Arbitri: Andate a scuola

Per abitudine non do mai colpa agli arbitri anche quando interpretano il regolamento spesso  a modo loro, perchè l’arbitro toglie e dà ed in fondo è compito della squadra rimediare agli errori di tutti, compreso i suoi.

Ma ieri sera durante lo scontro con il Catania, non ho solo visto un arbitro impreparato ma in preda all’emotività che è peggio, e per noi è stata la rovina.

La direzione di gara è stata pessima, era un continuo fischiare e la partita non andava avanti,  è vero che i giocatori del Catania ne hanno fatte di ogni soprattutto a Del Piero quindi ne ho condiviso  i cartellini gialli, ma dirigere così è una noia soprattutto per i telespettatori.  Ad un certo punto, ho temuto che il direttore di gara si  fosse schierato con gli avversari, in realtà non stava nè da una parte nè dall’altra, semplicemente non sapeva fare il suo mestiere collezionando così una sequenza di errori che mi auguro non siano sfuggiti  alla federazione.

I problemi sono  cominciati dal rigore a favore nostro  per molti dubbio ma dal secondo straordinario gol di Del Piero su assist preciso di Krasic, tutto  è precipitato, l’arbitro conscio di aver commesso forse un errore ha fatto il possibile  per far pareggiare gli avversari,  inventandosi un fallo di mano che non esisteva con tanto di moviola a tempo ampiamente scaduto, come per dire “uno per uno non fa male nessuno”.

Un arbitro così in serie A non dovrebbe starci, ma chi ti ha dato la patente? Ci sarebbe da chiedersi, non è accettabile che in un match  delicato  come questo  dove entrambe le squadre hanno necessità di punti venga diretta da un improvvisato, e anche recidivo.

La questione si fa complicata, chi sceglie gli arbitri? Chi li prepara? Perchè gli inadeguati continuano?Non è un mestiere per tutti, chi si lascia trasportare dall’emotività non è adatto, vero che essere arbitri in serie A implica prestigio e guadagni e i posti saranno  ambitissimi ma occorre saperlo fare e dimostrare raziocinio ed equilibrio di gestione, doti che vedo poco in questo gruppo arbitrale  attivo  in serie A.

Come sarebbe finita la partita? Probabilmente in un pareggio ma ad essere onesti,  non  hanno giocato bene nè la Juventus nè il Catania, e come al solito noi ci siamo fatti notare per i problemi ricorrenti non risolvibili  da una domenica all’altra. Ma in questo specifico caso ritengo che la responsabilità arbitrale sia stata significativa e penalizzante nei nostri confronti.

Con un arbitraggio meno  imbarazzante il risultato sarebbe stato diverso o forse uguale ma  deciso non da  errori grossolani ma dall’abilità delle squadre in campo.

Mi chiedo noi Juventini cosa dobbiamo ancora sopportare ..tra squadra, malasorte, arbirtri, allenatore e dirigenza ..ditemelo voi ..

Luna23

Togliete Del Neri di qui!

Si stava mettendo abbastanza bene, dal rigore capitato così per caso .. al raddoppio del capitano si poteva finire in questo modo, non era brillante la squadra, i problemi di domenica scorsa si sono puntualmente  ripresentati, ma tutto sommato il Catania anche se ben organizzato non era  preciso in area, dall’uscita di Del Piero che poteva fermarsi ancora una decina di minuti tutto sommato, la nostra  difesa è crollata ..Non ha avuto difficoltà Gomez  a segnare il primo gol quasi a porta vuota e poi la beffa finale, regalo di un arbitro non all’altezza della serie A.

Ma potevamo vincerla questa partita  senza tanti sforzi, anche conciati male come siamo, bastava solo stare un po’ attenti a non far pasticci che ci portavamo tre punti a casa.

E invece no, siamo d’accordo che di attaccanti buoni stasera ne avevamo solo uno e l’hanno fatto uscire, è vero anche che Aquilani non era proprio presente, sono vere tante cose, ma questa volta non ci sono scusanti anche con il contributo dell’arbitro ce la siamo cercata.

Ciò che trovo irritante è che la maggiorparte dei passaggi sono sempre sbagliati, forse il gol di Del Piero sarà  stato casuale, non lo so ..ma su 100 tiri , 99  sono sempre in ritardo o in anticipo.

Come faremo a vincere qualcosa di questo passo? O sperare di ambire al tanto desiderato 4to posto? Vi rendete conto? Che la Juve non otterrà che il settimo posto se andremo avanti così?

No, mi spiace questo allenatore non va.

Siamo  “l’ufficio complicazioni affari semplici”, una squadra debole,  non in grado di giocare neanche più un calcio elementare, con un Catania ostico  ma niente di speciale e soprattutto battibile.

E vogliamo la Champions? No, non siamo all’altezza, l’allenatore non è in grado di sostenere un impegno del genere e si vede, lasciamo tutto così che è meglio e auguriamoci che arrivi qualcun altro alla svelta se non vogliamo precipitare ancora più in basso  alla  classifica.

Luna23

Almeno, buona Pasqua.

Non è stata una bella partita quella disputata dalla Juve a Firenze, diciamocelo seriamente. Quando hai un obiettivo prefissato che devi raggiungere assolutamente e in qualsiasi modo, dovresti scendere in campo con gli occhi della tigre e un unico pensiero nella mente. Al di là di ogni considerazione tattica, la squadra è mancata di personalità in una partita che avrebbe potuto cambiare, anzi raddrizzare, le sorti di una stagione disgraziata. Come sempre quest’anno, si riesce a rovinare ciò che di buono si fa non facendo corrispondere alla cultura del lavoro (che mai è mancata in Delneri) la continuità dei risultati  non aggiungendo l’ultimo tassello del mosaico, quello che trasforma una buona/ottima squadra in una compagine vincente e sicura dei propri mezzi. Spesso il lavoro mentale e psicologico sui giocatori può portare una squadra in partenza mediocre a disputare un ottimo campionato e sopperire alle carenze tecniche, altre volte porta alla gloria squadre già dotate tecnicamente. Mourinho insegna, non c’è che dire: tanto lavoro con la palla, tanta psicologia e tattica difensiva nella sua filosofia e risultati assicurati. Pazienza se non diverte, vince e questo è l’importante perché Mou non ha tempo da perdere per giocare con la palla in campo se alla fine prima si vice e meglio è.

Dicevamo inizialmente che, al di là di ogni considerazione tattica, è mancata proprio la testa perché senza testa non può far nulla l’abnegazione. È tempo perso e sono energie sprecate. Lo schieramento di Delneri, il 4-4-1-1 solido, compatto ma privo di sbocchi, ha confermato che la squadra non ha saputo osare e rischiare il tutto per tutto, accontentandosi del misero punto che allunga la striscia positiva di risultati utili consecutivi ma non permette di effettuare l’allungo decisivo in classifica. A Firenze, ci siamo fatti dominare sul piano territoriale dagli stakanovisti viola e questo è sintomo d’insicurezza perché, se arretri il baricentro e non li blocchi sulla fasce attaccandoli, rischi il capofitto. Per fortuna che la cultura del lavoro, per una buona volta, ha funzionato sulla testa di quei difensori (Bonucci, Barzagli, Motta e Sorensen) tantissime volte criticati ma altre volte impeccabili. Anche Melo ha sorretto bene agli attacchi dei galvanizzati Vargas, Cerci e Behrami.

Nei giorni scorsi si è tentata, a voce, una riconferma del tecnico di Aquileia sempre più probabile in seguito alle tre vittorie consecutive riportate, un’apparente tranquillità all’interno dello spogliatoio e cambi di modulo che hanno aiutato la squadra ad esprimersi meglio e che, pareva, avessero convinto la dirigenza proprio a riconfermarlo. Come un fulmine a ciel sereno, invece, anche se non troppo inaspettato, ecco il dietrofront della società e dello stesso Beppe Marotta, fratellone ormai da tempo di Gigi, dai tempi della Samp stratosferica di Pazzini e Cassano, oggi impelagata nella lotta per non retrocedere. L’anno prossimo le strade dovrebbero dividersi e la società sembrerebbe già in cerca di un allenatore più carismatico e di forte personalità rispetto all’attuale mister. Con una mentalità, appunto, il prima possibile vincente e trascinante.

Non potremo mai sapere se la società cambi idea dopo ogni partita disputata, monitorando la situazione giorno per giorno, oppure siano tutte fandonie dei giornali ma fatto sta che questa situazione aleggia da anni intorno Torino e non fa altro che bruciare allenatori su allenatori, giocatori su giocatori. La piazza pretende.

Dopo il bel gol di Melo alla ‘Pinturicchio’ realizzato la scorsa settimana in allenamento, un altro bel gol di Toni, di tacco, ha caratterizzato l’avvicinamento al match pre pasquale. Questi gol d’autore non fanno comunque presagire ad una Juve bella e vincente e non sono sintomo di vittorie. L’occasione per ‘rimediare’, ma non proprio nel significato stretto della parola (dato che già dicemmo che le ultime spiagge della Juve erano giunte al termine) alla sonnolenza di Firenze è il match casalingo del Sabato Santo contro il Catania di Simeone. La squadra che avrebbe dovuto aiutarci nella lotta al quarto posto, vincendo in casa contro la Lazio, si è fatta asfaltare colpo su colpo da uno straripante Zarate, un vero campione, a mio dire. Il 4-1 della scorsa Domenica ha tagliato le gambe a questa Juve e per chi avesse pensato che il Catania viene qui in vacanza ricordo che gli etnei sono ancora coinvolti nella lotta per non retrocedere, in pratica il loro trofeo finale che varrebbe più di qualsiasi coppa. La formazione di Simeone non è quella che la Juve ha affrontato e sconfitto degnamente sia all’andata che in Coppa Italia bensì una onesta mestierante, molto discontinua nei risultati ma pericolosa più in trasferta che in casa. Secondo me, comunque, è meno forte di quella di Giampaolo ma non meno temibile, lusso che la Juve in queste condizioni non potrebbe permettersi. La speranza è che la Pasqua bianconera non sia tutta nera come quella trascorsa a Udine lo scorso anno.

Dopo Damato, che all’andata annullò a Quagliarella un gol palesemente regolare, arbitra Bergonzi, lo ricorderete tutti. Pare che gli arbitri in serie A siano sempre gli stessi, ma guarda un po’. Mai cambia il giro?

eldavidinho94

La tristezza del lunedì

“Tell me why ..I don’t like mondays” ..cantava Bob Geldof con i suoi Boomtown Rats nel lontano 1979 ..Dimmi perchè non mi piacciono i lunedì ..e ve lo dico: per noi l’inizio settimana sta diventano drammatico, una volta quando la nostra Juve era una squadra, non si vedeva l’ora, di leggere i giornali del lunedì che commentavano i risultati quasi sempre vincenti per l’esattezza, ed io leggevo di tutto, “La Stampa”, Tuttosport, La gazzetta, Titoli  e articoli da prime pagine.

Lunedì scorso recuperando  una gazzetta nascosta in un angolo  del bar abituale, leggo le notizie della Juve in 17ma pagina!

Che tristezza! C’è sempre il Tuttosport direte voi,  la cui priorità è sempre   l’ identità calcistica di Torino, sebbene caduta in basso comunque  prevale, ma non è la stessa cosa quando parlano di noi i giornali “avversari” persino il Corriere della Sera riservava ben altro trattamento un tempo.

In ultimo, i nostri due aspiranti sindaci di destra e di sinistra entrambi Juventini  hanno gridato  che “SI DEVE RILANCIARE IL TORO!” magnifico, quasi quasi non voto nè l’uno e nè l’altro, e la Juve? i futuri sindaci Juventini non hanno un pensiero anche per la Juve? La loro squadra? Che versa in acque decisamente peggiori rispetto il Toro?  Per carità, la poltrona  è ambitissima e i nostri futuri cittadini sono molto più prudenti di altri loro colleghi più o meno famosi la cui fede e odio calcistico è stato dichiarato spudoratamente.

Comunque resistiamo,  abbiamo ancora qualche lunedi da digerire, e poi a fine campionato assistendo alla vittoria del Milan, metteremo  una pietra tombale definitiva  e arrivederci a Settembre.

Andremo  tutti in vacanza senza fare progetti,   così non restemo delusi, ma tristi sì.

Luna23

Ci puo esser rispetto anche fra ”Nemici”

Scambio di lettere avvenuto in data 20/04/2011 tra Domenico Laudadio della sala della memoria heysel e Stefano Cecchi de ”La Nazione” di Firenze. (per gentile concessione di Domenico Laudadio)

Domenico Laudadio

Lettera aperta a Stefano Cecchi della Nazione di Firenze
39 buone ragioni per restare in silenzio

Egregio Stefano Cecchi,
ho letto nei giorni precedenti la partita fra Fiorentina e Juventus il suo vademecum, tra il serio ed il faceto, per un modello di anti-juventinità pocket del tifoso viola medio, consapevole del suo possibile effetto degenerativo nella mente deficitaria di quelli soliti all’insulto delle vittime dell’Heysel, dai solonici rappresentanti dell’intellighentia giornalistica e dal governo del calcio italiano, condannati, semmai, soltanto a parole, minimizzandone il numero e favorendone puntualmente l’impunità..
Delle masturbazioni cerebrali sull’esistenza medesima della Juventus nel mondo del calcio, sinceramente non sono interessato più di tanto, perché non soffro di complessi d’inferiorità davanti a nessuno, tranne che al padre eterno e di conseguenza per il valore della vita umana. Il suo “pezzo” di giornalismo potrebbe risultarmi anche simpatico nel clima festaiolo delle taverne o di una fiera di paese, ma sembra che a Firenze facciate a gara, sindaco in testa, ad aizzare le masse con certe elucubrazioni semiserie prima delle partite con la squadra bianconera, mischiando la farina del diavolo con il lievito della satira. Panem et circenses ? “Qui ventum seminabunt et turbinem metent…” E’ scritto anche nella Bibbia…
Mi permetta di domandarle, a riguardo, soltanto una cosa… La notte, oltre a sognare gli “impuniti soprusi” di quel cattivone di Furino, ha mai rivolto un pensiero per le vittime dello stadio Heysel di cui la tifoseria, a lei affine, insozza la memoria da ventisei anni ? Il coretto che fa rima con laghetto di domenica pomeriggio che ha profanato la memoria di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri li ha sentiti anche lei o il suo insegnante di catechismo era lo stesso che non ammetteva Roberto Bettega fra i figli di Dio ? E’ forse il diavolo, lo stesso che dovrebbe vestire “Prada e non in bianco e nero”, fra l’altro da sempre riconosciuti come i colori antesignani dell’eleganza, quello che ha soffiato gli ululati nel vento a Felipe Melo o il suo “civilissimo e sportivissimo pubblico” ?
Sa qual è il vero problema, Cecchi, se fosse davvero il bene a vincere sempre, oggi dovremmo commentare una squalifica dell’Artemio Franchi… Potrei, però, sempre rivolgermi a Paperinik…
Concludendo, per quanto riguarda i 15 comandamenti per rinnegare la Juventus, nulla da eccepire, ma la prossima volta, a poche ore dalla partita le consiglio 39 buone ragioni per restare in silenzio e 2 preghiere da innalzare al cielo…
Rocco Acerra, Bruno Balli, Alfons Bos, Giancarlo Bruschera, Andrea Casula, Giovanni Casula, Nino Cerullo, Willy Chielens, Giuseppina Conti, Dirk Daenecky, Dionisio Fabbro, Jacques François, Eugenio Gagliano, Francesco Galli, Giancarlo Gonnelli, Alberto Guarini, Giovacchino Landini, Roberto Lorentini, Barbara Lusci, Franco Martelli, Loris Messore, Gianni Mastroiaco, Sergio Bastino Mazzino, Luciano Rocco Papaluca, Luigi Pidone, Benito Pistolato, Patrick Radcliffe, Domenico Ragazzi, Antonio Ragnanese, Claude Robert, Mario Ronchi, Domenico Russo, Tarcisio Salvi, Gianfranco Sarto, Giuseppe Spalaore, Mario Spanu, Tarcisio Venturin, Jean Michel Walla, Claudio Zavaroni…Alessio Neri e Riccardo Fieramosca…
…perché, vede, caro Cecchi, è storia, il cielo, prima o poi, restituisce tutto…
“Intelligenti pauca”…
Domenico Laudadio
Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it

Replica Stefano Cecchi

Caro Domenico
Ho sempre creduto e credo che se il calcio perde l’ironia e il gusto dello sfottò smarrisce la sua ragione di essere. Forse nei 15 motivi nei quali provavo a raccontare a modo mio perché i tifosi fiorentini non amano la Juventus, non sono stato bravo ad usarla. E se è così, chiedo scusa. Ma se io avessi letto da qualche parte i 15 motivi per non tifare viola, probabilmente ci avrei riso su, magari mi sarei infuriato ma avrei risposto attraverso la chiave dello sfottò e non dell’ira. Sono fatto così. E non credo di essere nell’errore.

In fondo, io non c’entro niente con lo sport. Ho 52 anni, faccio l’inviato occupandomi prevalentemente di politica. Di sport, o meglio: di Fiorentina, scrivo solo una volta la settimana (la domenica) come tifoso, cercando di metterla sempre sulla chiave del costume e non certo del calcio specialistico. Non so se sempre ci riesco, ma questo è il filo conduttore dei miei articoli. Punto.

Su una sola cosa, invece, non accetterei ironie: e cioè sull’Heysel. Avevo una persona cara quel giorno allo stadio di Bruxelles, che rischiò di fare la stessa fine di quella povera gente massacrata dalla follia omicida degli ultrà inglesi. Proprio per questo, provo orrore per ciò che è successo quel giorno e rabbia profonda ogni volta che un imbecille usa parole e striscioni a sproposito per ricordare quella tragedia. Provo talmente rispetto per quei poveri morti, che anche le feste a fine partita che i giocatori fecero quel giorno, in qualche modo mi ferirono, e lo fanno ancora oggi ogni volta che le rivedo. Sono convinto che la violenza sia la leucemia del calcio, la sua metastasi. Ma su questo non esistono colori a dividermi né da lei né da tutti gli altri che vivono il calcio come uno sport e non come campo di battaglia dove sfogare le proprie frustrazioni. Quindi, mi dispiaccio (e non poco) di certi paragoni ingrati, a loro modo offensivi, che francamente non credo di meritare.
20 aprile 2011
Con rispetto
Stefano Cecchi

Replica Domenico Laudadio

Gent.mo Stefano Cecchi,
non conosco la presunzione da tifoso juventino di essere immune dall’ironia e dagli sfottò delle tifoserie “avversarie”, che, talvolta, riescono persino a farmi sorridere, come in qualche passaggio del suo articolo. Il problema di fondo per noi juventini, però, è insito in un dileggio serpeggiante per il solo fatto di esistere. Sia esso cabarettistico, umorale, goliardico o scientificamente mediatico, diviene un martirio condiviso esattamente dal momento in cui s’indossa la prima sciarpa al collo. Dicesi “sentimento popolare”, il tribunale sovrano dei fatti di calciopoli, lo stesso che tolse una meritata Champions a Firenze…
Avevo già intuito dal tenore del suo pezzo un voler prendere sul serio fino ad un certo punto il calcio ed i suoi derivati, ma lei conosce benissimo le problematiche di ordine pubblico che accompagnano tutte le partite fra la Juventus e la Fiorentina e non devo essere certamente io, data la sua esperienza giornalistica ed umana, ad insegnarle la prudenza. Anche quella che obiettivamente potrebbe apparire una innocente partita di risiko per altri diventa una guerra nucleare…
In virtù dell’orrore e dello sdegno che lei nobilmente denuncia per gli striscioni ed i cori subdoli della Fiesole, le chiedo di farsi garante presso la dirigenza della Fiorentina e le autorità cittadine dello sradicamento di questa usanza barbara in ogni ambito. Se, in nome dello sport e della civiltà, vorrà scrivere un articolo per condannare autorevolmente questa ripetuta ed impunita infamia e chiedere scusa da cittadino e tifoso fiorentino alle famiglie dei 39 cittadini europei caduti all’Heysel ed alla famiglie Neri e Ferramosca, sono certo che la tifoseria juventina l’apprezzerà moltissimo, al di là delle polemiche di questi giorni e del campanilismo, almeno quanto me la sua gradita e cortese replica.
Con stima.
Domenico Laudadio

Replica Stefano Cecchi

Lo prendo come un impegno personale. Domenica non ero allo stadio e dunque non ho udito quei cori vergognosi che lei giustamente denuncia. Dovesse ricapitare, per quanto mi riguarda farò il possibile per stigmatizzare ciò. Come d’altronde più volte ho fatto pubblicamente in passato. In fondo, tutto ciò ha davvero poco a che fare con la fede sportiva, sconfinando nel campo dell’imbecillità e della violenza ignorante.
Un saluto (ovviamente viola, me lo consenta). Spero di risentirla per un confronto sulle corde che a me più piacciono: quelle dell’ironia legata allo sport. Magari dopo una vittoria sul campo della Fiorentina con la Juve. A Firenze l’aspettiamo da 13 anni, un’eternità. Se rosichiamo un po’, via, ce lo conceda… E lunga permanenza a Torino a Del Neri…

Stefano Cecchi
20 aprile 2011

Al posto del Mister 4.

Cosa passi nella testa di Del Neri nel dopo partita è un mistero. Dichiarare : “Ho visto cose buone anche oggi” o “Motta? oggi uno dei migliori” oppure “Anche gli altri non han tirato mai in porta’” o ancora “mancano cinque giornate e i conti si fanno alla fine”, ci fan pensare a una persona che ho non ha capito dove si trova o forse non si rende conto che punto basso abbiamo toccato. Se poi a queste dichiarazioni sconclusionate di Del Neri fa eco Pepe con qualche perla di saggezza del tipo : “Comunque un punto è meglio di zero” , beh allora allo juventino medio viene voglia di tagliarsi le vene questo è ovvio e non c’è nulla di che meravigliarsi.
Domenica nella partita contro la Fiorentina è andata in onda la solita Juve prevedibile e molle degli ultimi primi tempi di Roma e Genoa. Purtroppo la reazione che c’è stata nei secondi tempi di quelle partite non si è vista Domenica e la partita si è trascinata stancamente verso uno 0-0 privo di emozioni , con una superiorità territoriale della Fiorentina che , squadraccia senza infamia ne lode in certi frangenti ieri sembrava il Barcellona. Quando riesci a far sembrare forti Bologna, Lecce , Genoa e Fiorentina è inutile negarlo il problema siamo noi.
A questo punto urge pensare positivo , più che altro per sopravvivere, quindi se ci portiamo via una cosa buona da Firenze è la consapevolezza che la Juve ha bisogno di un altro Mister. Di questo sembra finalmente convinta anche la proprietà che fino a ieri ancora sembrava avere qualche dubbio. Siamo seri un pari a Firenze è un punto buono per Chievo, Sampdoria, Atalanta , squadre che Del Neri ha allenato ma non è buono per la Juve che comunque vive ogni pari come una sconfitta. E’ roba che è nel nostro dna e per fortuna ancora resiste.
Ora come vivrà queste ultime partite mister Del Neri non si sa , lui è ancora convinto che si sta giocando una riconferma . E’ rimasto l’unico a credere che questa squadra fetente possa arrivare ancora quarta.
Io fossi in lui cercherei più che altro di non farmi raggiungere da Palermo e Cagliari e chiudere almeno in maniere dignitosa. Questa stagione mi ricorda tanto quella con Maifredi ( partiti bene e finiti male) dove ogni Domenica sentivo qualcuno dire : “Ma figurati se non entriamo nelle coppe?”. Occhio. Quella volta non vi entrammo per davvero.

Alessandro Magno

Non è colpa mia se la vostra curva è cosi

clicca su Oltraggi Curva Fiesole

In queste ora son stato preso d’assalto dai nemici viola e devo dire questo mi fa anche abbastanza piacere vuol dire aver colpito nel segno. Sinceramente non posso rispondere a tutti gli insulti ma a qualcuno posso rispondere.
Io all’heysel ci ho perso un amico e per poco non ci perdeva la vita anche sua figlia . La curva della Fiorentina sono 25 anni e più , che non la smette di cantare questa canzoncina e inneggiare a quei Morti e di questo non ha mai pagato. Nemmeno mezza giornata di squalifica. E siete l’unica curva in Italia che si comporta così forse più del Toro. Non lo fanno gli Interisti ne i Milanisti ne gli altri. Chi oltragia i morti in continuazione ad ogni incontro siete sempre e solo voi.
Io sono stufo di tutti questi oltragi e se ho perso la pazienza e sono andato oltre la mia rabbia non mi interessa è ora che qualcuno vi faccia capire che sarebbe ora che la smetteste. Ogni volta che intonate quei cori allegramente ammazzate il padre della mia amica un’altra volta . Vado molte volte allo stadio e mai ho cantato canzoni pro morti di Superga chi ci vuol credere ci creda e chi no , non so cosa dirgli. In curva sud certo a volte le cantano ma sono un assoluta minoranza e non certo tutta la curva. La maggior parte dei tifosi Juventini non lo fa. I morti andrebbero rispettati tutti.
Il riferimento che qualcuno ha letto nel mio pezzo ai Drughi è solo un riferimento al fatto che questi miei amici erano presenti a Firenze e han assistito ai fatti anche questa volta , non c’è alcuna giustificazione ai cori volti a Balottelli o a quando si son resi protagonisti di fatti spiacevoli. Non sono un Drugo e non faccio parte dei Drughi. Per quanto mi riguarda la Curva Fiesole fa schifo a continuare a cantare queste canzoni è un mio personale giudizio come qualcuno puo pensare che la curva della Juve fa schifo a fare gli ululati a Balottelli.
Per quanto riguarda le cose che ho messo in fondo al pezzo e che tanto vi han ferito ne avrei fatto volentieri a meno ma voi ferite noi e dite che poi certe iniziative come i cori proheysel ‘’non le abbiamo mai sostenute’’ , certo, non ne avete mai preso neppure le distanze o combattute a dovere, di conseguenza …… NEMICI COME PRIMA

Curva Fiesole – il solito schifo

ANCORA CORI PROHEYSEL E ULULATI RAZZISTI CONTRO MELO.

……..E NESSUNO NE PARLA.

Ci dovremmo essere abituati direte voi? E invece no. Più che altro ci siamo stufati. Ci siamo stufati di quelli che han orecchie per sentire solo quello che fa comodo a loro e han indignazione a comando , solo esclusivamente per indignarsi quando di mezzo c’è la Juventus e quando dall’altra parte c’è un interista, vedi l’ex Balottelli . Si è fatto un gran parlare degli ululati razzisti contro Balottelli, abbiamo avuto addirittura il campo squalificato eppure ieri Melo è stato trattato allo stesso modo e nessuno , a parte io , oggi lo scrive. Gli ululati contro Melo si sentivano molto chiaramente anche dalla tv perchè oggi nessuno ne parla? La Fiorentina ha per caso qualche immunità che io non conosco? Quindi bisogna pensare che al Franchi si può ululare mentre all’Olimpico di Torino no? Oppure che Melo non sia abbastanza nero, oppure perché è un ex , oppure ditemi voi perché oggi nessuno ne parla? Lasciamo stare , parliamo di Heysel, capitolo secondo del tifo viola che è pure peggio del primo. Ho la sfortuna o la fortuna fate voi di avere dei carissimi amici d’infanzia che sono iscritti da 20 anni nei Drughi, gli ultras della curva bianconera e seguono la Juve anche nelle trasferte e stamattina parlando con uno di loro mi diceva di come molti ‘’Alè , alè’’ della curva viola in realtà erano dei più vergognosi e meno anonimi ‘’heysel , heysel’’ senza contare la famigerata canzoncina intonata sulle note di ‘’Montagne verdi’’ che per le occasione s’intitola: ‘’Ti ricordi lo stadio heysel?’’,che anche ieri è stata intonata più volte e dall’intera curva. Anche ieri tutti i giornalisti in tribuna stampa sono stati colti da sordità improvvisa. Nessuno sente ciò che non vuol sentire .Tutto questo appare ancora più vergognoso e triste quantdo si scopre come domenica sui giornali cittadini pseudo giornalisti di fede violacea scrivevano articoli in cui si celebrava il tifo viola e si denigrava la Juventus e i suoi tifosi. Cosa segnalata dall’ amico Tiziano Xausa su face book .‘’Pezzi’’ come ‘’le 15 regole per non tifare Juve ‘’, uscito su ‘’La Nazione’’ e dove appunto si dà fondo a tutti i luoghi comuni e le banalità assortite sulla Juventus ladra, senza mai avere un fondo di critica sui propri tifosi , anzi decantando le lodi di Firenze e dei Fiorentini come culla di civiltà ( anche questo in verità luogo comune assai banale). Forse qualcuno dovrebbe avere un po di pudore e ricordarsi delle malefatte della propria squadra oltre a quelle dei propri tifosi. Quelle cha abbiamo detto gia, ma anche un passaggio dalla C2 alla B senza passare dalla C1 a danno del Pisa , una squadra, quella in cui giocava De Sisti ad esempio , passata agli annali come una delle più ‘’ammalate’’ della storia. Dove quasi tutti i giocatori della rosa, nel tempo sono morti o han avuto grossi problemi di salute, molto probabilmente per un uso sconsiderato di farmaci se non proprio di Doping . La SLA che è una malattia che aimè ha colpito molto a Firenze e non certo per colpa della Juve e soprattutto che in Calciopoli la Fiorentina e i Della Valle ci sono finiti dentro alla grande, se pure son stati condannati in modo lieve rispetto alla Juve. Quindi viola prima di parlare di Juve, dei suoi tifosi , dell’heysel, lavatevi la bocca e guardate la vostra curva.

Alessandro Magno per Juvemania.it

Juventus …un centro sociale.

Era prevedibile che la fortuna non durasse per sempre, ma questa volta si è esagerato, contro una fiorentina consentitemi banale, si è trovata una Juventus senza storia e senza gioco e soprattutto senza padrone, 11 persone in campo che fanno girare una palla alla “spero che vada dentro ..” eh no, signori miei così non va, questa non è più una società, una squadra, è un centro sociale e neanche autogestito,  completamente privo di riferimenti.
Non ci siamo fatti mancare neanche il litigio in campo, sì, Sorensen avrà pure sbagliato, ma che il sig. Bonucci lo rimproveri beh ce ne passa da uno che ha fatto autogol domenica scorsa, insomma nessuno sa più stare al suo posto.
Se penso ad un anno prossimo uguale a questo mi viene male, l’allenatore ha dimostrato di non saper tenere una squadra che ha  il centro campo più disorientato del campionato, nessuno sa più cosa fare, Aquilani non entra nel ruolo e Krasic è arrivato al limite del “non ne posso più ..vada come vada” a parte tutti gli alibi, del sole, del vento e del campo avverso, non si gioca così quando si vuole raggiungere un obiettivo.
Ma mi chiedo, Del Neri cosa dirà loro? Che sono stati bravi? Che poteva andare peggio?
Che succede in questo spogliatoio di estranei ..ma possibile che un allenatore di una squadra come la Juve non abbia l’autorità per dire a Bonucci che Sorensen casomai lo rimprovera lui? Di litigare ma non in campo? di osservarsi mentre si gioca? di non farsi trovare in fuori gioco 100 volte in 20 minuti? Di non calciare a casaccio come viene ..viene?
Sono basita, datemi un pizzicotto ditemi che è un film.

Luna23

Un dualismo mai superato.

Fiorentina – Juventus non è una partita qualsiasi. È LA Partita, per eccellenza. Lo è almeno per i tifosi. Stando agli atti, i tifosi delle due fazioni sono detti rispettivamente gigliati e bianconeri, negli almanacchi, invece, all’atto pratico violacei e gobbi sono i loro nomi effettivi per sfottò. Oramai il loro è un marchio di fabbrica imprescindibile e insostituibile. Ecco, quindi, che la diversità e la non tolleranza tra le due tifoserie risale a tempi antichi e risiede da sempre nella storia delle due squadre. Come dimenticare il deplorevole episodio accaduto in quel di Firenze riguardante le 31 vittime dell’Heysel, per dovere di cronaca, la famosa notte di Bruxelles nella quale persero la vita 31 tifosi bianconeri solo per seguire i propri beniamini che di lì a poco avrebbero disputato la finale della Coppa Campioni contro i rivali del Liverpool? La curva viola ha sempre inneggiato cori irrispettosi nei confronti di quelle vittime in occasione di incontri calcistici con la Juventus senza essere mai ripresa né da TV, né da istituzioni, tantomeno dai rappresentanti del club d’appartenenza. Se ad agitare gli animi, puntualmente, troviamo anche gente di spessore come lo stesso AD della squadra, Mencucci, e il primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, allora siamo alla frutta. “Cori sull’Heysel? Onestamente non li ho sentiti” la risposta data dall’AD qualche tempo fa mentre il sindaco spesso si è limitato a minimizzare, parlando di una ‘ristretta minoranza di tifosi.” Concentrandoci su quest’ultimo, sarebbe deleterio non ricordare le parole espresse alla vigilia dell’andata del match, disputatosi a Torino e terminato 1-1. Il nostro ‘caro amico’ Matteo diceva che “l’unica partita che veramente interessa a chi sostiene i viola, sarebbe stata quella di domani, contro quella squadretta con le righe verticali bianche e nere” rincarando la dose e scordandosi che si stesse parlando sempre di una partita di calcio, mica di una guerra! “…la partita con la Juve non è una partita, è un’esperienza mistica: io darei tranquillamente un incidente al ginocchio in maratona in cambio della vittoria a Torino.”Addirittura! Si sono scomodati i culti misterici dell’antica Grecia! Ha dimostrato, almeno, tutta la sua cultura spaziando dallo sport all’arte. Ma restando in tema di cultura, le dichiarazioni rilasciate poco più di qualche mese fa toccano anche l’aspetto culturale, una specie di tesi di laurea invece che una semplice intervista pre-match, ricca anche di pareri giuridici con picchi di saggezza: “Vincere a Torino sarebbe non soltanto un atto sportivo, ma un atto di giustizia storica e culturale per tutti i furti che siamo stati costretti a subire nella nostra storia. Ci dicono che diventeremo grandi quando quella sarà, per noi, una partita come le altre: evidentemente non lo siamo ancora”. Siamo alle solite. Le interviste di coloro che ci temono non possono che arrivare sempre allo stesso fine: LA GIUSTIZIA. Quella giustizia che chiediamo a gran voce noi tifosi e che non dovrebbero inserire in tutte le salse e in tutti i contorni i nostri rivali. Il mondo alla rovescia? In settimana non si sono risparmiati di dire la loro sulla rivalità che contraddistingue queste due squadre ex giocatori viola come Francesco Flachi e Ciccio Baiano e neanche ‘doppi ex’ come Luppi e Toni il quale avrebbe dichiarato che, in caso di gol,  esulterebbe nel rispetto dei propri tifosi e non pensando a quelli passati. Finalmente uno con le palle. Come Ibra. Speriamo tanto che la sfida sia decisa da un suo colpo di testa nei minuti finali. Un commento particolare sulla partita che verrà e che merita la prima pagina è quello di Giovanni Galli, tifoso viola e dichiaratamente antijuventino. Cercando il suo virgolettato, potrete leggere le sue parole cariche di astio e di

Dalle parole ai fatti, dagli spalti al campo, la sfida tra Fiorentina e Juventus vedrà il ritorno tra i pali di Buffon e Frey (anche se sul francese si nutrono ancora seri dubbi). A scanso di equivoci o di cambiamenti dell’ultim’ora, il portiere francese tornerà a giocare a cinque mesi dall’infortunio al ginocchio. La partita sarà segnata dagli ‘incroci fatali’ tra Melo e il pubblico di Firenze che sicuramente lo fischierà alle sue provocazioni (più che altro, d’incitamento per noi juventini e di sfreggio per loro viola), dal duello di qualità tra Aquilani e Montolivo (prossimo ad accasarsi alla Juventus?) a quello pericoloso tra Motta e Vargas (in caso Del Neri decidesse di schierare Marco sulla corsia di destra). A distanza, i due bomber Matri e Gilardino cercheranno di assicurare reti e punti, indispensabili per entrambe le squadre affamate di punti realisticamente per il morale in virtù delle classifiche deficitarie. Al Franchi conteranno molto le motivazioni: quelle di una Juventus che non intende abbandonare il sogno Champions ora che è reduce da 3 vittorie consecutive e quelle di una Fiorentina a cavallo tra la zona retrocessione e la zona Europa. Un campionato mediocre quello disputato dagli uomini di Mijhalovic, nel completo anonimato. A Firenze, quella di oggi è una mera rivincita contro i più acerrimi nemici di sempre. Bella cosa.

Stando alle ultime notizie, al Franchi ci sarà il tutto esaurito per assistere ad una gara da dentro o fuori per la Juventus anche in virtù della sconfitta della Roma a stelle e strisce subita ieri da un rampante Palermo. Dimenticavo: buone palme a tutti.

eldavidinho94

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