“Torna” aria nuova.

Confesso che prima che iniziasse la partita con l’Atalanta, sapendo comunque di dover affrontare una trasferta difficile contro una delle squadre sorpresa del campionato, in una serata gelida, in un Atleti Azzurri d’Italia ostico, avevo il timore (non la paura, specifichiamo) che, in caso di nuovo pareggio o prima sconfitta (perché è nell’aria e prima o poi deve pur arrivare) si potesse cominciare a parlare di squadra in crisi o squadra già arrivata. Arrivata al traguardo che era quello di tornare a stupire i propri tifosi. Senza alcuna pretesa futura. Che si potesse parlare di squadra che, dopo un girone d’andata superbo e superlativo, oltre ogni più rosea aspettativa sia per Conte che per Agnelli ed i tifosi stessi, si fosse bloccata a livello mentale e fisico; che si fosse fermata ad un gradino insuperabile e dallo sforzo insostenibile qualora si volesse tentare di superarlo. Non facendo seguire ai progressi fatti miglioramenti consequenziali. Che si potesse parlare di una squadra che non si sentisse già forte ( e quindi neanche nella facoltà di potersi “regalare a nero” qualche partita di pausa sotto l’aspetto dell’aggressività agonistica), ma incapace di riprendere il percorso serrato dei primi mesi per limiti strutturali sin qui nascosti con intelligenza (ed il merito è di Conte) ma ora emersi inesorabilmente. Perchè la Juve ha i suoi difetti che, nonostante siano molto ma molto meno dei pregi, in un ambiente come il nostro s’ingigantiscono sempre sino a diventare un vero e proprio problema. Per fattori caratteriali, mediatici e di spogliatoio. Per ora, mi fermo all’aspetto astratto. Per quello pratico parla sempre il campo ed è giusto che sia così. Ricapitolando: a Lecce si vinse con mezzo tiro in porta, le gambe un po’ pesanti e la testa già distratta. Ma si vinse ed era fondamentale quello dopo la tremenda Befana trascorsa l’anno precedente. In casa, allo Stadium, contro il Cagliari, le cose sono andate tutte diversamente tranne che per l’aspetto mentale: testa ancora più distratta che ci è costata la vittoria, nonostante un ottimo inizio (azione di barcelloniana memoria con gol di Vucinic), e gambe molli con tante occasioni sprecate; ergo, poca lucidità sotto porta. Un po’ la musica che spesso si sente allo Stadium, gioco creato non direttamente proporzionale alle occasioni sfruttate. A Bergamo, pareva dovesse andare così sull’onda delle ultime apparizioni, occasioni e gol sprecati. Pronti via e Matri sciupa gol netto da tre punti. Poi Pepe, Barzagli palo, Vucinic, De Ceglie su rovesciata e colpo di testa, Vidal traversa piena e palla che torna in campo. Beffarda, quasi a non voler entrare. Troppe. Non le azioni ma le occasioni sprecate, togliendo quelle del secondo tempo di Matri, ancora Matri su pallonetto, Marrone. Finalizziamo poco. O perché non abbiamo la maturità per farlo o perché ci piaciamo troppo. Poi escono Marchisio per Giaccherini, Marrone per Pepe, Bonucci per Vucinic e la musica cambia, a cominciare dall’ingresso del primo, continuando con quello del secondo. Pirlo, oggi veramente troppo libero di ragionare, dribblare, cambiare gioco e svariare su tutto il fronte, imbecca Lichsteiner avventuratosi nei meandri profondi dell’area di rigore, in solitaria, che insacca di testa. È il gol dell’ 1 a 0, del vantaggio, della liberazione, presumo anche delle urla dei tifosi, della gioia dei calciatori stessi. Del mister. Zero a zero sarebbe stato un altro risultato bugiardo e fasullo. L’ennesimo. Sarebbe stata una punizione troppo severa. Da lì, il due a zero è facile, semplice, d’ordinaria amministrazione di chi sta raggiungendo, proprio nella partita della verità, una maturità mostrata a sprazzi nel gestire alcuni risultati di partite precedenti. Giaccherini e Marrone sono il duo che non t’aspetti e che confezionano l’azione del secondo gol. Affatto stucchevole nonostante le molte azioni belle che quest’anno ci hanno portato a fare gol, ultima in ordine di tempo l’azione tutta di prima di 7 giorni fa. Come non essere d’accordo col maestro Ricchiuti: “imbattuti, migliore difesa, campioni d’inverno,le nostre ex che parlano male di noi, polemiche sui rigori che non danno ai nostri avversari”. Il nostro girone d’andata lo aprono e lo chiudono Celi e Lichsteiner. Incroci che valgono tutto e non valgono niente ma che aiutano a fare confronti. Mi ha fatto veramente piacere l’ingresso in campo, nel finale, di Bonucci. Fa morale per il giocatore che sino ad oggi le ha giocate quasi tutte da titolare, sa di esser stato escluso inizialmente per l’errore fatto in Juve – Cagliari ma continua a sentirsi, in questo modo, partecipe ed in parte artefice di ciò che realizza la squadra. Attivamente e non passivamente, dalla panchina, aiutando i propri compagni e sentendosi coinvolto nonostante l’esclusione per scelta tecnica iniziale. Conte continua a mostrare diffidenza verso alcuni panchinari ed assoluta fiducia verso coloro che hanno conquistato, con pregi e difetti, il titolo d’inverno. Inserendo, ogni volta, qualcuno che magari ha raggiunto la maturità giusta per aggregarsi al gruppo solido, vedi Estigarribia, Giaccherini, Quaglia, Marrone. Oggi l’uscita pulita del pallone dall’area nostra è stata viziata dalla mancanza di Bonucci in fase d’impostazione. Chiellini non ha mai allontanato con criterio il pallone, ha sempre spazzato. Nonostante tutto, Bonucci serve perchè Conte sa come utilizzarlo. Il match winner è ancora Conte. Campioni d’inverno con riserva, o senza patemi? È più importante sottolineare le cose che non vanno e che andrebbero migliorate per il proseguo del cammino o l’ottimo lavoro sin qui svolto, veramente oltre ogni più fiduciosa prospettiva futura? Vi provoco. Attenti, il campionato non è finito. Sarebbe riduttivo che comincia ora poiché continua. Sotto con la Roma, c’è anche la Coppa. Italia però, ancora per quest’anno. Poi di nuovo i friuliani a distanza di poco.

eldavidinho

 

Un giorno allo stadio

  

Chi si aspetta di vedere  uno stadio monumentale, scoprirà che lo Juventus stadium possiamo considerarlo uno “stadietto” .. cioè piccolo! Non ho esperienza in stadi, ho frequentato solo occasionalmente l’attuale olimpico del comune di Torino, e devo dire che dopo la ristrutturazione non era già male, ma la nostra “casa” è imbattibile in tutto.
Lo stadio della Juve, è situato nell’estrema periferia di Torino, confinante con il Comune di Venaria, la val di Susa e le alpi lo contornano, l’interno è sorprendente, nessun spettatore è escluso dallo spettacolo, i settori si sviluppano in altezza.
Come negli stadi inglesi, c’è la totale assenza della pista di atletica che permette la corretta visione a 360° abbracciando idealmente i propri campioni.
All’interno vi sono numerosi servizi tra i quali numerosi bar e ristoranti, all’esterno cioè nel medesimo isolato, sono sorti  centri commerciali e negozi. Questo vasto complesso è molto ben gestito da un esercito di stewards a completa disposizione del cliente che si distinguono per l’efficienza ed anche buona educazione.
La partita scelta da noi è Juventus contro Cagliari, alle 14 siamo già dentro, per assistere ai palleggi delle due squadre e fare quattro chiacchiere con gli amici prima del fischio di inizio.
L’atmosfera è bellissima, elettrizzante, a parte una striscia di posti vuoti lo stadio è esaurito.
E’interessante come il pubblico sia diventato eterogeneo, il calcio è stato “sdoganato”, non più appannaggio solo maschile, ma  interesse e divertimento per tutti, un tempo seguito spesso per  sfogo e rabbia, un’opportunità di ritrovo per chiunque oggi.
Gruppi dei club, tifo organizzato, coppie, famiglie, amici, ragazzi, padri e figli, nonni con nipoti, ragazze, signore insomma tutti a divertirsi e offrire supporto alla squadra.
La tifoseria della Juventus è splendida e speciale, raccolta, gioiosa e festante, il bello di questo sport è la passione che unisce, azzerando le differenze delle condizioni sociali, non esiste nord, sud, est e ovest e ci si sente vicini e solidali  con qualcosa in comune consapevoli di condividere un identità culturale unica e definita, il calcio è libertà, il calcio è democrazia.
Un boato esultante investe i giocatori al loro ingresso, e  un’emozione dopo l’altra, ha accompagnato la speranza della vittoria dell’ultimo minuto.
La partita è finita, i giocatori scappano negli spogliatoi e con loro la nostra delusione, sarebbe più giusto sorvolare il risultato e alzarsi in piedi ad applaudire ugualmente, ringraziando anche chi ha sbagliato, ma in questi momenti la rabbia e tristezza prendono il sopravvento dimenticando in fretta lo spettacolo appena offerto, anche questo è il calcio ed i suoi operatori lo sanno.
Lo stadio si sta svuotando, si va a casa tristi e molto rammaricati, non è andata come ci aspettavamo, i commenti sono chiari e diretti, si fanno riflessioni e si distribuiscono colpe,  ma dura poco, il giorno dopo si pensa già alla domenica che viene e alla prossima partita, e il tempo si fa carico di nuove aspettative.

Luna23

Bicchiere mezzo pieno, per ora.

Che qualcosa si fosse incrinato era evidente già dalla trasferta di Lecce quando, al ritorno dalle vacanze natalizie, si è data la colpa all’ormai famosa preparazione ”contiana” di Dubai, fatta di duri allenamenti atletici per ringalluzzire muscoli e gambe e fatta passare come il motivo principale della prestazione incolore e sottotono dei ragazzi, decisamente sulle gambe e senza benzina per cercare con convinzione la via del gol al “Via del Mare”. Bisogna premettere che, si spera, questo tipo di preparazione possa veramente tornare utile e pagare nell’ultima parte di stagione come molti ipotizzano. Detto ciò, l’enorme mole di gioco creata nella prima parte di stagione sino alla sosta natalizia si è ridotta, diciamo “stabilizzata”, tornata a livelli più normali perché non si possono e non si potranno sostenere sempre certi ritmi. Non è un caso, infatti, che dalla trasferta di Lecce alla gara casalinga col Cagliari la prestazione dei ragazzi, sotto certi aspetti, sia stata analoga. In entrambe le partite è mancato il filtro a centrocampo, vero motorino di tutta la squadra: la pressione di Vidal e gli inserimenti profondi di Marchisio, entrambi in netto calo fisico. Servirebbe una mezzala dinamica che faccia rifiatare, a turno, entrambi. Questo non si è riversato negativamente sulla difesa che ha comunque retto più che bene in entrambe le parrtite ma sull’ attacco, mancante in alcuni casi del cinismo giusto per colpire o chiudere la partita(come accaduto nel primo tempo contro il Cagliari), in altri latitante di tiri nello specchio perché si crea tanto gioco ma non si conclude mai e si torna a parlare, spesso, di giro-palla fine a se stesso e gioco privo d’originalità e guizzi vincenti. Nonostante in rosa non ci siano campioni, i limiti mostrati da questa Juve non sono tecnici poiché attraverso il gioco si può ovviare a questo, bensì limiti fisici(dovuti alla preparazione ed ai ritmi altissimi dell’andata), caratteriali(qualche fantasma, quando si prende gol come quello di Cossu, torna ancora) e di mentalità. Nel secondo col Cagliari, nonostante la solita determinazione nel cercare di vincere e portare a casa il risultato, abbiamo abbassato la guardia sottovalutando un po’ l’avversario e si è spinto con meno criterio rispetto ad altre volte. Hanno capito come fermare la Juve, gli avversari: mettere un giocatore fisso non più su Pirlo ma su Lichsteiner. Contro il Cagliari del preparato mister Ballardini, lo svizzero, nonostante la pecca dei quattro errati controlli di palla su cambio di gioco in corsa(è un suo limite quello del controllo di palla che non lo renderà mai un terzino tanto tecnico quanto carismatico e atletico sul piano della corsa) ha disputato una partita di grande spinta e vigore atletico che sin quando a Nainggolan non è stato detto di rientrare persino negli spogliatoi al fianco dello svizzero. Secondo me, invece, avrebbe dovuto far giocare Lichsteiner in modo meno spregiudicato: la posizione tropo avanzata dello svizzero, da essere a nostro vantaggio, ha consentito al Cagliari di trovare le giuste contromisure, nel secondo tempo, per stroncarci del tutto, marcando a uomo tutti i nostri quattro di difesa. Capitolo cambi: Conte ha l’abitudine(o il vizio, dipende dai punti di vista) di ritardarli sempre. Io mi sono fatto un’idea particolare, partendo comunque dal presupposto che sono i panchinari che non hanno smosso la partita o fatto la differenza. Come accaduto altre volte. Non sono all’altezza, per vari motivi, dei titolari che, arrivati a questo punto della stagione, necessitano di poche partite di riposo. Non so se oggi Giaccherini, Elia, Quaglia o Esti avrebbero potuto fare qualcosa. Oggi servivano i tiri da fuori o la giocata da fermo. Una punizione dal limite che non ci conquistiamo da una vita. Bisogna farsi più furbi: quando non sempre gli inserimenti delle mezzali sono efficaci si può e si deve tentare un tiro sulla ribattuta che quest’anno non si sono mai visti. Manca la giocata veloce, intelligente e d’astuzia a questa squadra che s’esprime con troppa umiltà. è la fotocopia in campo del Conte allenatore ai microfoni. Umiltà e lavoro. A iosa. Spesso Conte non cambia nessuno prima dell’ottantesimo perchè, secondo me, la Juve che si deve impegnare a recuperare o limitare a gestire il risultato, nelle idee di Conte, è quella che scende in campo dall’inizio/ i titolari/ quelli già ben amalgamati nel gruppo(ditelo come volete…), sui quali conta ciecamente e che sono già entrati nelle dinamiche della partita. La rotazione degli uomini, se proprio deve farla, Conte decide di applicarla all’inizio, magari sostituendo giusto un paio di titolari. L’idea è quella di finire, sempre, con gli stessi undici che hanno iniziato. Inoltre, quando gli avversari capiscono il nostro gioco(perché quasi tutti oramai l’hanno capito e l’hanno studiato a tavolino, trovando le contromosse alla transizione difensiva aggressiva e volta al repentino recupero della sfera, al possesso palla continuo, al giro difensivo basso, alle caratteristiche di Vucinic, Vidal, Marchisio, Lichsteiner in particolare…) ci si può limitare meno alla ricerca continua e maniacale del gioco come mezzo veicolante per arrivare nei pressi della porta. Soprattutto nei momenti difficili. I passaggi in verticale, sempre “puliti”, non sempre fanno male, anzi. Comunque bisogna trovare nuova linfa per la seconda parte del campionato perchè così non si riesce ad arrivare in piena corsa sino alla fine. Siamo entrati nella storia della serie A con il 18esimo risultato utile consecutivo da inizio campionato, senza mai aver perso ma, forse, serve qualche colpo in canna in più per entrare anche nella storia di questo campionato che stiamo disputando sopra ogni più rosea aspettativa ma che abbiamo il dovere di disputare puntando al massimo. Due punti persi sì, ma in virtù della sconfitta del Milan, credo che tutti abbiamo pensato più alla testa solitaria della classifica, nonostante il pareggio, che alla distanza che avremmo potuto acquisire sempre dai rossoneri in caso di vittoria nostra. Quindi un punto guadagnato, con qualche appunto da fare per il futuro. Bicchiere mezzo pieno, per ora. Deve essere per forza così.

eldavidinho

Intervista ad Antonio Corsa

Quest’oggi , per il Blog di Alessandro Magno intervistiamo Antonio Corsa ; Blogger Juventino titolare e creatore del sito Uccellinodidelpiero.com .

1) Ti va bene come presentazione o vuoi aggiungere qualcosa? Mi piacerebbe , anche approfittando della nostra amicizia, parlare meno della Juve attuale e più di te. Fare conoscere Antonio Corsa a chi ci segue. Sempre con il tuo permesso.

Cominciamo.

2) Cosa fa Antonio Corsa quando non si occupa di Juventus?

Faccio il papà di due bambine, la più piccola, Greta, ha da poco compiuto 2 anni; la più grande, Sofia, ormai ne ha quasi 7. A tempo perso, poi, lavorerei pure..

3) Quando non ti occupi del tuo lavoro e di Juventus cosa ti piace fare?

Ho 31 anni, mi sono sposato giovane. Da allora la mia vita è per forza di cose cambiata, ho dovuto limitare le trasgressioni e le stronzate tipiche di un ragazzo di 24 anni, ho cominciato a pensare da padre di famiglia e poi, pian piano, ho iniziato pure a farlo. Trascorro gran parte del tempo libero a casa, con le bimbe, che adoro. Pochi vizi. La Juve è il più grande. Occupa gran parte del tempo libero e al tempo stesso mi distrae dalla routine quotidiana. E’ un impegno ed un’evasione al tempo stesso.

4) So che ami molto il basket e sopratutto l’Nba. E il basket nostrano?

Il basket “nostrano” è sempre e solo stato quello della squadra della mia città, il Brindisi. Ho visto tantissime partite soprattutto di B1 e B2, come si chiamavano allora (la terza e quarta serie dopo A1 e A2). Le serie superiori le ho sempre seguite poco, e comunque non ho mai tifato per nessun’altra squadra. Mio padre è stato arbitro internazionale di basket, non potevo tifare per le squadre che vedevo in tv e che lui arbitrava. Per me una vale l’altra. Tranne il Brindisi. E poi ci sono i Los Angeles Lakers, nella NBA, la mia grande passione. In vita mia ho visto un numero elevatissimo di partite di tutti i livelli, dai campionati dilettantistici nostrani alle sfide della Nazionale, ai campioni statunitensi. Con un padre così, la passione per questo sport ce l’ho avuta sin dalla culla: mi piace a tutti i livelli. Anche da giocare. Mi piace più del calcio, sicuramente.

5) Quindi sei o sei stato uno sportivo?

Sono stato. Credo di aver praticato tutti gli sport possibili e immaginabili tranne il calcio. Mai amato. Sembrerà un paradosso ma avrò giocato in vita mia meno di una decina di partite, quelle nel classico campetto sintetico di periferia, con gli amici. Loro non mi invitavano perché scarso, io non chiedevo di giocare perché preferivo il basket. Ultimamente non gioco più. E’ una delle cose di cui mi sono privato con la nascita delle bambine (prendendo pure inevitabilmente qualche chilo di troppo). E’ una cosa di cui soffro. Potessi tornare indietro avrei continuato a mantenere la linea da sportivo e a giocare ogni giorno al campetto, con gli amici. E invece lo sport mi ritrovo a commentarlo. Però mai dire mai.

6) Che effetto ti fa esser considerato con il tuo sito, un punto di riferimento per tantissimi Juventini?

Non ci penso. Guarda, Benedetto, non sono un tipo da copertina. Prendi Zampini, Angelini, Discreti, Chirico, Cozzolino, Pavan, Momblano… questi qui son sempre in tv, sempre intervistati con la loro foto in prima pagina, sono riconoscibilissimi. Le vere star sono loro, che te le ritrovi nei convegni, da Biscardi, a Mediaset, da Ravezzani, in radio. Che se le incontri per strada li riconosci. Io scrivo e basta. Nessuno, durante la giornata, mi ferma o mi chiede del blog. Molti non lo sanno nemmeno, che scrivo. Vivo il tutto con la massima serenità. Certo, sapere di essere apprezzato è motivo di grande orgoglio. Quello sì.

7) Di conseguenza deduco che non ti senti famoso. Questo nonostante la rivista Panorama ti ha dedicato un articolo? Non è poco.

Famoso? Ecco, ti ho in parte risposto prima. Mi interessa di più che c’è gente che ha notato il blog, che è attratta dal “fenomeno” e che ne parla con entusiasmo. La si può pensare come me o no, ma credo di aver contribuito a creare “qualcosa”, nel web. Di diverso, di mio. Gli attestati di stima fanno piacere perché, e torniamo alla risposta di prima, si riferiscono esclusivamente al “lavoro” pubblicato, non ad altro.

8 ) Chi sono i maestri di Antonio Corsa se ce ne sono oppure, a chi ti ispiri o a chi ti piacerebbe assomigliare?

Guarda, non ho alcun riferimento, per quanto riguarda lo scrivere. Semplicemente, lo faccio. Dico la mia.

9) Con quale Juve sei cresciuto e di quale giocatore metteresti il poster in cameretta?

Poster di calciatori in cameretta non ne ho mai avuti. Da ragazzo uno di 2Pac e uno di Magic Johnson. Sono cresciuto con la Juve di Lippi, dal 94 in poi, diciamo. Ricordo più che volentieri gente come Peruzzi, Sousa, Montero, Padovano, ovviamente Zidane, Camoranesi, Henry (quanto mi piaceva… Poi, da simpatizzante Arsenal, me lo sono comunque goduto per bene e ora che è ritornato..), Trezeguet. Ecco, trovassi da qualche parte un poster di uno di questi lo esporrei, forse. Di Sousa ho una maglia, ma è del Borussia Dortmund.

10) Non so chi sia 2Pac ma conosco Magic Johnson. Vieni da una famiglia di Juventini?

Assolutamente sì. Da generazioni.

11) Come è nato Uccellinodidelpiero.com?

Ero curioso. Il fenomeno dei blog in Italia stava sempre di più prendendo piega, anche se non come ora. Semplicemente, un giorno mi sono registrato su Blogger, gratuitamente, e ho creato un blog. Poi, grazie all’aiuto di Mirko Nicolino (di Juvemania.it) ho iniziato sempre più a lavorarci su, sino a raggiungere la “forma” attuale.

12) Hai avuto alcuni collaboratori sul tuo sito nel corso di questi anni, chi ti ha ”lasciato” di più e da chi ti aspettavi di piu’ e invece non è andata come previsto?
Sai già dove stiamo andando a parare eh eh.

Anche se credo sia chiaro, lo ribadisco. Nel blog non c’è alcun banner pubblicitario, non si fanno soldi e – di conseguenza – anche i collaboratori, come me, fanno tutto solo per passione. Ciò, da solo, basterebbe a farmeli stimare tutti, dal primo all’ultimo. Li ringrazio e sono legato a tutti loro, senza retorica.

13) Enzo Ricchiuti?

E’ stato uno dei primi. Con lui credo di poter dire di avere un rapporto di amicizia, oltre che di collaborazione. Ho imparato tanto, da lui. Lui è un pro. Puoi essere d’accordo o meno con quello che scrive, ma non ho ancora letto un suo pezzo che si possa definire “banale”, scontato.

14) Non mi basta voglio qualche aneddoto di te e lui che magari non hai mai raccontato?

Niente di troppo riservato, per carità. Lo sono io, mi piace mantenere i rapporti privati… appunto… privati. Una curiosità la posso dire. Mi fa morire ogni volta che fa un articolo perché è praticamente maniacale: la data deve essere quella, spaccata al secondo, e se per qualche motivo la cambio o edito un pezzo e si modifica, deve tornare quella. Pure i titoli: persino la punteggiatura, tutto perfetto, mai spostata. Nel pezzo di Doni mi ha chiesto (poi l’ho capita, era una finezza.. io so’ più grezzo) di allineare il testo “giustificato”, ma lasciare il video a sinistra (l’avevo messo al centro). In un’intervista che ha fatto voleva il numerino delle domande in grassetto, mentre la domanda no. E il punto dopo il numerino. A volte vuole una foto, a volte no. Non scrive articoli: sono opere d’arte. E’ un vero artista. Ripeto: se c’è una cosa che Enzo non è, è essere banale. Battute a parte, l’ho conosciuto di persona, a Napoli. E’ una persona meravigliosa, anche se gli piace il personaggio che si è costruito, l’Infame. E nel web gioca a farlo.

15) Una volta ci sono stati alcuni problemi con degli articoli di Enzo Ricchiuti su Facchetti che sei stato costretto a censurare . Penso che non ci sia mai stata una spiegazione pubblica dell’accaduto. Hai voglia di darmela?

Acqua passata.

16) Ricevi ancora minacce dai tifosi interisti?

Ogni tanto qualcuno di loro – pur non pensandola come me – mi rilascia qualche attestato di stima. Mi piace dare più peso a questi fatti.

Sdrammatizziamo un pò.

17) Tua moglie non ha ancora chiesto il divorzio? Come fa a vivere con un uomo che è sempre impegnato e quando ha del tempo libero lo dedica alla Juve. Eh eh . Ma di quante ore è fatta la tua giornata 30?

Ho la fortuna di lavorare assieme alla mia famiglia: padre, sorella, moglie. Ci vediamo ogni giorno a lavoro e, come detto, gran parte del tempo libero lo trascorro a casa. A volte sono assente mentalmente, ma fisicamente ci sono. Almeno quello.

18) Una cosa che ancora mi incuriosisce , quando scrivi i tuoi articoli per Uccellinodidelpiero.com e come ti aiuti, hai sempre un portatile dietro …un Ipad, cosa ..?

Gli articoli li scrivo quando mi viene voglia e dove capita. Di solito è a casa, alla sera. Mi rilassa, prima di dormire e dopo le chattate oceaniche serali col prof. Kantor e Alessandra Roversi. Mi è capitato però di scrivere nei luoghi e nei momenti più disparati, in auto durante un viaggio, via cellulare, o persino in negozio, tra uno scontrino e l’altro. Sono piuttosto disordinato, dove e quando capita.

19) Hai collaborato con un giornale a mio parere molto bello e interessante che era (purtroppo ha chiuso) CalcioGp , di Giancarlo Padovan. Hai voglia di parlarmi di questa esperienza?

E’ stata un’esperienza bella. La rifarei. Avevo rapporti quasi esclusivamente col vicedirettore Luca Fausto Momblano, che ora scrive per Uccellino. Ci scrive pure Romeo Agresti, e ultimamente ha collaborato anche Gianluca Scarinzi. Diciamo che – per fortuna – non tutto è andato “buttato”.

20) Non ti ho mai sentito litigare con nessuno hai come si dice una calma olimpica , ma ci sarà stato qualcuno che ti ha fatto andare fuori dai gangheri in vita tua . Mi dici chi è ,  perchè e come è andata? Se rispondi che non è mai successo ti risponderò che non ci credo quindi ti conviene vuotare il sacco. Eh eh .

Trovo semplicemente stupido litigare con un nickname. A volte ci sono stati momenti di incomprensione con gente che ho imparato a conoscere, ma si è sempre risolto tutto. Sono un tipo al quale si può parlare.

 

….Diciamo che ti sei salvato in calcio d’angolo

21) Si vocifera che hai rapporti direttamente con la Juventus. Qualcuno dice addirittura con il Presidente Agnelli. E’ vera questa storia o è solo leggenda?

Credo di avere gli stessi rapporti che hai anche tu. Se ho da comunicare qualcosa che reputo importante, gli scrivo un’email. Se la cosa è pure interessante, ricevo una risposta. Cerco sempre di non fare un passo più lungo della gamba e di fare sempre “il mio mestiere”, che è quello del blogger. Resto in questi ambiti. Avessi l’opportunità di conoscere Andrea Agnelli di persona, non mi metterei a parlare di Juve. Sarebbe noioso. Tranne se mi pagasse, eheh.

22) I tuoi rapporti con Giulemanidallajuve e Ju29ro? Sai che penso che sono un pò gelosi di te ah ah ah.

Non credo. Personalmente sono in ottimi rapporti con entrambi, conosco e stimo molti di loro da tempo, non ho mai avuto modo di litigare con nessuno. Anzi, ho spesso ribadito come entrambi abbiano svolto un ruolo fondamentale per sensibilizzare gli juventini “volenterosi” di conoscere la verità circa diversi argomenti, non solo quelli più strettamente correlati con Calciopoli.

23) Quando diventi anche tu testata giornalistica ;-)?

Anche mai.

24) A parte tutto dove vuole arrivare ancora Antonio Corsa o meglio, progetti futuri?

Ciò che mi spinge è la voglia di mettermi in gioco, di provare nuove sfide, di fare qualcosa di diverso, non banale, non “già visto”. Magari in futuro lo farò cambiando tema, cambiando obiettivi, ma sostanzialmente a fare da traino è la passione mista a questo spirito avventuriero.

25) Ti consideri un ottimista?

Non mi piacciono le etichette.

Qualche domanda ancora sulla Juve e chiudiamo.

26) Da uno a dieci quanto ti piace Antonio Conte e questa Juve?

Come si fa a non farsi piacere una squadra che Barcelloneggia col 60% di possesso palla e al tempo stesso aggredisce gli avversari togliendo loro il fiato manco fosse una neopromossa? Dieci, sicuramente. Undici.

26) A tuo parere  ce la facciamo quest’anno a lottare  fino alla fine?

Conte ha scelto e trovato la via del gioco. La nostra forza è quella. Non vinciamo le partite per caso, per un rigore regalatoci, per una punizione messa nel sette da 30 metri, per una giocata di un singolo. Questo mi rende fiducioso, perché non si disimpara a giocare da una settimana all’altra. Se tutto ciò sarà sufficiente non lo so, ma un po’ di speranza in più te la fa avere. Sulla mentalità confido invece in Conte, uno che conosce bene la Juventus.

27) Se Del Piero volesse rinnovare alle condizioni di quest’anno , cioè un impiego part-time partendo dalla panchina, e tu fossi il Presidente , gli rinnoveresti ancora il contratto o pensi che comunque è giusto staccare questo cordone ombelicale , perchè è giunto il momento?

Del Piero è un calciatore che ha già dato il massimo, cui tutti noi dovremmo essere grati, che non sparirà dalla storia della Juventus ma anzi tornerà a farne parte in prima persona, attivamente. Ma sono per il taglio.

28) Di questi tempi consideri difficile restare dalla parte di Moggi e anche di Agnelli o ti riesce naturale?

Le mie non sono valutazioni fatte a tavolino. Semplicemente, trovo giusto che si chieda (e si faccia) chiarezza a 360° su Calciopoli e, al tempo stesso, sono soddisfatto – finora – dalle mosse di Andrea Agnelli e del suo staff legale. Non ce l’ho con la Juve per la linea scelta (dal 2006) di contestare il mancato potere di rappresentanza legale di Moggi: c’hanno ragione i legali, anche se può sembrare (a chi vuole strumentalizzare il tutto) uno scaricabarile. Al tempo stesso, però, non mi accontento del riconoscimento (Napoli, primo grado, sentenza Moggi) di non responsabilità civile della Società: si è iniziata una battaglia di verità e gradirei perciò che – se le partite come sono convinto non furono truccate – si faccia di tutto per dimostrarlo, riabilitando la Juventus anche a livello sportivo (oltre che ridonando la dignità tolta agli imputati finora condannati) .

…..valutazioni a tavolino eh eh lapsus freudiano.

29) Se dovessimo ottenere giustizia scendiamo tutti in piazza a festeggiare , e se non dovessimo ottenerla che si fa?

Quello che si è fatto dopo il primo grado, sia per Moggi che per Giraudo. Ci si rimbocca le maniche e ci si prepara a un’altra battaglia. Se uno è convinto di essere nel giusto, non c’è sentenza che possa fermarti. In Italia ci sono fatti che vengono revisionati dopo 20 anni, 30 anni. Anche più. Errori svelati decenni dopo. Ripeto: se uno è convinto di una cosa, lotta a prescindere dal risultato.

Trentesima e ultima domanda ( non ne ho mai fatte a nessuno tante cosi è un po Marzullesca ma è il mio portafortuna, eh eh consentimela).

30) C’è qualcosa che non ti ho chiesto o mi è sfuggito e del quale avresti voluto parlare?

Non lo so, credo manchi solamente sapere i cartoni preferiti delle mie figlie, a sto punto. Per la cronaca: Cars per la piccola, Toy Story per la grande e i Puffi per accontentare entrambe. Se vuoi sapere la taglia delle scarpe invece è un 47. Colore preferito il nero, che non è un colore e bla bla bla, però insomma mi piace quello. E il bianco. Possibilmente, in qualche modo, abbinati.

Grazie Antonio per l’intervista e per l’amicizia . Ti aspetto a Torino allo Juventus Stadium quanto prima.

Ciao alla prossima.

 

Alessandro Magno

Restiamo calmi

Ieri pomeriggio abbiamo assistito all’ennesima prestazione opaca della Juventus. E’ la seconda dopo Lecce. Se quella la definii la peggiore partita della Juve ”Contiana”, questa è andata pure peggio. Devo dire che dopo un discreto primo tempo tutto è scivolato verso uno stato confusionale generale, secondo me non supportato da un adeguata condizione fisica. Condizione fisica che sarebbe pure sufficiente per una squadra normale, ma non lo è per una squadra che gioca come giochiamo noi, cioè sempre all’arrembaggio. Non so spiegarmi se questo sia dovuto al carico di lavoro effettuato nel ritiro natalizio o all’uso esagerato dei medesimi uomini in campo, tuttavia non ho mai visto, quest’anno, tanti controlli errati da parte dei nostri giocatori. Dopo aver ironizzato in settimana sull’interessamento nostro per Behrami devo ammettere che la prestazione di ieri mi ha aperto nuovi orizzonti. Forse più del sostituto di Pirlo occorre il sostituto di Marchisio – Vidal che mi sembrano moltissimo in riserva. Se è questo il discorso su Behrami, allora condivido e approvo.
Un appunto lo voglio fare senza nessuna polemica pretestuosa ai cambi, soprattutto a Del Piero e Krasic. E’ difficile entrare con la squadra che gioca male soprattutto quando non si gioca da parecchio tempo, però mi aspettavo qualcosa in più da loro due. Entrambi han sbagliato due gol facilissimi, carpe diem… Bisogna saper cogliere l’attimo. Fra l’altro io stesso ho criticato molto per le sostituzioni di Conte e questa volta che le ha fatte in anticipo sui suoi tempi naturali, e anche abbastanza condivisibili, pareggiamo. Il calcio è proprio strano. Quello che mi dà veramente noia, invece, quando le cose non vanno proprio per il verso giusto, è l’umore da becchini di moltissimi nostri tifosi, nemmeno fosse morto il gatto. Questo attacco di fifa non giustificabile. Ora, capisco la delusione, pure io voglio sempre vincere e volevo vincere, però non si può avere questi sbalzi d’umore ad ogni pari. Il giorno prima vinceremo lo scudetto, il giorno dopo ci ”caghiamo sotto” (scusate il francesismo). Suvvià… In questo mi piace moltissimo il nostro Mister, che difende i ragazzi anche quelli che non hanno giocato benissimo, e fa quadrato intorno a loro e intorno a sé. Mentre scrivevo questo pezzo si stava svolgendo il derby di Milano e con un occhio l’ho seguito. E’ appena terminato 0-1 per l’Inter. Come volevasi dimostrare il destino spesso ci mette del suo. Con un pareggio in casa contro il Cagliari ci ritroviamo da soli in testa alla classifica. Un giudizio mio sulle due squadre milanesi lo posso dare: noi a livello di gioco, intensità e corsa siamo larghissimamente superiori. I rossoneri sono ”palla ai solisti e inventatevi qualcosa”; i neroazzurri sono difesa e contropiede che nemmeno ai tempi di Nereo Rocco. Noi siamo al diciottesimo risultato utile consecutivo. Siamo primi in classifica e con la migliore difesa. Se me lo avessero predetto questa estate mi sarei messo a ridere. Prendiamo tutto per buono e andiamo avanti. La strada è ancora lunga.

Alessandro Magno

Juventus – Cagliari 1-1 Sintesi

Juventus- Cagliari 2012 : Così non va

E proprio quando si crea l’occasione per me per andare allo stadio, assisto ad una brutta partita, questa non era la Juventus che eravamo abituati a vedere. Il Cagliari è un avversario oggi ben organizzato con due attaccanti di tutto rispetto come Larrivey e Ibarbo, ma sicuramente battibile se nel secondo tempo non si fosse preso sottogamba l’obiettivo.
Non sono abituata a fare il processo ad un giocatore solo, perchè non è giusto, tutti hanno fallito qualcosa stasera. Eppure, il primo tempo è stato buono, da un’azione straordinaria partita da Lichtsteiner arriva il gol già al 7′ messo in rete da Vucinic, e comunque concludiamo un primo tempo ben dominato, nonostante le  diverse imprecisioni: tante volte Matri è stato vicino al gol. Conte e anche la squadra sa che per puntare al risultato bisognerebbe puntare al raddoppio, immagino di ritrovare la Juventus nel secondo tempo agguerrita e piena di entusiasmo. Ed invece no.
La Juventus nel secondo tempo si trasforma, va in confusione, l’avversario se ne accorge si organizza e aprofittando di un errore di Bonucci, Cossu fa gol. Da quel momento, nessuna azione degna di nome è stata costruita, errori di comunicazione, reparti slegati e giocatori improvvisamente calati.
Una vera responsabilità di questa cattiva partita con un avversario bravino ma mediocre, non è da individuare nell’allenatore, in quanto il suo solito insieme non ha funzionato, è visibilmente crollato al pareggio. In più, si trova ad avere i cambi che sono da mesi inattivi, e poco hanno potuto fare se non contenere l’avversario, non possiamo pretendere che gente che sta seduta per mesi e mesi, hoplà! Vada in campo e ci faccia vedere le stelle ..è umanamente improbabile, le lamentazioni dei tifosi per le occasioni fallite degli ultimi dieci minuti, sono anche corrette ma andrebbero estese anche al prima.
Cosa può essere accaduto? Non credo sia stata una questione di mentalità, perchè quella vincente c’è ed è dimostrato, piuttosto, individuo dei limiti fisici e caratteriali di alcuni giocatori venuti fuori un po’ all’improvviso. Matri per esempio è un grande atleta, eppure si perde e molto spesso, idem Marchisio non è certo quello di prima delle feste. C’è un Vucinic che sì, si propone anche creativo per gli assist ma perde palloni di continuo abbassando la qualità del gioco, Pirlo, è l’unico che offre una prestazione qualitativamente nella media, ma si stanca molto per rimediare agli errori degli altri, in ultimo Bonucci non dimostra caratteristiche tali da sopportare questi stress da grande squadra in corsa per il primo posto da campionato. Si vedrà cosa Borriello farà in futuro, puntare tutto su di lui non è possibile, perchè gli serve il tempo tecnico per consentire di arrivare alla condizione fisica pari gli altri e di affiatamento con i colleghi.
Vi dirò che, mi è dispiaciuto di questo risultato, perchè il match si poteva vincere senza tante storie, però il calcio lo conosciamo è materia difficile ed imprevedibile.

Luna23

Borriello e dintorni ..

Domenica scorsa sebbene intenta con il fiato sospeso a scongiurare  il pareggio con il Lecce, non mi è sfuggito lo striscione contro il neo arrivato Marco Borriello. La frase era molto chiara:BORRIELLO: MERCENARIO SENZA ONORE E DIGNITA’. Lui medesimo, la stampa e i nostri dirigenti, Antonio Conte compreso, hanno cercato di minimizzare la cosa, spiegando ai tifosi la solita storia, che la causa del mancato arrivo in precedenza di Borriello non è dovuta ad un atto di volontà bensì ad una mancanza di condizioni. Come ha detto Conte “non c’erano i soldi”.
Chiaro che i tifosi non siano del tutto convinti idem per me se devo dire, mi rendo conto però che i calciatori non sono tutti uguali, ci sono quelli “di maglia” fedeli ai colori:  insieme “finchè morte non ci separi”   quelli opportunisti cioè: dove vado, vado, basta giocare e guadagnare e gli opportunisti per forza: mi piacerebbe una certa squadra ma non c’è posto e prendo cosa mi danno, di cui penso siano la maggior parte, d’altronde una squadra per essere efficiente può tenerne un certo numero e l’avanzo con quello che costa non è previsto e non ci si può giocare la propria carriera per una questione di principio, sarebbe assurdo.
Entrando nella figura di Borriello, penso che rientri nella seconda categoria, in effetti ora che siamo primi ecco che la maglia della Juventus diventa improvvisamente interessante, ma come lui ce ne sono tanti, il primo fra tutti è Ibrahimovic che della maglia proprio se ne infischia, e non solo, se ne vanta, dicendo che “è facile essere campioni in una sola squadra” (ogni riferimento è puramente casuale) mentre lui è campione assoluto visto come disinvoltamente si sia cambiato la “canottiera”. In più il sig. Borriello è sempre stato attento alla sua immagine, accompagnandosi a signorine più o meno famose, molto diverso da colleghi forse più importanti di lui, che puntano sulla concretezza e affidabilità di signore per niente famose ma molto solide da garantire serenità alla carriera.
Tutto sommato, una squadra di calcio famosa e blasonata come la Juventus, è formata anche da questi personaggi, perchè servono anche loro, ma comprendo il disappunto della tifoseria che sappiamo è sempre l’anello debole di questa catena, e non ritengo così terribile il fatto che si sia espressa.
Sicuramente il sig. Borriello cercherà di lavorare bene e (speriamo) onorare la maglia, Antonio Conte è la persona giusta per istruirlo e spiegargli cosa vuol dire essere far parte della Juventus, chissà che non ci stupisca.

Luna23

Meno belli sul campo e… sugli spalti

Una Juve non bella e nemmeno particolarmente fortunata porta via tre punti importanitissimi da Lecce. Non bella perchè la prestazione è stata abbastanza sotto tono, probabilmente la peggiore prestazione collettiva di quest’anno. Non fortunata per due motivi molto semplici: uno perchè i nostri sono andati a fare la preparazione al caldo di Dubai e al ritorno han trovato un clima piu’ simile alla Russia che al Salento; due perchè in una giornata dove piovano rigori a grappoli su tutti i campi, nonostante molti siano come al solito completamente inventati dagli arbitri, a noi non viene concesso un rigore solare. Rigore che ci avrebbe permesso di tirare un poco il fiato nei minuti finali. Una menzione la voglio fare per Barzagli stoico, preciso, puntuale come sempre e…….. per Vucinic. Sull’Italiano mi pare siamo tutti d’accordo. Sul Montenegrino invece ho letto molti pareri discordanti. Allora chiariamo prima di tutto che Vucinic ha le sue caratteristiche come tutti. Fondamentalmente durante la partita è altalenante. E’ un giocatore che è in grado di inventarsi soluzioni da un momento all’altro ma è anche uno che vive di momenti di amnesia, in cui non è particolarmente presente, anche se Conte lo richiama spesso e non è difficile vederlo durante la partita arretrare a dar man forte a Chiellini. Ora se qualcuno gradisce un giocatore piu’ ”presente” nel gioco da quel lato del campo, allora questo non può essere Vucinic per caratteristiche sue innate. A questo punto il problema non sussiste. Diversamente se si deve guardare alla prestazione del giocatore non si può evitare di evidenziare come ieri tutte (nessuna esclusa) le occasioni della Juventus siano passate dai piedi di Mirko. Il gol è nato da un suo tiro, il rigore negato da una sua percussione, un tiro che Benassi ha deviato tuffandosi a terra era dinuovo il suo. Due volte nel finale ha messo Matri da solo daventi al portiere e in condizione di raddoppiare, e anche in quel frangente il portiere salentino si è dovuto superare. Se queste non sono prove di una prestazione più che sufficiente? Io penso che ieri sia mancato molto di più il centrocampo e sopratutto è mancato ancora una volta un utilizzo un pò più celere delle sostituzioni da parte del nostro Mister. Questo è un neo che rimprovero spesso a Conte nonostante lo adori. Marchisio ieri non è stato il solito e Pepe alla fine non aveva più benzina gia da venti, venticinque minuti. Marchisio ha giocato tutta la partita, forse perchè Pirlo aveva un problema. Pepe è rimasto in campo fino all’ottantacinquesimo. Un pò troppo per i miei gusti. Menomale che si vince cosi Conte può continuare a dormire tranquillo. Ultima considerazione la voglio fare per gli striscioni contro Borriello. Non sono un suo fans. Io non lo avrei preso perche’ non credo aggiunga molto al reparto, ma la storia del rifiuto e’ una vera invenzione e lo si sapeva prima che lo spiegasse Conte. Lo inseguivano Roma e Juve e ha scelto Roma. Punto. Ma perche’ Aguero o Giuseppe Rossi allora hanno rifiutato la Juventus? E se tutti quelli che inseguiamo e che poi non vengono li consideriamo dei traditori qui da comprare non resta nessuno. Oggi quei strisiconi mi sembrano particolarmente fuori luogo. Oltre a far male a uno che volenti o nolenti è ora un nostro giocatore fanno male a tutta la Juve. Proprio ora che sembra che le cose iniziano ad andare per il verso giusto? Mi piacerebbe poi che se a quelli che li hanno esposti dovessero arrivare “i regali” di Borriello siano cosi coerenti da rifiutarli.

Alessandro Magno

Lecce – Juventus 0-1 Sintesi

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