Quell’insensata voglia di tridente

Articolo di Alessandro Magno

Quell’insensata voglia di equilibrio diceva la canzone. Equilibrio sul tavolo del quale Allegri ha sacrificato molto fantomatico ” bel gioco” per far giocare Mandzukic e Sarri sta facendo altrettanto per far giocare Bernardeschi. I due sarebbero e sono gli equilibratori. Parliamoci chiaro del bel gioco fine a se stesso frega abbastanza poco a tutti anche ai così detti ”belgiochisti”. Il bel gioco ha senso quando serve ad arrivare al risultato. Il bel gioco ha senso quando facilita il conseguimento del risultato vittorioso. In questo senso la strada da percorrere è quella giusta.

Con il Leverkusen aldilà della partita semiamichevole si sono avute un paio di conferme. Una che Demiral è un giocatore da non vendere neanche sotto tortura perchè è pronto e l’altra che il tridente è tutt’altro che mera utopia. La partita con Dybala dentro, e Higuain e Ronaldo contemporaneamente ha avuto una svolta. Credo che anche questa sia una strada da intraprendere con coraggio. Dybala Ronaldo e Higuain sono certamente intercambiabili perchè l’ultimo è capace di venire fuori area a dialogare con gli altri e i primi due sanno all’occorrenza fare la prima punta, anche senza esser dei centravanti veri. Ronaldo poi in area sarebbe devastante ancora per molti anni perchè se l’età anagrafica non è dalla sua parte quella di pensiero dice che lui è ancora più brillante di molti difensori. Ancora può arrivare primo su molti palloni e non è un caso che gli ultimi due gol con Lazio e Leverkusen è entrato in porta con la palla. Fra l’altro questi gol stile calcetto sarebbero la quinta essenza del tiki taka tanto caro a Sarri.

Il Barcellona da molti anni gioca con tre punte ed è arrivata a schierare Neymar con Suarez e Messi ma in passato ha giocato sempre con tre punte. La prima Juve di Lippi giocò con tre punte: Vialli Ravanelli e Del Piero, quindi è davvero un peccato dover rinunciare a una freccia del nostro arco per questioni di equilibrio. Fra l’altro schierando le tre punte si può e si deve irrobustire il centrocampo schierando giocatori dinamici e di forza quindi a maggior ragione troverebbero collocazione Matuidi e Bentancur affianco di Pjanic. Visto che non abbiamo i centrocampisti tecnici inutile inventarli almeno finchè non saranno a pieno regime Ramsey e Rabiot.

Il tridente deresponsabilizzerebbe anche Bernardeschi che finirebbe di fare l’uomo della provvidenza che non è e potrebbe giocarsi un ruolo importante da alternativa come a suo tempo se lo giocava e bene Michele Padovano. Avremmo in questo ruolo di quarto incomodo anche Mario Mandzukic se solo lo accettasse ma è un ruolo per cui si può andare a prendere un giocatore di esperienza e produttività senza svenarsi più di tanto. Un Inglese un Pavoletti. Uno che fa la panchina senza tante storie e che quando entra vede la porta. Ripeto Michele Padovano era l’incarnazione perfetta di questo ruolo da quarto in un tridente e ci ha dato enormi soddisfazioni. Senza contare che, se Dio vuole, recuperiamo prima o dopo sempre un Douglas Costa che è già in rosa e che, a partita in corso, sarebbe sempre devastante.

Il tridente a questo punto non è solo un desiderio ma è una necessità. Certo si corre il rischio. La Juventus di Lippi non tutti gli anni portava a casa lo scudetto e a volte era protagonista di alcuni tonfi pesanti (nell’anno della Champions ricordo un 4-0 proprio subito a Roma con la Lazio), tuttavia quella Juve vinse molto anche in Europa e soprattutto era vincente e bella. In un epoca dove ancora non c’erano le contrapposizioni fra ”risultatisti” e ”belgiochisti” e se c’erano erano confinate nei bar.

  1. Ben

    Il tridente che tutti vorremmo, credo non sia sopportabile dal centrocampo attuale…diciamo che eventualmente non tiene botta.

    In quella Juve Champions avevamo due centrali di difesa come Wierchowod e Ferrara, ai loro lati Pessotto a sx e Torricelli a dx…il centrocampo era formato da dx a sx da Conte, Sousa Deschamps…il tridente con Ravanelli, Vialli e Del Piero.
    Tutta gente tosta in tutti i reparti dove le fasce andavano come stantuffi.

    Ieri parlavo di un più probabile e affidabile 4-4-2 con due terzini ottimi e con i due centrocampisti due belle ali…magari Costa da una parte e Dybala dall’altra con Cristiano e Ronaldo davanti.
    Altrimenti con il tridente si potrebbe ma come detto all’inizio non abbiamo chi li sorregge…a meno che i Rabiot e i Ramsey dovrebbero tornare integri per sopportare e supportare i tre davanti.
    Ciao.

  2. CORSI E RICORSI STORICI

    Dici bene Ben …
    Sarri che si è fissato con Barbareschi dietro le punte, fa il paio con Allegri che era succube di Mandzukic …

    Tant’è che lo mise dentro mezzo infortunato pure a Monaco di Baviera contro il Bayern di Guardiola (al 60′ al posto di Morata che stava giocando la miglior partita della sua vita), mentre la Juve stava vincendo 0-2.
    Inutile ricordare come finì quella partita …

    Ricordo che Pep nell’intervista post partita affondò il coltello nella piaga: spiegò che grazie a quel cambio i suoi centrali rimasero liberi da compiti difensivi e potettero alzare la linea schiacciandoci completamente nella nostra area.😤

  3. Ben l’attacco con dybala in europa credo che si possa fare anche per più di 20°, perché ti lasciano giocare e gli spazi sono decisamente più ampi, tra l’altro alle squadre avversarie piace più attaccare che difendere permettendo il contropiede.
    In italia questo modulo lo vedo difficile proprio perché le squadre tendono a chiudersi maggiormente e la palla sbagliata permette agli avversari di ripartire e quando gli spazi e le gambe aumentano davanti alla porta gli sbagli sono più frequenti. Ieri sera c’è stata un’azione palesemente sottolineata da marocchi proprio sulla difficoltà di sostenere i tre tenori. Forse la presenza di due mediani tosti fisicamente e terzini bloccati potrebbe essere una soluzione ma si è disposti a rinunciare a pjanic.
    Buona partita invece del turco e tutto sommato anche di rugani: i due, però, hanno potuto giocare con la testa libera senza nessuna pressione se non quella di farsi trovare pronti. Avremo modo di testarli ancora in coppa italia.

  4. IL PREVENUTO

    Mi pare, ma ne sono sicuro, la più bella partita di Morata alla Juventus non è stata quella con il goal alla sua ex squadra allo Juventus Stadium con relative lacrime di Ronaldo per la eliminazione subita( dove io c’ero ) ma quella contro il Bayern a Monaco.

    Morata è stato sostituito al SETTANTESIMO dopo che per mancanza di lucidità aveva avuto la possibilità di fare altre tre reti e di cui una anche annullata per un fuorigioco INESISTENTE, aggiungo ancora che il buon Alvaro era stato anche ammonito.

    Eravamo riusciti nell’impresa, purtroppo lo zio Evra all’ultimo pallone della partita non lo butta, non spazza e proprio in quel momento subiamo il goal della speranza non solo dei tedeschi ma anche di alcuni presunti tifosi juventini speranzosi nell’eliminazione.

    Con tanto di palle abboffate …buonanotte.

    • “Mi pare, ma ne sono sicuro, la più bella partita di Morata alla Juventus non è stata quella con il goal alla sua ex squadra allo Juventus Stadium con relative lacrime di Ronaldo per la eliminazione subita( dove io c’ero ) ma quella contro il Bayern a Monaco.”

      Cioè, qui sei d’accordo con me 🥰 …

      Ma andiamo avanti:
      era il 70esimo invece del 60esimo.
      E Cosa cambia ?
      E dimmi, dimmi, quale lucidità e di quale utilità fu il pupillo mezzo infortunato Mandzukic in quei 50 minuti in cui ha giocato ?
      Guarda che Allegri, così come Sarri, mica è Gesù Cristo, qualche scelta la può pure sbagliare, non c’è mica bisogno di difendere l’indifendibile.
      Cioè, milioni di tifosi hanno bestemmiato per quella sostituzione e tu sei stato contento ?
      E poi, non contento, vai a cercare i “presunti tifosi juventini speranzosi nell’eliminazione” … Boh…
      Dev’essere una razza presuntivamente inventata di tifosi, presente forse nei tuoi incubi evidentemente …

      • Lo potrei spiegare a chi capisce di calcio.
        Tu sei ignorante.
        Buona giornata

      • Si da’ dell’ignorante sul tema calcio, quando ci si trova con le spalle al muro.
        Ovvero senza più argomenti da poter contrapporre.
        Grazie per aver dimostrato che lo sei.

        • Parlare di calcio con te è come parlare della lingua italiana con me…però con una differenza…io lo ammetto.
          Saluti

          • E insisti: allora sei de coccio !😅
            Ritenersi, tra tifosi, competenti di calcio è la cosa più solida del mondo !😭

          • E insisti: allora sei de coccio !😅
            Ritenersi, tra tifosi, competenti di calcio è la cosa più stupida del mondo !😭

            Rispondi

  5. Il tridente non lo schiera xche’ Sarri non ha i ricambi, se si fanno male contemporaneamente, non ha da sostituire.

  6. Io penso che il tridente attuale potrebbe essere messo in campo solo in itinere a partita in corso, così come l’altra sera, quando gli avversari sono a corto di benzina.
    La Juve non ha un centrocampo in grado di supportare la trazione anteriore che potrebbe far diventare questa Juve devastante.
    Sono pienamente d’accordo con Sarri che in modo lucido spiega che il suo tipo di gioco fatto di pressing asfissiante appena la squadra non ha la palla da portare soprattutto in avanti sarebbe troppo dispendioso se non hai gente con polmoni che ti possano permettere determinate marcature.
    Dybala si sacrificherebbe, ma dopo 20 minuti perderebbe di lucidità e non sarebbe più lo stesso, credo che lo abbiano criticato lo scorso anno proprio per questo, cioè che il ruolo di tuttocampista lo limiterebbe poi in fase offensiva.

  7. Vialli e Ravanelli e Del Piero giovane, difendevano anche.
    Mario difendeva e si sacrificava.
    CR7 ed Higuain no.
    Ci vuole sacrificio per giocare con tre punte tutta la partita,
    i tre attuali insieme non ne hanno le caratteristiche.
    Poi il centrocampo sarebbe sottoposto a sfinimento…
    Per il ‘gioco’ che vuole fare Sarri, si deve giocare con il trequartista, se è Bernardeschi è funzionale anche in fase difensiva.
    A spezzoni od in certe partite si potrà rivedere il tridente.

    • Bernardeschi dopo aver giocato decine di partite nella Juve come trequartista, ha fatto zero gol e zero assist: quando i numeri dicono tutto.

  8. MASSIMO ZAMPINI

    Al momento del sorteggio del girone mi chiedevo come saremmo arrivati a questo Bayer-Juve.
    Le ultime partite del girone di Champions, se tutto è ancora aperto, sono sempre insidiose: una piccola esperienza ce la siamo fatta a Istanbul ed eviterei volentieri di rivivere rischi e pathos di metà dicembre.

    Un’idea ce la facciamo sin dal martedì europeo, soprattutto con le belle sfide di Salisburgo e Milano: due partite equilibrate, divertenti, finite in modo positivo per noi non tanto e non solo per ragioni di sfottò, quanto per la doppia buona notizia di non potere incontrare i campioni uscenti già agli ottavi e di avere meno possibili derby sulla nostra strada se si va avanti nella competizione. Detesto i derby europei: avvelenati, meno spettacolari, con la tensione che porta a un pericoloso livellamento rispetto ai reali valori (si pensi a quello Juventus-Fiorentina di Europa League, risolto solo da una punizione di Pirlo nel secondo tempo della partita di ritorno, nonostante i bianconeri fossero nettamente più forti dei rivali) e soprattutto con il costante spauracchio, in caso di passaggio del turno altrui, di sorbirci anni di demenziali “lo vedi che in Europa, con arbitri stranieri…”.
    Refrain insensato, ma soprattutto, per molti tifosi rivali, valido solo se usciamo noi dalle coppe: se invece tocca ad altre vincerle quasi tutte in campionato e venire subito eliminate in Europa perdendone 3 su 6, lì a quanto pare il malizioso assunto non vale più.

    Alle 19 l’impresa la fa l’Atalanta, che mi procura una fastidiosa possibilità di derby in più ma si merita tutti i complimenti possibili: fantastica in trasferta contro una squadra che ha decisamente più esperienza europea.
    Impresa sensazionale, dopo un girone d’andata non all’altezza: forse non per noi italiani, ma si tratta certamente della più grande sorpresa tra le 16 protagoniste degli ottavi.

    La sera tocca a noi e posso tranquillizzare quella preoccupata parte di me che ad agosto si chiedeva come saremmo arrivati all’ultimo match di Leverkusen: alla fine ci siamo meritatamente conquistati una insolita serata di serenità europea, che mi godo fino in fondo guardando la partita senza troppa attenzione, come se così facendo potessi dare uno smacco alla competizione che tante volte mi ha tenuto incollato al televisore fino all’ultimo secondo senza un momento di respiro.
    Stavolta no, chiacchiero con gli amici mentre Ronaldo sta per arrivare su un pallone di Higuain e quando un avversario prende un palo con un gran tiro da fuori. Non importa, cara Champions, stasera è la mia piccola vendetta: fai pure scendere la neve, rendi il campo impraticabile, fammi subire un gol su rigore all’ultimo secondo del recupero.
    Fai ciò che vuoi, anzi scatenati oggi, tanto stasera non inciderai sul mio umore.

    E lei, dispettosa com’è da sempre, non si scatena affatto: nessun imprevisto, anzi accade poco e tra una chiacchierata e l’altra c’è giusto il tempo per capire che anche oggi non sarà la giornata del rilancio di Bernardeschi e Rabiot (troppo molle nel perdere alcuni palloni pericolosi); che Demiral forse va disciplinato ma ha una forza e capacità non comuni di difendere e in particolare di recuperare anche situazioni apparentemente quasi compromesse; che Danilo ha una bella corsa, De Sciglio fa bene il suo, Cuadrado parte così e così ma migliora nel “nuovo” ruolo di interno di centrocampo; che la Juve comunque, in generale, giochicchia serenamente ma non è pericolosa quasi mai fino a quando entra Dybala.

    E’ qui che arrivano i due gol, entrambi propiziati da sue giocate, con Ronaldo e Higuain felici di passare all’incasso.

    Tre punti anche oggi, sedici in sei partite e gli unici due non conquistati sono stati persi all’ultimo minuto in uno dei campi più rognosi e complicati d’Europa: bilancio importante per il primato nel girone, l’autostima, il prestigio e, ultimo ma non meno importante, i soldi guadagnati.
    Più una discussione lasciata in eredità, da una serata apparentemente inutile: quei tre possono giocare insieme? O meglio, dovrebbero farlo, visto che in un’ora con due punte abbiamo prodotto poco e nella mezz’ora finale ci siamo divertiti (senza rischiare di più)? Affiancare ai due attaccanti un terzo giocatore più offensivo di Bernardeschi (o quantomeno avanzando e allargando Federico) offre realmente migliori soluzioni offensive, comunque compatibili con un assetto equilibrato?

    A oggi pare di sì, ma oggi non conta nulla.
    Conta domenica l’Udinese con un centrocampo decimato e, soprattutto, conta fine febbraio, quando arrivano gli ottavi e le cene serene guardando distrattamente la partita non esistono più.

    Buongiorno

  9. Mi pare che nessuno dei nostri tre attaccanti abbia le caratteristiche fisiche, prima che tecniche e psicologiche, per consentire alla Juve di reggere il tridente per un’intera partita.
    Se poi diamo uno sguardo al nostro centrocampo, questa sensazione vira verso la certezza.

    Col tempo Sarri troverà certamente la quadratura del cerchio, perché credo che l’attuale 4-3-1-2 sia nella sua testa un modulo transitorio. Con cui si è adattato agli uomini che si trova a gestire e soprattutto al loro stato di forma.

  10. Credo che abbiate tutti ragione parlando di equilibri e tridente, che d’altronde è quello che dice sempre Sarri. Ma probabilmente il problema è come sempre a centrocampo dove patiamo le strategie di mercato. Con gli stipendi di Can, Kedhira e Rabiot e mettiamoci pure il fantasma Ramsey, pagheremmo due campioni sani di fisico e di mente.
    Per il momento l’unica speranza è che Rabiot faccia progressi, ma se il buongiorno si vede dal mattino…
    La questione è che quei tre davanti si completano meglio e bisognerebbe farli giocare il più possibile, magari assumendo anche dei rischi perché questa squadra ha bisogno di gol e con Berna ne stanno arrivando pochini.
    Magari quando la squadra avrà assimilato meglio certi meccanismi si potrà provare con più frequenza. Non mi pare che per esempio un tridente Messi-Neymar-Suarez difenda più del nostro e forse neanche Ronaldo-Bale- Benzema.

    • Boh, ho la sensazione che il problema sia il trequartista Chris … E non solo perché ci gioca Bernardeschi.
      Quale grandi squadre europee giocano col trequartista ?
      Insomma -la dico grossa-, mi pare un ruolo in via di estinzione nel calcio moderno …

      • Mi pare lo dicesse già Moggi anni fa, o hai un fenomeno o non vale la pena giocare col trequartista. Che nell’attuale fattispecie mi pare più un mediano avanzato.

    • andrea (the original)

      Infatti quello di difendere resta un falso problema.
      Devono difendere se fa un calcio difensivo ma se attacchi non serve difendano.
      Sul centrocampo è chiaro che non potendo vedere assieme Ramsey-Pjanic-Rabiot sin qui, si soffre ma con i Matuidi e Khedira si soffrirebbe pure se avessimo una sola punta perché il pallone lo avrebbero sempre gli altri.

  11. Rispondo a Luigi e Andrea dal topic precedente
    Non ho parlato di ere preistoriche ma di ieri e l’altro ieri dove Conte, Ancelotti, lo stesso Sarri che non ho nominato precedentemente qualcosa l’hanno vinta fuori pure dal bel Paese ed in tempi recentissimi.
    Vi ho pure detto, e su questo non potevate fare alcuna obiezione, che la Juve attuale ( almeno quella degli ultimissimi anni) non è mai uscita anche dopo gli incontri diretti in 180 minuti nè contro squadre inglesi nè tantomeno con quelle spagnole ( che tra l’altro e a rotazione ha incontrato tutte).
    Questo sta a significare che gioco moderno ( almeno come lo intendete voi) o non gioco, il risultato non è negativo, anzi se proprio vogliamo, il bicchiere è proprio pieno sotto questo aspetto.

    Il tanto calcio bistrattato della nostra serie A, aldilà della Juventus che credo sia fuori dai giochi, è dovuto alla mancanza di pecunia o meglio, da quanto successo dopo quel 2006 in cui distrussero con la Juve tutto il movimento del calcio nostrano.

    I nostri tecnici sono da sempre tra i migliori, non sono io a dirlo ma i fatti. Non sarebbero stati tanto apprezzati dai migliori club al mondo. Se poi quest’anno qualcuno è rientrato ad allenare in Patria è altrettanto logico che non possano sdoppiarsi, o no?
    Gasperini fallì solo in una società già in caduta libera ( nel senso che fu messo di fronte alla presunzione di calciatori ormai cotti e a fine carriera da una dirigenza incapace), ma anche a Genova con calciatori che il buon Preziosi gli cambiava ogni settimana, ha sempre fatto delle grandi cose. Per me non è una novità, la sua carriera si era solo momentaneamente arrestata perchè non sotto i riflettori delle grandi società. Fosse arrivato lui alla Juve invece che Sarri non credete che questo cambio di mentalità sarebbe stato differente in termini di gioco.
    Quanto al discorso della canna del gas, caro Andrea era più un pezzo di storia indirizzato a Luigi quello, perchè sicuramente ricorderà cosa si diceva di quei calciatori e di un certo Bearzot in quel periodo. Per te la storia potrebbe essere quella più recente, quella di Lippi del 2006. Ma questo dovrebbe solo farci riflettere prima di dire che qui siamo retrogradi e che il giardino degli altri è quello verde. Ripeto, se non c’è continuità nel sapersi non solo innovare ma investire, i risultati non li potremmo mai avere.
    Qui in italia hai a che fare con i cosiddetti furbetti ( vedi i vari Zamparini, Preziosi, Ferrero e compagnia cantante) che vedono il calcio solo come un opportunità per i propri interessi personali e non è che hai grandi prospettive di sviluppo. Guardiamola meglio la questione calcistica italiana prima di dare addosso a chi sa già, come migliorarsi.

    • andrea (the original)

      Non mischiamo italiani e italianisti, altrimenti viene fuori confusione.
      Sacchi, Lippi, lo stesso Ancelotti, Mancini, fino alla scorsa stagione e speriamo con continuità anche in questa Sarri, sono italiani ma non italianisti.
      Il punto è: quanti sono? Se rappresentano eccezioni (ad alto livello intendo perché poi qualche De Zerbi cresce, Gasperini tiene botta)vuol dire che la media è diversa e obsoleta.
      No Antonio, la stima del mondo per l’Italia è qualcosa di vicino al luogo comune. Si ce lo dicono, perché sanno che la beviamo.
      Di fatto oggi esiste un allenatore italiano sulla panchina di un top club europeo? Perché poi i riscontri questi sono.
      Poi va beh, l’Italia è arretrata pure per i dirigenti, che però sono l’espressione di un popolo come nella politica, nelle istituzioni…ma quando leggo ancora farsopoli mi viene da aggiungere che siamo arretrati anche perché troviamo sempre una scusa.

      P.s. la Juve è uscita con il Real Madrid ma questo ci sta, mancherebbe altro.
      Il problema è che uscita anche con squadrette tipo Ajax venendo dominata.
      Quando la Juve è arrivata in finale in questi anni ha giocato un signor calcio. Ma purtroppo era rimasto uno spot e soprattutto è stato rinnegato dal suo allenatore (vedi post Juve-United).

      • Proprio oggi riguardo questa filosofia, c’è l’editoriale del nostro amico Bosco che dice che pure lui viene fuori da determinati assiomi come quelli di un suo maestro come Brera, pertanto non riuscirai mai a portare dalla tua parte chi il calcio lo vede come l’apoteosi della vittoria e basta.
        Il risultato è frutto di una serie di coincidenze che non si traducono solo con il giocar meglio. L’Olanda di Crujff sennò non avrebbe avuto quello score pur essendo stata riconosciuta la più squadra come gioco, di tutti i tempi.
        Quanto alle partite contro il Real, nei 180 minuti, la Juve è passata contro di loro, ha perso solo in finale 3 anni addietro. Contro lo United è stata veramente una beffa, e solo tu non ci sei rimasto male, amico mio perchè vedere quella faccia di c….. di Mou mi ha fatto arrabbiare oltre il limite. Ma ad ogni qualmodo ci qualificammo sempre d’avanti a loro come primi anche in quella circostanza.
        Per ciò che riguarda gli allenatori oggi non occupati nelle altre nazioni, aspetta qualche mese, o magari la fine di qualche contratto da pensionato d’oro e vedrai chi verrà ingaggiato a breve. E’ solo una coincidenza o perchè lavorano a casa pagati pure bene.

        • andrea (the original)

          Ma infatti non devo portare dalla mia parte, io non ho una parte, semplicemente guardo quello che accade..lo guardo tutto pero perché vedi, si continua a parlare dell’Olanda come squadra bella e perdente ma, intanto se fossero italiani direbbero che hanno perso due finali contro le padrone di casa favorite dall’arbitro (in Argentina non ne parliamo) e poi quello stesso gioco ha garantito tutto ciò che si poteva vincere all’Aiax, che dava tanti giocatori alla nazionale.
          Mettici una Coppa anche del Feyenoord e poi vediamo se il gioco perde.
          Ah per quanto riguarda noi si si, tra un po’ la creazione del mondo è italiana, tranquillo che ce lo fanno credere.
          Quindi restando al calcio la storia dei 4 mondiali l’ho già sentita e..beh direi che i primi 2 sono ricordati per gli stessi motivi per cui ricordano quello argentino..insomma, per carità fa statistica ma non so quanto faccia onore e scuola.

      • TU Andrea confondi l’invidia che hanno gli altri nei riguardi di noi Italiani con la stima di chi sa invece riconosce i nostri meriti.
        Quando gli altri erano selvaggi nelle foreste, i romani fondavano una civiltà che ancora oggi resiste come quella più importante al mondo e quando si rubavano come pirati l’oro da un nuovo continente, sempre trovato da un italiano, qui si seminava scienza e cultura da Leonardo a Dante e nascevano le più grandi meraviglie. Persino Shackespeare c’è il dubbio che sia un veneziano trapiantato in Inghilterra, non si spiegherebbero delle tragedie come Giulietta e Romeo nate a Verona da uno che in teoria non avrebbe mai lasciato la terra di Albione, sennò. E, per arrivare ai tempi nostri anche la tecnologia dei manufatti più importanti nascono sempre qui dalla fantasia delle nostre ( e mi vanto di avere fratelli di madre lingua come la mia) menti. Le Ferrari sono l’apoteosi ad esempio dell’ingegneria, ma si può partire dalle Isotta Fraschini se vogliamo rifarci ai tempi originari delle carrozze senza cavalli.

        Chissà perchè anche nel calcoin Europa siamo stati 4 volte campioni del mondo, credi sia per pure caso? eppure fisicamente non siamo strutturati come gli africani ad esempio, anzi.
        A tale esempio vorrei ricordare con affetto un mio corregionale, tale PIETRO MENNEA con un fisico smilzo e con una struttura muscolare non proprio potente è stato il più veloce uomo al mondo. 19,27 è un tempo impresso nei nostri ricordi per la vita.
        Dammi retta Andrè, saremo governati male e siamo pure un paese di approfittatori di furbi e padri di famiglia senza bramosie di conquista, ma siamo sempre il motore intellettivo di questa terra che ci ospita.
        Tutte le volte che vado all’estero pur arricchendomi vedendo nuove culture, mi rendo conto della fortuna che abbiamo di essere nati qui. E come la Juve dopo farsopoli e la fenice, rinasciamo sempre dalla nostra polvere.
        Non sono solo nazionalista, ma realista.

        • andrea (the original)

          Mennea 19,72 a 2000 metri di altitudine.

          • Le dita invertono il 2 con il 7 pure per la velocità in cui si scrive 😂😂😂 Rimane l’uomo bianco più veloce al mondo anche se quel record lo fece in Messico

        • Anto’. Mi meraviglia che uno come te -che si dilunga in un noteve elenco di italianismo, ammiccando perfino a Shakespeare- non abbia detto che anche Napoleone Bonaparte è italiano !!
          Eccheccacchio …
          In fondo è nato solo un anno dopo che la Francia occupò la Corsica, ormai indipendente, dopo una breve guerra …
          Possiamo quindi proclamare, senza tema di smentite, che il sangue che scorreva nelle Vene del Grande Corso, era sangue italiano !!

          • In effetti era figlio di Italiani , ma se dovessimo elencarli tutti non basterebbe un libro. Comunque spinto da quello spirto guerriero che entro mi rugge del grande Ugo Foscolo , mi ritrovo spesso a Santa Croce a Firenze dove posso ammirare le tombe di un buon numero di Grandi Italiani

    • Rispondo per onor di firma, anche perché le brevi argomentazioni di Andrea mi sembrano già esaustive, e soprattutto hanno il dono della concisione.

      Qui nessuno sta dando addosso a nessuno, Anto’, si discute di fatti calcistici, cercando di argomentare alla meglio i propri concetti, che ovviamente non sono oro colato.

      I nostri tecnici sono i migliori ?
      Tua opinione, anche se i fatti attuali sembrano dire il contrario.
      I nostri dirigenti sono i migliori ?
      Boh, non lo so, mi viene qualche dubbio quando vedo che un Tare va a pescare ogni anno ottimi calciatori pagandoli poco. Mentre il nostro Paratici è rimasto alla politica marottiana dei parametri zero, pure abbastanza scassati.

      Ripeto, cerchiamo di attenersi all’attualità, quello che hanno fatto le squadre italiane negli anni ottanta e novanta, resta storia. Cioè acqua che non macina più. ù
      E’ l’attualità con tutti i suoi cambiamenti che chiama a decidere. Con competenza possibilmente.

      • Vai sopra Luigi, perchè di esaustivi ci sono i miei commenti che dicono solo” delle verità assodate,” non fantasie utopistiche.
        Allora bravo Tare e abbasso Paratici?
        Chissà perchè allora la Juve è sopra la lazio in campionato e la stessa Lazio è stata buttata via ignobilmente da squadre di cui non conosciamo neppure il nome, dalla europa, non champions league.

        E, ti posso garantire che quel bravissimo Tare ha anche un grande allenatore come Inzaghino di cui presto ne sentirete parlare quando allenerà qualche “squadrone” (come le definisci tu) inglese. Anche perchè, strano ma vero, la Lazio è una delle squadre che gioca e diverte pure molto.
        E per onor di firma e di amicizia con questo ti invito a non offenderti se il nostro amico Barone dice che non capisci niente di pallone. 😀 😀 😀

        • Hai ragione Anto’ … Facciamo Così: tu e il Barone qui siete i competenti di calcio. Noialtri pendiamo dalle vostre labbra.
          Così state tranquilli e sereni,
          a giocare con le vostre fisse, come i bambini dell’asilo🤣.

  12. andrea (the original)

    Benedetto,
    è verissimo anzi, io credo che 3 punte siano una necessità se vuoi giocare un calcio europeo, quindi offensivo.
    Solo in Italia ci crea il problema (falso problema) per cui le punte devono essere poche per privilegiare la difesa: quando hai talento davanti sono gli altri a doversi preoccupare.
    Va anche detto che Sarri è partito con il tridente (giocava Costa) e magari ora la scelta di tenere un attaccanye fuori è legata al fatto che poi non ne avrebbe più in panca fin quando Costa non rientra e Ramsey nemmeno.
    O almeno spero sia così perché chiaramente Mandzukic in una squadra che vuol giocare a pallone con il pallone non è pensabile.
    Ecco, Bernardeschi sta facendo malissimo,forse non può essere un titolare da Juve, se Sarri insiste si spersonalizza, ma rispetto all’idea di Allegri ha almeno qualche requisito di modernità. Quella di Mandzukic era una assoluta anomalia rispetto ai top club, centravanti potenti ne vediamo ma sono dei bomber, hanno tecnica e/o anche velocità (ad esempio Levandowski, lo stesso Icardi).

    Su Demiral non ho le tue stesse certezze: premesso che venderlo non sarebbe una grande scelta viste le poche opzioni disponibili, mercoledì ho percepito dubbi anche da parte di Costacurta sulla sua adeguatezza attuale. È forte fisicamente, l’uomo lo marca ma rischia tanto in termini di falli ed è disordinato.
    Certe cose, in partite che contano, si possono pagare a caro prezzo.
    Può migliorare sicuramente, se lo fa sarà un buon cambio.

    • Andrea ti rispondo qui.
      Il problema è che spesso ti dimentichi che la palla ce l’ha anche l’avversario. Abbiamo più volte visto come in italia, nonostante i nostri attaccanti siano tecnici, si finisce per sbattere contro la selva di gambe che fanno densità nella loro trequarti. Chiaro esempio è stata la partita con la lazio anche perché i 30 minuti del primo tempo sono un ritmo difficile da tenere per 90°. Il pressing alto nella seconda frazione di gioco veniva sistematicamente saltato dai giocatori laziali che avevano una prateria davanti da percorrere. Differente invece è in europa dove ripeto gli spazi sono ampi perché le squadre attaccano con 6/7 giocatori tant’è che il goal di ronaldo è venuto con un lancio per dybala su cui è dovuto andare a chiudere il centrale poiché il terzino del bayer era nella nostra metà campo. C’è da dire inoltre che sarri esenta ronaldo dal pressing completamente, higuain risulta svogliato limitandosi a correre a fianco dell’avversario senza cattiveria non come ad esempio fa immmobile e dybala che è estro allo stato puro non puoi chiedergli di fare il mediano, verrebbe snaturato nel famoso “tuttocampista”.

      • andrea (the original)

        Diciamo che se la palla la tieni più tu può tenerla meno l’avvesario.
        Il problema e limite del calcio italiano è che la palla viene mossa lentamente, a ritmi da pensione, quindi è chiaro che le selve di gambe abbiano spesso la meglio; non credo sia un caso che quando le italiane vanno in Europa in questi anni ne prendono parecchi pur mettendo i pullman davanti all’area.
        Con la Lazio io fino a quando siamo stati in 11 ho visto un dominio del campo, magari nel secondo tempo con meno pressione, certo, ma sempre dominio era.
        Come diceva Ben, abbiamo visto squadre giocare con 3 attaccanti che non pressano e sono state squadre mitiche in Europa. La cosa si può fare se tutta la squadra è altissima, diversamente è chiaro che 3 giocatori in meno a pressare li senti.
        Sarri deve incidere proprio su questo.

  13. CARO MAX TI SCRIVO, COSÌ MI RILASSO UN PO’
    Juventibus

    Caro Max, come va? Non so quali notizie arrivano nel tuo ritiro dorato e prendo l’iniziativa di aggiornarti.
    Qua va tutto abbastanza bene, non benissimo.
    La classifica per ora tiene e siamo qualificati agli ottavi di champions, da primi nel girone. (lo so lo so, risultati a cui arrivavi di tacco); Il nuovo allenatore sta portando le sue idee, in parte ci riesce, in parte no, in parte si aggrappa ai tuoi sani principi basilari ( ed a Khedira!!!! anche se ora, come al solito, è out.), che al momento hanno tenuto in piedi la baracca.
    Adesso sta vivendo un leggero momento di difficoltà, pareggio in casa e sconfitta esterna e te sai bene quanto possano aver scosso l’ambiente Juve.
    La sconfitta mi ha irritato perché abbiamo perso contro la Lazio che ha vinto….da Juve.

    E’ riuscita a girare la partita in suo favore “leggendo” bene, di squadra, gli episodi decisivi. Pensa, siamo rimasti in dieci causa espulsione su azione nata da calcio d’angolo a favore.
    Roba che fosse capitata a te, sarebbero volati cappotti per una intera settimana.
    Ero convinto di veder volare tute, anzi, “felpine”, invece niente. Gli esteti, dal tuo amico Sacchi fino ai suoi nipotini, esaltano una mezzora di gioco, anzi di giUoco, “bello” ed a me si rizzano i capelli nel leggere commenti favorevoli dopo una sconfitta per 3 a 1.
    Che ne pensi? Ci stanno marciando? Sotto sotto sono ben lieti di aver visto la Juve perdere in modo così scellerato? Te ci hai insegnato a non perdere la fiducia nemmeno nei momenti più critici, ricordi il 2015/2016 che iniziò in modo disastroso e poi terminò trionfalmente? Tengo bene a mente i tuoi insegnamenti e non perdo la lucidità.

    Mi spiacerebbe solo perdere il campionato di “corto muso” per aver sprecato troppi punti per inseguire …già, per inseguire cosa? Su Juventibus un autore tifoso ha scritto che preferirebbe perdere il campionato pur di vedere “cambio di mentalità”.
    Ho googolato subito per capire se “cambio di mentalità” fosse un torneo di nuova istituzione, da provare a vincere.
    Ho trovato niente. Una corrente di pensiero, l’adanismo, sostiene che per vincere in Europa occorra un modo diverso di giocare.
    Sarà, con te ci siamo andati vicini due volte.
    Secondo me, come secondo te, manca un po’ di spessore e qualità a centrocampo.
    Ed un Mandzukic, non in versione “risparmio energetico”.
    Vedremo, resto fiducioso, il nuovo allenatore sicuramente saprà trovare la “quadra”, come facevi te di questi tempi; l’importante è che “si attacchi con quando si ha la palla e che ci si difenda con efficacia quando l’hanno gli altri”.

    Buon tutto Max, buona continuazione di vacanza.

    La gente non ci sta con la capoccia…resto sorpreso sempre di più. Mah !
    Buon pranzo

  14. Ripeto, per i sognatori del calcio “a babbo morto da focolare”, quelli che per dire che oggi piove vanno a prendere esempio dall’ultima Era Glaciale:
    Negli ultimi anni, due squadre spagnole (non certo l’atletico !) si sono divise le vittorie in Champions (la massima competizione mondiale)…
    E quando hanno steccato loro, sono emerse le inglesi.

    Dove sta, in soldoni, l’erba verde del calcio italico, se non nella nostalgia da focolare dei cari tempi andati !?

    Gli auspici ben vengano, ma i crudi numeri sono impietosi … Anche sotto Natale !🤣

  15. Tornando al nostro ex, ora per fortuna in vacanza:

    Uno che dice di aver perso con l’Ajax a causa di due ripartenze meriterebbe solo un paio di scozzettoni bel assestati !🤣

    • … E li meriterebbe per il solo fatto che tenta di trollare la masnada incompetente dei tifosi: che però almeno gli occhi per vedere li hanno !

  16. Per qualcuno di dura cervice:

    noi tifosi siamo tutti “incompetenti” per definizione.
    Perciò dare dell’incompetente a qualcuno è una idiozia 🤪.

  17. Andrea è vero in italia il ritmo è decisamente più basso, ma le squadre tendono a scoprirsi decisamente meno, ogni realtà ha le sue peculiarità. D’altronde anche le competizioni sono differenti: un conto un torneo lungo come il campionato e un conto poche partite come in champions. D’altro canto non sappiamo se queste grandi squadre europee messe nel nostro campionato riuscirebbero a fare quello che fanno nei propri campionati dove anche chi si deve salvare la sua partita la gioca. Una cosa però è inconfutabile sarri ha sette punti in meno rispetto al campionato dello scorso hanno, ma ha fatto un cammino in champions straordinario: forse il suo calcio è più adatto all’europa che all’italia, in fin dei conti anche a napoli i punti che perdeva erano con le piccole quelle che usavano il pullman.

    • Però non facciamoci confondere dallo scorso campionato che come media punti era anomalo anche per Allegri. Siamo in línea con le medie degli ultimi 8 anni, quindi Conte/Allegri/Sarri per il momento cambia poco in termini di punti. In realtà anche in coppa, se non fosse che il parrucco si fece buttare fuori ai gironi…
      Scusa l’intromissione, ciao😉

      • Ci mancherebbe intromissione ben accetta.
        Kris teoricamente questa squadra dovrebbe essere più forte anche se ha l’attenuante dell’allenatore nuovo.

    • andrea (the original)

      Guarda, io però continuo a leggere delle squadre italiane provinciali che se la giocano ma poi in realtà se vedo squadre che per cultura se la giocano alla morte contro tutti le vedo in Premier. Li giocano pure quando sono salve.
      Quindi non so ma credo che, proprio in quanto torneo lungo, sia meno legato a un episodio e dunque espressivo dei valori tecnici..ergo, se loro sono più forti della media delle italiane lo sarebbero ancor più nel campionato.

      Sul gioco di Sarri beh, io spero sia più europeo ma sono convinto che il gioco europeo vada allenato e noi per allenarci abbiamo solo il campionato.
      La media dello scorso anno è ingannevole, è stato il solo caso in questi anni e infatti più di una volta mi sono trovato a confronto con chi mi criticava il fatto che per me lo scudetto fosse assegnato prima di iniziare: l’impatto psicologico di Cristiano, la fine dell’unico avversario che avevamo (il Napoli) a causa della partenza di Sarri. Non c’era praticamente nemmeno la possibilità minima di avere complicazioni.

  18. A giocare a palla fai tù , certamente. Voglio essere addirittura provocatorio, ma in Inghilterra al contrario del campionato italiano, se la giocano sì a morte, ma appunto a chi arriva prima sulla palla. Corri tu che corro anch’io. Basta che si vada in una direzione. A rotazione vincono tutti dai Di Matteo a Ranieri passando daGuardiola a Klopp. Da noi invece c’e un campionato bulgaro, solo la Juve per dichiarata superiorità. 😀 😀 😀 😀

    • andrea (the original)

      Si infatti, la Premier è il campionato più ambito e seguito perché è palla fai tu.
      Se si vuole vedere l’Università del pallone si deve venire in Italia.
      Che poi siano universitari falliti e stracciati da quelli con la licenza media fa niente.
      Il mondo va in una direzione, l’Italia la snobba, tutti felici.

      • Vedo che sei veramente preso e non ti piace essere provocato eh? Domani pomeriggio se sono a casa e mi mi capita su sky una partita di quel tipo ti chiamo, ci faremo 4 risate insieme, dai 😀 😀
        Ultimamente mi sto gustando il campionato italiano di serie A dal vero e, ti posso assicurare che vedi sia nelle squadre più attrezzate che nelle piccole, tante particolarità tattiche che fino a qualche anno addietro erano impensabili.
        Siamo evoluti pure noi e cerca di essere contento perché tifiamo per la più forte Juve di sempre, non prendiamoci sul serio per le stupidaggini, chi oggi va a gonfie vele, domani può scuffiare , lo sport ci insegna anche questo.

    • Antony,
      ma anche partite che finiscono con punteggi tennistici (come non di raro accade in Inghilterra e Spagna) sono esempi del giocar bene e dare spettacolo?.. no perchè qui il trasformismo imperversa, se scrivi che Juve e Napoli nei rispettivi gironi hanno messo sotto spagnoli e inglesi ti rispondono che però negli ultimi anni hanno vinto solo loro, quindi in questo caso il gioco non conta ma contano i risultati degli anni passati, svuotano persino di valore un titolo mondiale conquistato dalla nazionale italiana nel 1982, quando la scuola italiana diede una magnifca lezione al calcio “bailado” degli spocchiosi brasiliani, dimenticando anche che quel trionfo del 1982 è figlio dello splendido mondiale giocato sempre dalla nazionale italiana allenata da Bearzot nel 1978 in Argentina, dove la squadra rivelazione non fu certo l’Olanda alla fine di un ciclo, ma un’Italia giovane e brillante che fu anche l’unica squadra a battere con pieno merito i futuri campioni del mondo argentini. E il Mondiale del 2006, con l’Italia guidata da un altro grande allenatore italiano, un’altra espressione ai massimi livelli di un calcio pratico ed organizzato che butta fuori in semifinale i favoritissimi padroni di casa della Germania (finalista 2 anni dopo ai Campionati Europei) e tiene testa al calcio champagne della corazzata Francia.

      • Si Giorgio, ma non dimentichiamo poi quelli in cui siamo arrivati secondo sbagliando solo dei calci di rigore, come quell’Italia di Sacchi negli USA o quella fatta fuori da una finale nel 2000 in Italia da uno sconsiderato Zingarelli, di Vicini. Poi noi siamo vecchietti e ricordiamo pure un’altra con Gigi Riva e Valcareggi che faceva fare la staffetta a Rivera e Mazzola nel 70. Come arrivò quell’Italia? Già seconda purtroppo. Meno male che il calcio l’hanno inventato in Inghilterra sennò oggi sarebbero ancora all’età della pietra.

  19. TEQUARTISTA PER FORZA ?

    Metto questo pezzo perché qualche giorno fa scrissi proprio di Pjanic, eventualmente e per forza, in quel ruolo che tanto piace a Bernardeschi, potrebbe giocarci il bosniaco.

    Di Milena Trecarichi

    La Juventus di Sarri chiude il girone UCL imbattuta e con record di punti (come Capello e Lippi), in A è pienamente in corsa con 2 punti di ritardo che a Dicembre spostano poco.
    Risultati soddisfacenti e non ha senso parlare di punti in meno rispetto al girone d’andata record 2018-19.
    Siamo in un torneo forse più equilibrato, con piccole e medie agguerrite, e ogni stagione ha la sua storia.

    La preoccupazione ad oggi è dovuta più che a risultati e al gioco ai dati sui gol fatti e subiti.
    Nella Juve vista fin qui, salvo sporadiche occasioni, traspare una “incertezza tattica”, una confusione tra nuovi principi di gioco e atteggiamenti del passato, da cui derivano scarsa pericolosità offensiva e fragilità difensiva.

    Il clean sheet col Bayer Leverkusen (paradossalmente con una difesa B) non fa molto testo, perché i tedeschi oltre a fare possesso sterile, non hanno impegnato la difesa più di tanto, così come davanti, fino all’entrata di Dybala, la Juve aveva creato poco o nulla.

    Ma la scarsa e la vulnerabilità da cosa dipendono, solo da alcuni cali di tensione o hanno una causa tattica? Sul banco degli imputati c’è da settimane il 4-3-1-2, modulo in cui il trequartista è la chiave e il cervello offensivo, e pesa anche più del regista di centrocampo (fondamentale nel 433).

    Il trequartista dovrebbe fungere da collante, avere visione, piedi educati, giocare spalle alla porta, saper sfruttare gli spazi, mandare in rete le due punte.

    Senza giri di parole, né Bernardeschi, né Ramsey, che è una mezzala destra, possono essere un trequartista ideale per Sarri, se non con scarsi risultati.

    Gli unici che potrebbero, con caratteristiche diverse sono Dybala (ma Sarri ha chiuso la questione inquadrandolo come attaccante), o Pjanic, spostando avanti di 15-20 metri, magari con Bentancur “volante”.

    Anche la seconda ipotesi è ai limiti dell’impossibile, perché il bosniaco in cabina di regia rappresenta un caposaldo di Sarri.

    Un aspetto non è ancora chiaro quindi è se il 4-3-1-2 sarà il modulo di riferimento per tutta la stagione oppure è una soluzione temporanea dovuta alla defezione di un giocatore “svolta” per Sarri: Douglas Costa.

    Questo modulo richiede un lavoro enorme ai terzini che devono risalire tutta la fascia, perdendo lucidità (vedi Cuadrado col Sassuolo e Lazio o Alex Sandro a Roma), perché poco supportati dai due interni.
    Anche Pjanic, marcato a uomo, è sempre più imbottigliato nel traffico con enormi problemi in fase di qualità in impostazione visto appunto i limiti del trequartista attuale.

    Inoltre con questo modulo, la squadra ha perso la pericolosità vista nelle prime giornate di campionato, motivo per cui tutti inneggiano al salvifico tridente pesante (5 gol con Lokomotiv e Leverkusen).
    Sarri ha ribadito che il tridente potrà essere schierato soltanto in determinate condizioni, perché la squadra non è in grado di reggerlo per 90’.

    Perché richiede un lavoro enorme in fase di non possesso da parte di tutte le componenti della squadra, e la Juve attuale non garantisce un pressing continuo, nemmeno per un solo tempo, figuriamoci con un altro uomo in avanti poco adatto alla pressione.

    Non sono tanti i calciatori che possono garantire questo tipo di lavoro.
    Lo stesso generoso Higuain non è Mandzukic che ti garantisce copertura, Dybala potrebbe sacrificarsi ma perderebbe lucidità in avanti, mentre nessuno immagina Ronaldo fare rientri e recuperi difensivi.
    A centrocampo escluso Matuidi chi altri riesce a svolgere questo tipo di lavoro, forse Bentancur, forse in alcuni frangenti Pjanic.

    Un compromesso potrebbe essere rappresentato dal 4-3-3 con Cuadrado nei tre davanti in attesa della resurrezione di Douglas, ma questo metterebbe in difficoltà Dybala, apparso l’unico veramente a proprio agio con l’attuale modulo.
    Sarri non è uno sprovveduto, a lui l’arduo compito di trovare il bandolo di una matassa via via sempre più ingarbugliata.

    Buona serata

    • Caro “competente”, Sarri usa Pjanic come vertice basso, perché da trequartista sarebbe troppo lento.

      F.to Un incompetente.

      PS E non ti incazzare. Buona cena.

    • Barone secondo me questo articolo non tiene conto di due cose: i due punti spostano eccome visto che l’inter quest’anno ha un allenatore vero e ci giocheremo il campionato sul filo di lana.
      Pjanic ha grande visione di gioco, ma come trequartista avrebbe grandissime difficoltà poiché la densità degli avversari non lo farebbe respirare tant’è che l’unico che esce da questo imbuto è dybala perché dotato di dribbling rapido e visione di gioco. Lo stesso sarri ci ha provato costa dotato anch’esso di un gran dribbling superiore anche a quello dell’argentino ma con meno visione di gioco e forse tiro.

  20. VADEMECUM PER CHI AMA PARLARE DI CALCIO

    Oggi se ne potrebbe discutere per quanto riguarda la Juve, soprattutto per l’attuale rosa a disposizione di Sarri.
    Escludendo Costa, ovviamente non sappiamo quando e come rientrerà.

    Il modulo 4-4-2 è stato per lungo tempo lo schema più comune utilizzato nel calcio moderno e di certo in assoluto il più utilizzato nel calcio anglosassone.

    Il 4-4-2 moderno viene definito ‘in linea’ perchè i giocatori in ogni reparto del campo (difesa, centrocampo, attacco) si dispongono in linea retta; e’ un modulo di gioco duttile e particolarmente apprezzato per la compattezza e l’equilibrio che riesce a garantire alla squadra. Il mondo anglosassone è quello che ha reso vincente tale modulo, portato alla ribalta negli anni 70 dal Liverpool di Bob Paisley e dal mitico Nottingham Forest di Brian Clough; per il calcio inglese ed europeo sarà una rivoluzione che porterà le squadre anglosassoni a dominare in Europa per 10 anni consecutivi, prima col Liverpool, poi col Nottingham Forest (il cui gioco era chiaramente ispirato a quello dei ‘reds’) ed infine con l’Aston Villa.
    Mettendo i due difensori centrali in linea ed ispirandosi ai movimenti senza palla introdotti dal calcio totale olandese nacque un connubio perfetto tra forza fisica, applicazione atletica e duttilità tattica.
    La definitiva consacrazione di tale modulo arriverà alla fine degli anni 80 col Milan di Sacchi, che modernizzerà il 4-4-2 applicando ad esso la zona, le diagonali difensive, il pressing, il fuorigioco e la grande mobilità di posizioni dei giocatori tra fase offensiva e difensiva.
    Altro grande cambiamento introdotto dal tecnico italiano è quello relativo alla posizione dei due terzini, che si dispongono leggermente avanzati rispetto ai due centrali di difesa, al fine di essere pronti alle avanzate senza però mandare in crisi la struttura difensiva.

    Caratteristica principale di questo modulo è l’applicazione tattica ‘a coppie’ che si formano naturalmente in campo in base alla disposizione dei giocatori. Difensori centrali, terzini, ali, centrocampisti centrali ed attaccanti sono le coppie che il 4-4-2 ha a disposizione mentre osservando la disposizione sul campo della squadra emerge evidente che le catene di gioco principali sono quelle sulle fasce, dove terzino ed ala, eventualmente in collaborazione con un centrocampista od un attaccante, mettono l’accento sul gioco e sulla conseguente superiorità numerica sulle fasce.

    Dal punto di vista ‘tradizionale’ le catene laterali dei giocatori di fascia potrebbero diventare l’arma in più di questo schema perché, grazie alle sovrapposizioni dei terzini ed alle capacità degli esterni avanzati nell’1vs1, offre dinamismo e superiorità numeriche.

    I due “esterni” di centrocampo infatti lavorano costantemente in collaborazione coi terzini: in fase offensiva dovrebbero ricevere l’aiuto dei difensori di fascia mediante le proposizioni o le sovrapposizioni, in fase difensiva invece sono gli esterni che devono aiutare i terzini mediante coperture o raddoppi di marcatura.
    In aggiunta alle catene laterali potremo avere di volta in volta l’aiuto di un attaccante o di un centrocampista laterale allo scopo di rendere le azioni meno prevedibili tramite smarcamenti e movimenti sincronizzati.

    Il gioco sulle fasce non è però l’unico vero cavallo di battaglia di questo modulo.

    La disposizione a coppie infatti favorisce naturalmente gli scambi tra giocatori, sia orizzontalmente che verticalmente e si adatta sia al gioco veloce ed alle ripartenze (il 4-4-2 di Capello divenne famoso per la sua robustezza difensiva) che ad un gioco più manovrato ed offensivo ( il 4-4-2 anglosassone o quello di Sacchi); anche la direzione delle giocate può essere scelta in base ai giocatori disponibili e permette di adottare sia meccanismi che portano frequentemente al cross che giocate corte e basate sul possesso palla allo scopo di sfondare centralmente.
    A tale scopo diventa opportuno ‘sfalsare’ posizionalmente le coppie centrali di giocatori dando compiti diversi ai due centrocampisti centrali ed ai due attaccanti.

    Il 4-4-2 è stato di conseguenza adattato di volta in volta a seconda dell’evoluzione calcistica in atto.
    Il Liverpool di Paisley giocava anche per vie centrali cercando ‘passaggi corti e movimento’ arrivando spesso a dare agli attaccanti passaggi smarcanti dal centro e non solo cross dalle fasce.
    La coppia di attaccanti, che all’inizio prevedeva come standard un mix di avanti, uno alto e grosso e l’altro piccolo e veloce, ha visto poi una grande varietà di giocatori a interpretare questi ruoli, oltretutto non più in linea ma sfalsati od addirittura uno dietro l’altro nella variane 4-4-1-1 del 4-4-2.
    Le due ali non sono più solo dei crossatori veloci e capaci di creare superiorità numerica ma possono essere anche dei trequartisti arretrati o degli esterni a tutto campo.
    Anche la coppia in mezzo al campo, solitamente un regista ed un mediano, non è più interpretata in maniera così rigida ma può essere adattata a seconda del tipo di gioco che si vuole ricercare e degli altri giocatori a disposizione.

    Nella concezione più moderna ad esempio l’utilizzo delle due ali è spesso cambiato invertendo le loro posizioni rispetto al piede forte (il mancino a dx e il destro a sx); in questo modo li si porta ad attuare il dribbling all’interno per poi fare un uno-due con la punta od andare direttamente al tiro.
    Anche l’atteggiamento tattico complessivo della squadra contribuisce a variare il tipo di gioco che si vuole ottenere con questo schema.
    Il tipo di pressing, la posizione della linea difensiva (alta o bassa), la velocità della giocate, la direzione dei passaggi sono tutti fattori che danno identità diverse alla squadra pur avendo in comune la stessa disposizione in campo dei giocatori.

    E’ però importante che la squadra non si “allunghi” e che tra un reparto e un altro, ovvero tra una linea ed un’altra, non ci sia troppa distanza perché uno dei punti deboli di questo modulo sono appunto gli spazi che si possono creare tra le varie linee, spazi che potrebbero venire utilizzati dai giocatori avversari come i trequartisti che si dispongono tra il centrocampo e l’attacco.

    Partendo dalla difesa in linea ad esempio la squadra dovrà adottare tutta una serie di accorgimenti tattici a seconda della posizione che la difesa dovrà tenere in campo; l’altezza della linea difensiva (bassa-intermedia-alta) determina poi tutta la struttura della fase difensiva dell’intera squadra. Nel caso di difesa ‘alta’ l’intenzione dovrebbe essere quella di pressare alti gli avversari per togliere spazi di manovra ed eventualmente sfruttare anche la tattica del fuorigioco da impiegare contro gli avanti avversari; la sincronizzazione dei movimenti difensivi dei singoli elementi diventa in questo caso fondamentale per evitare disallinamenti che potrebbero tenere in gioco gli attaccanti avversari.
    Nel caso invece di difesa bassa l’intenzione è quella di mantenere un atteggiamento difensivo e prudente; il pressing non è alto e tale attitudine può essere definita ‘attendista’, ovvero ci si chiude nella propria metà campo cercando di approfittare degli errori degli avversari per rubare palla e sfruttare il contropiede.
    In generale si può comunque dire che la linea difensiva a 4 garantisce copertura sia in ampiezza che in profondità, riuscendo con la diagonale a coprire anche il settore del lato debole del campo.
    I 4 difensori sono inoltre sempre supportati dal filtro della mediana che solitamente permette scivolamenti e scalate ottimali.

    Il 4-4-1-1 è una variante del 4-4-2 classico dove uno dei due attaccanti (solitamente quello più veloce ed abile a smarcarsi) viene posizionato dietro l’altro con l’obiettivo di muoversi tra le linee difensive avversarie per metterle in difficoltà. Dal 4-4-1-1 deriverà poi il 4-2-3-1 ed oggi si possono osservare molte squadre che in fase offensiva usano un 4-2-3-1 che in fase difensiva diventa un 4-4-1-1.

    L’altra variante più famosa di questo modulo è il 4-4-2 a rombo/diamante e la sua accezione più moderna, il 4-3-1-2.
    In questa variante i centrocampisti possono disporsi a rombo oppure a 3 in linea col trequartista che si posiziona sempre in posizione più avanzata e tra le linee avversarie.
    Anche in questo caso ci sono state varie interpretazioni tattiche ma probabilmente la più famosa è quella vista nel Milan di Ancelotti, che proponeva una mediana di grandi palleggiatori, con un regista basso davanti alla difesa (Pirlo), un centrocampista di qualità (Seedorf), un incontrista (Gattuso) ed un trequartista (Rui Costa/Kakà). Tale disposizione prevede di norma più attacchi centrali che esterni e spesso si affida alla rifinitura del trequartista dietro le punte.

    Squadre che hanno utilizzato il 4-4-2 in linea

    Il Milan di Arrigo Sacchi dal 1987 al 1991, vincitore di uno scudetto (1987-1988), di 2 Coppe dei Campioni (1988-1989, 1989-1990) e 2 Coppe intercontinentali (1989 e 1990).

    Il Milan di Fabio Capello dal 1991 al 1996, vincitore di 4 scudetti in 5 anni e 3 volte finalista di Champions League, vincendone l’edizione 1993-1994 contro il Barcellona per 4-0.

    La Sampdoria Campione d’Italia 1990-1991. (Allenatore: Vujadin Boškov).

    Il Brasile che vinse i Mondiali 1994 (Allenatore: Carlos Alberto Parreira).

    Il Manchester United vincitore del Treble nel 1998-1999 (Allenatore: Alex Ferguson).

    L’Arsenal, durante la stagione 2003-2004 nella quale non fu mai battuto (Allenatore: Arsène Wenger).

    La Lazio di Sven Goran Eriksson, vincitrice dello scudetto 1999-2000, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea, oltre che a un secondo posto nel 1998-1999, e una finale di Coppa UEFA persa con l’inter.

    La Juventus di Fabio Capello, vincitrice degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006, poi revocati dalla giustizia sportiva.

    L’AZ Alkmaar di Louis van Gaal, vincitrice dell’Eredivisie 2008-2009.

    L’Italia Under-21 di Devis Mangia, finalista degli Europei di categoria 2013.

    Squadre che hanno utilizzato il 4-4-2 a rombo

    L’Argentina con Maradona posizionato al vertice offensivo del centrocampo (CT: Carlos Bilardo).

    L’Inghilterra vincitrice nella coppa del mondo del 1966 (CT: Alf Ramsey)

    Il Boca Juniors vincitore della Copa Libertadores nel 2000 e 2001 (Allenatore: Carlòs Bianchi).

    Il Porto vincitore delle Champions League del 2004 (Allenatore: José Mourinho).

    Il Milan che vinse la Champions League del 2003 e del 2007 e lo Scudetto del 2004 (Allenatore: Carlo Ancelotti).

    L’inter che vinse lo Scudetto del 2009 (Allenatore: José Mourinho).

    Squadre che hanno utilizzato il 4-4-1-1

    L’Italia, vincitrice del Mondiale 2006 (Allenatore: Marcello Lippi).

    La Juventus, vincitrice dello scudetto nel 2002 e 2003 e finalista di Champions League di quell’anno (Allenatore: Marcello Lippi).

    La Grecia, vincitrice dell’Europeo 2004 (Allenatore: Otto Rehhagel).

    Il Manchester United nella stagione 2006-2007 con Rooney dietro Saha/Solskjær/Smith, Giggs a sinistra e Cristiano Ronaldo a destra (Allenatore: Alex Ferguson).

    Buona serata

    • Certo, il 4-4-2 è forse il modulo più lineare che esista. Anche nella sua accezione più difensiva del 4-4-1-1.
      Gli accorgimenti tattici sono in effetti abbastanza semplici, e con uomini forti a centrocampo sarebbe l’ideale.

      Nel caso della Juve, invece, continuo a ritenere -con il recupero di Costa ovviamente-, il 4-3-3 un modulo che si è già rivelato funzionale, oltre ad essere più nelle corde del nostro allenatore.

      Il 4-3-3 nasce come conseguenza “difensivista” al 4-2-4 del Brasile degli anni cinquanta; l’aggiunta di un centrocampista in mezzo al campo permette una maggiore copertura difensiva, senza compromettere la propensione offensiva della squadra.

      La prima squadra ad adottarlo fu il Brasile di Aymoré Moreira, durante i Mondiali del 1962.
      Il centrocampo a 3 agisce in modo compatto tenendo la squadra corta (ecco applicata l’idea sarriana); questo settore è solitamente formato da un “regista” che opera davanti alla difesa e ha il compito di rilanciare il gioco e dettare i tempi ai compagni, e due intermedi con caratteristiche difensive e offensive, capaci di inserirsi in avanti. Gli attaccanti svariano su tutto il fronte d’attacco per non dare punti di riferimento agli avversari; talvolta a tal scopo si usa mettere le due ali (o attaccanti esterni) sul lato inverso rispetto al piede di gioco: un’ala destra gioca a sinistra e viceversa, in modo che entrambi tendano ad accentrarsi, costringendo i difensori avversari a lasciare spazi sulle fasce, che possono essere occupati dai terzini e dai centrocampisti che, allargandosi, danno ampiezza alla manovra di attacco. Nella manovra esterna svolgono, quindi, un ruolo fondamentale anche i terzini che, pur avendo compiti di copertura, devono anche avere doti di resistenza e tecnica per portarsi verso il fondo del campo con o senza palla allo scopo di creare superiorità numerica sugli esterni e servire gli attaccanti.
      Il ruolo del centravanti in questo tipo di modulo ha subìto un cambiamento in quanto non sempre viene schierato in questa posizione un elemento forte fisicamente, abile nel gioco aereo e nel tiro, ma in alcuni casi si privilegia la tecnica, la velocità, la capacità di muoversi negli spazi e di dialogare con i compagni (eccolo Ronaldo!), nonché le doti di dribbling che sono fondamentali per superare le difese più chiuse. Il modulo 4-3-3 comporta un notevole dispendio di energie, poiché la posizione dei giocatori richiede un continuo movimento per evitare di rimanere in inferiorità numerica (specialmente a centrocampo): a tale scopo agli attaccanti esterni viene spesso detto di rientrare in difesa, quando gli avversari sono in possesso del pallone, per aiutare i compagni a coprire gli spazi.

      È sempre un piacere parlare di calcio.

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