Due tirate di orecchie ad Antonio Conte

Parma-Juventus è stata un film già visto. Donadoni aveva promesso di giocarsela a viso aperto e non è stato di parola. Ormai si è sparsa la voce che patiamo le squadre catenaccio e contropiede, quindi aspettiamocene molti di avversari così da qui alla fine. Mister Conte dovrà cambiare e trovare le soluzioni. Premesso che stimo moltissimo questo nostro allenatore e il lavoro egregio fatto fino ad ora, e premesso che continuo a credere ancora In questo suo lavoro, le due tirate di orecchie che voglio fargli son presto dette.
La prima è che finalmente è arrivata, purtroppo tardiva, l’incazzatura per gli arbitraggi. Troppo politically correct per i miei gusti quella Marottiana post Siena. Purtroppo come sostiene il mio grande amico Enzo Ricchiuti lamentarsi dopo non serve a nulla, molto meglio se questo chiasso fosse stato fatto preventivamente come per altro io da molto tempo vado scrivendo. Almeno si erano messe le mani avanti e gli arbitri in allarme. Fra Siena e Parma ci mancano 4 punti anche per colpa degli arbitri.
Su questo argomento però adesso mi fermo qui , non voglio essere noioso, chi mi legge sa benissimo da quanto tempo lo scrivo.
La seconda tirata d’orecchie che voglio fare al Mister invece ha un nome e un cognome e si chiama Alex Del Piero. Ho occhi per vedere anche io, e anche io vedo che Vucinic corre e aiuta la squadra, tuttavia gioca in un ruolo dove bisogna fare gol e lui ne fa troppo pochi. E anche nella classifica degli assist non brilla in particolar modo. Oltretutto ha una continuità incredibile nello sparire dal campo nei secondi tempi.
In questa squadra tutta corsa , muscoli, sacrificio e dinamismo manca la fantasia, o meglio, c’è ma è in panchina.
Sia contro il Siena che contro il Parma è mancato il guizzo del Campione, l’invenzione, la giocata. In entrambe le partite Conte non ha fatto entrare Del Piero, a mio avviso sbagliando. Alex non avrà più la corsa degli anni migliori, ma i piedi ancora ci sono e in Coppa Italia lo ha dimostrato.
Capello, che per stessa ammissione di Conte è uno di quei maestri che non ha avuto e che avrebbe voluto avere, nei due campionati vinti e dominati dalla sua Juventus, usava moltissimo Alex part-time e lo stesso spesso gli toglieva le castagne dal fuoco.
Conte impari. Sta facendo un campionato con 14 uomini, non ce la può fare. Ha parlato spesso di step da superare, questo è il suo step, oggi deve dimostrare di avere in testa le soluzioni per
far diventare grande questa Juve. Noi ci crediamo.

Alessandro Magno

Milan-Juventus 1 – 2 Sintesi (coppa Italia)

http://www.metacafe.com/watch/8071465/

Sapessi come è strano (per qualcuno) vincere a Milano

Battere il Milan in casa sua, anche se è “solo” una semifinale di Coppa Italia dà sempre un piacere particolare. Poi batterli due volte su due aumenta il gusto.
Di questo passo diventeremo un incubo per Allegri, Ibra e la sua banda. La partita è stata bella, soprattutto nel secondo tempo. Il Milan ha dimostrato che a differenza della Juve ha ben poche idee e trame di gioco, si basa sostanzialmente sulla vena creativa dello svedese, supportato qua e là, da altri solisti. Ieri Zlatan è stato un poco più vivace, rispetto ad altre partite di cartello, e Barzagli e Chiellini si son dovuti impegnare, non senza qualche difficoltà, per contenerlo; tuttavia sono riusciti nell’intento e bloccato lui metà del lavoro è fatto. La Juve, altresì, è un bel “martello” con i suoi corridori Giaccherini ed Estigarribia. Manca di fantasia – anche se ieri con Del Piero in campo, andava meglio – ma la consapevolezza dei propri mezzi infusa ai giocatori da mister Conte è qualcosa di straordinario. C’è una determinazione nei singoli e una propensione al sacrificio per la squadra, che è encomiabile. Non abbiamo paura di nessuno e in campo si vede.
Complimenti a Caceres più di tutti, per i due gol ovviamente, ma soprattutto per essersi subito calato nella parte senza paura. Bentornato a casa figliolo.
Questa squadra sembra aver trovato una sua quadratura con il 3-5-2, anche se perde qualcosa davanti. Non ha alcun problema ad affrontare squadre che come il Milan se la giocano, bisognerà migliorare con le squadre che si chiudono a riccio. Comunque sia questa Juve che non perde mai, è tornato un gran piacere da guardare.

Chiudiamo con i complimenti allo stile Milan, al ricorso presentato per la squalifica di Ibra, al lamentarsi di Allegri per i soli 2 minuti di recupero, all’ennesimo schiaffetto che lo svedese rifila a un avversario (Storari) a gioco fermo. Complimenti al fair play di Mexes che cerca di accapigliarsi con Chiellini a fine gara nonostante fosse con Ambrosini un miracolato dell’arbitro Mazzoleni visto che almeno uno dei due, se non entrambi, avrebbero potuto non finire la partita. A Mazzoleni che non ci fischia una punizione dal limite nemmeno a pagarlo a peso d’oro… paura di Del Piero eh?
Complimenti al fastidio con cui Allegri risponde alle domande in conferenza stampa, si dice che non stava bene (pare avesse la febbre). Mah, sarà. Intanto più che la fronte gli brucia… la sconfitta.
Avete ragione, avete al Milan uno stile tanto inimitabile che infatti ci teniamo a non imitarvi. Ci teniamo il nostro. Tenetevelo pure e pure queste altre due sberle. In campo però non in faccia.

Alessandro Magno

Milan-Juventus 2012 (Coppa Italia) Grande Caceres!

Grande Caceres!Che appena tornato ha subito fatto vedere chi è  regalando la vittoria alla Juventus contro una quasi prima in classifica, il Milan.

Non vi nascondo che il primo tempo è stato noioso, le due squadre non si sono applicate un gran chè,  anche Ibrahimovic grande sorvegliato speciale della serata non si è mostrato pericoloso, idem noi, solo qualche brivido in difesa,  El Shaarawy  desideroso di farsi notare e lasciato tutto solo ci ha provato nel primo tempo ma concretizzerà nel secondo.

A differenza del centro campo piuttosto omogeneo, la nostra  difesa non è mai allo stesso livello, Barzagli si è confuso  spesso e Bonucci non riesce proprio ad essere da Juve, Chiellini però stasera c’è e sovente rimedia agli errori degli altri, ma costerà caro la svista di lasciare solo El Shaarawy che finalizzerà in gol un cross di Antonini.

Siamo sull’1-1, Allegri crede di poter vincere e cerca di convincere i suoi a fare altrettanto, un gol di Ibrahimovic per fortuna annullato per fallo di mano, ci mette in allarme, “Attenzione in difesa” perchè il Milan c’è. Ma niente potrà fare contro un Caceres molto determinato che all’ 83mo realizzerà un gol talmente bello e perfetto che lascerà Amelia a bocca aperta. Al 92mo la partita finisce, l’arbitro Mazzoleni non concede altro oltre al tempo di recupero concesso, la Juventus vince in casa del Milan, partita risolta da un difensore, e i nostri attaccanti? Non c’è stato verso di farla entrare per Del Piero, Quagliarella e Borriello, immagino come questo possa impensierire Antonio Conte, certo, in una squadra di 11 persone al di là del ruolo, tutti hanno “licenza di segnare” meno i nostri attaccanti e non in questa Juventus, dove centrocampisti e difensori risolvono la partita un po’ troppe volte. Antonio Conte, nonostante schieri la formazione tale e quale quella del primo tempo, decide in seguito di sostituire Del Piero, Borriello e Padoin, puntando tutto sull’attacco con Vucinic e Quagliarella, e rinforzando il centro campo con Marrone, ma il pallone lo vede solo Caceres e gli altri non possono che guardare. I cambi sono stati corretti, Borriello nonostante ci provi è bloccato, e i suoi ex compagni non gliele mandano a dire, giusta la sostituzione, un po’ enigmatica l’uscita del capitano a favore di chi meglio di lui non è, ma questa è sempre una strategia. Il risultato c’è stato eccome, la Juventus con una formazione sperimentale ha battuto un Milan desolato, affannato che non ha risparmiato calci ed altre cose per tutti.

E per non farsi mancare niente, ecco la baruffa finale sedata da abbracci di circostanza, finalmente si può chiudere ed andarsene a dormire!

 

Luna23

 

 

Una storia vera

Tornando a casa trovo nella cassetta della posta un avviso di garanzia.

Apro il plico e scopro di essere stato accusato di furto.

Non ho rubato da solo, la stessa citazione arriva ai miei amici Riccardo, Bernardo, Abelardo e Bardo.

Ad accusarci è stato un nostro ex compagno di giochi, Ermenegildo, con cui abbiamo litigato alcuni anni addietro.

‘Er Mene, come lo chiamiamo noi, ci accusa di avergli rubato le galline che lui aveva comprato con due soldi alla fiera dell’est.

Sbigottiti io, Riccardo, Bernardo, Abelardo e Bardo ci rechiamo in tribunale per farci interrogare e troviamo ad attenderci il plurimaresciallo Giuncata: “Egregi sporcaccioni e infami, vi piace il bollito misto con mostarda, eh?”

Scopriremo in seguito che le accuse sono partite da alcune intercettazioni telefoniche in cui comunico ai miei compagni: “I galletti hanno mangiato i crauti”. Spieghiamo subito al graduato che era un modo come un altro per dire che la Francia aveva battuto la Germania nella partita del giorno precedente.

Niente da fare, si va al processo. L’accusa è di aver costituito un’associazione a delinquere dedita al furto di galline.

I nostri avvocati, allora, chiedono al Tribunale di avere i cd di tutte le intercettazioni telefoniche, si recano in Cancelleria e si sentono chiedere € 60.000 (avete letto bene, ve lo scrivo anche in lettere, sessantamilaeuro) per le spese di masterizzazione dei dischetti. Supposta n°1.

Dopo alcuni giorni ricevo una chiamata dal mio avvocato. È molto arrabbiato perché non riescono ad aprire ed ascoltare alcuni cd. Quelli in cui ci sono le telefonate di Abelardo. Supposta n°2.

Nel frattempo il plurimaresciallo Giuncata è molto impegnato a far trapelare le conclusioni a cui lui è già giunto. Un giornalista suo amico, Fabrizio Pollenti, svela sul suo quotidiano di color marrone i risvolti dell’indagine e afferma che, finalmente, è stata sgominata la banda dei ladri di galline. Le nostre facce vengono sbattute in prima pagina, siamo i mostri del paese, la gente ci chiama “ladri e farabutti”. Facciamo notare al giornalista che siamo ancora alle fasi dibattimentali ma lui, imperterrito, è convinto delle sue azioni e scrive in prima pagina: “Le telefonate parlano chiaro” e il giorno dopo “Ragazzi, non così” e quello dopo ancora “Ecco come entrarono nel pollaio”. Supposta n°3.

Il sindaco del nostro paese, molto indignato a causa della cattiva pubblicità che sta infangando il buon nome del suo comune, invita tutti i cittadini ad aiutare le forze dell’ordine ed eventualmente collaborare. Il sig. Berretto, allevatore di pennuti, si presenta in caserma perché, proprio qualche mese prima dello scoppio dello scandalo, ha subito un furto. Non lo aveva denunciato prima, ma era quasi sicuro di aver visto chi gli aveva sottratto gli animali: il Sig. Ermenegildo, il nostro accusatore! Il plurimaresciallo lo caccia immediatamente via: “Ermenegildo non ci interessa”… Supposta n°4.

Mentre tutti noi siamo preoccupati per il processo imminente, un giorno un abitante del paese limitrofo ci incontra per strada e, avendoci riconosciuto, ci racconta di aver assistito alla presentazione dell’ultimo disco dei “Pietra & olio”, cover band di successi latino-americani, la cui cantante è la figlia del Magistrato che guida le indagini del nostro processo. “Scusa, amico del paese limitrofo, ma chissenefrega dei petra&olio! Noi rischiamo la galera e tu mi vieni a parlare di salsa e merengue?” Sbotta stizzito Bardo, ormai vicino ad una crisi di nervi. “Non ho mica finito!” insiste l’amico del paese limitrofo. “Non potete nemmeno immaginare chi ho visto al tavolo del buffet mentre parlottavano tra di loro a bassa voce, quasi avessero paura di essere riconosciuti…” L’amico del paese limitrofo pretendeva di fare gli indovinelli e la portava per le lunghe. Alle nostre più che giustificate rimostranze si decise finalmente a rivelare chi fossero questi personaggi misteriosi. Ad abbuffarsi di rustici e salatini erano il P.M., il plurimaresciallo Giuncata ed Ermenegildo, il nostro accusatore! Che ci facevano insieme? Supposta n°5.

Una mattina eravamo nello studio del mio avvocato per analizzare i capi d’accusa e le prove che gli inquirenti dicevano dimostrassero la nostra colpevolezza. In una telefonata io e Riccardo stavamo parlando dell’ultima volta che eravamo stati a mangiare il pollo fritto da Mc Donald’s. Secondo Giuncata era la prova che i ladri fossimo noi.

Sono state rubate delle galline ==> A te piace il pollo ==> Tu hai commesso il furto!!!

Preciso, no?!?!? Supposta n° 6.

Il primo giorno del processo prendo la parola e, rivolgendomi al giudice, faccio notare che a molte persone piacciono il pollo e le carni bianche in genere.

“Obiezione!” grida subito il Pubblico Ministero: “Piaccia o non piaccia, non ci sono telefonate di altre persone che affermano di gradire gallina in brodo, petto di pollo o pollo e patate. E chi afferma il contrario è un bugiardo o è in malafede”. Qualche tempo dopo il nostro perito, incaricato di riascoltare tutte le intercettazioni telefoniche a nostro carico, ne trova una in cui ‘Er Mene aveva chiamato Bernardo chiedendogli di andare insieme a cena, che aveva una gran voglia di tocchetti di pollo panato in salsa tonnata. Tombola! Pensiamo tutti. Possiamo smentire l’accusa e smontare le prove contro di noi. Nell’udienza successiva facciamo ascoltare al giudice la telefonata, sicuri di aver colpito nel segno. Il Pubblico Ministero si difende: “Questa telefonata non è rilevante”. Suppostone n° 7.

Non voglio proseguire oltre, il processo presentò molti altri colpi di scena, molte altre oscenità vennero alla luce mentre altre continuano ad essere coperte da segreto di Stato, perché collegate a procedimenti molto più importanti e gravi. Non serve andare oltre, giunti a questo punto posso già chiedervi come vi sentireste al posto del protagonista che, in maniera del tutto immaginaria, ho voluto rappresentare. Ve lo chiedo perché quella che vi ho raccontato è una storia vera, di un processo vero tenuto in un Tribunale della Repubblica Italiana, di un team di forze dell’ordine che ha fatto queste ed altre cose di cui non andare orgogliosi e di cui, presto, dovranno rendere conto.

Non si trattava di galline ma di partite di calcio, ma la vicenda si è svolta partendo dagli stessi presupposti e gli accadimenti sono all’incirca quelli indicati.

Per questo, e per molto altro, noi continueremo a chiamarla farsopoli, indipendentemente da come finirà tutta la storia. Doveva essere un’ottima occasione per migliorare il movimento calcistico professionistico, in realtà volevano solo distruggere una squadra, col beneplacito di alcuni proprietari della stessa. Peccato che l’amministratore fosse allergico al pollo arrosto…

 

Giuseppe Simone www.juvenewsradio.it

Tanto va l’arbitro al lardo che fa qualche casino

Probabilmente ”da grande” farò l’indovino. Già dalle partite di inizio campionato scrivevo che il clima degli arbitraggi sulla Juventus non mi piaceva, ma ultimamente rincaravo parecchio la dose. Che volete, sentivo aria di fregatura, aria fetida. Mi aspettavo tuttavia che il pacco ce lo impacchettavano in qualche scontro diretto o almeno di cartello, e non in una partita cosiddetta “facile”. Delle due l’una: o ce ne faranno ancora, per cui questo è stato solo un incidente non previsto, oppure l’arbitro Peruzzo ha voluto strafare e allora forse vuoi vedere che mi tocca pure ringraziarlo, visto che ha fatto scoprire una volta per tutte quello che vado affermando da un po’ di tempo e cioè che gli arbitri sono educati a ”nel dubbio fischiate contro la Juve”. Voglio essere molto chiaro: non è vero che la partita l’ha pareggiata la Juve, perché non è stata capace di segnare. Capita a volte di giocare male e a volte gli episodi ti fanno girare la lancetta della fortuna da una parte o dall’altra, e anche quella dei punti in classifica. Oltretutto una solo verità è incontrovertibile ed è quella che se c’è un rigore netto me lo devi dare. Non è normale che la Juventus prima in classifica abbia solo un rigore a favore in 20 giornate, fra l’altro non decisivo ai fini del risultato. Non è normale che abbia questo score avendo un possesso palla sempre largamente superiore alla squadra avversaria. Non è normale che sia l’unica squadra al mondo ad essere prima in classifica avendo più rigori a sfavore che a favore. Oggi il rigore negato lo vedeva pure un cieco bendato, e l’arbitro non solo era vicino in posizione invidiabile ma nell’accadere dell’episodio è fuggito a gambe e braccia levate come a dire ”ma figuratevi se vi fischio un rigore”. Io in quella fuga ci ho visto una grandissima malafede. E’ altresì assolutamente vero che la Juve non è stata particolarmente brillante, come è vero anche che alcune scelte del nostro mister non sono state proprio indovinate, ma mi sono rotto le scatole di fare il signore e di voler sempre fare il superiore quando puntualmente andiamo in campo a giocare in 11 contro 12. Il Siena ha fatto la sua onesta partita, ha eretto il suo fortino e si è difesa dentro alla grande. Onore al Siena non ha rubato nulla, non si può dire altrettanto dell’arbitro. Queste sono le classiche partite che ti possono girare a favore con un episodio, e quello era un episodio. Non vogliamo regali, vogliamo quello che ci spetta, vogliamo i rigori quando ci sono. Oggi quel rigore valeva 3 punti. La società se ne è accorta, forse la misura è colma. Hanno mandato Marotta a protestare pubblicamente in tutte le reti, anche se a Mediaset dopo che lo hanno salutato ci han subito ricamato contro, ricordando che in Juve-Cagliari c’erano stati altri falli di mano non rilevati dall’arbitro, senza ovviamente rimarcare che non erano falli cosi macroscopici come quello di oggi. Ma d’altronde conosciamo lo stile di Mediaset, chi ha visto come hanno analizzato l’espulsione di Ibrahimovic in Milan-Napoli sa a che cosa mi riferisco. In verità Marotta è stato fin troppo signore usando toni fin troppo pacati, pur dicendo le cose che doveva dire. Nonostante ciò, che la Juve si sia mossa è un precedente importante, perché se non ci si vuol far fregare è bene stare con gli occhi aperti e se ci sono tentativi del palazzo di indirizzare la cosa, come è evidente che ci sono, è bene denunciare la questione. Per conto mio sarebbe stato meglio se ci fosse andato il Presidente Andrea Agnelli (più carismatico di Marotta) o avessero dato la possibilità di commentare al sanguigno Conte, così che ci facevamo pure due risate, perché sono convinto che a Conte gli hanno detto di evitare… Ma ripeto, almeno è un precedente importante. Ultima precisazione sul signor Peruzzo: nel finale su un calcio d’angolo che non c’è e ha gentilmente donato ai nostri avversari, ha chiesto a Buffon se l’avesse deviata e Gigi gli ha spiegato di non averlo fatto. Bene il signor Peruzzo ha deciso di dare lo stesso il calcio d’angolo al Siena, nonostante in numerose altre occasioni Buffon avesse sempre dato dimostrazione di grande lealtà e spirito collaborativo nei confronti dell’arbitro di turno. Ora mi chiedo: che cavolo glielo ha chiesto a fare visto che aveva già deciso diversamente? Giustamente Buffon a fine gara era inviperito. Questo, se ce ne fosse ancora bisogno, è per rimarcare quanto gli arbitri oggi siano contro di noi e della nostra collaborazione se ne infischino altamente. A noi non ci danno un rigore clamorosamente solare e a Milano a momenti ci vuole un consiglio d’amministrazione per dare un rosso a Ibraihmovic che era sacrosanto. Si son dovuti confrontare in 4 via auricolare… Ci mancava solo che qualcuno chiamasse l’Aia. Siamo nuovamente contro tutti come ai bei tempi, però occhi aperti perché ci vogliono fregare.

 

Alessandro Magno

Juventus – Siena 0-0 Sintesi

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Juventus-Siena 2012

Un pallido sole non è sufficiente a permettere una temperatura sopportabile qui a Torino, ma lo stadio nonostante una spolverata di neve mattutina è perfetto per giocare, le squadre sanno che dovranno lottare non solo tra di loro ma contro un nemico comune: il gelo.

E’ finita in un pareggio inaspettato Juventus-Siena. Uno 0-0 sofferto, un rigore mancato e tanti errori, riconduce Antonio Conte ad analizzare il suo organico, sono mancati essenzialmente i ruoli di tre giocatori, Vucinic, troppo impreciso, a tratti scoordinato e spesso non lucido, condizione che ha fatto fallire i tentativi di andare in gol uno a porta praticamente vuota, idem per Vidal, grande assente di oggi e Marchisio non in forma ottimale di “salva-partita”.

Detto questo è un peccato, visto i risultati delle colleghe aspiranti al titolo, non averne approfittato, ma la Juventus degli ultimi anni non sa più farlo, anche vincendo spesso, la squadra non sa darsi quel colpo di gas per staccarsi dal gruppo delle inseguitrici, rimanendo dietro al solito punticino di distanza dalla seconda.

I cambi sono il vero problema di Conte, se in una partita li azzecca nell’altra no. Il Siena dal canto suo non voleva perdere e gli ultimi dieci minuti ha preteso di vincere, per fortuna uno splendido De Ceglie ha impedito questa eventualità, fermare i senesi è stata impresa ardua, sembravano 11 diavoli organizzatissimi con un portiere inaffondabile, tanto da rimediarsi un giallo per presunzione, in fondo la Juventus si è resa prevedibile, non ha sorpreso l’avversario, e si è velocizzata quando ormai era troppo tardi, gli avversari conoscendo anche a perfezione la modalità di Antonio Conte, hanno  chiuso tutti gli spazi bloccando ogni inziativa che si  concretizzasse in gol, bisogna dire comunque, che i tiri in porta non sono mancati, ma lenti, imprecisi o senza forza non hanno scomposto un portiere che non ha sbagliato praticamente niente.

Questa volta Antonio Conte non è stato più forte degli arbitri, il sig. Peruzzo non ha lavorato   tanto male, ma il rigore c’era e netto,  niente da fare, lo sanno tutti e Conte per primo che per noi i rigori saranno “out” per chissà quanti anni.

Questo pareggio è un’opportunità per ragionare, e comprendere che in questo sport servirebbe  costruirsi la propria fortuna sulle disavventure degli avversari, quale migliore occasione per noi oggi, con un Milan bloccato ed un Inter sempre più in crisi, andare avanti e mettere in cassaforte punti importanti.

La Juventus ha molte forze a disposizione ma non sono ancora ottimizzate, e gli errori maggiori si evidenziano con le squadre secondarie poco speranzose di vincere ma molto reattive quando si tratta della permanenza in A, concetto che mi auguro sia stato assimilato e visto il grande successo, sarebbe da sciocchi cascarci adesso.

Zero a Zero palla al centro … coraggio ragazzi che domani è un altro giorno!

Luna23

 

 

 

 

 

Intervista al Presidente Agnelli Andrea

Benvenuti ad Augusta Taurinorum

Un’altra lezione di efficienza è stata data a tutta l’Italia. Efficienza in campo e soprattutto fuori dal campo. Efficienza degli uomini di Conte nel gestire e vincere una sfida difficilissima, efficienza della città di Torino nel gestire un’emergenza meteo. Lungi da me affermare che a Torino non ci siano problemi, però la partita di ieri non è mai stata messa in discussione, questo è un fatto. Non siamo in Valle d’Aosta dove nevica sempre in questa maniera ma non è escluso che ciò possa accadere, di conseguenza aspettavamo l’evento organizzati, diversamente da altri posti dove magari per un acquazzone si blocca un’intera città. Ogni riferimento a Napoli è chiaramente voluto e non venite a farmi discorsi di razzismo che non stanno né in cielo e né in terra. Ieri l’altro a nessuno qui, nonostante la forza dell’avversario, nonostante avessimo giocato martedì contro la Roma e dovremo rigiocare nuovamente martedì, è venuto in mente di prendere la palla al balzo per riposarsi un po’. Gli spazzaneve e i mezzi spargisale hanno provveduto a garantire la viabilità fin dal primo momento. La Juventus non si è incontrata da sola con il prefetto per trescare alla spalle dell’Udinese, ma viceversa, già nel pomeriggio pubblicava comunicati sul proprio sito, che garantivano lo svolgimento dell’evento. Sono stato in contatto con amici che venivano con il treno da Rimini e con l’auto da Pisa e in entrambi i casi sono potuti arrivare allo Juventus Stadium senza grossi problemi. Perché nevicare nevica, non è che c’è il Sole.

Detto questo, la partita l’ho dovuta seguire sul Web. Mediaset Premium non è stata altresì così efficiente. Con la scusa della connessione Web ho potuto saltare da un commento all’altro, Sky e Premiun di Piccinini (normalmente le seguo con il commento di Zuliani). Dire che sono scandalosi è un eufemismo. Piccinini non riesce a spiegare un fischio dell’arbitro e se ne esce con un ”è fuorigioco di Matri” nonostante le immagini che vediamo tutti compreso lui, dimostrino che è tenuto in gioco da ben 3 giocatori. Su un mancato vantaggio a Lichesteiner, che potrebbe andare in porta da solo, si arrampica sugli specchi e non rileva che l’arbitro fischia fallo per un entrata a piedi uniti di Fernandes che sarebbe tranquillamente da giallo (il secondo). Caressa e Bergomi, invece, a sentirli quasi gli dispiace quando segna la Juve. Nel finale sulla distrazione di Bonucci riescono entrambi a non vedere il fallo che Floro Flores fa a Leonardo e ne vedono uno di Chiellini su Di Natale, che nonostante il nostro entri molto deciso coglie clamorosamente la palla con il piede. Anche questo chiaramente visibile a tutti dalle immagini TV tranne a Caressa e Bergomi, evidentemente. Insomma roba che davvero le nostre partite conviene andarle a vedere allo Stadio.

Cosa dire sulla partita? L’Udinese nonostante qualche assenza e un modulo speculare, che di fatto fa si che non si scopra nemmeno quando perda, è una squadra tostissima. Isla, Armero, Fernandes, Abdi sono tutti dei marcantoni che corrono quanto i nostri e a volte anche di più, ed è francamente la prima squadra che vedo correre più veloce di noi. L’Udinese sarà un osso duro per tutti e noi gli abbiamo preso 4 punti su 6, per questo motivo ha ragione Conte a dire che la vittoria vale doppio. Dopo i risultati di Inter e Napoli soprattutto, ma anche Roma, vale tripla. Il gruppo inizia a sgranarsi e in una domenica dove noi affrontavamo la terza e tutti gli altri affrontavano cosiddette ”piccole”, è un gran bel passo avanti. Resiste il Milan… Va bene così. Noi siamo più squadra di loro. L’arbitro Valeri non ha fatto particolari danni. Ha seguito la regola del palazzo per cui ”attenzione a non favorire la Juve” e quindi può tornare a casa sereno. Un applauso all’intervistatore Sky che ha posto la domanda a Guidolin, su cosa ne pensasse dell’arbitraggio. Domanda a cui Guidolin ha risposto con una faccia della serie: ”Ma questo dove cavolo sta parando, non è che mi sta chiedendo qualcosa che mi son perso?”.

L’ultimo pensiero lo dedico a tutti gli Juventini che sono andati allo stadio ieri, un applauso va fatto perché sono stati encomiabili. Con questo tempo non era facile. La Juventus in campo li ha ripagati alla grande. C’è stato un messaggio del mio amico di Pisa che mi ha particolarmente commosso. Mi ha detto di aver portato la sua nipotina Emma con sé e che prima di ieri sera la piccola (11 anni) non era nemmeno sicura di essere Juventina o meno… E a fine partita è uscita sciarpa al collo cantando ”… e Juve per sempre sarà”. Benvenuta piccola. Benvenuta nel nostro grande mondo, il mondo della Juve. Un giorno potrai raccontare orgogliosa di questa giornata vissuta allo Juventus Stadium con tuo zio, come io orgoglioso racconto di quando mio papà portava me e mio fratello a vedere la partita in tram. Quella che canti non è solo una piccola frase estratta da una bella canzone. Sono semplicemente la parole del tuo battesimo del tifo. Da oggi per te Juventus per sempre sarà. Benvenuta Emma e forza Juve.

Alessandro Magno

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