Chi semina vento raccoglie tempesta.

È stato un martedì di fuoco nell’aula 216 del Tribunale di Napoli dove si è tenuta l’ennesima udienza del processo penale riguardante Calciopoli. Nella IX Sezione, finalmente sono stati sentiti Zamparini, l’ex arbitro Nucini dichiaratosi il ‘cavallo di Troia dell’Inter’ e Gianfelice Facchetti, figlio del defunto Giacinto. Nell’udienza di due settimane fa, i testi Monti, Corbelli, Minotti e Baraldi, chiamati dall’accusa, non si sono rivelati affatto utili. In precedenza, anche i testi dei PM (Dal Cin, Zeman, Varriale, Sanipoli) si sono rivelati dei fallimenti. Non è stata la stessa cosa in questa udienza dove i tre testimoni principali, tanto invocati sia dall’accusa che dalla difesa (ovviamente per motivi diversi) hanno praticamente messo una pietra tombale su questo processo penale ed ‘aiutato’, paradossalmente, il procuratore federale Palazzi che il prossimo 31 Marzo ascolterà Moratti nell’inchiesta su ‘Calciopoli 2’ e potrà usufruire dell’interrogatorio di Nucini. All’accusa non resta altro che la chance della ricusazione del presidente del collegio giudicante Teresa Casoria chiesta per la seconda volta (già nel 2009 non ottenuta) in modo da allungare il processo e far cadere tutto in prescrizione. Tal questione si risolverà venerdì 25 marzo e sarà vagliata dalla Corte d’Appello. Come ha detto (giustamente) l’avv. Massimo Zampini in uno dei suoi interventi: “Credo sia l’unico processo in Italia in cui l’imputato sogna una sentenza e un pubblico ministero sogna la prescrizione”. Danilo Nucini è stato il vero protagonista, autore di una chiacchierata che rimarrà negli annali per i toni utilizzati ma soprattutto per le cose dette. Già nei precedenti episodi di questa farsa è riuscito a smentirsi più volte, contraddicendosi e contraddicendo tutti e tutto. Ne è un esempio la risposta data alla Casoria sul colloquio con il PM di Milano Bocassini. A precisa domanda: ”Perché quando è andato dalla Boccassini non ha parlato di tutto?” Ha risposto: ”Per pudore della morte di Facchetti.” Peccato per lui che le date non corrispondano, l’incontro con la Boccassini è del 2003 mentre Facchetti è morto nel 2006. Contraddizione pura. L’interrogatorio di Nucini è poi continuato su questa linea e la Casoria ha chiesto, incuriosita, cosa si dissero realmente la Boccassini e Nucini, in quel colloquio alla Procura di Milano nell’autunno del 2003,Nucini ha dichiarato di aver parlato di calcio. La volta precedente però confessò di aver discusso col PM milanese delle confidenze fatte a Facchetti e non semplicemente di calcio. E’ la volta degli avvocati della difesa , Nucini, visibilmente irritato dalle domande scomode alle quali deve rispondere a più riprese alza i toni della voce contro l’avv. Prioreschi ( avvocato di Moggi) che incalza nelle domande, riceve il rimprovero della Casoria e l’avvertenza a contenersi e ad assumere un comportamento più consono. Nucini urla a Prioreschi : ”STA CALMO!” La Presidente Casoria lo riprende: “Non si permetta!”, è il turno dell’Avv.sa Silvia Morescanti (avvocato di Bergamo) che cerca di continuare con il suo interrogatorio: “Sono state fatte 25 domande sul punto e lei mi ha detto: ‘Magari me lo ricordassi”, e qui  arriviamo alle comiche. Nucini, forse in tema con il periodo di festeggiamenti per l’Unità d’Italia prova a fare lo spiritoso: “Allora, facciamo così: la scheda me l’ha data Marconi e a Torino c’era Garibaldi.” Patetico. Non può non intervenire nuovamente la Presidente Casoria: “Nucini, Lei si sta squalificando come teste, tutto ciò verrà registrato.”. Continua l’interrogatorio di Nucini ma si hanno solo risposte non attinenti e contraddittorie si chiude. In udienza c’è spazio anche per Gianfelice Facchetti, figlio del defunto Giacinto ma la sua testimonianza (che si è basata sul famoso ‘Memoriale’ tanto invocato dall’accusa)non è migliore di quella di Nucini e la Casoria si lascia sfuggire: “Non dovevamo fare alcuna domanda a questo teste, sta riferendo fatti riferiti da altri”. E liquida il famoso memoriale: “Ha un valore probatorio molto scarso“. Infine, tira in mezzo Moratti e inguaia Galliani. Cioè, tutto ciò che la Gazzetta dello Sport e l’accusa non avrebbero voluto sentir uscire dalla sua bocca. Inoltre non dobbiamo dimenticare che nel periodo in cui Nucini intratteneva rapporti con Facchetti ha arbitrato l’Inter per ben 5 volte, una media al di sopra delle consuete 2 o 3 partite che ogni arbitro, di solito, conduceva con la stessa squadra in campo. Tornando alla Gazzetta, è emblematico come il giornale più diffuso d’Italia abbia stampato in prima pagina, all’epoca dei fatti, titoli già eloquenti quasi a dimostrare che verità fu. Indimenticabili i vari  “Ecco come truccavamo i sorteggi degli arbitri”, “Juve così non si può” degli anni pre Calciopoli. E ancora: “Se la madre di tutte le intercettazioni è sterile…” con titoli provocatori di Fabio Monti. “Calciopoli, il giallo delle telefonate” felici di dire che non corrispondevano, ma i giornalisti della Gazzetta (Palombo e Monti in primis, poi vengono gli inviati Galdi e Piccioni) non sapevano che questa non corrispondenza era tutta ai danni dell’accusa? Nessuno ricorda le intercettazioni di schede svizzere (utilizzate proprio per non essere intercettati) scovate dall’avvocatessa Morescanti nelle quali Moratti diceva di pedinare arbitri, assistenti e dirigenti, in possesso già dell’ufficio indagini della FIGC dell’allora regnante Borrelli ma mai messe a disposizione degli atti processuali? Tutto questo dietro le quinte della Pirelli. Per terminare, tanto per non lasciar nulla al caso, si potrebbe pensare che l’interrogatorio di Zamparini sia stato l’unico a favore dell’accusa. In teoria è vero perché il presidente del Palermo non ha fatto altro che confermare che Moggi era molto influente sulle scelte degli arbitri tanto da citare un episodio della parte finale della stagione 2003/04 (non oggetto di indagini), col suo Palermo in testa in Serie B, a poche domeniche dalla fine. In pratica Moggi fece sorteggiare (e non designare) per un match molto complicato l’allora miglior arbitro della Serie B, a detta di molti, tal signor Rizzoli ma la valenza della chiamata che fece Moggi in presenza di Zamparini non è confermata neanche dallo stesso presidente rosanero che non ricorda a quando risaliva l’incontro, a quando risaliva la telefonata di Moggi (dopo o prima il sorteggio?), non sa se ci fu il sorteggio! Ha battuto Gianfelice nello scarso valore probatorio della sua dichiarazione… . Poi rilascia una dichiarazione spontanea l’altro ex designatore arbitri, Gigi Pairetto, che fa chiarezza sull’argomento dicendo che ci fu sorteggio (e non designazione), e non fu fatto nemmeno dai “cupolari” Bergamo e Pairetto, bensì dall’ “uomo loro” (cit.) Manfredi Martino, colui che aveva notato qualcosa d’irregolare nel sorteggio delle palline, altro capo d’accusa caduto vanamente poiché le prove sono inesistenti. Che altro ci resta? Ah si, la leggenda metropolitana su Paparesta rinchiuso nello spogliatoio di Reggio in quel famoso 6 Novembre 2004 e la favola della non intercettabilità delle schede svizzere. Per fortuna il perito De Falco ha fatto scuola.Insomma, tanti ‘se’ e tanti ‘ma’ in questa udienza, poche certezze. La fase dibattimenta­le del processo di Napoli volge al termine: il 19 aprile prossi­mo il deposito delle trascrizio­ni e – se non interverrà la ricu­sazione – si passa alla discus­sione dei pm e degli avvocati. Il tempo stringe. Incomprensibile anche il silenzio della procura federale sull’esposto della società bianconera. E attendiamo risposte anche da qui.

Ancora Del Piero

Da questa ultima partita contro il Brescia, vinta in extremis e con il fiatone soprattutto grazie all’abilità tattica, di gioco e di esperienza da Alex Del Piero che dà uno “schiaffo”  a chi non lo vuole più o non lo vorrebbe.

Del Piero ha fatto tutto, combattuto .. giocato, segnato e diretto … ha quasi “ridicolizzato” la presenza dell’allenatore ormai insignificante, senza entusiasmo ..senza sorriso.

Indubbiamente una squadra con lacune di gioco, tattiche e difensive   che non riesce a colmare ad   altresì una preparazione atletica insufficiente che dimostra una grande   fatica per terminare i due tempi della   partita ..

Ma tutto sommato oggi i giocatori hanno ricevuto una scossa da un grande campione ..che sente l’identità juventina più che mai .. Cosa succederà domani non si sa ..corrette e doverose le contestazioni dei tifosi che si sono distinte in uno stadio semivuoto .. purtroppo la proprietà praticamente mai inquadrata fa sentire la sua mancanza .. Il cosa aspettarci sarà tutta una sorpresa .. le testate giornalistiche indicano il rinnovo con Del Piero non realizzabile, la dirigenza rassicura del contrario.

E se fosse vera la prima ipotesi  questo sarebbe un ulteriore passo indietro per la Juventus che non ha oggi nessun erede possibile che possa raccogliere il suo testimone

Ai detrattori di Del Piero

Il solito pefido Del Piero. Pensa Sempre ai fatti suoi e ai suoi record . Scommetto che ha segnato solo per metter in difficolta’ Agnellino. Se voleva veramente bene alla juve e non voleva destabilizzare l’ambiente avrebbe dovuto tirare fuori.

Dedicato con amore a tutti quei deficienti che si son fatti e si fan molto spesso ste seghe mentali pur di fare i detrattori del Capitano.

 

2-1 Del Piero gol vittoria (finalmente)

Scusate ma non fate i professori sull ‘Inno

  • Allora , finito il giorno della celebrazione dove , giustamente abbiamo fatto silenzio , ora  due cosette le voglio dire . Innanzi tutto mi fa veramente dispiacere come siamo sempre il popolo degli ”Io si che so’ cosi buono ma gli altri invece ….”e cosa intendo,tutti a far la gara del patriottismo dell’ulitma ora . Tutti a cantare l’inno . Ma dai ! Ma cosa cantano ? La versione calcistica .Cioè questo non è piu l’inno di Mameli ma è l’inno dei campioni del mondo oppure al massimo è l’inno di Mameli (Football version). Devo domandare a qualche amico mio che viaggia in America o in Gran Bretagna se almeno questi l’inno del loro paese lo conoscono in versione integrale , io presumo di si ma se cosi non fosse al massimo siamo ridotti come loro , sicuramente non siamo meglio.Io vorrei sapere di questi neo patrioti chi è che conosce le altre 4 strofe dell’inno .Quelle che per questioni di tempo alle partite non cantano. Io son convinto che non le sa nessuno di questi professorini o comunque siamo in una percentuale al di sotto del 5%.
    La cosa che poi mi ha fatto piu sorridere a vedere queste celebrazioni è il ”SI” finale cioè quello dopo ”l’Italia chiamò SIIIIII”. Questo è un ”si” aggiunto dai giocatori per darsi coraggio come dire ”forza dai” non esiste in nessuna versione ufficiale di Mameli e tutti i professori alla fine dell’inno a fare ”SIIIIII” come a dire ”EVVAI” ” MA VIENI” questa è proprio la piu bellla ”………l’Italia chiamo’ , MA VIENI”. 🙂

 

 

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò

BENVENUTI

Salve a tutti  . Benvenuti nella nostra nuova casa  . Il sito è ancora in lavorazione spero che abbiate la pazienza di aspettare che tutto funzioni a dovere  . Apriamo perchè pensiamo che la cosa piu importante oggi fosse ritrovarci. Il sito porta il mio Nikname storico non per un eccesso di narcisismo , ma soltanto per sfruttare il ”lavoro” svolto insieme a tutti voi in questi 3 anni . Riflettendoci su ho capito che come Alessandro Magno, nel panorama Juventino, ero abbastanza conosciuto e quindi meglio che qualcuno sapesse subito dove cercarmi e di conseguenza cercarvi piuttosto che dietro un nome come ce ne sono davvero molti fra i Forum Juventini.

Una cosa ancora voglio aggiungere, il sottotitolo del blog non è stato scelto a caso, TERRITORIO JUVENTINO LIBERO vuole esser un luogo dove ci si incontra ci si confronta ci si rispetta in piena liberta.

C’è una prima pagina dove scriveremo degli articoli di nostro pugno e potranno esser commentati e c’è un Forum annesso ( c’è un tasto per accedervi) dove potremo approfondire ma anche solo chiacchierare fra noi.

Ultima cosa , non a caso ho messo una foto che definire bellissima è riduttivo. Oggi mi sento come Del Piero (o Trezeguet se preferite) che abbraccia ognuno di voi.

Ciao a presto sul Blog

 

Grazie Alessandro Magno

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