Juventus-Catania 2012 – Super Pirlo Show

Non c’è niente da fare ..Andrea Pirlo è la Juventus e non c’è Conte che tenga . Non si stava mettendo bene, al quarto minuto dal fischio di inizio, sotto di un gol, con una difesa che ha dormito e nulla ha potuto Buffon contro Barrientos svelto ad inserirsi in quello spazio incautamente lasciato aperto dalla difesa. Il Catania ha impostato un forte pressing sebbene la Juventus riuscisse a contenere rispondendo con la stessa intensità ma senza andare in gol, ma poi un miracolo Andrea Pirlo, lo trova allo Juventus Stadium su punizione .. un tiro dritto veloce trafigge la porta avversaria, Kosicky non può che guardare.

Si va a riposo con incertezza, la Juventus ha tenuto ma non è riuscita a chiudere la partita, tutto è rimandato nel secondo tempo che inizia con ritmi altissimi, e Pirlo c’è .. fa tutto corre, recupera, crea, difende, dirige i suoi compagni è un talento a tutto tondo, la squadra sente la sua presenza e si fa guidare proprio verso la vittoria, ma i minuti trascorrono e il gol del vantaggio non arriva, ma poi su calcio di punizione battuto da lui, Chiellini andrà in rete portando la Juventus in vantaggio .. e verso la fine, Quagliarella su assist sempre di Pirlo segnerà per il 3-1.

La partita è finita, la Juventus respira questa volta a pieni polmoni .. e tutti guardano verso di lui, Andrea Pirlo un grande regista, che sa prendere per mano una squadra e condurla verso la cima, anche l’errore del primo tempo, e il rendimento di un attacco dinamico e propositivo ma poco incisivo e spesso inconcludente, non rovina la festa bianconera, la vittoria 3-1 farà compagnia fino a sabato prossimo , giorno in cui se la Juve vorrà potrà aumentare di qualche punto il vantaggio dalla seconda. Juve ce la farai? A tirare fuori la tua rabbia, il tuo desiderio di vincere e non ti accontenterai nuovamente di uno 0-0? Questa è un’opportunità per dimostrare quanto vali e quanto si può ancora fare. Non buttarla via! E tu Andrea Pirlo .. riuscirai  a tenere duro fino alla fine, a non riposare mai? Ce la farai a far arrivare fino alla fine, a consegnare lo scudetto su un vassoio d’argento alla tua squadra?

Sono domande che immagino Conte si stia facendo spesso, e possiamo solo rispondere al posto suo sperando di sì, che ce la farà, perchè dalla sua ha tutto, la bravura, la maturità e un obiettivo per il quale si è impegnato. In tutta onestà Pirlo non è stata la sola stella che ha brillato questa sera, c’è stato un Giaccherini sempre più in forma e determinante, e Chiellini che non si fa mai pregare quando serve un gol urgente, una buona partita anche per De Ceglie, Marchisio e Pepe, nonostante abbiano perso un po’ di quello smalto che li aveva distinti su tutti durante il girone di andata.

Ma non tutte le stelle brillano, qualcuna è appannata, soprattutto in attacco, che spesso non riesce ad andare oltre la buona volontà. Stasera Borriello è stato scarso, e l’ingresso in campo di Vucinic non ha cambiato di mezza virgola l’andamento, anzi, il suo nervosismo e qualche stupidaggine gli ha fatto rischiare l’espulsione. Eh no .. Antonio Conte, non possiamo permetterci di metterci nei guai per queste scemenze, occorre ragionare ed intervenire a placare le teste calde, vietato sbagliare  .. la Vittoria ci aspetta!

Luna23

 

Parma – Juventus 0-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8099529/

“ORGANIZZIAMOCI”: LE NOSTRE MOTIVAZIONI (parte prima)

Anche se per qualche tempo non abbiamo fatto sentire la nostra voce,
noi di “Organizziamoci” siamo ben decisi a proseguire la battaglia
contro chi ha tentato inutilmente di “normalizzarci”, mettendo
proditoriamente in discussione il nostro recente passato. Con la stessa
determinazione continueremo ad offrire il nostro contributo, “razionale”
quanto appassionato, alla società che, con il ritorno di Andrea Agnelli,
ha imboccato la strada per riappropriarsi del ruolo da protagonista che
la storia le ha assegnato.
Non si ferma quindi la lotta per la verità di “Organizziamoci” che
trae, se è possibile, maggior vigore dalla pubblicazione delle
motivazioni su Calciopoli.
Motivazioni le cui conclusioni di condanna per Moggi e assoluzione per
la Juve sembrano una sorta di compromesso, tra la Dottoressa Casoria e
chi, sin dall’inizio del processo, ha fatto pressioni per un verdetto
del tutto simile a quello della giustizia sportiva. Resta la sensazione
che in un caso si sia condannato e non giudicato, e nell’altro il
giudizio sia scaturito dai riscontri oggettivi emersi nel dibattimento.
Noi di Organizziamoci vogliamo richiamare l’attenzione dei fratelli
bianconeri sulle posizioni di Moggi e della Juventus. In considerazione
però dei tanti argomenti, abbiamo diviso il documento in due parti
pubblicate distintamente. Oggi ci occuperemo del Direttore e
successivamente della Juventus.
Sentenza già scritta per Moggi.
Avendo seguito tutto il dibattimento che ha messo in luce una realtà
completamente diversa da quella distorta e spacciata per verità nel
2006, è stato subito evidente che la condanna di Moggi fosse la naturale
conseguenza di una sentenza rispettosa della “ragion di stato”, per
evitare gravissime conseguenze alle istituzioni (non solo quelle
sportive). E il nostro convincimento ha avuto una sconcertante conferma
dal Procuratore Generale di Napoli (dottor Lepore), che, dopo la lettura
della sentenza, ha spudoratamente dichiarato: “Mai come questa volta non
è stata una sentenza già scritta”. “Tra noi ed i colleghi ci sono state
delle incomprensioni, tant’è vero che siamo stati costretti a due
istanze di ricusazione per ristabilire la regolarità del processo”.
Dichiarazione che lascia sgomenti, e di cui nessuno ha osato chiedere il
significato, ma noi di “Organizziamoci” non abbiamo timore di porre in
modo esplicito qualche banale domanda: Esimio dottor Lepore, ci faccia
capire a quali incomprensioni si riferisse e cosa intende per regolarità
del processo?  Sappiamo bene che non vi sarà risposta, ma proprio
l’atteggiamento di chi ignora le istanze di giustizia, eludendo semplici
domande, accresce la voglia di ristabilire la verità del mondo
bianconero.
Eravamo comunque curiosi di conoscere su quali basi il collegio
giudicante avesse emesso, condanne tanto dure da lasciare perplessi
anche i più accaniti detrattori di Moggi.
Ebbene la lettura delle motivazioni ci ha lasciato basiti e confortati
allo stesso tempo. Basiti perché i ripetuti riferimenti a
un’esagerazione con conseguente ridimensionamento delle accuse è, a
nostro avviso, il logico presupposto per ben altre conclusioni.
Evidentemente, interventi “esterni” (vero dottor Lepore ?) hanno
pesantemente condizionato la Dottoressa Casoria, costretta, anche da
iniziative plateali, come le due ricusazioni, a piegarsi, rispettando
così interessi “superiori”.  Confortati perché aumenta la nostra
convinzione che in Appello la sentenza possa essere, se non
completamente ribaltata, ampiamente ridimensionata. E non lo sosteniamo
perché siamo juventini, ma semplicemente perché è scritto nelle seicento
pagine che dovrebbero spiegare i motivi della sentenza. Oltre al già
citato ridimensionamento delle accuse, i giudici riconoscono che: quel
che faceva Moggi era una prassi comune a tutti (anche quelli non
imputati), le difese sono state in qualche misura ostacolate, vi è stato
una sorta di accanimento verso il Direttore, con indagini parziali, a
senso unico e reati provati al limite della sussistenza. Inoltre, la
condanna per il capo d’accusa principale, l’associazione per delinquere,
di cui Moggi è individuato come capo, seppur ispirata dalle sentenze
sportive, è supportata con elementi molto deboli, come le tante
chiacchiere, le telefonate al processo di Biscardi e i contatti con SIM
straniere; fatto pregnante per i giudici, anche se provato, per loro
ammissione, con un metodo artigianale. Vane sono definite le parole di
alcuni testimoni dell’accusa e addirittura da presa in giro le risposte
di Manfredi Martino (quello del colpo di tosse, di Bergamo).  Argomenti
quindi estremamente deboli che il collegio giudicante cerca di
rafforzare con qualche esilarante considerazione, come quella che si può
leggere alla pagina 459: «Non rileva che la cooptazione abbia realizzato
più che altro un effetto scenico, di mera apparenza, poiché anche
l’apparenza può generare la condizione di potere e l’assoggettamento
all’autorità per tal via creata. Giustificazioni dunque deboli e ai
confini del ridicolo, a sostegno di condanne, è bene ricordarlo, per
reati di tentativo ai limiti della sussistenza (lo scrivono i giudici).
In realtà veri assist per le difese che certamente ne faranno buon uso
nel processo di secondo grado.
“Organizziamoci”, come sempre, sarà al fianco di Luciano Moggi, fino a
quando giustizia non sarà fatta.
La seconda parte sarà pubblicata martedì 21 febbraio

Due tirate di orecchie ad Antonio Conte

Parma-Juventus è stata un film già visto. Donadoni aveva promesso di giocarsela a viso aperto e non è stato di parola. Ormai si è sparsa la voce che patiamo le squadre catenaccio e contropiede, quindi aspettiamocene molti di avversari così da qui alla fine. Mister Conte dovrà cambiare e trovare le soluzioni. Premesso che stimo moltissimo questo nostro allenatore e il lavoro egregio fatto fino ad ora, e premesso che continuo a credere ancora In questo suo lavoro, le due tirate di orecchie che voglio fargli son presto dette.
La prima è che finalmente è arrivata, purtroppo tardiva, l’incazzatura per gli arbitraggi. Troppo politically correct per i miei gusti quella Marottiana post Siena. Purtroppo come sostiene il mio grande amico Enzo Ricchiuti lamentarsi dopo non serve a nulla, molto meglio se questo chiasso fosse stato fatto preventivamente come per altro io da molto tempo vado scrivendo. Almeno si erano messe le mani avanti e gli arbitri in allarme. Fra Siena e Parma ci mancano 4 punti anche per colpa degli arbitri.
Su questo argomento però adesso mi fermo qui , non voglio essere noioso, chi mi legge sa benissimo da quanto tempo lo scrivo.
La seconda tirata d’orecchie che voglio fare al Mister invece ha un nome e un cognome e si chiama Alex Del Piero. Ho occhi per vedere anche io, e anche io vedo che Vucinic corre e aiuta la squadra, tuttavia gioca in un ruolo dove bisogna fare gol e lui ne fa troppo pochi. E anche nella classifica degli assist non brilla in particolar modo. Oltretutto ha una continuità incredibile nello sparire dal campo nei secondi tempi.
In questa squadra tutta corsa , muscoli, sacrificio e dinamismo manca la fantasia, o meglio, c’è ma è in panchina.
Sia contro il Siena che contro il Parma è mancato il guizzo del Campione, l’invenzione, la giocata. In entrambe le partite Conte non ha fatto entrare Del Piero, a mio avviso sbagliando. Alex non avrà più la corsa degli anni migliori, ma i piedi ancora ci sono e in Coppa Italia lo ha dimostrato.
Capello, che per stessa ammissione di Conte è uno di quei maestri che non ha avuto e che avrebbe voluto avere, nei due campionati vinti e dominati dalla sua Juventus, usava moltissimo Alex part-time e lo stesso spesso gli toglieva le castagne dal fuoco.
Conte impari. Sta facendo un campionato con 14 uomini, non ce la può fare. Ha parlato spesso di step da superare, questo è il suo step, oggi deve dimostrare di avere in testa le soluzioni per
far diventare grande questa Juve. Noi ci crediamo.

Alessandro Magno

Milan-Juventus 1 – 2 Sintesi (coppa Italia)

http://www.metacafe.com/watch/8071465/

Sapessi come è strano (per qualcuno) vincere a Milano

Battere il Milan in casa sua, anche se è “solo” una semifinale di Coppa Italia dà sempre un piacere particolare. Poi batterli due volte su due aumenta il gusto.
Di questo passo diventeremo un incubo per Allegri, Ibra e la sua banda. La partita è stata bella, soprattutto nel secondo tempo. Il Milan ha dimostrato che a differenza della Juve ha ben poche idee e trame di gioco, si basa sostanzialmente sulla vena creativa dello svedese, supportato qua e là, da altri solisti. Ieri Zlatan è stato un poco più vivace, rispetto ad altre partite di cartello, e Barzagli e Chiellini si son dovuti impegnare, non senza qualche difficoltà, per contenerlo; tuttavia sono riusciti nell’intento e bloccato lui metà del lavoro è fatto. La Juve, altresì, è un bel “martello” con i suoi corridori Giaccherini ed Estigarribia. Manca di fantasia – anche se ieri con Del Piero in campo, andava meglio – ma la consapevolezza dei propri mezzi infusa ai giocatori da mister Conte è qualcosa di straordinario. C’è una determinazione nei singoli e una propensione al sacrificio per la squadra, che è encomiabile. Non abbiamo paura di nessuno e in campo si vede.
Complimenti a Caceres più di tutti, per i due gol ovviamente, ma soprattutto per essersi subito calato nella parte senza paura. Bentornato a casa figliolo.
Questa squadra sembra aver trovato una sua quadratura con il 3-5-2, anche se perde qualcosa davanti. Non ha alcun problema ad affrontare squadre che come il Milan se la giocano, bisognerà migliorare con le squadre che si chiudono a riccio. Comunque sia questa Juve che non perde mai, è tornato un gran piacere da guardare.

Chiudiamo con i complimenti allo stile Milan, al ricorso presentato per la squalifica di Ibra, al lamentarsi di Allegri per i soli 2 minuti di recupero, all’ennesimo schiaffetto che lo svedese rifila a un avversario (Storari) a gioco fermo. Complimenti al fair play di Mexes che cerca di accapigliarsi con Chiellini a fine gara nonostante fosse con Ambrosini un miracolato dell’arbitro Mazzoleni visto che almeno uno dei due, se non entrambi, avrebbero potuto non finire la partita. A Mazzoleni che non ci fischia una punizione dal limite nemmeno a pagarlo a peso d’oro… paura di Del Piero eh?
Complimenti al fastidio con cui Allegri risponde alle domande in conferenza stampa, si dice che non stava bene (pare avesse la febbre). Mah, sarà. Intanto più che la fronte gli brucia… la sconfitta.
Avete ragione, avete al Milan uno stile tanto inimitabile che infatti ci teniamo a non imitarvi. Ci teniamo il nostro. Tenetevelo pure e pure queste altre due sberle. In campo però non in faccia.

Alessandro Magno

Milan-Juventus 2012 (Coppa Italia) Grande Caceres!

Grande Caceres!Che appena tornato ha subito fatto vedere chi è  regalando la vittoria alla Juventus contro una quasi prima in classifica, il Milan.

Non vi nascondo che il primo tempo è stato noioso, le due squadre non si sono applicate un gran chè,  anche Ibrahimovic grande sorvegliato speciale della serata non si è mostrato pericoloso, idem noi, solo qualche brivido in difesa,  El Shaarawy  desideroso di farsi notare e lasciato tutto solo ci ha provato nel primo tempo ma concretizzerà nel secondo.

A differenza del centro campo piuttosto omogeneo, la nostra  difesa non è mai allo stesso livello, Barzagli si è confuso  spesso e Bonucci non riesce proprio ad essere da Juve, Chiellini però stasera c’è e sovente rimedia agli errori degli altri, ma costerà caro la svista di lasciare solo El Shaarawy che finalizzerà in gol un cross di Antonini.

Siamo sull’1-1, Allegri crede di poter vincere e cerca di convincere i suoi a fare altrettanto, un gol di Ibrahimovic per fortuna annullato per fallo di mano, ci mette in allarme, “Attenzione in difesa” perchè il Milan c’è. Ma niente potrà fare contro un Caceres molto determinato che all’ 83mo realizzerà un gol talmente bello e perfetto che lascerà Amelia a bocca aperta. Al 92mo la partita finisce, l’arbitro Mazzoleni non concede altro oltre al tempo di recupero concesso, la Juventus vince in casa del Milan, partita risolta da un difensore, e i nostri attaccanti? Non c’è stato verso di farla entrare per Del Piero, Quagliarella e Borriello, immagino come questo possa impensierire Antonio Conte, certo, in una squadra di 11 persone al di là del ruolo, tutti hanno “licenza di segnare” meno i nostri attaccanti e non in questa Juventus, dove centrocampisti e difensori risolvono la partita un po’ troppe volte. Antonio Conte, nonostante schieri la formazione tale e quale quella del primo tempo, decide in seguito di sostituire Del Piero, Borriello e Padoin, puntando tutto sull’attacco con Vucinic e Quagliarella, e rinforzando il centro campo con Marrone, ma il pallone lo vede solo Caceres e gli altri non possono che guardare. I cambi sono stati corretti, Borriello nonostante ci provi è bloccato, e i suoi ex compagni non gliele mandano a dire, giusta la sostituzione, un po’ enigmatica l’uscita del capitano a favore di chi meglio di lui non è, ma questa è sempre una strategia. Il risultato c’è stato eccome, la Juventus con una formazione sperimentale ha battuto un Milan desolato, affannato che non ha risparmiato calci ed altre cose per tutti.

E per non farsi mancare niente, ecco la baruffa finale sedata da abbracci di circostanza, finalmente si può chiudere ed andarsene a dormire!

 

Luna23

 

 

Una storia vera

Tornando a casa trovo nella cassetta della posta un avviso di garanzia.

Apro il plico e scopro di essere stato accusato di furto.

Non ho rubato da solo, la stessa citazione arriva ai miei amici Riccardo, Bernardo, Abelardo e Bardo.

Ad accusarci è stato un nostro ex compagno di giochi, Ermenegildo, con cui abbiamo litigato alcuni anni addietro.

‘Er Mene, come lo chiamiamo noi, ci accusa di avergli rubato le galline che lui aveva comprato con due soldi alla fiera dell’est.

Sbigottiti io, Riccardo, Bernardo, Abelardo e Bardo ci rechiamo in tribunale per farci interrogare e troviamo ad attenderci il plurimaresciallo Giuncata: “Egregi sporcaccioni e infami, vi piace il bollito misto con mostarda, eh?”

Scopriremo in seguito che le accuse sono partite da alcune intercettazioni telefoniche in cui comunico ai miei compagni: “I galletti hanno mangiato i crauti”. Spieghiamo subito al graduato che era un modo come un altro per dire che la Francia aveva battuto la Germania nella partita del giorno precedente.

Niente da fare, si va al processo. L’accusa è di aver costituito un’associazione a delinquere dedita al furto di galline.

I nostri avvocati, allora, chiedono al Tribunale di avere i cd di tutte le intercettazioni telefoniche, si recano in Cancelleria e si sentono chiedere € 60.000 (avete letto bene, ve lo scrivo anche in lettere, sessantamilaeuro) per le spese di masterizzazione dei dischetti. Supposta n°1.

Dopo alcuni giorni ricevo una chiamata dal mio avvocato. È molto arrabbiato perché non riescono ad aprire ed ascoltare alcuni cd. Quelli in cui ci sono le telefonate di Abelardo. Supposta n°2.

Nel frattempo il plurimaresciallo Giuncata è molto impegnato a far trapelare le conclusioni a cui lui è già giunto. Un giornalista suo amico, Fabrizio Pollenti, svela sul suo quotidiano di color marrone i risvolti dell’indagine e afferma che, finalmente, è stata sgominata la banda dei ladri di galline. Le nostre facce vengono sbattute in prima pagina, siamo i mostri del paese, la gente ci chiama “ladri e farabutti”. Facciamo notare al giornalista che siamo ancora alle fasi dibattimentali ma lui, imperterrito, è convinto delle sue azioni e scrive in prima pagina: “Le telefonate parlano chiaro” e il giorno dopo “Ragazzi, non così” e quello dopo ancora “Ecco come entrarono nel pollaio”. Supposta n°3.

Il sindaco del nostro paese, molto indignato a causa della cattiva pubblicità che sta infangando il buon nome del suo comune, invita tutti i cittadini ad aiutare le forze dell’ordine ed eventualmente collaborare. Il sig. Berretto, allevatore di pennuti, si presenta in caserma perché, proprio qualche mese prima dello scoppio dello scandalo, ha subito un furto. Non lo aveva denunciato prima, ma era quasi sicuro di aver visto chi gli aveva sottratto gli animali: il Sig. Ermenegildo, il nostro accusatore! Il plurimaresciallo lo caccia immediatamente via: “Ermenegildo non ci interessa”… Supposta n°4.

Mentre tutti noi siamo preoccupati per il processo imminente, un giorno un abitante del paese limitrofo ci incontra per strada e, avendoci riconosciuto, ci racconta di aver assistito alla presentazione dell’ultimo disco dei “Pietra & olio”, cover band di successi latino-americani, la cui cantante è la figlia del Magistrato che guida le indagini del nostro processo. “Scusa, amico del paese limitrofo, ma chissenefrega dei petra&olio! Noi rischiamo la galera e tu mi vieni a parlare di salsa e merengue?” Sbotta stizzito Bardo, ormai vicino ad una crisi di nervi. “Non ho mica finito!” insiste l’amico del paese limitrofo. “Non potete nemmeno immaginare chi ho visto al tavolo del buffet mentre parlottavano tra di loro a bassa voce, quasi avessero paura di essere riconosciuti…” L’amico del paese limitrofo pretendeva di fare gli indovinelli e la portava per le lunghe. Alle nostre più che giustificate rimostranze si decise finalmente a rivelare chi fossero questi personaggi misteriosi. Ad abbuffarsi di rustici e salatini erano il P.M., il plurimaresciallo Giuncata ed Ermenegildo, il nostro accusatore! Che ci facevano insieme? Supposta n°5.

Una mattina eravamo nello studio del mio avvocato per analizzare i capi d’accusa e le prove che gli inquirenti dicevano dimostrassero la nostra colpevolezza. In una telefonata io e Riccardo stavamo parlando dell’ultima volta che eravamo stati a mangiare il pollo fritto da Mc Donald’s. Secondo Giuncata era la prova che i ladri fossimo noi.

Sono state rubate delle galline ==> A te piace il pollo ==> Tu hai commesso il furto!!!

Preciso, no?!?!? Supposta n° 6.

Il primo giorno del processo prendo la parola e, rivolgendomi al giudice, faccio notare che a molte persone piacciono il pollo e le carni bianche in genere.

“Obiezione!” grida subito il Pubblico Ministero: “Piaccia o non piaccia, non ci sono telefonate di altre persone che affermano di gradire gallina in brodo, petto di pollo o pollo e patate. E chi afferma il contrario è un bugiardo o è in malafede”. Qualche tempo dopo il nostro perito, incaricato di riascoltare tutte le intercettazioni telefoniche a nostro carico, ne trova una in cui ‘Er Mene aveva chiamato Bernardo chiedendogli di andare insieme a cena, che aveva una gran voglia di tocchetti di pollo panato in salsa tonnata. Tombola! Pensiamo tutti. Possiamo smentire l’accusa e smontare le prove contro di noi. Nell’udienza successiva facciamo ascoltare al giudice la telefonata, sicuri di aver colpito nel segno. Il Pubblico Ministero si difende: “Questa telefonata non è rilevante”. Suppostone n° 7.

Non voglio proseguire oltre, il processo presentò molti altri colpi di scena, molte altre oscenità vennero alla luce mentre altre continuano ad essere coperte da segreto di Stato, perché collegate a procedimenti molto più importanti e gravi. Non serve andare oltre, giunti a questo punto posso già chiedervi come vi sentireste al posto del protagonista che, in maniera del tutto immaginaria, ho voluto rappresentare. Ve lo chiedo perché quella che vi ho raccontato è una storia vera, di un processo vero tenuto in un Tribunale della Repubblica Italiana, di un team di forze dell’ordine che ha fatto queste ed altre cose di cui non andare orgogliosi e di cui, presto, dovranno rendere conto.

Non si trattava di galline ma di partite di calcio, ma la vicenda si è svolta partendo dagli stessi presupposti e gli accadimenti sono all’incirca quelli indicati.

Per questo, e per molto altro, noi continueremo a chiamarla farsopoli, indipendentemente da come finirà tutta la storia. Doveva essere un’ottima occasione per migliorare il movimento calcistico professionistico, in realtà volevano solo distruggere una squadra, col beneplacito di alcuni proprietari della stessa. Peccato che l’amministratore fosse allergico al pollo arrosto…

 

Giuseppe Simone www.juvenewsradio.it

Tanto va l’arbitro al lardo che fa qualche casino

Probabilmente ”da grande” farò l’indovino. Già dalle partite di inizio campionato scrivevo che il clima degli arbitraggi sulla Juventus non mi piaceva, ma ultimamente rincaravo parecchio la dose. Che volete, sentivo aria di fregatura, aria fetida. Mi aspettavo tuttavia che il pacco ce lo impacchettavano in qualche scontro diretto o almeno di cartello, e non in una partita cosiddetta “facile”. Delle due l’una: o ce ne faranno ancora, per cui questo è stato solo un incidente non previsto, oppure l’arbitro Peruzzo ha voluto strafare e allora forse vuoi vedere che mi tocca pure ringraziarlo, visto che ha fatto scoprire una volta per tutte quello che vado affermando da un po’ di tempo e cioè che gli arbitri sono educati a ”nel dubbio fischiate contro la Juve”. Voglio essere molto chiaro: non è vero che la partita l’ha pareggiata la Juve, perché non è stata capace di segnare. Capita a volte di giocare male e a volte gli episodi ti fanno girare la lancetta della fortuna da una parte o dall’altra, e anche quella dei punti in classifica. Oltretutto una solo verità è incontrovertibile ed è quella che se c’è un rigore netto me lo devi dare. Non è normale che la Juventus prima in classifica abbia solo un rigore a favore in 20 giornate, fra l’altro non decisivo ai fini del risultato. Non è normale che abbia questo score avendo un possesso palla sempre largamente superiore alla squadra avversaria. Non è normale che sia l’unica squadra al mondo ad essere prima in classifica avendo più rigori a sfavore che a favore. Oggi il rigore negato lo vedeva pure un cieco bendato, e l’arbitro non solo era vicino in posizione invidiabile ma nell’accadere dell’episodio è fuggito a gambe e braccia levate come a dire ”ma figuratevi se vi fischio un rigore”. Io in quella fuga ci ho visto una grandissima malafede. E’ altresì assolutamente vero che la Juve non è stata particolarmente brillante, come è vero anche che alcune scelte del nostro mister non sono state proprio indovinate, ma mi sono rotto le scatole di fare il signore e di voler sempre fare il superiore quando puntualmente andiamo in campo a giocare in 11 contro 12. Il Siena ha fatto la sua onesta partita, ha eretto il suo fortino e si è difesa dentro alla grande. Onore al Siena non ha rubato nulla, non si può dire altrettanto dell’arbitro. Queste sono le classiche partite che ti possono girare a favore con un episodio, e quello era un episodio. Non vogliamo regali, vogliamo quello che ci spetta, vogliamo i rigori quando ci sono. Oggi quel rigore valeva 3 punti. La società se ne è accorta, forse la misura è colma. Hanno mandato Marotta a protestare pubblicamente in tutte le reti, anche se a Mediaset dopo che lo hanno salutato ci han subito ricamato contro, ricordando che in Juve-Cagliari c’erano stati altri falli di mano non rilevati dall’arbitro, senza ovviamente rimarcare che non erano falli cosi macroscopici come quello di oggi. Ma d’altronde conosciamo lo stile di Mediaset, chi ha visto come hanno analizzato l’espulsione di Ibrahimovic in Milan-Napoli sa a che cosa mi riferisco. In verità Marotta è stato fin troppo signore usando toni fin troppo pacati, pur dicendo le cose che doveva dire. Nonostante ciò, che la Juve si sia mossa è un precedente importante, perché se non ci si vuol far fregare è bene stare con gli occhi aperti e se ci sono tentativi del palazzo di indirizzare la cosa, come è evidente che ci sono, è bene denunciare la questione. Per conto mio sarebbe stato meglio se ci fosse andato il Presidente Andrea Agnelli (più carismatico di Marotta) o avessero dato la possibilità di commentare al sanguigno Conte, così che ci facevamo pure due risate, perché sono convinto che a Conte gli hanno detto di evitare… Ma ripeto, almeno è un precedente importante. Ultima precisazione sul signor Peruzzo: nel finale su un calcio d’angolo che non c’è e ha gentilmente donato ai nostri avversari, ha chiesto a Buffon se l’avesse deviata e Gigi gli ha spiegato di non averlo fatto. Bene il signor Peruzzo ha deciso di dare lo stesso il calcio d’angolo al Siena, nonostante in numerose altre occasioni Buffon avesse sempre dato dimostrazione di grande lealtà e spirito collaborativo nei confronti dell’arbitro di turno. Ora mi chiedo: che cavolo glielo ha chiesto a fare visto che aveva già deciso diversamente? Giustamente Buffon a fine gara era inviperito. Questo, se ce ne fosse ancora bisogno, è per rimarcare quanto gli arbitri oggi siano contro di noi e della nostra collaborazione se ne infischino altamente. A noi non ci danno un rigore clamorosamente solare e a Milano a momenti ci vuole un consiglio d’amministrazione per dare un rosso a Ibraihmovic che era sacrosanto. Si son dovuti confrontare in 4 via auricolare… Ci mancava solo che qualcuno chiamasse l’Aia. Siamo nuovamente contro tutti come ai bei tempi, però occhi aperti perché ci vogliono fregare.

 

Alessandro Magno

Juventus – Siena 0-0 Sintesi

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