Silvia Vada, il giornalismo è anche donna. Intervista a una pioniera delle giornaliste sportive Silvia Vada è stata tra le prime giornaliste ad occuparsi di calcio, una vera pioniera mossa dalla passione per questo sport e dall’amore per il Torino

Scritto da Cinzia Fresia

 

Silvia Vada è stata tra le prime giornaliste ad occuparsi di sport ma soprattutto di calcio maschile: una vera pioniera del giornalismo sportivo che con gli anni è diventata un volto storico di Italia 1.

Mi accoglie nella sua bellissima casa nel cuore di Torino; Silvia sembra un’adolescente, in jeans attillati, scalza e con una “cucchiarella” di legno in mano: la sorprendo a cucinare un ragù e scopro che la sera ha ospiti a cena, ma i nomi sono rigorosamente Top Secret.

Silvia è una cascata di riccioli e ha un sorriso incantevole; mi racconta che per uno strano scherzo del destino è diventata un volto noto del giornalismo italiano.

Bellissima e preparata, ha da tempo ha lasciato il giornalismo sportivo ed attualmente si occupa di cronaca come corrispondente per il Piemonte e Val d’Aosta, ma oggi è con me per raccontarci di sé, del suo lavoro ma soprattutto della sua grande passione: il calcio.

Silvia Vada, nonostante i 30 anni di carriera, sembra una ragazzina, ama gli animali, e noto con piacere che vive un con un bellissimo cucciolone che dorme a zampe all’aria sul tappeto del salotto.

Tra una girata al ragu’ e l’altra iniziamo l’intervista con una domanda che forse non avrei dovuto fare: “Ma come mai sei tifosa del Torino? “

Lei mi guarda, sorride e non risponde …

Ok, cambiamo argomento…

Silvia, tu sei stata una delle prime giornaliste ad occuparsi di calcio, come sono stati gli inizi, come sei riuscita a vincere i pregiudizi maschili di questo ambiente?

I pregiudizi non li ho mai vinti. I colleghi maschi non mi ritenevano brava come loro, e in fondo avevano ragione.I maschi tirano calci al pallone appena cominciano a camminare, quindi assimilano meglio il significato di una marcatura laterale o la differenza tra un 4-4-2 o un 3-5-2 rispetto ad una donna. Però il calcio, per fortuna, non è fatto di soli numeri e tecnicismi: il calcio è energia, emozione, riscatto, dove un uomo e una donna raccontando il calcio con punti di vista diversi si compensano a vicenda.

Ci racconti gli inizi della tua carriera?

Avevo 17 anni e tornavo dal Brasile dove ho vissuto l’infanzia. I miei si trasferirono lì per motivi di lavoro e quando tornai parlavo il portoghese quasi come una madre lingua; accadde che in quel periodo era arrivato a Torino, nelle fila del Toro, Leo Junior con la famiglia, parlando portoghese mi chiamarono per essere di supporto e aiuto.

Poi successe che Gianni Vasino, l’allora direttore di Raisport mi chiese se volevo condurre una trasmissione radiofonica insieme ad Antonella Clerici “Oggi sport”: erano tempi in cui si intervistavano i grandi Campioni a casa, ogni giocatore si faceva intervistare dal giornalista che più preferiva c’era un rapporto diretto che si trasformava spesso anche in un’amicizia. Attualmente avvicinare i giocatori è più’ complicato, mediano le Società.

Ad un certo punto della mia carriera in Rai incontrai Silvio Berlusconi, cioè Mediaset, che mi offrì di occuparmi del Torino (a quel tempo reduce da Martin Vazquez e sotto la presidenza di Goveani) che è anche la mia squadra del cuore, ed io, da grande tifosa granata e molto appassionata, accettai immediatamente.

Purtroppo però, la poca attenzione e i bassi ascolti sul Torino, non giustificavano una presenza dedicata, così la rete mi propose di passare alla cronaca come corrispondente su Piemonte e Valle D’Aosta: smisi quando il Toro era allenato da Nedo Sonetti.

Ma continuai a parlare di calcio, partecipavo come opinionista fissa in tutte i format delle emittenti private, anche se la mia modalità schietta e diretta nel dire ciò che pensavo mi faceva guadagnare sgridate e “bacchettate sulle dita” da parte dei conduttori e delle società non sempre in sintonia con i miei punti di vista.

Ritieni che ai nostri giorni, le donne che si occupano di calcio siano accettate o tollerate e supponi che siano messe in risalto per le doti professionali o per altre peculiarità?

A me le donne giornaliste e conduttrici di calcio attuali piacciono moltissimo, magari non saranno tutte “esperte” come Diletta Leotta, per esempio che resta comunque una bellissima presenza in DAZN, ma ci sono colleghe bravissime e competenti come Ilaria D’Amico e Paola Ferrari in auge da anni, che stimo particolarmente. Ma mi piacciono altresì le giovani visibili nelle emittenti private le quali fanno veramente di tutto come le cronache, che sono difficilissime, sono talmente brave che potrebbero darmi lezioni.

Cosa ne pensi del calcio di oggi?

Una volta il calcio era campanilista. I bambini tifavano le squadre della loro regione oggi tifano per i grandi campioni. Il sistema era interessato a crescere campioni che restavano in questo ambito e contribuivano a far crescere di qualità il nostro calcio, oggi non è più così, è uno sport sdoganato che si occupa più di plusvalenze che di atleti.

Hai condiviso l’arrivo di Cristiano Ronaldo in Italia?

Assolutamente sì e riconosco che la Juventus sia stata geniale in questa operazione. Personalmente non condivido chi non è d’accordo e vorrei l’arrivo di un “Ronaldo” ogni anno,  infatti sono indignata per il mancato arrivo di Luis Suarez.
Ronaldo è un grande calciatore e non si può assolutamente criticare, un professionista serio che valorizza e diffonde il calcio italiano.

Tu avrai conosciuto sicuramente molti tra giocatori e tecnici, chi ti ha colpita maggiormente in positivo?

Ho trascorso momenti unici e serate indimenticabili con tanti campioni; ho partecipato a feste meravigliose come quella del Napoli in occasione della conquista dello scudetto: ho condiviso eventi fantastici con Maradona, Careca, Juniorma anche Ciro Ferrara, Platini la lista è lunghissima, ma nel mio cuore restano tre persone che per me mantengono un posto speciale, e sono Claudio Sala, Franco Lerda e Moreno Longo.

Quale figura del mondo del giornalismo ti ha ispirata e formata in questa brillante carriera?

Mario Giordano: un giornalista geniale, un talent scout, nonché una persona meravigliosa, un uomo molto corretto anche in famiglia. I suoi insegnamenti mi hanno dato molto.

silvia vada mediaset
fonte immagine: profilo Fb della giornalista

In questo momento storico quale Società ritieni sia la più forte tecnicamente?

Indubbiamente non si può prescindere dalla classifica però non stimo quelle squadre che effettuano campagne acquisti, con fondi non di proprietà.

Oggi ritengo Atalanta, Sassuolo e Fiorentina, le società che hanno fatto qualcosa di bello per il nostro calcio.

Attualmente abbiamo visto come in Italia approdano i fuoriclasse come Ronaldo, Ibrahimovic, Ribery e per un vizio di forma non è arrivato Luis Suarez: sono giocatori a fine carriera, validi ma costosissimi, con ingaggi stellari.

Invece di investire su star a fine carriera bisognerebbe investire per far crescere i giovani.

Ma, far crescere i giovani costa e non vende e come abbiamo detto in precedenza, il calcio italiano fa più finanza che altro, questo anche per gli eccessivi costi che oggi ha il calcio.

Il Torino, l’Atalanta, l’Ascoli avevano prestigiose scuole calcio dove i ragazzi venivano selezionati e preparati per carriere importanti, questo non succede più quindi non si dà modo al calcio italiano di crescere, e ciò si riflette anche sugli allenatori i quali sono carenti di trofei in Europa.

Mancano i Gattuso, i Cassano e i Totti: ragazzi a cui è stato insegnato a competere.

Lo stesso concetto riguarda gli allenatori italiani, i quali sono carenti di trofei europei, perché troppo fedeli alla loro etichetta: non adattano la mentalità alla loro squadra ma pretendono il contrario.

Silvia, hai vissuto tante partite, tante avventure, incontri che ti hanno dato tanto,  ma c’è un episodio che vorresti rivivere?

Si, non so cosa darei per tornare al 15 di Aprile 1992 quando il Torino di Emiliano Mondonico trionfò al Delle Alpi per 2-0 battendo il Real Madrid e conquistando l’accesso alla finale di Coppa UEFA: una data memorabile, una notte piena di magia che vide le piazze e le vie di Torino riempirsi di bandiere granata.

Che consigli daresti oggi alle ragazze che voglio intraprendere questo mestiere?

Direi loro di provarci,  di seguire il sogno!!!

Intervista di Cinzia Fresia a Silvia Vada, liberamente tratto da “gol di tacco a spillo”

Roberto Baggio | Dario legge Il pallone racconta di Stefano Bedeschi

Roberto Baggio Dario legge Il pallone racconta di Stefano Bedeschi #Baggio #juventus #megliodiniente #robertobaggio #ilpalloneracconta #stefanobedeschi megliodiniente.com Giovane talento nato in provincia di Vicenza – scrive Renato Tavella nel suo libro “Il romanzo della grande Juventus” – e passato a deliziare il palato, sempre esigente, dei tifosi della Fiorentina. La vicenda che lo conduce alla Juventus trattiene tutti gli ingredienti dei “gialli” d’autore. La piazza fiorentina che scende in protesta per conservare il suo “gioiello”. Quella bianconera che vede nell’astro emergente la possibilità di rimettere sul gradino più alto la squadra del cuore. Le schermaglie fra le due dirigenze; le voci continuamente smentite, messe in circolazione dai giornali, che vanno a nozze quando si creano situazioni tanto viscerali. Poi il personaggio, il protagonista. Baggio è un ragazzo sensibile, dice che il cuore conta e anche davanti al danaro sa far valere le sue ragioni. Firenze è una città che ama, la squadra gli piace, l’ambiente lo carica. Alla Juventus, che sarà? La vicenda avvince, si scrivono fiumi di parole. In verità, la bravura del giocatore giustifica tanto trambusto. Ha talento. Gioca con fantasia, è ambidestro, segna e fa segnare i compagni. Il carattere è un po’ ombroso, ma l’uomo deve ancora crescere e farsi. Con queste premesse comincia l’avventura juventina di Baggio, che durerà cinque anni. Con i colori bianconeri vince uno scudetto, una Coppa Italia e una Coppa Uefa. Sarà inoltre premiato con il Pallone d’Oro nel 1993 e col premio FIFA World Player nel 1994. Ma non riuscirà mai a entrare nel cuore dei dirigenti bianconeri (celebre è rimasto l’appellativo di Coniglio Bagnato, coniato dall’Avvocato) e nemmeno in quello dei tifosi, che non gli perdonano il togliersi la sciarpa bianconera durante la sua presentazione alla stampa. «Mi ricordo ancora la scena – racconta Antonio Caliendo – quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch’io». «Non avevo nulla contro i bianconeri – dirà anni dopo Baggio – è che volevo restare a Firenze. E poi la società fece un gioco non bello. Mi vendette senza dirlo. Io dicevo ai tifosi che non sarei andato via e un bel giorno scoprii che, tenendomi all’oscuro di tutto, mi avevano ceduto. Si faceva così, allora. Poi si dava la colpa ai giocatori che volevano andar via per soldi. Balle, almeno nel mio caso. Io volevo restare per gratitudine per la gente di Firenze. Per i primi due anni non ho giocato. Mi hanno aspettato e voluto bene. Come fai a dimenticarli?» La goccia che fa traboccare il vaso avviene il 6 aprile 1991, quando ritorna per la prima volta a Firenze con la maglia della Juventus. Baggio gioca male e si rifiuta di tirare il rigore che potrebbe dare il pareggio alla squadra bianconera; sostituito dopo un’ora, uscendo dal campo raccoglie una sciarpa viola lanciata da una ragazza dei distinti. Il boato di gioia della gente di Firenze è pari soltanto all’uragano di fischi dei tifosi bianconeri. Qualità tecniche superlative, nessuno può metterlo in dubbio, da fuoriclasse assoluto ma che, onestamente, non lo è stato per limiti fisici e caratteriali. La vittoria al Mondiale americano gli avrebbe insegnato a vincere, invece, quel rigore sbagliato lo consacrò definitivamente come Coniglio Bagnato. L’infortunio dell’anno dopo, che gli fa saltare praticamente tutto il girone d’andata, e l’esplosione di Del Piero, lo relegano di nuovo al ruolo di ciliegina sulla torta, come accadrà in seguito al Milan. Il palmarès è troppo esiguo per includerlo nell’Olimpo e, a ben vedere, in nessuno dei due scudetti fu veramente decisivo, anche se non solo per colpa sua. Pochi, infatti, ricordano che, per lunghi anni, è stato l’oggetto delle polemiche di chi lo considerava un raccomandato, sull’altare del quale veniva sacrificato Zola. Poi, piano piano, è diventato l’idolo del circo televisivo, per assurgere a vittima di Del Piero; la bellezza del nostro sistema giornalistico. Con la Juventus, oggettivamente, ha fatto il massimo; aveva contro un Milan inavvicinabile e, quel poco che ha vinto (tranne lo scudetto), lo ha fatto da protagonista quasi assoluto (la Coppa Uefa la vinse da solo, finale a parte). Unico lo è stato sicuramente per la capacità di dividere l’opinione pubblica. Gli ultimi anni era diventato insopportabile per l’aura di santità che circondava qualsiasi cosa dicesse o facesse. A suo favore, il fatto che lasciato il calcio sia sparito, senza lucrare sulla sua popolarità immensa. Davvero un personaggio controverso che, però, ci ha lasciato almeno una trentina di goal indimenticabili.

COSÌ LO RACCONTA CAMINITI, NEL 1991…

http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/02/roberto-baggio.html

Uno contro tutti 11-11-2020

 

Juve Night Show s01 e09

 

con Antonio Corsa Leomina Benny Nico Francesco Musina e Arco Lubrano presenta BEN

Io continuo a vedere segnali positivi

 

Articolo di Alessandro Magno

C’è molto disfattismo nell’aria. Adesso c’è da una parte la caccia a Dybala dall’altra la caccia al mister che non fa giocare Dybala. L’altro ieri c’era la caccia a Bernardeschi. A Chiellini. Da qualche tempo a fasi alterne anche a Bonucci. Credo che 9 anni di vittorie hanno fatto veramente male al tifoso juventino abituandolo veramente veramente male. Oggi non si accetta più un periodo di difficoltà . Non vanno bene neppure i pareggi (la Juve per lo meno in campionato è imbattuta). Oggi si vuol vincere sempre e non si capisce che questo è assolutamente impossibile. Questo è un campionato anomalo, forse più di quello dell’anno scorso, che almeno fu preparato prima di venire bloccato. In questo campionato non c’è stata preparazione per nessuno e quindi è evidente come le squadre che hanno trovato una quadratura l’anno scorso e non hanno cambiato moltissimo vedi il Milan si sono trovate più preparate. Se ci mettiamo anche a volte la buona sorte, fra rigori non dati, pali e gol annullati di un’ nulla, oltre al gol preso al 95mo contro la Lazio, alla Juventus oggi mancano tantissimi punti.

Ma veniamo a Lazio Juventus. La nota dolente è sicuramente non essere riusciti a vincere contro una Lazio che era fortemente rimaneggiata a causa della positività di alcuni suoi atleti. In questo senso è chiaro che non si è sfruttata un ottima opportunità. Fermo restando questo presupposto io ho visto un ottima Juventus per almeno 70 minuti. Alla Lazio non è stato concesso di tirare quasi mai in porta, mentre la Juventus ha avuto alcune occasioni importanti per raddoppiare vedi palo vedi parate di Reina. Chiaramente il non raddoppiare ti espone poi al rischio di pareggiare la partita, questo è risaputo fin dalla notte dei tempi. Sul baricentro più basso che la Juve ha avuto e dove alcuni capiscer, che mi permetto di dire capiscono poco di calcio, han fatto notare, credo sia stata una scelta strategica di Pirlo anche particolarmente azzeccata. Affrontavamo la squadra di contropiedisti per antonomasia, che l’anno scorso con questa tattica ci ha battuto per ben due volte con tre gol all’attivo , e di fatto non gli abbiamo concesso nemmeno un contropiede.

Nel finale però forse per stanchezza, forse per i cambi, alcuni obbligati (vedi Ronaldo e Morata), la Juve effettivamente si è abbassata un poco troppo. Tuttavia la difesa ha retto benissimo almeno fino al gol. Di fatto, seppure la Lazio risultava arrembante, di tiri contro la nostra porta non se ne sono visti mai, tanto è vero che Szczesny nel finale non ha effettuato nessuna parata e la difesa se la cavava molto bene. Purtroppo siamo ormai schiavi di gente che vede il calcio in modo televisivo. Ho letto da più parti che se avessimo attaccato ancora di più nel finale avremmo sicuramente vinto. Questa è un equazione terribile, figlia della moda dei giorni nostri per cui attaccare equivale a vincere. Io ricordo che sul finire dell’anno scorso partite vinte come col Milan e il Sassuolo dove si era avanti 2-0 sono state perse o pareggiate per continuare ad attaccare idem con l’Udinese. Lo stesso Sarri disse contro i bianconeri : ”Abbiamo perso perchè volevamo vincere”. Era una partita che si era sull’ 1-1 e perdemmo al 94mo su un contropiede. Ora quindi attaccare equivale a vincere toglietevelo proprio dalla testa una volta e per sempre perchè non è proprio così. Si puo’ anche attaccare e perdere evidentemente.

Ieri si è pareggiato perchè è mancata concentrazione nell’ultima azione. La Juve è un cantiere ed è una squadra estremamente giovane. Ci sono giocatori nuovi che non hanno ancora l’esperienza di giocare sempre per vincere e si dovranno abituare. Abbiamo il nostro miglior centrale De Ligt fuori dall’inizio e uno dei nostri migliori giocatori, Dybala, che non sta bene, visto che non è potuto andare neppure in nazionale. Pirlo gioca con i giocatori contati al momento, ieri erano fuori Ramsey, Chiesa, Alex Sandro, Chiellini, De Ligt probabilmente Arthur che ancora non si è ripreso. Ci sono giocatori come Cuadrado Bonucci e Danilo che stanno facendo gli straordinari. Abbiamo perso una sola partita con il Barcellona. E’ un periodo che gira male ma sono fiducioso e penso che la Juve migliorerà. Nel frattempo magari restare calmi aiuterebbe l’ambiente.

Gli allenatori cambiano .. i problemi restano.

scritto da Cinzia Fresia

 

 

Come al solito quando si deve cercare una responsabilità  ad un  fallimento si da la colpa  a quello che entra gli ultimi 10 minuti che prende un fracco di botte senza considerare gli  errori di prima, sorvolando sui nomi,   perché sappiamo di chi si parla, durante la partita  c’è chi ha fallito un numero elevato di gol, avremmo vinto 5-0, e proprio sul gol di Caicedo,  Bonucci e i suoi compari prendevano già  il the con i pasticcini. Spero che Andrea Pirlo  si renda conto che il Kit “il piccolo allenatore” non è sufficiente per far di lui un “allenatore”, mi spiego: ripiegare sull’errore di 2 singoli perché Dybala non ha fatto tutto da solo, senza assumersi la responsabilità di una partita che andava chiusa “PRIMA!!!!!!!” senza buttare una valanga di gol, non è da persona onesta. Purtroppo e questa partita ne è una prova,   la Juventus con una squadra anche un po’ rimaneggiata ma tuttavia forte non ce la fa, butta il risultato .. La Juventus non regge i ritmi delle squadre forti e  trova capri espiatori ad errori di concetto come  approccio alla partita. Penso che ogni allenatore e giocatore conosca l’avversario che affronta quindi sapevano anche senza Immobile di che genere di prova  si andava a fare.

Intanto non capisco per quale motivo considerato che Pirlo fa giocare in coppia con Ronaldo  o Morata o Dybala, abbia scelto il più stanco nel primo tempo,  per poi cambiarlo gli ultimi 7 minuti quando non serviva più a niente, vorrei saperlo perché sarebbe interessante capire, la sfortuna, diciamo anche l’indulgenza del terribile arbitro che ha permesso ai laziali di fare i picchiatori, cosa che peraltro fanno con una certa regolarità .. ha fatto sì che vuoi un calcio .. vuoi un altro, Ronaldo si sia  distorto una caviglia. Nel momento in cui e’ uscito , Morata era sfinito, quindi ecco Dybala con Bernardeschi .. e se mi consentite soprattutto Bernardeschi delle ultime partite .. ha combinato più danni che cose buone, inoltre, la squadra stava già perdendo il lume della ragione, in quell’incauta tenuta di  palla nella speranza di far passare in fretta il tempo e chiuderla con il fiatone 1-0, ma non funziona così .. no, è un escamotage che conoscono anche i fili d’erba del campo, è bastato un errore che zac ..ecco il pareggio.

La Juventus non ne aveva più e persi i riferimenti .. perso il riisultato .. Poi ..

Avrei stimato di più se Pirlo avesse detto ai microfoni “Mi dispiace .. ho sbagliato tutto .. sono un cretino” invece di dare la colpa a Dybala tout court .. omettendo la valanga di errori fatti prima .. pali, traverse, tir in aria, palloni non passati insomma c’è n’è per tutti. Perciò il consiglio che darei alla squadra e soprattutto ad Andrea Pirlo, che la presunzione è una brutta cosa .. detto questo  tanti auguri perché ne avremo bisogno.

 

Pagella Lazio Juventus 1-1

 

 

Pagelle di Alessandro Magno

 

Szczesny 5,5 Non ha particolari colpe sul gol ma non mi è piaciuto sul colpo di testa di Milinkovic Savic dove un cross dalla trequarti arriva fin sulla testa del laziale praticamente nell’area piccola. Credo che in quell’occasione un portiere debba uscire sicuro in presa o per lo meno con i pugni. Ps. poi è bene aspettarsi ogni tanto un miracolo dal portiere della Juve oppure no?

Cuadrado 6,5 Onestamente è fra i migliori dei nostri se non che partecipa attivamente al patatrac finale quando si fa scappare Correa. Tuttavia forse non si è voluto prendere un rosso stendendolo visto che era già ammonito.

Demiral 6,5 Preciso e deciso. Fa anche molta attenzione a non commettere falli inutili e spesso va in anticipo sugli attaccanti avversari. Sicuramente una buona prestazione.

Bonucci 5,5 E’ forse il migliore dei centrali oggi con interventi sempre giusti e puntuali. Poco prima del gol ferma anche Correa lanciato a rete. Tuttavia le partite sono fatte di dettagli e lasciare girare Caicedo al 95mo purtroppo ci costa due punti. Forse li bisognava esser più tosti.

Danilo 6,5 Preciso puntuale come un orologio svizzero. Sempre attento. Non spinge mai perchè questo viene chiesto solo a Cuadrado ma come terzino e o terzo centrale è assolutamente una garanzia.

Kulusevski 6,5 Prova positiva anche la sua soprattutto nei momenti di difficoltà è uscito palla al piede con degli ottimi strappi cosi come ha fatto Rabiot , purtroppo la sua abnegazione in un ruolo non propriamente suo non è servita a portare i 3 punti. E’ un buon appoggio per le sortite di Cuadrado.

Bentancur 6,5 E’ l’unico che recupera dei palloni in contrasto con i laziali e rischia qualche fallo piuttosto che vedersi palleggiare in faccia. Bravissimo anche nell’occasione del gol.

Rabiot 6,5 Il suo recupero a contrasto è nullo e questo spesso è un difetto tuttavia riesce a intercettare diversi palloni sulla linea di passaggio e a ripartire con bello slancio. Peccato perchè come detto per Kulusevski i suoi strappi meriterebbero di esser sfruttati maggiormente dagli avanti Juventini. Impegna Reina con un bel tiro rasoterra.

Frabotta 5 Al momento non sembra starci in questa squadra. Diligente nel primo tempo la sua prestazione è prettamente difensiva tuttavia per avere un esterno così abulico in fase offensiva non sarebbe meglio giocare con un centrocampista in più?

Morata 6,5 Mi è piaciuto molto anche oggi dove non ha trovato mai il tiro in porta. Ha giocato moltissimo per la squadra. Tiene palla fa salire gli altri. Si prende i falli. Una buona prestazione anche oggi.

Ronaldo 6 Segna un gol dei suoi facendosi trovare al posto giusto al momento giusto e sfiora il raddoppio centrando l’incrocio e poi impegnando Reina su punizione tuttavia l’errore quando in 4 contro 2 non riusciamo ad andare a tiro perchè lui la stoppa male e si fa recuperare è un errore grave che ci costa il mancato raddoppio e i tre punti. Credo che debba giocare di più con la squadra visto che la squadra di Pirlo crea molto.

 

Dybala 5 L’errore di perdere la palla che comunque McKennie non gli da molto bene è un errore che lui con la sua tecnica poteva evitare. Da quel fallo laterale nasce l’1-1.

McKennie 5 Spiace perchè pare entri bene recuperando dei bei palloni tuttavia sbaglia l’appoggio a Dybala e ho l’impressione che possa dare una mano a Bonucci su Caicedo.

Bernardeschi SV

 

Juventus 5,5 La Juventus ha giocato una buona partita costruendo e tirando più della Lazio nonostante i biancocelesti abbiano avuto una supremazia territoriale più ampia. Peccato non aver sfruttato a dovere tutti i contropiedi perchè se non chiudi le partite poi è facile finiscano così. Nel finale ci si abbassa un poco troppo e questo non piace, però fino al gol ci si era difesi abbastanza bene. Al netto delle assenze della Lazio si doveva vincere.

Pirlo 5,5 Si è lamentato della mancanza di cazzima di qualcuno nei 15 minuti finali. Lui è il mister li cazzi lui. Sfortunato perchè toglie Ronaldo e Morata 10 minuti dopo chiede il cambio. Credo avrebbe preferito giocarla con uno dei due. Comunque certe partite si vincono anche con la bravura degli allenatori. Se era una prova di maturità per la squadra visto che la Lazio era piena di assenti, non è stata superata.

Arbitro 5 Sinceramente vergognoso. Ammonizioni unilaterali e falli unilaterali dal primo minuto. La chicca finale con il gol fuori tempo massimo visto che la Lazio segna al 95mo e minuti di recupero erano 4.

Domenica 8 novembre 2020 Lazio-Juventus ore 12.30 Stadio Olimpico – Roma

scritto da Cinzia Fresia

Ritorno in campo per la Juventus in quel di Roma  contro la Lazio: la Juventus si presenta carica in forma e vittoriosa a Budapest, e quest’anno con la Lazio la Juventus non vuole fallire.

La squadra bianco celeste  intanto è stata al centro di polemiche e accuse circa la gestione della positività al Covid-19 di Immobile, Leiva e Strakoscha, il sospetto è che la Società abbia taciuto esiti precedenti  per non rinunciare a tre nomini tra i più importanti della formazione in occasione del match contro  il Torino.

Sta di fatto che lo staff Lazio respinge tutte le accuse e all’olimpico i tre giocatori positivi al Covid-19 come da protocollo  non giocheranno.

“Una partita difficile ma bella” è questo  il giudizio generale  di Andrea Pirlo, tenendo presente che per la Juve tutte sono difficili anche lo Spezia. Si fa viva anche se non ancora confermata un’ ipotesi di  Dybala tre quartista insieme alla coppia d’attacco Ronaldo e Morata. Una fantasia che potrebbe rimanere tale, ma al contrario sembrerebbe che si possa realizzare.

Una terna in attacco così è ciò che tenta Andrea Pirlo, il quale potrebbe mettere Dybala come tre quartista. Ma così facendo mettendoli tutti e tre rischierebbe di perderne uno se si fa male. In questo momento la condizione di Dybala non è ancora ottimale, e rischiare un giocatore non così facilmente sostituibile, non se ne parla.

Top Planet 6 -11- 20 Ante Lazio – Juventus

 

Il punto della situazione ad oggi

Articolo di Alessandro Magno

 

Faccio difficoltà a scrivere qualcosa del Ferencvaros e della Juventus. Dopo un primo tempo un poco di studio tutto è filato liscio e si può dire è mancato solo il gol di Ronaldo. Bene così, bene il secondo posto consolidato nel girone e buoni questi altri 4 gol dopo i 4 allo Spezia. Facile ma non scontato e abbiamo visto quante difficoltà sta trovando l’Inter. Oltretutto siamo gli unici che abbiamo vinto visto che Atalanta e Inter hanno perso e la Lazio ha pareggiato alla fine. A questo punto visto che della partita si è detto tutto e ho già detto alcune cose nel video del pomeriggio mi piacerebbe fare un piccolo elenco di promossi rimandati e bocciati di questo inizio di stagione, al netto di Barcellona Juventus dove onestamente sono stati tutti inguardabili.

Portieri abbastanza bene sia Szczesny che Buffon non pare nessuno dei due particolarmente colpevole di gol presi anche se io ho avuto l’impressione di un Buffon un poco indeciso.
Per quanto riguarda la difesa sicuramente l’uomo del momento è Danilo. Ha avuto un inizio di stagione da vero leader e pare che Pirlo gli abbia cucito addosso questo ruolo di terzo centrale difensivo in cui si trova davvero a suo agio. Per ora promosso anche a pieni voti Cuadrado sempre più padrone di tutta la fascia.In attesa di De Ligt e Alex Sandro chissà che si possa un giorno provare una difesa a 4 Cuadrado De Ligt Danilo Alex Sandro. Indubbiamente sarebbe una difesa dai piedi buoni e anche dalla corsa. Forse un poco troppo leggerina visto il solo De Ligt difensore vero ma chissà. Al momento rivedibile Frabotta e anche Demiral, rimandati Bonucci e Chiellini. Sembrano lontani i bei tempi della BBC Chiellini non convince anche se ha giocato poco Bonucci è sempre meno bravo nella fase difensiva anche se se la cava ancora abbastanza con i lanci.

Nel centrocampo devo dire promosso a pieni voti McKennie che da sempre la sensazione di poter fare qualcosa di positivo. A me piace moltissimo anche Arthur , testa alta e pensante passaggi sempre corretti e mai paura di perder la palla. Forse bisogna risolvere l’annoso equivoco su chi imposta perchè se continua a impostare Bonucci è chiaro che Arthur si deprime. Rivedibili Rabiot e Bentancur che fra alti e bassi sembrano in crescita. Bocciato Ramsey al momento non pare nè carne nè pesce e anche se si da un sacco da fare, un poco per fragilità un poco per sua natura, non pare proprio coeso con il reso del gruppo. Se non dimentico nessuno ci sono ancora Kulusevski e Chiesa che direi sono rimandati perchè fra alti e bassi anche loro han pagato lo scotto della giovane età e del passaggio a una maglia pesantissima anche se hanno già fatto vedere buone cose.

In attacco al netto di Barcellona penso di poter dire che sia Ronaldo e Dybala sono in crescita e non hanno bisogno di questo inizio di stagione per dover esser giudicati. A Dybala basta non fare il capriccioso a CR7 non esser troppo egoista poi le cose verranno da se. Super promosso e uomo del momento Alvaro Morata cui tutto cio’ che tocca diventa oro. Speriamo che sia sempre cosi ma già oggi non ha fatto rimpiangere nè Dzeko nè Suarez. Bocciatissimo al momento Bernardeschi cui davvero non riesce quasi niente se non quello di fare danni. E’ un giocatore involuto e palesemente in difficoltà. Al netto di questo non mi piace la caccia all’uomo che la tifoseria gli sta facendo. Questo bullismo da tastiera di tanti contro uno in difficoltà. E’ una cosa che ho sempre detestato. Non mi piaceva contro Krasic contro Giovinco, Hernanes, Sturaro, De Sciglio e non mi piace neanche contro Bernardeschi.

 

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