SJR stagione 03 episodio 27

Questa sera torna SJR con Benny Nico Francesco Musina Michele Fusco Antonio Corso Toto Cafasso conduce BEN per parlare di Juve e di risate.

 

  1. @ miky52

    Se puoi dirlo?
    DEVI dirlo.
    Sono nauseanti.

  2. Come predetto da Barone a voce
    Il protocollo VAR spiega quali sono i motivi per cui può intervenire: reti realizzate, decisioni assunte su calcio di rigore, cartellini rossi, ma non per secondi gialli, scambio di persona“. … Il VAR non poteva intervenire trattandosi di secondo giallo e se fosse intervenuto si sarebbe commesso un errore colossale“
    Sciacalli, questo il termine.
    In Italia non c’e’ solo il covid.

    • Ciao Tino,guarda che questi del var non frega un niente,e tanto meno delle regole che lo disciplinano.Loro aspettano una vocina,una notiziola sparsa per il web,vecchia o nuova non importa,la manipolano e poi inondano di insulti e calunnie puntando il dito accusatorio….l’importante che sia la Juve.

      Fanno schifo

  3. Ma si dai, a Napoli ci sono una serie di giuristi che sono convinti che quello scudetto l’avesse vinto la squadra per la quale tifano.
    Dato che le disposizioni legislative per loro valgono in modo aleatorio ( vedi l’uso del semaforo o del casco in moto ad esempio) si sono convinti che dappertutto sia come a casa loro. Poi infine c’è un precedente pericoloso come la sentenza del giudizio popolare del 2006 che fa scuola, pertanto cercare di ribaltare dei verdetti sul campo è diventato un gioco che varrebbe sempre la pena, provare.
    Tanto x chiunque non sia Juventino l’importante è odiare la Juve ed ogni mezzo ( lecito ed illecito ) è giusto utilizzarlo per raggiungere il proprio fine.
    Il 2018 era l’anno del Napoli che haimè arrivó seconda come capitó il Torino, la Fiorentina la povera Roma ecc ecc negli anni. Chissà perché quel secondo posto raggiunto con merito debba essere il primo solo perché è la Juventus che lo ha conquistato sempre con merito e sul campo. “Rubare i sogni “di chi non ha molte possibilità di farli diventare realtà diventa “un rubare a tutti gli effetti”.
    Per ció che riguarda il Napoli è fondamentale una partita vista in tv in albergo a Firenze per motivare la loro sconfitta e pertanto il non raggiungimento del loro sogno.
    Ogni anno c’è un avvenimento che se rapportato alle 30 partite di un campionato non andrebbe menzionato perché non andrebbe neanche a far parte di quelle compensazioni tra gli errori a proprio favore e contro che accadono nell’arco di un annata.
    La Juve manda tutto in cavalleria quelli che le accade contro e guarda sempre al futuro, chissà perché ( faccio solo un esempio che ricordo proprio in quel campionato che rivendica il Napoli) Martens segna pure con le mani e questi goal vengono convalidati e poi si mette il dito su un ipotetico secondo giallo su Pjanic che, chissà perché, avrebbe fatto sì che l’Inter potesse vincere una partita contro la Juve.
    Polemiche sterili e dei soliti perdenti di turno

  4. 5 MAGGIO 2002 COME IL 1 GIUGNO 1967

    La gioia immensa quando vedevo Senna sorpassare…”non esiste curva dove non si possa sorpassare”…diceva…e così la Juve all’ultima giornata.

    La Juventus ci ripagava, con quelle imprese credendoci fino alla fine, tutte le volte che restavamo a bocca asciutta.

    Quello del 1967 ultima giornata spostata al giovedì, la squadra milanese, sponda nerobleau, veniva accontentata in tutto e per tutto(mica come la Juve che gioca quando gli tocca), quell’anno gli era toccato di giocare la finale di Coppa Campioni perdendola e la partita contro il Mantova gli fu generosamente spostata al 1 di giugno.

    Papera di Sarti subito dopo iniziato il secondo tempo non trattenendo un cross innocuo di Di Giacomo (l’anno successivo, Sarti, difese la porta della Juve).
    Subito pensarono alla malafede, trascurando, invece, il lutto avuto in famiglia da parte di Sarti il giorno prima.

    In quello stesso campionato nella partita di andata 22 gennaio 1967 tra Lazio e Juve all’Olimpico, finita 0-0, non fu assegnato un goal a De Paoli che l’arbitro non vide, anche perché Cei portiere laziale fu svelto a riprendere il pallone che era uscito dalla porta…alcuni noti giornali, in testa quello rosa riportava invece il calcio che Anzolin in caduta affibbiò a Mari…e non che Heriberto Herrera continuò a preparare la squadra fino alla fine anche quando sembrava tutto inutile.

    Infine, il 2002, la squadra che Moggi seppe preparare affidandola a Marcello Lippi che tante lacrime fece versare.. a chi per il dolore per la delusione e a chi per la gioia di aver ottenuto uno scudetto insperato anche perché a Roma era stato tutto “apparecchisto” per i festeggiamenti sul campo e a Piazza Duomo a Milano per la sfilata strombazzante in città.

    E poi la vendetta di farsopoli…come sono farse e false quelle sentenze.

    • Cronache del 5 maggio 2002 dall’Olimpico di Roma:

      I dubbi di Moratti ai microfoni della gazzetta:
      “I miei giocatori sono dei poveri cristi, ma spero che la Lazio abbia vinto per se stessa e non per conto di altri”.

      La rabbia (e non solo) di Materazzi negli spogliatoi:
      “Una rissa fortunatamente sedata sul nascere dai molti che lo circondavano. Per prima cosa apostrofa Nesta, suo prossimo compagno di Nazionale. Poi a farlo scattare come una molla è l’ apparizione sull’ uscio dello stanzone laziale della testa di Cesar, il brasiliano protagonista della discesa e dell’ assist per il gol di Inzaghi, quello che ha sepolto definitivamente le speranze interiste. Cesar, autore anche di un palo colto di testa quando ormai la squadra di Cuper era uscita mentalmente dal match, che si era incrociato sul terreno, come abbiamo visto, con un Materazzi distrutto, disperato. Materazzi ricorda benissimo quel contatto in campo vissuto come una provocazione e intende vendicarsi. Così si lancia verso l’ avversario, con l’ intenzione di entrare nello spogliatoio, gli piazza le mani in faccia ma non c’ è spazio e tempo per colpire. Il gigante nerazzurro viene bloccato e trascinato via da compagni ed avversari, tra i quali c’ è Zaccheroni che rischia di essere travolto.”

  5. Una curiosità x un video che mi è capitato x caso. Juventus-Inter-1-0 dell’87-88. Sentite Ferri intervistato da Costa nel dopo-partita e ditemi se oggi c’è un calciatore, uno, che faccia altrettanto. Tanto di cappello…che differenza col passato…

    https://youtu.be/CfWQtTn9cyI

  6. RICCARDO CUOR DI LEONE 2006

    FERRI 2006 – Si placherà mai la polemica a distanza tra Juventus ed inter? E’ questa la domanda che sorge spontanea dopo aver letto le ultime dichiarazioni rilasciate da Riccardo Ferri a Tiki Taka, noto programma di Italia 1 condotto da Pierluigi Pardo.
    Ecco le parole dell’ex calciatore nerazzurro sul campionato 2005-2006: “Non sto parlando del valore della squadra in campo. Dico soltanto che forse qualcuno, fuori dal campo, qualcosa faceva. Ci sarà un motivo se un dirigente è stato radiato (Luciano Moggi, ndr) e un altro fa l’immobiliarista a Londra (Antonio Giraudo, ndr)…”.

    Un modo come un altro per alzare nuovamente la polvere su una vicenda obsoleta ma mai accantonata…

    Invece chi non c’è più (pace all’anima sua) chiedeva apertamente di fargli vincere la partita.

  7. UN MATERAZZO TUTTO ROSA

    “Materazzi mi ha dato un pugno”
    Pubblicato nell’edizione del 2 febbraio 2004
    Cirillo denuncia l’ aggressione nel tunnel, l’interista replica: «Mi spiace, ma è stato lui a inseguirmi» Il senese: «Da bordo campo diceva a Kily: “Puntalo, è scarso”»

    MILANO Questa inter non riesce proprio a passare una giornata serena.
    Nemmeno quando vince, convince e dà spettacolo contro il Siena. Dopo il fischio finale di Rodomonti scoppia una rissa. Mezzo Siena insegue Marco Materazzi, davanti a tutti Bruno Cirillo, ex interista.
    Nel sottopassaggio succede qualcosa, ma lo si può solo intuire.
    Poi, i giornalisti televisivi vedono Materazzi guadagnare velocemente il suo spogliatoio.
    A fare chiarezza ci pensa lo stesso Bruno Cirillo, che con il labbro spaccato guadagna le telecamere: «Voglio che tutti vedano chi è Marco Materazzi», lo dice mostrando la ferita.
    Poi, prova a trovare un pizzico di serenità e decide di spiegare meglio l’ accaduto: «Durante tutta la partita, Materazzi diceva a Kily: “Puntalo, puntalo che tanto è scarso”.
    L’ uomo da puntare ero io. Non ha fatto altro che provocarmi». Materazzi, seppur infortunato, stava seguendo la partita accanto alla sua panchina. «Mi ha colpito con un pugno nel tunnel – continua Cirillo – ma ora non voglio più parlare, devo anche andare in ospedale.
    Comunque il guardalinee ha visto tutto e deciderà per il meglio». Ma vediamo di ricostruire cosa è successo.
    Rodomonti chiude la partita, l’inter trionfa, ma subito un gruppo di giocatori del Siena si lancia all’ inseguimento di Materazzi.
    E’ Cirillo soprattutto che vuole spiegazioni, irritato per le provocazioni.
    Si avvicina con decisione (riferiscono fonti nerazzurre), quasi minaccioso: a questo punto arriva la reazione di Materazzi. Un pugno, forse due e poi la «fuga».
    Dietro cercano di raggiungerlo almeno in quattro, tra questi lo stesso Cirillo, Generoso Rossi e Mignani. Pochi minuti dopo, Massimo Moratti e il neopresidente nerazzurro Giacinto Facchetti entrano nello spogliatoio toscano: si sincerano delle condizioni del ragazzo e chiedono ufficialmente scusa al Siena.
    Poi, senza parlare, ma visibilmente arrabbiato, Moratti va a casa in compagnia di Marco Tronchetti Provera, mentre Facchetti annuncia provvedimenti duri nei confronti di Materazzi. La ricostruzione, stando anche alle dichiarazioni di Facchetti, è verosimile.
    D’ Aversa offre una testimonianza diversa: «Chiarisco subito che non voglio parlare di calcio. Voglio raccontare la bella serata di Materazzi, uno che non ha nemmeno giocato e nemmeno era tra i panchinari.
    Dopo aver passato la serata a prendere in giro Cirillo, invitando i suoi compagni a puntare Bruno “perché scarso”, lo ha pure inseguito nel tunnel, raggiunto e colpito alle spalle… il signor Materazzi!». E Generoso Rossi aggiunge: «Ero davanti, ho visto il pugno e poi anche il guardalinee con la maglietta macchiata di sangue». Lui, l’ accusato, risponde così: «Mi dispiace… A partita finita succedono cose simili nel tunnel, negli spogliatoi – racconta Materazzi davanti alle tv -. Magari durante la partita ci si prende in giro… comunque a fine partita ho visto lui partire dalla sua panchina per venirmi a cercare, ho avuto paura… ho pensato a una colluttazione…». Non aggiunge altro, Materazzi, non dice, non ammette neppure di aver colpito l’ avversario: «Sono cose che possono succedere, a noi è successo a Reggio Calabria.
    E’ stato un finale movimentato, anche a me è successo di essere preso in giro, ma da qui a diverbio ne passa.
    Io comunque ero a bordo campo, vicino a un uomo dell’ Ufficio Indagini, che ha visto benissimo che io ero tranquillo… E comunque potevo anche avere la peggio».
    E le scuse? «Non mi sembrerebbe corretto farle ora, a caldo e in tv.
    Credo che dovrò scusarmi ma solo con Cirillo, quando vorrà ascoltarmi.
    La società? Credo sia dalla mia parte, ma comunque è normale che io paghi ciò che devo pagare».

    Mirko Graziano Luca Taidelli LA SCHEDA MARCO MATERAZZI Marco Materazzi è nato a Lecce il 19 agosto 1973. Ha fama di «duro». 14 maggio 2000 Il Perugia supera la Juve 1-0 nell’ ultima di campionato: Lazio campione d’ Italia. Materazzi esulta in modo scomposto. Segue lunga polemica con Conte.
    5 maggio 2002 La Lazio supera l’ inter 4-2 nell’ ultima giornata di campionato e regala lo scudetto alla Juventus.
    Materazzi è protagonista di una rissa al fischio finale.
    12 aprile 2003 Nel derby commette un brutto fallo su Shevchenko, poi si scusa in diretta tv.
    12 agosto 2003 All’ ultimo minuto del derby con il Milan, Trofeo Tim, entra duro su Inzaghi, scatenando la rabbia dei milanisti.
    Facchetti: «Sarà punito» Moratti si scusa col Siena Prima le scuse ufficiali al Siena, accompagnato da Massimo Moratti, poi le scuse al pubblico e gli annunci.
    L’ esordio di Giacinto Facchetti da presidente a San Siro è da applausi, per la chiarezza della posizione.
    Gli basta pochissimo per chiarire la situazione: «Materazzi è distrutto, ma la società lo punirà sicuramente – dice subito, poi affonda i colpi -. Non mi interessa sapere come sono andati i fatti, dico solo che ha sbagliato e sarà punito.
    Se ne ho parlato con l’ arbitro? Sono entrato nello spogliatoi a salutare lui e gli assistenti, come si fa normalmente, ma con loro non andava approfondita la questione.
    Provocazioni? Inutile approfondire, ora il giocatore è moralmente distrutto, in lacrime, ma questo non è sufficiente, lo sa anche lui.
    L’ episodio non ha giustificazioni, queste cose non debbono accadere e basta».
    Sulla stessa linea Zaccheroni, che non ha visto nulla ma ha intuito che un fatto grave si è verificato.
    «Se è accaduto qualcosa e uno dei miei giocatori è responsabile, state tranquilli che qualcosa succederà» dice subito.
    Poi racconta: «In campo ho visto il giocatore del Siena sanguinante, ma del fatto specifico non ho visto nulla.
    Non so che cosa sia successo, faremo un’ indagine interna, e se è il caso interverremo».
    E’ colpito, Zac, ma anche ferito dal comportamento di Cirillo, dal suo annuncio in diretta: «Mi sento di dire che non sono d’ accordo con l’ apparizione del giocatore in tv per denunciare il fatto.
    Queste cose si risolvono al nostro interno: sono altre le immagini, i messaggi che il calcio deve mandare.
    Per questi fatti ci sono le società, c’è la giustizia sportiva, non c’è bisogno di rendere tutto così spettacolare andando davanti alle telecamere». Che cosa rischia Oltre che per il gesto sarà anche punito perché si trovava lì (a. cap.)
    Quello che succede nel percorso che conduce agli spogliatoi, soprattutto in serie A, non può passare inosservato: possono vedere l’arbitro, uno degli assistenti o il quarto uomo (non a caso escono dal campo in tempi diversi per tenere tutto sotto controllo) oppure gli inviati dell’ Ufficio indagini.
    Se vedono i primi, decide il giudice sportivo Laudi (ma in qualche caso anche l’ Ufficio indagini può essere subito interpellato), altrimenti si apre un’ inchiesta e si finisce alla Disciplinare.

    Materazzi tra l’ altro non era in distinta e non doveva essere lì: rischia una squalifica oltre ai seri provvedimenti dell’ inter (multa certa).

    Graziano Mirko, Capone Antonello

    Ps
    Qualcuno ha affermato: queste sono cose che vanno affrontate tra uomini e non davanti alle telecamere…Materazzi uno di noi.
    Della serie non volgere mai l’altra guancia…ricevi e dai…magari Cirillo lo doveva appostare fuori dalla stadio. Boh

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