Juventus-Napoli sabato 11 agosto 2012 Pechino – Cina

di Luna23

La Cina ha portato male al Napoli che con il suo solito modo di fare, da sbruffoni, si è visto soffiare il titolo praticamente da sotto il naso. Non abbiamo vissuto delle buone vacanze, noi juventini, ad un passo da questa finale, abbiamo rischiato di aver l’organico ridotto, già ammaccato dall’esperienza nazionale, non entrando nel dettaglio, ci presentiamo all’appuntamento cinese con un nuovo allenatore, Carrera.

Durante il primo tempo la Juventus si è trovata sotto ben due volte, amnesie difensive e la solita inconcludenza sotto rete, poneva il Napoli il candidato al titolo, al primo pareggio, dopo pochi minuti il Napoli riconduceva segnando il gol del 2-1. L’avversario però, nonostante una qualità di gioco più controllata rispetto la Juve, andava giù di brutto, con falli, spinte e calci, senza che ce ne fosse nessun bisogno. Ma nel secondo tempo cambia tutto: Carrera decide di sostituire Matri con Vucinic, il Montenegrino “dai che ti ridai”  riesce a farsi dare un rigore ed è 2-2. Ma ciò che destabilizzerà il Napoli definitivamente sarà l’espulsione di Pandev, per un insulto al guardialinee.. E da lì comincerà il solito far West, nervosismi, semi risse, espulsioni e così via, il Napoli in breve tempo si ritroverà in 9 e senza allenatore, espulso per proteste anch’esso. Nonostante questo si andrà ai supplementari, sarà Maggio a regalarci un autorete, e  Vucinic a sigillare il risultato della vittoria, niente rigori, la super coppa è della Juve.

L’intero staff del Napoli umiliato, si barrica negli spogliatoi, non usciranno, ufficialmente si rifiutano di prendere parte alla premiazione, così la Juventus sarà premiata da sola.

Cosa dire di questa partita? Lasciando da parte le faccende arbitrarie, ho visto una squadra i cui problemi sono ancora lungi dall’essere risolti, il solito Bonucci ne fa una delle sue costandoci un gol, spesso la difesa è stata colta impreparata dall’avanzare dell’attacco avversario, questo Lucio non mi sembra un top player e ci manca sempre una punta che segni.

Non so sinceramente come sarebbe andata a finire se il Napoli avesse terminato l’incontro integro, penso però che questa condizione se la sia cercata, talmente hanno sfiancato gli arbitri, come normalmente fanno, da ritrovarsi in 9 e orfani.

Va beh, un buon inizio tutto sommato, portiamo a casa questa coppa, e concentriamoci sugli errori ma soprattutto su cosa ci manca, il commento televisivo ha magnificato alcune prestazioni, di Giovinco, molto dinamico e propositivo e Asamoah l’artefice del primo pareggio. Si sono visti però i giocatori nazionali ancora fuori forma, Pirlo e Marchisio non hanno offerto ciò che siamo abituati a vedere.

Di tempo ne abbiamo ancora un po’ per ragionare ..sperando che si arrivi all’inizio un po’ più “freschi” e ricettivi. Perchè quest’anno c’è la Champions, e non vogliamo fare brutta figura.

Luna23

 

#iononcomproRepubblica

di eldavidinho

Siamo tutti in attesa che le sentenze del filone calcioscommesse di Cremona e Bari in cui abbiamo visto coinvolti(soprattutto) Conte, Bonucci, Pepe, Carobbio, Masiello dicano la parola fine, almeno per qualche giorno. Poi ci sarà l’appello. Come 6 anni fa, quasi impossibile godersi un po’ di calcio giocato senza dover rivolgere un occhio(o addirittura tutto lo sguardo) alla solita giustizia sportiva che ci affligge. I due grandi accusatori, come sappiamo, hanno patteggiato pene molto inferiori rispetto a quelle che avrebbero dovuto meritarsi grazie al “patto di collaborazione” concordato con Palazzi. Conte, Bonucci e Pepe, invece, proprio per aver rifiutato i patteggiamenti che l’inossidabile Palazzi ha cercato di trattare per 4 giorni ininterrottamente, sono andati a processo. Alla fine nessuno ha deciso di patteggiare, mettendo a serio rischio tutto l’impianto accusatorio che già la Disciplinare, con “la richiesta non congrua per i patteggiamenti”, aveva denunciato in sordina, costruito da Palazzi ed i suoi accusatori. Proprio la credibilità di uno dei pentiti, Masiello, ha vacillato non poco e tutti si aspettano delle assoluzioni piene per i casi di Bonucci e Pepe, il primo tirato in mezzo nonostante la Procura di Bari abbia rilasciato un certificato in cui si attesta che Bonucci non risulta essere indagato ma essere stato semplicemente sentito in qualità di testimone al penale a Bari e nonostante Carella e Giacobbe, due non-tesserati, ritenuti credibili da Palazzi, non nominino mai il difensore. Il secondo per una presunta telefonata che non si trova e che tutti dubitano ci sia mai stata tra lo stesso Pepe e Salvatore Masiello. Insomma, un quadro che tutto è tranne che chiaro. Per non parlare della posizione di Conte, l’unica seriamente “a rischio” per il solo fatto che, senza prove a discarico, Carobbio resta credibile nonostante le contraddizioni. Le sue dichiarazioni hanno valore probatorio, giuridicamente sono testimonianze attendibili anche se in ogni interrogatorio aggiunge o toglie un particolare. E non fa niente se le 24 testimonianze dei presenti del Siena a Novara Palazzi non le ammette alla Commissione perché irrilevanti, non sufficientemente articolate e, ufficialmente, perché “non stiamo indagando sui tesserati che hanno omesso e che non confermano. Per loro servirebbe un’ammissione altrimenti non sarebbero deferibili”. Vai a tradurre, adesso. Sulla telefonata Masiello-Pepe invece ha detto che: “La telefonata è comprovata, anche se non esiste materiale probatorio dalla procura ordinaria”. Ha continuato, in aula, dicendo che per quanto riguarda le dichiarazioni di Masiello: “esiste il progressivo arricchimento delle dichiarazioni.” Come possono essere “progressive di arricchimento“ le dichiarazioni di Masiello che dal 7 Febbraio al 10 Luglio 2012 cambia 4 versioni? In una delle sue requisitorie, in un passaggio però, dice che: “Non abbiamo il tempo di ascoltarvi“, lasciando intendere che è difficile uscire indenni da un processo che non ammette l’ammissione di testimoni o controinterrogatori, né prove a discolpa, niente controesami e niente testimoni, che ruota attorno al “valore probatorio a prova di contraddizioni o smentite” delle accuse, passando per l’inversione dell’onere della prova che non esiste fino ad arrivare all’immediata esecutività della sentenze. Ma non ci si pone il problema che è anche sbagliato tutelare gente come Carobbio e Masiello che rischia seriamente di avere pene più miti di tanti altri meno colpevoli o addirittura innocenti?
E tutto questo ha portato ai patteggiamenti di Siena, Faggiano, Larrondo e Carobbio con pene lievi e discutibili. Proprio Larrondo, accusato direttamente da Carobbio di aver preso parte ad un illecito, smentisce e se l’è cavata con 3 mesi e 20 giorni più 30 mila euro di ammenda. Stessa formula che Palazzi ha provato a far accettare a Bonucci ma con la differenza che gli hanno chiesto di firmare una dichiarazione auto-accusatoria affinchè non fosse il pm stesso ad ammettere l’errore(derubricazione da illecito ad omessa denuncia). Se per Larrondo si è addirittura derubrificato, Perchè, per Conte, è stato negato dalla Disciplinare il patteggiamento di 3 mesi?
E poi, ecco due situazioni simili: perchè il 19 gennaio, dai giudici di Cremona, Carobbio non parla mai di Conte e il 29 febbraio, da Palazzi, invece lo nomina e lo accusa? E perché dai pm, il pentito Masiello non ha mai tirato in ballo i due giocatori ma lo ha fatto da Palazzi cambiando molte versioni? È lecito pensare che i grandi accusatori facciano nomi e cambino le versioni in base a quelle di altri pentiti o a loro piacimento.
Un’ altra analogia menzionabile è quella che vide Buffon denunciare il sistema giuridico e giornalistico italiano, raggiunto il giorno dopo, con una tempistica perfetta, da un’inchiesta, con Conte che rifiuta di patteggiare e subisce il ritorno di Palazzi e della pena massima chiesta per lui. Se queste non sono vendette e sfreggi di ripicca poco ci manca.
Proprio poche ore dopo le dimissioni di Stellini e 2 giorni prima che la Disciplinare emettesse le sentenze, giornalisti e testate giornalistiche quali Paolo Aghemo, Repubblica, Sky e Corsport hanno diffuso la notizia che la Juve volesse scaricare il proprio mister togliendogli il supporto penale dei propri avvocati e che Conte avesse già pensato di sostituirli con l’avv.ssa Giulia Bongiorno. Smentita giunta prontamente dallo stesso avv. Chiappero intervistato a Sky e poi da una nota ufficiale divulgata dalla società, breve, secca e concisa. Nonostante ciò, CorSport e Repubblica, imperterrite, hanno continuato con le loro illazioni: Repubblica con un articolo sul web modificato più volte, il CorSport con una prima pagina dedicata quasi interamente alla Juve e alla presunta “bufera interna” e la Gazzetta col solito “vizio” d’anticipare le sentenze: l’impressione è che si sia arrivati ad un punto di non ritorno con tutta la stampa nostrana, completamente alla deriva e non più controllabile nonostante la Juve faccia tuttò ciò che è nelle sue possibilità. Alla fine pare che la Bongiorno integrerà il collegio difensivo di Conte e il mister sarà condannato dalla Disciplinare, in primo grado, 10 mesi a fronte dei 15 richiesti da Palazzi. Dopo Ferragosto spazio al procedimento d’appello, a settembre la possibilità per le difese di presentare un ulteriore, e ultimo, ricorso al Tnas, il Tribunale arbitrale per lo sport presso il Coni. Per Pepe e Bonucci invece di parla di un’assoluzione piena che domani scopriremo. Se così fosse, ci sarebbe da chiedersi: assolto Bonucci da illecito e no Conte da omessa denuncia? Pasticcio di Palazzi che bocciato in toto dalla Disciplinare, sia su patteggiamenti proposti(per tutti), sia su credibilità dei suoi pentiti, dovrebbe dimettersi, in un paese normale.
Profilo Twitter: eldavidinho94

E se ce ne andassimo sul serio?

di Luna23

Alla luce dei nuovi fatti emersi tra tristi accadimenti e provvidementi, mi ritorna in mente un pensiero che già abbiamo discusso durante tutto il campionato precedente: “e se ce ne andassimo?” Tutto subito, non condividevo, pareva una fuga, un non voler affrontare la realtà, un ammissione di debolezza dovuta alla paura di non tornare vincenti, alla fine non è stato così, lo ha detto il campionato, vinto allo spasimo dei dispetti e degli attacchi nemici. Pensavamo fosse finita, respiravamo aria di libertà, sembrava si potesse tracciare una riga e dire basta così ..e invece no.

Ecco saltare fuori un signore, chiamato Carrobbio, il quale, accusa il nostro allenatore Antonio Conte, di essere al corrente di una combine riferita ad una partita dell’allora squadra allenata, il Siena, che non avrebbe cambiato le sorti di quel campionato, ma quelle economiche della società sì. Ecco ..che l’espediente viene creato, perfetto, i nostri nemici, (sono talmente tanti da non riuscire ad identificarne uno in particolare) si buttano a pesce su questa faccenda, con la complicità della stampa e salta fuori il caso che inchioderebbe Conte di essere coinvolto nel calcio scommesse.

Non gli è sembrato vero al sig. Palazzi di avere nuovamente la Juve nel mirino, cercando di colpirla in ciò che l’aveva riportata alla vittoria senza ombra di dubbio, sul campo. Da quel momento ad ora, sono state dette, ridette, contraddette (perdonate il gioco di parole ma è voluto) 1000 versioni nessuna verosimile. L’ultima riguardo a Conte, sarebbe che “sì, lui aveva “sentito dire” ma chi ha beneficiato del denaro di quella operazione è innocente” qualche avvocato di buona volontà mi spieghi questa interpretazione perchè non l’ho capita. E poi questa volta senza polemica, che tipo di strategia debole hanno deciso gli avvocati della Juve, proporre il patteggiamento? E perchè se l’imputato si ritiene innocente? Un pasticcio tale ragazzi, che il sistema giudiziario si è fatto una grassa risata alle nostre spalle e sta partorendo le sentenze che più soddisferanno i nostri ormai “cari” nemici.

Quanto rimpiango l’avvocato Grande Stevens, ma quella è un’altra storia ..

Detto questo, qualcuno dirà che, comunque, Conte allenerà la Juve lo stesso, Anche se non presente in campo durante la partita, sarà tra il pubblico in modo tale da poter aiutare i suoi lo stesso, d’accordo, scusate però lasciatemelo dire che tristezza.

Dopo questa premessa e per il futuro prossimo, sarebbe giusta una domanda “Che ci facciamo qui?” E .. se ce ne andassimo sul serio? Temo, che questo campionato e il suo sistema politico non sia degno di noi, troppe preferenze ed eccessivi clientelismi, pare che, la Juventus sia diventata la squadra costretta a pagare le sporcherie degli altri. Mi spiego, il Siena ha fatto una schifezza: paga la Juve, l’ha fatta il Milan, l’Inter ecc. ecc. paga la Juve.  Non so cosa ci guadagniamo a permetterlo, credo nulla, ma sarebbe giunto il momento di dire Basta! e scoperchiare i pentoloni degli altri. Ma questo non accade, il presidente Agnelli ha detto tutto quello che pensava, senza risparmiarsi in nulla ma accettando la situazione. E’ sicuramente il volere del consiglio di amministrazione che però lascia scontenta l’opinione pubblica, anche questa volta i tifosi vengono colpiti, e l’odio serpeggia.

Ma cosa avremmo fatto al sig. Palazzi per odiarci così tanto, sarà interista? Si è trovato male a Torino? Che qualcuno me lo spieghi, perchè davvero siamo senza parole e il mio preciso appello è sempre nei cofronti della presidenza a cui chiedo se davvero valga la pena restare, per continuare a vivere questo olocausto calcistico senza fine. E dopo che cosa accadrà, quali escamotage salteranno fuori per fermarci? Ovvio che, almeno per l’apparenza, le indagini hanno coinvolto altrettanti tesserati, i quali più colpiti guarda un po’ sono quelli della Juve. Non abbiamo più bisogno di prove per capire che il complotto esiste e perdura, se non si trova una soluzione risolutiva, non ci resta che fare le valige.

Luna23

 

Juventus – Malaga 2-0 Sintesi

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Ora però guerra

di Alessandro Magno

Non bisogna essere degli esperti in materie giudiziarie per capire che l’attacco alla Juve, attraverso la vicenda Conte – calcio scommesse, è pretestuoso. Lo hanno capito anche molti non juventini che per la prima volta, hanno difeso la Juventus su giornali e siti: Xavier Jacobelli, Michele Criscitiello, Enrico Mentana ad esempio. C’è una macchina giudiziaria che va a due velocità, una per la Juventus e una per il resto. Di tutto il filone calcio scommesse e di tutti gli indagati non  interessa niente, colpire la Juve e gli juventini pare l’unica cosa che conta. Si patteggia per tutti eccetto che per i tesserati della Juve. Non si spiega altrimenti la mano cosi esageratamente pesante, solo e soltanto contro il mister Antonio Conte, Pepe e Bonucci. Conte che ricordiamo, al massimo è colpevole di un omessa denuncia e non di frode sportiva, né tantomeno di aver combinato qualche partita o intascato soldi indebitamente. Non starò qui a parlarvi di diritto né tanto meno di giustizia perché non è il mio campo, altri più bravi di me lo hanno fatto in questa sede e anche in altri siti. Certo che 24 mesi dati a Carobbio (in due trance) reo di aver combinato di tutto e di più, dall’aver intascato soldi, all’aver avuto rapporti con personaggi della malavita, dall’aver combinato lui si partite in prima persona, contro i 15 chiesti a Conte per un omessa denuncia, fanno capire che c’è più di qualche cosa che non quadra. La differenza poi fra la richiesta nel patteggiamento accettata da Palazzi e respinta dalla corte federale di 3 mesi più un ammenda, e i 15 mesi chiesti ora, non trovano davvero né capo e né coda in nessun ordinamento.

Anche nella giustizia ordinaria se un imputato patteggia ha diritto allo sconto di un terzo della pena. Ora se la matematica non è un opinione 3 terzi di 3 mesi con lo sconto di un terzo, fanno 4 mesi e mezzo; viceversa un terzo di sconto sui 15 mesi chiesti ora, avrebbe dovuto far si che Palazzi chiedesse in sede di patteggiamento 10 mesi invece dei 3. C’è un evidente discrepanza in questo e non c’è bisogno di aver studiato legge per capirlo. Cosi come c’è un evidente discrepanza fra il fatto che a Conte vengano contestate due omesse denuncie e conteggiate come due pene mentre ad altri viene contestato un singolo reato cioè quello di frode sportiva. Voglio dire che se ogni singola partita truccata venisse conteggiata come una frode sportiva, quanti anni dovrebbero dare a Masiello e Carobbio? Minimo 30. Per non parlare della follia allo stato puro per Pepe (un anno per omessa denuncia) e Bonucci (addirittura 3 anni e mezzo) che hanno tutti e due nei rispettivi casi la richiesta di pena più dura. Più dura persino degli organizzatori di quelle combine che ora fanno i pentiti a buon mercato. Questa non è giustizia questa è mafia. Ora tutto questo e assai evidente, finalmente se ne è accorto pure il Presidente Andrea Agnelli che ha usato parole molto dure nei confronti della Figc che ha accusato il colpo. Ha sbagliato la Juventus in passato a mantenere un basso profilo e a cercare di avere un rapporto accondiscendente o al minimo collaborativo con la Figc, come ha ricordato lo stesso Presidente nel comunicato del giorno 2 agosto. Tutto questo non è servito a nulla e qualcuno come me, scusate, lo aveva detto prima. Non si può patteggiare la propria pelle con i propri carnefici. Nessuno lo farebbe mai. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: attirati in una trappola. Ora il comunicato di Andrea Agnelli è stato molto pesante e ha sortito l’effetto voluto. In Federazione hanno incassato malamente e risposto con un altro comunicato che altresì dimostra ancora una volta la loro arroganza. Vogliono fare come credono e non vogliono neppure essere criticati per questo. Ancora una volta noi si dovrebbe accettare quella famosa disparità di giudizio, che già abbiamo subito in passato, a testa china.

No ora basta, la misura è colma. Ora è arrivato il momento di far seguire alle parole i fatti. Non aria fritta o scritte al posto delle stelle, non provocazioni sterili che di fatto non hanno adirato nessuno anzi hanno riscosso pure consensi. Ora è arrivato il momento veramente di combattere in tutte le sedi e agire. Arrivare fino in fondo. Bisogna fare in modo che Palazzi e la corte disciplinare della Figc e magari la Figc tutta, vengano destituiti una volta per sempre a causa del modo arbitrario e parziale con il quale  amministrano la giustizia sportiva. Ora è arrivato il momento di scelte drastiche e magari eclatanti. C’è chi incoraggia la squadra a lasciare il campionato italiano e a iscriversi a un campionato straniero oppure a giocare solo amichevoli di lusso come gli Harlem Globetrotters del basket, oppure ancora, chi non vorrebbe dare più i giocatori alla nazionale. Io non so quale sia la strada percorribile ma so che così non si può più andare avanti.  Il popolo juventino è pronto a scendere in battaglia, compatto, abbracciando le scelte che vorrà fare la società. Stiamo boicottando da tempo alcuni giornali famosi senza esser stati organizzati da nessuno, solo con il passaparola. Giornali che stanno accusando pesantemente il colpo in termini di perdita di vendite. Questo per ricordare quanto possiamo essere forti quando siamo uniti. Questo per ricordare al Presidente Andrea Agnelli che potremmo esser ancora più forti se guidati da qualcuno. Io non ho suggerimenti per il Presidente, faccia lui. Ora non è più il tempo di dimostrare a Conte, Pepe e Bonucci che gli siamo vicini a parole. Ora è arrivato il tempo di combattere per loro. Noi siamo pronti a tutto per il bene della verità e della Juventus. Pronti anche a perdere se necessario, ma sapendo di aver combattuto per una giusta causa, la nostra.

Perché solo combattendo si cade ma non si cede.

 

Per me voi siete sangue del mio sangue

Per me voi siete carne della mia carne

Per me voi siete pelle della mia pelle

I miei fratelli e le mie sorelle. ( Brusco)

 

Alessandro Magno

 

leggibile anche su Juvemania. it http://juvemania.it/ora-pero-guerra/

Dichiarazione di Andrea Agnelli. Da Juventus.com

02 agosto 2012

Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale.

Per molto tempo e con grande senso di responsabilità la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati.

Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non può essere accettato.

La decisione di ieri della Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC, che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento già ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Rilevo nuovamente l’incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all’onorabilità.

La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio.

Sarà una stagione complessa ed impegnativa, ma la concentrazione sulle prestazioni in campo della Squadra da parte di tutto il nostro ambiente rimane alta con l’obiettivo di confermarci vincenti a maggio 2013.

ricchiuti4

1 – Matri: perchè sul mercato e perchè (eventualmente) Milan?

se è sul mercato per fare cassa, penso sia inaccettabile. il milan sarebbe ben contento che la juve gli risolvesse un problema.

2 – Trofeo del ”nemico” TIM, oltretutto Luglio e in una palude di campo. E’ normale la partecipazione delle Juve?

più che normale, è pagata. spero almeno bene. comunque farlo a luglio anziché agosto è il male minore.

3 – Nonostante il rincaro degli abbonamenti  gli Juventini hanno risposto ”presente”. Sono sacrifici verso un grande amore o mentalità da gregge?

no. è statistica. su 14 milioni, è possibile ci siano anche dei miliardari.

Benfica – Juventus 1-1. SINTESI 1-8-2012 HD

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Organizziamoci – Al fianco di Conte e degli altri bianconeri deferiti da Palazzi

I deferimenti emessi dal Procuratore Federale Stefano Palazzi nell’ambito dell’inchiesta “Scommessopoli” nei confronti di Antonio Conte, del suo vice Angelo Alessio e del collaboratore di campo Cristian Stellini oltre che dei calciatori Simone Pepe e Leonardo Bonucci, all’epoca dei fatti in altre società, non hanno lasciato indifferenti la società che, nelle parole del Presidente Andrea Agnelli e del dg Marotta, si è subito schierata al fianco dei propri tesserati.
Anche noi di “Organizziamoci”, che fino ad oggi non ci siamo mai volutamente espressi riguardo questa vicenda, riteniamo sia arrivato il momento opportuno per fare un po’ di chiarezza.
Come nel 2006, col passare del tempo, nei giudizi dei media e delle testate giornalistiche, sembra che in questo processo, in cui i colpevoli sono ben altri, i grandi accusati siano Antonio Conte e gli altri bianconeri coinvolti, che occupano in posizione fissa le prime pagine dei giornali. La Federazione certamente ha più volte dimostrato di essere incompetente su altre vicende meno che su quelle che possano danneggiare la Juventus e i suoi tesserati e non può che spingere verso una condanna degli juventini coinvolti, visti i rapporti tutt’altro che buoni (ricordiamo che è sempre pendente una richiesta di risarcimento danni di 444 milioni di euro da parte della Juventus per la questione Calciopoli) con la Vecchia Signora nel periodo post Farsopoli. Sono senz’altro da leggere sotto quest’ottica i deferimenti emessi da Palazzi per Conte e gli altri bianconeri coinvolti.
In particolare è curiosa la situazione del tecnico bianconero, che si è cercato a tutti i costi di far entrare in questa vicenda e di mettere alla gogna mediatica negli ultimi mesi, a partire dallo scorso campionato con la Juve in piena lotta scudetto. Per molti aspetti questa vicenda ci ricorda la farsa andata in scena nel 2006, ma stavolta, ne siamo certi, non la daremo vinta ai nostri detrattori. Per vari motivi. Primo fra tutti la presa di posizione forte e decisa che è arrivata dalla società, con Andrea Agnelli che ha chiaramente detto che non intende lasciare soli Conte e gli altri bianconeri deferiti, posizione ribadita da Marotta e, udite udite, anche da John Elkann, che sei anni fa si era detto vicino all’allenatore (che allora era Fabio Capello) e ai giocatori, dimenticando i suoi dirigenti, che puntualmente venivano costretti alle dimissioni (e che forse gli faceva comodo far fuori per fare spazio a quel genio di J.C. Blanc, ma questa è un’altra storia). Un secondo motivo è l’esperienza pregressa da noi tifosi bianconeri in questi anni post Farsopoli: nel 2006 siamo stati investiti in pieno da uno tsunami e neanche ci rendevamo conto di cosa stesse succedendo. Adesso siamo vaccinati e abbiamo gli occhi ben aperti, pronti a vigilare su qualsiasi anomalia.
Dicevamo curiosa la posizione di Conte per il modo in cui è arrivato il deferimento dell’allenatore della Juventus.  In sostanza, a tirare in ballo l’allenatore bianconero è la dichiarazione dell’ormai famosissimo pentito Filippo Carobbio. Il giocatore, tra l’altro in cattivi rapporti col suo ex allenatore ai tempi del Siena per via del suo scarso utilizzo in campo e di un permesso non concesso da Conte a Carobbio in occasione della nascita della figlia, è il grande accusatore. Carobbio tira in ballo Conte per due gare: Novara-Siena in cui l’accordo sarebbe avvenuto in un’improbabile riunione tecnica prima della gara, alla presenza di tutti i giocatori che dunque, al pari del tecnico e del suo staff, sono potenziali indagati; Siena-Albinoleffe, dove non c’è neanche la certezza che Conte sapesse (come dire siamo alle comiche). Risultato: in entrambe le partite non ci sono riscontri sull’attendibilità della versione fornita dal pentito.
Due le possibilità per Palazzi: ritenere attendibile la versione di Carobbio, se corredata da altre testimonianze o da riscontri oggettivi, e in quel caso per Conte sarebbe scattato il deferimento per illecito sportivo. Oppure non credere alle parole di Carobbio, tra l’altro smentite da tutti gli altri testimoni dell’accusa, e non deferire Conte. Invece Palazzi si è inventato una improbabile quanto discutibile via di mezzo: il deferimento per omessa denuncia. E qui casca l’asino: se l’omessa denuncia scatta per quanti erano presenti alla riunione tecnica perché non colpisce anche gli altri giocatori del Siena?
E’ evidente come Palazzi non creda fedelmente alla ricostruzione di Carobbio ma lo ritenga comunque attendibile quando riferisce che l’attuale allenatore della Juventus era a conoscenza dei fatti, nonostante tutti gli altri interrogati abbiano smentito la sua versione.
Il dubbio è atroce: ma non sarà che la posizione di Antonio Conte ha un’aggravante non presente in nessun codice di giustizia sportiva ma che in Federazione è una sorta di legge non scritta, ovvero quella di essere il tecnico della Juventus?
L’unica cosa certa ad oggi è l’assoluta inattendibilità di Carobbio: il giocatore non disse nulla alla Procura di Cremona, ci ripensò successivamente quando venne sentito dalla Procura Federale, avendo l’interesse di diventare il pentito-collaboratore, colui che spara quanti più nomi sia possibile. E tanto più grosso è il nome, tanto maggiore è l’eco della notizia, tanto meglio è.
Quello a cui stiamo assistendo altro non sembra che un nuovo attacco, a sei anni di distanza, per i tifosi bianconeri. Con le modalità di sempre: zero prove, nessun riscontro oggettivo, tanti se e tanti ma. E’ per questo motivo che occorre oggi più che mai rimanere uniti ed alzare la voce, anche a costo di risultare sgarbati. Pronti a combattere una nuova battaglia, senza retrocedere nemmeno di un centimetro in un momento topico come quello che stiamo vivendo in questi giorni, pronti a nuove azioni volte a difendere il nome della Juventus in qualsiasi sede.
“Organizziamoci” c’è. Al fianco della Juventus, di Conte, di Alessio, di Stellini, di Pepe e di Bonucci. Abbiamo gli occhi ben aperti e restiamo sempre vigili, pronti a batterci contro chiunque si permetta anche solamente di fare illazioni contro la Juventus. Abbiamo impiegato sei anni per rialzarci ma adesso siamo tornati. E non permetteremo a nessuno di distruggerci di nuovo.

Redazione JuveCentral.it – Organizziamoci
“Organizziamoci” è seguito da : Juvenews.net, JuveCentral.it, Juvemania.it, CanaleJuve.it, NobiltàGobba.com, Il Blog di Alessandro Magno, Cronache Bianconere, La Divina Juventus, Juveforever.net, ForzaJuveblog.com e altri ancora. In passato nostre iniziative sono state riprese da Calcio GP, di Giancarlo Padovan, e dal sito Ju29ro.com.

#ioCONTEsto

di eldavidinho

Fanno discutere I deferimenti per il secondo filone dell’inchiesta sul Calcioscommesse inviati dal Procuratore Federale Palazzi alla Disciplinare che istruirà il “processo” della corte di giustizia federale il prossimo 2 agosto. Non che i tifosi bianconeri non s’aspettassero un deferimento per quanto riguarda Conte, Bonucci, Pepe(non me ne vogliano i due campioni d’Italia se parlerò poco di loro) e tutto lo staff del mister ma deferimenti con così tante incongruenze e buchi nell’inchiesta proprio no. Incongruenze palesate dalla lettura delle carte e degli atti divulgati da Palazzi. Pugno duro usato dal procuratore federale e rinvii a giudizio che ruotano tutti attorno alla credibilità che si dà ai grandi pentiti dello scandalo, Carobbio e Gervasoni in primis. Credibilità che anche la Figc di giorno in giorno perde visto l’ultimo inconveniente nel diffondere il documento pdf dei deferimenti: la stampa tutta ha parlato sin dall’inizio di una doppia omessa denuncia gravante su Conte per quanto riguarda le partite Albinoleffe-Siena e  Novara-Siena mentre il documento diffuso inizialmente e poi ”aggiornato” in seguito parlava di un solo deferimento per doppia omessa denuncia. Mistero tutto italiano sul perché la stampa debba essere così vicina alle procure e addirittura sapere in anticipo le notizie. Altro mistero perché si faccia confusione con documenti ufficiali che non debbano avere il minimo margine d’errore. Una correzione in corso d’opera che comunque tanto sa d’indecisione da parte degli organi giudicanti vista “l’altalena” che si evince tra le motivazioni di Palazzi per quanto riguarda l’uno o il presunto doppio deferimento di Conte. Per gli atti dei deferimenti contenuti all’interno delle motivazioni, il Siena deve rispondere per illecito sportivo di allenatore e tesserati, dunque non di omessa denuncia. Visto che Conte non risponderà di illecito ma di omessa denuncia, è solo un caso “l’errore di aggiornamento” del documento divulgato nella prima mattinata e anticipato dai giornali che hanno subito messo la pulce nell’orecchio dei lettori? Alla fine possiamo dire che il deferimento è doppio e l’impressione quella che sino alla fine si sia discusso di cosa deferire mister Conte: se illecito o semplice omessa denuncia e riguarda le due partite incriminate e precedentemente menzionate. Discorso di credibilità attorno al quale ruota anche il personaggio di Carobbio perché stando alle motivazioni di Palazzi, il Carobbio pentito e reo confesso, responsabile d’aver organizzato e partecipato a combine e quindi d’aver commesso illeciti, non è credibile tranne quando parla di Conte dove accusa, né confessa e né si autoaccusa. Sia per Novara-Siena che per Albinoleffe-Siena l’accusa di Carobbio è che Conte sapesse della combine e che l’avesse riferito ai giocatori nella riunione tecnica pre partita, a Novara per raggiungere un “over”, a Bergamo per “lasciare” la partita all’Albinoleffe. Nella partita di Novara, Carobbio non si auto-accusa della combine, ma il Procuratore non lo ritiene attendibile tanto da deferirlo per illecito sportivo. Essendo stato intercettato al telefono con Ilyevski e Gegic, cade persino la versione secondo la quale in queste due partite incriminate lui non avesse partecipato alla combine. Gli altri deferiti per illecito della partita di Novara sono Vitiello e  Larrondo, così come i tre calciatori del Novara Bertani, Drascek e Gheller, coloro i quali avrebbero alterato l’esito dell’incontro con Carobbio poco prima dell’inizio della partita. A scendere in campo furono solo Vitiello da una parte e Bertani dall’altra con Larrondo del Siena entrato a 15 minuti dalla fine. Ma Conte da chi ha saputo delle combine tra l’altro “accordate” dopo la riunione tecnica? E se è stata confermata la riunione tecnica, tutti i tesserati del Siena che hanno partecipato alla riunione tecnica perchè non sono stati deferiti? Che poi, tra l’altro, se si crede che Conte abbia parlato in riunione, che c’entra l’omessa denuncia? Omette qualcosa che dice egli stesso? La sensazione è che, sia a Novara che a Bergamo, c‘è accordo tra giocatori e non tra società. E Palazzi crede alle teorie di Carobbio quando parla di questi “accordi” (altrimenti non avrebbe deferito i 6 calciatori) e quando parla della riunione tecnica (altrimenti non avrebbe deferito l’intero staff di Conte). Se crede a Carobbio, dunque, come fa a non vederci un concordo d’illecito nelle parole di Conte alla squadra? Confusione. A Parer mio, l’obiettivo è quello d’indurre Conte al patteggiamento per rivalutare in automatico la posizione “incerta” di Carobbio.

A Bergamo, oltre a spuntare sempre il “teorema della riunione tecnica” (anche qui nessuno dei giocatori presenti alla riunione viene deferito tranne lo staff di Conte che, non si sa per quale motivo, avrebbe dovuto regalare la partita agli “amici per caso” dell’ Albinoleffe), Carobbio parla di una combine discussa in settimana in albergo. Poloni, vice di Mondonico all’ Albinoleffe, invece, parla di un accordo raggiunto solo pochi minuti prima della partita, come a Novara. Palazzi, comunque, non crede alla riunione in albergo altrimenti avrebbe dovuto deferire tutti i partecipanti effettivi ma deferisce Ruben GarliniDavide BombardiniDario PassoniLuigi Sala e proprio Mirko Poloni, presenti tutti nel recinto di gioco il giorno della partita. Per il Siena vengono deferiti lo stesso Carobbio, Fernando CoppolaClaudio TerziRoberto Vitiello, giocatori, Cristian Stellini, collaboratore tecnico di Conte. Ma se l’ipotesi è quella d’aver alterato l’esito della gara(con il solo Carobbio sceso in campo, tra l’altro) come è possibile che sia stato deferito il secondo di Mondonico e l’allenatore in prima fosse all’oscuro di tutto? E Conte in tutto questo cosa centra? Per Palazzi, poiché Conte non ha rapporti con gli zingari, né scommette né guadagna e dice ai suoi che “vincendo si sarebbe potuto superare l’Atalanta”, è punibile per non aver omesso(sempre come a Novara) ma non costituirebbe tutto ciò illecito. Come è arrivato allora Palazzi a formulare la richiesta di processo per Conte per non aver denunciato fatti riconducibili all’illecito sportivo stesso? V’incollo la motivazione ufficiale: “…la condotta tenuta dal tecnico – si legge nel deferimento – non lascia desumere con certezza l’apporto di un contributo causale idoneo e finalizzato all’alterazione della gara, efficiente rispetto all’accordo già raggiunto di cui Conte medesimo ha dato atto nel corso della riunione tecnica…”.

Conte, nel suo interrogatorio, ha smentito su tutta la linea le parole di Carobbio negando di aver parlato della partita Albinoleffe-Siena prima di Ascoli-Siena. Carobbio, passaggio importante da non tralasciare, è l’unico testimone ogni volta smentito da tutti. Anche se a sprazzi, quasi impossibile credergli.

Insomma la credibilità di Carobbio oltre ad essere minata da queste due partite prese in esame è evidente anche nelle partite Siena-Varese e Siena-Piacenza 2-3. Soprattutto nel confronto con la partita disputata contro il Varese è evidente la disparità di giudizio utilizzata con Conte e Mezzaroma, presidente del Siena prosciolto. Il pentito aveva riferito che un “personaggio non identificato vicino al Presidente Mezzaroma ” avrebbe detto a Carobbio e a Fernando Coppola di valutare la possibilità di perdere la partita”. Palazzi deferisce Pesoli e Gervasoni (che si sarebbero sentiti per valutare la disponibilità di Carrobbio a truccare il match anche se ricevettero una risposta di rifiuto) per illecito sportivo, Carrobbio per omessa denuncia. Palazzi cont9inua a non credere Carobbio ma a ritenerlo parte attiva nell’organizzazione delle combine e dunque “assolve” il presidente del Siena insieme all’ allenatore Antonio Conte che, si pensava, sarebbe stato raggiunto da un deferimento anche per questa partita. In questo modo salvo il presidente ed il Siena(che avrebbe rischiato la responsabilità diretta e la retrocessione) ma perché Carobbio non  avrebbe dovuto dire il vero? Perché ha mentito su tutto o quasi? Per acredine nei confronti del mister? Eppure, per gli inquirenti, Carobbio “non è stato mosso da alcun motivo di risentimento personale nei confronti del suo allenatore” ai tempi di Siena, nonostante qualcuno abbia potuto pensare all’ormai famosa “lite tra mogli”.

È evidente che l’obiettivo sia quello d’azzoppare Conte per rivalutare, ripeto, la posizione di credibilità di Carobbio. Purtroppo è risaputo quanto sia “rischioso” cadere tra le braghe della giustizia sportiva che ha metodi d’agire da “caccia alle streghe”. A cominciare dal “valore probatorio a prova di contraddizioni o smentite” delle accuse di Carobbio, passando per l’inversione dell’onere della prova che non esiste fino ad arrivare all’immediata esecutività della sentenze. Inutile scrollare la colpa ai tempi celeri da sostenere per garantire la regolarità dei campionati. È un tiro al bersaglio la giustizia sportiva. Trovato il capro espiatorio, tutto è in funzione(o non in funzione) dell’accusato che non dovrebbe essere neanche imputato essendoci già un reo confesso quale Carobbio al centro dell’attenzione. Non deve Bastare la frase di un pentito, o presunto tale, per rovinare la vita di una persona. Perché questa è la giustizia sportiva. Non è “sino a prova contraria” che si condannano le persone ma quando le prove ci sono, esistono, sono tangibili e riscontrabili. In questi giorni tutti i giornali si sono divertiti a scommettere(visto che siamo in tema) sulla pena che potrebbe subire Conte. Per il Corriere della Sera 6 mesi, per Repubblica 18 mesi, la Gazzetta addirittura ha parlato di 27 mesi. Mediaset 12 mesi, Radioradio 9; il Corriere dello Sport tra i 3 e 4 mesi. Insomma, qualcosa d’interessante di cui parlare in queste giornate di solleone. Ma il “criterio di continuazione” che si applica e non l’obbrobriosa “somma delle pene” farebbe pensare ad una squalifica di Conte che possa andare dai 6 ad un massimo di 12 mesi. Società e avv. Conte, De Renzis, s’incontreranno per decidere. Si punta a pochi mesi di squalifica con multa e riduzione della pena(patteggiamento) anche se, per alcuni, con i ricorsi si arriva alla stessa pena dei patteggiamenti. Il patteggiamento non è una pena congrua ma la rinuncia ad un diritto, quello della difesa. È questo il pensiero diffusosi in questi giorni tra i tifosi juventini del web nonostante la linea societaria possa essere quella, appunto, del patteggiamento per non incorrere in spiacevoli incidenti di percorso durante la stagione che sta per aprirsi e che rappresenta, per tutti noi, quella della riconferma e del ritorno in Champions. Inutile negare che con il patteggiamento si andrebbe ad intaccare persino l’integrità morale di una persona di sport come Conte, di un temperamento, una rigidità “dovuta” ed una “spinta motivazionale” fuori dal comune. Il processo comincia il 1Agosto. Le sentenze il 10, vigilia di Supercoppa. A tal proposito, sorge spontaneo un dubbio sul perché, in campo a Pechino, possano non scendere in campo deferiti “puniti” quali Conte, Bonucci e Pepe e deferiti “impuniti(o rimandati?) quali i giocatori del Napoli coinvolti nel calcioscommesse. Tra le comunicazioni della Procura federale, c’è la decisione di rinviare a settembre, ed aspettare il passaggio dell’estate, la valutazione delle posizioni di alcuni giocatori del Napoli (Gianello che ha tirato in ballo Cannavaro e Grava un poì come Masiello ha fatto con Bonucci e Pepe) che costituiscono un altro filone per motivi burocratici .

Per quanto riguarda Bonucci e Pepe, il primo è stato deferito per illecito ed il secondo per omessa denuncia ma entrambi coinvolti nella combine della gara Udinese-Bari 3-3 e menzionati da Andrea Masiello. La strada intrapresa da Bonucci non dovrebbe essere quella del patteggiamento che, comunque, gli avrebbe riservato in ogni caso uno sconto di pena minimo(da 3 a 2 anni). Pepe ancora non sa ma è quello, secondo me, meno “coraggioso” e con “meno dimestichezza”. Un cagnolino a confronto con la giustizia sportiva, ingiustamente tirato in mezzo quasi per caso per una Ferrari capitata in un discorso tra i due. Si tenga presente che Masiello è quello che, su 4 versioni, ne ha cambiate 5. Povero Bonucci, mi verrebbe da pensare, quando parlava del più e del meno con quel barzellettiere di Masiello.

Profilo Twitter: @eldavidinho

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