Sesso Juve e Rock n’Roll s03 e08

Torna come ogni Lunedì Sesso Juve e Rock n’roll il programma semiserio sulla Juventus e su quello che minchia ci passa per la testa. Stasera con Antonio Corsa Michele Fusco  Antonio Toto Cafasso Benny Nico Francesco Musina conduce Benny Ale Magno. Manca Leomina

Ore 22 qui sotto il Link

  1. PEP MI RICORDA FREDDY MAERTENS

    Pep Guardiola sta affrontando un momento di difficoltà con il suo Manchester City. Dopo la sconfitta nel derby contro lo United si è lasciato andare a una dichiarazione che coinvolge anche la Juve riporta dal portale spagnolo As:

    “Questo è il livello delle squadre che dobbiamo affrontare: Liverpool, Manchester United, Barcellona, Real Madrid e Juventus. La realtà è che forse non siamo in grado di competere con loro. Dobbiamo migliorare e accettarlo”.

    PS Freddy Maertens, il più grande velocista belga degli anni ’70, nelle corse di piccolo calibro faceva vincere a volte le volate agli altri.
    Nelle grandi corse invece non perdeva assolutamente mai una volata. Anzi no, una la perse,
    il 2 settembre 1973 a Barcellona, sul Circuito di Montjuich, quando nel campionato del Mondo fu battuto da Gimondi.
    Ma quella fu una volata che gli fece perdere Merckx, perché pretese che il giovanotto gli tirasse la volata, ma negli ultimi cento metri gli mancarono le gambe.
    E il nostro Gimondi con una volata lunghissima spezzò la tenaglia dei due belgi !

  2. IL BARONE RACCONTA

    C’era una volta l’allenatore più fortunato del calcio italiano che poi divenne bravo.

    Dal lontano 2008 racconto di questo allenatore, Arrigo Sacchi, inutile negare che non mi è mai stato simpatico…appena andato in Nazionale l’antipatia verso questo allenatore mi è cresciuta sempre di più.

    La nebbia la sua alleata.

    Sono passati trent’anni da quel 9 novembre 1988, il Milan di Sacchi rischiò fortemente di spegnersi prima ancora di nascere. Qualcuno, dall’alto, aveva capito.
    E siccome in ogni storia c’è sempre l’antagonista, in questo caso era una squadra jugoslava che voleva fermare quel salone di bellezza che stava diventando la formazione rossonera, dopo lo scudetto di maggio.
    Dopo aver superato senza problemi il Vitocha Sofia nel primo turno di Coppa dei Campioni, per il Milan, che non disputava il torneo da vent’anni, altro che il calcio moderno, si aprivano le porte degli ottavi di finale.

    I serbi avevano eliminato gli irlandesi del Dundalk, con un complessivo 8-0.
    Era la squadra che da lì a tre anni (Savicevic, Prosinecki, Stojkovic…) avrebbe vinto la Coppa a Bari contro il Marsiglia anche con Jugovic, Pancev e Mihajlovic in campo.

    Andata, dura, a San Siro: 1-1. Proprio Stojkovic porta avanti i suoi, e Virdis pareggia.
    Milan in maglia bianca e in affanno.
    Non proprio un bel biglietto da visita per Belgrado.
    Stadio Marakanà, 97.000 persone, una bolgia, con la tigre Arkan e i suoi adepti in prima linea.
    Il Milan soffre, va sotto, segna proprio Savicevic.
    La nebbia aveva capito tutto.
    E anche il loro allenatore.
    Lo disse anche Sacchi: “Secondo me lui aveva capito come giocavamo. Non ce l’avremmo mai fatta senza la nebbia”.

    Sì, perchè a un certo punto entra dentro come il latte.
    Leggenda vuole che chi abitava a Belgrado disse: “Non c’era mai stata una nebbia così”.
    Virdis espulso, squalificato.
    Si gioca il giorno dopo, con Gullit che non è al meglio e prova nel corridoio dell’albergo. Va in panchina. Pauly, l’arbitro tedesco, non vede un autogol della Stella: palla di là di due metri.
    Fosse accaduto in Italia, senza tecnologia, se ne sarebbe parlato per un mese.
    Segna Van Basten, pareggia ancora Stojkovic, ma la vera tragedia sta per accadere a Donadoni per uno scontro fortuito: cade male, si frattura la mandibola e sviene. Scamperà al peggio.
    Calci di rigore: Galli ne para due, uno a Mrkela e l’altro proprio a Savicevic. Quello decisivo è di Rijkaard. E i novantasettemila tacciono.

    Ogni tanto, serve anche una mano da lassù…

    Prima di quella partita di coppa il Milan dopo 5 giornate nel nostro campionato aveva 8 punti in tabella.

    Dalla sesta e fino poco prima del panettone natalizio il Milan non ne azzecca una…o quasi: perde 2-1 conta Dea a San Siro, perde al San Paolo 4-1 contro il Napoli, vince 2-0 a Lecce, perde il derby 1-0, pareggia con il Toro 2-2.
    Totali 10 partite 11 punti.

    Se non si fosse qualificato in Coppa Sacchi non avrebbe mangiato il panettone in quel di Milano.

    Buona serata.

    • Bella disamina Baro’, ma non ci hai colto impreparati: la nebbia di Belgrado la stavamo aspettando come Gesù Bambino 🙏.

      Hai dimenticato di citare,per completezza, il 19 aprile 1989, quando si giocò a San Siro la semifinale di ritorno della Coppa dei Campioni tra Milan e Real Madrid.
      E il Milan vinse 5 a 0, giocando in contropiede 🤔,🤣.

      • Aprile viene dopo di novembre 1988…la fortuna di quell’allenatore sfociata dopo in bravura sta tutta nella nebbia.
        Se mi capisci bene, altrimenti non posso fare…

      • Azzzz, allora non mi leggi …

        Tu confermi che “la fortuna di quell’allenatore sfociata dopo in bravura sta tutta nella nebbia.”

        E io praticamente ti avevo già scritto che la “Nebbia” sta a Sarri come Gesù Bambino sta al cristianesimo.

        Se questo per te significa non capire …😅

    • andrea (the original)

      Non ne sono convinto: Sacchi rischio’ di non arrivare al panettone ma l’anno prima, quando da carneade uscì subito dalla Uefa.
      Poi il suo gioco decollo’, vinse lo scudetto contro il Napoli di Maradona (va beh qualcuno dice per la camorra ma sempre un gioco fantastico fece), quindi si era fatto già un nome e conquistato credibilità.

      • Andrea
        Però fino a quel fatidico 1 maggio il Bapoli era stato sempre avanti…poi finì 3-2 per il Milan…ma molti parlarono di camorra e calcioscommesse…l’anno prima persero molti soldi e nel 87-88 la camorra se li riprese con gli interessi.

  3. Mauro the Original

    Barone

    Anni fa quando si andava ad acchiappo in discoteca piena di tedesche, non combinavo nulla poiché correvo dietro a tutte. Una più bella dell’altra chiaramente.

    Poi un amico mi consigliò di puntarne una sola lasciando perdere tutte le altre.

    Così feci e cominciai ad acchiapparne qualcuna.

    Con questo voglio dire che la Juve deve puntare solo un obiettivo se vuole portare a casa qualcosa.

    Lottare su più fronti, coppa supercoppa scudetto trofeo di qua trofeo di là porta solo a disperdere energie e concentrazione.

    Vogliamo la Champions? Solo quella ci deve interessare. Il resto che vada al diavolo almeno per un paio di anni.

  4. Ho un tarlo che mi gira nella testa: il rinnovo a 7 milioni e mezzo fino a 37 anni di Bonucci. Praticamente la squadra è stata consegnata a Bonucci … che dice a Sarri all’Olimpico di stare zitto !

    • …lo spostatore di equilibri
      è andato a bussare a denari da Fabio Paratici. Il quale avendo dato tutti quei soldi all’imberbe de Ligt, non poteva esimersi da darli anche al suo presunto maestro !😭

  5. SUGGERISCO UN ABBRACCIO TRA NOI
    (se volete…altrimenti continuate da soli io mi tiro indietro)

    Un abbraccio Agnelli Sarri in mezzo al palco, nuovo di zecca e plastico nell’evidenza. Rumoroso perché tutte le mani attorno battevano convinte. Solenne perché dà quasi forma alla nuova era bianconera: «Vinceremo insieme questa sfida», ha tuonato il presidente. Anzi, ha sottolineato quanto l’allenatore «feroce» sia simile alla Signora che l’ha scelto. Così, nel momento più importante della festa natalizia, società e corpo tecnico si sono mostrati uniti come al solito. E la Juve, scavalcata in classifica e con qualche difficoltà ad assorbire la rivoluzione, era di colpo quella di sempre: una testuggine. Qualcosa di diverso rispetto al passato, però, si intravede all’orizzonte: il secondo posto dietro l’inter, ad esempio, è una anomalia nelle feste di Natale e poi tutti gli occhi erano per il nuovo invitato al party, l’allenatore da poco sbarcato a Torino e ormai dentro ai rituali di Madama.
    Anche per questo l’abbraccio di Agnelli a Sarri è stato significativo, almeno quanto le parole che il presidente gli ha riservato davanti a tutti gli oltre cinquecento dipendenti del club: «Quest’estate quando andavamo in giro con Paratici e Nedved a cercare di capire quella che doveva essere la Juve del futuro, una persona ci ha ascoltato e creduto.
    E nella prima conferenza stampa ha ricordato la ferocia e volontà con cui l’abbiamo voluto», ha detto Agnelli.
    A quel punto il presidente ha sfoderato un più colloquiale «tu» ed è così nato il proclama per il futuro, informale ma potente: «La stessa ferocia e volontà l’hai avuta tu, Maurizio, nel volere la Juve.
    Maurizio, hai colto una sfida dura e difficile ma che insieme sappiamo di poter vincere».

    Unità di intenti

    La scena è sul palco delle Ogr, Officine Grandi Riparazioni, la sede glamour nella quale la Signora si ritrova spesso per brindare.
    Un momento che ha coinvolto i giocatori della Prima Squadra, Ronaldo in testa, e lo staff tecnico: oggi tutti voleranno a Leverkusen per completare il girone di Champions già messo in soffitta.
    E nel chiamare tutti al centro della scena, Agnelli si è soffermato nell’abbraccio a Sarri, il tecnico al battesimo di juventinità.
    Da parte sua, l’allenatore toscano è stato determinato nel prendere la parola, almeno quanto lo sarà nel provare a riprendere Conte lassù in cima.
    C’è un mondo nuovo attorno a lui, ma è soprattutto Sarri a simboleggiare questa Juve cangiante: «Chiaramente questa per me è una sfida importante – ha ammesso il tecnico -.
    E’ già stata difficile nel momento in cui ho accettato. Perché sono arrivato in una squadra e in una società che hanno vinto tanto.
    E ritagliarsi una pagina importante di storia in una società così ricca di storia è difficile per chiunque».
    Ma è la sicurezza nella seconda parte del discorso a fare capire quanto sia stata già digerita la lezione bianconera: «Noi vogliamo continuare a vincere in Italia e a essere competitivi in Europa. In Italia vincere lo scudetto lo avvertiamo quasi come un obbligo, mentre il Europa non lo sentiamo così, ma soltanto come una grande sfida per fare contento tutto il popolo bianconero.
    Non sarà facile, ma sono contento di essere qui e di aver accettato questa sfida», ha concluso il tecnico.

    Buona giornata

    • A 17 ANNI FATI NON PAROLE

      Così il tecnico nerazzurro: “Abbiamo avuto le occasioni per vincere la partita, ma abbiamo peccato di cinismo.
      Il gol di Fati? Abbiamo sbagliato, rivedere le immagini mi fa male.
      Occasioni ne abbiamo avute, ci è mancato quel pizzico di cinismo e convinzione per concretizzare ciò che abbiamo creato.
      Ma ho poco da rimproverare ai miei, hanno dato tutto, e poi abbiamo subito il 2-1 che ci ha ammazzato”.

      Un Antonio Conte visibilmente deluso commenta così, dai microfoni di Sky, la sconfitta interna dell’inter a San Siro contro il Barcellona (privo di Messi e non solo, in campo la pulce aveva mandato il nipotino) che ha sancito l’eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League.

      “Le immagini del gol di Fati fanno male – dice ancora Conte -, è il gol che ci ha tagliato le gambe e ucciso sotto tutti i punti di vista: stavamo creando e spingendo.
      Mi spiace soprattutto per i calciatori, che stanno dando tutto in un periodo non semplice, e per l’atmosfera che c’era a San Siro”.

      Si quell’atmosfera della festa dell’Immacolata ha annebbiato la vista e la mira a Lukaku & Co.

      Buongiorno

  6. Mauro the Original

    Infortuni

    A volte non ci si fa caso ma non si considera quanto sono importanti per la Juve i 3 giocatori da mesi fermi ai box.

    Costa in particolar modo è fondamentale, ma anche Chiellini e soprattutto quello che poteva dare Ramsey se fisicamente a posto.

    Togliamo per mesi Messi Pique e De Jong e poi vediamo come gioca il Barcellona.

    Con questo non voglio dire che Costa sia superiore a Messi, ma la sua presenza nella Juve è strategicamente importante, direi essenziale per il gioco di Sarri.

  7. Sul Corriere dello Sport si parla della formazione che domani sera Sarri potrebbe schierare contro il Bayer Leverkusen.

    “Tanto turnover per il tecnico bianconero che in porta dovrebbe affidarsi a Buffon, mentre in difesa dovrebbero riposare Bonucci e De Ligt e saranno titolari Rugani e Demiral. Cuadrado potrebbe scalare a centrocampo dove ci saranno Pjanic e Rabiot mentre Bernardeschi sarà ancora il trequartista alle spalle di Ronaldo e Higuain”. 

    Mi sa che domani sera andremo a fare corsa campestre in Renania.
    I tedeschi infatti non lasceranno nulla di intentato pur di scavalcare l’Atletico.
    E noi, tra infortuni e cambi di formazione, non mi pare siamo nelle condizioni per giocarcela al meglio.

    • Per me va bene, bisogna vedere se é d’accordo Paratici che con la vittoria aveva previsto di pagare la tredicesima di Ronaldo…

    • Staremo a vedere Kris.
      Se la Juve giocasse da Juve ne saremmo tutti felici.
      Ma i tedeschi mi fecero una buona impressione a Torino 🤔

  8. Qualcuno non ha idea quanto vale una vittoria in Champions League. Una vittoria equivarrebbe a pagare sul serio la tredicesima a Ronaldo.
    Giusto il turn Over ma ho idea che domani vedremo una bella Juve.

  9. La Uefa Champions League, una miniera d’oro

    Premi Champions League 2019 2020, le quote di partenza (488 milioni di euro)

    I 32 club qualificati alla fase a gironi riceveranno 15,25 milioni di euro suddivisi in acconto da 14,5 milioni di euro e saldo da 0,75 milioni di euro.

    Premi Champions League 2019 2020, gli importi fissi (585 milioni di euro)
    Per ogni partita della fase a gironi verranno assegnati dei bonus in base alle prestazioni: 2,7 milioni di euro per una vittoria e 900.000 euro per un pareggio. Gli importi non distribuiti (900.000 euro a pareggio) saranno raccolti e ridistribuiti tra le squadre partecipanti alla fase a gironi con quote proporzionali al numero di vittorie.

    I club che si qualificano alla fase a eliminazione diretta riceveranno i seguenti contributi:
    • qualificazione agli ottavi di finale: 9,5 milioni di euro a club
    • qualificazione ai quarti di finale: 10,5 milioni di euro a club

    • qualificazione alle semifinali: 12 milioni di euro a club

    • qualificazione alla finale: 15 milioni di euro a club

    • La vincente della finale di UEFA Champions League riceverà 4 milioni di euro supplementari.

    • I due club che si qualificano alla Supercoppa UEFA 2018 riceveranno 3,5 milioni di euro ciascuno, con la vincente che riceverà 1 milione di euro supplementare.

    Premi Champions League 2019 2020, il ranking (585 milioni di euro)
    È stata introdotta una nuova classifica sulla base delle prestazioni degli ultimi dieci anni. Oltre ai punti coefficienti accumulati durante questo periodo, la classifica include dei punti bonus per la vittoria di UEFA Champions League/Coppa dei Campioni, UEFA Europa League/Coppa UEFA e Coppa delle Coppe. Sulla base di questi parametri è stata stabilita una classifica, e il totale di 585,05 milioni di euro è stato diviso in ‘quote di coefficiente’. Ogni quota di coefficiente vale 1,108 milioni di euro. La squadra più in basso in classifica riceverà una sola quota di coefficiente (1,108 milioni di euro). Una quota verrà aggiunta ad ogni posizione, quindi la squadra prima in classifica riceverà 32 quote di coefficiente (35,46 milioni di euro).

    Premi Champions League 2019 2020, il market pool (292 milioni di euro)
    L’importo disponibile stimato di 292 milioni di euro verrà distribuito in base al valore proporzionale di ciascun mercato televisivo rappresentato dai club partecipanti alla UEFA Champions League (dalla fase a gironi in poi) e suddivisi tra le squadre partecipanti di ogni federazione.

    Metà dell’importo che rappresenta il valore di ciascun mercato sarà ripartito tra le squadre in base ai risultati nel campionato nazionale precedente. Tra le squadre di ogni federazione si applica la seguente ripartizione:

    4 squadre 3 squadre 2 squadre 1 squadra
    Campione 40% 45% 55% 100%
    Seconda 30% 35% 45%
    Terza 20% 20%
    Quarta 10%

    Come si legge nella tabella le percentuali di quest’ultima ripartizione sono in base ai piazzamenti nei rispettivi campionati nazionali, vincere il titolo nazionale dunque porta più soldi in cassa anche in Europa. Questo è anche il motivo per cui ogni anno per la società è di primaria importanza la vittoria in campionato, al contrario di quanto possano pensare e sperare quei tifosi che vedono come unico obiettivo la Champions.

  10. Benedetto ti chiedo se possibile una cortesia, è possibile ripristinare nel blog l’orario solare?
    Grazie 🙂

  11. Mauro the Original

    Incasso record a San Siro

    8 milioni di euro per 72mila spettatori.
    Costo biglietto medio superiore ai 110 euro.
    Conte dimostra per l’ennesima volta che le coppe non sono per lui.

    • L’Inter ha dato l’anima, Mauro.
      Infatti i 72mila spettatori hanno applaudito lo sforzo prodotto dai giocatori.
      Contro una “scuola” evidentemente superiore.

      Il Barca infatti ha detto chiaro questa sera che quando c’è il gioco (altro che tiki taka!) si può prescindere anche dagli interpreti …
      Perciò la strada intrapresa dalla Juve è quella giusta !

      PS Impressionato ancora da Vidal: un’autentica tigna !

    • Intanto hanno fatto il botto al botteghino. Comunque sono pochissima cosa al di là di Conte. Mi dispiace soprattutto x quei settantamila delusi che hanno buttato via tutti quei soldi per vedere uno spettacolo così deprimente e, contro un Barcellona di ragazzini.
      Pensiamo alla Juve piuttosto che è addirittura sotto a questi che chiamarli pellegrini sarebbe già un termine grosso.
      Ma la notizia di questa sera è l’èsonero di Ancelotti da parte di ADL dopo un 4 a 0 rifilato in coppa.

  12. L’intervento di Skriniar, anzi il non intervento, sul secondo goal del Barcellona, dimostra come non sia un giocatore da Inter, anzi lo sia…
    Per il campionato italiano questo risultato invece potrebbe essere decisivo.
    Il tuca tuca, va sempre di moda… anche se per me è noioso….

    • Se per tuca tuca ti riferisci al Barcellona, mi sa che devi buttare dalla finestra il tuo televisore … Visto che ti distorce le immagini 🤣

      • … Non si romperebbe sono al piano terreno…
        Per me rimane, da sempre, calcio noioso. Pensa se lo fai con giocatori non aventi, anzi ‘atrenta’… caratteristiche adatte..

    • I tempi del tuca tuca della Carrà sono passati, ma pure quelli del taka taka di Guardiola memoria del Barcellona, anche se nella cantera allenano i ragazzi a questo tipo di gioco che ritorna sempre utile in certe occasioni.

  13. A 17 ANNI FATI NON PAROLE

    Così il tecnico nerazzurro: “Abbiamo avuto le occasioni per vincere la partita, ma abbiamo peccato di cinismo.
    Il gol di Fati? Abbiamo sbagliato, rivedere le immagini mi fa male.
    Occasioni ne abbiamo avute, ci è mancato quel pizzico di cinismo e convinzione per concretizzare ciò che abbiamo creato.
    Ma ho poco da rimproverare ai miei, hanno dato tutto, e poi abbiamo subito il 2-1 che ci ha ammazzato”.

    Un Antonio Conte visibilmente deluso commenta così, dai microfoni di Sky, la sconfitta interna dell’inter a San Siro contro il Barcellona (privo di Messi e non solo, in campo la pulce aveva mandato il nipotino) che ha sancito l’eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League.

    “Le immagini del gol di Fati fanno male – dice ancora Conte -, è il gol che ci ha tagliato le gambe e ucciso sotto tutti i punti di vista: stavamo creando e spingendo.
    Mi spiace soprattutto per i calciatori, che stanno dando tutto in un periodo non semplice, e per l’atmosfera che c’era a San Siro”.

    Si quell’atmosfera della festa dell’Immacolata ha annebbiato la vista e la mira a Lukaku & Co.

    Buongiorno

  14. LA DIFFERENZA

    La padronanza del palleggio degli “scolaretti” del Barça è strabiliante.
    Cosa migliore non si poteva fare mettersi in luce nella vetrina della Scala del Calcio e in Chsmpions League.

    Qualcuno di quei ragazzi in avvenire può restare in prima squadra, qualche altro sarà una plusvalenza.

    Anche la Juve è qualificata e prima del suo girone.
    Potrebbe essere una bella vetrina stasera in Germanis per qualcuno ?
    Oppure potrebbe essere un risvolto psicologico, eventualmente prendendo un’imbarcata.
    Il rischio c’è e lo si deve correre…sempre per la plusvalenza…hai visto mai che a gennaio, il mercato prende e soprattutto dovrebbe dare qualcosa a Sarri.

    Buona giornata #finoallafine

  15. A PROPOSITO DI PLUSVALENZA

    La beffa, per l’inter, arriva col ragazzino: il predestinato Ansu Fati dalla Guinea Bissau che entra in campo, coi suoi 17 anni appena compiuti, che valgono circa 23,5 milioni l’uno, fino a mettere insieme 400 milioni di euro, la sua clausola rescissoria.
    Il suo destro all’87esimo è chirurgico e si infila sul palo lontano, spegnendo le speranze dell’inter.

    La squadra nerazzurra rientrerà in Europa dalla porta di servizio che la porterà a giocare il giovedì giornata dedicata agli gnocchi.
    Saluti

  16. Premesso che noi non ci stracciamo le vesti per questo, però …
    La partita di ieri sera degli spagnoli ribadisce un livello di calcio, nonché, di mentalità che il campionato italiano non ha …
    Il Barcellona viene a giocarsela contro i primi della serie A, con i ragazzi di 17 anni, e senza motivazioni e vince lo stesso… Quasi per inerzia.

    In questo momento se non è “Sparta” è “Atene” nel calcio di vertice, bisogna dirlo senza illusioni.

    • andrea (the original)

      Già.
      Ovviamente questo non fermerà la presunzione per cui il campionato italiano è difficile, all’estero o si corre tutti dietro la palla o si fa palleggio circense mentre da noi siamo maestri di tattica.
      La tattica, la difesa, il fisico…peccato che poi il calcio preveda l’utilizzo di un pallone altrimenti chi le batte le italiane?
      Conte ha fallito di brutto, nemmeno un calendario cosi favorevole ha saputo sfruttare, lui parla sempre di dare tutto, di difficoltà ecc, ma un cenno al pallone.
      Beh insomma, ora torna nel suo habitat, magari sarà pure più contento di misurarsi con i suoi simili.

    • Purtroppo è così Andrea …
      Ieri sera anche gli scettici e i miscredenti hanno potuto vedere cos’è una “scuola calcio” portata ai massimi livelli. La tecnica di base in ogni giocatore è superiore alla media europea, tant’è che Vidal, in mezzo a quelli, si deve limitare a fare il cagnaccio, anche se lo fa ancora bene. Non oso immaginare cosa ne farebbe Valverde di un Matuidi o di un Emre Can …

      I sogni muoiono all’alba, le illusioni sul Campionato più difficile del mondo sono -temo- un atto autoconsolatorio, quando anche numeri sono impietosi;

      a 90′ a dalla fine dei gironi in Champions, questo il dettaglio delle qualificate: Inghilterra 4, Spagna 3, Germania 3, Italia 2, Francia 2.
      Resta solo l’Atalanta, stasera in Ucraina, per tentare l’impresa di migliorare questi numeri.

  17. La partita di ieri sera conferma che il possesso palla resta il marchio di fabbrica dei catalani anche con le seconde linee. Ma ieri sera la differenza fra inter e barcellona l’hanno fatta i clamorosi errori di finalizzazione dell’inter, 7 tiri nello specchio della porta dei nerazzurri e una sola rete, contro i 5 dei blaugrana e 2 reti, il gioco dunque in questo caso c’entra poco, ancora meno quando sull’1 a 1 Valverde ha la possibilità di sostituire Griezman e Rakitic con Suarez e De Jong, Conte invece Biraghi e D’Ambrosio con Lazaro e Politano.

    • Ancora illusioni, ancora giustificazioni …

      …intanto però la partita l’hanno vinta i ragazzini, non certo un Griezmann che camminava in campo o uno svagato Suarez che ha sbagliato controlli facili …

      Lo spartito di gioco c’entra eccome, insieme a una tecnica di base curata fin nei dettagli nei ragazzini …

    • andrea (the original)

      Beh però con una banda di ragazzini il gioco ha evitato di subire più di 7 tiri e, consentiremo, almeno ieri vista la differenza di età e motivazioni in campo ci si poteva aspettare che l’Inter schiacciare l’asilo Barca.
      Se i bookmakers quotavano la Vittoria nerazzurra a 1,50 e quella blaugrana a 5.00, cioè quote normalmente assurde in un match tra Inter e Barcellona, un motivo ci sarà.

  18. andrea (the original)

    Nel frattempo l’Ajax torna sui suoi veri livelli, cioè quelli da EL.

    • … E c’è ancora chi non considera imbarazzante, per la Juve dello scorso anno, essere stati eliminati dai carneadi del’Eredivisie …

      • andrea (the original)

        Diciamo che lo scorso anno erano una sorta di miracolati, per me valevano l’Atalanta e oggi forse nemmeno.

  19. Parlare di gioco in una partita in cui una delle 2 squadre in campo è costretta a vincere per passare il turno ha poco senso, prova ne sia che all’andata a Barcellona con i blaugrana al completo non ricordo questa tanto decantata superiorità di gioco degli spagnoli e credo che il pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto così come penso che anche ieri sera ad incidere pesantemente sul risultato finale non è stata la qualità di gioco dei catalani ma gli errori tecnici individuali di alcuni interisti, così come i bookmakers non possono quantificare nei loro pronostici la % di incidenza sul risultato finale di questa che è una “variabile” decisiva del gioco del calcio.
    Detto questo, se l’Atalanta dovesse passare il turno e l’Atleti no, Spagna e Italia avrebbero lo stesso numero (3) di qualificate agli ottavi, altamente improbabile che ciò accada, dovesse succedere vedremo quanti fra i ferventi adoratori del calcio iberico saranno propensi a riconoscere qualche merito anche al tanto bistrattato calcio italiano.

    • andrea (the original)

      Beh, se passare un girone con 3 squadre dopo anni, quando per le spagnole è il minimo sindacale rende duro un riconoscimento.

  20. Conte parla di cattiveria, impegno, occhi di tigre ecc ecc. E quelli ci sono stati …
    Ma se mi metti due terzini sulle fasce (nel tuo inossidabile 3-5-2) i problemi te li vai cercare, caro mister 12 milioni !

    Bastava uno Spalletti qualsiasi per uscire ai gironi: e, tra parentesi, il girone dello scorso anno di Spalletti era senz’altro più difficile di quello di quest’anno.

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