Perplessità

scritto da Cinzia Fresia

Non riesco a capire che ha questa squadra: tre tiri in porta contro un gruppo che si è messo nei guai da solo, sembra uno scherzo.
Sappiamo che dai e che ti ridai .. prima o poi il gol arriva, e il Milan di tiri ne ha fatti tanti, e non si può colpevolizzare Buffon se su una miriade di parate se n’è persa una.

Non voglio nemmeno sindacare sul fatto che il gruppo abbia disimparato a fare gol su azione, che mi stupisce con il parco attaccanti che abbiamo, ma rischiare di perdere contro una squadra che fino a poco tempo era nel gruppo di bassa classifica ha dell’incomprensibile.
La Juventus si è improvvisamente ammalata e non si riesce a trovare una cura, i ragazzi si impegnano e non si può dire il contrario: tecnicamente giocano anche bene, a parte alcuni “svarioni”, ma arrivano fino ad un certo punto e si fermano.

Meno male che esistono i rigori, il Milan ha fatto la “cavolata” dell’ultimo minuto, ci ha fatto un regalo, ma d’altronde le regole sono regole e quella del fallo di mano non transige, dopo la verifica al Var l’arbitro concede la salvezza e al solito sarà Cristiano Ronaldo sul dischetto.

Con sei minuti di recupero pretendere di vincerla era un’utopia e affidarsi alla speranza del colpo di fortuna finale non sempre funziona.

Il Milan?
Poteva vincere .. ma si è auto annientato, praticando una sequenza di falli che ha reso indisponibili metà dei titolari, e non solo è pure rimasto in dieci .. e ciliegina sulla torta, ammonito anche l’allenatore.
Se a Torino la Juventus non se ne approfitta, vorrà dire che la crisi e’ conclamata e senza via d’uscita con tanto di responsabilità dell’allenatore.

Comunque dispiace, vedere due giocatori come Paulo Dybala, peraltro vergognosamente picchiato, darsi così da fare e Cristiano Ronaldo mal servito e a tratti arretrato.
Ma come diceva l’avvocato Agnelli, “ è proprio nei momenti difficili che bisogna credere di più nel futuro” ..

  1. Siamo davanti ad una squadra in piena involuzione. La noia non mi sembra il problema dominante.
    Sgonfiata,inconcludente,arruffata.
    Pasticciata davanti,inutile in mezzo, faticosa dietro.
    A me personalmente non viene in mente la noia ma una tragedia annunciata.
    Magari!

    • Ecco, sugli aggettivi che usi mi trovi d’accordo.
      Sul tragico finale un po’meno visto che sono ottimista per natura😅

  2. Io, come vi ho detto, vorrei aspettare la fine della stagione e non si sa mai come potrebbe finire… il calcio è strano.

    Ma entro nella discussione: secondo me non è stata data la giusta valutazione a questa frase di sarri che a mio parere è – non dico inquietante – ma sicuramente significativa

    «Io sono bipolare: mi chiudo nel mio ufficio e penso da allenatore e arrivo a certe conclusioni; poi esco dal mio ufficio, mi scordo di essere un allenatore”

    Secondo me significa:
    Io so cosa vorrei
    ma so anche cosa non posso ottenere.
    Mi devo accontentare

    Se la colpa è di cosa chiede e/o di come lo chiede o a chi lo chiede è oggetto di dubbio

  3. Buffon che incita la squadra a seguire l’allenatore che “sta cercando di insegnarci qualcosa di bello e straordinario che potrebbe elevare all’ennesima potenza le nostre qualità”, è un segnale che il gruppo non lo sta seguendo in un percorso di crescita in cui si dovrebbero vedere delle evoluzioni e non involuzioni come nelle ultime deprimenti prestazioni. Capire i motivi non è semplice, ma gli errori difensivi, nessun movimento senza palla e un possesso fine a se stesso che penalizza la produzione offensiva, sono aspetti che indicano oggettivamente la mancanza di un’idea di gioco e questa è sicuramente una responsabilità di chi per carenze comunicative non è finora riuscito a trasmetterla alla squadra

  4. In effetti il rebus è difficile ma non impossibile … Almeno nella lettura.
    Come ha detto Luca, i nostri giocatori si muovono solo con la palla, altrimenti la aspettano, da fermi.
    In questo modo però essi saranno sempre marcati. Perché ogni passaggio sarà di facile lettura per la difesa avversaria.
    Eppure … Eppure c’è stata la partita contro l’Inter, e ancora prima quella contro il Napoli.
    Eccolo il calcio nella sua misteriosa ineffabile alchimia.
    Undici atleti che debbono ragionare da squadra.
    I nostri non erano abituati a farlo, disincagliarli dal loro individualismo è l’impresa di Sisifo che tutti attendiamo … da Sarri.

    PS La noia ovviamente è di chi cambia canale, non di chi impreca battendo i pugni sul tavolo 😵.

  5. Io credo che al di là di tutto ci sia un momento di appannamento fisico e mentale che toglie sicurezza e non permette di giocare con la scioltezza vista in altre occasioni.
    Quando gli avversari ti pressano come fatto da Verona e Milan devi essere lucido e bravo tecnicamente.
    Ieri abbiamo anche impostato buone trame che però si perdevano sul più bello per mancanza di velocità o tra i piedi di Matuidi e Ramsey. Lo stesso Pjanic in un paio di occasioni ci ha messo troppo a girarsi e vedere il compagno liberissimo sull’esterno. Dybala, il più bravo ieri, aveva una velocità di gamba e di pensiero superiore agli altri con cui spesso finiva per non trovarsi.
    La superiorità numerica nel finale non si è notata, a conferma che il Milan, come il Verona, ci è ha messo in difficoltà dal punto di vista fisico e dell’intensità.
    Non sarà l’unica causa, ma credo che quando crescerà la condizione le cose riusciranno meglio, ci sarà più fiducia e scioltezza ed avremo qualche problemino in meno rispetto a quanto vediamo ora.

    • andrea (the original)

      Non lo so, forse la condizione non sarà ottimale (però non si capisce come solo la Juve al mondo abbia spesso problemi di condizione e comunque a me pare che Dybala corra parecchio), ma io vedo in questo momento più che altro paura.
      Ci sono stati momenti ieri in cui la squadra se riusciva a palleggiare per qualche minuto senza commettere errori di passaggio banali (in pratica evitando di passare il pallone a Matuidi) prendeva campo e lasciava sperare in un miglioramento.
      Poi arrivava lo strafalcione, si rischiava di prenderlo e cambiava lo scenario, palla buttata, sofferenza ad uscire dal pressing e via dicendo.
      Per questo dico che servirebbe una grande partita contro un avversario notevole per riaggiornare eventualmente le valutazioni.
      Da qualche partita, per la prima volta in stagione, vedo meno sicurezza e più timore.

  6. Credo che tutti fossimo consapevoli che per veder sbocciare la Juve di Sarri ci sarebbe voluto del tempo, ma paradossalmente solo ad inizio stagione e solamente nella partita contro l’inter s’è vista un’idea di gioco da grande squadra. Da allora c’è stata una sequela di partite risolte grazie a giocate individuali, fino a quelle degli ultimi mesi in cui la Juve è stata messa sotto nel gioco anche da squadre tecnicamente inferiori. Giustificare la lunga serie di prestazioni negative come “momento” di appannamento fisico e mentale ha poco o nessun senso, perchè a mio modesto parere non di questo si tratta ma di mancata crescita di gioco, anzi spesso questa squadra gioca anche male, inteso non in senso estetico (per altro da più parti atteso) ma come conseguenza della complessità di una manovra voluta da Sarri che si sviluppa in prevalenza per vie orizzontali e quando non trova sbocchi per ripartire da dietro, un possesso palla ad oltranza fatto a prescindere dalle caratteristiche dei giocatori che agli effetti pratici si traduce in “non gioco”, con l’aggravante di non poter sfruttare appieno la qualità tecnica dei suoi campioni.

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