Il Mondiale dell’ipocrisia

Scritto da Cinzia Fresia

La Juventus chiude la prima parte di Campionato a pieni voti.  Contro la Lazio una buona partita giocata da vera squadra. Meritando perciò il risultato di 3-0, il quale porta i bianconeri al terzo posto. Una vittoria meritata sul campo, indiscussa, senza calci di rigore.

Risultato riconosciuto a malincuore dallo stesso Sarri, il quale non ha eccepito circa la supremazia della sua ex squadra ma si è mostrato furibondo  contro  il mondiale ritenuto “un insulto” al calcio.

Ci riferiamo al mondiale in Qatar che interrompe i Campionati e mette un punto interrogativo sulla prosecuzione degli stessi, in funzione di quali saranno le condizioni dei calciatori al loro ritorno.

Stranamente sembra che solo ora a Mondiale iniziato ci si accorga che il paese ospitante non abbia i requisiti e peggio privano di diritti civilli le persone, donne operai .. ci si è accorti solo ora che ill bilancio dei morti sul lavoro per la realizzazione degli stadi sia vergognoso. Ci si accorge solo ora che le donne non hanno diritti e valgono meno degli uomini. Ci si accorge solo ora che non esistono alberghi e che i tifosi alloggeranno in container a  prezzi spaventosi.

Come se il Qatar fosse una novità dell’ultimo minuto. Eppure nel 2009 nessuno disse nulla in merito all’assegnazione. Poichè alla fine i soldi piacciono a tutti.

Il Mondiale come per le Olimpiadi è l’evento più importante per un atleta. E’ l’opportunità dove potersi misurare con il meglio del mondo. E nella vita di uno sportivo sono occasioni da cogliere poichè uniche ed irripetibili.

Eppure l’inadeguatezza della location ospitante era evidente e le proteste casomai andavano espresse prima. Perchè ora?

L’atteggiamento soprattutto dell’Italia che non partecipa ma per ovvie ragioni subisce è puerile, contradditorio e .. ipocrita. Ci si accorge oggi  che genere di paese sia il Katar?

L’Italia sta a casa e in ansia per i suoi nazionali con la speranza tornino indietro senza infortuni e ammaccature. Nel frattempo ci godremo qualche bella partita degli Juventini impegnati laggiù. Di squadre interessanti ce ne sono: occhi puntati sulla outsider Serbia, sul Portogallo di Cristiano Ronaldo, ma si parla dell’ Argentina come pretendente al titolo.

Certo è un peccato non esserci .. ma il livello del nostro calcio lo abbiamo detto più volte è basso, condizionato da molti infortuni e che crede poco nei giovani. Perciò lo abbiamo lasciato agli altri, Katar o meno, dobbiamo accettare la situazione. Qualcuno ha deciso di non guardarlo affatto ritenendo giusto effettuare un’opera di boicottaggio. iniziativa che lascerà il tempo che trova e che nono serve a niente.

Ll’ipocrisia è una brutta malattia.

 

 

 

 

 

  1. IL VALENCIA ALIMENTATO

    DOHA (Qatar) – Enner Valencia regala il successo all’Ecuador di Alfaro al debutto nel Mondiale in Qatar e consolida la sua posizione da miglior marcatore nella storia della nazionale sudamericana con 37 reti complessive, grazie alla doppietta realizzata (al 16′, su calcio di rigore, e al 31′). Nonostante l’importante legacy calcistica che sta costruendo per il suo paese l’attaccante 33enne è ricordato soprattutto per un episodio piuttosto comico, risalente al 2016. A Quito si sarebbe giocata infatti la sfida tra Ecuador e Cile valida per le qualificazioni mondiali e Enner Valencia riuscì a sfuggire all’arresto fingendo un infortunio per salire a bordo di un’ambulanza di servizio. Il centravanti, allora militante nel West Ham, era infatti finito al centro della bufera a causa del mancato pagamento degli alimenti alla ex moglie per una somma pari a circa 15mila euro. In quella gara contro il Cile erano presenti diversi agenti, che per due volte cercarono di arrestare il giocatore, prima e dopo la partita. Nonostante ciò, Valencia riuscì a scendere in campo con la complicità dei compagni di squadra, aggirando le forze dell’ordine che lo attendevano davanti al pullman, e poi, a dieci minuti dalla fine si è fatto sostituire adducendo problemi fisici dovuti all’elevata altitudine. Portato via in barella e fuori dallo stadio in ambulanza, riuscì a seminare gli agenti sulle sue tracce.
    (Tuttosport)

  2. “Non guarderò nemmeno una partita di questo Mondiale. È difficile per me, perché è un evento che amo e che ho sempre amato fin da giovane, che aspetto e che guardo con passione! Ma siamo onesti: questa Coppa del Mondo non ha senso! Peggio ancora, è un abominio!
    Il Qatar non è un Paese di calcio! Non c’è fervore, non c’è sapore. Un’aberrazione ecologica, con tutti gli stadi climatizzati. Che follia, che stupidità!
    Ma soprattutto un orrore umano, con migliaia di morti per costruire questi stadi che serviranno solo per divertire il pubblico presente per due mesi.
    L’unico senso di questo evento e lo sanno tutti è il denaro.
    Che la Francia vinca o perda non deve importare, ci sono cose più importanti del calcio. Al suo posto mi guarderò tutti gli episodi di «Colombo» che è da tanto tempo che non li vedo”.

    Eric Cantona

  3. CAMBIARE UNA Q CON UNA K

    Servirebbe solo questo per cambiare le loro leggi?. Magari!

    L’Italia, giustamente, non partecipa a questo mondiale(come anche in quello precedente) come no vi partecipa nemmeno la Russia per via della sua invasione all’Ukraina.

    Altre nazioni che vi partecipano dimostrano il loro dissenso agli accaduti per la costruzione degli 6 stadi (8 sono gli stadi per l’evento mondiale 2 soli erano già esistenti) ex novo in 12 anni arrecando morte e dolore per gli operai… chi indosserà le magliette nere ( mi pare la Danimarca), chi la fascia da capitano con i colori dell’arcobaleno…e chi si sentirà diverso da quello che è?

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    Mondiali di calcio Qatar 2022 e diritti negati alle donne: cosa succede?
    I diritti delle donne in Qatar non sono tutelati, ma anzi vengono sensibilmente minati creando forti discriminazioni. Scorpaimo come:

    Quali sono i diritti (negati) delle donne in Qatar?
    La situazione dei diritti umani in Qatar non sembra essere per nulla rosea. Secondo le informazioni diffuse da Amnesty International e Human Rights Watch, la donna in Qatar è sottoposta a un regime sistemico e maschilista che ne preclude l’autonomia personale e lavorativa, ma non solo. Procediamo per gradi.

    In Qatar non esiste una specifica legge che limita i diritti delle donne, ma è un sistema strutturale di normative e pratiche che, in estrema sintesi, richiudono la donna in una “tutela maschile“: in parole povere, quasi tutte le scelte di vita devono essere approvate dalla figura maschile della famiglia (marito, padre, nonno, fratello, zio).

    Una discriminazione sistemica che investe tantissimi aspetti della vita quotidiana delle donne, le quali sono costrette a richiedere l’autorizzazione della figura maschile addirittura per sposarsi, studiare all’estero, viaggiare all’estero (se hanno meno di 25 anni), lavorare nell’amministrazione pubblica e accedere ai servizi di salute riproduttiva.

    In sostanza, i diritti negati alle donne in Qatar non permettono loro di avere un autonomia o, addirittura, di essere trattate come persone adulte. Per fare un esempio, nel matrimonio le donne possono spostare solo uomo, previa autorizzazione di un tutore maschio, mentre gli uomini hanno il diritto unilaterale di sposare fino a 4 donne alla volte senza chiedere il permesso a nessuno, nemmeno all’attuale moglie o alle varie mogli.

    E anche il divorzio è iniquo: le donne lo possono ottenere presentando una domanda specifica ai tribunali e presentando motivi limitati, mentre gli uomini possono divorziare senza interpellare alcun tribunale e, addirittura, senza informare la moglie o le moglie dell’intenzione. L’effetto devastante che tale situazione produce è trovare donne bloccate in matrimoni violenti. Come se non bastasse, in Qatar non esiste un codice penale che criminalizza la violenza domestica e lo stupro coniugale, ma esiste solo un articolo che vieta ai mariti di ferire fisicamente o moralmente le mogli.

    Sempre sul tema del matrimonio, la donna è responsabile della cura della casa e dell’obbedienza al marito, e non ha molti diritti riguardo ai figli, in quanto non può conferire la propria nazionalità agli stessi così come avviene per gli uomini. Recentemente il Qatar ha introdotto una legge sulla residenza permanente, per consentire ai bambini di ricevere servizi sanitari ed educativi governativi, di investire nell’economia e di possedere proprietà immobiliari. Tuttavia tale possibilità è indicata per i figli delle donne del Qatar spostate con uomini stranieri, e non sempre le donne ricevono l’autorizzazione dai propri tutori.

    Oltretutto, se non è presente un tutore maschio all’interno della famiglia, è lo Stato ad assumere la carica per il bambino stesso, non consentendolo alla madre. Così facendo, alla donna non restano molti diritti a cui appellarsi.

    E nel mondo del lavoro le cose non migliorano. Le donne infatti sono pagate dal 25 al 50% in meno rispetto agli uomini, i quali godono persino di svariate indennità sociali. Una discriminazione così ramificata che viene perpetrata, come spiega Labour Force Sample Survey, anche se l’orario di lavoro è comparabile o più alto.

    In Qatar è permesso l’aborto per anomalie fetali, ma la donna deve chiedere comunque il consenso del padre o del marito, così come per altre forme di assistenza sanitaria relative alla fertilità. Secondo quanto documentato da HRW, le donne devono presentare addirittura una prova di matrimonio per accedere alle cure sulla salute sessuale e riproduttiva.

    In fatto di abbigliamento invece il Qatar è un Paese permissivo rispetto alle altre nazioni del Medio Oriente, in quanto il codice è guidato dai costumi sociali. Oltre a trovare l’hijab, in genere le donne indossano lunghe vesti nere, l’abayah o lo shayla.

  4. Riparto Cinzia dall’ultima frase che hai riportato nell’editoriale.

    Proprio Infantino si è presentato, anzi ha ufficializzato questo mondiale, sconfessando ogni tipo di ipocrisia professandosi gay, emarginato, poveraccio rigirando ogni maldicenza che c’era dietro a questo carrozzone.
    Come voler buttare le mani avanti e mettere sotto il tappeto tutto il polverone che era stato sollevato riguardo ai 7000 morti o a tutte le nefandezze socio economico culturali che sono in essere in quella parte del mondo.
    Come leggere un famoso trattato di Schopenauer ( e lo scrivo come si legge)che attribuiva ad ogni uomo la facoltà di rigirare a proprio piacimento ogni verità oggettiva. Infantino conosce il linguaggio delle altre verità, e quando lo dice da un pulpito dove regna l’opulenza del potere è sempre visto e letto bene anche per convincere quell’uomo medio che non conosce la realtà araba e quello che c’è dietro a questo mondiale in Qatar.
    Detto tra noi e, non lo dico perchè l’Italia si è autoeliminata dalla presenza in questo mondiale, mi interessa poco la situazione socio culturale del Paese cui si stano giocando i mondiali. Viviamo già nel nostro Paese con altri problemi abbastanza critici e di fare il bacchettone sui diritti umani in altre realtà ( scusatemi se sembro poco sensibile) mi sembra fuori luogo in questo particolare momento.
    Ogni lotta per i propri diritti civili deve essere affrontata da coloro che subiscono gli abusi, puoi solo dare il buon esempio, ma se in uno Stato vige la pena di morte ad esempio, noi da fuori possiamo fare poco, se non con il nostro esempio che l’abbiamo abolita da un secolo. Dovremmo far capire a chi ha questa terribile “punizione” che questa non è civilmente appropriata da tenere nel proprio istituto giuridico. Così come i nostri avi Romani presero il ” meglio” dalla cultura Greca, (usi e costumi civili) dovremmo far sì che anche queste realtà con leggi primordiali e non civilizzati si adeguino al moderno in fretta.
    Tra qualche anno l’Europa sarà invasa da altre razze e dalla religione musulmana, e non è detto che tutte le conquiste fatte sin ora vengano sconfessate da un’altra ondata barbarica che arriverà dal medio oriente.
    Buon Mondiale a tutti, io credo che lo vedrò per curiosità come il gran Premio di formula 1 di ieri.

  5. LA FIFA FA PAURA

    Inghilterra, Belgio, Germania e tutte le altre Federazioni che avevano inizialmente aderito al progetto hanno fatto marcia indietro e hanno deciso di non fare indossare ai propri capitani le fasce OneLove. La decisione arriva dopo una minaccia da parte della FIFA secondo la quale i calciatori in questione potrebbero ricevere immediatamente un cartellino giallo per averlo fatto.

    «La FIFA è stata molto chiara sul fatto che imporrà sanzioni sportive se i nostri capitani indosseranno la fascia sul campo di gioco», si legge in una nota congiunta pubblicata nella giornata di oggi dalle federazioni calcistiche di Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svizzera.

    «In quanto federazioni nazionali, non possiamo mettere i nostri giocatori in una posizione in cui potrebbero subire sanzioni sportive, comprese le ammonizioni, quindi abbiamo chiesto ai capitani di non provare a indossare la fascia durante le partite della Coppa del Mondo FIFA», prosegue il comunicato che spiega la decisione presa.

    Le squadre si erano dichiarate disposte a «pagare multe che normalmente si applicherebbero in caso di violazione dei regolamenti sulle divise», ma «non possiamo mettere i nostri giocatori nella situazione in cui potrebbero essere ammoniti o addirittura costretti a lasciare il campo di gioco».

    «Siamo molto frustrati dalla decisione della FIFA che riteniamo senza precedenti: abbiamo scritto alla FIFA a settembre informandola del nostro desiderio di fare indossare le fasce da capitani OneLove per sostenere attivamente l’inclusione nel calcio e non abbiamo avuto risposta», conclude il comunicato congiunto delle federazioni.

    • Sono piccole cose che magari se non fossero state chieste prima, sarebbero andate in cavalleria, come quelle famose magliette rosse che Panatta e Bertolucci misero a Santiago del Cile quando vinsero la coppa davis.
      Mai istigare prima con prese di posizione preconcette, magari meglio proporre delle iniziative alla luce del sole m a in modo ingenuo, come qualcosa di consolidato, in un regime repressivo.

  6. SAYYID QUTB
    (Quando tutto ebbe inizio)
    ~~~

    Ho letto l’accorata disamina sulla condizione delle donne in Qatar del Barone nel suo post delle ore 8:20. Purtroppo certe cose vengono da lontano, per questo tento una sintesi storica.

    Solo uno sprovveduto potrebbe pensare che la storia umana sia una linea retta verso il “Sole dell’avvenire”.
    Al contrario essa è costellata da fratture multiple, da “faglie” in cui, in ogni tempo, è caduta l’umanità e il suo comune sentire.

    I paesi del Medio Oriente hanno sperimentato, e sperimentano ancora oggi la loro “faglia tettonica” in senso storico e umano.
    Ma facciamo un passo indietro. Un viaggiatore nei paesi del Medio Oriente, negli anni sessanta, avrebbe trovato minime differenze tra il modo di vivere di questi popoli soprattutto nelle grandi città e il mondo occidentale. Il Cairo ad esempio, capitale egiziana, ai tempi di Nasser, o Teheran ai tempi dello scià di Persia Reza Pahlavi,
    non erano facilmente distinguibili da una qualsiasi capitale europea.
    Cosa è successo dopo?

    Per una strana consuetudine della Storia, tutto è cominciato in Egitto, con un uomo chiamato Sayyid Qutb, un politico egiziano nato in un piccolo villaggio del suo paese.
    Nel dopoguerra si occupa particolarmente di critica letteraria, polemizzando con tutti coloro che condividevano un approccio laico e razionale nella società egiziana.

    Visita in seguito San Francisco, Los Angeles, New York e altre città. Torna quindi in Egitto nell’agosto del 1950. Le speranza del ministero egiziano che Sayyid Quṭb fosse impressionato favorevolmente dallo studio della società e della cultura statunitense sono deluse. Quṭb è, sì, impressionato ma tutt’altro che in modo positivo dalla società consumistica americana e da quella che gli appare, al di là delle apparenze anche rutilanti, una perdita sostanziale di coerenza nei confronti dei principi, spesso proclamati, della religione. È indignato dalla promiscuità sessuale tra i giovani studenti e dal nascente movimento femminista. Durante il soggiorno negli Stati Uniti scrive il suo più importante lavoro di critica sociale e religiosa nella prospettiva islamica: “La giustizia sociale nell’Islam”.

    Non è possibile qui andare per le lunghe, ma alla fine le sue idee islamiche ultranazionaliste lo condussero alla pena di morte eseguita il 29 agosto 1966.
    Qutb in estrema sintesi fu l’inizio, perché di fatto fu il fondatore dell’islam politico contemporaneo – e, ultimo ma non meno importante, formulò l’intera cornice intellettuale dalla quale hanno attinto, negli anni, le principali organizzazioni terroristiche dell’internazionale jihadista, da Al Qaida allo Stato Islamico.

    Il 28 settembre 1970, solo quattro anni dopo Qutb, muore Nasser, il Rais del Cairo, per una crisi cardiaca. Tutto l’Egitto è in lutto, questa scomparsa segna soprattutto l’inizio di una nuova era per il mondo arabo: il ritorno degli estremisti. In particolare i Fratelli musulmani, ispirati dagli scritti di Qutb.

    Il resto è storia recente, con l’islam politico che attinge, salvo poche eccezioni, ad una tradizione vecchia di 1.400 anni. Un rigurgito della Storia che tutt’oggi permea molta parte del Medio Oriente (Qatar compreso) e che oggi, in questo sanguinoso Autunno del 2022, le donne e i giovani iraniani un particolare, combattono a mani nude, per una battaglia di libertà, al prezzo delle loro vite 😪.

    • Ti ringrazio Luigi…
      Forse il titolo del mio post non è stato capito o è stato preso come se avessi voluto correggere chi ha scritto Katar…assolutamente no anche perché la signora che ha scritto il topik prima aveva scritto Qatar correttamente…ed è per questo ho voluto sottolineare che, magari servisse solo cambiare una Q con una K per far cambiare le loro leggi…almeno quelle più crudeli, appunto, quelle sulla donna.

    • Infatti, Barone.
      Perciò ho chiuso il mio post rimarcando il coraggio delle donne iraniane che si sono ribellate in massa a certe leggi che fanno della misoginia una orrenda bandiera!

  7. CAPITANI CORAGGIOSI

    I calciatori del Quatar, pur reduci dal 6 a 2 inflitto loro dall’Inghilterra, hanno già vinto il loro mondiale.

    Con un gesto che vuol essere di solidarietà soprattutto verso le donne che stanno lottando per la libertà nel loro paese, si sono chiusi in un abbraccio a cerchio sul campo.

    Dimostrando un grande coraggio, anche perché non hanno neppure cantato l’inno nazionale.

  8. C’ERA UNA (S)VOLTA #19

    “Ti ho fatto anche prendere 7 da #Cecere… e il Presidente ti manda anche a te a fare il trapianto di capelli in Svizzera …” Telefonata #Meani/#Rodomonti dopo la partita vinta dal #Milan 1-0 contro il #Chievo. Da ufficio inchieste. #calciopoli #cofanetto

    Luciano Moggi (il Maestro)

  9. Mi riaffaccio sul Blog dopo un pò di tempo.
    Niente di particolare, ho passato uno di quei periodi dove non si ha tempo nemmeno per prendersi un caffè a metà giornata.

    Tant’è!

    Noto una discussione interessantissima su un paese che conosco, anche se solo di passaggio.

    Il cambiamento dei voli post Covid mi porta spesso a volare su Qatar Airways e fare scalo Doha per poi raggiungere Delhi.

    Le informazioni sul Qatar sono certamente vere, purtroppo però, parziali ed anche contraddittorie!

    La stessa percezione del mondo del quale si discute in questi giorni è dal mio punto di vista, assolutamente parziale, e ricca di contrasti.

    Partiamo dall’alchool.
    Interessante notare come sia vietato bere alcolici in pubblico, leggi davanti alle donne od ai minori, ma non sia assolutamente vietato fatlo nei luoghi adibiti a tale scopo, dove lavorano anche donne, senza velo.
    Insomma sui voli si può bere tranquillamente, birra, vino e wisky e di ottima qualità, senza limitazioni, serviti da hostess e/o stewart come su qualsiasi altra compagnia aerea.
    In Aeroporto, non manca il classico Pub su stile inglese, con un ottima e varia scelta di alcolici.
    I prezzi sono allucinanti, ma tutto a Doha è carissimo.
    Se è vero che una birra costa 18$ è anche vero che una coca cola ne costa 16$ ed una bottiglia da 1/2l di acqua ne costa 14$.
    Tanto per dire una piatto di riso con una coscia di pollo si aggira sui 25/30$.

    Per Cinzia, una botticina di profumo della Al Jazira, 500ml, costa 400$.

    Ma veniamo alle donne.

    Il pilota dell’ultimo volo ad esempio era una donna, ed il vice anche.

    Le hostess non hanno il velo, e le commesse nei negozi neppure.

    Insomma, dov’è la verità?

    Pare che le donne possano fare tutto, ma con il permesso del capo famiglia, prima o del marito poi.

    Certo che se il marito accetta una donna “libera” difficilmente potrà rinchiuderla in casa con madre e sorelle, ma tant’è.

    Non chiedetemi dove sia realmente il confine, perchè mi è ignoto.

    In tv le giornaliste non indossano il velo.

    Vi racconto dei flash che ho visto e che mi sono stati raccontati.

    Insomma situazione assolutamente complicata che meriterebbe un approfondimento.

    Sugli schiavi, pagina triste, non possiamo sottolineare come, bengalesi, indiani e filippini siano oggi gli schiavi del mondo.
    Non solo in Quatar, od in medio oriente, ma anche e soprattutto sulle navi cargo, dove gli ufficiali europei, cinesi, americani, arabi, ecc. prestano servizio a bordo per 2 o 3 mesi, mentre i marinai filippini restano a bordo per 1 anno o più. Quindi a casa 1 mese per poi reimbarcarsi nuovamente.

    Anche in India i lavori più umili sono a carico di filippini e bengalesi.

    Ma anche noi non possiamo non sottolineare come senza la manovalanza africana la nostra agricoltura sarebbe fuori dai mercati. Cosa della quale ci accorgemmo nel 2020 durante il covid.

    E taccio sulla Francia ed il suo rapporto colonialista con qualche paese africano, come ad esempio il Burkina Faso.
    L’oro di quel paese, viene scavato infatti da schiavi bambini, ed i proventi vanno per buona metà nelle casse parigine.
    Tutto questo per dei trattati fatti il secolo scorso.

    Insomma, discorsi che andrebbero approfonditi, per capire che forse, il mondo ha molti lati oscuri, basta cercarli.

    Sul mondiale, che dire, alla fine sarà un bel mondiale, ma fuori dal lato sportivo, ci sono molte cose che non quadrano.

    Interessante il video:

    https://m.youtube.com/watch?v=212h2l-MVoU

    Video dove si racconta il lato “economico” del mondiale qatariota, delle storie e delle mazzette per farlo aggiudicare.

    È interessante come il ruolo principale lo giochi proprio la Francia.

    E 2, prima il Burkina, adesso la complicità con il Qatar, proprio loro, che ci danno lezioni di umanità sugli immigrati!

    È interessante comunque notare come alla fine il sistema occidentale abbia assicurato alla giustizia una decina di protagonisti, della vicenda, tra i quali, Blatter, Platini ecc…

    Interessante ancor più perchè si può vedere, come gli sforzi per affrancare un paese ed una cultura, agli occhi dell’occidente da parte di un principe arabo, vengano vanificati dalla stessa cultura araba, che alla fine non viene accettata.

    Tanto lavoro per nulla, quindi.

    Resta un pensiero, ma non potevano limitarsi a finanziare una scuderia di F1?

    • Scusa Luca, sia io che Luigi abbiamo scritto a riguardo delle donne in Qatar…
      Donne pilote di aerei oppure hostess ma anche lavoratrici ai supermercati…etcetera.
      Lo ripeto qui: Si chiama “sistema di tutela maschile” ed è in vigore in alcuni Paesi a cultura musulmana, tra cui il Qatar.
      Studiare all’estero, sposarsi, lavorare in posizioni pubbliche, viaggiare: queste sono alcune delle aree della vita di una donna dove serve l’approvazione di un uomo. Le donne non possono agire da principali responsabili dei figli, anche quando ottengono la custodia legale in seguito al divorzio…etcetera etcetera etcetera!

      • Ma certo,

        ho solo voluto dare un ulteriore fotografia della situazione per quel poco che ho potuto vedere o sapere

        L’ho anche scritto.

        Era per approfondire la discussione.

  10. Buone possibilità per l’Italia
    ~~~

    È questa in Qatar l’ultima edizione del torneo a prevedere la partecipazione di 32 nazionali, poiché dal 2026, il mondiale che si svolgerà in America del Nord, verrà esteso a 48 partecipanti.

    Saranno invitato anche gli eschimesi, a cui sarà concesso di giocare con palloni montati con catene da neve🤣.

  11. A Moggi furono rinfacciati i suoi rapporti con amici di vecchia data quali magistrati, generali, politici e anche qualche banchiere, sarebbe inter->essante allora sapere perchè Facchetti fosse interessato a fare bella figura con Lanese, allora Presidente degli arbitri, chiamandolo anche il giorno dopo averlo incontrato di persona per ricordargli che il suo amico banchiere Ambrogio sarebbe stato a sua disposizione. Si è scoperto poi che quello tra Facchetti e Lanese era un rapporto ad altissimo livello, se è vero, come è vero, che in un’altra intercettazione il Presidente (con la P maiuscola) degli arbitri rassicurò Facchetti in questo modo: “Appena finisco la riunione in cui parliamo di arbitri ti chiamo e ti racconto di quello che si è discusso.”

    Viva l’Itaglia degli iP.ocriti sK.ifati.

  12. -Var
    -27 minuti di recupero
    -6 sostituzioni.
    Sarò nostalgico ma a me manca il vecchio calcio.

  13. Trovo molto giusto quello che scrive Sandro Sabatini oggi, sebbene di solito non mi piace come parla questo giornalista, ma oggi sì.

    “La malinconica amichevole della domenica sera è stata la conseguenza – e anche un po’ la punizione – che ci meritavamo per l’eliminazione mondiale. Qui ci starebbero tanti discorsi. Più o meno i soliti. Perfino su Orsato, cui fanno arbitrare le sfide più importanti in Europa e nel Mondo, ma non le partite dell’Inter in serie A: c’è qualcosa che non va, sicuro. C’è qualcosa di non detto, altrettanto sicuro. Ma restiamo all’Italia di Mancini, cui saremo sempre riconoscenti per la vittoria di un anno e mezzo fa all’Europeo. Il prossimo “goal” (traduzione: traguardo, obiettivo) non deve essere però un gol in più all’Albania o all’Austria o in altre amichevoli, seppur griffate dal brand “Nations League”. L’obiettivo deve essere il Mondiale 2026. Perciò non si capisce l’utilizzo di alcuni giocatori che saranno sicuramente in disuso al prossimo Europeo, tipo Bonucci o Acerbi. Detto e scritto con il massimo rispetto per il ct, la politica dei giovani non è uno spot, tipo Pafundi (classe 2006) che in azzurro verrà buono chissà quando, sicuramente non per il prossimo Mondiale. Il bimbo dell’Udinese in azzurro è marketing, non progetto sui giovani. Semmai, attenti al trentenne in fase calante Verratti, che in azzurro è titolare superfisso, mentre fa la muffa in panchina Miretti che – qui si accettano scommesse – vale i 2003 fenomeni spagnoli o Musiala che vedremo al Mondiale”.

    Molto bella anche la parte su Orsato…

    • Su Bonucci e Acerbi ovviamente concordo.

      Bonucci neanche nella Juve è più titolare fisso, e i motivi sono stati evidenziati anche contro l’Austria.
      Acerbi invece è stato rottamato questa estate dalla Lazio.
      Insomma, dice bene Sabatini, francamente non si capisce cosa ci facciano in Nazionale.

      Ps Magari vincerà il mondiale, ma l’Argentina vista oggi all’ora di pranzo ha dimostrato che nel calcio moderno se non corri puoi essere battuto pure dagli arabi.
      Arabi che invece hanno dimostrato una condizione fisica e una voglia strepitose!

  14. Alessandro Magno

    devo dire una piccola nota di godimento per il flop dell’esordio dell’argentina e soprattutto dei nostri che si sono tanto risparmiati per questo mondiale , l ho provato :mrgreen:

  15. Mi spiace solo per Messi, per i due nostri sta bene così, i furbetti de noiantri.

    Intanto, proprio ora, la Francia sotto contro l’Australia.

  16. Rabiot messo in forma dalla Juve ribalta da solo l’Australia, un gol e l’assist del 2 a 1 a Giraud.

    • La mamma gode e la Juve trema per l’aumento di stipendio.
      Comunque, a parte gli scherzi, da un culo di bottiglia qualcuno ha tirato fuori un diamante.

      • Speriamo che dopo il mondiale non vada in pezzi anche lui e comunque per l’anno prossimo la Juve ha in -serbo- un’altra sorpresa.

  17. PER APPROFONDIMENTO

    Una giornalista del canale all news TN, Dominique Metzger, è stata rapinata mentre trasmetteva in diretta da Doha. “Avevo con me una piccola borsa con tutte le cose di cui si ha bisogno, il portafoglio, le chiavi della nostra camera d’albergo, alcuni fazzoletti”, ha detto ad un cronista della tv con cui collabora. Presentandosi al commissariato di polizia per sporgere denuncia, la giornalista è stata testimone di una proposta shock delle autorità. Metzger ha raccontato ciò che gli è successo: “La polizia maschile non ti registra”, ha detto, “appena arrivata alla stazione di polizia, mi hanno portata in un altro posto dove c’erano solo donne. Ho chiesto perché ero lì e mi hanno risposto che, essendo una donna, doveva essere una poliziotta ad aiutarmi”.

  18. COSE DELL’ALTRO MONDO

    “Alla fine del match inaugurale dei Mondiali di calcio, alcuni spettatori si sono trovati di fronte a una scena inaspettata. I tifosi giapponesi che avevano assistito alla partita vinta 2-0 dall’Ecuador sui padroni di casa del Qatar, sono rimasti allo stadio Al Bayt per ripulirlo dall’immondizia lasciata dagli spettatori durante la partita. Bandiere, bottiglie, resti di alimenti: i giapponesi raccolgono tutto ciò che trovano a terra o sugli spalti. A chi, stupito, chiede loro il motivo di questo gesto la risposta è semplice e disarmante: “Un giapponese non lascia mai dietro a sé l’immondizia. Rispettiamo il luogo che ci ospita”.”
    ( Repubblica)

  19. PERCHÉ NON SIAMO AL MONDIALE

    A ricordarcelo è stata la partita contro l’Austria persa per 2-0 del perché l’Italia è fuori dal Mondiale del Qatar.
    È la seconda volta consecutiva che gli italiani lo guardano, il Mondiale, solo in televisione…almeno però quelli dell’altro mondiale se so dimessi, questi hanno la faccia come ar qlo.

    Vero Gravina? Vero Roberto? Vero chi rompeva i coglioni?

    Uno degli anni azzurri peggiori di sempre termina senza che nessuno, dentro e fuori dal Palazzo e anche chi sul campo abbia trovato il coraggio di alzare la mano e dire “faccio un passo indietro”…appunto la faccia come il qlo.

    Una Nazione, l’Italia, campione del Mondo per ben 4 volte ma anche Campione Olimpica…poi ti senti dire si ma siamo campioni d’Europa.
    Vero, lo siamo stati pure nel SESSANTOTTO.

  20. IL MOTORE BATTE IN TESTA

    Ospite negli studi di Sky Sport, Marco Bucciantini ha parlato della prima parte di stagione della Juventus, soffermandosi su Allegri.

    “Allegri inizialmente ha cercato di semplificare fin troppo determinate situazioni, cercando forse lo scontro ideologico quando si è sentito un vincente abbandonato dalla critica. Poi è riuscito a ripartire quando si è messo a costruire un’idea vera che era quella che mancava alla Juventus, aggiustando i bulloni che adesso sono ben avvitati. A gennaio rientreranno anche i cilindri nella macchina e dovrà rimetterci le mani”.

    Speriamo non torni quell’elevata temperatura del motore che fa si che la miscela si accende prima del dovuto e fa battere il motore in testa…suggerimento: per non sentire quel ticchettio in testa bisognerebbe cambiare le bronzine.

  21. QUATTRO STRONZI
    (Vi consiglierei di arrivare a leggerlo fino in fondo)

    Me lo ricordo quel pomeriggio.
    Doveva essere sabato pomeriggio; un sabato pomeriggio di metà anni novanta, con noi poco più che diciottenni che facevamo cose da poco più che diciottenni degli anni novanta: stavamo a casa di chi aveva “casa libera”, bevevamo, fumavamo, cazzeggiavamo.
    Non c’erano gli smatphone, né i pc. Non c’era nemmeno internet, né you tube; però in qualche modo -parrà strano- ci divertivamo lo stesso. C’erano le sigarette che facevano ridere, e c’erano le videocassette.
    E quel pomeriggio P. aveva tirato fuori una videocassetta tipo “Top 20 punizioni della storia del calcio” e buttati sul divano ci godevamo una serie di prodezze balistiche in bassa definizione, o addirittura in bianco e nero, con un sottofondo di una musichetta improbabile. Ad un certo punto le immagini si fanno sgranate, e una didascalia con pixeloni enormi spiega che siamo ai mondiali del ‘74, partita Brasile – Zaire.

    Punizione a favore del Brasile poco fuori area, appena decentrata sulla sinistra. Il 10 del Brasile (che scopriremo poi essere Rivellino) si appresta a calciare; di fronte a lui il muro verde della barriera dello Zaire. L’arbitro fischia, ci aspettiamo tutti l’ennesimo capolavoro che aggira la barriera e si infila nell’angolino. E invece a sorpresa un difensore si stacca dalla barriera, corre come un pazzo sulla palla, la colpisce con ignoranza e la scaglia lontanissimo. I Brasiliani sono increduli, e mentre noi impazziamo sul divano, l’arbitro lo ammonisce.
    Abbiamo riso fino alle lacrime, abbiamo rivisto la scena decine di volte, avanti, indietro, a rallentatore, poi una pietosa citofonata della mamma di P. ci ha costretti ad aprire le finestre e ripulire in tuta fretta le tracce del nostro vizioso pomeriggio, per poi salutare la padrona di casa e ritirarci con la coda tra le gambe, ancora sghignazzando per la prodezza dello Zairese.
    E nei mesi successivi “l’africano che non sapeva le regole” è stato un leitmotiv di battute e scherzi, poi pian piano la cosa è passata nel dimenticatoio.

    Fino a qualche tempo fa, quando nel giocare a tirare le punizioni con mio figlio Fabrizio mi sono ricordato dell’episodio e gliel’ho raccontato, per farlo ridere. Naturalmente -essendo lui un nativo digitale- mi ha chiesto di vedere il video, e in effetti dopo una breve ricerca ho ritrovato su you tube quel filmato che avevo visto l’ultima volta in VHF quasi trent’anni fa.
    E insieme al video ho trovato la storia.

    La storia della Repubblica Democratica del Congo, che dopo un colpo di stato militare propiziato dalla Cia si è trasformata in Zaire, guidata dal Colonnello Mobutu;

    La storia di Mobutu, passato alla Storia come uno dei dittatori più sanguinari e corrotti della tormentata Africa, tanto da assurgere ad emblema del tipico “dittatore africano” e da far definire per la prima volta il suo governo col poco lusinghiero epiteto di “cleptocrazia”, o governo della corruzione;

    La storia della prima squadra di calcio dell’Africa nera a partecipare ad un Mondiale di calcio, partita nel 1974 dallo Zaire alla volta della Germania con aspettative propagandistiche da parte del suo dittatore, e sconfitta per 2-0 all’esordio contro la Scozia, e addirittura 9-0 alla seconda partita contro la Jugoslavia, e che alla terza ed ultima partita del girone avrebbe dovuto affrontare il Brasile;

    La storia di un jet privato atterrato in Germania con a bordo le guardie private di Mobutu, che hanno preteso un incontro a porte chiuse con la squadra e hanno detto senza mezzi termini ai giocatori che le loro famiglie rimaste in Africa erano ostaggio dell’esercito, e che una sconfitta contro il Brasile per più di 3 a 0 sarebbe costata la vita ai giocatori stessi e ai loro familiari, così come qualunque tentativo di fuga o di denuncia;

    La storia di undici uomini terrorizzati che hanno giocato un’intera partita contro i Campioni del Mondo uscenti del Brasile (che per qualificarsi doveva vincere con almeno tre gol di scarto) lottando su ogni palla; undici uomini che con la forza della disperazione sono riusciti a mantenere il punteggio sul tre a zero fino all’85 minuto, quando venne assegnata quella punizione dal limite a Junino;

    La storia di Joseph Mwepu Ilunga, numero 2 dello Zaire, che all’85 minuto è in barriera e sa che per salvare la sua vita e quella dei suoi cari da una morte atroce deve resistere per altri cinque minuti, cinque maledetti minuti; e vede sulla palla Rivellino con la maglia del Brasile e il numero 10 sulle spalle, e sa che quel pallone può essere la sua condanna a morte, e ha paura, ha una fottuta paura, e sa che deve fare qualcosa, che Rivellino con i suoi piedini fatati quel pallone non lo deve toccare. E quando sente il fischio dell’arbitro si lancia su quel pallone e lo colpisce con tutta la forza del suo terrore e della sua disperazione, per mandarlo il più lontano possibile.

    La storia dei giocatori del Brasile, che da quel gesto apparentemente folle rimangono spiazzati e, ormai qualificati, praticamente smettono di giocare fermando il risultato sul 3-0;

    La storia di tutto il mondo che per anni ha riso di Mwepu, l’africano che giocava al Mondiale senza sapere le regole, e che ha celebrato il momento come “la punizione battuta al contrario”

    La storia di un giornalista, che nel 2002, dopo la morte di Mobutu e la caduta della dittatura, ha ricostruito l’intera vicenda, rivelando una delle pagine più drammatiche della storia del calcio consumatasi sotto gli occhi ignari di tutto il mondo;

    La storia di noi quattro, che eravamo davvero quattro stronzi.

    La Storia del mondo, che è fatta dalle storie degli uomini, e in queste trova un senso e un compimento.
    Storie drammatiche, ridicole, tragiche, miserabili, nel loro piccolo meravigliose.

    #StorieDaCaffè

  22. Moratti è stato chiamato a testimoniare a Napoli e sollecitato più volte dall’ avv. Prioreschi, che difendeva Moggi, Moratti ha ribadito:
    «Siccome me lo chiede con insistenza, voglio chiarire che le chiamate di Bergamo, mai fatte da me e solo ricevute, mi sono sempre sembrate una presa in giro, perché si voleva far credere che ci fosse un clima di simpatia nei confronti dell’Inter e che dopo dieci anni nei quali non ci era stato possibile vincere, il clima fosse cambiato. Io ho sempre risposto soltanto per una questione di educazione».

    “La telefonata tra Moratti e Bergamo

    Il 10 gennaio 2005, il patron dell’Inter Massimo Moratti chiama il designatore arbitrale Paolo Bergamo per complimentarsi del lavoro svolto dalla terna arbitrale durante la partita Inter-Sampdoria del giorno prima, finita 3-2 dopo un’incredibile rimonta.

    Bergamo: «Hanno lavorato bene anche gli assistenti»

    Moratti: «Bravi, sì, gliel’ho detto alla fine»

    Bergamo: «Uhm»

    Moratti: «Gliel’ho detto a loro alla fine, gli ho detto… a parte che sono due persone simpatiche»

    Bergamo: «Sì»

    Moratti: «Ma poi gli ho detto alla fine: guardate, proprio bravi. Perché era… due volte è capitato a loro, una volta… insomma bravi a beccarli. Ho detto: guardate, ma come “cazzo” fate voi a beccare… Dice: ma guardi, insomma noi ci abbiamo fatto l’occhio»

    Bergamo: «Però, vede, se c’è un po’, diciamo, di lavoro naturalmente da parte nostra»

    Moratti: «Sì»

    Bergamo: «E cerchiamo sempre di farlo, però anche da parte dell'”allena…”»

    Moratti: «È chiaro» .

    La telefonata continua: due giorni dopo è in programma la partita tra Bologna e Inter, ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia.
    Bergamo: «Mi sono sentito con Facchetti, presidente, per confermare questo clima di cordialità che naturalmente è una cosa che sappiamo io e lei, però il gruppo ha molto apprezzato il lavoro che noi abbiamo fatto nei confronti di Gabriele e Palanca e quindi ho pensato di farli rientrare in Coppa Italia, uno viene a fare l’Inter e uno fa il Milan…»

    Moratti: «Va bene»

    Bergamo: «Volevamo dargli un immagine buona…»

    Moratti: «Sì sì»

    Bergamo: «Mi ha detto Facchetti, sì sì sono d’accordo…»

    Moratti: «Va bene, mercoledì lo andrò a trovare prima della partita»

    Bergamo: «Questo gli farà piacere»

    Moratti: «Vado a salutarlo»

    Bergamo: «Visto che lì non c’è sorteggio ma c’è designazione a voi ho mandato Gabriele, l’ho fatto accompagnare bene da due assistenti molto bravi»

    Moratti: «No no Gabriele è sempre stato un buon arbitro, molto regolare, non ho mai avuto contestazioni…»

    Bergamo: «Un saluto vedrà lo riempirà di gioia»

    Moratti: «La ringrazio, mercoledì sono giù se ce n’è bisogno, lo vado a trovare prima della partita»”

    Vero e ci mancherebbe, prima di una partita entrare nello spogliatoio dell’arbitro è sicuramente una dimostrazione di cortesia, non farlo sarebbe stato proprio da maleducati.

    Viva l’Itaglia dei P.rescritti K.artonati

  23. Alessandro Magno

    e pure la germania ha abbuscato

    • Hanno perso sul campo ma vinto fuori.

      • Alessandro Magno

        se le cose vengono dal cuore e sono tutti d’accordo sono cose belle se le cose devono seguire una forzatura non vanno bene a mio parere. ad esempio non sono d’accordo con la fascia da capitano tricolore la trovo una grande stupidaggine e ipocrisia.

        • Un gesto di denuncia quello di tapparsi la bocca da parte di tutti e 11 i giocatori per le limitazioni alla libertà di esprimere il sostegno ai diritti della comunità Lgbt pesantemente offesa.

  24. C’ERA UNA (S)VOLTA #20

    #Fazi, segretaria del designatore Bergamo , gli dice “Quest’anno la #Juve lo scudetto lo vince perché non c’è nessuno altro”. #Bergamo replica: “Se stasera perdessero con l’inter” e la Fazi: “Che dio volesse”.
    Gli asseriti sodali di #Moggi tifavano #inter? #juve #calciopoli #cofanetto #christmasbox #Juventus #inter

    (Il Maestro Big Luciano Moggi)

  25. Vedremo che inventerà Collina (era in tribuna) per giustificare i clamorosi errori di arbitro e Var in Belgio-Canada.

  26. IL MONDIALE CON LE RAZZE ARBITRALI

    E poi il Rimedio con siete Stati Uniti in rai.

  27. LUCIANO MOGGI

    «Nel corso di Calciopoli, la Fazzi era la segretaria dei designatori, la persona che aiutava a fare i sorteggi. Nell’intercettazione si può chiaramente sentire come il presidente federale Carraro, abbia detto di non fare alcun tipo di favore arbitrale alla Juventus. La Juventus aveva contro il presidente di lega, il presidente federale e i designatori e lo si comprende dalle intercettazioni. Io non ho mai chiesto a nessuno di vincere o di perdere, e c’è un’intercettazione in cui io dico ai designatori “Vale solo il campo” e noi con il campo abbiamo vinto i campionati. Calciopoli ha messo in discussione una società di calcio e ha distrutto il calcio italiano, perché la Juventus dava all’Italia i giocatori che erano fondamentali per vincere con la Nazionale »

  28. Piaccia o non piaccia… la buona educazione paga sempre
    ——————————————————————–
    Durante una telefonata per scambiarsi gli auguri per Natale, il maggiore azionista dell’Inter, Massimo Moratti, comunicava a Bergamo,
    con insistenza, il desiderio di un incontro dal vivo tra i due: “Senta, io ci tenevo però ad incontrarLa, quando Lei aveva un minuto, quando le pare a Lei, che passa da Milano, mi dice Lei dov’è, magari io, ci vedevamo un secondo, proprio mi faceva piacere”.

    Bergamo ricambia: “Anch’io, perché ci tenevo, per farLe una confidenza”.

    Si accordano per vedersi a Milano o a Forte dei Marmi.

    Moratti: Senta, io ci tenevo però ad incontrarLa, quando Lei aveva un minuto, quando le pare a Lei, che passa da Milano, mi dice Lei dov’è, magari io, ci vedevamo un secondo, proprio mi faceva piacere.

    Bergamo: Sì, sì, anch’io volevo farLe così una confidenza, avevo già in animo e speravo di vederLa a Milano alla cena dei presidenti.

    Moratti: No, quella sera lì no. Ma sa che cosa, c’è anche il fatto di Giacinto, che certe volte mi fa piacere che sia lui un po’ a rappresentare, se no sembra uno scherzo ed, invece, così Giacinto può
    essere lui che… ed allora molte volte evito di, di…

    Bergamo: No, no, io non è che non voglia parlare con Giacinto, ma ho confidenza con Lei.

    Moratti: No, no, no, devo vederla anch’io a tu per tu.

    Bergamo: Ecco, era caduta la linea.

    Moratti: E’ caduta… no, no ma anche io, per quello che Le dicevo vediamoci noi due, su questo son d’accordo con Lei, no, no, vediamoci noi due, proprio sinceramente quando Lei pensa di avere un momento libero…

    Bergamo: Lei verrà a Livorno a vedere la gara o la vedrà come?

    Moratti: Eh, sa che non lo so, sa che non lo so? Io evito sempre un po’ di venire fuori casa… e se no..

    Bergamo: E se no la settimana successiva, perché purtroppo…

    Moratti: Io sono qua, io sono qua, magari son da quelle parti a Forte eh… sentiamoci un giorno prima del Livorno, se lei ci ha tempo, o due giorni prima…

    Bergamo: Sì, ci mancherebbe… io sono a Coverciano che riuniamo gli arbitri e gli facciamo i test atletici…

    Moratti: Ecco, magari se vengo su, Lei mi dice ci troviamo qui o…

    Bergamo: Ah, io la chiamo, se no vengo a Milano la settimana successiva.

    Moratti: Benissimo, benissimo. Senta, buon Natale.

    Bergamo: Buona Natale ed un 2005 come merita, presidente.

    Moratti: Grazie sul serio.

    Viva l’Itaglia dei P.rescritti K.artonati
    (Quelli che hanno telefonano solo per fare gli auguri)

  29. Alessandro Magno

    ennessima cagata di cancelo che difensivamente parlando è proprio pessimo per poco il portogallo non si mangia una vittoria ormai facile facile

  30. C’ERA UNA (S)VOLTA #21

    #Meani e #Bergamo,maestri di strategia:10 giorni prima di #JuveMilan del 18.12.04 #Meani sceglie gli arbitri: “Ho parlato.Vanno bene quei 3 li” e Bergamo:”Quindi #Collina,#Paparesta e #Bertini”.
    Meani: “non #DeSantis, perchè è dell’idea che innervosisce la squadra.”
    #milan #calciopoli #Juve #Juventus

    Luciano Moggi

  31. Vedere Qatar Senegal ai mondiali mi fa sorridere. Comunque ai prossimi mondiali a 48 squadre penso che per l’Italia terranno un posto.

  32. Avevo preventivato il Qatar campione del mondo, faccio ammenda, dopo questa sconfitta non credo possa andare avanti😂😂😂

  33. Ultimissime dal Qatar su Danilo

    Distorsione alla caviglia, un infortunio non lieve che impedirà quasi sicuramente al brasiliano di essere a disposizione del Brasile per i prossimi match del girone con Svizzera e Camerun.

    Sarebbe meglio invece che dopo qualche giorno di riposo tornasse a Torino ad allenarsi con la Juve.

    • Concordo in pieno Gió. Da quello che ho letto non è una semplice distorsione ed è molto probabile che non possa rientrare neppure per il campionato in Italia. Spero proprio che non forzino i tempi perché c’è il forte rischio di perderlo definitivamente o che debba andare poi sotto i ferri per un intervento . Le maledizioni anti calciatori Juve proseguono tacci loro e a chi vuole male alla vecchia Signora . E guarda il caso, proprio ora che Danilo era diventato un uomo “ particolarmente decisivo” come uomo squadra e per rendimento.

  34. I RICORDI DEL BARONE

    La fascia di capitano a volte fa vedere delle differenze.
    Anche se ieri sera Danilo non aveva quella fascia e seppure infortunato non si è buttato a terra ruzzolando per il prato come fanno in molti ma stoicamente è rimasto in campo contrastando la sua zona di campo aspettando che l’azione terminasse (addirittura come sottolinea Gioele si tratta di distorsione alla caviglia).

    Al contrario di un nostro capitano bastava un fruscio di un filo d’erba per fargli alzare il braccio per chiedere la sostituzione…eppure davanti aveva dei mocciosi olandesi.

  35. “OMOSESSUALITÀ È UNA MALATTIA MENTALE”: PAROLE SHOCK DELL’AMBASCIATORE DI QATAR 2022

    Khalid Salman, ambasciatore dei Mondiali 2022 in Qatar, ha rilasciato un’intervista controversa a meno di 10 giorni dall’inizio della rassegna FIFA definendo l’omosessualità proibita e una malattia mentale: “tutti accetteranno che i gay vengano nel nostro Paese.
    Ma loro dovranno accettare le nostre regole”.
    Parole che hanno riaperto il vespaio di polemiche sul Qatar e sulla FIFA.

    La Federcalcio tedesca: “Volevamo usare la fascia del nostro capitano per prendere posizione per i valori che la nostra nazionale condivide: diversita’ e rispetto reciproco, insieme ad altre nazioni volevamo che la nostra voce fosse ascoltata”, ha scritto la Dfb”.

    Tutti i giocatori della nazionale tedesca solidali con il loro Capitano e il resto del mondo.

  36. IL RUMORE DEL MARE

    Il brutto tempo continua e il rumore del mare è forte e non ti fa dormire…
    Ieri sera ho fatto il tifo per gli americani forse perché d’azzurro vestiti…
    E siccome c’erano gli inglesi sono andato a spulciare la loro storia calcistica.

    “Nel 1950 l’Uruguay era campione del mondo, ma probabilmente non la nazionale più forte del pianeta.
    Sì, perché la nazionale migliore del mondo era l’Ungheria.
    E lo resterà per almeno metà decennio.
    Giocava un calcio nuovo e rivoluzionario che ha tracciato la strada percorsa poi dall’Ajax di Michels e Cruijff ed in tempi recenti dal Barcellona di Guardiola.
    Nel 1952 quell’Ungheria vinse anche la medaglia d’oro alle Olimpiadi.
    Per questo motivo era stata invitata dai “maestri” del calcio inglesi per disputare un’amichevole.
    Quella delle amichevoli illustri era un’abitudine dell’Inghilterra che, per due decenni, credendosi superiore a tutti, non aveva partecipato a competizioni internazionali e faceva delle partite-esibizione per i propri tifosi (nel 1950 aveva finalmente partecipato ai mondiali, tornando a casa umiliati).
    Il 25 Novembre 1953 l’Ungheria mise piede a Wembley,
    nello stadio in cui l’Inghilterra non aveva mai perso.
    L’accoglienza per i magiari fu un misto di sguardi curiosi e battute offensive.
    I giocatori inglesi guardavano gli avversari con sdegno e addirittura ridevano delle loro scarpe come ricorda il capitano Wright:
    “Notai che le scarpe degli ungheresi avevano, sotto la caviglia, una specie di pantofola. ‘Non sono neanche attrezzati’, dissi al mio amico, ma purtroppo lo erano eccome”.
    Le battute non risparmiarono nemmeno il numero 10 ungherese
    “Vedi quel tipo basso e ciccione? Li faremo a pezzi”.
    Peccato che quel ciccione fosse Ferenc Puskas, uno dei migliori giocatori della storia.
    Le risate finirono subito dopo il fischio d’inizio.
    Nemmeno un minuto e la punta Hidegkuti aveva già segnato il primo gol.
    Da lì in avanti ci fu un monologo dell’Ungheria che si dimostrò troppo superiore, tenendo costantemente la palla e giocando a ritmi insostenibili per i sudditi di Sua Maestà.
    La partita finì con un clamoroso 6-3 per gli ungheresi, che al ritorno in patria furono accolti da trionfatori.
    I 100 mila di Wembley andarono a casa convinti di aver visto i marziani e i dirigenti inglesi capirono che quel loro presuntuoso isolamento li aveva indeboliti.
    L’orgoglio però li portò a chiedere la rivincita che ci giocò al Nepstadion di Budapest il 23 Maggio 1954.
    E agli inglesi, ansiosi di rifarsi andò anche peggio: 7-1 per l’Ungheria del “ciccione” Puskas.
    Un’altra batosta leggendaria, come leggendaria era quella squadra:

    Grosics, Buzansky, Lorant, Lantos, Bozsik, Zakarias, Budai, Kocsis, Hidegkuti, Puskas, Czibor”.

    • Quelle pantofole poi, credo abbiano aperto una nuova leggenda. Erano una piuma ( si diceva ) e costavano più dei migliori mocassini del tempo. Ne ho avute due paia e le trattavo come se fossero le scarpe della domenica. Dopo ogni partita o allenamento prima uno straccio umido e poi crema molto leggera per non rovinare il timbro d’oro. Erano le pantofola d’oro.

      • “Erano le pantofola d’oro.” Sì, vero. Fabbrica se non sbaglio di Ascoli Piceno. Ora si chiamano 5 stelle.

  37. C’ERA UNA (S)VOLTA #21BIS

    #Meani pressante su #Bergamo: “io ho mantenuto la promessa della borsa. Vediamo se tu mantieni la tua…la promessa di quello che c’è sulle fasce laterali…#Puglisi se gli fai fare il #Milan qualche volta.” Ed il designatore: “Si che glielo faccio fare.” E Meani “Fagli fare #MilanFiorentina”. A buon intenditor poche parole.

    (Luciano Moggi)

  38. Alessandro Magno

    l’argentina si è ripresa ma per un ora han visto la paura

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