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ricchiuti143 SPECIALE FARSOPOLI.

Di Enzo Ricchiuti

 

Sono scaduti i termini per chiedere la revisione del processo. Adesso?

Forse ci si riferisce alla storia del deposito delle motivazioni della Cassazione su Calciopoli. Le motivazioni sono state rese pubbliche a inizio settembre ed essendo trascorsi i 30 giorni da tale data sarebbero scaduti i termini per adire l’art. 39. In teoria sarebbe anche vero. Ma per la revocazione basta un qualsiasi fatto nuovo. Un possibile nuovo fatto nuovo potrebbe essere ad esempio la vittoria della Juve al Tar. Io consiglierei la seconda strada prevista dall’art. 39, ossia la revisione. A differenza della revocazione, la revisione non è soggetta a limiti temporali del fatto nuovo ed è praticamente vittoria certa. Perché è la stessa Corte giudicante, la mitica Corte Federale d’Appello, a chiedere giustizia per te. Chiaro che per vincere in questo modo bisogna entrare nelle istituzioni ma per uno (o i tanti ) come me che credono nelle rivoluzioni solo se fatte col permesso di tutti andare sul sicuro è l’unico motivo e modo per andare in generale.

Il silenzio della Juventus e del Presidente Agnelli in questi giorni.

Non mi sembra che Agnelli in generale taccia. Magari lo facesse, nella mia ottica. In realtà il presidente Juve porta avanti una sua strategia politico-sportiva di alto profilo. Altissimo, da vette mai raggiunte in Italia. Vette siderali, da cartolina. Il suo discorso è: la Juve vuole cambiare il sistema modellandolo non secondo la realtà del paese o il bilanciamento degli interessi collettivi bensì secondo la propria vision. Le seconde squadre delle big, gli stadi etc. Discorso nobile, americano. La realtà è che il calcio in Italia è democratico. Poggia sul pari potere (specie d’interdizione) per tutti dalla grande di Serie A all’ultimo dei dilettanti. La maggioranza dei voti la prendi se rappresenti o dici di rappresentare le esigenze delle realtà locali. Quali sono ? Non avere la rivalità delle Juve 2 o Roma 3. Avere la possibilità che gli imprenditori che possono investire nel calcio italiano, cioè quelli che già lo fanno, possano finanziare anche il calcio locale perennemente fallito o in bolletta. Inutile agitargli lo spauracchio del conflitto d’interessi dovuto alla multiproprietà. Se vai a Salerno la gente è contenta che Lotito gli abbia permesso di andare a vedersi la partita la domenica, non si pone il problema della Salernitana in Cempions Lig. E così via. Se tu vai incontro ai piccoli, garantendogli o con le leggi sportive o con le aperture di credito presso banche o casse federali la mera sopravvivenza economica, avrai il tuo Presidente federale. Il tuo Consiglio Federale, con gli otto rappresentanti tra Pro e Dilettanti sempre vigili e presenti e votanti. La tua Corte Federale d’Appello, nominata direttamente o meno dal Consiglio Federale. Il tuo Presidente di Corte Federale d’Appello che in un collegio a 5 sposta gli esiti. La tua revisione su misura. E col permesso silenzio di tanti. La Juve non presenzia con osservazioni neanche quando il Consiglio approva il bilancio. Quella della Juve è una magnifica solitudine modello Inghilterra. Si sta appartati senza sporcarsi le mani in attesa che tutto crolli. In Italia chiunque crolli non muore nessuno.

Farsopoli è chiusa definitivamente?

Ci sono il Tar e la battaglia di Moggi per la riabilitazione a Strasburgo. A mio avviso le due corsie, Juve e Moggi, dovevano andare di pari passo. La riabilitazione può darla anche la Corte Federale d’Appello di cui sopra per dire. Si poteva fare come Cavour: da un lato tranquillizzare i preti e i potenti bloccandoli a casa loro, dall’altro usare assassini, mignotte e straccioni per prendersi il dovuto. Moggi poteva essere il Garibaldi della situazione. Tra il 2010 e il 2011 il posto di Palazzi si era reso teoricamente vacante. Per scadenza mandato. E volendo anche per lo scandalo della mancata azione per tempo contro l’Inter. Moggi provò con le sue sole forze a farlo saltare denunciando alcune cose ma la Juve si assentò. Idem per il tavolo di Della Valle. La storia della società è fatta di ritirate strategiche. Ma la strategia in Italia è sopravvalutata. Questo non è un paese dove si fanno i compiti a casa, spesso vince chi si trova fortuitamente al posto giusto.

Ha senso ancora contare 33 scudetti e soprattutto a questo punto è legale?

Penso abbia senso nel senso che non gliene frega niente a nessuno. Salvo che al gestore di Facebook e Twitter. Quello dei veri o illegali scudetti è un hashtag vincente.
Il processo di Moggi che è ancora in corso può riaprire qualche scenario?
Si ma per il Direttore. Il quale potrebbe tornare a lavorare alla luce del sole nel mondo del calcio se volesse. Ultimamente ha preso il tesserino da pubblicista e si diverte di più così. Resta dunque il più intelligente di tutti.

Cosa ne pensi di quella corrente di pensiero per cui Agnelli vorrebbe fare ma ha le mani legate dal cugino John.

Penso che quando Agnelli parla o illustra o progetta o spiega c’è per un Lotito o un Tavecchio sempre il retropensiero che si aveva in passato quando mandavano in avanscoperta i cadetti a parlamentare. Oppure quando riferivano a Stalin della vision del Papa. Parla parla ma quante legioni ha il Papa ?

Riavremo mai gli scudetti indietro e ristabilita la verità?

Dipende solo da noi. Noi ovviamente nel senso di loro, Juve spa. L’Italia è un paese dove molto è possibile a patto si agisca. Valgono più le azioni delle regole. E la verità non sfugge a questo criterio. La verità non è una cosa astratta, è una azione riuscita. E’ una tragedia vedere Lotito coinvolto per aver aiutato il Bari o Pinco e noi no. Ci siamo ritagliati un ruolo da grillo parlante che tra l’altro nessuno ci riconosce. Noi siamo i ladri. Il capo dei ladri che fa il Dalai Lama è visto come i fasci che portavano il libretto rosso di Mao. E’ visto come una fregatura. Invece di contare i difetti, si cominci a contare i voti. Si smetta di auspicare nuovi stadi mettendo in difficoltà la politica locale che non ha soldi e non vuole dismettere i vecchi impianti per non dover perdere il potere di ricatto e controllo sui club. C’è molto da fare. L’ingresso di stranieri senza soldi e in generale le tante operazioni di maquillage finanziario cui devono ricorrere i club sono tutte occasioni in cui procurarsi amici. Un Milan solido è un vantaggio sia sportivo sia politico. Ti garantisce competizione sul campo e collaborazione fuori, specie in sede di calcio mercato e in trasferta presso le istituzioni internazionali. Ovviamente non gli boicotti i magheggi opinando sul prezzo delle quote come s’è fatto con l’operazione Mister Bee. Specie se c’è una campagna stampa contro in atto con Procura e Guardia di Finanza invocate ad intervenire tutti i giorni, taci o appoggi. Tanto anche se critichi quello, Berlusconi, l’operazione la fa lo stesso. E alla prima te la fa pagare se può. C’è molto da fare. Ad esempio mondarsi dal peccato originale di non aver appoggiato il presidente attuale. Potevamo starci noi al posto di Lotito. Ad esempio cercare uno straniero che da fuori ci faccia da alleato e protettore, secondo la tradizione italiana, con tutta l’incostanza di cui noi italiani siamo capaci. C’è molto da fare, molto da permettere, molto da riscuotere. Per esempio un collegio giusto. I giudici sportivi sono come i giudici di pace. Gente che ha smesso o è stata costretta a smettere. Non sono professionisti di vaglia sennò non accetterebbero di firmare tecnicamente certe porcherie e soprattutto di dedicare tempo gratis. Sono personaggi magari in cerca di vanità senili o condominiali. Fanno tutto via pec prima, riducendo le udienze a una occasione per andare al ristorante fuori porta. Sono giudici trash, locali, alla pec-orara o al pec-orino. A pec-orina mettono gli altri. Ci vorrebbe una infornata di avvocati quarantenni, 2.0. Juve spa dovrebbe avere una lista di professionisti moderni e preparati da inserire tramite le istituzioni federali, senza aspettare concorsi, bandi o nomine dall’alto tra i giudici da Forum disoccupati. Tutte le grandi dovrebbero averne una di lista di giudici per fare giustizia. Nel lobbyng americano s’usa così ma qui d’America si prendono solo certe cose che servono a poco tipo parlare à la John Kennedy nelle sedi qualificate. Ci fosse almeno Jacqueline.

Cosa dovrebbe fare oggi il tifoso della Juve?

Quello che fa sempre. Finanziare il baraccone.

Sei stato tanto impegnato fin da subito con farsopoli andando ai processi scrivendo articoli dando anticipazioni e resoconti legali. Cosa farai ora tu?

Perché, vuoi uscire con me ?

Alla faccia di tutti è arrivato il quarto titolo consecutivo

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Articolo di Alessandro Magno

 

La partita contro la Samp è stata un pro-forma. A noi un punto poteva bastare. Loro a dispetto delle ”minacce” del loro colorito presidente e del loro mister non sono scesi in campo proprio per niente. La partita è stata giocata a un ritmo blando alla non facciamoci male che a noi andava di lusso vista la testa al Real. Loro da un po’ di giornate raccolgono poco e non mi frega nulla sinceramente di sapere perchè. La partita è durata piu’ o meno fino al gol di Vidal. Gran cross di Lichtsteiner di sinistro ( quando mai) e inzuccata di giustezza dove Viviano non puo’ arrivare. Nel secondo tempo la Juve va in controllo del match senza problemi e non rischia quasi nulla ma anzi siamo ancora noi ad avere un paio di palle buone per raddoppiare.

E così iniza la festa. Nonostante le sparate di Garcia e di Benitez. Nonostante i discorsi surreali di De Laurentis sui bilanci. Nonostante le tabelle di recupero della Lazio i sogni di gloria morti e sepolti già a Novembre di Milanisti e Interisti. Nonostante il becero mestierare di alcuni giornali e giornalisti più tifosi che cronisti.  Chi non ricorda la sparata di Garcia già a Ottobre su un sicuro successo finale da parte loro. Oppure i giornali in estate dopo l’addio di Conte. Lo sgarbo di averci soffiato prima Iturbe e poi Naingollan. Il mancato arrivo di un top player. Di Cuadrado. Chi non ricorda chi già sognava il sorpasso fra l’altro mai avvenuto quando Juve e Roma distavano un paio di punti forse nell’unico momento di flessione nostro?

E’ stata in verità una cavalcata trionfale fin dall’inizio. In un paese come il nostro dove la sportività è un optional , si fa a gara a inventarsi complotti per giustificare le proprie pochezze. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La Juventus domina da 4 anni con una continuità di rendimento spaventosa che non lascia dubbi. Si sono celebrate le squadre che hanno vinto 4 e anche 5 scudetti di fila, si è celebrata anche qualcuna come il Milan di Capello che di scudetti ne vinse 3. Una squadra zeppa di campioni rispetto alla Juve attuale. La Juve dei 4 scudetti di fila no. La Juve ruba. Si preferisce rosicare . Farsi venire il fegato marcio. Distinguere se i nostri scudetti reali siano veramente 33 o 31. Detto da gente che la propria squadra magari non arriva a contarne neppure 3.

Ma va bene così. Vi siamo superiori in tutto. Siamo talmente avanti che persino i festeggiamenti sono stati gioiosi ma sobri. Abbiamo appena vinto uno scudetto, il quarto di fila ma abbiamo già una semifinale di Champions da giocare. Una finale da conquistare. Un altra da giocare. Questa è la Juventus. La squadra piu’ forte di Italia a dispetto di metà degli Italiani. Noi che abbiamo piu’ di metà squadra costituita da giocatori italiani. Che abbiamo ancora una proprietà italiana.  Noi che a causa della vostra invidia abbiamo subito un’ ingiustizia che ci ha portato sull’orlo del precipizio. Che se l’avesse subita qualsiasi squadra italiana sarebbe fallita. Noi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato per risorgere. E in pochissimi anni siamo tornati.  Piu’ forti di prima. Non era riuscito a Trapattoni né a Lippi di vincere quattro scudetti di fila. Non era riuscito a Platini e Zidane o Del Piero.

E noi ora siamo qui. Di nuovo davanti a tutti. E le vostre squadre sono in mano ad Americani o Cinesi o Tailandesi. Nella palude (per non essere volgari). Mentre noi spendevamo in modo oculato senza fare il passo piu’ lungo della gamba rinunciando anche a campioni che evidentemente non potevamo permetterci, investendo su ragazzi che poi campioni lo sono diventati come Bonucci, Pogba, Vidal, voi spendevate e spandevate come fossimo ancora negli anni 80. Avete le squadre che hanno i bilanci in profondo rosso come un sole che tramonta. Infatti state tramontando. Non vedrete per molto tempo la luce. Noi abbiamo uno stadio di proprietà. Gli unici in Italia come è la nostra unicità.

Quando è arrivato Allegri ho pensato ad un anno sabbatico. Conte con le sue parole mi aveva convinto che fossimo un po’ bolliti. Niente di piu’ sbagliato. Forse il bollito era lui. Alla Juventus c’è una cultura del lavoro elevata all’ennesima potenza. I nostri giocatori sono in primis uomini straordinari e professionisti esemplari. E chi non lo è lo mandano via. Abbiamo perso qualche partita, Genoa, Torino, Parma. A differenza degli altri non abbiamo mai accampato scuse: gli arbitri, gli infortuni, il bilancio, la sorte. Abbiamo una cultura del lavoro che ci insegna che se abbiamo perso è perchè non abbiamo giocato bene. Non cerchiamo una scusa, un colpevole. Noi a differenza di tutti gli altri cerchiamo la soluzione. Per questo a differenza degli altri la troviamo.

Dicevo che con il cambio mister pensavo in un anno di transizione. Ora vedendo noi e tutti gli altri non rinuncerei a scommettere che magari non si potrà vincere anche il quinto e il sesto di fila. Chissà. Un altro record. Ah vero aspettate che faccia giustizia il Real. Siete come quelli che non si sanno difendere da soli e allora mandano gli amici, gli zii, i parenti. Effettivamente chi vespa mangia le mele e chi non vespa piu’  guarda gli altri vespare e si fa le pere.

 

 

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