Non c’è due senza tre.

Detto fatto. Missione compiuta. Contro il Genoa la Juventus è riuscita, non senza fatica e difficoltà, a vincere ed a tenere il passo della Roma, vittoriosa ad Udine non senza polemiche nell’anticipo del sabato sera. A dire il vero, il lunch match non si è messo nel migliore dei modi. Delneri non conferma il 4-3-3 di Roma come tutta l’Italia sportiva ha scritto sui giornali e detto nelle TV (Sky addirittura mette Pepe seconda punta nella lettura delle formazioni iniziali, a conferma del fatto che Delneri, effettivamente, di moduli e differenze ne sta provando mettendo in crisi gli addetti ai lavori) bensì, nei primi minuti, ha effettivamente provato il 4-2-3-1 sperimentato in allenamento nei giorni antecedenti al match con Marchisio più avanzato di Aquilani e Melo (in mediana), Krasic a destra, Pepe a sinistra e Matri a fare reparto da solo. Difesa confermata fatta eccezione per l’entrata di Traorè al posto di Grosso squalificato. In porta Storari come pronosticato alla vigilia. In panchina non ci vanno né Del Piero né Buffon. Al pronti via, il 4-2-3-1 disegnato da Delneri funziona eccome se non fosse che Bonucci, al momento sbagliato nel posto sbagliato, devia un innocuo passaggio di Antonelli nella porta difesa da Storari. È sembrato che la sfortuna fosse tornata a perseguitare questa squadra ed il tabù delle tre vittorie consecutive fosse tornato un miraggio. Tornati i fantasmi di qualche settimana prima e le paure che hanno attanagliato la squadra dall’inizio del nuovo anno, Delneri ha deciso a metà del primo tempo di tornare al 4-4-2, più difensivo e meno spavaldo del 4-3-3 da ripartenza, inadatto in questo match. Matri troppo solo, Melo unico mediano, manovra troppo accentrata e  Pepe e Krasic inconsistenti. Genova è un’altra realtà, diversa da quella di Roma e quindi meglio farsene una ragione, in fretta. Così, con Krasic nel ruolo di seconda punta a sostegno di Matri, nelle vesti del ‘cavallo pazzo’ di Roma che tanto è piaciuto ai tifosi, la Juve ha cercato di rimettere in piedi le sorti del match. L’intento, naturalmente, quello di bloccare le avanzate del Grifone sulla fasce. La musica non è cambiata mica perché contro la squadra organizzata, ordinata e schierata di Ballardini la Juve ha continuato a mostrare incertezze e mollezza di mezza estate. Marchisio si accentra, Pepe va a sinistra, Krasic a destra, Aquilani avanza ma niente, neanche altri cambiamenti tattici, in corsa, rivitalizzano la manovra di una squadra partita con intenzioni buone e colpita a freddo da un autogol maledetto. Il primo tempo scorre senza grosse occasioni da rete se non un sussulto di Pepe, uno di Melo e la bella parata ravvicinata di Eduardo su colpo di testa di Bonucci. Il secondo tempo, partito sulla falsariga del primo ma con abnegazione maggiore da parte dei bianconeri, sancisce la fragilità della nostra difesa, tornata quella preoccupante di qualche giornata fa. Al gol rivitalizzante di Pepe (jolly di giornata, nell’occasione spostato dal mister come seconda punta per dare maggior peso all’attacco) ha risposto subito quello di Floro Flores, bravo a segnare dopo un’azione manovrata dai suoi compagni di squadra ed un errore tattico complessivo della nostra retroguardia, troppo vulnerabile in questi frangenti. Matri rimette i conti in parità dopo una bella sponda di Toni, uomo assist nell’occasione. A fare la differenza, per fortuna, sono stati proprio i cambi sia tecnici che tattici di mister Del Neri. Sorensen per un Motta ormai alle corde con i tifosi, Toni per Melo e Krasic ancora in posizione centrale (ne è una prova la bella occasione caduta sui suoi piedi dopo il suggerimento di Aquilani) guastano i piani di trionfo al Genoa. I crossi pungenti dalle fasce per le teste di Toni e Matri sono stati come una manna dal cielo. Con questi innesti e il ritorno, dopo tanto cambiare,al 4-2-3-1 iniziale, spianano la strada per il terzo gol, merito ancora di Toni bravo ad allargare la difesa avversaria ed a difendere palla su suggerimento in verticale di Aquilani. È il gol del definitivo 3-2 e della terza vittoria consecutiva in campionato. Non accadeva dal Settembre del 2009 quando, all’epoca, Ciro Ferrara seduto in panchina cominciò il proprio campionato con quatto vittorie consecutive. Tra i rossoblù non ci sono state individualità di spicco, in linea con le impressioni di una intera stagione, ma una compattezza di squadra che ha messo in difficoltà la Juve e le ha fatto capire che non è tutto oro quel che luccica. Per il quarto posto c’è ancora tanto da fare, c’è da lavorare e da sperare. Soprattutto, c’è da lottare. Lo conferma anche Ballardini nell’intervista post partita in quella che è sembrata un misto tra una gufata ed un avvertimento (in riferimento al match di Udine?). All’orizzonte c’è Ferrara con le sue quattro vittorie consecutive di inizio campionato 2009, un buon monito per andare a vincere a Firenze senza regalare i primi tempi ad avversari che si difendono come i Grifoni.

Eldavidinho94

CALCIOMERCATO: PER NOI JUVENTINI ORMAI UN’OSSESSIONE.

Troppo facile per noi juventini parlare di calciomercato, ormai le abbiamo sentite in tutte le salse, ovunque si parli di Juve, si parla di cosa farà la società quest’estate. Siamo diventati i tipici tifosi da ombrellone, quelli che sul bagnasciuga dimostrano di saperne più dei vari cervelloni che da luglio alimentano i nostri sogni e le nostre aspettative con bombe di mercato. Non ne siete convinti? Allora provate a chiedere al vostro amico di fede cosa ne pensa di Neymar, o di Bastos, o se per lui sia meglio Del Neri o Conte l’anno prossimo: vedrete che continuerete a parlarne per ore e ore senza mai giungere a una conclusione. Adesso notate una certa somiglianza? Questo atteggiamento vi ricorda qualcuno? Non disperate, per il momento non siamo giunti a quel livello, ma questo non toglie che siamo sulla buona strada. Sapete cosa dicono adesso i fenomeni che prima del fattaccio erano campioni nel calcio d’estate? Che sono le chiacchiere da bar sport a dimostrare se una squadra è forte oppure no, ma secondo una legge inversamente proporzionale, ovvero meno chiacchiere senti più la squadra è forte. Vi viene da ridere? Eh sì, è proprio così. Purtroppo il tifoso da ombrellone è condannato a restare tale, almeno fino all’estate successiva dove ha una scelta: tornare ad essere il tifoso dell’estate scorsa o invece cambiare, imparare a selezionare le bufale dalle notizie interessanti, informarsi ma non credere a tutto. I giornali per vendere anche fuori stagione sono costretti a sparare il nome da sogno, quello che appunto ti fa vendere copie, ma storicamente e statisticamente quante volte c’hanno preso? Non fanno altro che alzare le nostre aspettative che poi puntualmente vengono disattese. Per una volta però mettiamoci nei panni di chi da una vita fa quel lavoro, possiamo avere noi la presunzione di pensare di fare meglio di chi è nato per fare il direttore sportivo? Certamente possiamo avere la presunzione di criticare il lavoro svolto dagli altri, confrontandolo magari con quello di alcuni colleghi che con un budget nettamente inferiore hanno fatto cose egregie. Essere juventini in questo momento non è facile, ma lo sarebbe ancora di meno se per caso l’anno prossimo qualcuno si aspettasse lo scudetto. Il futuro è dalla nostra (vedi Stadio di proprietà), quindi da qui in avanti guai a tornare indietro, dobbiamo solo migliorare, un passo alla volta. Sono curioso di vedere come si districherà Marotta dalla tela di riscatti e prestiti che ha tessuto l’estate passata. Semplice curiosità, né pessimismo né ottimismo: non essere tifosi da ombrellone insomma.

Moub

E se ci stessimo sbagliando a inneggiare alla Casoria?

Oggi ho comprato il mio giornale di fiducia (Calcio Gp), un settimanale nel quale mi ritrovo. Ci leggo i miei amici gobbi, da Momblano a Corsa, Ricchiuti, da Angelini a Zampini, Leonetti, Pollicelli e chi più ne ha più ne metta e mi scuso in anticipo se ho dimenticato qualcuno, ma non è del giornale che vi voglio parlare oggi. Vi voglio parlare di un’idea che mi frulla per la testa da qualche giorno e della quale voglio fare partecipe i miei amici succitati, che sicuramente riguardo a Farsopoli ne sanno più di me.
Come tutti voi, sono ben presente sul Web e su Facebook che ormai è diventato uno dei nostri “migliori” mezzi di diffusione delle informazioni “vere”, o della controinformazione come qualcuno ama dire. Da un po’ di giorni leggo sul Web e su Facebook , appunto, della nascita di siti in difesa della giudice di Napoli Teresa Casoria. Siti e pagine che come si può immaginare hanno avuto subito molto successo e a cui mi sono iscritto e ho partecipato dicendo la mia. Ora, io non sono un esperto del processo di Farsopoli, lo seguo come tutti gli juventini con apprensione, tuttavia ho la chiara impressione che la giudice Teresa Casoria non sia per niente Juventina. Non ne ho la certezza, ma non mi sembra affatto… La mia idea è che la Casoria abbia solo a cuore di fare il proprio lavoro bene e nulla più. Quindi la domanda che mi passa per la testa da un po’ di giorni e che rimando agli esperti del caso è: ‘’ E se noi invece inneggiando alla Casoria stessimo facendo il gioco dei Pm che la vogliono ricusare?’’
Cioè , non è che così facendo stiamo dando una carta in mano in più a quei Pm (e ai media) per dire: “Avete visto che la Casoria non è imparziale? Lo sanno tutti gli juventini che è dalla loro parte”. Attendo risposte, certo che quella che stiamo combattendo dal 2006, è una guerra per niente facile da vincere.

Di Alessandro Magno per Juvemania.it
http://juvemania.it/e-se-ci-stessimo-sbagliando-a-inneggiare-alla-casoria/#more-38864

UNA JUVE AUTOGESTITA …

..Ho visto domenica 10 aprile che, vuoi per esperienza, vuoi che alla fine è prevalso l’impegno hanno miracolosamente vinto con un Genoa organizzato ma nella media . La fortuna che il gol del vantaggio arrivato non lontano dalla fine del secondo tempo ci ha consentito di resistere e di impedire il pareggio da me temutissimo.
Difesa fragilissima e pasticciona, centrocampo che commette un numero imprecisato di errori e problematica evidente di comunicazione tra giocatori, insomma, l’allenatore dovrebbe capire che non è il direttore di un liceo occupato dagli studenti che decidono di fare “autogestione”in cui regna il caos e l’ anarchia. In questo marasma emergono i professionisti il cui mestiere, e (diciamocela tutta) un pizzico di fortuna la mettono dentro e vincono.
Andrà così fino alla fine? Se fosse ce lo meriteremmo anche, con tutta la sfortuna passata, un inversione di marcia non toglierebbe niente a nessuno, ma questo è un sogno e la dura realtà ha da venire.
E’ corretto goderci la vittoria, ma il tifoso Juventino si chiederà se dura e per quanto tempo.
Suppongo siamo in tanti ad incrociare le dita quando la Juve passa in vantaggio, sono davanti alla tele con le mani incrociate a mo’ di preghiera senza fiato e spero che gli avversari non pareggino, recito tutte le formule possibili immaginabili perché non accada ..ma succede sempre, e tutte le volte è come il gioco dell’oca, si torna indietro di tre caselle.
Questa volta grazie la complicità dell’ora, il 37mo del secondo tempo, abbiamo retto il vantaggio nonostante i 5 minuti di recupero che ha fatto tremare tutto il popolo juventino appiccicato al televisore che invocava praticando riti voodoo immaginari perché l’avversario non si organizzasse e ci colpisse con il terzo gol, al triplice fischio dell’arbitro ci siamo rilassati, è finita per questa volta è andata bene.
Questa è la media delle nostre domeniche calcistiche terminate almeno con un sorriso e un po’ di soddisfazione, ma la nostra Juventus, quella vera ..ci manca tanto.

Luna23

Nel segno della continuità.

Nel segno della continuità.

La corsa impossibile della Juve al quarto posto riparte (anzi, continua…) sotto i primi caldi di inizio estate. Piuttosto anticipatari, se vorremmo, vista la primavera appena iniziata. All’ora di pranzo, Juve e Genoa si daranno battaglia sull’erba dell’Olimpico di Torino. L’avversario, il Genoa di Ballardini, è tutto dire: quest’anno la squadra non ha fatto parlare di sé né in bene né in male a dimostrazione dell’annata disputata non sotto i riflettori, senza infamia e senza lode (anche se sono più i rimpianti che i complimenti visto il blasone del Grifone, abituato in altre epoche a lottare sempre con la Juve, sul campo, per qualche obiettivo importante) e con la sola voglia di non sfigurare in quel di Torino al cospetto della Signora. Parola (di retorica?) di Ballardini che in conferenza assicura che la propria squadra non è già in vacanza e darà comunque del filo da torcere ai bianconeri, vogliosi (si spera) di voler continuare in questo filotto di partite vittoriose il più a lungo possibile. Tenendo presente che quest’anno il massimo di vittorie consecutive è stato due, è palese che il passo verso il raggiungimento di questo obiettivo è relativamente breve. Il Genoa è una compagine che contro i bianconeri ha sempre espresso sul campo quella grinta in più tipica di chi porta rancore e rimorso verso Madama. I giocatori bianconeri, visti non solo dal Genoa come degli acerrimi nemici da sconfiggere, non devono assolutamente prendere sotto gamba incontri insidiosi come questo e dimostrare di essere di una caratura tecnica superiore e mentalmente più tranquilli e preparati, privi dell’arroganza e dell’acredine che porta solo annebbiamenti alla vista. Negli ultimi anni, tranne che all’andata nella quale, sempre nel lunch match, abbiamo vinto con due gol di scarto e senza subirne alcuno, a Marassi abbiamo avuto soltanto botte. Nel vero senso della parola e dei dolori. Come dimenticare quel 2-2 che lo scorso anno vide annullati alla Juve ben 3 gol?

In settimana abbiamo continuato a sentire voci di mercato su vari giocatori bianconeri, da Melo ad Amauri, dai 14 ‘epurati’ di Tuttosport sino al ‘solito’ Neymar, da Rolando a Montolivo passando per Rossi e Vucinic. Indubbiamente, in assenza di partite importanti per la classifica e svuotate di tanto significato e fascino, il mercato è un ottimo passatempo. E così, via alle danze dei nomi! Contro qualsiasi legge che impone silenzio e cautela nel trattare prima o oltre l’apertura ufficiale del mercato. Prudenza che servirebbe soprattutto per strappare alla concorrenza qualche buon giocatore. Lo stesso fatto che ad arbitrare domani a Torino sia stato designato un certo Guida dice molto sul valore che assuma questa partita per i risvolti del campionato. Marotta ed Elkann se ne sono accorti e difatti il primo si è lasciato andare domenica scorsa dopo il match contro la Roma, ad una vera e propria supplica nei confronti dei tifosi bianconeri, pregandoli ed incitandoli a sostenere la squadra, in casa ed in trasferta, sino all’ultimo, chiaramente, sperando ancora nel raggiungimento del quarto posto: una pezza a colori più che un obiettivo. Il secondo, invece, ha ribadito la fiducia posta qualche mese fa in Andrea Agnelli nel tentativo di ricompattare l’ambiente, non destabilizzarlo e cavalcando l’onda che ha portato la Juve a vincere contro Brescia e Roma con i gol dei tre  giocatori intorno ai quali verte il destino della Juventus: Matri, Krasic e Del Piero. Contro il 4-4-2 di Ballardini (che dovrebbe poter recuperare Palacio, unico spiraglio di luce in questa squadra) Del Neri dovrebbe tornare al 4-4-1 mascherato con Krasic a supporto di Matri, pronto a diventare un 4-2-3-1 con Melo e Aquilani davanti alla difesa e Pepe e Marchisio a supporto dell’attacco, modulo più difensivo del 4-3-3 che tanto bene ha fatto contro la Roma. Una curiosità direttamente dai campi è che F.Melo si è reso protagonista nella partitella di giovedì di un gran gol ‘alla Del Piero’. Buon per noi. In porta sarà riconfermato Storari, resosi protagonista in questa settimana di avvicinamento al match con alcune dichiarazioni al limite del sopportabile per un campione del mondo come Buffon, il quale ha tentato di recuperare sia dallo stato febbrile nel quale è caduto domenica mattina, sia dal leggero dolore alla schiena che lo ha attanagliato durante la settimana e che ha fatto pensare ad una ricaduta del problema avuto (ed operato) l’anno per erniectomia per ernia discale – lombare, con tanto di conseguenze, parole e smentite anche sul mercato (il riferimento è alla visita che Martina ha fatto a Marotta in settimana). Dopo lo screzio (creato ad arte più dai giornali che dai due portieri, adulti e vaccinati), Buffon e Storari si sono parlati realmente ma alla fine (dell’anno) le conclusioni le tireranno Marotta&Co. Puntare sul nuovo (neanche tanto nuovo) che avanza, ovvero Storari, o sull’usato sicuro che tanto ci ha fatto sognare in questo anni, anche in serie B? Del Neri, in conferenza, è stato chiaro: tutti giustamente si sentono titolari ma giocherà ancora Storari e Buffon non è ancora recuperato. Le gerarchie, comunque, ci sono e restano, quindi vanno rispettate! In attacco giocherà sicuramente, come perno centrale, Alessandro Matri, vero trascinatore della squadra e giocatore che sa fare reparto da solo.

E tra una lamentela e l’altra di Galliani per le esternazioni di favoritismo di Prandelli per il Napoli, il calcio italiano si appresta a vivere un’altra domenica di spettacolo. Restando sempre in “tema-Napoli”, la stoccata di Mazzarri, direttamente dal ‘Chiambretti Night’, a Marotta, potrebbe imbastire trattative e retroscena piccanti. Intanto vinciamo questa ennesima finale.

E’ iniziata l’operazione “terra bruciata intorno a Buffon”

E’ iniziata l’operazione “terra bruciata intorno a Buffon’” il Gigi nazionale si trova accerchiato e assediato come non mai sopratutto da una società che non lo difende ma anzi ci marcia, reo di avere un contratto da giocatore della Juventus e non da Sampdoria e soprattutto reo di stare male; con questo maledetto mal di schiena , come se questa schiena non se la fosse “rotta” per la juve sui campi di serie A e di serie B ma se la fosse rotta in gita turistica.
Il suo secondo si è lasciato andare a dichiarazione a dir poco sconclusionate “è sotto gli occhi di tutti quello che sto facendo” (31 gol subiti in 28 partite capirai) e “solo un cieco non vedrebbe quello che sto facendo” (speriamo Del Neri sia ceco, magari se si toglie gli occhiali lo e’).
Ora nessuno di noi si azzarda a dire che Storari con la Roma non ha disputato una grande partita, ci mancherebbe, ma credo sia pagato per quello. Manninger con Ranieri sostituì molte volte Buffon facendo anche partite interessanti ma sarà che è Austriaco, non si lasciò mai andare a dichiarazioni così contrarie allo stile Juventus e così irriverenti e irriguardose verso un proprio compagno di squadra . Per la cronaca oggi Storari ha ritrattato dicendo che era euforico e ha sbagliato a fare quelle dichiarazioni, chi sa quanto imbeccato dai rumors che si stanno creando su questo caso, sia sui giornali ma soprattutto su internet.
La cosa dolente è che la tifoseria si sta spaccando. Abbiamo già chi butterebbe Buffon nell’immondizia per Storari, chi invece difende a spada tratta Buffon, ne abbiamo pure un’altra frangia, tutta particolare, che per Buffon si ma per Del Piero no, boh valli a capire? ma questa è un’altra storia .
Io ci tengo a precisare 2 cose in particolare e a parlare di numeri perché i numeri non mentono mai . A proposito di numeri, Tuttosport ha pubblicato la media presenze gol subiti dei nostri portieri di quest’anno, ed è la seguente : Buffon 0,91 gol a partita , Storari 1,11 gol a partita . Di conseguenza è evidente che prende meno gol Buffon malato che Storari sano.
L’altra cose che volevo dire è questa: se voi aveste una moto da far partecipare al motomondiale la dareste a Valentino Rossi , cioè il più forte di tutti ma un po acciaccato o la dareste a un Elias o un Aoiama qualunque?


Alessandro Magno

Milos Krasic resisti!

Era dal dopo Nedved che non sentivo trasporto verso un giocatore della Juventus “povera”  di oggi, perché le altre squadre  confesso, non le guardo.

Voglio bene a tutti i nostri juventini  a prescindere ..ma per lui è diverso nutro una vera e propria  ammirazione.

Mi ha colpita da subito ..sarà stato lo sguardo, profondo e disincantato come quello di un bambino o quella vena malinconica tipica della gente di quei paesi  dalle  infanzie dure, alle prese con  guerre che non finiranno  mai,  o sarà il  suo modo di stare in campo, veloce, preciso e determinante:che non mi perdo una partita.

Sebbene  il buio attuale  la presenza di Krasic illumina, nonostante  giochi da due anni ininterrottamente, è stato criticato per la discontinuità dei risultati; ha cambiato squadra e vita, non sono certo giustificazioni, ma si è trovato Krasic,  a confrontarsi con una squadra di livello minore rispetto lui ed è  stato investito di una responsabilità enorme al suo arrivo: quella di salvare la Juve.

Eppure anche non in forma, dà tutto se stesso, ci prova e spesso realizza il gol o fornisce l’assist per farlo fare agli altri, insomma ha tutti i requisiti per diventare una grande star del nostro calcio.

Sperando che ..un allenamento sbagliato non lo “sciupi” o che non si stufi lui a doversi trovare nelle condizioni di  risolvere i problemi causati da altre incompetenze, i tifosi sperano ,  che la dirigenza si metta una mano sulla coscienza e trovi una soluzione corretta per tutta la squadra, e che arrivino dei giocatori oltre alla sua di  altezza, anche a quella di Del Piero e di Matri per proporsi come vincente in campionato e champions.

Krasic dimostra però non solo una certa autonomia in campo, ma anche mentale, le sue iniziative di conquistare la palla, studiare l’azione e realizzare il gol, non piace sempre all’allenatore, ma ogni calciatore ha i suoi pregi e difetti e lui è fatto così ..e vorrei anche dire all’allenatore che spesso Krasic chiede palla e il più delle volte  non gliela danno ..particolare che non avrò notato solo io, e la reazione logica di un giocatore di  questo livello  è di fare tutto da solo ..o di considerare colleghi diversi .. Ultimamente il centro campo è Del Piero, Krasic e Matri ..O Del Piero e Matri,  Krasic ..o Krasic e Matri,  un po’ poco ..come supporto.

Ma la promessa è stata fatta, arriveranno rinforzi adeguati e noi tifosi non vediamo l’ora .. attendendo la prossima stagione calcistica con  trepidazione  e facendo gli scongiuri   che il nostro campione  serbo non cambi idea e se ne vada ..continuerò a seguirlo.

Luna23

Roma – Juve 0-2: tutti a casa!

Una rondine non fa una primavera ma dopo la vittoria ottenuta contro il Brescia domenica scorsa ne è arrivata un’altra, a catena (WOW!), all’Olimpico di Roma contro la squadra locale. La sensazione non è sicuramente quella di aver dominato ma, perlomeno, quella di esser riusciti a portare a casa il risultato dopo aver disputato una partita tutto sommato tranquilla. Nel primo tempo la Juve è partita con il piglio giusto ma, essendo l’intento quello di difendersi ordinati e poi ripartire, la partita l’ha fatta la Roma con il suo solito possesso palla molto continuato, imperterrito e quasi privo di affondi. Nostante le intenzioni iniziali, però, la Roma non ha disdetto alcuni tiri in porta molto molto pericolosi durante i primi 45 minuti. Gli affondi di (in ordine) Vucinic, Totti e De Rossi sono stati tutti sventati, con prontezza, da uno svelto e sveglio Storari chiamato a sostituire Buffon febbricitante (chi ci crede?) a poche ore dall’inizio del match. Una Juve che non ti aspetti applica una buona transizione offensiva e gioca una bella partita anche in difesa. Delneri accantona il tanto caro 4-4-2, passa al 4-3-3 ma solo a parole. Contro questa Roma, intelligentemente a partita in corso, passa all’albero di Natale, forse un po’ fuori stagione visto che ci avviamo alle feste pasquali ma comunque efficace. Alla sostanza di Pepe, utile anche in posizione centrale a sostegno (per il supporto ci ha pensato Melo) di Aquilani e Marchisio mezzali, le corse di Krasic nelle praterie della Roma sono state il vero toccasana. A dimostrazione della lentezza della squadra di Montella, con la testa rivolta all’americano Di Benedetto, futuro prossimo. E intanto nel presente attuale, più che mai presente, Matri raddoppia in contropiede, servito da Grosso vero assist-man della serata. Infatti in precedenza è stato proprio l’ex campione del mondo a servire a Krasic sul piatto d’argento l’assist per il gol del vantaggio, nato da una bella azione corale, costruita nella nostra area su riconquista della palla e portata sino in area avversaria con giusto criterio ed equilibrio. La differenza, da questa Juve che non ti aspetti, l’hanno fatta proprio l’equilibrio tattico, spesso cercato e mai trovato in questa stagione ed il criterio con il quale si è deciso di attaccare la Roma (senza affanno ma con la consapevolezza che, se si gioca bene e concentrati, il gol arriva). L’impronta di Delneri al match è stata quella giusta.

È stata la vittoria dei ragazzi che, privi di capitan Delpiero, leader Giorgio Chiellini e bandiera Gigi Buffon hanno tirato fuori la grinta necessaria per aggirare l’ostacolo e dimostrare che si può e si deve anche senza di loro. Sarebbe riduttivo dire che l’atteggiamento è stato propositivo, tipico di chi non ha più nulla da perdere ma solo da dimostrare che la realtà non è quella che è ma quella che sembra e che sarebbe dovuta essere. I ragazzi sono stati pazienti nel cercare il gol e calmi nel gestire la palla. Nei limiti e senza rimurginare già i vecchi tempi, queste parole si possono pronunciare.

È stata la vittoria, in particolar modo, di quel Marco Storari che intende far capire a tutti che non vuole fare il vice di nessuno. Non ha il carattere per farlo. Ed ecco che qui si apre la diatriba dei portieri: da soli non possono sbrigarsela, starà alla società ed ai tifosi decidere chi tra i due deve rimanere. Quando una ex grande squadra si ritrova a dover ricominciare (quasi) da zero, si va incontro anche a queste rivolte, giustissime. I tempi dei ‘titolari indiscutibili’ sono lontani…

È stata anche la vittoria di Delneri, seguito ancora dalla squadra (ed è già un’impresa) che ha saputo cambiare in corsa e sorprendere Montella. L’esperienza paga.

È stata la vittoria dei tifosi che sono accorsi all’Olimpico in grande quantità ed invitano gli avversari ad andare a casa, per la quarta volta di fila dopo lo scandalo di Calciopoli. A Roma i più forti siamo ancora noi e dettiamo legge. Rallegrarsi è lecito e giusto ma esagerare è patetico dal momento che questa squadra è capace, nella prossima gara, di sciupare ancora una volta ciò che di buono si ri-costruisce ad ogni santa ed immacolata partita.

Raccontavo qualche giorno fa che le ultime spiagge della Juve sono finite e mi domandavo, quindi, questa partita cosa fosse realmente. Beh, io credo che sia stata uno stimolo per concludere decentemente la stagione. Orgoglio e dignità (sì, sempre loro) sono due parole che pesano come un macigno ma sono spesso pronunciate a sproposito da tanti, troppi addetti ai lavori. Non ho la presunzione di dirvi cosa stiano a significare realmente ma so solo che, nelle difficoltà, sono come due leggi: vanno rispettate e difese più che in altre occasioni.

Una Juventus tutta sola..

Del NeriLa sensazione che offre al suo pubblico è di immensa solitudine, lasciata dalla proprietà e anche dal suo allenatore: un uomo abbandonato a se stesso, al suo destino con lo sguardo perso nel vuoto. Non sorride più Del Neri nemmeno quando la squadra segna e non sorridono neanche i giocatori . Il conto da pagare quest’anno è salato, più del solito .. eventuali qualificazioni sono possibili ma la champions è un miraggio, la squadra è praticamente ridotta in ginocchio dagli infortuni e disgrazie varie. Sebbene l’apparenza inganni, i giornali riprendono una proprietà i cui segnali sono di presenza e solidarietà, persino con i titoli sensazionalistici: annunci di arrivi fantastici ma tutti regolarmente smentiti.
Eppure ai giornalisti non sembra vero di non saper più cosa scrivere sulla Juve .. è così strano che occorre inventarsi qualcosa giusto per accontentare il pubblico che ama i gossip veri o presunti. Perchè in fondo la Juve manca, soprattutto agli avversari rimasti orfani del loro capro espiatorio preferito che giustifica le sconfitte.
Mi piacerebbe dirgli “non vi preoccupate che torneremo più forti di prima e vedrete “ ma non lo dirò perchè ho paura non sia vero, e che la mentalità ..come hanno detto la maggior parte degli ex , non sia più quella vincente.
La Juventus di oggi vince per caso ..quando gli astri si allineano e quando l’avversario è particolarmente presuntuoso, è un fatto di orgoglio che non è gioco .. e lo dimostra l’assenza del capitano, che occorre lavorare e sperare che resti il più a lungo possibile.

Al posto del Mister

Al posto del Mister

Diciamocelo subito , non è stata una grande Juve . Lo diciamo per onestà e a scanso di equivoci. La Roma nel primo tempo ha assolutamente dominato e ci ha “tenuto dentro” un grande Storari e un grande culo. Anche nel computo dei tempi , primo per loro e secondo per noi al resoconto delle azioni pericolose forse era più giusto un pari. Tuttavia il calcio non è matematica nel calcio vince chi la butta dentro e noi l’abbiamo buttata dentro due volte e loro no. D’altronde all’andata i Romanisti se ne erano tornati a casa con un punto senza meritarlo e quindi oggi non hanno di che recriminare.Il calcio da il calcio toglie.
La Juventus ha troppi giocatori non da Juventus in squadra e non si può giocare pensando che ognuno di questi deve dare di più di quanto ne ha per vincere una partita, può accadere una volta ma poi se il livello è quello tanto in la non si va, i nodi poi vengono al pettine comunque. Barzagli è un affare per quello che è stato pagato, ma è uno scandalo che uno cosi giochi titolare alla Juve, Juliano a confronto era un extra-terrestre, Bonucci è anche peggio visto quanto è stato pagato, Pepe? Improponibile. Ha praticamente sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare, praticamente ha giocato con gli altri. Ora vincere cosi è veramente difficile, mi auguro che la società lo capisca e compri gente all’altezza, non per niente gli ultimi gol li han fatti Krasic e Del Piero o Del Piero e Matri o Matri e Krasic, inutile girarci intorno quelli bravi fan la differenza i mediocri no.
Questa volta Mister Del Neri non ha avuto grosse responsabilità, la formazione era obbligata a causa dei tanti infortuni e quindi la sorte ha scelto per lui, ha sperimentato il 4-3-3 alleluia almeno ci prova, non son convinto che questo abbia dato buoni frutti i gol son nati su due azioni di contropiede che si possono fare pure adottando altri schemi, tuttavia oggi grazie alla fortuna a Storari a Krasic e Matri si è vinto. E’ un po poco per fare la Juve ma almeno godiamoci questa vittoria. Ne avevamo bisogno

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