Genoa-Juventus domenica 16 settembre 2012 – Genova: Stadio Luigi Ferraris

di Luna23

Da alcuni anni a questa parte, non ho mai visto gli ex di una squadra così vendicativi come quelli che hanno lavorato in Juventus, ieri, è stato lampante, come Borriello ed anche Immobile, per’altro autore dell’unico gol Genoano, ce l’avessero “sullo stomaco”. Non so Immobile, ma per Borriello la sua rabbia è stata fuori luogo, visto le numerose occasioni precedenti offerte da Conte per dimostrare le sue capacità. E’ che l’obiettività non è più di casa.

Dunque, la Juventus ha iniziato un primo tempo da “aggredita”, i nostri avversari stanno usando da alcune partite il sistema “il ritmo lo decidiamo noi” ed in effetti i nostri fanno fatica a cominciare, in più ieri l’attacco iniziale non funzionava, un primo tempo come si è detto, piuttosto frenetico e dominato dall’avversario che è passato persino in vantaggio sfruttando una nostra difesa imprecisa e molto distratta. La nostra squadra subiva il pressing e gli errori in area si sono sprecati.

Era fuori di dubbio che nel secondo tempo bisognava fare qualcosa, fuori De Ceglie, al posto suo Lichtsteiner e successivamente Vucinic e Asamoha hanno preso le redini della partita, bisognava riorganizzare tutto e farsi venire in mente delle buone idee, e devo dire questa volta a Vucinic gli è arrivata, un assist preciso a Giaccherini che trasforma in gol, e finalmente il pareggio! Cominciamo a respirare .. Dopo di che, ci sono voluti ben 10 minuti per progettare la rimonta, serviva solo un gol ma ne sono arrivati due per fortuna, di cui uno su rigore. La stampa ufficiale ha ritenuto che l’andamento della partita sia stata cambiata dall’ingresso di Vucinic, condivido in parte, ma per me una bella “botta” l’ha data Asamoha in questo momento molto in forma e forte.

Siamo tutti contenti abbiamo vinto, una Juve sempre non perfetta, trionfa, mettendo Ko un avversario superficiale e rissoso, vittima delle proprie scaramucce e trascinati dalla vendetta.

Al posto dell’allenatore: Corrette la sostituzione di Matri che non vuole rientrare nel suo ruolo, e De Ceglie che aveva sinceramente combinato poco, mi ha lasciata perplessa però Giovinco che nonostante si applichi non riesce ad imporsi come vorrebbe sbagliando spesso.

L’unica preoccupazione che ho è per Pirlo, non lo vedo come l’anno scorso, è come fosse già stanco ma soprattutto poco lucido, si fa portare via la palla molto spesso e non è da lui. Ieri si è distinto di più  nel secondo tempo forse concomitante i cambi è riuscito a svolgere meglio il suo lavoro, riorganizzando il centro campo confusionario a inizio match.

Per la serie “tolleranza 0” l’arbitro ci ha sistemato con diversi cartellini gialli, ma d’altronde siamo abituati a convivere con i nemici “della nostra vecchiaia”, l’atmosfera in campo era molto tesa soprattutto dopo il terzo il gol, con un Genoa annientato fisicamente e moralmente, non sono mancate le gomitate, manate e inizi di risse sedate alla bene e meglio.

Comunque, aggiungiamo tre punti e condividiamo il primo posto che tra pochissimo arriva finalmente la champions!

Luna23

 

Genoa – Juventus 1-3 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/9116379/

Genoa-Juve, come un rullo compressore.

di eldavidinho

Dopo la pausa per le nazionali torna in campo la Juventus capolista e campione d’Italia in carica. L’1-4 esterno contro l’Udinese, al di là delle polemiche che hanno seguito il match come nel post Juventus-Parma, ha dimostrato come la solidità della squadra di Massimo Carrera sia la stessa dello scorso anno. L’unità e la forza del gruppo continuano a crescere a dismisura. Partiamo subito dall’episodio chiave della partita di Udine. Valeri (o Rizzoli? Il problema ce lo porremo per tutto l’anno ad ogni decisione che verrà presa) ha punito il presunto fallo di Brkic che, andando addosso a Giovinco, “gli impedisce un’evidente opportunità di segnare” e anche per questo l’ha espulso. Per chiara occasione da rete, non credo per fallo da ultimo uomo. Non ha visto però la precedente spinta di Danilo ai danni di Giovinco. La regola, dicendo che se il fallo è commesso in area e dall’ultimo uomo ci sono automaticamente rosso e rigore, può anche essere un’esagerazione, ma è così da sempre. Dunque se si critica la regola non si può criticare anche l‘arbitro che l‘ha solo applicata. Al massimo, gli si può imputare il non aver visto la spinta di Danilo che ha “anticipato” lo scontro tra Giovinco e Brkic. E ancora, la scelta eccessiva di espellerlo. Ma qui subentra, ripeto, la regola.

In definitiva. Torniamo al calcio giocato. Una Juve bella, feroce e imperturbabile, in grado sicuramente di monopolizzare il campionato anche se è presto per parlarne. Una Juve tornata ad essere né ecumenica, né accomodante, né simpatica. Dunque, neanche perdente. Un 4-1 con lo stesso 352 con cui 9 mesi fa pareggiammo 0-0. Dunque siamo migliorati. Diventati più concreti e cattivi. Al di là del rigore spartiacque, la differenza tra noi e l‘Udinese è stata netta. Finalmente Giovinco, più rapido del branco in occasione del primo gol, da opportunista; poi freddo e spietato, con il rasoterra, il secondo. Tutti ferri del mestiere d’attaccante, finalmente. Troppe etichette gli hanno messo addosso in questi anni, facendo crescere le attese e la pressione. Mostruosi Vidal, Pirlo e Asamoah. Tuttavia, PRECISIONE degli attaccanti nei passaggi “di prima“ ancora migliorabile. Sfruttiamo troppo poco le occasioni che creiamo. Difetto(che mette in evidenza altri pregi) già dello scorso anno. Eppure ne abbiamo fatti 4, rifilati altri 2 al Parma e realizzati altri 4 a Pechino, al Napoli. Non si può parlare di certo di squadra a secco, semmai di attacco che segna “il giusto”, senza strafare.

La scommessa Bendtner, il gigante danese, si vedrà. Viene qui con l’etichetta di ragazzaccio dotato però di enormi potenzialità. Alcune espresse a tratti, altre inespresse e carattere da scheggiare, levigare, magari con la fatica ed il sudore che Antonio Conte pretende dai suoi uomini. Doti fisiche e tecniche che gli permettono di ben usare testa e piedi, di difendere il pallone, giocare anche spalle alla porta, di tirare conclusioni potenti e precise, di dialogare palla a terra con i compagni, di giocare anche fuori l’area di rigore. Piuttosto macchinoso nei movimenti(spesso si fa raddoppiare nello stretto ma ama il dialogo con i compagni). Insomma. Caratterialmente ha personalità ma gli manca voglia ed abnegazione, sentendosi già un giocatore “arrivato.”

Le statistiche della vittoria contro l’Udinese forniscono un confronto impietoso. Certo, sui dati pesa, e non poco, l’inferiorità numerica con cui i friulani hanno dovuto convivere per quasi 80 minuti, ma la capacità degli uomini di Conte di sfruttare a proprio vantaggio l’uomo in più è comunque un grosso merito. Proprio come contro il Parma, il possesso palla fatto registrare dai bianconeri è stato del 63%, ma è salito, e di parecchio, l’indice di pericolosità, attestatosi al 91,6%, contro il 28,7 degli avversari. Ben 20 le conclusioni tentate, 10 delle quali nello specchio della porta e notevole la precisione delle giocate, con il 78,7% di passaggi riusciti. Davvero niente male se si considera che le palle giocate sono state ben 793, 379 in più dell’Udinese.

Il Genoa è reduce dalla sconfitta maturata nei minuti finali di Catania, dove comunque ha confermato di essere una squadra con un discreto gioco e capace di trovare le vie della porta. La difesa però andrà sistemata davanti alla Juve che vanta già 6 gol in 2 partite. I precedenti parlano di una sfida sempre aperta: 18 le nostre vittorie, 16 quelle dei liguri nelle 45 partite giocate a Genova, 11 volte è finita in parità. Proprio l’ultima volta a Genova è andato in scena un teatro dell’assurdo. 0-0, tante occasioni da gol (tra cui traversa di Vucinic, di testa, su corner; palo sempre di vucinic, di testa, su cross dalla destra di Pepe; su punizione di Pirlo, Pepe prende il palo da due passi) e scelte discutibili di Rizzoli(rigore su Matri per trattenuta vistosa di Carvalho; conclusione da fuori area di Marchisio intercettata con le mani da Sculli; gol regolare annullato a Simone Pepe nella ripresa). Insomma. Col 63,6% di possesso palla rispetto al 36,4 del Genoa, 3 pali e traverse, 17 corner a 6, 53 cross a 19, 462 passaggi a 266. Qualcosa d’impressionante. Domenica pomeriggio speriamo che la musica sia diversa.

A Pegli continua il lavoro a parte del capitano rossoblù Rossi che ravvisa un dolore al ginocchio, ma è in via di guarigione. Se Rossi dovesse recuperare allora sarà lui a completare il tridente assieme a Jankovic e Immobile: infatti mancherà Vargas per un problema alla coscia sinistra accusato in allenamento con la Nazionale peruviana. In difesa ballottaggio per il ruolo di terzino destro tra Sampirisi e Ferronetti. Per la gara contro la Juve infine De Canio è incerto se lanciare Merkel o confermare Seymour davanti alla difesa.

Nella Juve, Conte conta di recuperare qualche acciaccato di lungo corso come Isla e Pepe, mentre tempi di attesa più lunghi per Padoin e Lucio. A Genova comunque dovrebbe rivedersi lo stesso 11 che ha espugnato Udine, ma il Mister vorrà tenere tutti sulla corda fino alla vigilia. Non è detto che non ci sia turnover in vista della sfida di Champions.

Altre statistiche. La Juve, nelle ultime 3 trasferte di SerieA è sempre passata in vantaggio all’intervallo portando a casa il risultato ed ha segnato almeno 2 gol in 11 delle ultime 13 partite di SerieA. Il Genoa, nelle ultime 3 partite di SerieA giocate in casa, è sempre passata in vantaggio prima dell’intervallo. Dopo 2 gare Andrea Pirlo si riprende la classifica europea dei passaggi riusciti a partita: 102 di media. Staccati Yaya Tourè, Xabi e Xavi. In Europa siamo 4° per possesso palla(dietro Barca, Real e Bayern), 4° per passaggi riusciti(dietro Bayern, Man United, Swansea), 5° per tiri in porta(dietro Bayern, Bayer L., Barca e Atletico). Forza Juve

@eldavidinho94

ricchiuti5

1- Jovetic, Dzeko, Pazzini: sono Top Player? E soprattutto per i primi due valgono il prezzo richiesto?

non lo sono e quindi non valgono il prezzo richiesto. il secondo e terzo non hanno neanche l’ambizione di esserlo. jovetic mi sembra giochi sui tacchi:alla juve di lunatici ne abbiamo già troppi. su dzeko litigavo anni fa con chi mi diceva fosse un top player e io da buon vecchio conservatore ironizzavo sul wolfsburg e le ambizioni di queste squadre senza tradizioni. mi pare di aver avuto cinicamente ragione io. pazzini può far bene al milan. ma era una previsione facile.

2-Il “personaggio” e tuo concittadino De Laurentis e la supercoppa da giocare a Pechino con annessi “vengo non-vengo”?

è stata una mattana avallata però da tutti quelli che contano, agnelli compreso. la supercoppa si dovrebbe giocare a fine agosto come in spagna, quando le squadre carburano bene. sennò diventa come in effetti è sembrata per larghi tratti specie all’inizio una litigiosa amichevole estiva. nel merito li abbiamo tenuti in partita noi con due errori difensivi di cui vergognoso il primo e con conte che quando vede il napoli sbaglia spesso formazione iniziale. per fortuna che poi è cresciuto vidal e che il napoli non è abituato a certi livelli di qui il nervosismo dilettantesco. non mi sono piaciute le polemiche sulla premiazione: il danno l’ha avuto la fgci. noi non c’entravamo niente. non presentarsi è una scelta ruspante e dunque legittima. le olimpiadi, lo spirito olimpico e cavolate affini non c’entrano niente col calcio italiano.

3-La vicenda scommessopoli chi ne esce bene, chi no, e considerazioni su Pepe, Bonucci, e il nostro Mister?

ne esce bene come al solito in italia solo chi ha vinto. non a caso palazzi il giorno dopo aver perduto è stato dileggiato sui giornali. non a caso briamonte dopo essere stato pompato (non da me) oggi passa per scemo.

La lunga estate calda dello sport


Di Luna23

 

All’approssimarsi dell’autunno ed in pieno campionato e tra poco anche Champions, possiamo dire che la nostra sia stata una lunga estate dedicata allo sport, dopo aver festeggiato la nostra Juventus, seguito gli europei, assistito alle olimpiadi di Londra, siamo stati risucchiati nel primo scandalo estivo riguardante  la vicenda del calcio  scommesse che ha purtroppo per noi riguardato Antonio Conte, condannato ad una pena e conseguente squalifica per un periodo dal campo.

Abbiamo quindi avuto di che parlare, scrivere ed assistere a qualche bella gara, sebbene , non segua molto i giochi olimpici, mi sono soffermata su alcuni particolari.

La nostra Italia non ha brillato moltissimo, a parte nella scherma e in altre discipline con meno seguito, le nostre “star” non si sono distinte secondo le aspettative, comunque si sa, le olimpiadi sono così,  si può vincere come no, e anche il verdetto perdente andrebbe accettato con dignità, ma non è successo questo.

Quanti commenti tra atleti post olimpiadi velenosi, particolarmente bersagliata la Pellegrini sia dalle compagne che da altri colleghi, senza mezzi termini non gliele hanno mandate a dire, qualche considerazione  poco carina è arrivata  alla Vezzali proprio da una sua compagna di squadra, la coppia d’oro del nuoto italiano, gli stessi Pellegrini e Magnini non si sono risparmiati a criticare il loro allenatore, attribuendogli la responsabilità del fallimento, il quale sfogandosi attraverso un’intervista su vanity fair dichiarava che “sono meglio i calciatori che lavano i “panni sporchi” nello spogliatoio”.

Sì è vero, solamente perché i soldi nel calcio ce ne sono per tutti, negli altri sport no.

Tra una frecciata e una stilettata con face-book e la carta stampata, gli italiani non ne escono alla grande, soprattutto le donne non si sono comportate proprio da “signore”. Ma la bomba è scoppiata alla fine, e ha distolto l’attenzione da queste “battute da terza media”: la positività al test doping su Alex Schwazer  ha innestato un ginepraio di commenti tali da far dimenticare tutto il resto.

L’atleta altoatesino non si è nascosto dietro ad un dito, ha ammesso la colpevolezza e le conseguenti motivazioni, tra un singhiozzo e l’altro firmava la sua condanna. A questo punto la stampa si è scatenata e ha avuto di che parlare per almeno una settimana.

Ma questo è un episodio grave, si parla della vita di una persona probabilmente mal consigliata.

Non so cosa dire in merito alla questione del maratoneta, esprimo un termine attuale  dicendo che è stato “sfigato” perché il suo sport lo è esattamente quanto lui, l’audience di una maratona penso sia pari a sotto zero, parenti e affini degli atleti al massimo .. mentre dietro al calcio, ciclismo ecc. ecc. i milioni di euro abbondano e guarda caso gli altarini si scoprono sempre molto tempo dopo, quando  il denaro è ormai messo al sicuro.

Quindi, mi è sembrato fuori misura considerare il ragazzo pari o peggio del  “comandante Schettino”.

Eppure questa storia mi ha colpita non tanto per la questione sportiva, c’è una fila fuori che aspetta di essere scoperta prima o poi,  ma per quella umana, durante la conferenza stampa, Schwazer,  ha dichiarato al mondo intero quanto l’amore verso Carolina Kostner fosse la cosa più importante per lui rispetto ai soldi (pare non molti)  e alla celebrità.

In effetti, ho memoria di questa relazione, di lei, stellina del pattinaggio italiano, grande campionessa leggiadra,  con  un viso da bimba, innocente e sottile esattamente come lui, la loro storia diventata nota per qualche tempo , ha fatto un po’ sognare, non sono certo  passati inosservati: una bella coppia di giovani sportivi di belle speranze innamorata, casualmente  provenienti dalla stessa zona, una storia pulita ..quasi vissuta in segretezza senza  riflettori, ben diversa dalla più  fisica e sensuale coppia Pellegrini e Magnini, famosa prima ancora di ufficializzarsi.

La Kostner  sconvolta e sicuramente piena di pressioni, ha tentato di difendere il fidanzato cercando a modo suo di stargli vicino, anche se la si vede decisamente allontanata da quell’uomo che avrebbe ora bisogno di lei,  ma ahimè la vita non è il gioco “Barbie la reginetta del ballo”, ma qualcosa di ben diverso e occorre essere forti per difendere il proprio amore.

Eppure, inaspettatamente, non tutto è andato storto, c’è chi non c’è stato alla lapidazione,  gli sponsor Garmin e Despar, con un comunicato ufficiale hanno  annunciato di non voler voltare le spalle allo sportivo e nonostante la condanna del gesto inqualificabile rimangono con lui.

Beh, non me l’aspettavo soprattutto dalla Garmin che è americana, sappiamo quanto siano pragmatici, un gesto di solidarietà esemplare, per niente adottato da una Ferrero italiana che ha risolto il contratto a tempo di record.

Detto questo, il sipario si è chiuso .. ora siamo presi dalla ipocrita faccenda calcio scommesse  ..e vedremo come andrà a finire .. sempre che finisca.

Luna 23

 

Del Piero: la storia che non ha un finale

Di Alessandro Magno.

E’ assolutamente eccezionale, l’attenzione che catalizza ancora oggi Alessandro Del Piero. Noi che gli vogliamo bene abbiamo aspettato e seguito con ansia le novità che arrivavano giorno per giorno, quasi come quelle che parlavano del tanto agognato top player. Moltissimi hanno anche sperato che avvenisse il miracolo per cui potesse rimanere alla Juventus, ma devo dire che io a questa eventualità non ci ho mai creduto e alla fine lo ritengo pure giusto. Dopo quel saluto emozionantissimo ed emozionatissimo dell’ultima di campionato, dopo aver sollevato la coppa dello scudetto, sarebbe stato un tornare sui propri passi (da parte del Club e da parte di Del Piero) che sarebbe andato aldilà dello stile che sempre è stata caratteristica peculiare di questo grandissimo uomo (prima che immenso giocatore). Non facciamo pagliacciate che salutiamo tutti e poi diciamo: ”No scusate abbiamo scherzato si replica”. E’ andata così, amen… Prima o poi doveva succedere. Lo sapevamo. Quello che è chiaro però è che quel giorno si è voltato pagina come è nel corso delle cose, ma non si è dimenticato un uomo e la sua grandezza, né tantomeno si son buttati nel cestino 19 anni di storia sontuosa di Del Piero e della Juventus. Questo è una amore indissolubile che continua. Gli Juventini continueranno ad amare Del Piero, qualsiasi cosa faccia, così come lui continuerà ad esser Juventino e rappresentare la Juventinità a divinis, nonché ad amare la sua gente.

Quella maglia di Del Piero, che nessuno ha ancora preso, sta ancora di più a suggellare quanto vuoto lascia il nostro grandissimo Capitano nello spogliatoio e nel cuore dei tifosi. E’ stata un attestato di stima ulteriore che nessuno ha chiesto ma che i suoi ex compagni di squadra gli han voluto tributare comunque. E hanno fatto bene, non c’è che dire, tanto più perché non richiesto e\o costruito a tavolino. Arriverà poi chi metterà il numero 10 in futuro, non c’è dubbio, ma per ora prendiamoci una pausa e non carichiamo di responsabilità qualcun altro che per quanto bravissimo, possa esser al momento, non può esser tanto così. Tanto come Del Piero. Non mi voglio dilungare né tantomeno voglio entrare in polemica con qualcuno che pure se lo meriterebbe. Non voglio neppure scrivere cose strappalacrime che quando si parla di Del Piero sono anche facili da stimolare.

Cosa posso dire a uno dei pochissimi giocatori che in carriera hanno alzato la Coppa del Mondo, la Coppa Intercontinentale e la Champions League? Un giocatore che è stato capace di esser capocannoniere in serie A e in serie B. Un giocatore che a 38 anni, pur in una stagione da comprimario, è stato capace di segnare una punizione che è valsa uno scudetto. Uno che ha battuto quasi tutti i record che poteva battere. Un ragazzo che ha avuto tantissime cadute e sempre si è rialzato. Che ha ribaltato ogni pronostico. Che è stato capace di incarnare anima e corpo lo spirito della società che per lunghi anni ha rappresentato. In campo e fuori. Non c’è da dirgli nulla se non ringraziarlo e continuarlo a seguire con affetto. Lo hanno ringraziato avversari e compagni. Bellissimi i pensieri di Totti e di Bonucci, ma anche quelli di Vucinic, Marchisio, Krasic, Inzaghi, Bianchi ecc… Fra l’altro anche molti di questi, concorrenti nel ruolo da titolare (in Nazionale come nella Juve) che ricordano con affetto Alex a riprova di un Campione sempre leale e che tante voci messe in circolo in passato, per dargli discredito erano solo sciocchezze di gente che rosica (Juventini e non). S’è scomodato persino uno come Blatter che non sente la necessità di consegnarci la Coppa del Mondo quando la vinciamo ma evidentemente di salutare Del Piero si. Mi fa veramente strano questa cosa. Mi fa sorridere. Non so se Blatter abbia avuto un pensiero ad esempio per Drogba, fresco vincitore della Champions che è andato a giocare in Cina. Perdonatemi l’ignoranza se lo ha fatto e mi è sfuggito, non lo so, ma certo che per Alex l’ha fatto. Alex è fantastico. Questo è Alex. Lo sanno in tutto il mondo.

Quando tempo addietro si era capito che a fine anno questa lunga avventura con la Juventus non avrebbe avuto un seguito, amici mi chiesero dove preferivo che Del Piero giocasse, dissi: ”ai Cosmos come Pelè”. Pur sapendo che i Cosmos oggi non ci sono ancora, che sono falliti e si stanno ricostituendo e quindi questa era una soluzione impossibile o comunque difficilissima da realizzare. Tuttavia che Alex facesse lo stesso percorso di Pelè andando da ambasciatore del Calcio bello e spettacolare, a insegnare calcio in un posto dove ne avevano bisogno, era una cosa che mi affascinava. Se poi questo posto era pure lontano, lontanissimo dalla sua Juventus era pure una cosa che intuivo o inconsciamente speravo. Magari è stata una pura combinazione ma il fatto di giocare in un posto dove sarà impossibile affrontare la ”sua” Juventus da avversario sa di cosa bella. Chissà se Alex ha fatto questa scelta proprio per non giocare contro la Juve. Non lo so ma mi piace pensarlo.

Una cosa è certa, continuerò a seguirlo con affetto e magari comprerò pure la maglia del Sidney col suo nome e il suo numero, e la porterò magari dentro lo Juventus Stadium. Del Piero aveva voglia ancora di giocare e va dove gliene danno l’opportunità e dove le pressioni sono notevolmente minori che da noi. Non se la sente ancora di esser un ex-calciatore. E’ la sua scelta va rispettata. Gli auguro ogni bene e aspetto il suo ritorno. Questo non è un addio ma un arrivederci Capitano.

A presto mio capitano.

Guarda che non si cancella una vita cosi che te lo dico a fare,
e questo amore impossibile la storia di un film che non ha mai un finale. (A. Amoroso).

Alessandro Magno

articolo presente anche su Juvemania.it

Udinese – Juventus. Ditemi voi se è possibile ancora parlare di calcio?

di Alessandro Magno

Cari amici ormai scrivere della partita della Juventus non è più fare una disamina ma è un specie di bollettino di guerra. C’è così tanta carne a cuocere che mi scuso in anticipo se cerco di spiegarmi troppo celermente. Partiamo da principio. So che molti non approveranno, ma voglio sottolieneare quanto mi senta soddisfatto di aver tifato Braga. Questo perchè come avete potuto vedere e sentire dallo stadio, i tifosi udinesi non sono meglio degli altri. Per quanto mi riguarda in Italia esiste solo la Juve , tutto il resto non mi interessa. Amici di nessuno è la parola d’ordine.

E veniamo al pre partita. Già a mediaset premium il parter degli antijuventini al completo: Paparesta , Ferri e Pistocchi ci delizia con la sciocchezza che la squalifica di Conte in fondo è cosa di poco conto, in quanto l’allenatore allena in settimana. Fortunatamente ci pensa Sacchi da ex allenatore a fargli capire che stanno dicendo un mucchio di panzanate senza senso. Strano destino il nostro, difesi dallo ”juventino” Sacchi. Mi ricordo ancora del casino che fece in un Juve – Parma 2-2 in cui Del Piero pareggio all’ultimo minuto con un gol con controllo spalla mano. Va be, nessuno di questi soloni si chiede come mai giochino Mauri o Cannavaro altri che sono indagati nell’ambito delle scommesse ma non sono squalificati. Mistero. Per queste cime questi che giocano sono fatti normali. Veniamo al rigore. Va da se che quello è rigore tutta la vita, si può discutere, come hanno fatto un po tutti, sul fatto che fosse più o meno occasione da gol e quindi sull’espulsione del portiere Udinese, ma non sul rigore. Ora a esser obiettivi io credo che nessuno sappia con assoluta certezza se Giovinco potesse o no arrivare su quel pallone quindi avere almeno il beneficio del dubbio sarebbe lecito. Altresì si evince dalle immagini molto chiaramente che la spallata di Brkic è volontaria. Allora io penso che se uno fa una furbata e lo beccano perchè gridare allo scandalo? Allora ci si marcia sulle polemiche.

Fra l’altro c’è un rigore clamorosamente inventato di Pazzini che fa una simulazione incredibile e nessuno ne parla; c’è un espulsione assurda di Osvaldo e nessuno ne parla. A Bologna non viene intervistato il Presidente e neanche quello della Roma a Milano. Pozzo dell’Udinese invece si…e certo a Bologna e a Milano mica giocava la Juve! Sul rigore c’è davvero l’imbarazzo della scelta su chi abbia fatto il peggiore commento ma questa volta il premio lo diamo a quelli di Sky che prima dicono che è nettissimo e poi a fine partita dicono che è dubbio. Almeno mettersi d’accordo prima fra di loro e non prenderci per i fondelli così. Chissà quale imbeccata dall’alto hanno avuto per cambiare idea? E si che la polemica-Juve vende bene. Amici mi segnalano che anche il commento Radio Rai è stato scandaloso. Avere un opinionista uno non antijuventino in tutte queste tv è come chiedere la luna nel pozzo. Ci dobbiamo accontentare dei cronisti tifosi che alla fine non fanno altro che aumentare questo solco fra noi e tutto il resto. Strano però, visto che tutte queste tv pubbliche e non le finanziano pure gli Juventini.

Capitolo nazionale Insigne respinge il paragone con Cassano e dice di ispirarsi a Del Piero. Grande! Però occhio che a Napoli per una roba così son capaci di non farti vivere. Prandelli invece difende Conte (bontà sua), ma dichiara che tutti , compreso lui, studiano Zeman. Allora finalmente s’è capito perchè in finale di Europeo ne ha presi 4. Andiamo avanti. E’ di oggi la notizia che l’Inter e la Telecom son stati condannati per spionaggio nei confronti di Bobo Vieri ma anche qui Palazzi e la Figc fanno finta di non vedere e i tifosi di questa squadra possono ancora continuare a cantare allegramente che loro sono onesti. Fra spiate passaporti falsi e prescrizioni varie basta crederci. Mi chiedo come fanno in Figc a continuare a difendere quello scudetto cartonato. Mi chiedo se vale ancora la pena per noi di stare in Italia.

E veniamo al calcio giocato. Prima mezzora con l’Udinese da cancellare , troppo lenti, troppo molli, troppo prevedibili. Fortunatamente se ne è accorto pure Carrera. Mi chiedo se non sia un problema di preparazione, visto che anche contro il Parma siam venuti fuori alla distanza. Molto bene devo dire Marchisio, vero polmone di questa squadra. Corre per tutti e dall’inizio. Spesso non è assecondato dai compagni nei suoi inserimenti. Bene la coppia Giovinco-Vucinic, anche se a mio modo di vedere cercano troppo le giocate complicate. A Vucinic bisognerebbe fare un’ inniezione di voglia di giocare perchè ci mette sempre veramente un secolo a carburare ed è un vero peccato perchè con i piedi che ha non dovrebbe accontentarsi di esser uno bravo ma dovrebbe mirare ad esser uno dei migliori. Giovinco s’è sbloccato spero ora giochi più sereno. Matri l’ho trovato invece eccessivamente nervoso. Sarà perchè forse non sente molta fiducia dell’ambiente. La ricetta è lavorare sodo, la stagione è ancora lunga, gli impegni tanti, e ci sarà spazio per tutti. D’altronde stare in una grande squadra significa anche abituarsi alla concorrenza. Sul piano del gioco per concludere, vedo ancora troppo tiki taki davanti all’area per i miei gusti, ma siamo sulla buona strada. In definitiva troppa Juve per cosi poca Udinese. La differenza già è sostanziale poi la coppa indubbiamente ha pesato e fatto il resto. Espulsione o non espulsione , rigore o non rigore, questa partita la Juve l’avrebbe vinta 99 volte su 100 e lo ha ammesso lo stesso Guidolin da gran signore. Come ha titolato giustamente il Tuttosport tutti a guardare ”il dito” dell’arbitro Valeri e nessuno a guardare ”la Luna” del gioco Juve. Ve ne accorgerete presto e a vostre spese.

Il resto del campionato infatti è veramente una mezza comica. Il campo del Napoli è una spiaggia da beach soccer e non dovrebbero giocarsi partite in un campo così. Roba che non si vede neppure in lega pro. Questa squadra poi riesce a giocare di rimessa pure contro il Canicattì. Il Milan è poca cosa, con una difesa imbarazzante è stata in balia per molto tempo del Bologna, poi un rigore inventato, una papera del portiere Agliardi e la partita l’han portata a casa. Ma quante partite si vincono così? 2-3 poi i nodi vengono al pettine. Hanno risolto un poco di problemi con Pazzini che è uno che la mette dentro, ma l’impianto di squadra non è veramente granchè. Roma e Inter è stata spacciata per grande calcio. Ah ah ah. Due squadre lunghissime fin dai primi minuti, con delle difese sconce. L’Inter poi ha preso gol da squadre di cui non ricordo neppure il nome Vulcis Vuchi Vulvi ….”ma chi so”??? Bel calcio davvero…tenetevelo. E bel bidone Cassano, uno che gioca ”una mezzorata” a partita. A mio modo di vedere pure Ranocchia è stata un gran bene che sia rimasto li, abbiamo già Bonucci che ci da di tanto in tanto delle preoccupazioni.

La Juventus davvero per chi ha l’onore di tifarla o il piacere di vederla gioca un altro calcio. Siamo dieci anni avanti rispetto agli altri in Italia, oppure è il calcio italiano (eccetto noi) che è indietro rispetto al mondo, perchè davvero basta capirne un poco per vedere la differenza. Credo di poter dire che l’unica eccezione in Italia oltre Conte sia Montella. Per il resto: vale la pena stare ancora qui?

Io me ne andrei … riproviamo un’altra volta non è detto e poi…non si sa mai .
Io me ne andrei …cominciamo dal principio tutto quanto vuoi?!… (Claudio Baglioni)

Alessandro Magno

Udinese-Juventus Domenica 2 settembre ore 18 – Udine -Stadio Friuli : Il crollo dell’Udinese

 

di Luna 23

 

 

Per l’Udinese non deve essere stata una serata facile, reduce dalla fallita qualificazione in Champions League, è stata castigata da una nostra spietatissima Juventus, in inferiorità numerica quasi tutti e due i tempi è rimasta stesa, stecchita da una Juve sempre più all’altezza di vincere.

Il match  è cominciato con i padroni di casa sul piede di guerra, l’intenzione era di vincere, il ritmo imposto alla Juve era serrato, tanto che i nostri pativano il pressing facendo  fatica a contenerlo, ma poi … un intervento irregolare su Giovinco in area, un calcio di rigore (questa volta Vidal ce la fa) e un’inaspettata espulsione del portiere, rovescia un assetto che porterà l’avversario alla miserabile sconfitta , nel giro di 10 minuti l’Udinese è annientata.

Come ho detto, i nostri non sono entrati in partita subito, c’era confusione soprattutto a centro campo, Pirlo passava la palla  ai  suoi colleghi, i quali  gliela restituivano così com’era, no in questo modo,  non poteva andare! mentre l’Udinese pressava con  un insidiosissimo attacco , tutto faceva pensare che   sarebbe stata tosta. E invece no, rimasti in 10,  l’Udinese cambiando assetto si è spenta come una candela, e sono saltati fuori altri tre gol. Da un’idea di Asamoha che  messo  il pallone direttamente sul piede di uno  smarcato Vucinic, ecco un gol   realizzato dal montenegrino  in girata, la difesa avversaria è rimasta  paralizzata,  Il gol è perfetto, imparabile .. ma il “re della serata” si può proprio dire sia stato Giovinco, che dopo molte botte, errori e tiri imprecisi, riuscirà a segnare due volte grazie agli interventi di Pirlo e Marchisio.  Questa è la Juventus di Conte, degli uomini scelti, voluti ed imposti da lui. Un po’ meno bene, è andata la coppia in  attacco Quagliarella e Matri, entrata  al 73mo, ma senza conseguenze, in quanto il risultato era già al sicuro da un pezzo.

Niente servirà il gol di Lazzari, lasciato solo da Bonucci e Barzagli, a recuperare un risultato ormai compromesso.

Al posto dell’allenatore: condivido questa volta la tempistica dei cambi, forse avrei tolto un pochino prima Vucinic, ma tutto sommato i due attaccanti sostituiti avevano dato tutto, meglio due forze fresche anche con scarso rendimento che lasciarne di stanchi, idem per Chiellini, che ha disputato un’ottima partita nonostante l’infortunio.  Direi che Carrera ha saputo dirigere intervenendo positivamente circa la  gestione dei giocatori.

Questa, non è una Juventus perfetta, dal gol clamorosamente errato da Lichtsteiner alle diverse sviste commesse da Bonucci e Vucinic,  per’altro spesso atterrato, ma in qualche modo, nella sua imperfezione la squadra funziona. Forse Giovinco ha trovato la strada giusta e  manca ancora un attaccante con la A maiuscola, che possa affiancare gli altri …speriamo in questo nuovo arrivo, Bendtner, sappia interpretare al meglio i desideri della Juventus e del suo staff.

Naturalmente, il peggio dovrà arrivare, ne avremo in futuro di gatte da pelare, i nemici inferociti si sprecano, in ultimo si è aggiunto anche il Toro che da ben due anni non avevamo l’onore di incontrare.

Chiusura di incontro senza troppe polemiche, se non per  l’espulsione del portiere, probabilmente per proteste, un colpo indubbiamente ad inizio partita, ma in 10 si può anche vincere .. il risultato comunque è stato lampante ..la Juve è in gran forma .. Ed è bene, perchè tra poco ci sarà la champions.

Luna23

 

 

 

Udinese – Juventus 1-4 Sintesi.

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La cipolla sulla Torta. La situazione al 31 Agosto.

 

di Alessandro Magno

Sono di ieri le ultime importanti novità sul fronte Juventus – calcio mercato e sorteggio di Champions League. Per la seconda direi che non ci possiamo lamentare in alcun modo, se consideriamo che non eravamo teste di serie ci è andata discretamente bene. Al Real Madrid ad esempio non è andata affatto così. Il girone di Champions ci porta in dono i detentori del Chelsea (però orfani di Drogba), lo Shakhtar Donest di Lucescu (vecchia conoscenza del calcio italiano) e gli esordienti assoluti del Nordsjelland.

LE DATE – 19/9: Chelsea-Juventus; 2/10: Juventus – Shakhtar Donetsk; 23/10: Nordsjelland – Juventus; 7/11: Juventus – Nordsjelland; 20/11: Juventus – Chelsea; 5/12: Shakhtar Donetsk – Juventus.

La vera sorpresa negativa sarà quella di esordire con il Chelsea in casa loro, ma siamo la Juve e non ci possiamo spaventare di questo, nè tantomeno di un eventuale sconfitta, che qualora accadesse potrebbe tranquillamente non pregiudicare la qualificazione. Contro i danesi e gli ucraini invece dovremo giocarci il passaggio del turno e francamente non mi pare un impresa impossibile.

E veniamo ora al calciomercato. La mossa di Marotta su Berbatov che stava andando alla Fiorentina è stata effettivamente da dilettanti, non tanto per aver cercato di soffiare questo presunto top player ai viola mentre già si stava recando a Firenze, ma per il fatto che non vai a ”ciulare” un giocatore come questo, che top player non è, alla squadra con cui ti sei messo a sedere più e più volte per Jovetic e dal quale pare hai strappato una mezza promessa per l’anno a venire. Va da se che il prossimo anno quando gli chiedi Jovetic quelli te lo danno sui denti e hanno pure ragione. Un dispetto deve valere la pena e Berbatov visto che poi è andato al Fulham non ne valeva la pena. Anzi il fatto di non averlo preso ha fatto fare la figura del cretino a Marotta per due volte.
Detto questo, il piagnisteo dei Della Valle per questa operazione di mercato e l’enfasi data a questa notizia dai media e giornalai vari non ha giustificazione. Nel calcio mercato da sempre tutto o quasi è lecito, prova ne sia che proprio in questa sessione avevamo quasi chiuso con il talentino Verratti del Pescara (eravamo ai dettagli mancava il prestito di un giovane visto che Bouy si era rifiutato) è arrivato invece il Paris Saint Germain con i soldi alla mano, ce lo ha portato via sotto il naso, e nessuno e dico NESSUNO si è lamentato del comportamento scorretto del PSG. Men che meno la Juventus se ne è uscita con comunicati piagnoni. E ha fatto bene perchè nel calciomercato chi dorme non piglia pesci, e vale per Marotta come per Pradè e i Della Valle.

Per quanto riguarda la Juve invece è arrivata una delusione abbastanza significativa a mio modo di vedere le cose. Dopo aver inseguito tutti i top player di mezza europa Dzeko, Higuain, Robben, Suarez, Van Persie, Cavani , Jovetic , Llorente (8 giocatori 8) e non esser riusciti a prenderne nessuno, dopo aver cercato di tappare questo buco con l’ex top player e anzianotto Berbatov di cui abbiamo detto, che ha preferito il Fulham a noi, si è andati a prendere (in prestito) Bendtner, ex promessa mai sbocciata dell’Arsenal . Uno che è sicuramente un centravanti ma non è un top player nemmeno alla play station. Uno che ha all’incirca una media realizzativa di un gol ogni 4-5 partite in Inghilterra, roba che da noi pur mantenendo questa media non giocherebbe mai e poi mai titolare. Ricordo che si critica (non io) Matri che ha una media gol minuti giocati di un gol ogni due partite circa. Ci sono tutti gli ingredienti per esser ragionevolemnte delusi. E’ come se per tutta l’estate ti hanno promesso di uscire con tutte le stragnocche del globo e alla fine ti arriva un mezzo cesso. Ripeto c’è da esser ragionevolemente delusi da tutto ciò. Se questa doveva esser la ciliegina sulla torta di un evidente buon mercato ( Asamoah , Pogba, Masi, Lucio, Isla, Giovinco) direi che Marotta ci ha messo sopra una cipolla. Ecco questa la definirei la cipolla sulla torta. In tutta franchezza avrei preferito dare una chanse a Immobile, uno che non mi sembra abbia nulla da invidiare a Bendtner se non la sfiga di avere un cognome italiano. Se era Immobiler ed era tedesco magari giocava da noi. Ora mi pare che Bendtner ha chiesto pure il numero 10; mamma mia speriamo di no. Non che io abbia nulla in contrario a schierare quel numero, anzi sono stato sempre per il non ritiro di nessuna maglia, però davvero passare da Del Piero a Bendtner sarebbe come passare da Platini a Magrin. Io eviterei. Magari chissà, forse per addolcire la pillola ai tifosi potrebbe esser utile invece schierarlo con la scritta sulla schiena: ”Van Persie sul campo”.

Perdonatemi l’ironia, almeno ci facciamo una risata, ma per il secondo anno consecutivo Marotta non riesce a prender un top player (l’anno scorso non riuscì a prendere Aguero e Rossi) e questo per un Dg della Juve è un fatto grave, aldilà del fatto che io ritenga comunque la Juve la migliore rosa del campionato italiano. Se sei della Juve vuoi sempre il meglio e io sono della Juve.
In conclusione nessuno remerà contro Bendtner nè tantomeno contro la Juve, credo che di questo mancato acquisto del top player se ne gioverà più di tutti Alessandro Matri che per fortuna non è stato regalato al Milan; altra sciocchezza che si stava per compiere e dobbiamo solo ringraziare che il Milan non aveva i 15 milioni richiesti e lo voleva in prestito, altrimenti questa scemenza si era fatta. Può darsi che sia Matri il valore in più in attacco che l’anno scorso è mancato. Me lo auguro di tutto cuore. Chi vivrà vedrà, nel fra tempo forza Juve, forza Bendtner e … forza Matri.

Alessandro Magno

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