Trent’anni fa l’Heysel.

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Articolo di Silvio Mia.

 
Il 29 maggio 1985 rimarrà una data ben scolpita nella mente di tutti, juventini e non , perché la tragedia che si è materializzata quella sera è stata veramente un dramma che va oltre ogni immaginazione. Mi ricordo che nell’Azienda in cui lavoravo , c’era molta attesa per questo incontro. Per una volta non vedevo aggirarsi gufi o fantasmi anti-juventini e mi sembravano tutti sinceri e convinti , nell’affermare che questa per la Juventus sarebbe stata la volta buona. D’altra parte a Gennaio , in una gelida ed innevata notte torinese, i bianconeri avevano fatto le prove generali battendo al Comunale i reds di Liverpool per 2 a 0 con un doppietta di Zibi Boniek il “ bello di notte “ , copyright Avvocato Agnelli. Il risultato aveva permesso di mettere in bacheca la SuperCoppa Europea , disputata in qualità di detentori della Coppa dei Campioni da parte del Liverpool e della Coppa delle Coppe da parte della Juventus. Nella stagione precedente , gli inglesi avevano battuto a Roma in finale i giallorossi padroni di casa dopo i calci di rigore ,mentre la Juventus aveva superato a Basilea 2 a 1 il Porto con le reti di Vignola e Boniek. A conferma su quanto pensavo della sincerità dei miei colleghi, venne fatta una mega colletta cui parteciparono tutti , compresi anche quelli che non si interessavano di calcio . La colletta serviva per pagare un pasticcere che in caso di vittoria della Juventus avrebbe dovuto costruire un torta raffigurante un campo di calcio , con una Coppa di cioccolato nel mezzo.

Arrivato il fatidico giorno già dal mattino la tensione e l’adrenalina stavano superando i livelli di guardia. Con mio fratello, tifoso granata, avevo programmato la visione dell’incontro a casa di amici juventini, dove alla faccia della scaramanzia in frigorifero riposavano in attesa della vittoria una bottiglia di Champagne ed una torta. Arrivati con qualche minuto di anticipo, ci siamo sistemati nelle posizioni strategiche , quelle che portano bene, vestiti di maglie juventine , con le immancabili sciarpe bianconere al collo , eravamo in attesa del collegamento . Appena la Rai si è collegata con lo stadio teatro della sfida, sentendo la voce del telecronista Bruno Pizzul che parlava in tono molto sommesso di incidenti che erano avvenuti e che stavano continuando, abbiamo capito che qualcosa di grave era successo , anche se non nelle proporzioni con cui poi si è materializzato. Si pensava ai soliti scontri tra tifoserie ed a qualche contuso , ma alla notizia data da Pizzul che sul prato giacevano dei morti , nei nostri pensieri tutto si poteva pensare meno che alla disputa della partita. Si pensava ai tifosi partiti per assistere ad una festa di sport ed alle loro famiglie sconvolte dalle notizie che stavano arrivando. Quello che irritava era vedere la Polizia belga che invece di intervenire , osservava lo scempio che gli Hooligans stavano continuando a fare , provocando la fuga dei tifosi italiani, che erano tutti ammassati dato che per la pressione della spinta delle persone era crollato un muro.

Immagini impressionanti di gente che chiedeva aiuto schiacciata sotto altre persone, gente priva di vita adagiata sulle transenne che fungevano da barella e gente ferita , piangente e spaventata alla ricerca di soccorsi. La situazione era fuori controllo , il servizio d’ordine quasi inesistente e dall’altra curva , vedendo , ma fortunatamente non rendendosi conto dell’effettiva gravità di quello che era successo, stavano comunque entrando in campo i tifosi juventini per cercare una vendetta che se portata a termine , avrebbe provocato una carneficina. L’ingresso in campo dei giocatori per cercare di calmare le acque è riuscito in parte ad evitare un tutti contro tutti veramente pericoloso. Dalla cabina radio i due capitani , leggevano un avviso dicendo che la partita si sarebbe disputata, per permettere lo sgombero dello Stadio senza altri incidenti. Allucinante quello che era successo e che con crudeltà d’immagine stavamo vedendo attoniti ed impotenti davanti alla televisione. Sapremo solo in seguito lo spaventoso tributo di sangue pagato per un incontro di calcio, 39 anime innocenti erano state sacrificate alla follia ed alla violenza umana . Erano morti padri di famiglia con i loro figli , gente comune che nulla aveva da spartire con questi animali ubriachi che ,con il loro assurdo comportamento avevano provocato questa tragedia. Noi con le lacrime agli occhi , smesse le maglie e tolte le sciarpe siamo tornati a casa, e mi ricordo che a parte qualche idiota che strombazzava e festeggiava chissà cosa, attraversando la città abbiamo potuto notare un rispettoso silenzio verso chi era volato in maniera tanto assurda, in cielo.

L’Heysel non è successo per caso, per quanto ne so io, i tifosi inglesi che erano stati a Roma l’anno precedente quando avevano vinto la Coppa contro la Roma , avevano subito dei gravi maltrattamenti da parte dei tifosi avversari , ed infuriati avevano promesso vendetta allorchè il Liverpool avesse giocato contro una squadra italiana , cosa che non era potuta avvenire a gennaio a Torino per ovvie ragioni numeriche , ma che puntualmente si è realizzata in Belgio. Violenza chiama violenza . A margine , e mi scuso se questa volta mi sono dilungato , ma l’argomento lo richiedeva, voglio ancora aggiungere tre pensieri. Il primo è che mi fanno sorridere quelli che dopo una simile tragedia , disquisiscono , ed è ancora argomento dei giorni nostri, sul fallo che ha generato il calcio di rigore decisivo per la Juventus , sull’ esultanza dei giocatori provati e sconvolti dalle scene che avevano visto , ed obbligati a giocare contro la loro volontà , sull’esultanza di Platini , dopo aver calciato e segnato la massima punizione. Si vede chiaramente che la sua espressione facciale è come uno sberleffo all’aria di morte che aleggiava nello Stadio , sulla consegna della Coppa e sull’ opportunità di tenerla o meno , quando gli argomenti da affrontare sarebbero ben altri. La seconda , ben più importante è che nessuno ha chiesto “ la testa” di chi ha assegnato una finale di Coppa dei Campioni ad un impianto così fatiscente , in cui secondo il mio parere non si sarebbe potuta giocare neppure una partita amichevole e vorrei sapere se qualcuno responsabile delle Forze dell’Ordine , ha pagato l’inefficienza di intervento , la disorganizzazione e i ritardi dei soccorsi . Inoltre voglio pensare che se invece di una corda , avessero messo due cordoni di poliziotti a dividere le due tifoserie , chissà magari le cose non sarebbero andate in quel modo. La terza riguarda la mega torta aziendale che avrebbe dovuto essere consegnata la mattina seguente la partita . Arrivati sul posto di lavoro, si commentavano con rabbia e mestizia gli avvenimenti che tutti noi avevamo visto la sera precedente in televisione. Tutti si pensava che il pasticcere , visti i tragici accadimenti , avesse desistito dal preparare il dolce , anche per un senso di rispetto verso chi aveva perso la vita in quella maniera assurda. Evidentemente il buon senso non era nelle corde di questo individuo , che per non perdere un lauto guadagno , alle ore 11 circa del mattino seguente, come da accordi in caso di vittoria bianconera, non tenendo conto di nulla di ciò che era successo , ci ha fatto recapitare la mega torta, di per se bellissima , che noi invece che piena di crema , vedevamo piena di sangue versato da innocenti.

Ovviamente non è stata fatta nessuna festa , si è tagliato il dolce per non buttarlo nell’immondizia, ma la mia soddisfazione è stata che alla fine della giornata, tranne poche persone , nessuno aveva consumato quella torta insanguinata. Un gesto di rispetto verso 39 angeli.. La partita. Sinceramente a parte il lancio in profondità a Boniek che scattato in contropiede si invola verso l’area avversaria provocando il fallo del difensore avversario, giudicato dall’arbitro in area, ma che poi si vedrà avvenuto fuori dalla stessa e dalla trasformazione della massima punizione da parte di Platini, non ricordo un granchè. A quel punto , dopo quello che era successo , ciò che si sarebbe materializzato sul rettangolo di gioco non interessava e non contava più nulla….Juventus-Liverpool 1 a 0…..

  1. Alessandro Magno

    ho parlato tantissimo in questi anni di heysel. mi sono interessato con il comitato heysel di reggio emila , che questa tragedia non fosse dimenticata. ci sono stati molti lati oscuri. episodi ancora poco chiari. condivido con te che è strumentale dire cosa si potesse fare o no in quel momento. quella fu una catastrofe come un terremoto un inondazione. in quei momenti molti agisocno di istinto. la maggior parte ha paura ed è giusto. pochi si prendono la responsabilità di organizzare un qualcosa che possa salvare gli altri. possiamo fare i ditinguo su quello che andava fatto prima e su come ci si sarebbe dovuti comportare dopo. ma tutto quello che è avvenuto durante non è per me opinabile perchè per giudicare bisognerebbe essercisi trovati dentro.

  2. Infatti chi ha vissuto quell’esperienza credo , anzi sono sicuro che non la dimenticherà per il resto della propria esistenza. La cosa che proprio non riesco a spiegarmi e l’assegnazione di un simile impianto per un incontro cosi importante… Cmq ormai non rimane che il ricordo, le parole non contano più…. Che riposino in pace

  3. Quella dell’ Heysel è una tragedia del calcio, passata molto in secondo in piano.
    Splendido il lavoro del comitato e della memoria di noi tifosi che non accettiamo di dimenticarla.
    Tutti gli appassionati di calcio e tifosi dovrebbero indossare la nostra sciarpa per un giorno in memoria di questa terribile sciagura.

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