FISCHI PER (I) “FIASCHI”, E & UNO 0-0 DAI MILLE VOLTI.

FISCHI PER (I) “FIASCHI”, E & UNO 0-0 DAI MILLE VOLTI.

Partiamo dalla fine? No, partiamo dall’inizio… Parliamo di Chievo – Juventus & dintorni.. La partita di domenica, nascondeva molte insidie, alcune certezze, qualche conferma è un pò di interrogativi. Un mix, che negli anni passati, ci ha portato a ripetuti crolli.

Sono anni (nel dopo-farsopoli), che alla ripresa del campionato, che sia una sosta per le nazionali, che sia la sosta delle vacanze di Natale (beati loro che le fanno), che sia pure un semplice picnic, la Juventus, stecca la partita! Antonio (Conte), l’aveva detto… “non sbaglieremo l’approccio”, e così è stato. Però di “chiacchere”, in questi anni, ne abbiamo sentite tante, troppe. Quindi era lecito, avere dubbi.. Molte insidie, appunto.. 14 ragazzi, rientrati dalle proprie Nazionali, potevano essere stanchi e acciaccati. Squadra che vede molti (troppi, a mio avviso) elementi nuovi, pochi allenamenti in vista della trasferta, in quel di Verona, e (finalmente), un modo di stare in campo, fatto di pressing, possesso palla e schemi, tagli e inserimenti, ma che ha bisogno di stare insieme durante la settimana (pensavamo noi).

“Squadra che vince, non si cambia”, e Antonio, rispolvera il 4-2-3-1, o 4-1-4-1, o 4-3-3, o 4-5-1, chiamatelo come meglio credete, ma, rispolvera Bocucci e Barzagli, al centro della difesa, Chiellini (rinato) sulla sinistra, il “motorino svizzero” sulla destra ,il trio Marchisio, Pirlo, Vidal, a centrocampo, Pepe e Krasic, sugli esterni, e Vucinic, terminale offensivo, e (ovviamente) Buffon in porta. L’11 che ha asfaltato due settimane fa i Campioni d’Italia! Questo 11, o meglio, questo “schema”, secondo me è quello che meglio si addice alle caratteristiche della rosa bianconera, e che garantisce più equilibrio in ogni fase di gioco. Questa squadra, sta insieme da soli 3 mesi, eppure, i meccanismi son quasi perfettamente oliati, come giocassero insieme da anni! Insidie, quindi, “soffocate” dalle certezze, di una squadra che ha dato segnali importanti 15 giorni fà.. Oggi, si è vista una squadra autoritaria, in campo, che correva, pressava, e, che ha cercato il gol dal 1° al 94°+1 minuto. Poche sbavature dietro, un po imprecisa davanti, e (molto) arruffata sulla destra, ma sempre quadrata, e senza dar segnali di cedimento.

Arruffata a destra, si, ma ci arrivamo dopo, perchè merita un capitolo a se.

Mettiamo da parte, i “pregi & difetti”, i “si ma”, gli “eh ma”, gli “ecco, te l’avevo detto”.. Che ci piaccia o no (cit.), ricordiamoci bene, da dove veniamo, e quello che abbiamo detto (più o meno, tutti, o al limite, in tanti), fino a qualche mese fa, a “mercato chiuso”. Perchè, questa è la realtà!!

(1)Siamo (2) la (3) Juve, son 3 parole fini a se stesse, in questo momento.

Perchè quì, la gente, ha memoria corta.

Questa è una squadra, ed anche una società, che si era persa, e che, doveva ritrovarsi in tutto!!

Il cammino è lungo, ma, finalmente, son state messe le basi, per tornare a pensare, quello che la storia ci impone! E questo, lo penso dalla partita-folle di Catania!

Veniamo al dunque, visto che la partita l’abbiamo vista tutti, e poi, “siamo tutti cittì”.

Fischi per (i) “fiaschi”, o meglio per l’arruffato di sinistra. Milos Krasic.

IO, non risparmio mai critiche , chiunque esso sia. Non “ho sentimenti” (cit.), per nessun calciatore, e sono stato “innamorato” per motivi diversi, solo di Zizou, e Montero e Davids, e Pavel, nella mia “carriera di tifoso”.

Scirea, ero troppo piccolo, Platinì pure, Del Piero, è troppo scontato, e Boniek, non lo sopporto (tiè!!!). etc. etc. etc.

Milos, da 10 mesi a questa parte, non ne azzecca una. Fatica a rientrare. Quando deve venire incontro, scatta, e viceversa. Stringe quando dovrebbe fare il contrario e viceversa, tira quando deve passare (vedi Catania), e passa, quando dovrebbe “sfondare” vedi oggi. Insomma, stà sbagliando tutto quello che c’è da sbagliare.

Sono d’accordo, e sono il primo, e ripeto, il primo a dirlo!

Il mio pensiero, è che Milos, (ancora) non si adatti ad un gioco armonico, fatto di passaggi, sovrapposizioni, tagli e movimento senza palla. Però sono fortemente convinto che, Milos ha delle qualità che sono uniche in rosa, e per tanto, dev’essere messo in condizione di…

Milos è un giocatore velocissimo, che nello spazio, diventa devastante, con i suoi pregi e difetti, ma, capace di spaccare una difesa.

Domenica, quando è stato sostituito, ci sono stati molti fischi, da parte di chi dovrebbe sostenerlo (sempre). I fischi, non fanno altro che peggiorare la sua situazione! Non portano a nulla di buono. Il ragazzo, ci mette sempre tutto in campo! Corre e da l’anima! Suda e onora la maglia SEMPRE! e non merita i fischi. Non stiamo parlando ne di un giocatore che se ne frega, ne di uno che va a p*****e la notte, e ne di altro! Stiamo parlando di un ragazzo, che stà vivendo una situazione diversa dal calcio Russo, e diversa dal calcio di Del Neri “palla a Milos e speriamo che…”

Tantè, che la scorsa stagione, proprio in questo periodo, si diceva, che la juve era Krasic dipendente.

Se il ragazzo, continua a scendere in campo, è perchè Antonio ritiene che sia meritevole, per impegno ed anche perchè ha qualità che sono importanti! Se così non fosse, statene certi, con Conte, il campo, lo vedrebbe dalla tribuna!

Ora si parla di “panchina per Milos”… Panchina, che sà di bocciatura! Il mio pensiero, è che Milos, non meriti la “bocciatura”.. Anche se questo “cozza”, con quello che succede in campo.

Facciamo un passo indietro: Bonucci! Bonucci, è stato messo sul mercato l’estate scorsa, messo in panchina da Conte e fischiato (ingiustamente), non appena appoggiava un tacchetto sul campo. Complice l’involuzione (?) di Chiellini centrale, i problemi sulla sinistra difensiva (De Ceglie, Grosso), Leonardo è stato rimesso al centro della difesa titolare, dalla partita col Milan, spostando Chiellini sulla fascia! Risultato? Bonucci e Barzagli, formano una coppia ben assortita, Chiellini si è ritrovato, e la difesa è imbattuta (subiti solo 2 tiri in porta, in 180″).

Conte è stato bravo (e fortunato), Bonucci è tornato al centro del progetto (e personalmente, son convinto che è un’ottimo giocatore), e Chiellini, rinato sulla sinistra, son convinto, tornerà “Il Chiello” che tutti ricordiamo, anche da centrale.

(certo, ne per l’uno, ne per l’altro, stiamo parlando di “un Cannavaro” eh)

Ora per Conte, si alza il livello. Deve ritrovare il Krasic, di 12 mesi fa! Antonio è bravo, ed è anche fortunato. Un po di panchina, senza dar adito a bocciature, qualche situazione favorevole, per mettere Milos in campo e 2/3 spezzoni da 7 in pagella, con qualche assist è qualche gol. Ne son certo, a Bonucci e Chiellini, si aggiungerà presto anche Krasic! Perchè Milos, è un’alternativa importante, in questa squadra.. (e ve lo scrive uno, che non le manda certo a dire, e che s’infuria, davanti alla TV, o seduto (?) in tribuna).

Non difendiamo ad oltranza! Però (io per primo), BASTA FISCHI, perchè non c’è motivo per farlo!

Ora, molto è cambiato.

I mille volti (del titolo).

Quali?

Del Piero in panchina? Nessuno fiata

Unica punta? Nessuno fiata

Chiellini a sinista? Nessuno fiata

Storari 0 minuti? Nessuno fiata

Quagliarella in tribuna? Nessuno fiata

E poi c’è Andrea, che con calciopoli…..

E poi Blanc se n’è andato e non ritorna più…

E poi c’è l’interista chiaccherone, salvo con la prescrizione…

Insomma: se da Torino nessuno fiata, e nessuna polemica, dalle tribune, e dalle tastiere, nessuno fischi! Perchè “nessuno” è il motivo.

Antonio, pensaci tù!

PS. Scusate il ritardo

 

Andrea Zito

Questa Juve con due uomini in meno…

Chievo – Juventus era una partita da vincere assolutamente e non si è vinto.
Non siamo nuovi a questo, è capitato già in un altro paio di occasioni di perdere l’attimo.
Conte a fine partita si è detto contento dell’approccio che ha avuto la sua squadra e su questo nulla da eccepire, meno quando ha lasciato intendere che è contento di come ha giocato la squadra. La squadra ha giocato per vincere, ma non ha giocato bene.
Mi pare assodato che abbiamo difficoltà con squadre che si chiudono e ripartano, e il modulo a una punta non aiuta a scardinare le difese di questo tipo di squadre. Come mi pare assodato che abbiamo difficoltà con squadre che marcano a uomo Pirlo, l’unico in questo momento dotato di fantasia in un gruppo (quello in campo) che ne ha veramente poca, anche se ha grande grinta e dinamismo.
Vucinic per ora ci ha fatto vedere belle intenzioni ma ha sparato quasi solo a salve.
Tutte queste considerazioni già note ai più rientrano nella normale maturazione di una squadra che è nata da poco ed è figlia di quelle squadre bruttissime e incomplete che son state le Juventus degli ultimi anni (soprattutto degli ultimi due).
Niente di trascendentale o che Conte non sappia già. Con alcune squadre bisognerà tornare alle due punte e presto occorrerà cercare un alternativa di gioco a Pirlo. L’ingresso di una punta al fianco di Vucinic è facile prevederlo già dalla prossima partita, mentre la ricerca spasmodica del gioco sulle fasce che in verità latita ancora molto, è il segno che Conte sa già dove intervenire.
E’ difficile accettare a cuor leggero che quelli di Verona son altri due punti persi e l’ennesima occasione sprecata ma purtroppo la situazione è questa e non si può pensare che il tutto si potesse risolvere in sei partite o dopo una bella vittoria contro il Milan.
Quello che è mancato tanto a Verona, è che la Juventus ha giocato con due uomini in meno. C’è un caso Krasic abbastanza evidente e non credo si possa accusare Conte di non avergli dato delle opportunità , ma non si può nemmeno scendere in campo undici contro dieci per scelta tecnica.
Mi auguro che Conte riesca a trovare le parole giuste per farlo sedere in panchina sereno e per farlo lavorare in settimana perché il giocatore va assolutamente recuperato pero’ in campo è giusto che ci vada chi è più pronto.
L’altro uomo in meno purtroppo Conte lo può trovare solo in casa perché a mio parere è lo Juventus Stadium. La Juve attuale ci mette cuore e grinta ma in trasferta ha vinto risicato contro il Siena, pareggiato con Catania e Chievo e in tutte e tre le partite ha trovato delle difficoltà enormi, e questo nonostante l’approccio giusto di cui parla Conte.
Questo sarà un grosso problema per il futuro prossimo.
In attesa che questa Juve cresca, aspettiamoci due Juventus una da casa e una da trasferta.
In attesa che questa Juve cresca, prepariamoci a dare una grossa mano ai nostri ragazzi all’interno della nostra casa .
Lo Juventus Stadium.

Alessandro Magno per Juvemania.it

L’ingrediente giusto.

“L’anno prossimo ripartiremo pensando a questa stagione, che sarà assolutamente da non ripetere. Gli errori commessi ci torneranno utili. Dovremo metterci più entusiasmo, più cattiveria e più cuore”. Queste parole le ha pronunciate Alessandro Del Piero al termine di Juve-Napoli dello scorso anno, presentandosi ai microfoni nel post partita al posto del mister Delneri, licenziato durante la settimana che avrebbe portato all’ultimo ed insignificante match di campionato proprio contro il Napoli. Ma in quella intervista a colpire furono, più che le parole di circostanza e assolutamente inopportune seppur rituali, lo sguardo afflitto ma consapevole. Consapevole di aver appena concluso un’altra stagione storicamente disastrosa.

Alla fine di quel campionato, erano più fatti gli juventini che la Juve. Quest’ultima, era da rifondare da zero ancora una volta. Gli juventini, invece, si stavano riformando mentalmente (e ciò, non mi scorderò mai di dirlo, anche grazie alla lotta sul web di Calciopoli) e temprando nello spirito. Ma il dubbio che ci si poneva rimase e continuerà a rimanere: bisogna rifare, dopo il 2006, prima la Juve o gli juventini?

E rifondazione, comunque, è stata, in fin dei conti, perché Conte ha preteso, come i suoi predecessori, tanti acquisti, mirati, ma questa volta mirati in maniera diversa, in un altro senso. Ha fatto storie per avere gli esterni che più gli garbassero e non esterni nel solo senso tecnico della parola. I ‘suoi’ esterni avrebbero dovuto avere qualcosa in più degli altri. Compagni di squadra ed esterni altrui.

Vincere subito o costruire una squadra vincente nel futuro? Comprare giovani promesse ora facendone un giusto mix con un piccolo gruppo di senatori oppure acquistare giocatori già affermati ed abituati a vincere? È questo il dilemma che affligge ormai da anni tutto l’ambiente juventino e che lo perseguita come una maledizione, a partire dai tifosi, a finire con gli stessi dirigenti. In questi anni di tentativi se ne sono fatti tanti: Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Delneri sono stati buoni allenatori ma non di altissimo livello, responsabili di squadre costruite con l’intento di vincere (o per lo meno di seguire un progetto vincente) per rivelarsi poi compagini deboli mentalmente, deleterie tecnicamente o inadeguate tatticamente. Basti pensare alla Juve brasiliana che si voleva costuire con Ferrara (disorganizzata e presuntuosa) oppure alla Juve ‘operaia’ che si è voluta affidare a Delneri (troppo al di sotto delle aspettative che ruotano intorno alla Juve). Le colpe vanno spartite come ovvio ma bisogna fare una netta distinzione tra un progetto a breve termine ed uno a medio-lungo termine: in questi anni si è avuta la sensazione che si volesse costruire una squadra per il futuro (dando uno sguardo al bilancio e al fair-play finanziario) ma, con essa, annessi gli stessi obiettivi di tentar di vincere. Subito. Non si è voluto tener conto delle reali potenzialità delle Juve che hanno dovuto sopportare un fardello più grosso di loro. Si è chiesto a giocatori mediocri di vincere con la sola scusa che in squadra ci fossero ancora giocatori abituati a farlo (per poi cedere anche buona parte di loro nella scorsa finestra estiva).

È stato ingaggiato Conte, un allenatore al pari dei suoi predecessori, forse con un pizzico in più di carisma; quel carisma al quale tutti noi ci appelliamo e nel quale riponiamo, oramai, tutte le nostre speranze. Ma bastera? Conte è l’allenatore giusto che porta alla vittoria con il suo carisma giocatori affermati oppure è un allenatore che fa del carisma la sua arma migliore perché i veri allenatori sono quelli tatticamente intelligenti e ‘cattivi’?

Di esempi ne vorrei citare due: Capello ai tempi della Juve e il trio Schuster – Juande Ramos – Pellegrini ai tempi del Real. Il primo era un allenatore affermato con giocatori affermati, acquistati per vincere immediatamente: Vieira, Ibra, Emerson. I tre erano allenatori bravi ma non ancora affermati ad alti livelli che hanno allenato giocatori come Raul, Casillas, C. Ronaldo.

Un altro esempio è quello di Lippi, allenatore che all’epoca della sua Juve non era ancora affermato proprio come la squadra che allenava ma che riuscì a creare un giusto mix.

Serve una bella dose di autostima a questa squadra purchè non diventi arroganza. Non possiamo permettercela in questo momento. Soprattutto, non bisogna fare errori tattici ma avere idee chiare. Delneri ha perso per questo, non proprio per altro. Lo spogliatoio era dalla sua ma ha avuto paura di utilizzare i propri uomini nei momenti decisivi. Si è dimostrato troppo integralista pur tentando di smuovere il suo 4-4-2 nelle ultime uscite. Troppo tardi.

Sempre nelle ultime interviste concesse, ricorderete che qualche sassolino il tecnico di Aquileia ha tentato di toglierselo: “Rifarei tutto, non ho colpe…Nessuno può insegnarmi calcio…l’organico era quello che era” oppure  “Brutta annata? Forse si pretendeva troppo”. Vado all’Atalanta? No, alle Maldive. È difficile vincere subito e cambiare molto, le due cose non sono abbinabili almeno qui alla Juve» Lo stesso Chiellini ha ammesso che “non siamo mai stati una squadra” nonostante lo spogliatoio fosse sempre stato unito a favore del tecnico. Evidentemente, il gruppo era unito e si piaceva  caratterialmente ma, in campo, i valori non erano gli stessi. Troppo al di sotto della media per incollare pezzi di squadra troppo diversi tra loro.

Non so più come giudicare le conferenze dei neo allenatori della Juve perchè sino ad oggi hanno fallito tutti
pur facendo conferenze decenti. A parte Ranieri. Conte è sembrato visibilmente emozionato nella conferenza di presentazione, è stato pacato e ha giusto “intrattenuto” i giornalisti prendendoli in giro come ormai si usa fare davanti ai microfoni. Dalle sue parole non è trapelato quasi nulla.

Bando alle ciance è inutile chiedere di stare zitti e lavorare, piuttosto chiediamo solo di portarci ad una compattezza di gruppo che il resto poi viene da sè! Che sia subito pronto per vincere o che non lo sia questo non importa, se c’è compattezza, la vittoria arriva sicura sia per il gruppo esperto, sia per quello meno esperto, inaspettatamente invece che abitualmente, ma arriva anche per loro.

Chissà cosa starà pensando Conte in questo momento: hanno chiamato ad allenare me perché ho vinto tutto con questa maglia e devo abituare questi giocatori a farlo oppure, pure io come loro, sono una scommessa come allenatore e insieme a questi giocatori dobbiamo insorgere dall’anonimato?

Di certo Conte non ha atteso per chiarire la situazione, lo ha fatto coi fatti: l’attuale primato in classifica, il gioco attraverso il quale siamo arrivati ai primi ottimi risultati ed il potenziale ancora inespresso di alcuni giocatori che potrebbero tornare utili nel corso della stagione o nei momenti di difficoltà attesta che la squadra è stata costruita ancora una volta in prospettiva futura, ma con una mentalità differente. Più qualità che quantità.

17 tiri a due. Questo il resoconto di Juve-Milan ma la grande squadra non fa tutti quei tiri per segnare. Non voglio guastare la festa ma non siamo ancora belli e cresciuti. Il gol doveva arrivare nel primo tempo a tutti i costi e non è arrivato. Giaccherini che crea, così come Pepe, Vucinic, Pirlo, Vidal, Marchisio… ad un tratto si piacevano contro il Milan, si sentivano belli e hanno preferito non segnare nel primo tempo. Sbagliatissimo. È l’unica critica da fare a questa squadra, per ora.

Marchisio che se la rideva, dopo il secondo gol, sapeva di beffa. Veramente. Ed ha fatto bene a prenderla a ridere, significa che era consapevole di averla fatta grossa. Quando scalfisci per 80 minuti una squadra e segni al 92esimo la definitiva resa, la risata è l’esultanza migliore. È liberatoria, più di quella con rabbia e soddisfazione. Fa bene ridere.

Un altro, invece, ha pianto. Con Ibra, l’ultimo in ordine di tempo ad aver ammesso la nostra superiorità, il quadro è completo. Questa partita ha fatto fare persino una riflessione un po’ malinconica, a Ibra, sul suo futuro. Top. Se la Juve fa questo effetto ora che non è tornata ancora la Juve, chissà in futuro che potere torneremo ad avere. Oltre che sul campo, nella testa dei calciatori avversari.

E ora il Chievo, nella città del pandoro e della squadra simpatica del campionato per i molti anni di militanza ma sempre insidiosa e rognosa d’affrontare nel “campo di patate” del Bentegodi. Lì ci abbiamo lasciato spesso la pelle o qualche punto in classifica pesante come un macigno. Torna Del Piero, sperando che segni ancora di punizione. Come tre anni fa. All’epoca noi eravamo come il campo ma c’era Del Piero che rendeva tutto più bello.

eldavidinho94

 

Giovinco e la storia della discriminazione Juventina.

Questa mattina apro il giornale e come capita spesso trovo la solita intervista di Seba Giovinco, in cui parla male della Juventus. Ormai è una consuetudine, ogni volta che va in Nazionale viene fuori questa storia. Le dichiarazioni di quest’oggi sono grosso modo: “Sono arrabbiato con la Juve perché qualcuno li non ha creduto in me”. Non so voi ma io di queste dichiarazioni ne ho piene le scatole. Oggi voglio scrivere di Giovinco per chiarire un poco a chi non è della provincia di Torino (come lo siamo io e Giovinco) come è quanto deve Giovinco alla FC Juventus.
Partiamo da questa premessa: ritengo Giovinco un buonissimo giocatore, non un fenomeno ma sicuramente un buonissimo giocatore. Un giocatore che sicuramente nella Juve di Conte ci potrebbe stare bene. Ritengo anche che la Juventus in questi anni non abbia preso giocatori tanto più forti di Giovinco e l’ho scritto proprio quando hanno preso Elia. Ma questa è una nota di demerito della Juventus non è certo la certificazione che in giro giocatori meglio di Giovinco non ce ne siano. Se avessimo preso Aguero o Rossi non credo che qualcuno oggi avrebbe rimpianto Seba. Lo stesso Quagliarella  (a posto) a parere mio è più forte di Giovinco e lo dicono le statistiche dei gol realizzati. Concludo la premessa aggiungendo che è anche vero che Marotta con la cessione in comproprietà di questo giocatore al il Parma ha commesso un grosso errore di cifre, e dico questo perché la metà del cartellino è stata praticamente regalata al club emiliano. Mi pare di aver detto tutto. Ora veniamo alla (molto) presunta discriminazione che Giovinco avrebbe subito.
Innanzitutto Giovinco ha avuto la fortuna di fare quasi tutte le giovanili nella Juventus. Non è da tutti. Sicuramente aveva delle doti fuori dal comune, ma se pensate che sia stato l’unico bambino bravo che ha giocato nelle giovanili della Juve vi sbagliate di grosso. Qui a Torino arrivano ragazzi da tutta Italia e vi assicuro che hanno tutti doti fuori dal comune. Giovinco non solo è stato cresciuto nelle giovanili della Juve, è stato amato, coccolato, vezzeggiato e pure viziato. Chi è di Torino sa benissimo che si parlava di Giovinco già quando aveva 16-17 anni. La Juventus gli ha fatto il primo contratto da professionista e lo ha dato in prestito poi all’Empoli, facendogli giocare il campionato di serie A a 19 anni. Grazie alla sua bravura è al fatto di giocare nella Juventus, Giovinco ha potuto frequentare tutte la Nazionali fin dalla Under16. Grazie alla Juventus è potuto rientrare alla casa madre e giocarsi le sue opportunità in prima squadra, cosa che non capita a moltissimi del settore giovanile. La Juventus dopo qualche tempo gli ha rinnovato il contratto portandolo a un milione di euro l’anno rendendolo oltretutto un giovane ragazzo ricco. Non sono informatissimo sul contratto che la Juve ha stipulato con il Parma, ma non mi stupirei se parte di quei soldi il Signor Giovinco li percepisce ancora dalla Juventus. Grazie alla Juventus, Giovinco ha esordito nella Under 21 diventandone anche un punto fermo. Grazie alla Juve, Giovinco è stato ceduto in prestito (e ora in comproprietà)  al Parma, squadra di seria A e non al Caltagirone o al Canicattì, e grazie al Parma, dove appunto lo ha mandato la Juventus , ha potuto rilanciarsi e arrivare anche alla Nazionale. Tra l’altro è certo che la nuova Juventus di Conte lo rivolesse indietro quest’anno per dargli la seconda opportunità – cosa che nella storia della Juventus è capitata a pochissimi giocatori – ma un po’ per qualche problema fra le società e un po’  per la sua poca voglia di ritornare e rimettersi in gioco, questo non è potuto avvenire.
In definitiva tutto quello che Giovinco ha fatto e\o vinto è stato fatto con la Juventus, eccetto l’approdo in Nazionale maggiore che è avvenuto con il Parma.
Con cosa è stata ripagata la Juventus di tutto questo investimento verso questo ragazzo?

34 presenze e 3 gol .

Ripeto per chi non avesse capito, 34 presenze in maglia bianconera e soli 3 gol ( e in verità anche una manciata di assist) per un ragazzo su cui la Juventus ci lavorava da 6-7 anni?
Altro che lamentarsi, Giovinco ci sarebbe da chiedergli i danni.
Mi sbaglierò, ma a parere mio è più Giovinco che deve alla Juve di quanto la Juve debba a Giovinco.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Meglio guardarsi le spalle che guardare avanti, vero Bergamo?

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati quest’estate: Agnelli convoca una conferenza stampa a sorpresa, piuttosto anonima ma molto attesa da tutti: l’oggetto sono sempre loro, gli scudi vacanti che da qualche anno vagano in acque torpide neroazzurre lontane dalla casa madre. Ricapitolando, al termine della conferenza nella quale Agnelli si è portato appresso una schiera di avvocati e legali pronti a difendere la Juve, ha annunciato ricorso al Tnas (Tribunale nazionale arbitrato per lo sport) per ottenere l’illegittimità delle decisioni del CF e per avere un risarcimento economico, ha inoltrato l’istanza al Procuratore Regionale del Lazio presso la Corte dei Conti per valutare l’illegittimità degli atti della Federazione, sul piano erariale, per un’altra richiesta di danni economici; ha inoltre presentato esposti al Prefetto di Roma, al Ministero dell’Interno, al Delegato sul Controllo per la Gestione presso il Coni e all’Executive Commitee dell’Uefa. Agosto è stato, a scapito delle calde e afose condizioni climatiche, un mese freddo, tipo la guerra: un mese di studio e di riflessione, lontano dall’ospitare udienze in tribunale ma molto vicino a microfoni e strategie degli imputati perché sia la Juve che Moggi hanno elaborato un’ accurata serie di mosse da mettere in atto durante l’inverno. Quelle della Juve le ho già elencate, quelle di Moggi, invece, partono con il solito pallino fisso: la radiazione non avvenuta e chissà se mai avverrà, di Preziosi. Gli avv. Flavia Tortorella e Maurilio Prioreschi hanno inviato un’altra richiesta, nella speranza che sia l’ultima, al tribunale del Tnas per cercare di chiarire una volta per tutte questo giallo meschino. La partita continua con un altro acerrimo rivale di questi anni, autore di mille battaglie, il Tenente coll. Auricchio che vedrà recapitarsi da Moggi una denuncia al termine del Processo di Napoli. Dulcis in fundo, la battaglia di Moggi sarà colmata dal solito sbobinamento d’intercettazioni sino ad oggi ignote.

Torniamo alla Juve e al suo ricorso al Tnas, il primo step di un lungo percorso. Già mesi fa era nell’aria la notizia che l’Inter si sarebbe costituita come parte nell’arbitrato chiesto dalla Juventus e non sarebbe venuta da sole al processo ma in dolce compagnia della Federcalcio, inseparabile coniuge, con la motivazione comune di dichiarare “eccezioni di incompetenza presumibilmente orientate(Inter e Figc) a considerare l’Alta Corte di Giustizia del Coni come l’approdo naturale della controversia in corso.”  Eccezionalità di competenza che ormai va di moda se si pensa che solo pochi mesi fa proprio il CF si dichiarò incompetente sulla richiesta della Juve e incompetenza che, pochi giorni dopo, ha utilizzato anche lo stesso Tnas per respingere le pretese della Juve dopo essersi dichiarato, in un primo momento, tramite il presidente del tribunale De Roberto, favorevole ad accogliere le motivazioni della Juve. Voltagabbana. Questo è stato il pretesto, per Agnelli, di lasciare definitivamente la giustizia sportiva ed accasarsi a quella penale, precisamente all’Alta Corte: passo più volte dichiarato ed ostentato ed ora intrapreso realmente.

Non è stato un bel mese di Settembre per l’Inter che, andata in confusione con Gasperini, è stata chiamata in causa ancora una volta dalla Juve ma questa volta per una denuncia presentata il 2 Settembre all’Uefa di Platini che ha fatto partire un’indagine molto simile a quella scattata in Turchia per il Fenerbache: sotto l’occhio degli investigatori, naturalmente, le ultime intercettazioni della “Calciopoli 2” ed i comportamenti poco limpidi dell’Inter pre e post Farsopoli.

Platini, da quando è presidente dell’Uefa, ha riservato gioie e dolori ai tifosi bianconeri assicurandosi, dalla società, la parola d’onore sull’attuazione del tanto pubblicizzato “fair-play finanziario”, un’arma a doppio taglio se solo alcune società dovessero rispettarlo. La Juve è stata costretta ma si sarebbe aspettata anche più riconoscenza da “Le Roi”. In una delle ultime interviste rilasciate, poteva risparmiarsi la battuta sull’esposto che la Juve ha presentato all’Uefa riguardo alla questione dello scudetto 2006.  “ESPOSTO? Se Andrea (Agnelli, ndr) mi ha mandato un esposto, beh, avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Fifa e Uefa diranno una parola sulle questioni interne: non abbiamo niente da dire né da fare . Non che scudetto 2006 e Fair Play abbiano qualcosa in comune ma rispetto, discrezione ed un minimo di riconoscenza sarebbero state il minimo sindacale che Platini potesse dimostrare davanti ai microfoni nei confronti di una squadra che l’ha reso IL MIGLIORE AL MONDO e continua a sostenerlo, nel lavoro attuale, come un cane fa adoratamente col suo padrone. In fondo, se la Juve fosse stata ancora quella del pre-Calciopoli dubito che oggi si sarebbe messa a seguire in modo così adulatorio la confusa decisione dell’Uefa, poco credibile e molto nelta nel suo intento di salvare il calcio dal male economico.

Eppure, il sarcasmo delle parole pronunciate da Platini non hanno avuto un effettivo riscontro dal momento che l’Uefa ha mandato comunque una lettera via fax il 30 settembre in cui ufficializza chiede all’Inter con quali modalità si è deciso di arrivare alla non-competenza del 18 Luglio appena trascorso e con che criterio, allora, fu assegnato lo scudetto 2006. Tanto immobile, la Uefa, non è rimasta a quanto pare. Il prossimo 19 ottobre è la fatidica data di consegna delle motivazioni-Inter. Non molti i giorni per spiegare cosa è successo in questi 5 anni e soprattutto in quei 3 mesi Bollenti del 2006.

In questo connubio tra Inter e Figc, naturalmente, a prendere la parola è stato Abete che ha parlato di “atto dovuto” da parte della Uefa cercando di nascondere la preoccupazione per la pressione derivante persino da un organo calcistico di potere non italiano, consapevole che questa vicenda si sta espandendo a macchia d’olio, senza alcun controllo, in zone troppo pericolose. Platini ha comunque dimostrato di essere interessato a questa questione, soprattutto per l’aspetto riguardante la Champions che l’Inter sta disputando e che potrebbe mettere a serio rischio se solo fossero confermati dei comportamenti “poco limpidi” come accaduto per il Fenerbahce.

La prima udienza di Settembre del processo di Napoli è partita con un colpo di scena: Penta, consulente di Moggi, ha rivelato gli strafalcioni del maresciallo Di Laroni ovvero una serie di telefonate ritenute rilevanti ai fini della vicenda, appuntate, a seconda della gravità, con due o tre BAFFI ROSSI e segnalate ai Carabinieri. Alcune partite analizzate sotto la lente da Di Laroni sono state la famosa Inter-Samp 3-2 diretta da Bertini, Messina-Milan 1-4 con ancora Berini arbitro, Reggina-Milan 1-1 arbitro Racalbuto, Parma – Milan 1-1 Pieri. Ecco, ognuna di queste partite presenta delle inesattezze che sarebbero, secondo l’accusa, a favore della Juve e della Cupola ma in tutte queste partite sia Milan che Inter vincono con una grande differenza reti. Tra l’altro, la partita in questione tra Inter-Samp è quella preceduta da una telefonata tra Facchetti e l’arbitro Bertini nella quale Facchetti raccomanda a Bertini di fare 5-4-4, ovvero  di vincere per portare a 5 lo score delle vittorie con l’arbitro designato. Non dimentichiamo un’altra intercettazione uscita negli ultimi giorni con protagonisti gli ex designatori Bergamo e Pairetto che parlano dopo un Juve-Milan del 18/12/2004. L’intercettazione è del 19/12/2004 ore 14:52. È stato appurato che le intercettazioni con i baffi rossi sono centinaia, volendo tutte sbobinabili e nessuna di queste presa in considerazione dai carabinieri. Ma il punto è un altro: queste telefonate segnate come GRAVI con 3 baffi rossi all’epoca erano sparite. E solo ora Moggi le ha ritrovate. La cosa grave è questa, non il resto! A chiarire un po’ la situazione ci ha pensato Narducci, il grande ex del tribunale di Napoli ora assessore sempre della stessa città gestita da De Magistris che, il 13 Settembre scorso, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport ritornando sull’argomento Calciopoli che tanto lo ha tenuto impegnato in questi anni: riguardo alle intercettazioni dell’Inter, mai spuntate fuori nel processo del 2006 ma “rispolverate” dalla difesa di Moggi, Penta&Co., nonostante Penta abbia continuato a sostenere che tutto il materiale in suo possesso fu consegnato alla Figc, Narducci controbatte  sottolineando che la Federcalcio non ha mai ricevuto “quelle altre” telefonate”, che consegnarono tutta la documentazione a Rossi e Borrelli e che tornarono a concentrarsi sulla loro indagine. Quindi, le intercettazioni devono essere state manomesse o selezionate prima: chi può averlo fatto?

In questi giorni, restando sempre in tema di telefonate che paiono non finire mai (ed alcuni tifosi interisti ce ne fanno anche una colpa per il tempismo col quale le presentiamo in tribunale, ovvero durante la fase della “discussione finale” invece che in quella “dibattimentale” –ma io dico, che colpa ne abbiamo se anche Facchetti chiamava così tanto?-) Moggi e il suo legale Penta ne hanno sbobinate altre veramente compromettenti, tutte riguardanti quell’ Inter-Juve 2-2 arbitrata da Rodomonti. Già nei mesi scorsi abbiamo ascoltato varie intercettazioni trattanti tutte questo match come quelle tra Mazzini e un organo della Figc, Facchetti e Mazzei nella quale Facchetti si preoccupa che venga sorteggiato l’arbitro giusto, Collina e Bergamo che parlano della prestazione dell’arbitro e del “rosso” su Toldo che c’era tutto secondo Collina, Facchetti e Bergamo, Carraro e Bergamo con Carraro che spera che non vengano commessi errori a favore della Juve (e qui ci sarebbe da discutere sulle interpretazioni dell’intercettazione in questione che nuovi avvocati neroazzurri stanno divulgando sul web, su un loro personalissimo blog –e questo è un grosso passo avanti- ispirati dalla serietà del lavoro del blog di Antonio Corsa, probabilmente loro mentore)

Le ultime uscite, quelle tra Bergamo-Rodomonti e Bergamo-Fazi, però, hanno qualcosa di speciale. Sono intercettazioni capaci di unire il filo di tutto il discorso che alterò l’esito di quella gara. Parliamo, purtroppo, sempre di Inter-Juve. Vi riassumo in breve ciò che Antonio Corsa è stato capace di spiegare benissimo in un suo articolo sul blog dell’uccellino, giusto per non lasciare niente al caso. Nella chiamata che fa Bergamo a Rodomonti si sente come Bergamo si preoccupi perchè Rodomonti non sbagli in favore della Juve avendo ricevuto pressioni da Facchetti il giovedì precedente, giorno adibito al sorteggio degli arbitri domenicali. Basti ricordare che Facchetti già sapeva, prima del sorteggio, i guardalinee della partita e gli arbitri presenti in griglia da sorteggiare in sede. Bergamo subì pressioni anche dallo stesso Carraro che, per non scatenare le ire di Moratti e Facchetti, cercò di rassicurarsi dal designatore che l’arbitro non sbagliasse, o almeno non facesse errori, contro L’inter. E che nel dubbio, avrebbe dovuto favorire l’Inter, la squadra più dietro di 15 punti. Ecco, per mettere in chiaro che significato avesse  questo scambio di battute:

Carraro: “(Incomprensibile) deve fare la partita correttamente, ma che non faccia errori per carità a favore della Juventus perchè sennò sarebbe un disastro”.
Bergamo: “Sì”.

Bisogna tornare indietro all’intercettazione tra Facchetti e Bergamo, di soli pochi giorni prima appunto, e non lasciarsi andare a facili conclusioni come quelle tratte dagli esperti avvocati-web interisti:

Facchetti: “Senti, per domenica allora?”.                                                                                                                     Bergamo: “Ma tutti internazionali, Giacinto, così perlomeno non c’è discussione…perché c’è dentro…Collina, Paparesta, Bertini e c’è dentro Rodomonti”.                                                                                  Facchetti: “Con Bertini abbiamo avuto qualche problemino anche l’anno scorso là a Torino. Anche altre partite abbiamo avuto qualche problema con Bertini…”.                                                                                                             Bergamo: “Semmai, sfortunatamente fosse così (dovesse essere sorteggiato Bertini, ndr), ci parlo, perché anzi, semmai è meglio, ti devo dire, capito?…”.

Non ci sono telefonate in cui i designatori facciano o provino a fare pressione su un arbitro per favorire la Juve, questo dimostra come la cupola sia stata interpretata in modo scorretto, anzi “contrario” visto che se un arbitro avesse sfavorito la Juve sarebbe stato lontano da molto tempo dai campi e invece Rodomonti è l’esempio palese di come molti arbitri abbiano continuano a rimanere in orbita internazionale arbitrando molti big math: una cerchia ristretta di “favoriti” e “corrotti”, o meglio, addestrati a dovere.

È evidente che l’avv. ssa Elena Nittoli sia l’ultimo monito vivente al quale aggrapparsi per gli interisti. è giusto che sia così, che anche loro tentino di difendersi dagli attacchi che stiamo sferrando ora noi a loro. In guerra non interessa chi ha ragione e chi ha torto, chi lotta per e chi lotta contro… Si combatte alla pari. Adesso, sul web, con gli avvocati e le an. tattiche ma con l’unica differenza che noi, la nostra battaglia, l’abbiamo cominciata molto prima di loro e non a priori contro di loro. I diversamente onesti, prescritti e tarchiati a vita con questo nomignolo. Per cosa poi?

Un’ultima postilla: Il serio lavoro di tante persone che ci mettono tutta la loro professionalità per riportare a galla la verità viene bistrattato e calpestato dall’indifferenza di certa gente che della verità non se ne fa proprio nulla e non rispetta la volontà degli altri di volerla a tutti i costi. In realtà la verità non dovrebbe essere un optional ma un serio dovere del cittadino di pretenderla. Solo a volte le bugie fanno bene ma non in questi caso. Se l’incolumità di questo paese è in mano a gente come Rossi, Montezemolo, Nicoletti, Auricchio, Gualtieri, Pandolfi, Narducci, Moratti , Nicolai, Platini, Abete il futuro è già presente perchè non c’è. I tribunali, poi, ci mettono sempre il loro con questi rinvii ed attese snervanti e incomprensibili: se anche il presidente del collegio del Tnas la lasciato l’incarico, ufficialmente per motivi personali, significa che il senso di responsabilità di questo paese è pari allo zero, come i punti in classifica dell’Inter qualche settimana fa. L’unico dialogo che si può impostare con loro è quello da stadio, fatto d’insulti e urla. Lo stadio nuovo aiuta tanto in questo senso.

eldavidinho94

Intervista a Domenico Laudadio

 

Oggi intervistiamo per il Blog di Alessandro Magno, Domenico Laudadio tifoso Juventino conosciuto soprattutto per essere il creatore della ‘’Sala della Memoria Heysel’’ un vero museo virtuale e multimediale sulla tragedia che il 29 maggio 1985 si verificò allo stadio Heysel in occasione della finale di Coppa dei Campioni fra Liverpool e Juventus.

 

Prima di chiederti notizie sulle cose a te più congeniali facciamo una piccola presentazione. Chi è Domenico Laudadio?

Non è facile rispondere seriamente a questa domanda, soprattutto se hai già 47 anni ed il primo tempo della vita alle spalle. Facciamo così: un uomo  sensibilmente creativo, di professione libraio, con un decennio di teatro amatoriale alle spalle, come autore, regista e attore, padre di un meraviglioso cucciolo. La parte oscura la lasciamo all’oscuro…

Ti interessi ancora, oggi, alle partite, al calcio giocato, alla Juventus che scende in campo la domenica ?

Certamente, ma con moltissimo più disincanto per i suoi protagonisti. Questa generazione di calciatori è lontana dalle Juventus e dagli uomini che mi hanno cresciuto… Mi è rimasto il batticuore quando vedo la maglia esposta in un negozio, quando sento gli inni e leggo le poesie che la riguardano o rivedo i vecchi filmati di repertorio. L’emozione più grande resta sempre quella del goal abbracciando forte mio figlio che mi cerca puntualmente e mi butta le braccia al collo appena mi sente esultare.

Cosa ne pensi della attuale squadra guidata da Conte e di Conte medesimo ?

Una scelta “politica” di Andrea Agnelli, ma condivisibile.  Conte è un allenatore giusto per la Juventus in questo momento storico. Perchè senza il recupero della mentalità juventina non si può diventare una grande squadra neanche acquistando i grandi giocatori. Farà benissimo, perchè ha il crisma della Signora sul cuore… L’ho amato molto da giocatore. Da allenatore ha vinto in serie B due campionati e non è affatto semplice, da sempre. Ha idee, gioco, e sta dimostrando anche una discreta duttilità sugli schemi. Certo, la squadra è una incompiuta… Bisognerà lavorare molto tatticamente, ma soprattutto sulla testa dei giocatori. Bisogna innestare in futuro altri tre o quattro giocatori di spessore internazionale superiore. Nella mediocrità di fondo del campionato nazionale e senza le coppe la Juventus potrebbe anche lottare per lo scudetto. Purtroppo, penso che la difesa così sguarnita ed insicura ci costerà carissima fino a Gennaio. E’ il tallone d’Achille della squadra. Ci vogliono subito due grandi difensori centrali per ritornare competitivi ai massimi livelli e Chiellini deve tornare alle sue origini tattiche…

Sei venuto al nuovo Stadio, conti di venirci ? Che te ne pare ?

E’ una vera meraviglia, davvero. Commovente la cerimonia d’inaugurazione. Indimenticabile. Balich ha fatto un capolavoro, pur in qualche fraseggio della manifestazione rasentando l’ermetismo a scanso della retorica nella rappresentazione dei simboli.  In primavera conto di fare un salto su a vederlo. A Torino ho tanti amici…

Siamo pronti in Italia per gli stadi senza barriere ?

Assolutamente no, ma tu dimmi in cosa siamo veramente pronti in Italia ?  Viviamo una situazione economica, ma soprattutto sociale e politica deleteria. Non mi è più tanto difficile essere d’accordo con la parte sana degli ultras. Abbiamo bisogno di esempi, non di prediche. E da chi, poi ?  Quella ipocrita tessera del tifoso, per carità… Viviamo uno dei periodi etici più squallidi della società civile di questo meraviglioso paese. Ed il mio è un discorso politico a 360°… Non partitico.  Viene in mente quella canzone di Franco Battiato: “Povera patria ! Schiacciata dagli abusi del potere… Di gente infame, che non sa cos’è il pudore… Si credono potenti e gli va bene… Quello che fanno; e tutto gli appartiene… Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni ! Questo paese è devastato dal dolore…”

Stai seguendo le vicende relative a Moggi cosa pensi accadrà? Ci sarà un Moggi bis alla Juve o finirà tutto alla ‘’………..scordammoci o passato’’ ?

Calciopoli è stato lo stupro scientifico della vecchia Signora, altro che farsa. Lacrime amarissime, non risa.  Sinceramente, io non mi sono mai sentito rappresentato nella mia juventinità da Luciano Moggi. E non l’ho mai ritenuto un modello di stile per i suoi comportamenti in tal senso. Farsopoli, però me lo ha reso addirittura più simpatico, quasi subito… Lo ritengo un grandissimo dirigente calcistico e gli riconosco senza dubbio il merito di aver reso imperiale la rosa della Juventus durante la sua gestione, ma allo stesso tempo non condivido questo “processo” di beatificazione al quale lo stiamo elevando un po’ tutti. Alcuni suoi atteggiamenti pubblici e nei confonti della  nostra tifoseria, in passato, mi hanno anche molto irritato. Ne’ santo, nè demone, un uomo di calcio… La Juventus può imparare a vincere anche senza Luciano Moggi, a condizione che recuperi la cattiveria e la fame della tigre a digiuno. In campo ci vanno calciatori e allenatore… Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria mi sembra veramente una barzelletta  il procedimento penale a suo carico. Auguro al direttore di essere assolto con formula piena e di tornare ad una scrivania di un club prestigioso. Se fosse la Juventus, nessun problema. Sarà il benvenuto e, nonostante la sua bella età, sarebbe ancora in grado di fare la differenza…

Bene Domenico, veniamo alle domande che più mi incuriosiscono su di te e che penso incuriosiscano i nostri lettori.

Come è nata l’idea di realizzare una sala della memoria sull’Heysel e perché è nata? Hai forse perso qualcuno di caro in quella tragedia ?

Non in quella partita, ma già tre anni prima, nel 1982 sono rimasto orfano di mia madre, stroncata a 53 anni da un tumore maligno in quattro mesi. Questa esperienza mi ha reso particolarmente sensibile al tema della morte, al distacco e alla memoria come forma d’amore perpetuato attraverso la rievocazione dei ricordi. Il sito nasce per chiedere perdono ai caduti ed alle loro famiglie di aver esultato anche solo con un pugno al cielo, incrociando una macchina con la bandiera fuori dal finestrino che strombazzava per Bari, come se nulla fosse successo. Non me lo sono mai perdonato. L’idea è venuta impellentemente davanti al muro di gomma che mi si è presentato negli ultimi cinque anni proponendo alla società una Sala della Memoria nel nuovo stadio di Torino e rivendicando una pagina in memoria sul sito ufficiale della Juventus. Ho pensato, allora: “La faccio io !.” La capa tosta e l’orgoglio pugliese hanno fatto il resto. Conte viene dalla terra degli ulivi come me…

E’ stato difficile realizzare il sito, sei stato aiutato da qualcuno ? Al tuo sito si sono interessate anche le famiglie delle vittime o hai fatto tutto da solo ?

A digiuno di conoscenze di linguaggi di programmazione, ho chiesto aiuto alla mia compagna che ha realizzato la pagina sommario. Da quel momento in poi è nata una operazione forsennata di artigianato informatico individuale. Un lavoro non difficile di per sè, ma esigente in termini di tempo e attenzioni. Il sito museo ha subito due ristrutturazioni. La prima nel 2010. Ora è in completamento la seconda, quella probabilmente definitiva. Le famiglie delle vittime non hanno mai ispirato questa iniziativa. Ovviamente nel tempo, scoprendola, se ne sono compiaciuti.

Mi hai detto spesso in passato che il libro che si avvicina di più alla verità su quella tragedia è ‘’Heysel, storia di una strage annunciata’’ di Francesco Caremani. Mi sapresti dire perché ti sei fatto questa idea se ci sono altri libri che non conosco che meritano di essere letti e perché invece altri libri non sono particolarmente veritieri ?

Sono tutti buoni e utili i libri che sono stati scritti sulla tragedia dello stadio Heysel. Ognuno ha un taglio diverso nella narrazione. La verità non è mai stata lontana dal campo, ma non si è voluta guardarla con gli occhi.  Troppo dolore e troppa vergogna. Francesco Caremani oltre ad essere un valente giornalista è coinvolto direttamente nel dramma. Roberto Lorentini, il medico morto a Bruxelles nel tentativo di rianimare un bambino, era un caro amico della sua famiglia. Credo fosse costretto a dare emotivamente un tributo più umano alla causa. Francesco ha raccontato le vicende scomode prima, durante  e dopo il processo, ma il suo merito più grande è quello di aver diluito nell’inchiostro la prorompente energia e il grido orgoglioso di giustizia di Otello Lorentini, il Presidente fondatore dell’”Associazione fra i familiari delle vittime”, sciolta al termine dell’ultimo processo nel 1991. Per questo il libro di Francesco resterà sempre “La Bibbia dell’Heysel” come lo ha definito Emanuela Casùla, sorella di Andrea e figlia di Giovanni, caduti insieme a Bruxelles. Francesco ci ha anche molto pianto scrivendolo. Sono quelle lacrime a fare la differenza e si avverte nel sottotesto, leggendolo…

Sei in contatto con le famiglie delle vittime ?

I miei rapporti con alcune di loro sono rigorosamente e volontariamente ispirati al rispetto e ad un sano e consapevole pudore. Non ho mai varcato questo confine e credo sia giusto così… C’è molta dolcezza, sicuramente…

Si è parlato (e abbiamo fatto una raccolta firme insieme) di realizzare una sala della memoria vera nel nuovo stadio della Juve. Sai dirmi in proposito a che punto siamo?

Ci sarà certamente un “angolo della memoria” nelle sale del museo del club attualmente in allestimento. Penso sia pronto per la primavera del 2012.  E’ l’unica certezza di cui dispongo al momento. Sento di dividere con altri il successo dell’iniziativa. Il forum vecchiasignora.com che è stata l’incubatrice della petizione popolare e del mio sogno sin da subito. La spinta affettuosamente mediatica dell’amico Nicola De Bonis e della sua trasmissione “Stile Juventus” ha costruito virtualmente molti dei mattoni necessari a erigere quella benedetta “Sala”.  Ma senza la discesa in campo di Beppe Franzo e di Annamaria, la cara Miss RadioJuveWeb del gruppo Orgogliogobbo, senza il loro aiuto concreto, disinteressato e appassionato alla causa, compattando nella medesima lettera inviata alla società tutti i gruppi Ultras delle due Curve, i principali Siti e forum bianconeri sul web, senza il prezioso aiuto dietro le quinte di Claudio “Il Rosso”, e di alcuni familiari delle vittime, non credo ci sarei mai riuscito. Un soldato senza esercito non vince mai le battaglie da solo, ma anche i comandanti sono importanti… A onor del vero è risaputo che la Juventus Football Club a me personalmente non ha mai risposto in privato, neanche formalmente, alla proposta della Sala, dal 2008 ad oggi… Ma va benissimo anche così…

Hai fiducia a riguardo, nella nuova dirigenza e nel Presidente Andrea Agnelli ?

Il Presidente Andrea fino ad ora sta mantenendo tutte le promesse riguardanti l’Heysel. Per il 25° ha scritto ai familiari delle vittime ed  ha  officiato una cerimonia di commemorazione in sede a Torino, purtroppo parallela a quella della tifoseria. Mi aspetto da lui che si mescoli al popolo bianconero in futuro e che ci sia “un unico giorno della memoria” da celebrare insieme, familiari delle vittime, tifosi, ultras e società. Certo, dopo 25 anni di semi indifferenza e irritante distacco e silenzi della Juventus, di tutte le dirigenze da Boniperti a Blanc, non è poco… Sta crescendo insieme alla sua Signora. Lasciamolo lavorare serenamente. Ha il sangue giusto per impalmare la Signora e farla felice…

Hai mai parlato con Andrea Agnelli? Che impressione ti ha fatto? Ho saputo che ha invitato le famiglie delle vittime all’inaugurazione del nuovo stadio e durante l’intervallo è andato a trovarle personalmente e lontano dalle telecamere, gesto che hanno particolarmente apprezzato. Ma ho saputo che l’invito pare non sia arrivato a tutti tu sai se è cosi e perché ?

Una volta è entrato in libreria, dove lavoro. Qualche settimana prima dell’elezione a Presidente. Si aggirava da solo a curiosare fra gli espositori, non l’ho disturbato… Il suo sguardo durante la cerimonia d’inauguarazione del nuovo stadio, mentre i 39 palloncini bianchi salivano in cielo, era specchio fedele del suo animo sensibile. Ho saputo dell’incontro con i familiari in tribuna. Gesto bello perchè lontano dalle telecamere, ma indubbiamente doveroso… Gli inviti sono stati generosi nelle intenzioni, ma purtroppo la macchina organizzativa dello staff ha commesso degli errori, per dirla alla Moratti “antippatici”, ma certamente in buona fede… Un errore simile, a sensazione, non credo che il Presidente Andrea lo permetterà mai più in futuro, ma è un argomento troppo delicato e non sono io la persona giusta per affrontarlo. Il passato colpevolmente “manchevole” della società nei rapporti con le famiglie dei caduti ha alimentato in alcuni casi specifici molta diffidenza e rancore…

C’è stato un lungo processo dopo l’Heysel, forse più di uno, puoi dirmi come sono andati a finire, se ci sono state delle condanne ?

6 anni e 3 gradi di giudizio. Molto in sintesi, in cassazione questo il verdetto finale: 9 hooligans condannati a 4 anni, con la condizionale e 60.000 franchi di ammenda. Altri 3 condannati a 5 anni con la condizionale e 60.000 franchi d’ammenda. Ad Hans Bangerter, Segretario dell’ Uefa, 3 mesi con la condizionale e 30.000 franchi di ammenda. Assolto il Presidente Jaques Georges. 3 mesi con la condizionale e 500 franchi di multa al maggiore Michel Kensier della Gendarmeria. Assoluzione per il capitano Mahieu della Gendarmeria, Hervè Brouhon, Sindaco di Bruxelles, Vivianne Baro, Assessore allo sport, Albert Roosens, Segretario dell’Unione Calcio Belga. Secondo il reddito dichiarato le somme di risarcimento delle famiglie delle vittime dei feriti variarono da 14 a 400 milioni in lire, ripartite fra Stato e Federazione Belga e Uefa. L’aspetto più eclatante è l’inaspettata condanna della UEFA, in cassazione. Per merito di un anziano signore aretino, che risponde al nome di Otello Lorentini, ferito nel cuore dalla morte precoce e assurda di un figlio, dal 1991 l’Uefa è responsabile della sicurezza degli impianti sportivi durante le competizioni internazionali di calcio… Per la sicurezza degli stadi la comunità europea ed il calcio devono questo alla tenacia ed alla disperazione di un piccolo grande uomo, così…

Boniek, in polemica per la mancata assegnazione della stella nello stadio, ha detto che lui è l’unico che ha devoluto il premio di quella sera alle famiglie delle vittime. Ti risulta? Altri giocatori si son mai interessati alla vittime di quella tragedia ?

Boniek dice sempre tante cose, a volte anche troppe. Non ci sono affatto prove documentali a riguardo e comunque sia ciò non toglie e non aggiunge nulla al fatto che lui come tutti i suoi compagni ha festeggiato   indecorosamente in campo una coppa dei campioni che rispetto alle vite dei poveri tifosi caduti valeva in quel momento quanto un portaombrelli… I calciatori di quella Juventus sono sempre restati a debita distanza e hanno rimosso, chi prima, chi dopo, l’evento. Un lutto mai elaborato, si direbbe in psicologia. Bisogna allo stesso modo menzionare il gesto molto bello di Michel Platini e di Stefano Tacconi, ritornati a Bruxelles due giorni dopo la finale a trovare i feriti in ospedale. Rosalina Vannini, vedova di Giancarlo Gonnelli, morto all’Heysel, quel giorno era a Bruxelles al capezzale della figlia Carla, salvata miracolosamente dalla morte dalla respirazione artificiale di un tifoso del Liverpool. Mi ha scritto di “abbracciarli” da parte sua, nel caso li avessi incontrati al 25° a  Torino…

La Juventus si è mai interessata alle vittime di quella tragedia. E il Liverpool ?

In un primo momento ci fu subito una raccolta di denaro dei calciatori e della Fiat. Poi è calato il lungo inverno. Qualche messa in suffragio, qua e là. Una stele “bonsai” in sede, voluta da Giampiero Boniperti con un epitaffio di Giovanni Arpino. A parte il 2005, per la partita con il Liverpool, il ritorno della Juventus ad una cerimonia di commemorazione pubblica lo si deve al presidente Giovanni Cobolli Gigli, intervenuto ad Arezzo durante l’intitolazione del Piazzale antistante lo stadio comunale alla memoria di Roberto Lorentini. Pensa che al ventennale di Bruxelles la Juventus inviò a rappresentarla Riccardo, il figlio di Gaetano Scirea, ma dimenticò d’inviare una corona di fiori… Per quanto riguarda il Liverpool, solo cose positive. Il sito ufficiale del Liverpool ha una pagina di commemorazione con i 39 nomi delle vittime mentre quello della Juve no… Due targhe ad Anfield Road, una dentro al museo, l’altra sul muro dello stadio. Un tentativo di riappacificazione nel 2005, in occasione della partita di andata dei quarti di finale di Champions League fra Liverpool e Juventus, a vent’anni esatti dalla tragedia, con la cerimonia voluta sottobanco dall’Uefa e con la consegna di una targa in memoria che ora è integrata al monumentino in sede. Ricordiamo nella medesima sera la scritta “Amicizia” composta da tasselli bianchi e rossi apparsa in Kop prima del minuto di raccoglimento. Ricordiamo la rinuncia al gemellaggio con la Fiorentina ad Anfield per “rispetto” della tifoseria bianconera…  C’è, però,  un grande equivoco di fondo. Il Liverpool, società e tifosi, ha sempre dato la colpa al muro che è crollato. Non ha mai riconosciuto la causa reale della tragedia nell’aggressione criminosa degli hooligans. Qualcuno timidamente sostiene che vi furono provocazioni prima dello sfondamento, si parla di accoltellamenti fuori allo stadio, di un bambino inglese picchiato a cui fu sottratta una bandiera.  Leggende metropolitane e realtà si mescolano da ventisei anni. Ad ogni modo la verità inconfutabile è che la tecnica adottata dalla massa dei reds per occupare il settore Z fu di tipo militare e comandata da un ufficiale reduce dalla guerra delle Falkland… Di cos’altro dobbiamo parlare ?  Hanno aggredito selvaggiamente persone innocenti, deboli ed inermi, questa è l’unica verità storica incontrovertibile. E non ci sarà mai pace e amicizia con loro se non lo vorranno prima i familiari delle vittime che sono gli unici a poterli perdonare. E secondo me loro dovrebbero chiedere perdono, in modo solenne. Magari, in ginocchio, o faccia a terra, davanti a loro.  Oviamente, nel mio sito, mi farò garante sempre del dialogo con vecchi e nuovi reds, ma senza ipocrisia…

Che tu sai le famiglie hanno mai avuto un risarcimento. Dallo stato italiano, dalla Juve, dallo stato belga o dal Liverpool ecc…da qualcuno insomma ?

Dai testi che ho consultato risulterebbero: 6 milioni di contributo CEE, 5000 sterline dal governo britannico, 3 milioni dal Governo Italiano e altri milioni dalla fondazione “Edoardo Agnelli” che raccolse 18.078.000 lire dalla Juventus Football Club. 100 milioni a testa versati alle vittime dalla Fiat e dall’Ifil.7 milioni a testa da ciascuno dei calciatori della Juventus. 639 milioni da privati e gruppi juventini. 0 lire dalla Lega e 0 lire dalla Federcalcio Italiana.

C’è una figura direi poco chiara dietro a questa tragedia ed è Giampiero Boniperti. Sapresti spiegarmi il perché è vista cosi ?

Io sono molto legato a Giampiero Boniperti e gli voglio bene. Devo purtroppo lamentare che avrebbe dovuto ritirare la squadra negli spogliatoi al termine della partita ed impedire quei festeggiamenti prolungati. Vietare il rientro in campo e sotto gli spalti con la coppa in mano a Michel Platini. Lui non aveva giocato, doveva mantenere lucidità… Quella coppa poteva restare in quella cassetta di legno nella quale giaceva al momento della consegna alla chetichella da parte di un dirigente Uefa alla Juventus negli spogliatoi. Per sempre nella sua bara di legno. Come i nostri poveri angeli dell’Heysel. E l’errore più imperdonabile fu commesso dal Presidente a Caselle. La coppa non andava mostrata alla discesa dall’aereo in segno di lutto. Cannavò aveva ragione… A mio parere, la macchia più grave della nostra cara storia juventina fu scritta proprio quella mattina infausta. Altro che calciopoli… In seguito, con l’avanzare dell’età, Boniperti ha rilasciato sempre dichiarazioni lievemente farneticanti sul significato di quel trofeo. “Quel sangue” appartiene solo ai familiari delle vittime, caro Presidente…

Bisogna comunque concedergli come attenuante l’assurdità e la drammaticità di quanto vissuto in meno di un giorno.

Sento dire spesso da amici miei della curva che han fatto più loro per le famiglie che chiunque altro. E’ una frase fatta o è vero ?

Certe storie di solidarietà non le metto certo in piazza. L’unica verità è che effettivamente gli Ultras sono stati d’esempio sull’Heysel, gli unici a non tradire mai la memoria delle vittime e la solidarietà alle loro famiglie.

Cosa ti spinge a continuare questo impegno a distanza di 25 anni ?

Amore.

C’è qualcosa che non sai che ti sfugge e che vorresti assolutamente sapere su quella tragedia ? 

E’ un mosaico di cui abbiamo recuperato oramai quasi tutte le tessere, qualcuna magari è un pochino scheggiata… L’immagine che ne risulta è inequivocabile. Quelle poche mancanti sono irrecuperabili perchè giacciono in fondo alla coscienza degli uomini di quel 29 maggio 1985. Solo Dio conosce tutta la verità. Che vuoi che ne sappia, io, sono solo il custode di un museo…

Concludo con una domanda che faccio a tutti prima di salutarci.

C’ è qualcosa di cui avresti voluto parlare e che non ti ho chiesto? E se si, dimmi pure?

No, va benissimo così… Sull’Heysel bisogna imparare a parlarne mai a vanvera e sempre nelle occasioni giuste. Tutto il resto è memoria, preghiera e silenzio…

Grazie Domenico alla prossima allora.

Di nulla, un onore per me. Grazie a te onore ai 39 angeli e dell’Heysel.

 

 

http://www.saladellamemoriaheysel.it/

Juventus-Milan 2011

Molto probabilmente, non sarò condivisa e forse sarò  esposta al  pubblico ludibrio,  ma non importa sopporterò,  esprimendo  ugualmente le mie impressioni,  come una voce fuori dal coro.

La partita l’ho vista ieri registrata, e sinceramente non mi sono fatta prendere dagli entusiasmi.

Hanno vinto è vero, contro un Milan a tratti inguardabile che sembrava una squadretta di provincia, e tutto si è svolto negli ultimi 10 minuti, durante i quali un Marchisio straordinariamente ispirato, appena l’uomo migliore della difesa milanista (Nesta) ha lasciato il campo li ha castigati con 2 gol uno dopo l’altro.

Sicuramente un Milan in defaillance, che non ha fatto un tiro in porta, e l’unico se l’è fatto parare, un Ibrahimovich che non è esistito, a parte  un po’ di polvere che ha fatto  Boateng, giustamente espulso,  perché credetemi  alla fine aveva proprio “rotto”, il Milan è stato il nulla totale.

Che  bello ritrovare  il Chiellini dei vecchi tempi, detto ciò, non ho visto nessun fenomeno, se non 11 persone di buona volontà che hanno fatto del loro meglio e con un pizzico di fortuna e furbizia hanno vinto.

Ma da qui a dire che si è visto la Juventus di Lippi, ce ne passa, per favore non esageriamo e godiamoci la vittoria, condivido il commento prudente di Buffon che calma gli animi, contento e felice  ma realista quando si parla di scudetto.

Conte è stato meraviglioso prima dopo e durante, lui più che un allenatore è un papà, ha gli occhi che si illuminano quando parla dei suoi, è commovente.

Mi ha intenerita quando ha difeso Krasic, prendendosi la responsabilità, dire che le potenzialità i suoi giocatori ce l’hanno quindi  tocca a lui farne dei campioni, ti fa capire lo spessore di questo’uomo,  lo avrei abbracciato, perché è proprio così: certamente Krasic ha dei problemi, dire che è stato indecente è un’ ingiustizia, in tutta questa ultima storia triste juventina si è visto  di peggio, però  è vero che non sa cosa fare e questo lo blocca , in più avendo paura di sbagliare, si limita a passare la palla agli altri, è anche altresì evidente , e qui  temo che Conte non ci possa fare proprio niente, che Krasic stia subendo del  mobbing all’interno dello spogliatoio, non gli hanno passato un pallone nemmeno per sbaglio.

Questo risultato, mi fa arrabbiare ulteriormente ripensando al match con il Catania, che le secondarie devono indossare magliette di colore a strisce rosso-nere, blu-nere, viola, giallorosse per svegliarci e prendere con serietà anche queste partite?

E cos’è facciamo il campionato a 5 squadre?

Questo atteggiamento mi irrita, mi auguro che Conte glielo dica di darsi fa fare anche con il resto, e che non si vince con 4 vittorie in croce, diciamo che pare molto facile per la Juve farsi notare  con le sue pari, il difficile viene con le altre che a turno si divertono  a metterci sotto senza faticare tanto.

A questo punto, la Juve decida cosa vuole essere e dove vuole andare .. e che Conte l’accompagni.

Luna23

Determinati battono Presuntuosi 2-0 (e lo Juventus Stadium gode)

E’ una settimana che insisto con tutti quelli che incontro che contro il Milan avremmo vinto . L’ho scritto anche sulle mie pagine online . L’ho ripetuto a tutti i milanisti amici miei che incontravo in settimana e che erano convinti di venire qui a vincere facile. Non che avessi la palla di cristallo ma le sensazioni erano positive. Gli ingredienti c’erano tutti. La nostra non bellissima partita a Catania, il turno infrasettimanale del Milan, le difficoltà di Chiellini e i recuperi di Boateng e Ibra , fino alla designazione di Rizzoli, arbitro notoriamente ‘’portafortuna’’ dei rossoneri. Il quadro diceva prepotentemente Milan e infatti questo è il bello e l’imprevedibile del calcio. Quando tutti dicono che vinci facile …….vincono gli altri. Ieri Ibra non è pervenuto,  come spesso capita quando viene a giocare da queste parti. Possiamo dire che  si è notato solo per la pettinatura da ‘’femminiello’’, Boateng invece si notava per i fallacci , Cassano per la ‘’panza’’. L’unico che si è salvato nella penuria generale milanista è stato Tiago Silva autore di tante buone chiusure (forse senza di lui avremmo davvero dilagato).  Dall’altra parte c’è la Juve che ci aspettiamo di vedere sempre a Torino. Volenterosa , grintosa , determinata. Come dice Conte : ‘’Che mangia l’erba’’. Non è ancora una Juve feroce. Quella che chiamavamo la ‘’signora omicidi’’. L’inizio è stato piuttosto timido. I nostri ragazzi hanno ancora dentro vecchie paure. Paure di non essere all’altezza del compito per cui vengono pagati. In questo Conte sta facendo un lavoro egregio e queste vittorie servono proprio all’autostima. Dicevamo di questo inizio timido e di questo timore reverenziale verso un Milan non eccelso ma che comunque è Campione d’Italia in carica. La partita si è giocata praticamente a una porta , Buffon ha dovuto fare un solo intervento difficile (su Boateng) per il resto ha fatto da spettatore. Nonostante questo , nonostante 17 tiri verso la porta contro i 2 del Milan la Juve è riuscita a passare in vantaggio solo con un gol rocambolesco e ha raddoppiato su una papera di Abbiati. In questo bisogna migliorare tantissimo . Bisogna essere cinici . A volte le partite si vincono anche con una sola palla gol figuriamoci a produrne tante cosi . Bisogna metterne almeno dentro un 30%.  Grande merito va dato a Conte poi per aver  azzardato e indovinato lo scacchiere difensivo, dimostrando grande coraggio e un pizzico di incoscienza. Sfido chiunque di noi a riproporre Bonucci centrale e Chiello terzino dopo anni, proprio contro il Milan. Diamogliene atto perché si sta dimostrando anche un tecnico preparato . Gli abbracci a fine gare proprio a Bonucci e Pazienza ci fanno capire quanto è interessato a cementare il gruppo. Anche il riproporre Krasic in campo e difenderlo in conferenza stampa nonostante una prova deludente secondo me sono azioni che il mister fa in questa ottica. Credo che presto vedremo sia Quagliarella che Elia che Estigarribia. Sta nascendo la squadra di Conte e i ragazzi di Conte ci vuole solo un po di pazienza. La sua esultanza dopo i gol non ha prezzo. Chiudo parlando di Pirlo. Ieri pur non facendo la migliore partita della sua vita ,  Pirlo ha fatto la sua bella figura da 6,5 – 7 in pagella , che per uno che ha militato dall’altra parte per un infinità di anni non è proprio poco. Non ha tradito nessuna emozione particolare ,il suo viso è stato sempre la solita maschera impenetrabile. Si è sciolto un poco solo al gol del vantaggio , andando a gioire con i suoi nuovi compagni di squadra. Una gioia sobria , chissà se hanno gradito a Milano? Noi si, molto. Sicuramente rimpiangono più i Milanesi Pirlo di quanto noi possiamo rimpiangere Nocerino. Al festival della presunzione rossonera, nelle dichiarazioni prepartita Allegri aveva dichiarato che non avrebbe previsto nessuna marcatura particolare su Pirlo. Che possiamo dire? …………Grazie , fate sempre cosi quando giocate contro di noi.

 

Alessandro Magno per Juvemania.it

Juventus – Milan 2-0

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Krasic ..ma Conte ..davvero non lo vuole?

E’ il tormentone del momento, non c’è giornalista che non faccia le “pulci” a Krasic e puntualizzi tutti gli errori che fa anche quelli più irrilevanti, insomma di Krasic non sfugge nulla neanche quando si tira indietro i capelli, peccato che si minimizzi il buon lavoro e un gol che ha permesso un pareggio evitando una fastidiosa sconfitta.

Mai come oggi la carta stampata è profondamente efferata con questo ragazzo dagli occhioni malinconici, sollevando più di una volta il dubbio che Conte non lo voglia e stia facendo di tutto per disfarsene solo perchè non viene più utilizzato tutte le volte i due tempi, si direbbe un vero e proprio mobbing mediatico.

Beh, non mi piace l’atteggiamento dei giornalisti nei confronti di questo ragazzo, che prima viene osannato per’altro senza che lui l’abbia chiesto, e subito dopo buttato nella pattumiera alle prime difficoltà incontrate, chiaro che dopo averlo sfruttato  buttandolo in campo così senza logica di gioco, ridotto ai minimi termini, il giocatore abbia subito un calo drastico di rendimento, la cosa buffa è che i giornalisti si siano permessi di chiedere a Conte, perchè a Catania non lo ha fatto uscire visto che giocava così male? E lui, ridendo gli ha risposto “meno male .. perchè ha segnato” ..roba da matti ..fossi stato in lui avrei consigliato al reporter di comprarsi un paio di occhiali.

Che Krasic abbia difficoltà ce ne siamo accorti tutti, ma che sia un incapace non sono d’accordo, e Conte invece sta cercando di recuperarlo e di fornirgli altre informazioni e supporto.

Non dimentichiamo che l’allenatore sta facendo delle prove, e lui rientra in questo progetto.

Cosa è successo a Krasic e perchè?

Io penso che la risposta giusta l’ha data Jugovic, che si deve adattare al calcio italiano, le sue doti sono indiscutibili, velocità, potenza e precisione, ha però dei cali di rendimento repentini, dovuti a non si capisce bene cosa, se fisici di esaurimento energetico o psicologico, o tutti e due, con questa premessa non lo manderei al patibolio ma darei a Conte il tempo di capire e sperare di rimetterlo attivo nell’organico, è probabile che Krasic non si sia ambientato nel migliore dei modi nel gruppo, la nostra lingua non riesce ad assimilarla e problemi di comunicazione lo avranno isolato, e forse i suoi compagni non gli sono stati di particolarmente supporto, una serie di concause che pone una personalità del genere a chiudersi ancora di più, indipendentemente da questo Conte ci lavorerà, e se le cose non andranno a malincuore si prenderà una decisone, la legge è uguale per tutti ..se non va ..non va.

Luna23

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