Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, la scelta vincente di Mancini

Bonucci e Chiellini

Scritto da Cinzia Fresia

Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci i difensori centrali della Juventus sono sul tetto d’Europa.
Tanta storia, tanto calcio e una grande amicizia. Un sodalizio che insieme ad Andrea Barzagli ha formato la mitica “BBC”, il muro invalicabile della difesa bianconera che oggi scrive la storia.

Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, i mitici bianconeri, tornano a casa da Campioni di Europa.
Una scelta strategica quella di Roberto Mancini, quella di volersi portare i due senatori della Vecchia Signora.

Una scelta strategica quella di Roberto Mancini, quella di volersi portare i due senatori della Vecchia Signora.

Idea che è risultata giusta e adeguata a vincere inaspettatamente questo Europeo.

Il coronamento di un sogno e di una grande carriera: Giorgio e Leonardo sono nella vita non solo giocatori ma uomini spogliatoio di profondo impegno e di esempio per i più giovani.

La Juventus è orgogliosa dei suoi uomini impegnati in Nazionale e in particolare di questi veterani dal cuore giovane che batte e si emoziona come quello di un ventenne.
Roberto Mancini a ragione ha creduto nei due, che restano i migliori difensori della Serie A.

Nel restyling della squadra il tecnico si è fidato dell’esperienza, del carisma e dell’attitudine a tenere unito il gruppo.
I difensori sono stati la chiave di volta di questo europeo.

Il colpo di genio di un allenatore che non si è fatto condizionare né dall’età e nemmeno dal rendimento stagionale. Senza togliere niente al resto della squadra è stato il valore aggiunto a questa nazionale.

Giorgio Chiellini è tra i calciatori più ammirati ma anche contestati del nostro Campionato, è collocato tra i migliori al mondo nel suo ruolo e durante il percorso calcistico si è laureato in Economia e Commercio.

Giorgio ha voluto ricordare di fronte ai suoi Compagni e al Presidente della Repubblica Mattarella, il ricordo di un compagno che non c’è più: Davide Astori.

Il grande assente di questa nazionale dei buoni sentimenti un ragazzo speciale amato da tutti avversari e non.

Attualmente Giorgio Chiellini è svincolato dalla Juventus, ma ci si aspetta il rinnovo di contratto per ancora una stagione. Definito uno degli ultimi “marcatori” nell’accezione del termine a disposizione, “Chiello” ha ancora tanto da dare in campo e fuori.

Anche se non potrà garantire la presenza in tutte le partite resta un forte punto di riferimento per Massimiliano Allegri il quale ha manifestato il desiderio di ritrovarlo nella sua prossima Juventus.

Il suo Agente Davide Lippi ha dichiarato che il giocatore non ha fretta di rinnovare, e che valuterà tutte le proposte scegliendo quella che riterrà migliore in Italia o all’estero.

Chiellini ha ancora voglia di giocare e non si sente pronto ad abbandonare lo stadio.

E c’è chi spera di vederlo al prossimo mondiale in Qatar.

Nel frattempo Giorgio andrà in vacanza con il suo inseparabile collega-amico Leonardo Bonucci. Dopo di che vedremo se il giocatore farà felice nuovamente i suoi tifosi indossando la maglia bianconera da Capitano.

  1. I CENTRALI PIÙ FORTI D’EUROPA

    Se vado a ritroso sul blog dovrei mille e una scuse a Chiellini e Bonucci.

    Le critiche contro di loro d parte mia non sono mai mancate.
    Resto sempre dell’avviso che comunque alla Juve hanno fatto il loro tempo.
    Se vogliamo chebil gioco inizi d dietro…tante grazie ancora na va bene così.

    Buona serata

    • Bonucci e Chiellini hanno trovato una situazione ideale in questo torneo e sono stati bravi a sfruttarla fino in fondo dando il meglio di sé.
      Entrambi hanno tratto beneficio da un rendimento alto di tutto il gruppo. Una squadra molto unita dove tutti si sono aiutati.
      Chiellini ha potuto esaltarsi nei duelli che preferisce, quelli con attaccanti fisici. Bonucci in una squadra propositiva ha fatto quello che meglio sa fare, impostare e saltate linee coi suoi passaggi.
      Ma il merito più grande credo sia stato il mettersi a disposizione di Mancini. Hanno sposato il suo progetto, le loro caratteristiche si sono incastrate molto bene in una squadra che ha sempre cercato di proporre gioco. E, dall’alto della loro età ed esperienza, sono stati i veri leader del gruppo. Anche nei momenti di maggiore tensione sono riusciti a trasmettere tranquillità e fiducia. Emblematico il siparietto di Chiellini con Jordi Alba. In molti in Spagna hanno scritto che la lotteria dei rigori l’hanno persa in quel momento.
      Insomma, anch’io come Barone, non gli ho mai risparmiato critiche.
      Non credo sia questione di scusarsi, le critiche ci stanno. Ma davanti al rendimento avuto all’europeo non si può che applaudire.
      Fanno bene i due a festeggiare questo trionfo. La loro carriera meritava un riconoscimento di questo tipo, sono contento che l’abbiano ottenuto.

    • Ops, è finito sotto ma commentavo con entrambi, te e Cinzia.

    • Le parole chiave:

      “Hanno trovato la situazione ideale” …
      Compreso il torneo breve, aggiungo io.
      Ma anche in un torneo breve Giorgione si è infortunato.
      Perciò chiamerei il tutto, coronamento di una carriera.
      Mettere invece ipoteche sul futuro invece sarebbe da sognatori. E mi astengo.
      Solo applausi a loro che -in questa occasione!-, hanno sposato la causa senza remore 👏👏👏

  2. QUANDO BERNARDINI FECE GIOCARE CAPRA

    L’antisportività interista è nota a tutti…tante ne hanno fatte dalla loro nascita ai giorni nostri.
    Si discuteva per l’organizzazione della partita spareggio nella sede della federazione, la più accesa era tra Moratti e Dall’Ara che mori per un attacco di cuore proprio durante quella discussione.
    Forse ora la federazione rinvierà la partita…niente da fare si gioca.

    Bernardini è in ritiro con la squadra a Fregene, due altre tegole si abbattono sulla compagine felsinea sotto forma di un infortunio a carico dell’estrema sinistra Pascutti e, cosa ben più grave, l‘improvvisa scomparsa, il mercoledì 3 giugno, del presidente Dall’Ara per un attacco di cuore mentre si trova in Lega a discutere con Angelo Moratti.

    La Lega, dimostrando scarsa partecipazione al lutto, nega il rinvio della gara, così che ai funerali, svoltisi venerdì 5 giugno, vi è il solo Pascutti, in quanto infortunato, a rappresentare la squadra, la quale sa comunque che il miglior riconoscimento alla memoria di colui che per 30 anni ha guidato con amore e passione il glorioso club emiliano, sarebbe quello di dedicargli la vittoria dello scudetto.

    La gara, impietosamente giocata al pomeriggio sotto un sole cocente, vede Herrera confermare gli undici uomini che si sono laureati campioni d’Europa dieci giorni prima, mentre Bernardini cava dal cilindro una mossa a sorpresa, schierando in luogo di Pascutti, non già la riserva di ruolo Renna, bensì il terzino Capra (appena 11 presenze in stagione), con lo scopo di rinforzare la difesa a fronte del temibile trio d’attacco nerazzurro composto da Jair, Milani e Mazzola.

    Come sempre accade, la partita è tattica, Bernardini azzecca la marcatura di Suarez da parte di un Fogli che annulla il fuoriclasse spagnolo, prendendosi anche il lusso di sbloccare il risultato a 15′ dal termine, trasformando in rete una punizione dal limite (con leggera deviazione di Facchetti quale ultimo uomo in barriera) che non lascia scampo all’incolpevole Sarti.

    Una mazzata per il morale dei nerazzurri, a terra anche fisicamente, che cercano di recuperare lo svantaggio più con il cuore che con le gambe, esponendosi al contropiede del Bologna, che puntualmente colpisce con Nielsen all’83’ per il punto del 2-0 precedendo Sarti in uscita e mettendo il sigillo ad una vittoria attesa da ben 23 anni.

    E mentre, al fischio finale, Bernardini viene portato in trionfo dai suoi ragazzi, i quali fanno poi il meritato giro d’onore sulla pista di atletica che circonda l’Olimpico per ricevere gli applausi del pubblico, a qualcuno, molto in alto, nell’alto dei cieli, saranno scese calde lacrime di gioia.

    Buongiorno ☕

  3. Corriere. It
    A. Franchetti 21 giugno 2007

    MILANO – “L’Inter non aveva i requisiti per iscriversi al campionato 2005/06. A sostenerlo è il pm di Milano Carlo Nocerino, che ha trascritto nella chiusura delle indagini relative alle plusvalenze quanto emerso dalla relazione della commissione per la vigilanza sulle società calcistiche. In particolare se la società nerazzurra «avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, l’equilibrio finanziario sarebbe saltato e, appunto, non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l’iscrizione al campionato 2005-2006». Insomma, non avrebbe giocato e poi vinto a tavolino il suo penultimo scudetto.”

    Questa è stata la beffa più atroce. Bisogna ricordarla.
    # via da questa federazione.

  4. i Foschi orizzonti Tinti di nerazzurro…

    “Rino Foschi è intervenuto a Maracanà, nel pomeriggio di Tmw Radio, per parlare della crisi societaria dell’Inter: ‘Non è più il calcio di 15-20 anni fa, oggi è cambiato. Sono contento per loro, il prestito sta per arrivare. Moratti, invece, fece molti sacrifici, poi ha dovuto vendere la squadra’.
    Il dirigente sportivo, poi, ha citato l’esempio del Palermo, che è stato retrocesso in Serie C, per aver commesso illeciti amministrativi: “Mi dispiace, ma va così. Due anni fa ho difeso la città, guardate cosa mi hanno fatto. Se uno non paga gli stipendi viene penalizzato. Non hanno i soldi per pagare gli stipendi? Prendono un tecnico e dei giocatori pagandoli molti milioni e poi non hanno i soldi per pagarli? Se non lo fai non sei in regola e lo Scudetto così lo vince realmente l’Atalanta.
    Foschi si è soffermato anche sulle parole di Tinti, agente di Bastoni, che ha dichiarato che il suo assistito era vicino al rinnovo, ma la trattativa non è stata conclusa perchè bisogna aspettare l’arrivo dei nuovi fondi: ‘Tullio è una persona seria, ha ragione a dire che non ci pensa. Un giovane merita l’adeguamento del contratto, ma è venuta meno la parola data. Ai fondi non interessa la passione, ma solo il business’”.

  5. Questo tira e molla su Locatelli ha già stufato.
    Anche perché stiamo parlando appunto di Locatelli, mica di De Bruyne!

    • Locatelli non vale i 40 milioni richiesti dal Sassuolo, ma se l’Arsenal glieli offre per quanto mi riguarda lo vendano pure a loro, sempre che alla fine non riesca a prenderlo in prestito per 2 anni l’inter senza obbligo di riscatto, presentandosi col cestino delle elemosine in mano come sta provando a fare in tutte le trattative di acquisto.

      • Sottoscrivo.

        Questa bieca mentalità ricattatoria, per cui in Italia su un giocatore chiesto dalla Juve, viene applicata una tassa supplitiva di 10 milioni, ha rotto ampiamente le palle!

        • Quanno ce vo ce vo…hai detto bene…una tassa in più perché la Juve.
          E come dice Gioele, Locatelli, non vale 40 milioni…solo perché la Juve è interessata il prezzo lievita.
          Se Cherubini non dovesse fare acquisti in Italia cerchiamo di stare sereni.
          Ciao

  6. UN MONDO POPOLATO DI DIAVOLI

    Luciano Moggi agli occhi dell’opinione pubblica e di milioni di tifosi, da direttore generale di una squadra capace di vincere tutto a Big Boss di un’organizzazione in grado di gestire schiere di arbitri, decidere a tavolino risultati e pilotare interi campionati.

    Calciopoli, una vicenda che ha sconvolto e fatto discutere tutti gli italiani, più il tempo passa e più cresce dentro di me la sensazione che tutto quello che è successo dal maggio del 2006 in poi abbia prodotto soltanto una finta rivoluzione.
    Alla folla dei perbenisti, dei benpensanti e degli ingenui sono state date in pasto alcune teste, soprattutto quella di Moggi, hanno fatto credere di aver ripulito il calcio dai grandi corruttori per poter ricominciare in modo diverso.

    Mi sono reso conto che non è così.

    Buon pomeriggio

  7. Leggo di Padoin che rientra alla Juve nello staff di Allegri come collaboratore…bentornato…..ma non è che lo abbiamo ripreso come talismano vero? 😀 😀

  8. PER LA JUVE ZILIANI DIXIT

    “Dal 2024-25 la Serie A introdurrà i play-off con semifinali e finale fra le prime 4 classificate.
    In pratica basteranno 3 arbitri alla Orsato o Calvarese e il gioco è fatto”.

    Buongiorno ☕

  9. Cinzia,
    leggo solo ora…

    e come spesso capita non sono d’accordo.

    Bonucci e Chiellini in Nazionale hanno giocato alla grande, purtroppo non così hanno fatto con la maglia bianconera, anzi!

    Chiellini sono tre anni almeno che viene pagato dalla Juve per curarsi.

    Bonucci invece stava tanto bene al Milan…

    Qual’è la differenza tra Juve e Nazionale?

    Che in Nazionale comanda Mancini, nella Juve comandano loro.
    E questo permettimi fa tutta la differenza del mondo.

  10. ANCORA TU…

    Fine di un’era per la sede storica della Fiat di Torino di via Nizza, “la palazzina dell’Avvocato“.
    Il gruppo Stellantis ha infatti messo in vendita la palazzina torinese, sede storica degli uffici di Gianni Agnelli e Sergio Marchionne, che fino al 2014 è stata sede legale del Gruppo, prima di diventare FCA.

    A criticare severamente la scelta di non proteggere uno dei simboli storici della Fiat, che sparisce per sempre dal centro di Torino, è Marco Bernardini che su IlBianconero ha commentato:

    “Esistono luoghi che andrebbero difesi e preservati ad ogni costo non per alimentare inutili nostalgie, ma perché rappresentano paletti fondamentali per la conoscenza della nostra Storia.
    Dovrebbero essere soprattutto i discendenti e gli eredi di simili patrimoni della memoria a operare in tal senso.
    Magari anche soltanto per una ragione di riconoscenza e di rispetto se non per cultura. Evidentemente l’ansia di gettare tutto alle spalle senza voltarsi indietro è troppo forte e annulla anche quel minimo di sentimento che pure dovrebbe resistere.
    E i danni, almeno sul piano morale, sono notevoli”.

    Aggiunge: “Solitamente i luoghi dove nascono uomini di statura planetaria o nei quali vengono alla luce “invenzioni” in grado di mutare il percorso della Storia vengono “firmati” a futura memoria con l’esposizione a muro di una targa o comunque di un simbolo eloquente.
    La “palazzina dell’Avvocato”, al contrario, per volontà del nuovo archimandrita John Elkann è stata svuotata e poi dismessa dall’attuale proprietà. Probabilmente verrà demolita. Un atto certamente vantaggioso per le casse della FCA, ma assolutamente cinico per ciò che rimane della Famiglia.
    A Torino e in Italia, ora, resta soltanto la Juventus a raccontare che… c’era una volta Gianni Agnelli“.

    L’ho riportato così com’è, forse Tranfaglia ne saprà di più lui che segue con ammirazione e “amore” le vicende della Famiglia Agnelli…

    • Max, lo so. Da tempo si notavano movimenti di “svuotamento” in via Nizza, del resto la sede ufficiale è in Olanda.

      Stellantis vuole così e Elkan ha accettato di fare il presidente, non l’amministratore delegato che è Tavares, quello che decide. Del resto Elkan da tempo aveva trasferito il suo ufficio a Torino alla fondazione Agnelli.
      Elkan,si chiama, non Agnelli. Venderanno il lingotto, in nome della internazionalita’ ormai dirompente e un altro pezzo di storia degli Agnelli si frantuma.

      • Prima o poi allora gli faranno vendere anche la Juventus e resteranno solo come main sponsor.

        • Mah! Cmq la Juve non è Stellantis…

          • Si è vero, ma il peso dello sviluppo di Stellantis sarà principalmente sulle spalle di Carlos Tavares, l’amministratore delegato che sarà il ceo della nuova società e non sò quanta libertà di manovra sarà lasciata ad Elkann sugli asset di Exor dopo la fusione con Psa.

            • Giorgio, anche se l’affezione di Elkan per la Juve c’è ma non è stratosferica, non penso. La Juve è una spa con degli azionisti.

      • Grazie Tino, sapevo di toccarti un delle tue corde tese della Juventus…tesa ma mai stonata.
        Grazie Gioele anche a te.

    • Barone, tutto finisce..questa discendenza vuole cancellare il passato e non so perchè. Ma forse loro sì.

  11. I BALORDI DEL BLOG

    Siamo noi, siamo noi, i balordi del blog siamo noi…
    Candido e puro chi cambia faccia tre/quattro volte a blog…vatteneaffanapasseggiata.

  12. Quote Stellantis

    . Si tratta del quarto gruppo automobilistico al mondo, con oltre 20 brand nel portafoglio e dei progetti a lungo termine davvero ambiziosi.

    L’azionista di maggioranza sarà sempre EXOR con il 14,4% delle quote azionarie, seguito dalla famiglia Peugeot con il 7,2%, lo stato francese con il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%.

    Gioele

    Tavares sarà pure il ceo ma Exor ha la maggioranza.
    Poi… Se vogliono fanno tutto, ma non penso in questo momento ad una cosa del genere sulla Juve e i suoi azionisti.

    • Fra gli accordi di Exor e Peugeot 1810, le holding delle famiglie Agnelli e Peugeot entrambe azioniste di rilievo in Stellantis, sono previsti anche incontri fra i rappresentanti delle delle due famiglie per discutere di argomenti di interesse comune, quali le best practice nella gestione di imprese a controllo famigliare. Non so cosa voglia dire nella sostanza questo tipo di accordo e se possa esserci un qualche riferimento al futuro della Juventus come impresa a controllo famigliare, con la Exor che dopo l’introduzione nello statuto del club delle c.d. loyalty shares (le azioni a voto plurimo per gli azionisti di vecchia data) potrebbe passare dall’attuale 63,77% a pesare fino al 77,87% dei diritti di voto.

      • La rivisitazione delle best practice, serve ad avere una regola comune di intervento delle due famiglie in Stellantis per evitare sovrapposizioni ed incomprensioni.
        Insomma stiamo parlando di procedure.

        Non sposta nulla nelle proprietà, tantomeno nelle controllate al di fuori del gruppo Stellantis.

        • Luca,
          questo punto è chiaro, ma si parla anche di “gestione di imprese famigliari” e nell’ultimo CdA dei soci della Exor il presidente Elkann nel discorso introduttivo non ha fatto riferimenti alla Juventus, solo alla Ferrari, asset in attivo, con queste parole: “Il futuro della Ferrari si annuncia ricco di sfide emozionanti e di straordinarie opportunità da cogliere: il nuovo AD troverà a Maranello un’organizzazione che possiede talento, capacità e entusiasmo per costruire un grande futuro”.
          Viste le continue perdite di bilancio e considerato, come detto, che la Exor avrà probabilmente il peso maggiore dei voti nel CdA della Juve, il dubbio che non ci sia nei suoi confronti “entusiasmo per costruire lo stesso grande futuro” può diventare una certezza, ma ripeto, è solo l’impressione personale di chi come me non conosce risvolti e segreti delle alleanze strategiche di mercato.

  13. @Gioele

    Tanta acqua è passata sotto i ponti dai tempi del blog di tuttosport, tanta quanta di cera c’è voluta per fabbricare maschere a ogni blog…dai Robbè al Massimo 3/4 per ogni blog.

    • Bella la battuta della cera per costruire le maschere, tutte con lo stesso stampo che ricalca il modello originale di Robbè.

  14. L’ufficio storico dell’Avvocato non fu in via nizza, bensì in corso Marconi. Dove lo staff dirigenziale si trasferì da Mirafiori.
    Prima fu al Lingotto e prima ancora in Corso Dante.
    Importante per capire il legame storico tra le varie sedi Fiat è il progetto che vedeva gli uffici dirigenziali fuori Torino vicino a Candiolo, progetto che non vide mai la luce per i costi importanti, legati al momento economico dell’azienda.
    Cioè Fiat ma anche Juve, vengono gestiti da sempre dalla famiglia, ma hanno un posto nel cuore lontano dai luoghi e dagli edifici in particolare.

    Tra l’altro in perfetto stile sabaudo.

    A Torino non si è quasi mai tenuto il vecchio, che è stato spesso demolito per far posto al nuovo.

    Come le mura fortificate che vennero rase al suolo con buona parte dei quartieri per far posto al progetto avveniristico di allora, che ci ha regalato la città funzionale del ‘900.

    A ben guardare, il legame tra il nonno ed i nipotini è saldo, anzi nelle azioni di John, Lapo e Andrea, che con il nonno andavano regolarmente in visita alla Juve, si rivede lo spirito innovatore proiettato al futuro che ha sempre contraddistinto la società.

    Sulle scelte sportive qualcosa da ridire ce l’avrei ma non è questo il tema del discorso.

  15. Si Luca L’avvocato aveva lo studio in corso Marconi.
    Marchionne in via Nizza, quarto piano.
    Ma non c’entra, spiace che vendano il lingotto, storicamente.

    • Già il Lingotto.

      Ha perso smalto come Torino tutta.

      Senza salone dell’auto è un guscio vuoto, resta solo il centro commerciale che però non riesce a decollare.

      Altri spazi in questi ultimi anni sono andati in grossa difficoltà.

      Alcuni sono spariti come il Valentino al completo.

      Insomma, per il privato, vendere è togliersi una rogna, adesso la palla passa al comune, potrà creare sviluppo o degrado a seconda delle scelte.

  16. LA PACE SIA CON VOI

    Non c’è pace per gli Agnelli e i loro affini.
    Margherita, la figlia dell’Avvocato, ritorna alla carica sostenuta dai suoi legali per rivendicare quella parte di patrimonio che stando alla lettura delle nuove carte emesse le sarebbe stato negato attraverso un’opera di occultamento da parte dei tre suoi figli (John, Lapo e Ginevra) avuti dal primo marito Alain Elkann.
    Si tratta di un tesoro assai consistente la cui spartizione, dopo la morte del patriarca, è stata così divisa.
    Il sessanta per cento di ciò che conteneva la Dicembre, la cassaforte della Famiglia, all’attuale presidente della Exor, il venti per cento equamente distribuito a Lapo e Ginevra.
    Margherita aveva già ottenuto una consistente liquidazione quando il padre era ancora in vita purché si facesse da parte.
    Cosa che è avvenuta sino a quando, dieci anni fa, Margherita non si sarebbe accorta di essere stata praticamente “truffata” dai suoi stessi figli.
    Dopo aver perso la prima causa, eccola tornare a rivendicare i suoi diritti forte di nuove documentazioni a suo favore.

    Una vicenda intricatissima e anche parecchio squallida che è impossibile prevedere come si concluderà.
    Una cosa è certa. Ciò che fu in passato Gianni Agnelli oggi lo è John Elkann, il vero e autentico unico padrone di un impero la cui connotazione principale era quella del marchio Fiat ora praticamente inesistente e rimpiazzato dalla futuristica dicitura “Stellantis”.
    Del resto questa è sempre stata la filosofia imprenditoriale della Famiglia dove a governare doveva essere uno e uno soltanto. Ieri l’Avvocato, oggi il principe ereditario Elkann.
    Un’autentica saga che come tutte le storie del genere si sviluppa anche intorno a vicende e personaggi i quali hanno il potere di inquietare.
    Uno di questi è rappresentato dalla figura di Edoardo Agnelli, primogenito e unico figlio maschio dell’Avvocato, che morì nel 2000, volando da un ponte alto ottanta metri affacciato su un fiume.

    Ebbene, qualche mese prima della sua scomparsa, la medesima proposta fatta a sua sorella Margherita gli venne formulata in un pomeriggio di primavera a Villa Frescot, la residenza torinese del padre, che Edoardo raggiunse arrivando da Villa Sole, dove abitava a poca distanza dal castello dei genitori, in quella che ora per volontà di Margherita è una casa-rifugio per ragazze madri.
    Ad attendere Edoardo c’erano il padre e Gianluigi Gabetti.
    Un’ora di colloquio sempre più agitato sino a diventare litigio. Edoardo, consapevole che firmando quelle carte avrebbe decretato la sua rinuncia a erede dell’impero, stracciò i documenti e se ne andò furibondo.
    Già sapeva, comunque, che suo padre aveva indicato il giovanissimo cugino come futuro gestore dell’impero.

    Finì come finì, ma una domanda ancora oggi viene naturale porsela: come sarebbe andata, soprattutto per la Fiat, se Edoardo non fosse morto volando da quel ponte?

    Buon sabato

  17. LA MINESTRA RISCALDATA È SERVITA

    La prima volta di Max finì a reti bianche oggi 3-1 per Rugani e compagni.
    Il 24 juventino poco reattivo, alla Bonucci, sul goal cesenate.

    Buona serata

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