Quella Juve che non ti aspetti

Antonio Conte non è uomo da nascondersi dietro parole di circostanza. Molte volte in passato abbiamo sentito da altri allenatori dichiarazioni del tipo “la Coppa Italia ci interessa”, salvo poi esser smentiti clamorosamente sul campo. Antonio Conte no, lui ha detto che: “visto che non abbiamo altri obiettivi più importanti, la coppa nazionale ci interessa eccome”. E si è visto. La sorpresa poi, è stata quella di vedere una Juve schierata ad aspettare l’avversario. Non so se sia stata una scelta dovuta alla bravura della Roma nel possesso palla o piuttosto dovuta al fatto che Domenica si rigioca e Conte non ha potuto fare grande tourn-over, a causa degli infortuni recenti; tant’è che è stata una scelta azzeccata.
Le nostre ripartenze sono state micidiali, la velocità di Giaccherini, Estigarribia e Lichesteiner sono state una vera spina nel fianco alla difesa romanista. Il risultato alla fine è pure un po’ stretto se si contano le nostre occasioni e le sviste arbitrali. Un particolare applauso ancora ai telecronisti e i registi Rai che non ci fanno rivedere il rigore (molto probabile) su Borriello mentre indugiano più volte sul possibile fuorigioco millimetrico dello stesso, sul gol di Del Piero.
Va detto che la regola del fuorigioco è molto chiara, va fischiato quando la palla arriva all’ elemento in fuorigioco. Altrimenti se è fuorigioco Borriello che non riceve, non può esser buono il gol dell’Inter annullato nel Derby. Il solito doppiopesismo dei media che francamente comincia a irritare non poco. Comunque sia è andata anche questa. Al nostro mister la Coppa interessa e lo ha dimostrato con i fatti, mandando in campo una squadra agguerrita come sempre. Resta comunque piacevole quest’anno guardar giocare la Juve. In Campionato come in Coppa.
D’altronde ai tifosi Juventini è sempre interessata la Coppa Italia, come diceva l’Avvocato “Io desidero che la Juve vinca sempre, anche nelle amichevoli estive”. Già, l’Avvocato… Il padre di questa bellissima nostra squadra che ci ha lasciato una sera di 9 anni fa. Ieri sera proprio come allora è andato in gol il nostro grande e inimitabile Capitano Alessandro Del Piero. Sembra che il destino abbia voluto aspettare questa sera perchè segnasse il suo primo gol (e che gol!) allo Juventus Stadium. Il destino è sempre galantuomo e ieri come allora  è toccato ad Alex omaggiare il compianto Gianni Agnelli.
Allora fu un gol in spaccata volante contro il Piacenza, bissato da un gol a pallonetto di Nedved. Così se ne andava l’Avvocato, con due gol di due delle stelle più belle del firmamento Juve. Ieri una pennellata del miglior Pinturicchio. Una palla messa dove neppure un dio fatto a portiere sarebbe potuto andare a togliere. E chi meglio di Alex Del Piero in una sera così!

Alessandro Magno

Coppa Italia: Juventus-Roma 2012 Juve: Segni particolari ..Bellissima

Ieri, martedì 24 gennaio allo Juventus Stadium, Alessandro Del Piero ha segnato il suo primo gol in Juventus-Roma, accesso alla semifinale per la Coppa Italia.

Le premesse per questo incontro non erano buone, con due degli uomini più coinvolti in questo campionato, infortunati: incontrare la Roma non è mai una partita di routine, in realtà nonostante le numerose assenze dei “titolari”, la Juventus è stata brillante più che mai. Non è cosa da poco andare a riposo sopra di due gol, e mantenerli fino a tutto il secondo tempo, eppure ci sono riusciti e alla grande. Inoltre a Del Piero che ha ritrovato il gol che ha finalmente potuto segnare a “casa sua”, un attento ed ispiratissimo Giaccherini conferma il suo stato di grazia nonchè la voglia di vincere ma soprattutto far parte di questa squadra.

La Juventus è riuscita a imporre un ritmo di gioco che ha annullato una Roma isterica e pasticciona, e altresì molto fallosa, tanto che l’arbitro provvederà all’espulsione di Lamela per un colpo a Chiellini del tutto arbitrario a palla lontana, l’episodio manderà la Roma in completa crisi che farà fatica a contenere il pressing della Juve, tanto da procurarsi persino un autogol, Kjaer con l’intendo di anticipare Matri ed evitare a questi di segnare,  sbaglia e mette in rete, e la partita finisce così, con un 3 a 0, meritato. Il pubblico esulta e la Juventus se lo gode.

Conte non ha sbagliato niente, ha raggiunto l’obiettivo di aver dominato e messo sotto la Roma che nulla ha potuto contro di noi, questa formazione ha molto convinto, sia tecnicamente che fisicamente, quasi meglio delle precedenti spesso sopra le righe, ma ora siamo già proiettati a domenica per affrontare l’Udinese, altra candidata per questo scudetto. Da ora in avanti ogni settimana ci giocheremo tante piccole finali, un solo punto dalla seconda è poco, basta niente per perdere la posizione ma è vietato sbagliare, perchè Conte questo scudetto ci crede e lo vuole.

Luna23

 

Juventus – Roma 3-0 Coppa Italia Sintesi

Atalanta-Juventus 2012 – Fino all’ultimo respiro

Non potevamo immaginare nulla a Bergamo, se non un’ Atalanta determinata a fare di tutto e di più per vincere, in bassa classifica e attualmente molto chiacchierata per le vicende note che ha coinvolto un loro ex giocatore.

Il primo tempo inizia con la Juventus in attacco che tiene un certo ritmo, il centro campo però è in difficoltà, Marchisio non è in forma e si deduce da subito, Matri non riesce a concludere ed anche Pepe sbaglia molto spesso, l’Atalanta dimostra di reggere difendendosi con carattere. Si teme un ennesimo pareggio, ma non sarà così. Il secondo tempo al posto di Marchisio, giustamente sostituito, viene inserito Giaccherini, e si ricomincia, la Juventus cerca il gol, e finalmente arriva, Pirlo offre un assist a Lichsteiner che rifinirà in un gran gol, ma non finisce qui.

La Juventus non si accontenta dell’ 1 a 0 e vuole di più, i giocatori sanno che Conte esige chiudere le partite con un netto vantaggio, serve il secondo gol, al 69mo Pepe, viene atterrato e si fa male cosi da dover lasciare il campo, Conte lo sostituisce con Marrone, insieme a Giaccherini saranno i protagonisti del raddoppio. La lezione del Cagliari è rimasta in mente e la Juventus ha vinto, l’Atalanta diversamente dal Cagliari che aveva mantenuto la lucidità mentale per contrastare l’ avversario, perde la testa, rendendosi conto che la squadra di Conte non è superabile, entrano in confusione commettendo diversi falli, ma niente da fare, il pressing dell’Atalanta nulla può fare contro una Juventus che non ci sta, che vuole e pretende il titolo di Campione di inverno, che  ottiene.

Meravigliosa serata a Bergamo, la Juve è tornata ad essere protagonista del campionato, e Conte è raggiante, felice anche di aver visto il futuro in Giaccherini e Marrone, due giovanissimi che hanno consolidato il risultato. Certo, il campionato è ancora lungo, e con un punto dalla seconda, e a tre dalla terza, non è prudente parlare di scudetto, ma Conte sente che può farcela, che può insisitere per avere ciò che gli serve ad andare avanti per raggiungere il sogno della vittoria! Lo scudetto! E noi saremo tutti con lui.

Luna23

 

Senza parole

La nota positiva non è che siamo tornati campioni d’inverno, quello non lo abbiamo mai festeggiato e non vedo il motivo di iniziare oggi, anche se certo resta una gran bella soddisfazione. D’altronde nessuno si ricorda dei Campioni d’inverno di Ancelotti che persero lo scudetto a Perugia. Tutti si ricordano del diluvio, di Collina e di uno scudetto perso e scippatoci all’ultimo secondo, da scelte della Federazione assai discutibili. Questo è quanto. I conti di conseguenza, anche quest’anno, com’è normale li faremo alla fine.
La nota positiva invece è che siamo tornati a giocare un bel calcio dopo i due passaggi un po’ a vuoto di Lecce e Cagliari. Siamo tornati a giocare da squadra e senza dubbio in seria A , siamo più squadra di tutti. Con l’Atalanta abbiamo giocato bene (soprattutto nella ripresa) che se solo ”barcelloneggiassimo” un po’ meno , senza voler entrare col pallone in porta a tutti i costi , forse chiuderemmo anche le partite prima. La traversa da fuori di Vidal e il gol del nostro vantaggio, su colpo di testa, su invenzione di Pirlo, sono la dimostrazione che va bene il fraseggio palla a terra ma esistono tantissimi modi diversi di andare in gol e insistere a voler sempre fare l’uno-due davanti l’area avversaria può spesso voler dire limitare le proprie varianti. Molte volte, specie quando si incontrano squadre chiuse a riccio, palla a terra e uno-due , significa andare a sbattere contro un muro. Fra l’altro, continuo a pensare che battiamo pochi calci d’angolo dentro l’area limitandoci ulteriormente le possibilità, per non parlare dei tiri dal limite che in questa Juve pare siano particolarmente vietati. Qualche volta ci prova Marchisio… Ogni morte di Papa Vidal… Praticamente mai Pirlo, che pure è un gran tiratore. Bravissimi Giaccherini e Marrone che hanno dato un cambio di marcia alla partita.
Un mio personalissimo ringraziamento va a Matri. In un momento dove è attaccato da più parti, compreso da molti tifosi, in una serata dove Vucinic è più soporifero del solito e Pepe è in vena di fare tutto da solo, si spacca la schiena come pochi, fa pressing praticamente da solo su tutto il fronte d’attacco e se non segna è solo per la malasorte. Il gol arriverà Aleandro… vamos Aleandro… vamos. E veniamo alle note poco liete.
L’arbitraggio di Celi è stato in linea con gli arbitraggi di quest’anno, ovvero ”nel dubbio fischia contro la Juve”: episodi particolarmente strani non ce ne sono stati e la Juventus è stata ”troppa”, pure per questa volenterosa Atalanta per stessa ammissione del suo allenatore Colantuono. Il Mister Atalantino ha dimostrato davanti alle TV, di esser un galantuomo che capisce di calcio e di poter rimanere con la schiena dritta e con la propria testa, nonostante esser stato a Torino sulla sponda sbagliata e aver subito il lavaggio del cervello ogni santo giorno dalla migliore scuola dell’ antijuventinità, il Toro appunto. Dicevamo episodi particolarmente torbidi non ce ne sono stati salvo uno: una strattonata che Chiellini dà a Denis che lo ricambia di conseguenza e su cui i moviolisti ci han dato dentro con particolare sicurezza: rigore netto. Ora, a parte che come detto i due si strattonano a vicenda (anche se Chiellini inizia prima), a parte che Denis è in fuorigioco di qualche inezia ma è…, comunque sia io sono pronto a dire che un rigore cosi si può anche dare (in Italia, perché in Inghilterra ti ridono in faccia), a patto però che mi si facciano rivedere tutti i calci d’angolo che ha battuto la Juve (7-8) e mi si delucidi sul come mai cadono tanti giocatori bianconeri. Non so, avranno corso molto e mangiato poco! Sarà debolezza… Stessi episodi, ma metodo inverso per Milan e Inter dove il garantismo diventa la regola. Il fallo di mano di Nocerino è involontario (quelli di mani nostri a Cagliari invece no), il fuorigioco di Pazzini sul gol da 3 punti alla Lazio diventa difficile da vedere, il fallo di mano di Lucio in area è si volontario e il rigore ci starebbe, ma c’è un fallo prima di Klose… E sì, diciamo che Rizzoli è particolarmente sfortunato con le milanesi. C’è più di qualche amico mio bianconero che gode di questa situazione. ”Ora tornano a parlare male di noi i moviolisti, vuol dire che il palazzo ci teme”. Non so se sia un sintomo di schizzofrenia derivato dall’impotenza di cambiare questa situazione, ma io francamente dopo Farsopoli godo di queste cose come uno che esce dal carcere che si è fatto da innocente e si trova i Carabinieri che gli bussano alla porta di casa… ”Ancora non siete soddisfatti?”.

Alessandro Magno

Atalanta – Juventus 0-2 Sintesi

“Torna” aria nuova.

Confesso che prima che iniziasse la partita con l’Atalanta, sapendo comunque di dover affrontare una trasferta difficile contro una delle squadre sorpresa del campionato, in una serata gelida, in un Atleti Azzurri d’Italia ostico, avevo il timore (non la paura, specifichiamo) che, in caso di nuovo pareggio o prima sconfitta (perché è nell’aria e prima o poi deve pur arrivare) si potesse cominciare a parlare di squadra in crisi o squadra già arrivata. Arrivata al traguardo che era quello di tornare a stupire i propri tifosi. Senza alcuna pretesa futura. Che si potesse parlare di squadra che, dopo un girone d’andata superbo e superlativo, oltre ogni più rosea aspettativa sia per Conte che per Agnelli ed i tifosi stessi, si fosse bloccata a livello mentale e fisico; che si fosse fermata ad un gradino insuperabile e dallo sforzo insostenibile qualora si volesse tentare di superarlo. Non facendo seguire ai progressi fatti miglioramenti consequenziali. Che si potesse parlare di una squadra che non si sentisse già forte ( e quindi neanche nella facoltà di potersi “regalare a nero” qualche partita di pausa sotto l’aspetto dell’aggressività agonistica), ma incapace di riprendere il percorso serrato dei primi mesi per limiti strutturali sin qui nascosti con intelligenza (ed il merito è di Conte) ma ora emersi inesorabilmente. Perchè la Juve ha i suoi difetti che, nonostante siano molto ma molto meno dei pregi, in un ambiente come il nostro s’ingigantiscono sempre sino a diventare un vero e proprio problema. Per fattori caratteriali, mediatici e di spogliatoio. Per ora, mi fermo all’aspetto astratto. Per quello pratico parla sempre il campo ed è giusto che sia così. Ricapitolando: a Lecce si vinse con mezzo tiro in porta, le gambe un po’ pesanti e la testa già distratta. Ma si vinse ed era fondamentale quello dopo la tremenda Befana trascorsa l’anno precedente. In casa, allo Stadium, contro il Cagliari, le cose sono andate tutte diversamente tranne che per l’aspetto mentale: testa ancora più distratta che ci è costata la vittoria, nonostante un ottimo inizio (azione di barcelloniana memoria con gol di Vucinic), e gambe molli con tante occasioni sprecate; ergo, poca lucidità sotto porta. Un po’ la musica che spesso si sente allo Stadium, gioco creato non direttamente proporzionale alle occasioni sfruttate. A Bergamo, pareva dovesse andare così sull’onda delle ultime apparizioni, occasioni e gol sprecati. Pronti via e Matri sciupa gol netto da tre punti. Poi Pepe, Barzagli palo, Vucinic, De Ceglie su rovesciata e colpo di testa, Vidal traversa piena e palla che torna in campo. Beffarda, quasi a non voler entrare. Troppe. Non le azioni ma le occasioni sprecate, togliendo quelle del secondo tempo di Matri, ancora Matri su pallonetto, Marrone. Finalizziamo poco. O perché non abbiamo la maturità per farlo o perché ci piaciamo troppo. Poi escono Marchisio per Giaccherini, Marrone per Pepe, Bonucci per Vucinic e la musica cambia, a cominciare dall’ingresso del primo, continuando con quello del secondo. Pirlo, oggi veramente troppo libero di ragionare, dribblare, cambiare gioco e svariare su tutto il fronte, imbecca Lichsteiner avventuratosi nei meandri profondi dell’area di rigore, in solitaria, che insacca di testa. È il gol dell’ 1 a 0, del vantaggio, della liberazione, presumo anche delle urla dei tifosi, della gioia dei calciatori stessi. Del mister. Zero a zero sarebbe stato un altro risultato bugiardo e fasullo. L’ennesimo. Sarebbe stata una punizione troppo severa. Da lì, il due a zero è facile, semplice, d’ordinaria amministrazione di chi sta raggiungendo, proprio nella partita della verità, una maturità mostrata a sprazzi nel gestire alcuni risultati di partite precedenti. Giaccherini e Marrone sono il duo che non t’aspetti e che confezionano l’azione del secondo gol. Affatto stucchevole nonostante le molte azioni belle che quest’anno ci hanno portato a fare gol, ultima in ordine di tempo l’azione tutta di prima di 7 giorni fa. Come non essere d’accordo col maestro Ricchiuti: “imbattuti, migliore difesa, campioni d’inverno,le nostre ex che parlano male di noi, polemiche sui rigori che non danno ai nostri avversari”. Il nostro girone d’andata lo aprono e lo chiudono Celi e Lichsteiner. Incroci che valgono tutto e non valgono niente ma che aiutano a fare confronti. Mi ha fatto veramente piacere l’ingresso in campo, nel finale, di Bonucci. Fa morale per il giocatore che sino ad oggi le ha giocate quasi tutte da titolare, sa di esser stato escluso inizialmente per l’errore fatto in Juve – Cagliari ma continua a sentirsi, in questo modo, partecipe ed in parte artefice di ciò che realizza la squadra. Attivamente e non passivamente, dalla panchina, aiutando i propri compagni e sentendosi coinvolto nonostante l’esclusione per scelta tecnica iniziale. Conte continua a mostrare diffidenza verso alcuni panchinari ed assoluta fiducia verso coloro che hanno conquistato, con pregi e difetti, il titolo d’inverno. Inserendo, ogni volta, qualcuno che magari ha raggiunto la maturità giusta per aggregarsi al gruppo solido, vedi Estigarribia, Giaccherini, Quaglia, Marrone. Oggi l’uscita pulita del pallone dall’area nostra è stata viziata dalla mancanza di Bonucci in fase d’impostazione. Chiellini non ha mai allontanato con criterio il pallone, ha sempre spazzato. Nonostante tutto, Bonucci serve perchè Conte sa come utilizzarlo. Il match winner è ancora Conte. Campioni d’inverno con riserva, o senza patemi? È più importante sottolineare le cose che non vanno e che andrebbero migliorate per il proseguo del cammino o l’ottimo lavoro sin qui svolto, veramente oltre ogni più fiduciosa prospettiva futura? Vi provoco. Attenti, il campionato non è finito. Sarebbe riduttivo che comincia ora poiché continua. Sotto con la Roma, c’è anche la Coppa. Italia però, ancora per quest’anno. Poi di nuovo i friuliani a distanza di poco.

eldavidinho

 

Un giorno allo stadio

  

Chi si aspetta di vedere  uno stadio monumentale, scoprirà che lo Juventus stadium possiamo considerarlo uno “stadietto” .. cioè piccolo! Non ho esperienza in stadi, ho frequentato solo occasionalmente l’attuale olimpico del comune di Torino, e devo dire che dopo la ristrutturazione non era già male, ma la nostra “casa” è imbattibile in tutto.
Lo stadio della Juve, è situato nell’estrema periferia di Torino, confinante con il Comune di Venaria, la val di Susa e le alpi lo contornano, l’interno è sorprendente, nessun spettatore è escluso dallo spettacolo, i settori si sviluppano in altezza.
Come negli stadi inglesi, c’è la totale assenza della pista di atletica che permette la corretta visione a 360° abbracciando idealmente i propri campioni.
All’interno vi sono numerosi servizi tra i quali numerosi bar e ristoranti, all’esterno cioè nel medesimo isolato, sono sorti  centri commerciali e negozi. Questo vasto complesso è molto ben gestito da un esercito di stewards a completa disposizione del cliente che si distinguono per l’efficienza ed anche buona educazione.
La partita scelta da noi è Juventus contro Cagliari, alle 14 siamo già dentro, per assistere ai palleggi delle due squadre e fare quattro chiacchiere con gli amici prima del fischio di inizio.
L’atmosfera è bellissima, elettrizzante, a parte una striscia di posti vuoti lo stadio è esaurito.
E’interessante come il pubblico sia diventato eterogeneo, il calcio è stato “sdoganato”, non più appannaggio solo maschile, ma  interesse e divertimento per tutti, un tempo seguito spesso per  sfogo e rabbia, un’opportunità di ritrovo per chiunque oggi.
Gruppi dei club, tifo organizzato, coppie, famiglie, amici, ragazzi, padri e figli, nonni con nipoti, ragazze, signore insomma tutti a divertirsi e offrire supporto alla squadra.
La tifoseria della Juventus è splendida e speciale, raccolta, gioiosa e festante, il bello di questo sport è la passione che unisce, azzerando le differenze delle condizioni sociali, non esiste nord, sud, est e ovest e ci si sente vicini e solidali  con qualcosa in comune consapevoli di condividere un identità culturale unica e definita, il calcio è libertà, il calcio è democrazia.
Un boato esultante investe i giocatori al loro ingresso, e  un’emozione dopo l’altra, ha accompagnato la speranza della vittoria dell’ultimo minuto.
La partita è finita, i giocatori scappano negli spogliatoi e con loro la nostra delusione, sarebbe più giusto sorvolare il risultato e alzarsi in piedi ad applaudire ugualmente, ringraziando anche chi ha sbagliato, ma in questi momenti la rabbia e tristezza prendono il sopravvento dimenticando in fretta lo spettacolo appena offerto, anche questo è il calcio ed i suoi operatori lo sanno.
Lo stadio si sta svuotando, si va a casa tristi e molto rammaricati, non è andata come ci aspettavamo, i commenti sono chiari e diretti, si fanno riflessioni e si distribuiscono colpe,  ma dura poco, il giorno dopo si pensa già alla domenica che viene e alla prossima partita, e il tempo si fa carico di nuove aspettative.

Luna23

Bicchiere mezzo pieno, per ora.

Che qualcosa si fosse incrinato era evidente già dalla trasferta di Lecce quando, al ritorno dalle vacanze natalizie, si è data la colpa all’ormai famosa preparazione ”contiana” di Dubai, fatta di duri allenamenti atletici per ringalluzzire muscoli e gambe e fatta passare come il motivo principale della prestazione incolore e sottotono dei ragazzi, decisamente sulle gambe e senza benzina per cercare con convinzione la via del gol al “Via del Mare”. Bisogna premettere che, si spera, questo tipo di preparazione possa veramente tornare utile e pagare nell’ultima parte di stagione come molti ipotizzano. Detto ciò, l’enorme mole di gioco creata nella prima parte di stagione sino alla sosta natalizia si è ridotta, diciamo “stabilizzata”, tornata a livelli più normali perché non si possono e non si potranno sostenere sempre certi ritmi. Non è un caso, infatti, che dalla trasferta di Lecce alla gara casalinga col Cagliari la prestazione dei ragazzi, sotto certi aspetti, sia stata analoga. In entrambe le partite è mancato il filtro a centrocampo, vero motorino di tutta la squadra: la pressione di Vidal e gli inserimenti profondi di Marchisio, entrambi in netto calo fisico. Servirebbe una mezzala dinamica che faccia rifiatare, a turno, entrambi. Questo non si è riversato negativamente sulla difesa che ha comunque retto più che bene in entrambe le parrtite ma sull’ attacco, mancante in alcuni casi del cinismo giusto per colpire o chiudere la partita(come accaduto nel primo tempo contro il Cagliari), in altri latitante di tiri nello specchio perché si crea tanto gioco ma non si conclude mai e si torna a parlare, spesso, di giro-palla fine a se stesso e gioco privo d’originalità e guizzi vincenti. Nonostante in rosa non ci siano campioni, i limiti mostrati da questa Juve non sono tecnici poiché attraverso il gioco si può ovviare a questo, bensì limiti fisici(dovuti alla preparazione ed ai ritmi altissimi dell’andata), caratteriali(qualche fantasma, quando si prende gol come quello di Cossu, torna ancora) e di mentalità. Nel secondo col Cagliari, nonostante la solita determinazione nel cercare di vincere e portare a casa il risultato, abbiamo abbassato la guardia sottovalutando un po’ l’avversario e si è spinto con meno criterio rispetto ad altre volte. Hanno capito come fermare la Juve, gli avversari: mettere un giocatore fisso non più su Pirlo ma su Lichsteiner. Contro il Cagliari del preparato mister Ballardini, lo svizzero, nonostante la pecca dei quattro errati controlli di palla su cambio di gioco in corsa(è un suo limite quello del controllo di palla che non lo renderà mai un terzino tanto tecnico quanto carismatico e atletico sul piano della corsa) ha disputato una partita di grande spinta e vigore atletico che sin quando a Nainggolan non è stato detto di rientrare persino negli spogliatoi al fianco dello svizzero. Secondo me, invece, avrebbe dovuto far giocare Lichsteiner in modo meno spregiudicato: la posizione tropo avanzata dello svizzero, da essere a nostro vantaggio, ha consentito al Cagliari di trovare le giuste contromisure, nel secondo tempo, per stroncarci del tutto, marcando a uomo tutti i nostri quattro di difesa. Capitolo cambi: Conte ha l’abitudine(o il vizio, dipende dai punti di vista) di ritardarli sempre. Io mi sono fatto un’idea particolare, partendo comunque dal presupposto che sono i panchinari che non hanno smosso la partita o fatto la differenza. Come accaduto altre volte. Non sono all’altezza, per vari motivi, dei titolari che, arrivati a questo punto della stagione, necessitano di poche partite di riposo. Non so se oggi Giaccherini, Elia, Quaglia o Esti avrebbero potuto fare qualcosa. Oggi servivano i tiri da fuori o la giocata da fermo. Una punizione dal limite che non ci conquistiamo da una vita. Bisogna farsi più furbi: quando non sempre gli inserimenti delle mezzali sono efficaci si può e si deve tentare un tiro sulla ribattuta che quest’anno non si sono mai visti. Manca la giocata veloce, intelligente e d’astuzia a questa squadra che s’esprime con troppa umiltà. è la fotocopia in campo del Conte allenatore ai microfoni. Umiltà e lavoro. A iosa. Spesso Conte non cambia nessuno prima dell’ottantesimo perchè, secondo me, la Juve che si deve impegnare a recuperare o limitare a gestire il risultato, nelle idee di Conte, è quella che scende in campo dall’inizio/ i titolari/ quelli già ben amalgamati nel gruppo(ditelo come volete…), sui quali conta ciecamente e che sono già entrati nelle dinamiche della partita. La rotazione degli uomini, se proprio deve farla, Conte decide di applicarla all’inizio, magari sostituendo giusto un paio di titolari. L’idea è quella di finire, sempre, con gli stessi undici che hanno iniziato. Inoltre, quando gli avversari capiscono il nostro gioco(perché quasi tutti oramai l’hanno capito e l’hanno studiato a tavolino, trovando le contromosse alla transizione difensiva aggressiva e volta al repentino recupero della sfera, al possesso palla continuo, al giro difensivo basso, alle caratteristiche di Vucinic, Vidal, Marchisio, Lichsteiner in particolare…) ci si può limitare meno alla ricerca continua e maniacale del gioco come mezzo veicolante per arrivare nei pressi della porta. Soprattutto nei momenti difficili. I passaggi in verticale, sempre “puliti”, non sempre fanno male, anzi. Comunque bisogna trovare nuova linfa per la seconda parte del campionato perchè così non si riesce ad arrivare in piena corsa sino alla fine. Siamo entrati nella storia della serie A con il 18esimo risultato utile consecutivo da inizio campionato, senza mai aver perso ma, forse, serve qualche colpo in canna in più per entrare anche nella storia di questo campionato che stiamo disputando sopra ogni più rosea aspettativa ma che abbiamo il dovere di disputare puntando al massimo. Due punti persi sì, ma in virtù della sconfitta del Milan, credo che tutti abbiamo pensato più alla testa solitaria della classifica, nonostante il pareggio, che alla distanza che avremmo potuto acquisire sempre dai rossoneri in caso di vittoria nostra. Quindi un punto guadagnato, con qualche appunto da fare per il futuro. Bicchiere mezzo pieno, per ora. Deve essere per forza così.

eldavidinho

Intervista ad Antonio Corsa

Quest’oggi , per il Blog di Alessandro Magno intervistiamo Antonio Corsa ; Blogger Juventino titolare e creatore del sito Uccellinodidelpiero.com .

1) Ti va bene come presentazione o vuoi aggiungere qualcosa? Mi piacerebbe , anche approfittando della nostra amicizia, parlare meno della Juve attuale e più di te. Fare conoscere Antonio Corsa a chi ci segue. Sempre con il tuo permesso.

Cominciamo.

2) Cosa fa Antonio Corsa quando non si occupa di Juventus?

Faccio il papà di due bambine, la più piccola, Greta, ha da poco compiuto 2 anni; la più grande, Sofia, ormai ne ha quasi 7. A tempo perso, poi, lavorerei pure..

3) Quando non ti occupi del tuo lavoro e di Juventus cosa ti piace fare?

Ho 31 anni, mi sono sposato giovane. Da allora la mia vita è per forza di cose cambiata, ho dovuto limitare le trasgressioni e le stronzate tipiche di un ragazzo di 24 anni, ho cominciato a pensare da padre di famiglia e poi, pian piano, ho iniziato pure a farlo. Trascorro gran parte del tempo libero a casa, con le bimbe, che adoro. Pochi vizi. La Juve è il più grande. Occupa gran parte del tempo libero e al tempo stesso mi distrae dalla routine quotidiana. E’ un impegno ed un’evasione al tempo stesso.

4) So che ami molto il basket e sopratutto l’Nba. E il basket nostrano?

Il basket “nostrano” è sempre e solo stato quello della squadra della mia città, il Brindisi. Ho visto tantissime partite soprattutto di B1 e B2, come si chiamavano allora (la terza e quarta serie dopo A1 e A2). Le serie superiori le ho sempre seguite poco, e comunque non ho mai tifato per nessun’altra squadra. Mio padre è stato arbitro internazionale di basket, non potevo tifare per le squadre che vedevo in tv e che lui arbitrava. Per me una vale l’altra. Tranne il Brindisi. E poi ci sono i Los Angeles Lakers, nella NBA, la mia grande passione. In vita mia ho visto un numero elevatissimo di partite di tutti i livelli, dai campionati dilettantistici nostrani alle sfide della Nazionale, ai campioni statunitensi. Con un padre così, la passione per questo sport ce l’ho avuta sin dalla culla: mi piace a tutti i livelli. Anche da giocare. Mi piace più del calcio, sicuramente.

5) Quindi sei o sei stato uno sportivo?

Sono stato. Credo di aver praticato tutti gli sport possibili e immaginabili tranne il calcio. Mai amato. Sembrerà un paradosso ma avrò giocato in vita mia meno di una decina di partite, quelle nel classico campetto sintetico di periferia, con gli amici. Loro non mi invitavano perché scarso, io non chiedevo di giocare perché preferivo il basket. Ultimamente non gioco più. E’ una delle cose di cui mi sono privato con la nascita delle bambine (prendendo pure inevitabilmente qualche chilo di troppo). E’ una cosa di cui soffro. Potessi tornare indietro avrei continuato a mantenere la linea da sportivo e a giocare ogni giorno al campetto, con gli amici. E invece lo sport mi ritrovo a commentarlo. Però mai dire mai.

6) Che effetto ti fa esser considerato con il tuo sito, un punto di riferimento per tantissimi Juventini?

Non ci penso. Guarda, Benedetto, non sono un tipo da copertina. Prendi Zampini, Angelini, Discreti, Chirico, Cozzolino, Pavan, Momblano… questi qui son sempre in tv, sempre intervistati con la loro foto in prima pagina, sono riconoscibilissimi. Le vere star sono loro, che te le ritrovi nei convegni, da Biscardi, a Mediaset, da Ravezzani, in radio. Che se le incontri per strada li riconosci. Io scrivo e basta. Nessuno, durante la giornata, mi ferma o mi chiede del blog. Molti non lo sanno nemmeno, che scrivo. Vivo il tutto con la massima serenità. Certo, sapere di essere apprezzato è motivo di grande orgoglio. Quello sì.

7) Di conseguenza deduco che non ti senti famoso. Questo nonostante la rivista Panorama ti ha dedicato un articolo? Non è poco.

Famoso? Ecco, ti ho in parte risposto prima. Mi interessa di più che c’è gente che ha notato il blog, che è attratta dal “fenomeno” e che ne parla con entusiasmo. La si può pensare come me o no, ma credo di aver contribuito a creare “qualcosa”, nel web. Di diverso, di mio. Gli attestati di stima fanno piacere perché, e torniamo alla risposta di prima, si riferiscono esclusivamente al “lavoro” pubblicato, non ad altro.

8 ) Chi sono i maestri di Antonio Corsa se ce ne sono oppure, a chi ti ispiri o a chi ti piacerebbe assomigliare?

Guarda, non ho alcun riferimento, per quanto riguarda lo scrivere. Semplicemente, lo faccio. Dico la mia.

9) Con quale Juve sei cresciuto e di quale giocatore metteresti il poster in cameretta?

Poster di calciatori in cameretta non ne ho mai avuti. Da ragazzo uno di 2Pac e uno di Magic Johnson. Sono cresciuto con la Juve di Lippi, dal 94 in poi, diciamo. Ricordo più che volentieri gente come Peruzzi, Sousa, Montero, Padovano, ovviamente Zidane, Camoranesi, Henry (quanto mi piaceva… Poi, da simpatizzante Arsenal, me lo sono comunque goduto per bene e ora che è ritornato..), Trezeguet. Ecco, trovassi da qualche parte un poster di uno di questi lo esporrei, forse. Di Sousa ho una maglia, ma è del Borussia Dortmund.

10) Non so chi sia 2Pac ma conosco Magic Johnson. Vieni da una famiglia di Juventini?

Assolutamente sì. Da generazioni.

11) Come è nato Uccellinodidelpiero.com?

Ero curioso. Il fenomeno dei blog in Italia stava sempre di più prendendo piega, anche se non come ora. Semplicemente, un giorno mi sono registrato su Blogger, gratuitamente, e ho creato un blog. Poi, grazie all’aiuto di Mirko Nicolino (di Juvemania.it) ho iniziato sempre più a lavorarci su, sino a raggiungere la “forma” attuale.

12) Hai avuto alcuni collaboratori sul tuo sito nel corso di questi anni, chi ti ha ”lasciato” di più e da chi ti aspettavi di piu’ e invece non è andata come previsto?
Sai già dove stiamo andando a parare eh eh.

Anche se credo sia chiaro, lo ribadisco. Nel blog non c’è alcun banner pubblicitario, non si fanno soldi e – di conseguenza – anche i collaboratori, come me, fanno tutto solo per passione. Ciò, da solo, basterebbe a farmeli stimare tutti, dal primo all’ultimo. Li ringrazio e sono legato a tutti loro, senza retorica.

13) Enzo Ricchiuti?

E’ stato uno dei primi. Con lui credo di poter dire di avere un rapporto di amicizia, oltre che di collaborazione. Ho imparato tanto, da lui. Lui è un pro. Puoi essere d’accordo o meno con quello che scrive, ma non ho ancora letto un suo pezzo che si possa definire “banale”, scontato.

14) Non mi basta voglio qualche aneddoto di te e lui che magari non hai mai raccontato?

Niente di troppo riservato, per carità. Lo sono io, mi piace mantenere i rapporti privati… appunto… privati. Una curiosità la posso dire. Mi fa morire ogni volta che fa un articolo perché è praticamente maniacale: la data deve essere quella, spaccata al secondo, e se per qualche motivo la cambio o edito un pezzo e si modifica, deve tornare quella. Pure i titoli: persino la punteggiatura, tutto perfetto, mai spostata. Nel pezzo di Doni mi ha chiesto (poi l’ho capita, era una finezza.. io so’ più grezzo) di allineare il testo “giustificato”, ma lasciare il video a sinistra (l’avevo messo al centro). In un’intervista che ha fatto voleva il numerino delle domande in grassetto, mentre la domanda no. E il punto dopo il numerino. A volte vuole una foto, a volte no. Non scrive articoli: sono opere d’arte. E’ un vero artista. Ripeto: se c’è una cosa che Enzo non è, è essere banale. Battute a parte, l’ho conosciuto di persona, a Napoli. E’ una persona meravigliosa, anche se gli piace il personaggio che si è costruito, l’Infame. E nel web gioca a farlo.

15) Una volta ci sono stati alcuni problemi con degli articoli di Enzo Ricchiuti su Facchetti che sei stato costretto a censurare . Penso che non ci sia mai stata una spiegazione pubblica dell’accaduto. Hai voglia di darmela?

Acqua passata.

16) Ricevi ancora minacce dai tifosi interisti?

Ogni tanto qualcuno di loro – pur non pensandola come me – mi rilascia qualche attestato di stima. Mi piace dare più peso a questi fatti.

Sdrammatizziamo un pò.

17) Tua moglie non ha ancora chiesto il divorzio? Come fa a vivere con un uomo che è sempre impegnato e quando ha del tempo libero lo dedica alla Juve. Eh eh . Ma di quante ore è fatta la tua giornata 30?

Ho la fortuna di lavorare assieme alla mia famiglia: padre, sorella, moglie. Ci vediamo ogni giorno a lavoro e, come detto, gran parte del tempo libero lo trascorro a casa. A volte sono assente mentalmente, ma fisicamente ci sono. Almeno quello.

18) Una cosa che ancora mi incuriosisce , quando scrivi i tuoi articoli per Uccellinodidelpiero.com e come ti aiuti, hai sempre un portatile dietro …un Ipad, cosa ..?

Gli articoli li scrivo quando mi viene voglia e dove capita. Di solito è a casa, alla sera. Mi rilassa, prima di dormire e dopo le chattate oceaniche serali col prof. Kantor e Alessandra Roversi. Mi è capitato però di scrivere nei luoghi e nei momenti più disparati, in auto durante un viaggio, via cellulare, o persino in negozio, tra uno scontrino e l’altro. Sono piuttosto disordinato, dove e quando capita.

19) Hai collaborato con un giornale a mio parere molto bello e interessante che era (purtroppo ha chiuso) CalcioGp , di Giancarlo Padovan. Hai voglia di parlarmi di questa esperienza?

E’ stata un’esperienza bella. La rifarei. Avevo rapporti quasi esclusivamente col vicedirettore Luca Fausto Momblano, che ora scrive per Uccellino. Ci scrive pure Romeo Agresti, e ultimamente ha collaborato anche Gianluca Scarinzi. Diciamo che – per fortuna – non tutto è andato “buttato”.

20) Non ti ho mai sentito litigare con nessuno hai come si dice una calma olimpica , ma ci sarà stato qualcuno che ti ha fatto andare fuori dai gangheri in vita tua . Mi dici chi è ,  perchè e come è andata? Se rispondi che non è mai successo ti risponderò che non ci credo quindi ti conviene vuotare il sacco. Eh eh .

Trovo semplicemente stupido litigare con un nickname. A volte ci sono stati momenti di incomprensione con gente che ho imparato a conoscere, ma si è sempre risolto tutto. Sono un tipo al quale si può parlare.

 

….Diciamo che ti sei salvato in calcio d’angolo

21) Si vocifera che hai rapporti direttamente con la Juventus. Qualcuno dice addirittura con il Presidente Agnelli. E’ vera questa storia o è solo leggenda?

Credo di avere gli stessi rapporti che hai anche tu. Se ho da comunicare qualcosa che reputo importante, gli scrivo un’email. Se la cosa è pure interessante, ricevo una risposta. Cerco sempre di non fare un passo più lungo della gamba e di fare sempre “il mio mestiere”, che è quello del blogger. Resto in questi ambiti. Avessi l’opportunità di conoscere Andrea Agnelli di persona, non mi metterei a parlare di Juve. Sarebbe noioso. Tranne se mi pagasse, eheh.

22) I tuoi rapporti con Giulemanidallajuve e Ju29ro? Sai che penso che sono un pò gelosi di te ah ah ah.

Non credo. Personalmente sono in ottimi rapporti con entrambi, conosco e stimo molti di loro da tempo, non ho mai avuto modo di litigare con nessuno. Anzi, ho spesso ribadito come entrambi abbiano svolto un ruolo fondamentale per sensibilizzare gli juventini “volenterosi” di conoscere la verità circa diversi argomenti, non solo quelli più strettamente correlati con Calciopoli.

23) Quando diventi anche tu testata giornalistica ;-)?

Anche mai.

24) A parte tutto dove vuole arrivare ancora Antonio Corsa o meglio, progetti futuri?

Ciò che mi spinge è la voglia di mettermi in gioco, di provare nuove sfide, di fare qualcosa di diverso, non banale, non “già visto”. Magari in futuro lo farò cambiando tema, cambiando obiettivi, ma sostanzialmente a fare da traino è la passione mista a questo spirito avventuriero.

25) Ti consideri un ottimista?

Non mi piacciono le etichette.

Qualche domanda ancora sulla Juve e chiudiamo.

26) Da uno a dieci quanto ti piace Antonio Conte e questa Juve?

Come si fa a non farsi piacere una squadra che Barcelloneggia col 60% di possesso palla e al tempo stesso aggredisce gli avversari togliendo loro il fiato manco fosse una neopromossa? Dieci, sicuramente. Undici.

26) A tuo parere  ce la facciamo quest’anno a lottare  fino alla fine?

Conte ha scelto e trovato la via del gioco. La nostra forza è quella. Non vinciamo le partite per caso, per un rigore regalatoci, per una punizione messa nel sette da 30 metri, per una giocata di un singolo. Questo mi rende fiducioso, perché non si disimpara a giocare da una settimana all’altra. Se tutto ciò sarà sufficiente non lo so, ma un po’ di speranza in più te la fa avere. Sulla mentalità confido invece in Conte, uno che conosce bene la Juventus.

27) Se Del Piero volesse rinnovare alle condizioni di quest’anno , cioè un impiego part-time partendo dalla panchina, e tu fossi il Presidente , gli rinnoveresti ancora il contratto o pensi che comunque è giusto staccare questo cordone ombelicale , perchè è giunto il momento?

Del Piero è un calciatore che ha già dato il massimo, cui tutti noi dovremmo essere grati, che non sparirà dalla storia della Juventus ma anzi tornerà a farne parte in prima persona, attivamente. Ma sono per il taglio.

28) Di questi tempi consideri difficile restare dalla parte di Moggi e anche di Agnelli o ti riesce naturale?

Le mie non sono valutazioni fatte a tavolino. Semplicemente, trovo giusto che si chieda (e si faccia) chiarezza a 360° su Calciopoli e, al tempo stesso, sono soddisfatto – finora – dalle mosse di Andrea Agnelli e del suo staff legale. Non ce l’ho con la Juve per la linea scelta (dal 2006) di contestare il mancato potere di rappresentanza legale di Moggi: c’hanno ragione i legali, anche se può sembrare (a chi vuole strumentalizzare il tutto) uno scaricabarile. Al tempo stesso, però, non mi accontento del riconoscimento (Napoli, primo grado, sentenza Moggi) di non responsabilità civile della Società: si è iniziata una battaglia di verità e gradirei perciò che – se le partite come sono convinto non furono truccate – si faccia di tutto per dimostrarlo, riabilitando la Juventus anche a livello sportivo (oltre che ridonando la dignità tolta agli imputati finora condannati) .

…..valutazioni a tavolino eh eh lapsus freudiano.

29) Se dovessimo ottenere giustizia scendiamo tutti in piazza a festeggiare , e se non dovessimo ottenerla che si fa?

Quello che si è fatto dopo il primo grado, sia per Moggi che per Giraudo. Ci si rimbocca le maniche e ci si prepara a un’altra battaglia. Se uno è convinto di essere nel giusto, non c’è sentenza che possa fermarti. In Italia ci sono fatti che vengono revisionati dopo 20 anni, 30 anni. Anche più. Errori svelati decenni dopo. Ripeto: se uno è convinto di una cosa, lotta a prescindere dal risultato.

Trentesima e ultima domanda ( non ne ho mai fatte a nessuno tante cosi è un po Marzullesca ma è il mio portafortuna, eh eh consentimela).

30) C’è qualcosa che non ti ho chiesto o mi è sfuggito e del quale avresti voluto parlare?

Non lo so, credo manchi solamente sapere i cartoni preferiti delle mie figlie, a sto punto. Per la cronaca: Cars per la piccola, Toy Story per la grande e i Puffi per accontentare entrambe. Se vuoi sapere la taglia delle scarpe invece è un 47. Colore preferito il nero, che non è un colore e bla bla bla, però insomma mi piace quello. E il bianco. Possibilmente, in qualche modo, abbinati.

Grazie Antonio per l’intervista e per l’amicizia . Ti aspetto a Torino allo Juventus Stadium quanto prima.

Ciao alla prossima.

 

Alessandro Magno

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