Juventus-Napoli 2012 – Più forti degli arbitri.

Lo ha sicuramente capito da tempo Antonio Conte che se la Juventus oggi e in futuro vorrà vincere, dovrà essere più forte degli arbitri e di tutto il sistema essendo noi ormai senza alcun  diritto. Domenica sera con il Napoli, Conte ha dimostrato che si può! Il Napoli arrivato solo per vincere, si è trovato assediato e sorpreso dalla padrona di casa che lo ha fatto ballare come ha voluto. E’ successo davvero di tutto, persino il gol segnato in collaborazione (Vucinic-Bonucci?) un altro annullato regolare, e il solito cimitero di gialli non ha fermato una Juventus che finalmente sta accettando la sua posizione traendone solo vantaggi. E quando si segnano tre gol su azione, i rigori negati, i gol annullati e le ammonizioni date così .. per fare, fanno meno male, o addirrittura lasciano indifferenti, come per dire, a noi non servono gli aiuti perchè siamo forti di nostro.

Il Milan è scivolato su una buccia di banana e Conte ne ha  approfittato, perchè si vince anche così, sulle debolezze altrui, occasioni per’altro in passato non sfruttate ed è un errore che non si vuole più ripetere, non ce lo possiamo permettere. Sono state le ultime partite al cardiopalma, prima l’Inter demolito, oggi il Napoli distrutto e umiliato, Sabato toccherà al Palermo reduce da una vittoria, sappiamo che non sarà una passeggiata, come tutti i nostri avversari vorranno vincere, ma ce la possiamo fare anche questa volta.

E’ stato bello, rivedere Quagliarella andare in gol, contro il suo ex Napoli non deve essere stato facile, ma a questo ragazzo così sfortunato ma di buona volontà, spettava un riconoscimento, e quale migliore occasione è stata dopo le altre fallite solo per un soffio. E speriamo sia definitivamente tornato al ruolo a lui più congeniale. Triste invece, osservare Borriello che non riesce ad emergere in questa Juventus, in cui non trova un ruolo, muovendosi quasi come un estraneo in questo gruppo che comunque lo vuole e lo aiuta, ma niente da fare e la situazione resta oscura, diventa difficile pensare per lui in una prosecuzione se in qualche modo non si sblocca qualcosa.

Cosa aspettarci da oggi in avanti? E’ superfluo dire che  dovremmo vincerle tutte sperando che il Milan ritrovi un’altra buccia sul suo cammino, ora sta cominciando a preoccuparsi, il sig. Galliani parla di “aria strana”, il sig. Allegri non ride più, e presto se la dovrà vedere con un Barcellona che ha pronti anche gli arretrati, a parte gli scherzi, sarà determinante oltre alla voglia, e quella c’è, di mantenere i nervi saldi e sopportare le angherie andando avanti, sarebbe deprimente compromettere la vittoria del campionato per una protesta in più. Quindi ragazzi possiamo farcela se lo vogliamo ..

Luna23

 

 

Tacciono i tenori, stonano i tromboni

Ebbene sì, il Milan è in piena crisi di nervi. Non è bastato ai rossoneri aver una serie infinita di aiuti arbitrali fra cui almeno 4 rigori completamente inventati su 8, per staccare la Juventus e questo crea molta ansia. Allegri e Galliani nelle ultime ore, hanno riversato davanti ai microfoni tutta la bile che avevano dentro, e non era poca. Come abbiano fatto ad essere assolutamente certi che la palla salvata sulla linea da Marchese fosse dentro, è un mistero. Probabilmente hanno entrambi la vista bionica come Superaman (pare l’abbiano anche Maxi Lopez e Aquilani). Eppure è strano perché da nessuna ripresa televisiva quella palla sembra proprio entrata e la decisione sembra assolutamente corretta. Persino una ricostruzione tridimensionale della cosa fatta alla Domenica Sportiva, dimostra che la palla non è tutta dentro e quindi non è gol. Neppure a Mediaset riescono a risolvere l’enigma e si nascondono dietro un aziendale ”non si capisce”. Ma al Milan non è importante la verità, ma come la si racconta. Così i fuorigioco che si possono sbagliare valgono solo quando sono per gol annullati a Pepe e Matri (e quelli erano gol veri) mentre diventano motivo di lamentela se Ibra e Boateng vengono fermati ingiustamente a 50 metri dalla porta. Così come l’ormai celebre gol -fantasma di Muntari diventa più importante del gol annullato a Matri nella stessa partita perché avviene prima (addirittura vale un campionato), mentre il gol ingiustamente annullato a Gomez sparisce dalle disamine  perché diventa più importante il non gol di Robinho con salvataggio sulla linea di Marchese. Insomma se è il prima o il dopo non interessa, il più importante è sempre quello che non sta bene al Milan. Aggiungo che si sta lavorando così pesantemente sui media e sull’opinione pubblica per cui i due episodi a favore del MIlan (gol di Matri e gol di Gomez) stanno veramente scomparendo dagli annali. Se nessuno ne parla e ne parlerà è come se non fossero mai avvenuti. Questo è lo stile Milan. Lo stile di un Mister di un antipatia e arroganza senza limiti che non da mai merito ai propri avversari, che continua a parlare male degli altri accusando gli altri di parlare male di lui. Lo stile di una squadra che innaffia il campo con la scivolina quando va ad affrontare la squadra più forte del momento. Lo stile di una squadra che sul proprio sito tarocca la foto del salvataggio di Marchese, in un modo così squallido e indegno che mio figlio di 8 anni sapeva fare meglio. Hanno allungato e schiacciato così tanto quella foto che il sedere del giocatore del Catania pare quello dell’incredibile Hulk, la porta è diventata una porta di calcetto, la palla si è ovalizzata a tal punto che sembra quella dei cartoni di Holly e Benji. Il tutto pur di far apparire un po’ di ”luce” fra la linea e la palla. Risultato – una colossale porcheria che se avessero allungato ancora un poco di più l’immagine, in quello spazio ci parcheggiavo il motorino. Una bufala così pacchiana che offende l’intelligenza degli stessi tifosi del Milan. Il terrore del Milan è quello che da un improbabile triplete a cui aspiravano, rischiano seriamente il molto più probabile ”triplete del nulla”, lo zero titoli. Allora lo scudetto diventa una necessità e questa Juve che non molla, pare proprio la famosa massaia che rompe le uova nel paniere. Hanno deciso già a Giugno che questo scudetto è del Milan e così deve essere. Logiche di spartizione post-Farsopoli. Forse non sono memori del 5 Maggio. Hanno deciso senza la Juve, già… questa Juve.

Questa Juventus ieri ha sorpreso tutti. SI poteva immaginare di vincere ma così è tanta roba. I tifosi napoletani erano veramente convinti di venire allo Stadium a fare bottino pieno. Ora ho un immensa stima della squadra del Napoli e dei suoi 3 tenori. Ma questa sicurezza che sconfina nella presunzione dei suoi tifosi , proprio non la concepisco. Questa è una buona squadra con tre ottimi giocatori che fino ad ora non ha vinto una beata cippa. Ora andare in giro a ostentare tutta questa sicurezza nemmeno fossero il Barcellona, o sono degli incoscienti o sono dei non vedenti. Ieri il Napoli è stato oltremodo asfaltato dalla Juventus. Dopo un primo tempo di studio e grosso modo prudente ed equlibrato, la forza superiore della Juventus è emersa in tutta la sua evidenza. La partita è finita con 19 tiri in porta a 4 di cui 10 in porta per noi e zero per loro. Buffon non ha fatto neppure una parata. I tre tenori han fatto la figura di tre… Vidal si è fatto un gol con annessa preparazione di finta doppia e tripla finta che se l’avesse fatto Lavezzi, a Napoli avrebbero scomodato paragoni assai improbabili. L’ arbitraggio fra l’altro non mi è piaciuto, Orsato ha negato un rigore solare a Chiellini per spinta macroscopica di Cavani sull’1-0 per noi, giusto per non essere da meno con tutti i suoi predecessori. Già, perché checché ne dica Allegri la Juventus sta giocando un campionato intero praticamente senza rigori. Anche Conte ieri non mi è piaciuto molto con quel Borriello titolare. Borriello sembra Amauri, e se hanno mandato via Amauri va da sé che anche Borriello non mi entusiasma. Molto bene invece la difesa e il centrocampo. Vucinic un po’ alterno ma ha pur sempre fatto un gol (annullato forse ingiustamente) e mezzo, quello di Bonucci. Benissimo gli innesti dalla panchina Caceres, Quagliarella e Del Piero, già : ”ah come gioca Del Piero!”. Bellissimo poi lo stadio che canta a squarciagola ”O’ sordato nammurato” e non se l’abbiano troppo a male i tifosi del Napoli, lo sberleffo, la presa in giro ci sta, anzi fossero sempre questi i tifosi negli stadi. Non so cosa ci riserverà questo finale di Campionato, se riusciremo o no anche noi a portare a casa qualcosa, ma la Juve c’è e ci sta dando grandi emozioni. Chi vivrà vedrà.

Alessandro Magno

Juventus – Napoli 3-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/yt-VaxfgIT4liI/

Intervista a Maurizio Ariaudo (papà di Lorenzo)

Il blogdialessandromagno incontra …. Maurizio Ariaudo

Maurizio Ariaudo è il papà del più celebre Lorenzo, classe 1989 cresciuto nelle giovanili della Juventus, come difensore centrale, Maurizio è stato sportivo e pregevole motocrossista, non avrebbe sicuramente immaginato che i suoi due figli, Alberto e Lorenzo nati e cresciuti in un ambiente motociclistico, si sarebbero appassionati al calcio, tanto che Lorenzo riesce ad arrivare addirittura al top.
Oggi è qui per condividere insieme a noi la sua esperienza di padre di un ragazzo che si è impegnato raggiungendo l’obiettivo massimo nel calcio: la serie A.

Maurizio, intanto ti ringrazio per essere qui con noi .. raccontaci com’è iniziata l’avventura calcistica di tuo figlio Lorenzo, e soprattutto quando ti sei accorto che aveva talento?

Grazie a Voi, premetto che la tifosa juventina di casa è mia moglie nonchè mamma dei miei 2 figli; Alberto (del 1985) viene portato “quasi” a mia insaputa ad un provino della Juventus quando aveva 6 anni e viene arruolato nelle file dei piccoli bianconeri.
Lorenzo di conseguenza ha iniziato a vedere palloni per casa molto presto.
A ottobre 1993 chiedo a mia moglie di portare Alberto in una società di calcio più vicina a casa e così faccio rinunciare al mio primogenito al piacere di vestire i colori bianconeri!!!
Ci trasferiamo tutti alla CBS scuola calcio, che pur di avere tra le sue fila un bimbo ex juve, accetta anche Lorenzo sia pur solo di 5 anni e mezzo.
Dopo 2/3 anni i vari osservatori Juve e Toro hanno iniziato a seguirlo finchè a luglio 98 viene tesserato dalla Juventus.
Il suo talento è emerso sin dalle prime partite, in cui si rivelò un attaccante esplosivo, ma non sono stato io ad accorgermene data la mia ignoranza calcistica

Anche il tuo primogenito seguiva lo stesso percorso?

Come vi ho già detto Alberto è stato un talentuoso piccolo calciatore, oggi gioca in promozione dopo aver avuto buone soddisfazioni.

Ci racconti un po’ di Lorenzo ..quando era piccolo? Com’era?

Era un bambino instancabile, molto coordinato e otteneva buoni risultati in tutti gli sport che praticava senza trascurare gli impegni scolastici.

La Juventus sappiamo, è un’ottima scuola non solo di calcio ma anche di vita, qual è stato l’impatto nella crescita di tuo figlio e della sua infanzia?

L’esperienza bianconera, oltre a formarlo come calciatore, ha contribuito alla formazione del suo carattere volitivo e determinato infatti oltre ai “momenti di gloria” ha imparato a superare piccole e grandi difficoltà.

Seguire dei figli “in carriera” come lo erano i tuoi bambini ai tempi, ha implicato una certa adattabilità famigliare, è stato un grande impegno e sacrificio anche per voi come genitori?

Sì, è stato un impegno costante nell’ accompagnarli, seguirli e condividere la loro esperienza, ma anche un grande piacere.

Come hai gestito il tuo ruolo, immagino non semplice, assistendo alla crescita sportiva di tuo figlio che ha visto il suo debutto con una delle tre squadre più forti del nostro campionato?

L’evoluzione è stata  naturale e graduale che ci siamo trovati in tale situazione quasi senza accorgercene.
Alla fine comunque fortemente emozionati.

C’è stato un momento della carriera di Lorenzo in cui era diventato molto popolare durante la gestione di Claudio Ranieri per l’esattezza, in quella fase non c’era quotidiano sportivo che non parlasse di lui, come Lorenzo si è trovato ad affrontare una così improvvisa popolarità?

 Con grande semplicità, naturalezza e grande felicità.

Ora Lorenzo è felice al Cagliari, c’è stato nel suo apprendistato Juventino un collega o alcuni se di più a cui si è ispirato o gli hanno lasciato qualcosa di speciale che si porta nel cuore?

Nicola Legrottaglie e Giorgio Chiellini ai quali si è ispirato tecnicamente e che lo hanno accudito come un fratellino minore e con i quali ancora oggi mantiene rapporti di amicizia.

Maurizio, sinceramente, ti saresti aspettato, quando i tuoi ragazzi hanno iniziato, un traguardo di questo tipo?

Assolutamente no.

In ultimo, mi piacerebbe che tu dessi dei consigli, un aiuto psicologico a dei papà come te, che hanno figli che stanno giocando in società dilettantistiche e che promettono bene: “cosa fare ..” “cosa non fare” e quale sarebbe il migliore atteggiamento di un padre?

Costanza nel seguirli, evitando però che i sogni vadano troppo lontano.
Ho visto ragazzi molto promettenti la cui carriera non è decollata.
Il calcio per i giovani deve essere divertimento e i genitori non devono fare eccessive pressioni sui figli…..
Uno su mille ce la fa, ma ogni piccola conquista calcistica può, con amore, essere vissuta come un trionfo.

Cari saluti, rimango a Vostra disposizione.

Maurizio Ariaudo

Intervista gentilmente concessa dal Signor Ariaudo a Luna23

The king of football

“Zio non sei al mio livello procurati uno sgabello,
per impiccarti intendo
Sogni infranti: INCEPTION!
Scusa hai un suono diverso?
Chiamalo toilette ma resta pur sempre un cesso!”. (Marracash)

Tutto è andato come doveva andare. Ogni juventino sapeva da giorni che l’Inter non poteva reggere, noi siamo una squadra, loro sono un ricovero di ex buoni giocatori, campioni o presunti tali. Li ha tenuti in piedi la voglia di fare la partita della vita come sempre è stato contro di noi. Ci abbiamo messo 6 anni, solo 6, a normalizzare di nuovo la cosa. Se pensiamo che in questi anni noi siamo stati buttati all’inferno e loro son stati catapultati sul tetto del mondo, la cosa ha del miracoloso. Sono cresciuto che la Juve era la Juve e l’Inter era una barzelletta, quasi sempre, anche quando era zeppa di campioni. Ho visto la Juventus asfaltare spesso e volentieri i nerazzurri e quando raramente perdeva, era per loro la partita che salvava una stagione. Ho sempre pensato che il loro odio verso di noi fosse nostro motivo di orgoglio, per questo in questi ultimi tempi mi incavolavo parecchio a sentire tifosi caricare questa partita di significati che storicamente non ci appartengono.
Sentivo cose del tipo: ”Mi basta vincere con loro e poi pure andare fuori dalla coppe va bene”… Ma quando mai ragazzi, mi rifiuto di interizzarmi, preferisco perdere con loro e vincere lo scudetto, sempre, a prescindere. E’ proprio questo modo di pensare che di fatto ci faceva vincere contro loro, l’essere mentalmente superiori. Da sempre i forti siamo noi e gli scarsi i mediocri, sono loro. Non sono anti-interista, mi fanno pena.  “I nerazzurri se la facevano sotto ogni volta che ci incontravano” diceva Camoranesi, e questo è. Grazie soprattutto ad Andrea Agnelli  per tutto questo, per averci riportato nella posizione che ci compete.

Veniamo alla partita che fra l’altro è iniziata negli spogliatoi con una stupida polemica. Loro si son sentiti offesi perché nel tunnel dove si cambiano i giocatori, campeggiano 29 scudetti invece che 27, l’han presa come un offesa personale (coda di paglia?). Non hanno pensato evidentemente, che questo è il nostro stadio a differenza di loro che non ne hanno uno, e che quei 29 scudetti li abbiamo messi li in bella vista per tutti, non solo per loro. Hanno risposto appendendo la maglia di Facchetti al di fuori del loro spogliatoio, come nel loro stile, si son nascosti dietro qualcuno che non c’è più e che non può parlare. Può solo essere strumentalizzato, poveraccio, come infatti avviene.
La partita in campo quindi è andata secondo previsioni, noi affrontavamo loro come se fossero l’Inter e nulla più, loro affrontavano noi come se fosse la finale di Champions League. Dovevano vincere per salvare una stagione che dire mediocre vien da ridere, e come da copione han perso. A onore del vero Buffon ci ha tenuto in partita nel primo tempo, un po’ per stanchezza nostra (avevamo fatto 120 minuti tirati Martedì), un po’ per meriti loro, come detto.

Poi la Juventus è salita in cattedra. Nel secondo tempo li abbiamo annichiliti. Non c’è stata più partita, il 3-0 sarebbe stato sacrosanto e strameritato. Conte ha effettuato le sostituzioni finalmente per tempo, cambiando modulo alla squadra. Siamo passati dal 4-3-3 al 3-5-2 e questo ha consentito di bloccare le loro scorribande sulle fasce (soprattutto di Maicon e Obi) e di aumentare il nostro peso a centrocampo. Ultima, ma non per questo trascurabile, ha buttato nella mischia Del Piero per un tempo intero, cosa che molti di noi fra cui io, si erano auspicati più volte in passato, e ”The King” lo ha ripagato alla grande. Ora voglio dire che dopo un bel numero di partite, tutti abbiamo imparato a conoscere pregi e difetti del nostro mister. Conte ha alcune fissazioni, in particolare due. Quella di non buttare mai via la palla, cosa che facciamo a volte pure in area e mi procura sempre molta tachicardia, e attuare il pressing alto per andare subito alla riconquista di questa. Ora va da sé che Del Piero ha 37 anni, e non può fare il pressing alto per più di una decina di minuti, come d’altronde non riesce per una partita intera, neppure agli altri attaccanti più giovani che spesso, vedasi Matri, finiscono solo per sfiancarsi. Quello che intendo dire è che questo pressing alto (che nessuna squadra Italiana attua in questo modo) a volte è producente, altre volte è solo un dispendio notevole di energie, quindi in definitiva, non ce lo ha ordinato il medico di giocare sempre così.
A mio modestissimo parere penso che alcune volte conviene dare invece un poco di respiro alla manovra, contando sulla qualità piuttosto che sull’agonismo. Ieri Conte finalmente pare averlo capito. I migliori momenti della Juve e le migliori cose in campo, si sono viste con Del Piero e Vucinic insieme, autori di tocchi davvero pregevoli. Mirko purtroppo ha rovinato la sua prestazione con un errore (orrore!) davvero macroscopico. Si guardasse un po’ di video del Barcellona, lì Messi avrebbe fatto un pallonetto. Per il resto che cosa posso aggiungere? Dalle parti di Milano continuano ad accadere cose strane, meglio sorvolare. A noi resta l’orgoglio per i nostri ragazzi, per questo Mister, per questo Stadio e questo immenso vecchio-Capitano… E non è poco. Tutto il resto è noia.
Sotto a chi tocca, avanti il prossimo. Noi ci siamo.

Alessandro Magno

 

Juventus-Inter 2012 – Del Piero forever …

Nessun Juventino può rinunciare a Juventus-Inter, in questo caso  posticipo di Domenica in serata, ho fatto una corsa contro il tempo sfiorando i limiti di velocità per rientrare a casa prima del fischio di inizio. E’ tutto bello di Juventus-Inter il prima, il durante e il dopo, soprattutto se si vince. L’incontro non è mai facile, sebbene l’Inter non all’altezza di questo campionato, come a tutte le squadre che ci incontrano, può capitare che parta “l’ormone” e contro tutte le previsioni offra una fantastica prestazione rovesciando le previsioni più logiche.

Già dal primo tempo le squadre non si sono risparmiate ed hanno adottato un ritmo altissimo, l’obiettivo era la vittoria a tutti i costi per entrambi, l’Inter comunque si è fatta sentire, e Buffon anche. Il nostro splendido portiere è sicuramente stato il migliore in campo almeno nel primo tempo, un supporto alla nostra difesa insostituibile, andando a riposo sullo 0-0, l’Inter spera, di poter rosicchiare un pareggio che con la Juve attuale poteva non essere considerato un malvagio risultato…Invece no ..non andrà così.

Il secondo tempo si apre, Conte ha un’idea, sostituisce al 53mo, Matri e Pepe, il primo dimostra un gap tecnico che gli impedisce di finalizzare, è stato vivace e propositivo ma non è ciò che vuole Conte, idem per Pepe, forse stanco e in evidente défaillance: entrano Alex Del Piero e Bonucci, e da lì comincia un grande spettacolo, Caceres smarcato, lasciato tutto solo in area segna di testa, un gran gol ..un boato investe lo Juventus stadium, un’esultanza mai vista, un gol che ribalta una situazione a questo punto la Juventus cambia consapevole del suo valore e superiorità,  comincia a pressare dando tutta se stessa, è vietato sbagliare, un pareggio non sarà minimamente tollerato, si cerca il 2 a 0 ..che arriverà, con un gesto imprevedibile proprio alla Del Piero, Vidal coglie una fessura nella difesa, Alex capisce ..non sbaglia ..GOL!

Ora il pubblico è incontenibile .. l’esaltazione è al massimo ..ancora uno sforzo perchè la fine è vicina, l’Inter è annullata, è demolita, ferita non è in grado di rialzarsi, è come un nemico perito in battaglia che conta i morti, la Juventus è viva e grida alla vittoria.

Spero che, Conte, abbia capito, che il nostro prezioso capitano va inserito quasi tutto un tempo, lui è ancora decisivo, sta bene e si vede, complimenti a tutti i ragazzi, che supportati da un’intelligenza superiore come quella di Pirlo hanno reso al meglio ..e complimenti al meraviglioso pubblico presente allo Juventus stadium, che si è dato da fare non solo con l’affetto ma con le coreografie bianconere bellissime! Bravi a tutti.

ed in ultimo ..caro capitano ..non te ne andare ..

Luna23

Juventus – Inter 2-0 Sintesi

http://www.metacafe.com/watch/8275524/

Intervista a Eleonora Prost (giocatrice del Cervia- serie A)

Il calcio femminile questo sconosciuto…non se ne parla mai, un altro mondo parallelo a quello maschile che raramente si incontrano, sembra quasi un figlio di un “Dio minore” ma queste donne che giocano a calcio dimostrano un impegno e sacrificio pari ai colleghi maschi, per conoscerle meglio abbiamo incontrato Eleonora Prost, attiva in serie A femminile al Cervia, squadra neo promossa ma che punta alla riconferma per le prossime stagioni.

Intanto ciao Eleonora, e grazie per essere con noi, parlaci di te e della tua   passione per il calcio  quando l’hai  scoperta?

Grazie a voi per questa intervista! Dunque sin da piccola vedevo i miei fratelli giocare in cortile con le classiche porte fatte da zaini e muretti e mi son appassionata a vedere quel pallone rotolare. Ho dovuto aspettare un po’ di tempo prima di iniziare a giocare in una squadra, ma la voglia di tirare quei due calci era troppo forte….ed eccomi qua!

La tua squadra è in serie A, qual è il tuo ruolo?

Di solito vengo impiegata come trequartista e devo dire che è il ruolo a me maggiormente congeniale. Talvolta sono utilizzata anche come seconda punta e lì realizzo qualche goal..d’autore!Scherzi a parte, sono sempre a disposizione del mio allenatore. Pur di giocare…forse anche in porta…no questo non scriverlo altrimenti il nostro portiere Silvia mi massacra!

La vostra carriera se non accadono  incidenti è pari ai vostri colleghi maschi? Quanto dura mediamente?

La nostra carriera ad alti livelli dipende da ognuna di noi e dalle sue capacità di adattamento. Può durare da uno a 20-25 anni. L’esempio che abbiamo in squadra si chiama Marinella Piolanti, ex nazionale, sposata con figli, che da anni calca ancora a dovere i campi di serie A.. con la stessa grinta di una ragazzina. Conta molto l’abnegazione e conta molto l’umiltà…con la testa sulle spalle nessun obiettivo è precluso, ma siccome non ci sono i riflettori come nei campionati maschili..si fa anche presto a cadere in basso.

Giocare a calcio in serie A femminile consente di mantenersi? garantisce un futuro se non si pensa ad un’alternativa?

Purtroppo l’attività di calciatrice non consente di mantenersi, salvo pochissime eccezioni (vedi Patrizia Panico alla Torres per fare un nome).Tutte noi lavoriamo o studiamo e perciò, come ben puoi immaginare, allenarsi alla sera diventa ancora più duro dopo una giornata intensa. Il futuro ce lo costruiamo con le nostre mani, può essere utile allenare una formazione giovanile under 14 all’interno della società di appartenenza ad esempio..per comprendere anche meglio le dinamiche e la fatica di fare il mister…Si sa che in Italia siamo tutti allenatori, arbitri, ecc….Cimentarsi in questo compito di formazione, oltre a essere gratificante dal punto di vista personale, può costituire una opportunità di restare nel calcio femminile quando giocoforza si dovranno appendere gli scarpini al chiodo.

Chi è il campione che ti piace e ti ispira nella professione?

Mi ispiro a Eleonora Prost, nel calcio maschile un mio idolo è Mauro Zarate che, anche se nell’Inter ha poco spazio, nella Lazio ha fatto vedere grandi cose. Uno che dà del tu al pallone

Parliamo di Juventus:

Al momento attuale in alto in classifica, come la vedi tecnicamente?

Onestamente vedo la squadra bianconera uno scalino indietro al Milan attuale. Ma penso anche che con la forza di un gruppo unito e straordinario come quello di quest’anno si possa sopperire al gap tecnico e provare a vincere questo campionato.

Secondo te oltre al tecnico, Antonio Conte che ha imposto un certo tipo di gioco, chi ha fatto la differenza rispetto ai nostri tristi anni trascorsi?

Antonio Conte, abile oratore oltre che mister , è bravo a ottenre il massimo da ognuno responsabilizzandolo al meglio. Si vedano anche le esperienze precedenti a Bergamo Siena e Bari. Inoltre impostando un gioco ordinato e tatticamente valido, è riuscito a dare un anima alla Juve. Cosa che non tutti in passato erano riuscti a dare.

In questo momento la nostra difesa ha dimostrato di funzionare, chi è per te il migliore e perché?

Il migliore resta sempre Gianluigi Buffon, la nostra saracinesca. Un portiere come lui infonde sicurezza a tutto il reparto con la sua esperienza e carica. Inoltre ho apprezzato molto anche i miglioramenti di Barzagli, nettamente migliorato dopo esser stato in Germania a Wolfsburg.

Cosa manca alla Juventus oggi?

Penso che alla Juve manchi qualche rigore….battute a parte,credo si sia all’inizio di un ciclo nuovo e come tale ci sia bisogno di quest’annata cosiddetta di transizione per registrarsi. La squadra è competitiva, ma non gioca ancora a memoria come il Milan. Superato questo ostacolo, non vedo problemi verso la conquista dello scudetto. Io sono molto soddisfatta del campionato attuale.

Alessandro Del Piero, Paolo Maldini, Francesco Totti ..campioni ma non solo, anche immagini di squadre protagoniste la cui  mira è vincere, cosa condividi e cosa no?

Dei campioni maschili non condivido l’esasperazione continua, le continue proteste verso gli arbitri, la loro ostentazione.. dovrebbero essere di esempio verso i giovani e spesso sono modelli negativi coi loro atteggiamenti in campo e fuori. Preferisco noi donne col pallone tra i piedi, anzi in punta di piedi, dilettanti unili che si allenano in modo professionale sputando sangue per la maglia che indossano. Nel calcio femminile le bandiere esistono ancora. Forse perchè girano molti meno soldi?

Parlando di allenatori, possiamo rilevare come sono cambiati i tempi, oggi i tecnici giovani non solo di età ma anche di lavoro, Conte, Allegri, Enrique, Guardiola lo stesso Mourinho, sono solo alcuni esempi, superano di poco la quarantina, pensi vada meglio rispetto ad altri  con più esperienza?

Sicuramente gli allenatori giovani che hanno smesso di giocare l’altro ieri trasemttono ai ragazzi un punto di vista maggiormente simile al loro avendo abbandonato relativamente da poco il terreno di gioco. Questo conta molto dal lato comportamentale e della comprensione reciproca. Per contro, l’esperienza di un veterano della panchina è insostituibile. Ci vorrebbe il giusto mix tra le due tipologie di mister.

Tornando a te Eleonora,  hai un sogno nel cassetto? Degli obiettivi da raggiungere come calciatore?

Quando ho iniziato il mio sogno nel cassetto era di arrivare in serie A , grazie alla Reggiana e alla mia passione questo sogno si è avverato. Adesso mi piacerebbe andare in Nazionale. Durissima, ma sognare non costa nulla…

Nella tua famiglia le donne nel calcio si distinguono, so che hai una cuginetta, Alessandra, che si sta mettendo in evidenza .. cosa vorresti per lei e cosa le consiglierai se si appassionerà sul serio?

Ale è un vero terremoto..comel o ero io..e comel o sono ancora..vorrei che continuasse a divertirsi giocando e, se e quando decidesse di seguire le mie orme calcistiche..beh ne sarei orgogliosa..e le augurereile migliori fortune..Consigliandole di mantenere semprei piedi per terra e di lavorare sodo.

Lo Juventus stadium che si sta proponendo come struttura ideale e all’altezza di ogni condizione atmosferica, secondo la maggior parte dei giornalisti avrebbe influito positivamente sul rendimento della Juventus, tu che ne dici? Ti piacerebbe visitarlo?

Mi piacerebbe giocarci più che visitarlo… . Dati i campi che abbiamo nel calcio femminile, alcuni veramente improponibili. Sicuramente lo Juventus Stadium dovrebbe essere preso a modello dalle altre società italiane e europee come la casa del calcio che ogni squadra dovrebbe avere. Andare allo stadio dovrebbe essere come andare al cinema o a teatro..a livello di funzionalità e di efficienza. Come avviene negli altri paesei europei d’altronde.

Sicuramente sei al corrente dei tristi accadimenti all’Heysel di Bruxelles, in quella terribile finale tra la Juventus e il Liverpool, per noi Juventini è una ferita aperta che non si rimarginerà mai, un lutto non superabile e come con  tutte le disgrazie ci si convive, ritieni a tuo parere che si sia trattato di un fatto riguardante  solo  due squadre e relative tifoserie o del calcio in generale?

Sono passati quasi trent’anni dalla tragedia dell’Heysel..ma sembra sempre ieri rivedendo quelle terribili immagini. Non si può morire per assistere a una partita di calcio. Assurdo nel 1985 come nel 2012. Il calcio è malato sotto questo aspertto e necesiterebbe di un bravo dottore. Ma non vedo nessuno all’orizzonte….

Tu come donna, pensi che un giorno ci sarà una pacificazione tra tifoserie anche tra team acerrimi nemici?

Io auspicherei la fine del tifo violento ed urlato. Ma finchè dalle società non verranno esempi concreti allontanando i tifosi fecinorosi e punendo severamente i tesserati che si macchiano di atti negativi.. non andremo da nessuna parte. In Italia manca la cultura sportiva. Bisognerebbe che nelle scuole si insegnasse il rispetto dell’avversario e delle diversità.. le ore di educazione fisica potrebbero servire anche a questo se meglio sfruttate..nel calcio femminile per fortuna non siamo a questo livelo di barbarie..perciò invito i curiosi as avvicinarsi e a seguire questa disicplina perchè ci si diverte!

Grazie Eleonora, e tanti complimenti a te e alle tue colleghe, grazie per aver arricchito il nostro blog e ti prego di continuare a seguirci e di intervenire, il tuo punto di vista è prezioso.

Grazie a voi!

Luna23

Non ci battete mai!

Vi confesso che volevo titolare questo pezzo ”gli invincibili”. Tuttavia per scaramanzia ho preferito evitare. Resta il fatto conclamato che il Milan contro di noi non passa mai. Alla faccia del gol non gol di Muntari, del palazzo che ha deciso che il campionato lo devono vincere loro, dei mass-media che continuano a insistere che loro son tanto più forti di noi. Non mi risulta proprio. Fatti alla mano: questi contro di noi non passano, sono 4 incontri quest’anno: 2 vittorie nostre e 2 pareggi. In verità Martedì al 90mo avrebbero vinto loro, ma la partita era una semifinale di coppa e negli annali figurerà come 2-2, non per colpa mia, ma per regolamento. Mi viene da sorridere a tutti quegli antijuventini che ogni volta che incontriamo questo Milan ”stellare” mi ricordano come questa è la volta buona che ci asfaltano. Mettetevi l’anima in pace, perché contro questa Juve non succede, forse non sono poi cosi tanto stellari e, piccolo particolare non trascurabile, quest’anno ancora nessuno ci ha asfaltato.
Veniamo alla partita. Conte dimostra grande coraggio a mandare in campo alcuni uomini come Storari , Giaccherini, Del Piero… La formazione che fino ad oggi ha sempre fatto la Coppa Italia. Non tanto per i primi due visto che anche il Milan schiera il portiere di riserva e qualche rincalzo, quanto per il Capitano. Oggi schierare o non schierare Del Piero è diventato sempre motivo di discordia. Immaginiamo per un momento se Alex non avesse giocato bene e si fosse persa la qualificazione? Apriti cielo, è una cosa che non deve accadere! Alla Juve ti perdonano tutto tranne una sconfitta, a volte pure un pareggio. Grazie a Dio Conte ha avuto ragione e fortuna, il Capitano si è ben amministrato senza strafare ed ha realizzato un bellissimo gol d’autore, segno che se anche il passo non è più quello dei vent’anni, la tecnica, la lucidità, la freddezza e il carisma restano sempre immutati. Piccolo particolare che spero tutti abbiano notato: Del Piero ieri ha giocato da centravanti, esentato da quell’azione di pressing asfissiante che in questa Juve è chiesta (e riesce) solo al povero Matri. La partita è filata liscia per tutto il primo tempo e la Juve dopo il vantaggio ha provato a chiuderla senza riuscirvi. Ibrahimovic è stato il solito, un tiro e poi è sparito dal campo. Anche lui contro di noi non segna mai, mi spiace dirlo perché riconosco che è un grande campione ,ma in quasi tutte le occasioni importanti non c’è. Messi e Cristiano Ronaldo sono un’altra cosa. Il nostro Vucinic, invece, da un po’ pare parecchio ispirato.
Nel secondo tempo abbiamo commesso l’errore grave di cercare di amministrare la partita. C’è solo un giocatore in questa squadra in grado di fare un gran possesso palla ed è Pirlo, ma da solo e braccato da almeno un paio di loro (Muntari-Seedorf) spesso è andato in difficoltà. Abbiamo lasciato troppo il pallino del gioco in mano a loro e questo è un vantaggio che al Milan non si può concedere. Prima è arrivato il pari e poi il vantaggio. Fino a qui direi nulla da dire, un tempo per parte con la differenza che loro hanno concretizzato le loro occasioni e noi no. Ora succede, però, che quando si arriva ai supplementari il Milan ha davvero dato tutto e la Juve diventa assoluta padrona del campo. Un primo tempo supplementare tornato a giocare a ritmi altissimi ci riporta sul pari con una grande invenzione di Vucinic (dopo averne fatte molte e molte altre) e direi che si è avvalorato il risultato con occasioni clamorose sbagliate da Vucinic, ma sopratutto da Giaccherini e Borriello, soli davanti al portiere. Alla luce delle statistiche mi pare di poter dire un pari giusto e soprattutto un passaggio del turno strameritato da parte della Juventus (a Milano si era vinto noi).
Nonostante questo sia evidente a tutti, abbiamo assistito lo stesso a un commento RAI al solito sconcio, soprattutto da parte dell’ex-milanista Collovatti, a dei commenti di mister Allegri che dire faziosi e un eufemismo. Il mister milanista, della serie – degli arbitri non bisogna mai parlare che danno e tolgono e tutto alla fine si compensa (parole sue) – si prodiga in un arrampicata sui vetri su un ”molto inventato” fallo di mano di Del Piero sul primo gol (ma dove lo hai visto?) e rosso non dato a Vidal a 7 minuti dalla fine; che se pure te lo davano Allegri stavate annegando già da diversi minuti che ci voleva l’ambulanza con l’ossigeno per tutti. E poi il rosso ad Aquilani, quello avvenuto sotto la tua panchina, non lo hai visto? Ovviamente non sono arrivati i complimenti del tanto stiloso mister del Milan, così come non sono arrivati né dal loro Presidente Berlusconi né tantomeno dall’ “alleato di Agnelli” Galliani. Agnelli guardati da siffatti alleati, ché questi sono i primi che poi di vogliono fregare. Nessuno è stato capace di dire: ”Complimenti alla Juve per il passaggio del turno”. Stile Milan, ammazza che stile! La ciliegina sulla torta l’ha messa Maxi Lopez: ”Abbiamo dominato per 90 minuti”. Maxi Lopez guardati la faccia che aveva Galliani durante la partita perché quella la dice lunga.

Alessandro Magno

Juventus – Milan 2-2 (Coppa Italia)

http://www.metacafe.com/watch/8252094/
Plugin creado por AcIDc00L: noticias juegos
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: posicionamiento web