Martedì 14 marzo 2017 Juventus-Porto (Champions League) ore 20.45 Juventus Stadium Torino

scritto da Cinzia Fresia

La tempesta di polemiche post Juventus-Milan non fermerà la Juventus in campo già domani allo Stadium a ricevere il Porto, la squadra pare non scalfitta dalle cattiverie insorte dal rigore concesso allo scadere del tempo di recupero nella partita di venerdì,  e si presenterà carica sapendo di essere avvantaggiata dai 2 gol segnati in trasferta.  Della medesima idea, il Porto, che per nulla scoraggiato si batterà organizzando una “remuntada” per raggiungere il medesimo obiettivo.

Durante la conferenza stampa pre partita, Allegri non si dilunga troppo nella formazione dicendo che non utilizzerà il centrocampo a 3 e che dovrà scegliere tra Khedira o Pianic da inserire vicino a Marchisio. Il tecnico è consapevole del valore della squadra e del suo potenziale, l’obiettivo è passare ai quarti.

Massimiliano Allegri sottolinea la negatività dei fatti accaduti la settimana scorsa in occasione del finale Juventus-Milan, e ritiene che il calcio stia diventando di pessimo esempio soprattutto ai bambini che frequentano le scuole di foot-ball.

Parole severe e importanti da parte dell’allenatore della Juventus il quale conferma che la sua squadra sa cosa vuole e come ottenerlo.

Non un clima ideale per affrontare una partita fondamentale di Champions League, veleni, cattiverie e farneticazioni da parte di Presidenti, giocatori e affini calicistici. La brutta aria continua a tirare, e la posizione della Juventus che ha deciso di non chiedere danni al Milan per gli atti vandalici di cui la squadra milanista ne sarebbe la prima indiziata, ci lascia perplessi.  Si vocifera altresì che il Milan avrebbe sostenuto la totale estraneità ai fatti, e che anzi, i giocatori avrebbero trovato gli spogliatoi già nel caos al loro rientro. il caso è stato affidato alla Procura della Repubblica che ha avviato un’indagine.  Al momento la Juventus non si è ancora pronunciata in riferimento a questi fatti, ma il mal contento e la rabbia serpeggia invece tra i tifosi il cui rischio di esasperazione alleggia nell’aria.

  1. LA COPPA, ARIA FRESCA

    La Juventus parte dal 2-0 dell’andata al ‘Dragao’ sognando in grande, come testimonia Dani Alves: “Sono convinto – dice l’esterno brasiliano – che, se facciamo la nostra strada con tranquillità e personalità, senza paura di sbagliare, possiamo arrivare fino alla fine”. Martedì sera Allegri riavrà Cuadrado, assente con il Milan per squalifica, e Mandzukic, bloccato all’ultima ora da una colica intestinale, ma probabilmente mancherà ancora Chiellini.

    “Non vediamo l’ora di giocare con il Porto – dice ancora Dani Alves – e di vivere il sorteggio dei quarti di finale. Sono arrivato in una squadra che vuole vincere tutto.
    Non abbassiamo mai la testa, non perdiamo mai la voglia: questo, alla fine, ti fa portare a casa il risultato”. Allegri ha fatto pubblicamente i complimenti ai suoi giocatori, “che non si accontentano mai”, ma ha ricordato come il primo imperativo sia “non abbassare la guardia”.

    Almeno credo che con la Coppa l’aria sia più respirabile.
    Buona giornata.

  2. Quando si parla si puo’ dire e faRe tutto, la pratica e’ molto diversa, sono comunqie ottimista per stasera.

  3. Quando si parla si puo’ dire e faRe tutto, la pratica e’ molto diversa, sono comunqie ottimista per stasera.

  4. Quando si parla si puo’ dire e faRe tutto, la pratica e’ molto diversa, sono comunqie ottimista per stasera.

  5. andrea (the original)

    Gioele

    io però sono convinto che l’avvocato in questione, girando l’angolo e parlando con altri, riproporrà il termine “disonesti”.
    A me questo popolo fa paura, è imprigionato negli slogan, scollegato dalla realtà.

    Ciao

    • Molto probabile visto anche che si tratta di tifosi milanisti, abituati a sfogare spesso la loro rabbia e frustrazione per un Milan diventato piccolo piccolo accusando la Juve di essere la personifcazione del male assoluto del calcio italiano. L’esempio era appunto per dire che la loro interpretazione soggettiva di qualsiasi episodio di parttita finisce per essere il sottofondo ai loro slogan, che definire scollegati dalla realtà è un complimento.

      Ciao.

  6. Juve-Porto

    Ho la sensazione che alcuni (molti?) di noi siano molto più tranquilli quando Chiellini e Barzagli (grazie per quanto avete fatto) stanno in panchina.

    Stasera avremo la controprova, ma, rivedendo a freddo ieri sera una sintesi di Juventus Milan, ho notato la qualità delle giocate di Pjaca (se avesse segnato un paio di gol sarebbe stato da 8), che ha avuto la paternità in molte occasioni create dai nostri. Avremo la controprova dicevo, col rientro del Manzo, che dà più sostanza in difesa, ma forse molta meno qualità in attacco.

    Partita seria comunque. Non facciamoci illusioni lassistiche figlie del risultato dell’andata. Siamo in Europa, non dentro l’orticello italiano pieno di erbacce.

  7. Allegri finalmente parla della disonestà altrui con calma ed educazione ” a me fanno ridere ma quel che fanno è pura follia”. Per apprezzarne i toni ed i contenuti è importante aver seguito la conferenza penso che su internet si possano ritrovare gli scorci interessanti che Sky preso alla sprovvista ha dovuto trasmetterli in buona parte troncando però il finale. Noi siamo preoccupati ma lo dovrebbero essere di più questi tramatori antijuventini da Caressa ed affini che in Sky sono stati ben selezionati.
    Noi comunque siamo orgogliosi della nostra squadra e stasera la seguiremo con l’amore di sempre. Forza Juve Fino alla Fine.

    • Esatto Beppe. Lo stile di Allegri nelle conferenze sembra quello di un Lord se messo a confronto con buzzurrame di molti suoi colleghi.
      Vero che quando si vince è più facile fare i signori, ma una cosa se c’è c’è, non la si può inventare. Perciò diamo ad Allegri quello che è di Allegri. Sottile intelligenza toscana intinta nell’ironia.

      PS Certo, vedere l’abbaio a fermo del terrigno Antonio versus Mourinho non ha prezzo 😈 !
      Ma sono due cose diverse, entrambe primizie nella rispettive categorie. :mrgreen:

  8. Allegri ha imparato alla Juventus a stare al mondo, prima non era così, era ben assimilato agli altri.
    Tutto questo odio alla Juventus, non è altro che l’odio assimilato ancora di più per gli Agnelli, soprattutto questi.

    • Ieri sera su Sky Sport 1 è andato in onda un lungo servizio sulla famiglia Agnelli, fin da quando, agli inizi del ‘900, prese il controllo della Juve. Un secolo di Storia.
      Dalla Saga è emerso soprattutto Gianni Agnelli, per tutti “l’Avvocato”, che ha sempre dato l’idea in tutto il mondo di essere il vero Sovrano del ‘900 italiano.
      E questo, in un paese come l’Italia, in cui vi era il più grande partito comunista del mondo occidentale, fu sempre motivo di una serpeggiante idiosincrasia, quando non sfociò in antitesi politica.
      Anni ed anni di populismo politico hanno incubato forse in parte il mare di odio che solo adesso tra tracimando (nei nipoti di quei militanti) in tutta la sua folle virulenza.

      • E bravo Luigi !
        Quello che tu hai scritto è pura e storica verità.

        Quasi un secolo di demagogico populismo, in un paese cattolico intriso di comunismo, ha collocato gli Agnelli e la Juve in una sorta di limbo malvagio, di regno dell’ingiusto, di luogo in cui staziona il male eterno.

        Ricorderai, a me colpiva sempre tanto, su un vecchio Blog, scriveva un certo Caleffi. Post brevissimi i suoi, taglienti e affilati come lame di Toledo, più simili a lapidarie sentenze che a opinioni da confrontare.

        Una volta scrisse testualmente : ” Mio nonno, da piccolo, mi diceva sempre : fino a che resterà vivo un Agnelli, in Italia, non vi sarà mai giustizia !”

        Credo che questo post possa essere sufficiente a comprendere perchè accadano cose simili a quelle che viviamo da settimane nei dopo partita della Juve.
        Razionalmente, come ha scritto Andrea stamattina, questo popolo, così allattato e cresciuto, può, anzi fa, davvero paura.

        Saluti cari.

        • Azz Musio …
          Hai una memoria di ferro ! Ora che mi fai spremere le meningi lo ricordo anch’io quel gaglioffo del Caleffi 😈 nipote in carne e frattaglie di quella militanza politica. Per la quale naturalmente gli Agnelli erano il nemico da abbattere per il bene supremo del proletariato.

          Le uova del serpente hanno una lunga incubazione, ed è ancora possibile “col proliferare incontrollato dei media e dei social” che certi messaggi già seppelliti dalla Storia facciano ancora capolino in qualche testa bacata.

      • andrea (the original)

        Senza il proliferare dei media però forse questa tracimazione non sarebbe mai avvenuta ed è davvero patetico quando proprio i media invitano alla cultura sportiva e ad abbassare i toni..sembrano quei politici che chiedono “dove sono finiti i soldi?”

      • L’avvocato ha avuto il merito di sprovincializzare l’Italia è regalandole la Juventus. Sono rimasti qui in Italia nonostante il terrorismo. Questi da qui a poco se ne andranno.

        • Scusa Luna, ma sai che non ho capito …?

          • Cosa non ti è chiaro?
            Intendo che gli Agnelli senior nonostante la doppia nazionalità sono rimasti in Italia anche correndo molti rischi come il terrorismo, potevano andarsene ma non hanno voluto.

            • Scusami, mi ha tratto in inganno il singolare, riferito all’avvocato, e poi il plurale degli altri due periodi.
              Scusami ancora.

  9. Luciano Lama, grande sindacalista della ciggielle e grande tifoso juventino, in un colloquio con l’Avvocato gli disse perché non portava alla Juve Maradona…l’Avvocato gli rispose: e poi con i cassaintegrati come la mettiamo ?

    Forza Juve.

  10. Secondo me era vero al 50
    Per cento

  11. Che la Fiat sia stata per tanti anni nel dopoguerra la locomotiva trainante dell’industria italiana, credo sia un dato di fatto innegabile. Attraverso le sue fabbriche sparse sull’intero territorio nazionale e l’indotto ad esse legato, l’azienda torinese ha permesso la trasformazione da un’economia prevalentemente agricola, anche il miglioramento del tenore di vita di migliaia di lavoratori (non solo “juventini”) migrati dalle campagne alle sue fabbriche costituisce un dato di fatto inoppugnabile in un Paese devastato dalla catastrofe della 2a guerra mondiale.
    Un Paese in cui alla fine degli anni ’60 si è innestata la strategia di una politica di rivendicazioni sindacali stratificata, diretta ad accrescere il consenso di massa alla scalata al potere del più grande partito di sinistra dell’Europa occidentale, con i sindacalisti di estrema sinistra (PCI su tutti) che cercavano di riaffermare la propria egemonia in tutte le aree produttive e non solo. Una sorta di sovranità esercitata in luoghi di lavoro diventati inaccessibili ai dirigenti delle aziende, discriminante verso i quadri intermedi, con la presenza fra gli operai di una minoranza di veri e propri professionisti dell’agitazione selvaggia. Il tutto attuato attraverso la stessa identica metodica in ogni ambito dell’attività sociale, dalle fabbriche alle scuole, dagli uffici pubblici agli ospedali.
    Ad ottobre del 1980 la marcia dei quarantamila a Torino, contro i picchettaggi che da 35 giorni impedivano loro di entrare in fabbrica, ebbe l’effetto di spegnere gli ardori dei fautori della supremazia del proletariato e spinto i vertici sindacali a chiudere la vertenza con un accordo favorevole alla FIAT, segnando l’inizio di un radicale cambio del sistema di relazioni tra grande azienda e sindacato in Italia e ponendo le basi per debellare un clima di radicalizzazione politica e sindacale da guerra fredda.

  12. Amici del Blog,

    non sono daccordo. Scindo infatti nettamente ciò che successe negli anni 70 da quello che succede oggi.
    Onestamente non ci vedo il nesso. Il legame.

    L’odio odierno è legato alla figura di Moggi. Moggi juventino naturalmente perchè quello partenopeo era un dirigente illuminato.

    Di quelli che parlano per radio o che telefonano o che svrivono pochi hanno legami con ciò che successe in quegli anni. Io per esempio faccio ne faccio 50 ad aprile e quelle cose le ho sentite raccontare. Non solo quando vado allo stadio sono tra i più anziani.

    Politicamente il PCI non esiste più.

    Il sindacato è ridotto ad una melassa di sigle e serve ad avere assistenza legale nel caso (purtroppo abbastanza frequente) l’azienda chiuda i battenti.

    Politicamente quello odiato è oggi il Berlusca che però è ormai al tramonto.

    Direi che in realtà il fenomeno vada affrontato sotto un’altro punto di vista.

    Quale?

    Posso suggerire l’esempio Zemaniano diventato famoso con il foggia ma qualcuno quando ha cominciato a sparare sulla Juve.

    Come il giudice Guariniello che forse voleva ripercorrere la carriera di DiPietro da PM a Senatore con tanto di partito. Cosa riuscita a qualcuno durante farsopoli.

    Ma forse con qualche giornalista compiacente alla Varriale si riesce a nascondere la politica del “chiagni e fotti”. Rende, basta vedere la statistica dei rigori del Napoli paragonata a quella degli altri.

    Non solo, Pioli e DelNeri a parte, due tarantolati disonesti, Sarri utilizza la juve e gli arbitri per nascondere le pecche di un Napoli incapace di cambiare pelle e soggetto a crolli verticali durante i mesi invernali. Permettetemi ma un allenatore alla guida di una squadra che da qualche anno arriva seconda se non terza non si fa rimontare una decina di punti in un mese o poco più.

    Poi c’è il can can mediatico che fa comodo a giustificare anni di mercati privi di senso vedi inter e milan.

    Incapacità di produrre un piano economico capace di far crescere il fatturato, Roma.

    Mancata volontà di far crescere la squadra e lucrare, ancora Napoli.

    Aggiungete a ciò alcuni giornalisti che utilizzano il clamore per urlare “io esisto”

    Ecco che gli anti juventini trovano appiglio alle loro emozioni più grevi.

    Chiudo con la Figc. In un momento di vistoso calo del campionato come interesse generale, quel pò di polemica pare in grado di dare un chè di interesse ad una competizione che interesse pare non averne più. Si perchè siamo onesti, la juve vince da quasi 6 anni consecutivi con medie punti scoraggianti.

    Però quest’anno noto qualcosa di diverso. Proprio nel mondo dell’informazione canonica.

    C’è maggiore onestà ed obbiettività. Non solo gli eccessi di cui sopra vengono messi al bando.

    Mi vengono in mente Bucchioni e Sconcerti per esempio. Due che con la Juve….

    Gli accomuno Mazzocchi ed anche Sky che a parte qualche scivolata resta abbastanza sul sentiero dell’obbiettività.

    Insomma dai stiamo a vedere come finirà.

    PS ve lo ricordate Allegri, che oggi fa il signore, all’epoca del gol di Muntari?

    Un saluto. Luca

    • andrea (the original)

      Luca, il nesso c’è, un fenomeno così ha sempre radici storiche.
      I cambiamenti nelle dinamiche sociali e comunicative hanno liberato e fatto tracimare il tutto, uniformandolo ai nuovi principi per cui il mondo si divide in bravi e cattivi, con me o contro di me.
      Quel modello comunicativo lo ha sdoganato Berlusconi per far politica, dopo aver adeguatamente appiattito le menti con gli show e talk show televisivi..da lì è stato un crescendo, fino ad arrivare all’attualità, a internet e allo sdoganamento della bufala da parte di Grillo.

      In questo scenario si sono fatti strada i Travaglio, ad esempio, cioè il buono che combatte i cattivi..e si arriva al calcio.
      Sì, Moggi è stato il nuovo nemico, Moggi/Juve un binomio cattivo, che ha unito il vecchio sindacalismo e il nuovo populismo, generando la miscela esplosiva.
      Ed è evidente che tale degenerazione può creare imbarazzo anche in chi, come Sconcerti, odia la Juve da tifoso fiorentino ma, ormai vicino alla “pensione”, non per questo se la sente di ragionare sulle bufale. Così come ad esempio il sottoscritto, pur non avendo a cuore la classe politica, non se la sente di dar credito alle notizie truffa diffuse dagli esperti web di Grillo.

      Il vero salto di qualità della comunicazione moderna è la bufala e, ripeto, magari fosse solo nel calcio.

      Ciao

      • Andrea(the original)

        la teoria della bufala che diventa reale perchè ripetuta di continuo mi affascina.

        Tanto da condividerla.

        Ma qui ci vedo quello che ho scritto io.

        Poi sulle radici storiche il discorso ci può stare.

        ma, penso, solo come vuoto lasciato da un certo discorso politico, non di più.

        Questo noi siamo figli dei social.

        Non delle sezioni del partito. Neanche più a Livorno è cosi. Non lo era neanche 20 anni fà.

        Solo Sarri non se n’è accorto.

        Ciao. Luca

    • Mah … credo che se proprio uno non è cretino, in ogni discorso articolato possa esserci un brandello di verità … ma che quello che succede oggi non abbia i suoi prodromi negli anni ’50 e ’60 sarebbe da ingenui pensarlo caro Luca.
      Il filo rosso di tutta la matassa sta forse nella frase di caleffi riportata da Musio. Al nonno di caleffi era stata promessa la “rivoluzione”. E a volte i nonni trasmettono le loro frustrazioni ai nipoti. Ecco perché Moggi è l’ultimo grano di un lungo rosario. La Juve nell’immaginario di nonni e nipoti incarna il potere vessatorio e occulto … nulla conta la realtà fatta di mille rivoli per chi è stato nutrito a pane e ideologia.
      E quando questo “potere” incenerito nel 2006, risorge più forte come un drago di fuoco, e con la forza del business depreda i suoi competitor, non restano che le alleanze dei perenni sconfitti. La storia è solo antropologia Luca. Null’altro.

      • Luigi (Sa)
        Discorso da approfondire.

        Di sicuro l’italia è figlia di quella nazione, ma la vedo così lontana e diversa da perderne i tratti della parentela.

        Ciao. Luca

    • Luca scusami,
      ma è tutto molto più semplice.

      La cultura italiana affonda il suo fulcro più spesso in due ideologie : quella cattolica e quella comunista.
      Un unico pensiero: la povertà come valore fondamentale.

      In buona sostanza il ricco non piace.

      • Direi che c’è almeno una differenza fra le due:
        la cattolica non vuol togliere “a cesare quel che è di cesare” l’altra invece si.

      • Musio
        sento questo mondo lontanissimo dalle idoleogie.
        Lo vedo più vicino alle opportunità.
        Soprattutto inventate e pretestuose.
        Ma sulle tue parole devo assolutamente pensarci su.

        Ciao. Luca

    • Luca967: il terrorismo è stato un momento storico, soprattuto a Torino e in altre grandi città ha terrorizzato i grandi industriali che se la sono filata prima possibile, meno gli Agnelli e pochi altri, ma che nessuno tocchi la Juventus. Era il sogno, una squadra del proprietario della più importante casa automobilistica d’Italia, sopravvissuta a tutto, 2 colori, il bianco e nero, un ambiente per quei tempi da favola, ed ecco le favole di tutti i nostri calciatori da quello del sud che coronava il sogno dal nordico allo straniero .. E chi la toccava la Juventus? Certo qualche rumors sugli arbitri c’è sempre stato ma forse era anche un po’ folklore o c’era questa idea dell’avvocato pigliatutto. Poi è arrivato Berlusconi, ed è crollato tutto.
      Oggi gli eredi costretti a stare in ITalia, John Ellkann e Andrea Agnelli, sono totalmente slegati dalla realtà italiana, restano solo ed esclusivamente per interessi che hanno qua, appena la Fiat non esisterà quindi non produrranno più auto, se ne andranno. Anche perchè i denari, li fanno non con le auto,mi chiedo e la Juventus? Ve lo immaginate voi un DELaurentis ai tempi dell’avvocato che inveisce come ha fatto ora? Ve lo immaginate con l’avvocato Chiusano vivo? Oggi, la Juventus sembra un giardino dove tutti vengono a fare i bisogni e a noi tocca pure pulire. Scusatemi, ma non è normale.

      • Speriamo che quando decidono di andarsene portino con loro anche la Juve per non lasciarla ai cinesi.

        • mah sai la fca produce auto.
          È fresca la notizia che GM venda i marchi Opel e Vauxal dismettendo nei fatti gli investimenti in Europa.

          Cioè io investo dove c’è mercato.

          Oggi è Crysler che tiene su Fiat non il contrario.

          Penso però che il discorso sulla Juve sia diverso

          Ciao. Luca

        • Gioele,

          sai per l’altra Cesare si è appropriato di qualcosa che non gli apparteneva.

          Dimenticando che forse senza Cesare nulla ci sarebbe ma questo è un altro discorso.

          Oggi bisognerebbe guardare altrove per cercare il nemico di chi lavora e di chi imprende.

          Discorso che non appartiene al blog.

          Ciao. Luca

  13. Luca

    Quelli di cui parli sono i “sintomi del male”, le cause vengono spesso e volentieri addebitate a quanto spiega bene il buon De Lamentiis (e non è il solo a pensarla così):
    “Ma voi sapete cosa c’è dietro alla Juventus? La Ferrari, la Maserati, la Chrysler, la Fiat. Datemi 100 milioni in più di quelli che fattura il Napoli, poi vediamo se non vinco anche io lo Scudetto”.
    Capisci che significa ragionare in questi termini? i 100 milioni secondo costoro sarebbe il frutto maturo che cade in testa alla Juve dall’albero dell’Eden. Altri dicono addirittura che la Fiat quale main sponsor della Federazione Italiana rappresenterebbe un potere condizionante sulle carriere degli arbitri.
    Questi non vogliono capire che la Juve in quanto soscietà quotata in borsa ha bilanci trasparenti, una gestione finanziaria autonoma e incrementi di fatturato conseguenti ad una politica di investimenti strutturali all’avanguardia oltre che di gestione economica e sportiva altrettanto lungimiranti.

  14. ECCOLA LA “PREPOTENZA”

    
Pañolada di Inter-Empoli al centro del dibattito di Tiki Taka, durante il quale Luisito Suarez, ex giocatore nerazzurro, ha risposto in maniera piccata chiamando in causa Gigi Buffon, in relazione all’iniziativa nata con le proteste dei tifosi nerazzurri per i rigori non concessi durante Juventus-Inter: “Se fossi stato ancora in attività avrei risposto alle parole di Buffon, perché è stato prepotente. Ma siccome l’Inter è cinese, di Ho Chi Minh o di non si sa chi, nessuno ha detto niente”.


    Ecco, c’è chi invecchia serenamente e chi invecchia … alla Suarez.
    Perché ora vincere diventa prepotenza ! E i vincitori bisogna che siano depotenziato con accuse farlocche ripetute all’infinito.
    Questa è la cultura che ha preso piede nell’Italia antimeritoctatica della nullafacenza.
    L’eguaritarismo dei beoti è già tra noi … l’uno vale uno : la democrazia dei fessi !

  15. Mauro The Original

    Oggi ho sentito un programma su radio24 dove praticamente si dava ragione al Milan in quanto la Juve sbaglia ad esporre gli scudetti non assegnati. Hanno oltretutto discusso il fatto che lo sbaglio dell’arbitro ci può stare e che il Milan è stato sfortunato. Non si è accennato minimamente al goal di Bacca irregolare e al rigore netto non concesso su Dybala. Per me questa radio ha chiuso anche se è della Confindustria.
    Ribadisco che mi fa schifo giocare in questo campionato.

  16. Ma ho
    Letto che le punizioni non sono state un gran che.

  17. QUANDO SANNO CHE NON POSSONO VINCERE

    Un centinaio di tifosi del Porto hanno fatto esplodere bombe carta sotto la sede della Juve a Torino.
    La polizia controlla la situazione.
    La.Juve va senza tanti fronzoli
    …aspettiamo i sorteggi solo per sapere chi sarà…
    Saluti.

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