Archivio Autore: Luna23

Pirlo il permaloso

Scritto da Cinzia Fresia

Tutto facile per l’arbitra Frappart la quale ha diretto una partita senza troppe incombenze  o decisioni che potessero  influire sul risultato, inoltre la più forte era già’ qualificata e gli stessi giocatori non hanno mai mancato di rispetto alla donna accettando senza discussioni le decisioni. L’arbitra  non ha voluto strafare o mettersi eccessivamente in mostra, ha eseguito il suo lavoro applicando i medesimi   parametri  per entrambe le squadre mostrando professionalità e obiettività.  Ovvio che in una partita dal diverso spessore, più tirata o  con altissime poste in palio, le reazioni potrebbero  andare diversamente, ma possiamo dire che allo stato attuale  il test della woman referee sia  passato a pieni voti e legittimerà il ruolo femminile nelle direzioni di gara future.

Veniamo al match: una buona prestazione della Juventus in un clima disteso,  una Dynamo migliore rispetto a quella vista a Kiev con la    Juventus che segna tre volte:  il trio Chiesa -Morata-Ronaldo ha funzionato bene, e lo stesso Federico dimostra rendere  meglio in Champions League che in Campionato. Molto bene anche  Morata ormai un abbonato del  gol.
La Dynamo a parte un paio di tiri non ha mai messo in reale pericolo la Juventus.

Una soddisfazione per Andrea Pirlo il quale si proietta già al Camp Nou di Barcellona per l’obiettivo del primato nel girone.
Nei  giorni pre partita Il tecnico della Juventus è stato nel mirino di pesanti critiche e giudizi che  non ha gradito sulla gestione del   gruppo,   ricevute a proposito del risultato a Benevento. Andrea è stato giudicato  colpevole di aver concesso il riposo a Cristiano Ronaldo che non ha nemmeno convocato. Il tecnico ha ricevuto commenti piuttosto severi,  come l’aver sottovalutato  l’incontro,  tant’è che Andrea ha reagito dicendo di non comprendere  il perché di tutto questo livore, sostenendo di sentirsi considerato  un fastidio. Tutto sommato un po’ di invidia interna è comprensibile, l’ex giocatore dirige la prima della classe senza gavetta, questo fatto  suscita sicuramente in certi  personaggi  un inizio di ulcera perforata .. quindi si abitui Pirlo a questo genere di commenti perché l’ambiente è feroce.

Il Tecnico bresciano in effetti  non sta entusiasmando più di tanto d’altronde i risultati in Campionato al momento non sono un gran che ed avendo un curriculum esclusivamente da  calciatore l’ambiente non gli risparmia frecciatine e cattiverie, tuttavia nel caso di Benevento  mi sento di discolparlo in quanto una squadra dalle singolarità forti come la Juventus non ha bisogno di Ronaldo per vincere una partita con una neopromossa,  gli allenatori di esperienza al contrario sostengono che le squadre meno blasonate sono molto pericolose poiché  motivate a fare bella figura in un’ occasione in cui i giocatori possono  mettersi in mostra e   dove  la perdita di punti diventa di difficile recupero: ciò è anche vero  ma in realtà Pirlo  ha schierato giocatori con presenze  in nazionale e spesso titolari.   La riflessione giusta è un’altra, Pirlo si chieda  per quale motivo per vincere serva  l’onnipresenza di Ronaldo quando hai un Dybala, Morata e tutti gli altri i quali non dovrebbero certo patire un contropiede del simpaticissimo Benevento allenato da una nostra vecchia conoscenza.

Detto ciò vietato “respirare” perché tra due giorni c’è la seccatura dell’anno: il Derby  enza Morata, quindi consiglio a Pirlo oltre di schierare Ronaldo e Dybala e chi ritiene opportuno, di inserire  una fila di “carri armato” tra la difesa e il centro campo,  perché con il Toro non si sa mai,  siccome i granata vanno  maluccio aspettiamoci una reazione da finale di Champions solo per fare bella figura ..

 

 

 

 

 

 

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Mercoledì 2 dicembre 2020 Juventus-Dynamo Kiev Champions League – ore 21 Allianz Stadium

Scritto da Cinzia Fresia

Prosegue il cammino della Juventus in Champions League  in discesa poiché qualificata, l’obiettivo dei bianconeri è quello di arrivare primi nel girone ma per questo si dovrà attendere l’incontro di domani e con il Barcellona. La squadra molto criticata per il grossolano pareggio a Benevento per primeggiare  deve trovare il giusto approccio e va ammesso che l’allenatore fa fatica a far funzionare l’intero organico.

Andrea Pirlo, appare in conferenza stampa insieme ad Alex Sandro il quale commenta il suo stato di salute, e il desiderio di tornare a giocare e ripete ciò che dicono tutti a proposito di cosa ha combinato la squadra sabato scorso. Andrea Pirlo è di poche parole, anzi .. parla mal volentieri se deve spiegare alcuni errori e il perché e per come di  alcuni giocatori che non funzionano.  L’allenatore non dispone del centro campo che vorrebbe che non produce gol, il pareggio con il Benevento è costato oltre la perdita di due punti anche l’espulsione di Morata. Infatti Andrea Pirlo anticipa che Alvaro partirà da titolare in Champions per preservare Dybala per il terribile Derby.

Ma la partita con il Dynamo sarà ricordata per un grande avvenimento, l’arbitro designato è una donna, la sig.ra Stephanie Frappart, il primo fischietto rosa che approda in Champions League. L’arbitra ha 37 anni e si è cimentata nella finale della Supercoppa Europea,  siamo abituati a vedere guardia linee donne ma vedere  direttori di gara non è così usuale   nel nostro campionato non è ancora accaduto, tuttavia questo debutto aprirà sicuramente la porta ad altre colleghe, ma non solo, Sara Gama il Capitano della Juventus Women, nonché della nazionale è stata eletta vicepresidente dell’associazione italiana calciatori. Il calcio si sta emancipando verso le donne, le quali non sono più relegate ad  un bacino di utenza ma rientrano nei vertici delle cariche più importanti del calcio internazionale.

Con la speranza che la sig.ra Frappart sia di buon auspicio considerato che avrà gli occhi del mondo su di sé,  vedremo  cosa farà la Juventus, l’incontro a Kiev non è stato difficile ma non è detto che lo stesso accada a Torino.

 

 

 

11 pesci fuor d’acqua

Scritto da Cinzia Fresia

In questo giro non possiamo dare la colpa a Ronaldo  perché non c’era.

Quindi non c’era Ronaldo l’accentratore, l’egoista, l’anarchico, che pretende che tutti giochino per lui. L’inseguitore dei record, il menefreghista ..  Perciò spazio a Paulo, Alvaro, I due Federico  insomma la nostra migliore gioventù, ne è uscito un gruppo di confusionari totalmente slegati tra loro, e in confusione totale.


11 pesci fuor d’acqua senza controllo, ne’ capo né coda .. Se la Juventus ha veramente bisogno di Ronaldo per vincere contro il Benevento, qualcosa non funziona:  o sono i giocatori o è l’allenatore perché il risultato  non quadra.

La squadra di Pirlo letteralmente crollata  non ha perso per grazia ricevuta e ha avuto Morata espulso, un bilancio pesante se pensiamo che lo spagnolo  con Ronaldo è l’unico a segnare,
Nessun promosso  nemmeno il portiere.
Andrea Pirlo spolvera il repertorio delle giustificazioni: sono giovani, ovvio che Ronaldo  manca perché è importante, ovvio che sono stanchi, non si possono giocare tutte le partite, c’è bisogno di riposo e la palla è rotonda e non rompete le …Questo l’ho aggiunto io  lui non lo ha detto, ma lo ha sicuramente pensato mentre liquidava Giovanni Guardala ai microfoni  sky.

“Non riusciamo a capire i momenti della partita” e “Dobbiamo crescere e capire in che stato siamo e capire il tipo livello di partita

Farei attenzione a dire certe cose:  sono questi, giocatori  professionisti i quali il capire il livello della partita dovrebbe essere l’obiettivo primario del lavoro, il secondo obiettivo è di impegnarsi e seguire le direttive dell’allenatore, ma soprattutto rendersi conto di essere alla Juventus,  una Società che non va in campo solo per partecipare.

Anche i cambi effettuati non hanno raddrizzato il risultato, sembravano 11 estranei capitati lì per caso. Troppe giustificazioni mezze vere e mezze inventate non fanno bene, occorre severità, caratteristica che evidentemente Pirlo non ha,  l’ennesima perdita di punti non è colpa solo dei giocatori ma l’attribuirei al 50 per cento anche all’inesperienza del tecnico che fa fatica ad imporsi o forse a creare una squadra che sia tale che si aiuta e che guardi nella stessa direzione., e per fare questo trovare una miriade di paraventi  vuol dire fargli del male  se ancora devono crescere,  ma l’assenza evidente e’ quella della Società troppo concentrata a vendere magliette e automobili che non si accorge che sta compromettendo un percorso difficile lungo e doloroso, quella risalita che dal dopo B ci ha visto disputare due finali di Champions.  Ai giovani va insegnato che la Juventus non è un punto di arrivo e che i soldi i benefit, le auto in uso, i premi  non sono gratis te li devi guadagnare., una volta ai giocatori si faceva fare un giretto agli stabilimenti di produzione così da fargli vedere cosa vuol dire essere operai alla catena di montaggio.

Risulta che l’adattamento sia finito, altresi comprensione   e giustificazioni  .. volete la Juve? Dimostratelo con i fatti.

 

Sabato 28 novembre 2020 Benevento-Juventus ore 18 stadio Ciro Vigorito – Benevento

Scritto da Cinzia Fresia

Colpo di scena: Cristiano Ronaldo  a riposo, gioca Dybala con Morata. Un turno di riposo al portoghese concordato in precedenza. Il Benevento e’ reduce da una vittoria contro la Fiorentina ed e’ dodicesima in classifica, ed è allenata da un grande amico di Andrea Pirlo, e una vecchia conoscenza della Juventus, Filippo Inzaghi, nonché fratello di Simone.

Quasi un match  “tutto in famiglia”   ma sul campo resta la rivalità e Pirlo vuole vincere. Le squadre tornano in campo dopo lo schock della morte di Maradona. Un evento inaspettato che ha suscitato varie emozioni nei calciatori  che lo hanno conosciuto vivendo il lutto come una grave perdita.

la Juventus è consapevole di non potersi permettere di sottovalutare  l’avversario  quindi di non perdere punti, tenendo conto dell’assenza di Ronaldo. il  tridente in attacco sarà costituito  da Dybala e Morata e dietro Kulusevski  In difesa ritorna Bonucci con Danilo e De Ligt.

 

 

Mistero Buffo

Scritto da Cinzia Fresia

Avete presente quando una partita sulla carta facile anzi facilissima si trasforma in un incubo  dove nessuna soluzione  funziona? e nel frattempo passano i minuti senza che succeda niente e improvvisamente ti rendi conto che  si è fatta “una certa” e la tua squadra è bloccata sull’1-1?

Non vorrei essere stata al posto di Andrea mentre rovistava nel “Kit il piccolo allenatore”, senza trovare un’idea  allo scandire inesorabile del tempo in cui si affacciava sempre di più  l’ipotesi rovinosa del pareggio, la  fortuna ha voluto che dal Kit qualche cosa sia uscito  e si chiama Morata.

Vi ricordate la partita contro il Cagliari, beh dimentichiamocela: la Juve è tornata a tre caselle precedenti, la goleada in quel di Budapest è diventata un ricordo, e ciò che si evidenzia è lo spreco immane di energia in partite con avversari di semplice amministrazione per la qualità dei giocatori che abbiamo.   I ragazzi  non sono in forma,  nemmeno Sczezny, responsabile di  una grave leggerezza sul gol subito che ha fatto rivivere   un “Lazio 2 la vendetta”.

Pirlo però ha detto una cosa giusta sul Ferencvaros:  si tratta  di quel genere di squadra che la sua partita la fa senza farsi intimidire da chi si trova davanti, e se può tira e fa gol, il tecnico è stato si comprensivo ma altresì critico parlando di superficialità nell’approccio.  La motivazione di una prestazione così strana non si sa, lapidari i commenti negli studi di Sky il cui Fabio Capello da vecchio Ex non ha risparmiato nessuno  dicendone  di tutti i colori e condannando il gruppo senza appello,

Ora ci chiediamo ma che succede? Dal di fuori, la Juventus si rende sempre più attaccabile nei suoi punti deboli, non c’è giornata in cui non si parli  del rinnovo di Dybala o di Ronaldo che se ne vorrebbe andare,  invenzioni  giornalistiche per provocare il club più titolato d’Italia? Forse ..ma non è normale che tutti i giorni si parli solo ed esclusivamente di Dybala del suo rinnovo e del rendimento. Ieri sera Pirlo ha rimosso comtemporaneamente i due attaccanti  Dybala e Bernardeschi .. tuttavia la loro uscita non ha modificato un gran che, la Juventus ha continuato a giocare male anche dopo, e la vittoria è stata una genialata fortunata di Cuadrado finalizzata da Morata con un pizzico di complicità  del portiere.

Alla fine conta  la soddisfazione dell’obiettivo raggiunto cioè la qualificazione,  Pirlo un po’ a denti stretti festeggia  il primo step da  neo allenatore, non sottraendosi  alle critiche da Studio, e chiede più tempo per i nuovi che a quanto pare stanno facendo fatica ad adattarsi.

 

Martedì 24 novembre 2020 Juventus-Ferencvaros Champions League – ore 21 Allianz Stadium Torino

scritto da Cinzia Fresia

Una partita in discesa  così si presenta il match contro il Ferencvaros di Budapest,  la cui vittoria consentirebbe alla Juventus di qualificarsi per il turno successivo e di raggiungere la  tranquillità per potersi dedicare al Campionato.

Comunque  Andrea Pirlo in conferenza stampa non sottovaluta l’avversario e  pretende dai suoi la massima concentrazione  sebbene si tratti di  un match che non presenta  nulla di difficile per la squadra  considerato il risultato ottenuto a Budapest.

Tuttavia, non c’è limite alla sfortuna, Demiral starà fermo per una decina di giorni,  quindi  senza opzioni  giocherà Alex Sandro.  il tecnico rassicura che Paulo Dybala sta bene e pare abbia superato i suoi problemi fisici e per questo potrebbe essere schierato in coppia con Ronaldo si vedrà se già dal primo minuto di gioco.

Reduci da una vittoria in campionato  la Juventus affronterà l’avversario ungherese con serenità, a parte lo stop di Demiral,  Pirlo può contare su una buona parte di organico.

 

 

Il “giovanotto” Ronaldo a cui Pirlo non vuole rinunciare

scritto da Cinzia Fresia

Andrea Pirlo trova la vittoria senza prendere gol, tra la sosta per la Nazionale e il  messaggio senza mezzi termini del Presidente Andrea Agnelli, durante la celebrazione del  francobollo dedicato alla conquista del nono scudetto, il tecnico ha avvisato che  il periodo di adattamento è terminato e perciò   anche gli alibi.

Dal canto suo, Pirlo  vuole costruire una squadra che valorizzi al massimo le caratteristiche di Cristiano, giocatore a cui non vuole assolutamente rinunciare,  e contro il Cagliari è riuscito a mettere in pratica ciò che aveva in mente.

L’umiliazione del pareggio contro la Lazio e le numerose critiche  hanno stimolato un’immediata reazione in alcuni giocatori come Artur più concreto nella costruzione del gioco,  Rabiot e in parte Bernardeschi. La difesa finalmente  non ha preso gol,  merito di Mattis Deligt il quale merita un autentico “10 e lode”, l’olandese  ha dimostrato quanto sia forte e come la sosta di 4 mesi dovuta all’infortunio non abbia lasciato tracce, effettuando una prestazione ai massimi livelli  fino a fine partita.
Cristiano Ronaldo si è distinto con  una doppietta spettacolare merito di azioni ben congegnate che hanno messo in condizione il portoghese di segnare, il Cagliari che possiamo definire una squadra discreta ha  avuto comunque  il merito di imporre un ritmo molto veloce per  tutti i 90 minuti, e la squadra nell’insieme  è riuscita a non cadere nell’errore di permettere agli altri di riaprire la partita.

In questo caso Andrea Pirlo ha gestito correttamente tutte le fasi del match non  lasciando mai  la squadra senza punti di riferimento e ha evitato che la Juventus facesse un passo falso, lo stesso tecnico di Francesco ammette la superiorità tecnica e tattica dell’avversario e del fatto che i suoi non potessero fare di più.

Il tecnico della Juventus  si ritiene  soddisfatto sia del risultato che della risposta di  squadra, in merito a Paulo Dybala entrato in sostituzione di Alvaro Morata, rassicura l’allenatore che l’attaccante sta meglio dopo ad un indebolimento generale dovuto da una  prolungata  assunzione di antibiotici e che  si sta allenando regolarmente ed è in pieno recupero di condizione.
Da ora in avanti la Juventus dovrà affrontare un tour de force di 10 partite tra Campionato e Champions, e Andrea Pirlo sa di dover pretendere il massimo anche  con le squadre di pari livello, quindi deve poter contare al più presto su tutte le sue forze al 100 per cento di condizione.
Nel frattempo Fabio Paratici si è espresso prima della partita rassicurando sullo stato di forma di Paulo Dybala ma allontanando i rumors che vedrebbe CR7 lontano da Torino la prossima stagione.

Costantemente nel mirino delle critiche, la Juventus tira un sospiro di sollievo godendosi qualche minuto di pace prima della “maratona” di partite che le aspetta.

Sabato 21 novembre 2020 Juventus-Cagliari ore 20.45 Allianz Stadium Torino

Scritto da Cinzia Fresia

La pausa nazionale è finita, riprende il Campionato, Andrea Pirlo avvisa che il periodo di adattamento è finito e che altri errori nom saranno più tollerati. Il tecnico annuncia ufficialmente il ritorno di De Ligt, il responso dell’ortopedico e’ positivo, e considerata la preoccupante situazione in difesa, è un fatto positivo per la squadra.

Il tecnico sostiene di aver visto buone prestazioni da parte dei giocatori della Juventus in nazionale, è perciò fiducioso per la partita di stasera.

Attualmente la squadra di Pirlo non può permettersi altri pareggi se vuole arrivare in zona champions, il gruppo crea  però interrogativi e dubbi per quanto visto fino adesso, e il calendario prossimo  si presenta impegnativo.

Vedremo quindi come andrà lo scontro di stasera, il Cagliari vanta alcune assenze, da valutare la presenza di Godin fermo a causa del Coronavirus.

 

Silvia Vada, il giornalismo è anche donna. Intervista a una pioniera delle giornaliste sportive Silvia Vada è stata tra le prime giornaliste ad occuparsi di calcio, una vera pioniera mossa dalla passione per questo sport e dall’amore per il Torino

Scritto da Cinzia Fresia

 

Silvia Vada è stata tra le prime giornaliste ad occuparsi di sport ma soprattutto di calcio maschile: una vera pioniera del giornalismo sportivo che con gli anni è diventata un volto storico di Italia 1.

Mi accoglie nella sua bellissima casa nel cuore di Torino; Silvia sembra un’adolescente, in jeans attillati, scalza e con una “cucchiarella” di legno in mano: la sorprendo a cucinare un ragù e scopro che la sera ha ospiti a cena, ma i nomi sono rigorosamente Top Secret.

Silvia è una cascata di riccioli e ha un sorriso incantevole; mi racconta che per uno strano scherzo del destino è diventata un volto noto del giornalismo italiano.

Bellissima e preparata, ha da tempo ha lasciato il giornalismo sportivo ed attualmente si occupa di cronaca come corrispondente per il Piemonte e Val d’Aosta, ma oggi è con me per raccontarci di sé, del suo lavoro ma soprattutto della sua grande passione: il calcio.

Silvia Vada, nonostante i 30 anni di carriera, sembra una ragazzina, ama gli animali, e noto con piacere che vive un con un bellissimo cucciolone che dorme a zampe all’aria sul tappeto del salotto.

Tra una girata al ragu’ e l’altra iniziamo l’intervista con una domanda che forse non avrei dovuto fare: “Ma come mai sei tifosa del Torino? “

Lei mi guarda, sorride e non risponde …

Ok, cambiamo argomento…

Silvia, tu sei stata una delle prime giornaliste ad occuparsi di calcio, come sono stati gli inizi, come sei riuscita a vincere i pregiudizi maschili di questo ambiente?

I pregiudizi non li ho mai vinti. I colleghi maschi non mi ritenevano brava come loro, e in fondo avevano ragione.I maschi tirano calci al pallone appena cominciano a camminare, quindi assimilano meglio il significato di una marcatura laterale o la differenza tra un 4-4-2 o un 3-5-2 rispetto ad una donna. Però il calcio, per fortuna, non è fatto di soli numeri e tecnicismi: il calcio è energia, emozione, riscatto, dove un uomo e una donna raccontando il calcio con punti di vista diversi si compensano a vicenda.

Ci racconti gli inizi della tua carriera?

Avevo 17 anni e tornavo dal Brasile dove ho vissuto l’infanzia. I miei si trasferirono lì per motivi di lavoro e quando tornai parlavo il portoghese quasi come una madre lingua; accadde che in quel periodo era arrivato a Torino, nelle fila del Toro, Leo Junior con la famiglia, parlando portoghese mi chiamarono per essere di supporto e aiuto.

Poi successe che Gianni Vasino, l’allora direttore di Raisport mi chiese se volevo condurre una trasmissione radiofonica insieme ad Antonella Clerici “Oggi sport”: erano tempi in cui si intervistavano i grandi Campioni a casa, ogni giocatore si faceva intervistare dal giornalista che più preferiva c’era un rapporto diretto che si trasformava spesso anche in un’amicizia. Attualmente avvicinare i giocatori è più’ complicato, mediano le Società.

Ad un certo punto della mia carriera in Rai incontrai Silvio Berlusconi, cioè Mediaset, che mi offrì di occuparmi del Torino (a quel tempo reduce da Martin Vazquez e sotto la presidenza di Goveani) che è anche la mia squadra del cuore, ed io, da grande tifosa granata e molto appassionata, accettai immediatamente.

Purtroppo però, la poca attenzione e i bassi ascolti sul Torino, non giustificavano una presenza dedicata, così la rete mi propose di passare alla cronaca come corrispondente su Piemonte e Valle D’Aosta: smisi quando il Toro era allenato da Nedo Sonetti.

Ma continuai a parlare di calcio, partecipavo come opinionista fissa in tutte i format delle emittenti private, anche se la mia modalità schietta e diretta nel dire ciò che pensavo mi faceva guadagnare sgridate e “bacchettate sulle dita” da parte dei conduttori e delle società non sempre in sintonia con i miei punti di vista.

Ritieni che ai nostri giorni, le donne che si occupano di calcio siano accettate o tollerate e supponi che siano messe in risalto per le doti professionali o per altre peculiarità?

A me le donne giornaliste e conduttrici di calcio attuali piacciono moltissimo, magari non saranno tutte “esperte” come Diletta Leotta, per esempio che resta comunque una bellissima presenza in DAZN, ma ci sono colleghe bravissime e competenti come Ilaria D’Amico e Paola Ferrari in auge da anni, che stimo particolarmente. Ma mi piacciono altresì le giovani visibili nelle emittenti private le quali fanno veramente di tutto come le cronache, che sono difficilissime, sono talmente brave che potrebbero darmi lezioni.

Cosa ne pensi del calcio di oggi?

Una volta il calcio era campanilista. I bambini tifavano le squadre della loro regione oggi tifano per i grandi campioni. Il sistema era interessato a crescere campioni che restavano in questo ambito e contribuivano a far crescere di qualità il nostro calcio, oggi non è più così, è uno sport sdoganato che si occupa più di plusvalenze che di atleti.

Hai condiviso l’arrivo di Cristiano Ronaldo in Italia?

Assolutamente sì e riconosco che la Juventus sia stata geniale in questa operazione. Personalmente non condivido chi non è d’accordo e vorrei l’arrivo di un “Ronaldo” ogni anno,  infatti sono indignata per il mancato arrivo di Luis Suarez.
Ronaldo è un grande calciatore e non si può assolutamente criticare, un professionista serio che valorizza e diffonde il calcio italiano.

Tu avrai conosciuto sicuramente molti tra giocatori e tecnici, chi ti ha colpita maggiormente in positivo?

Ho trascorso momenti unici e serate indimenticabili con tanti campioni; ho partecipato a feste meravigliose come quella del Napoli in occasione della conquista dello scudetto: ho condiviso eventi fantastici con Maradona, Careca, Juniorma anche Ciro Ferrara, Platini la lista è lunghissima, ma nel mio cuore restano tre persone che per me mantengono un posto speciale, e sono Claudio Sala, Franco Lerda e Moreno Longo.

Quale figura del mondo del giornalismo ti ha ispirata e formata in questa brillante carriera?

Mario Giordano: un giornalista geniale, un talent scout, nonché una persona meravigliosa, un uomo molto corretto anche in famiglia. I suoi insegnamenti mi hanno dato molto.

silvia vada mediaset
fonte immagine: profilo Fb della giornalista

In questo momento storico quale Società ritieni sia la più forte tecnicamente?

Indubbiamente non si può prescindere dalla classifica però non stimo quelle squadre che effettuano campagne acquisti, con fondi non di proprietà.

Oggi ritengo Atalanta, Sassuolo e Fiorentina, le società che hanno fatto qualcosa di bello per il nostro calcio.

Attualmente abbiamo visto come in Italia approdano i fuoriclasse come Ronaldo, Ibrahimovic, Ribery e per un vizio di forma non è arrivato Luis Suarez: sono giocatori a fine carriera, validi ma costosissimi, con ingaggi stellari.

Invece di investire su star a fine carriera bisognerebbe investire per far crescere i giovani.

Ma, far crescere i giovani costa e non vende e come abbiamo detto in precedenza, il calcio italiano fa più finanza che altro, questo anche per gli eccessivi costi che oggi ha il calcio.

Il Torino, l’Atalanta, l’Ascoli avevano prestigiose scuole calcio dove i ragazzi venivano selezionati e preparati per carriere importanti, questo non succede più quindi non si dà modo al calcio italiano di crescere, e ciò si riflette anche sugli allenatori i quali sono carenti di trofei in Europa.

Mancano i Gattuso, i Cassano e i Totti: ragazzi a cui è stato insegnato a competere.

Lo stesso concetto riguarda gli allenatori italiani, i quali sono carenti di trofei europei, perché troppo fedeli alla loro etichetta: non adattano la mentalità alla loro squadra ma pretendono il contrario.

Silvia, hai vissuto tante partite, tante avventure, incontri che ti hanno dato tanto,  ma c’è un episodio che vorresti rivivere?

Si, non so cosa darei per tornare al 15 di Aprile 1992 quando il Torino di Emiliano Mondonico trionfò al Delle Alpi per 2-0 battendo il Real Madrid e conquistando l’accesso alla finale di Coppa UEFA: una data memorabile, una notte piena di magia che vide le piazze e le vie di Torino riempirsi di bandiere granata.

Che consigli daresti oggi alle ragazze che voglio intraprendere questo mestiere?

Direi loro di provarci,  di seguire il sogno!!!

Intervista di Cinzia Fresia a Silvia Vada, liberamente tratto da “gol di tacco a spillo”

Gli allenatori cambiano .. i problemi restano.

scritto da Cinzia Fresia

 

 

Come al solito quando si deve cercare una responsabilità  ad un  fallimento si da la colpa  a quello che entra gli ultimi 10 minuti che prende un fracco di botte senza considerare gli  errori di prima, sorvolando sui nomi,   perché sappiamo di chi si parla, durante la partita  c’è chi ha fallito un numero elevato di gol, avremmo vinto 5-0, e proprio sul gol di Caicedo,  Bonucci e i suoi compari prendevano già  il the con i pasticcini. Spero che Andrea Pirlo  si renda conto che il Kit “il piccolo allenatore” non è sufficiente per far di lui un “allenatore”, mi spiego: ripiegare sull’errore di 2 singoli perché Dybala non ha fatto tutto da solo, senza assumersi la responsabilità di una partita che andava chiusa “PRIMA!!!!!!!” senza buttare una valanga di gol, non è da persona onesta. Purtroppo e questa partita ne è una prova,   la Juventus con una squadra anche un po’ rimaneggiata ma tuttavia forte non ce la fa, butta il risultato .. La Juventus non regge i ritmi delle squadre forti e  trova capri espiatori ad errori di concetto come  approccio alla partita. Penso che ogni allenatore e giocatore conosca l’avversario che affronta quindi sapevano anche senza Immobile di che genere di prova  si andava a fare.

Intanto non capisco per quale motivo considerato che Pirlo fa giocare in coppia con Ronaldo  o Morata o Dybala, abbia scelto il più stanco nel primo tempo,  per poi cambiarlo gli ultimi 7 minuti quando non serviva più a niente, vorrei saperlo perché sarebbe interessante capire, la sfortuna, diciamo anche l’indulgenza del terribile arbitro che ha permesso ai laziali di fare i picchiatori, cosa che peraltro fanno con una certa regolarità .. ha fatto sì che vuoi un calcio .. vuoi un altro, Ronaldo si sia  distorto una caviglia. Nel momento in cui e’ uscito , Morata era sfinito, quindi ecco Dybala con Bernardeschi .. e se mi consentite soprattutto Bernardeschi delle ultime partite .. ha combinato più danni che cose buone, inoltre, la squadra stava già perdendo il lume della ragione, in quell’incauta tenuta di  palla nella speranza di far passare in fretta il tempo e chiuderla con il fiatone 1-0, ma non funziona così .. no, è un escamotage che conoscono anche i fili d’erba del campo, è bastato un errore che zac ..ecco il pareggio.

La Juventus non ne aveva più e persi i riferimenti .. perso il riisultato .. Poi ..

Avrei stimato di più se Pirlo avesse detto ai microfoni “Mi dispiace .. ho sbagliato tutto .. sono un cretino” invece di dare la colpa a Dybala tout court .. omettendo la valanga di errori fatti prima .. pali, traverse, tir in aria, palloni non passati insomma c’è n’è per tutti. Perciò il consiglio che darei alla squadra e soprattutto ad Andrea Pirlo, che la presunzione è una brutta cosa .. detto questo  tanti auguri perché ne avremo bisogno.

 

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