Regalo di Germano che mi ha incontrato allo stadio

In occasione di Juventus Brescia mi sono incontrato con l’amico Germano che veniva su per la partita e che ci teneva a regalarmi la sua sciarpa, sciarpa che so appartiene a molti di voi e che ho ricevuto con enorme piacere oltre a conoscere Germano di persona chiaramente. Pubblico per farvi partecipi del gesto apprezzatissimo. Se ci sarà l’occasione ( io purtroppo vado solo ad alcune partite minori) io non ho problemi a conoscervi di persona. Anzi mi fa piacere.

  1. Quella sciarpa è figlia di un grande momento storico, perché c’è più onore a essere uniti nella sconfitta che nella vittoria.
    Custodiscila con cura Ben !

  2. QUALLA SCIARPA FU SOPRATTUTTO PER LUI: MASSIMO MORATTI

    “Fu tutto utile per arrivare al Triplete – spiega Moratti a Telelombardia -, tutto è servito per creare le condizioni per trionfare, anche le disavventure dovute al fatto di dover fronteggiare una Juve che si comportava come si comportava e lottare contro un muro che sembrava incrollabile.
    Poi riuscimmo a sfondarlo e trovare così quelle soddisfazioni in cui avevo sempre creduto ma che a un certo punto parevano impossibili”.

    Buongiorno

  3. EPPURE NON NE PARLAVO MALE

    Si parlava dell’Atletico di ieri sera e mi è venuto in mente la nostra prima di Champions.

    Chi ha paura della mediana, chi vuole Emre Can e chi come me non vanno giù le rimonte degli avversari.
    Avevo fatto una specie di sunto su quei goal presi…ci vado non ci vado ma tanto ci pensa isso…
    Come avevo scritto ci doveva andare Matuidi che non è andato era il francese il più vicino a Herrera.

    Pare che Sarri, e fesso non è, non gli sia andata giù la leggerezza con cui i suoi uomini si piazzino sui calci piazzati, sia in favore che contro (poi il fatto che Pjanic non faccia arrivare il pallone nemmeno al primo palo nei calci d’angolo, direi che sarebbe ora di una svegliata).

    In una intervista post partita Matuidi ha detto: “dobbiamo imparare tutti, io per primo perché ero vicino a Herrera, forse avrei dovuto fare qualcosa di meglio per evitare che segnasse. Dobbiamo allenarci e migliorare, essere più attenti perché sono i dettagli che fanno la differenza, soprattutto in Champions”.

    E ancora, lasciamo stare i due attaccanti ( Andrea, lungi da me il pensiero di difendermi in partita) ma che anche loro potrebbero servire alla causa vista la loro stazza…credo manchi un po’ di aggressività soprattutto a Bonny che stava vicino a Danilo e poteva andargli in aiuto nel duello Davide-Golia alias Gimenez magari andando verso il pallone.
    Poi manca l’attenzione di de Ligt (Andrea aspetta un po’ a giudicarlo come stiamo aspettando Sarri) e soprattutto il mio pupillo Bentancur e anche di Sandro…proprio quest’ultimi avevano in vista Savic che poi segnerà.
    Infatti nella torre di Gimenez i nostri su detti non stavano affatto in linea e se invece lo fossero stati potevano benissimo anticipare l’avversario.
    Faccio i nomi dei nostri 5 che invece di stare nella nostra area piccola stavano troppo avanti ed erano: Danilo maltrattato da Gimenez, Bonucci che non lo aiuta, de Ligt, Bentancur e Sandro.

    Tra non molto è Natale e come statuine per il presepe sono ottimi.

    Come si può notare c’è una mia critica ai giocatori che hanno sbagliato sul piazzato non certamente alla partita preparata dall’allenatore…anche se quello che abbiamo fatto dopo subito il pari lo dovevamo fare anche nel doppio vantaggio invece ci siamo ritratti troppo.

    Buongiorno al blog

  4. Dopo aver visto le prime dei turni di Champions, e dopo aver visto rinato Can mi domando se alla Juve c’era qualcosa che non andava. Ieri è stato per il Borussia il centro di gravità mentre il ragazzino Haaland ha fatto quello che ogni grande attaccante deve fare i goal.
    Il Liverpool quando non ha praterie dove poter far sguazzare Salah non fa un tiro che sia un tiro in porta, e questo dovrebbe fare riflettere, anche se poi passerà lo stesso il turno visto il vero valore che la Juve ha già testato dell’Atletico.

  5. Quanto alla sciarpa Ben, sono contento che frà Germano te l’abbia regalata è un oggetto per noi molto caro che ricorda l’Unione tra un gruppo di Juventini che mai hanno digerito è mai digeriranno quanto accaduto in quel 2006. Ci fa sentire più vicini alla Juve ma soprattutto ha sancito la nascita di amicizie diventate consolidate nate per caso grazie proprio alla Juve.

  6. Ben
    Abbiamo cercato in tutti i modi di combattere il grande inganno.
    Abbiamo contribuito e lottato per far capire cosa era accaduto.
    Forse anche gli Indomiti hanno posto un mattone contro quella schifezza che poi e’ venuta fuori.
    Sono contento che tu abbia quel simbolo.

  7. Alessandro Magno

    Tanti gruppi di tifosi han fatto quella battaglia non tutti ma tanti e certo ognuno mise il suo mattoncino. Noi proprio nel 2007 nascemmo come juveforum.it e fummo fra i primi forum nati e quella fu la genesi di questo blog e ricordo le battaglie fatte gli amici conosciuti allora con cui ancora condivido progetti Vincenzo Ricchiuti Antonio Corsa Emilio Cambiaghi per citarne alcuni con cui mi frequento Ancora oggi. Si quella guerra non fu vinta ma quelle battaglie han portato comunque un minimo di verità e di giustizia. Onore a tutti quelli che quelle battaglie le han combattute

    • Beh,piu’ che mattoncini eravate pietre miliari. Tu con i nomi che hai fatto.
      Il blog tuttosport aveva comunque visibilita’ enorme, devo dire che entra polemico per il cambio di tendenza che ci fu con De paola, dopo uno come il suo predecessore,aggredito fisicamente per quello che scriveva sulla congiura e su Moratti,ci stava come i cavoli a merenda.

  8. A PROPOSITO DI RICCHIUTI

    Un libro che è uno spaccato su Calciopoli. Non solo su quella lunga estate calda ma sul periodo seguente. Gli umori dei tifosi. Le false verità. Le indagini sui siti web e fra i blogger per ristabilire i fatti. I tifosi che mettono i panni dei detective. I tifosi che difendono la Juventus più della Juventus stessa. E Moggi? Moggi che fino a quel momento è stato amato e odiato da questi stessi tifosi della Juve perchè di questi non si è mai occupato più di tanto, Moggi che diventa improvvisamente umano e solo. Un uomo con tutto un sistema contro. Un uomo che nessuno vuole difendere. Un uomo da cui fuggono amici e beneficiari. Un uomo su cui si avventano come sciacalli tutti i nemici. Quelli che non aspettavano altro. Quell’uomo odiato in primis dai suoi vecchi tifosi diventa ora l’uomo a cui stringersi attorno. Perchè difendere Moggi diventa difendere la Juve e le vittorie conquistate sul campo. Le stesse che la Juve rivendica. Perchè difendere Moggi diventa difendere se stessi. Calciopoi è stata tutto questo. Una farsa come dice il Ricchiuti, ma anche un dramma umano non solo di Moggi ma di tanti coimputati che hanno avuto carriere rovinate senza prove. Per il solo fatto di esser amici di Moggi. E soprattutto è il dramma umano di milioni di tifosi che hanno dovuto scavare nel proprio profondo per rimanere aggrappati al bianconero. Nonostante la serie B. Nonostante l’umiliazione di una Juve minore. Questo libro è tutto questo. Questo è il libro di Vincenzo Ricchiuti che da Napoli non si è perso nemmeno un udienza del processo di Calciopoli. Ecco perchè questo libro non può mancare nella libreria di ogni vero Juventino. Perchè se la verità non è stata ancora ristabilita appieno, la forza e il coraggio di quei giorni, vengono conservati con lucidità in questo scritto.

    Recensione di Alessandro Magno

    Ciao Ben

  9. ERA BELLA E DA CORREGGERE

    Ci speravo, mancava pure poco, ora si farà sentire…niente di tutto questo, piano piano la squadra come un’anguilla gli sfugge di mano…tengo duro, tengo a freno il mio carattere di merda resisto fino a che spronato dai vostri commenti inizio a vomitare di tutto e di più su questo presunto attuale allenatore.
    Non c’è più tempo serve una sveglia.

    A Madrid nonostante la bella prova, in vantaggio di due goal veniamo raggiunti e non davo certo tutta la colpa a Sarri…

    Mi stavo divertendo, un po’ meno nel primo tempo ma senza rischiare molto…il centrocampo funzionava, a parte le solite svirgolate di Matuidi, vicini alla difesa i tre di centrocampo e grande raccordo difesa-centrocampo-attacco da parte dei due esterni Alex Sandro e Cuadrado.

    I goal bellissimi tutti e due e altre trame di gioco interessanti…mancava solo il goal di Ronaldo, lo aspettavo come una manna, poi quell’azione solitaria da far cacare sotto il pubblico dell’Atletico.

    Che cosa stavano facendo i nostri marcatori dei piazzati in quei due goal ?
    Inutile che ci vada io pensava De Ligt tanto c’è Bonucci…Bonucci pensava di rimanere in posizione tanto c’è Sandro, Danilo ci prova ma viene sovrastato ok però c’è Matuidi a metterci la pezza…il portiere che resta sulla linea di porta…insomma, Sarri, in allenamento deve rivedere i movimenti nei piazzati…così non va sono 5 goal subiti da palle provenienti dai piazzati.(…).

    Soprattutto sono 5 goal presi da rimonte.
    Così ad ogni partita mi faranno morire di insicurezza, non mi faranno gioire più quando segnamo…sto buono buono sul divano con le chiappe strette…li mortacci stracci.

    Sono ancora vivo…sono sopravvissuto…spero di vedere anche altro, ovviamente peggio non si può.

  10. LUCA MOMBLANO

    La Juve ha ancora fame, la Juve ha esperienza, la Juve fissa le necessità e gli obiettivi.
    Quel che ne esce dalla serrata settimana del dopo-Bentegodi, con in mezzo due partite di transizione come l’andata delle semifinali di Coppa Italia e la passerella casalinga contro il Brescia di Balotelli-unica-punta, è dunque qualcosa di strutturato. E non poteva essere diversamente. Con ogni probabilità frutto delle consultazioni trasversali viste, raccontate e dedotte. Insomma, nei primi mesi ci si è conosciuti, magari ci si è anche scornati, ci si è certamente messi in discussione. Vale anche per Maurizio Sarri.
    Però, a ridosso del rush finale, nel mese veramente decisivo nel quale ci si gioca molto se non tutto, una direzione andava intrapresa.

    Chiara, costante, coerente. Zoccolo di pensiero sul quale costruire a prescindere dalle imprevedibili variabili alle quali il calcio ti metterà poi di fronte.
    Questo lo spirito (battagliero, molto chielliniano) alla base delle nuove linee guida intorno alle quali Sarri dovrebbe muovere le pedine senza stravolgere e senza più sperimentare.
    Una sorta di patto tecnico, da quel che si può a questo punto immaginare. Ma in cosa consisterebbe? Elenchiamo i punti salienti venuti a galla:
    – 4-3-3 stabile, più o meno mascherato, più o meno anche “4-4-2 asimmetrico in non possesso” che è come Sarri definì il suo Chelsea dell’ultima parte della passata stagione. In pratica, niente più rombo, sistema che ha bisogno di codifiche più dettagliate e che non ha dato evidentemente le risposte che ci si attendeva.
    – Cuadrado non più terzino, o quarto basso se preferite.
    Salvo emergenze e necessità d’assalto particolari. Il colombiano entra dritto nel computo del parco attaccanti, a fare le veci in qualche modo di Douglas Costa, sul quale si fa conto fino a un certo punto. Attaccante o tornante, ma dalla cintola in su. Qualcosa che si è già intuito tra Milan e Brescia.
    – Bernardeschi non più centrocampista (e nemmeno trequartista, ma questo è un discorso ormai vecchio) messo nell’angolo il progetto di evoluzione dell’ex viola nel nuovo ruolo di interno pensato due mesi fa da Sarri.
    Magari non da protagonista, o comunque non da titolare (ma nel calcio le cose succedono in fretta), ma comunque in avanti, dove la Juve con il 4-3-3 ha bisogno di più interpreti e più varianti di scelta. Si pensa a lui anche come centravanti di complemento – un qualcosa che per esempio si è intravisto nella Nazionale di Mancini – oltre che eventualmente da attaccante esterno, ruolo in cui Sarri però lo vede meno di quanto lo vedesse Allegri.

    Bernardeschi, dunque, nel parco attaccanti.
    – Dybala più libero, tutti più liberi. Ovvero qualcuno che dovrà interpretare leggendo le dinamiche della partita.
    Vale per l’eventuale terzo attaccante (vedi Cuadrado) e sicuramente per la mezz’ala di riferimento. Un po’ come a inizio anno doveva fare Matuidi ragionando in funzione di Ronaldo.
    Che a sua volta resta libero. Salvo quando l’asso portoghese verrà chiamato a fare il centravanti non decentrato, perché invece Dybala in posizione centrale nel tridente pare sia una tipologia d’impiego da escludersi in partenza (per la serie: il vero lavoro è sul miglior vice-Higuain possibile).
    – Ramsey definitivamente tra i centrocampisti. Da mezz’ala destra primariamente, ma non solo.
    E qui la curiosità è capire se davanti alla difesa esistono soltanto Pjanic e Bentancur (come ritiene chi scrive, considerando Rabiot inadatto per tempi di scarico). Un Ramsey senza più posizioni di galleggiamento stabile tra le linee, che sembravano il suo terreno migliore quando giocava in Inghilterra.
    Un Ramsey più ficcante partendo da una posizione stabile e con mansioni chiare, probabilmente non un titolare considerando la crescita proprio di Bentancur e l’auspicabile rientro a tutti gli effetti in squadra di Sami Khedira a partire dal ritorno contro il Lione.

    Se i sanitari riuscissero una buona volta a sistemare Costa si eliminerebbe l’unico alibi a cui attaccarsi Sarri.

    Saluti

    • Ciao Barone,
      Momblano deve aver letto il mio post ad Andrea nell’altro topic perchè ha scritto più o meno le stesse cose mettendo la sua firma sulla cornice del quadro 😀

  11. IL GRANDE RIMPIANTO

    Prenderemo il prossimo Cristiano Ronaldo, ma all’età di 25 anni“. Andrea Agnelli

    Come si fa a riconoscere il “nuovo CR7“, fenomeno epocale che cambia il destino non di un club ma del calcio mondiale? Come si individua il nuovo dribblomane nella cantera Barca, un vero nuovo Messi e non un nuovo Bojan? Come si scova il nuovo francese con motorino e killer instinct nella primavera del Monaco, il nuovo Mbappè, a 21 anni già mostro sacro e monolite economico?

    Ogni club ha osservatori, analisti, setacciatori di giovanissimi, Under 15 ormai e club satelliti, ogni top club movimenta ed osserva centinaia di ragazzi, ci investe, li parcheggia lì fa maturare.
    La Juve combatte in questa caccia al “nuovo Ronaldo” con l’appeal del dominio italiano (e del livello europeo) e con la presenza del “vero” Ronaldo in bianconera o, ma anche col “malus” di una A ai margini dei sogni dei giovani calciatori, dopo Premier, Liga, forse anche Bundes.
    Tra gli svantaggi anche il retaggio italiano del “giovane che deve maturare”: 20enni che non possono essere titolari, 21enni ancora da sgrezzare, 24enni ancora giovani…

    Altrove invece i 18enni dominano in Champions, Rodrygo, Sancho, Reyna e, chiaramente Haaland.

    Ecco l’indicatore: i record epocali.

    Per definizione, un record sposta i limiti di uno sport, segnano epoche.
    Se un 19enne come Haaland segna 8 gol in 6 gare dei gironi Champions, può essere sgraziato, fortunato, essere una one wonder aeason, ma non se lo segui da 2 anni.
    Paratici seguiva Erling Haaland dal 2017, capatina allo Stadium, trattativa e discorsi già nel 2018.
    Ai tempi del Molde, in Norvegia. Uno tra le centinaia di giovanissimi seguiti. La Red Bull, col Salisburgo, ci investe, la Juve ha altre priorità.

    La Juve ha pensato poi serissimamente ad Haaland 2 mesi fa: i vecchi discorsi, il rapporto con Raiola, la ricerca della punta del futuro, con in rosa il 35enne CR7 e il calante 32enne Higuain. Non è andata.

    Per scelte Juve, di Raiola, di Haaland.
    Il norvegese ha scelto la soluzione migliore per un fenomeno 19enne: il Borussia di Sancho (19) e Reyna (17) o Hakimi (21), tutti all’attacco, a mille, posto da titolare lucidato con Alcacer messo da parte, nessuna pressione, nessun obbligo di vittoria.

    Haaland da baby “forte come un toro e veloce come un cavallo” a Salisburgo è diventato cyborg atomico a Dortmund, tripletta nei primi 15′ in campo, 11 gol in 7 mezze gare, doppietta al PSG di fronte agli ultimi 2 giovani fenomeni del calcio mondiale: Mbappè e Neymar che ha già 28 anni.

    La Juve non ha preso Haaland, non poteva offrirgli posto, spensieratezza e calcio proposto dal BVB, e Raiola sa sempre cos’è meglio per i suoi capolavori: Pogba doveva andare nella Juve rampante di Conte e non ammuffire in tribuna con Ferguson, Ibra doveva costruirsi con Capello e poi fuggire all’inter e non perdere tempo con Ajax o con la Juve in B, Nedved doveva vincere un pallone d’oro con la Juve e non diventare una bandiera della Lazio, de Ligt doveva studiare all’Oxford della Difesa e non seguire il gemello de Jong al Barcellona.

    Così ora Haaland doveva sconquassare record epocali (nessuno ci ha messo solo 7 gare per segnare i primi 10 gol in CL, prima di lui il record era appunto di Mbappè) e divertirsi coi 5-0 in Bundes assieme a Sancho e Reyna e non giocare qualche minuto coi mal di pancia di Higuain e Dybala, all’ombra di Cristiano, in qualche trasferta in provincia italiana.

    Rimpianto epocale? Haaland ha una clausola bassa per età e dimensione (55 milioni) perché Raiola sceglierà ancora qual è il futuro migliore per lui, magari anche da subito o tra un anno. Intanto però la Juve sarà non più solo in competizione col ManUnited (che gli offriva anche di più, ma lì Raiola pensa a manovre in uscita ormai), ma anche con Real, Bayern e altri top club che hanno dei “9” ampiamente over 30.

    O anche del PSG, che dovrà decidere di quell’altro rimpianto juventino, forse meno epocale ma più scafato, Mauro Icardi.

    Sandro Scarpa

  12. L’AFFAIRE HAALAND E ALTRO

    Dopo 10 gol in 7 partite di Champions Sandro Scarpa ci mette una pezza.
    Ma il colore non è perfetto, e pure la cucitura si vede abbastanza.
    O forse il buco era troppo grande da chiudere …

    Essi’, perché se è vero come è vero che la Juve segue Haaland dal 2017, e non lo prende mai, o magari aspetta che valga centinaia di milioni, vuol dire che qualcosa non funziona bene.
    Ma non è tanto il fiuto di Paratici in discussione (perché se tu sei sicuro che quello sarà un krack, lo prendi il prima possibile, senza se e senza ma);
    in discussione credo sia proprio il “sistema calcio” in Italia, invecchiato innanzi tempo in mille sotterfugi e in misere polemiche da bottegai falliti.

    L’Italia calcistica è un vecchio carrozzone di figuranti che recitano stancamente la loro parte (ultimo in ordine di tempo il delirante Moratti). No, l’Italia intera non è pronta per prendersi un Haaland che esplode in Europa.
    E non a caso si porta a casa vecchi eleganti da basse mangiatoie, gli Ibrahimovic di turno insomma.

    Temo che anche il caso Emre Can rientri (almeno in parte) in questa sclerosi strutturale che ci porta a mandare via i giovani per tenerci i vecchi.
    A Can il Dortmund non chiede di districarsi nello stretto o la formula della relatività di Einstein, ma gli ha assegnato una porzione di campo dalla quale può pure fiondarsi in avanti quando vede spazio. Insomma la verticalità nel calcio è alla fine fondamentale, visto che la porta avversaria è posizionata sulla linea di fondo . Capito Sarri !?

    • *”elefanti” non eleganti*

    • È vero Luigi, con un assestato calcio di Scarpa ha rincarato la dose sul come la pensiamo noi in Italia…sbagliato.
      Rispetto l’insistenza di Andrea ma non la condivido affatto…quel famoso calcio tecnico, l’ho anche spiegato, ha abortito dopo il terrore di Madrid e soprattutto il 3-3 subito ad opera di Ancelotti precipitato poi con la sconfitta ad opera di Gattuso.
      Haaland e Emte Can sarebbero serviti alla causa insieme a Kuluceski.
      Ciao

  13. andrea (the original)

    Io però ragazzi capisco che tutti quelli in vetrina facciano gola, capisco che questo Haaland, pur essendo uno contronatura (brutto, sgraziato, tecnicamente inguardabile) stia segnando tantissimo e la cosa non possa essere taciuta, ma mi dite uno come Haaland come si potrebbe collocare in una squadra che prova a fare un calcio tecnico, palleggiato, nella metà campo avversaria?
    Pur non essendo un paracarro come Mandzukic e mostrando le doti del centravanti sotto porta (sembra un Inzaghi più veloce e Inzaghi lo detestavo) io francamente non riesco a vedercelo.
    Vero che la maggior parte dei gol li fa chiudendo azioni a porta vuota e questo potrebbe in teoria sposarsi con le nostre azioni che spesso finiscono con una palla dentro ma alla Juve gli attaccanti devono innanzitutto partecipare all’azione per poi rifinirla e Haaland un palleggio stretto come fa a chiuderlo?
    Segna per il Dortmund, bene per il Dortmund, speriamo faccia fuori il PSG così come speriamo che il Cholo faccia fuori il Liverpool ma non è che ogni giocatore sia buono per noi.

    • Aspe, Andrea, se ne parla perché … non se ne può fare a meno, visto che è cronaca calcistica.
      Questo ragazzone ha un fisico straordinario, e -sembrerebbe-, anche una testa straordinaria …

      Come si potrebbe collocare in una squadra che prova a fare calcio tecnico dici ?

      Boh, magari si collocherebbe come terminale, come fece Higuain nel calcio tecnico e fraseggiato del Napoli, quando sfondò il muro del record in campionato con 36 gol ?😅

      • Condivido.
        👍

      • PS … fermo restando che nel mio post sottolineo proprio l’arretratezza del “sistema calcio” in Italia, che ha rotto le scatole pure a uno come De Ligt !

        Forse solo in una squadra come l’Atalanta il ragazzone sarebbe esploso come sta facendo nel Dortmund.

        Perché diciamolo, in una squadra come la Juve, sbagli una partita e sei un flop (per giornalistucoli, dirigenti e tifosi). Raiola lo sa bene, e probabilmente valuta anche il carattere dei ragazzi prima di buttarli nella “centrifuga” italiana.

      • andrea (the original)

        Sì ho scritto che comprendo faccia notizia, l’ho scritto anch’io ieri sera sulla chat di Sesso Juve e Rock’n Roll che questo, pur contro natura, segna per segnare.
        Però Luigi, Higuain definirlo terminale credo sia limitativo, la sua qualità è quella di un fuoriclasse, per questo in quel Napoli ci stava alla grande.
        Poi per carità, se vogliamo discutere in generale sul fatto che abbiamo una rosa datata (leggo che Higuain si è fermato) ti seguo tutta la vita ma davvero fatico a vedere Haaland in una Juve che gioca in un certo modo.

  14. Il triplete degli onesti.

    I passaporti falsi nel 2001, i contatti con un arbitro in attività dal 2002, la relazione Palazzi nel 2011.
    Poi hanno il coraggio di scrivere che i tifosi juventini non rispettano le regole.

  15. Un grazie da parte mia agli indomiti è doveroso: è grazie a voi se oggi so la verità e seppi difendermi da chi mi accusava di tifare dei ladri. Grazie a voi seppi a suo tempo ribattere punto su punto convincendo o comunque innoculando il tarlo della verità e smontando quella litania per cui si vinceva a causa degli arbitri.
    Grazie ancora.

    • andrea (the original)

      Diciamo che è stato un momento aggregativo per tanti, allora ce n’era bisogno.

    • Ciao luigis, ti ringrazio per le belle parole nei confronti degli Indomiti, le firme che vedi qui sono quelle di alcuni di loro che da settembre 2008 furono i primi a scrivere sul blog di Tuttosport con i nick: Andrea (the original), Antony, Barone50, Germano, Gioele, Luigi(Sa), michelleroi, Tranfaglia.

      • Gioele fu proprio su tuttosport che iniziai a leggervi ed in seguito ad intervenire nonostante la censura di de paola.

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