. GIUSEPPE GSRIFFO

    Chi frequenta lo Stadium dalla sua inaugurazione vive con nostalgia il ricordo dell’atmosfera dei primi anni.
    Le gradinate a strapiombo, i 7,5 metri di distanza dal rettangolo di gioco, l’inno cantato a squarciagola.
    Attorno alla bellezza della nuova casa, il tifo bianconero, dal Settembre 2011, si riscoprì popolo.
    Adesso sembra retorica, ma ripensiamoci dopo Calciopoli, la B, gli anni di Cobolli, Secco, Zaccheroni, Del Neri.
    Fu davvero la riconquista di un tratto identitario che si stava smarrendo.

    La prima stagione dello Juventus Stadium rimane quella più densa di emozioni.
    Perfino dal divano si percepivano emozioni e respiro che la tifoseria juventina poteva sperimentare nel nuovo impianto. E alcune immagini di quell’annata, quella degli “invincibili” rimarranno inscritte nella nostra memoria.
    A partire dall’ultima, il giro di campo di Del Piero.
    Passando ovviamente per lo splendido gol di Marchisio al Parma, la doppietta di Vidal in 9′ alla Roma, la sassata di Vucinic al Milan in coppa Italia, la punizione di Del Piero alla Lazio…

    Elettricità sugli spalti.
    La gioia di essere l’unica tifoseria a “possedere” una nuova casa, generava grande partecipazione ed identificazione.
    La curva cantava incessantemente e gli altri settori accompagnavano.
    Bellissime alcune coreografie.
    Ma molto merito andava anche alla squadra.
    Che attaccava in continuazione, a ritmi altissimi, con la grinta di Vidal e Lichtsteiner, la classe di Pirlo e Vucinic, le perle dei gioielli di casa Marchisio e Del Piero, le esultanze di un allenatore che era ancora “il nostro capitano”.

    Lo stesso battito di quell’annata lo abbiamo rivissuto in poche occasioni.
    Sovvengono le sfide contro Real Madrid (2015), Barcellona (2017) e Atletico (2019) in Champions, ma il pathos che per osmosi si spostava dal campo alle tribune (e viceversa) dello Stadium si è lentamente annacquato.

    I motivi sono tanti. Lo sfaldamento dei gruppi della tifoseria organizzata in seguito alle inchieste giudiziarie è certamente il principale.
    Nè va sottovalutato il continuo aumento dei prezzi, che rende oggi meno scontato del passato il sold-out, perfino nelle partite di cartello.

    Ma è altrettando evidente che da un paio d’anni, pur non mancando le vittorie, abbiamo visto raramente una squadra che trascinasse entusiasmo.
    La religione della gestione delle partite, del pallino agli avversari (anche quando modesti) ha abbassato la temperatura sulle Tribune.
    Non sarà un caso se lo Stadium più rumoroso degli ultimi anni sia stato quello che ha sostenuto la Juve nella rimonta di Marzo scorso contro l’Atletico.

    Ed una prova ulteriore l’abbiamo ricevuta martedi scorso, sempre contro i colchoneros. L’aggressione alta, le giocate di Dybala, le triangolazioni veloci, gli anticipi devastanti di De Ligt, hanno ravvivato l’atmosfera. Le standing ovations al ragazzone olandese ed al talento di Laguna Larga potevano essere scontate, ma non sono state l’unico segno. Un paio di volte si sono sollevati cori di incitamento per Cristiano Ronaldo, che sta vivendo un momento di difficoltà.
    Perfino l’ingresso di Bernardeschi, recentemente vittima di mugugni, è stato accolto con scroscianti applausi.

    Da tempo non si vedeva uno Stadium così rumoroso e partecipe.
    Ben lontano dalla bolgia del 2011, ma anche dal silenzio spettrale di alcuni match recenti nei quali risuonavano soltanto cori ospiti.

    Il ruolo della squadra sarà decisivo. Un calcio dominante, coraggioso, propositivo, che generi divertimento e passione, è la chiave per restituire allo Stadium i decibel che merita. Verosimilmente non rivedremo più striscioni, ultras e lanciacori nella nostra casa.
    Ci dovrà pensare l’undici di Sarri a contagiare il popolo bianconero, divertendosi e divertendo. E generando un sostegno spontaneo, libero e passionale.

    Buon pranzo

    • Bella análisi che condivido in pieno. La squadra deve dare occasione alla gente di esaltarsi. La partita dell’anno scorso con l’atletico ne è la dimostrazione. I tifosi vogliono godersi i 90′ oltre al risultato finale, altrimenti non ha neanche senso andare allo stadio a urlare e cantare.
      Buongiorno Barone!

    • Gariffo stavolta mi “ingriffa” !

      Ottima e passionale la descrizione del “colore” di un tifo che sembrava imploso nella “religione della gestione delle partite”, prima che nelle inchieste giudiziarie sugli ultras.

      Ora i giovani, con le loro gesta leonine hanno innaffiato di nuovo la pianticella dell’entusiasmo, quello vero, quello spontaneo e non mercenario.
      Quello slegato da miserrimi interessi di bottega, quello delle donne e dei bambini che con la sciarpa al collo della squadra battono entusiasti le mani !

      Grazie Barone per avercelo proposto !

    • andrea (the original)

      Esatto, è un po’ quello che si è vissuto anche da casa e che non si vorrebbe continuare a vivere.
      Un certo calcio, oltre a essere in linea con gli standard europei, alimenta la passione e nessun risultato da solo garantisce passione.
      Quell’anno è stato il più bello già prima del titolo, lo scudetto è stato il giusto premio e la grande festa, non l’emozione di quella stagione.

      • andrea (the original)

        Parlo del primo anno descritto dall’autore intendo.
        Ricordo lo stessi trasporto collettivo solo a Italia 90 (ovviamente in quel casi era allargato a tutti ma la dinamica mi sembra molto simile).

      • Emozioni fantastiche in quell’annata, nonostante i tantissimi pareggi, credo una quindicina, molti dei quali con le piccole.

  2. LA CONFERENZA DI MAURITIO

    ” Cuadrado è fresco, A. Sandro è guarito ma non so se sia pronto per i 9minuti.
    Vediamo la situazione dei centrali..Bernardeschi è utile per la squadra, sta facendo un gran lavoro difensivo, ma per le sue qualità deve incidere di più…Ronaldo è una risorsa immensa…è un qualcosa di diverso, è inutile pensare che tutti i giocatori siano uguali…Emre Can potrebbe avere una chance domani…Barzagli è una risorsa e a livello di fase difensiva individuale puo’ insegnare tantissimo.
    Questo ha influito positivamente su de Ligt, ma non solo: anche lui si è adattato al nostro calcio e al nostro campionato…la partita di domani è pericolosissima, perché proveniamo da gare in cui abbiamo speso più energie nervose che fisiche.
    Non a caso dopo le ultime due sfide di Champions abbiamo sofferto contro Lecce e Milan e De Zerbi è un bravo allenatore, giovane, forte che diventerà un grande tecnico…”

    Non mi ha convinto del tutto…quel Bernardeschibnella fase difensiva…boh !

  3. Berardi ci ricasca

    Nel caso dovesse saltare (com’è probabile) anche la partita con la Juve di domani sarà la settima volta su 13 scontri diretti, i soliti complottisti avranno un motivo in più per prendersela con lo “Scansuolo” per l’ennesima assenza fra squalifiche e infortuni di Berardi. Domani niente partita per me ma pranzo di pesce in famiglia in un ristorante a due passi dall’Adriatico per festeggiare i novantanni della mamma ma a sera leggerò con molto interesse i vostri commenti.

  4. IL CALCIO, GIOCO LIQUIDO

    Allora …
    Molti (anche qui) si stracciarono le vesti all’arrivo del nuovo allenatore, perché invece di chiamarsi Guardiola si chiamava Sarri.

    Ebbene, se dopo 14 giornate il suddetto Guardiola, alla guida della Juve, si fosse trovato a 11 punti dalla vetta della classifica, non credete che quella stessa gente ne avrebbe chiesto l’esonero ?

    Ah, il calcio, gioco senza certezze …

  5. andrea (the original)

    Sorteggio europeo di lusso per l’Italia, che vincendo il girone avrà pure un ottavo facile.
    Bene cosi, giusto così, un premio per aver vinto tutte le partite di qualificazione invece di speculare come da mentalità italiana.

    Portogallo con Germania e Francia..Cristiano, se non si va avanti in Champions, smette di giocare con noi parecchio prima.
    😉

    • In altre circostanze ti avrei detto che saremmo capaci di complicarci la vita anche con questo girone… peró quest’Italia mi da fiducia, ho speranza che possa fare belle cose. Speriamo di divertirci nel prossimo europeo, che nelle competizioni internazionali siamo anonimi da troppo tempo.

      • andrea (the original)

        Si, il lavoro di Mancini ha portato entusiasmo che in Italia per il calcio è sconosciuto a favore dell’ansia.
        Allora dico ben venga l’entusiasmo, nel volare alto che non va spento con le solite frasi “fin qui si è giocato con squadrette, all’Europeo non ci sono chanche”.
        Ok ci son squadre più forti e allora? Non si vince e allora?
        Noi si va per giocare bene e se si gioca bene magari quelle più forti possono essere affrontate comunque.

        • Certo, poi acquisendo una mentalità che ti fa fare goleade alle squadrette magari un paio riesci a farglieli anche a quelle forti.

  6. Damascelli dice che siamo in braghe di tela col bilancio, ma ci difendiamo.
    Intnto prepariamoci ad una tournee da 50 gradi la prossima estate.
    _______________________
    In occasione del lancio della regional partnership in Malesia, grande Football Experience Centre… a tinte bianconere a Kuala Lumpur!

    Qualche settimana fa avevamo annunciato la regional partnership, sul territorio della Malesia, fra Juventus e Dashing, brand del colosso WIPRO, leader nel settore Men’s Care, appunto in Malesia e Brunei. Si tratta di un accordo pluriennale che, oltre al lancio della linea di prodotti co-branded, in programma nel 2020, ha come obiettivo creare momenti unici e attivazioni speciali per i tifosi bianconeri, tra cui la possibilità di vivere giornate indimenticabili all’Allianz Stadium.

    La partnership è stata presentata ufficialmente con un grande evento, svoltosi poche ore fa a Kuala Lumpur, in una location per l’occasione trasformata in uno specialissimo “Football Experience Centre”.

    Un evento, DASHING x Juventus, durante il quale, per tutto il weekend, i partecipanti hanno potuto e potranno cimentarsi con il pallone, divertendosi con numerose attrazioni, appunto a tema calcio, con la possibilità di vedere da vicino (per la prima volta in Malesia) il Trofeo della Serie A alzato al cielo dai bianconeri.

    «L’annuncio di questa partnership rappresenta per Juventus un altro passo significativo per la sua attività internazionale – le parole di Tomas Aricò, Head of Partnerships di Juventus – E conferma la crescita del Club nella regione APAC, supportata dall’apertura della branch di Hong Kong, rappresentata qui dal Managing Director, Federico Palomba».

    «Sono molto felice di partecipare a questo evento – ha aggiunto proprio Palomba – Ci siamo impegnati attivamente per questa collaborazione e daremo il miglior supporto possibile per attivare partnership strategiche in questa regione, per noi mercato chiave per i nostri grandi successi nel futuro». 

    Presente all’evento malese anche David Trezeguet: «Sono onorato e felice di visitare per la prima volta la Malesia e conoscere I tifosi della Juventus di questa nazione. Mi rendo conto di quanto siano appassionati, e questa credo sia la vera bellezza del calcio, che non è solo uno sport, ma qualcosa che unisce, tutti insieme, ovunque». 

    In questa occasione, è stato annunciato anche il “DASHING x Juventus Buy, Whatsapp & Win Contest”, che continuerà fino a marzo 2020. Un contest, appunto, che permetterà a sei fortunati vincitori di conoscere Torino, incontrare i giocatori bianconeri, e assistere a un match all’Allianz Stadium, nonché di aggiudicarsi merchandising ufficiale Juventus autografato e gift set in edizione limitata DASHING/ELITE x Juventus

    • Damascelli è da diverso tempo che batte su questo tasto e a radio radio il direttore gli dà decisamente tanta corda e spera in un nostro fallimento.

    • Damascelli cerca solo di dimostrare che sperare non costa nulla😅.
      Solo un po’ il fegato alla lunga ne soffre 🤣

    • Ormai non è il solo, Dsmascelli si è accodato hai visto mai, tanto sperare non costa nulla.

    • La squadra bianconera aveva “annunciato sul suo sito il progetto per il lancio di uno “Juventus Official Fan Token”, per incentivare e aumentare la partecipazione della sua enorme platea di tifosi a livello globale: 340 milioni di fan nel mondo, di cui 60 milioni attivi sulle piattaforme social del club torinese”, si leggeva sul Sole24Ore.

  7. Intanto il Leverkusen vince in casa del Bayern per 2-1.

  8. “L’analista di Banca Imi: “Debito Juve sostenibile, spazio per nuovi colpi alla Ronaldo.
    La Juventus ha chiuso il bilancio 2018-19, il primo dell’era Ronaldo, con una perdita di 39,9 milioni, la seconda consecutiva (-19,2 nel 2017-18) dopo il tris di utili. Il fatturato, al netto delle plusvalenze, è schizzato a 494,4 milioni dai 410,7 dell’anno prima, ma sono schizzati anche i costi: +27% per gli stipendi, +38% per gli ammortamenti, con le due voci che ammontano adesso a 477,2 milioni. Le plusvalenze da 127,1 milioni, e in generale il trading (157,2 compresi i prestiti e altri proventi), hanno consentito di ridurre lo sbilancio contabile. L’indebitamento finanziario netto è salito al 30 giugno 2019 a 463,5 milioni, 153,7 in più in dodici mesi. Spiega Alberto Francese: “C’è stata una crescita importante del fatturato caratteristico, trainato dalle due voci – merchandising e sponsorizzazioni – per le quali era funzionale l’acquisto di Ronaldo. Si può dire che il primo anno sia andato oltre le stime, già sfidanti”. I ricavi da sponsor e pubblicità sono passati da 86,9 a 108,8 milioni, quelli da merchandising da 27,8 a 44 milioni; e anche i ricavi da gare, con l’aumento dei prezzi “digeriti” dal richiamo di CR7, sono saliti da 56,4 a 70,7. Insomma, oltre 50 milioni di entrate caratteristiche in un solo anno. “Dal punto di vista industriale l’acquisizione di Ronaldo, che pure ha avuto un costo elevato, ha dato i suoi frutti fornendo uno stimolo decisivo alle voci di entrata. Rispetto alla nostra stima (-68 milioni) il risultato netto è migliore grazie al fatturato più alto, comprese le plusvalenze che fanno parte in qualche modo dell’attività caratteristica, realizzate peraltro senza vendere gioielli della corona ma con la valorizzazione dei giovani”.”

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