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La disfatta dell Italia perché è accaduto?

Perché stavamo in gara col Costarica con Pirlo e i lanci per Balotelli e s’è tolto densità al centrocampo inserendo Cassano e una marea di seconde punte. Perché avevamo due risultati su 3 con l’Uruguay e il ct ha deciso di cambiare il suo lavoro di anni schierando due punte ridondanti, giocatori di palleggio come Marchisio e Verratti e sulle fasce ragazzini senza esperienza pensando fosse inutile e sorpassato spiegare agli azzurri che l’Uruguay storicamente provoca e intimidisce. E’ finita che Balotelli ha cercato di rispondere fisicamente alle provocazioni, l’arbitro s’è fatto prendere dal sole e l’allenatore pure. L’unico che non s’è fatto prendere dal sole è stato Cassano che anni fa proprio con Prandelli in panca ha cominciato a mettersi all’ombra.

Polemiche Buffon, Balotelli, De Rossi, Camoranesi.

Fanno bene quelli della vecchia guardia a dire che reggono la baracca e ha ragionissima lo stesso Del Piero quando giudica le nuove leve abbastanza sullo scarso e poco rodato. Su Balotelli magari il discorso è più complesso: il ragazzo è servito molto al ct per pararsi sempre e in ogni caso il culo. Ma anche i vari De Scigli e Immobile privi del paravento Balotelli rischiano molto. Sono povera cosa e se Mario non verrà convocato per molto tempo come auspico saranno visibili in tutta la loro pochezza fisica e caratteriale. Ventenni che non sanno manco dare morsi.
Prandelli e chi al posto suo?

Prandelli è un prodotto della politica applicata allo sport. Il suo calcio sembra la pubblicità della United colours of Benetton di tanti anni fa: una serie di facce felici e di tutti i colori e forme, tutti amici come neanche Facebook. Farà carriera come dirigente, ne ha il talento. Quale ? Avere il messaggio. Quando hai un significato, un progetto e l’aura di chi ha qualcosa di altro e alto per rendere altra e alta la routine del potere, ti arruolano subito. Al posto suo ? Un impiegato che non rompa i coglioni.

 

Zemanlandia? Zombilandia! Ovvero Il re del niente e il suo calcio aceto

di Alessandro Magno

Siamo alle solite, ancora una volta dopo le chiacchiere da Bar che hanno riempito le pagine dei giornali poi arriva il giorno della partita. E si, si deve proprio! Certo per i romanisti sarebbe stato meglio evitare e rimanere alle chiacchere ma purtroppo per loro poi arriva il giorno del campo. E il giudizio del campo su Juve-Roma e su ”miste Zema” è davvero inesorabile. Diciannove minuti appena per espletare la pratica. In mezz’ora 3 gol 2 traverse qualche azione da gol sprecata per noi, dall’altra parte il nulla assoluto. Vedendo i primi 20 minuti di partita mi son venuti in mente gli sketch tanto cari a Terence Hill e a Tomas Milian nei film degli anni 80 in cui il nostro eroe prendeva a schiaffi il malcapitato di turno con una sequenza velocizzata così da colpirlo innumerevoli volte in pochissimi secondi, e poi chiudeva con la battuta: ”E ora sparisci prima che ti prendo a schiaffi”. Questo è stato Juventus-Roma. Con un Vucinic in campo palesemente dispiaciuto di infierire sul suo ex mister e sui suoi ex compagni, e il resto della squadra che sul 3-0 ha trasformato la partita in una specie di allenamento. La Roma di Zeman non vale nulla neppure come sparring-partner. La prossima volta conviene non fare neppure turn over ma mandare in campo direttamente la primavera e dare 5 giorni di vacanza alla prima squadra.

Si è parlato spesso di Zeman come di un maestro. Effettivamente la partita di ieri sarebbe da fare vedere nelle scuole calcio. Perfetta sintesi di come si deve giocare da una parte e di come non si deve giocare dall’altra. Di cosa è una squadra di calcio e di cosa è il nulla più assoluto e improbabile dall’altra. Il grande maestro del nulla con grande intelligenza e acume tattico si permette di metter due giovanotti di belle speranze in mezzo al campo (Tachtsidis e Florenzi) rischiando di rovinarne per sempre la carriera, permettendo a Vidal e Marchisio di asfaltarli completamente. Menomale che è uno che lancia i giovani. E si li lancia dalla finestra. Al macello direi. Pure il povero De Rossi (a parer mio uno dei centrocampisti migliori al mondo) si perde nello scacchiere a righe del boemo. La ciliegina sulla torta poi è la marcatura inesistente su Pirlo. Che dire? E’ talmente diventata una costante la marcatura a uomo su ”Mozart” che qual’ora giocassimo un amichevole in Lapponia vedremmo sicuramente utilizzata questa consuetudine. ”Miste Zema” no! ”Miste Zema” è uno che fa er gioco suo, oh… quello fa ‘a partita…, ao le squadre de Zema je somijano! Infatti le sue squadre son come lui: fumano. Evaporano. Come il fumo e le chiacchiere si dissolvono. Praticamente tutto fumo e niente arrosto. Pirlo giustamente ringrazia e tira fuori dal cilindro una prova sontuosa, la migliore per lui quest’anno. ”A ridatece Zeman” è uno striscione che esponevano i romanisti in passato e son stati accontentati, ma da ora in poi sarà uno striscione che spero di vedere sempre nella nostra curva. ”A ridatece Zeman” perché davvero con Zeman si vince facile. Lui, il filosofo del calcio perdente. Mi vengon in mente le discussioni dell’estate passata con qualche romanista su Facebook, di quanto gli piaceva che Zeman era tornato con loro in A, perché Zeman fa rosicare gli Juventini (ovviamente per quello che dice non per quello che fa). E io rispondevo che solo dei poveri fessi potevano rinunciare a un allenatore bravo, serio, preparato e di sicuro avvenire come Montella, per un venditore di fumo come Zeman. Uno che in trent’anni di carriera ha collezionato quasi esclusivamente esoneri. Che ha vinto due campionati di B ( Foggia 90-91 e Pescara 11-12) fra i più pessimi della storia. Nel primo vinto, come squadre di rango c’erano solo Udinese e Verona, nel secondo solo Sampdoria e Torino, tutte comunque nobili decadute e nulla più, per il resto squadre di serie B qualsiasi. L’anno scorso poi è stato pure secondo fino all’ultima giornata e lo ha terminato a pari merito con il Torino risultando primo solo per differenza reti. Niente di trascendentale e niente a che vedere con la B fatta ad esempio dalla Juventus con Bologna, Napoli, Genoa, che c’erano quell’anno quasi più scudetti vinti in B che in A. Campionato stravinto battendo tutti i record. Pero si parla di grande calcio di Zeman, mah.

Il mister recordman dei ”se”. Se non ci fosse stato Moggi, se non ci fosse stato il doping. Se non mi perseguitavano, se non mi fanno allenare che posso fare. Lo stereotipo del inconcludente all’italiana. Quello che non è mai colpa sua ma sempre colpa o degli altri o degli eventi. Quello che trovi al Bar e ti racconta che: ”… se non mi facevo male giocavo in serie A, e quando giocavo io Del Piero mi faceva da riserva, e ho smesso di giocare perché mi son scontrato con la mafia”. Comunemente questa persona viene chiamata in gergo ”cazzaro”, che non vuol esser un offesa ma solo la parola per farvi capire bene che tipo di persona intenda. Mi spiace magari anche passare per razzista ma se a Roma piace avere un ”cazzaro” come Mister vuol dire che è l’uomo giusto al posto giusto. Questo è il fantastico score di questo mister e del suo gioco che chiamano Zemanlandia e che dovrebbero chiamare invece più appropriatamente Zombilanda. Questo calcio che chiamano Champagne e invece dovrebbero chiamare Aceto. Battuto ieri e umiliato da un allenatore in seconda, tale Carrera che allena da 5-6 partite, visto che il nostro Mister titolare è squalificato. Dopo quello visto sabato presumo che potevamo stracciarli anche senza mister. Noi siamo a 45 partite senza sconfitte, questo è già tanto se riesce ad arrivare a 4,5.

L’ultima considerazione la voglio fare sugli insulti che Zeman ha ricevuto (a mio parere giustamente) dai tifosi allo Juventus Stadium e che han scandalizzato un po’ tutti i moralisti a buon mercato dell’ultima ora, quelli che ci sentono solo quando gli fa comodo, e non faccio la lista perché è troppo lunga. In primis, se la Lega e anche la Roma avessero non dico punito che sarebbe francamente troppa grazia, ma almeno fermato Zeman in passato, non si sarebbe arrivato a questo. Non è assolutamente normale che un mister faccia sempre dichiarazioni improprie di un altra squadra e non parli esclusivamente della sua. Zeman è l’unico allenatore che parla sempre (e male) della Juventus. Non lo fanno Allegri, Stramaccioni, Mazzarri, Guidolin e nessuno di tutti gli altri. Le scaramucce con questi e gli altri si limitano esclusivamente agli incontri con le loro squadre. E’ imperativo per tutti il non occuparsi dei fatti altrui ne tantomeno fare i tuttologhi a tutto campo come fa Zeman e come purtroppo gli è permesso. Va da se che se provochi, se fai di tutto per esser inviso agli Juventini, se fai di tutto per farti odiare a Torino perché così a Roma ti amano, se non hai l’intelligenza e il buon senso di dire: ”basta parlare di Juve parliamo della mia Roma” allora come dicono a Roma: ”te ‘e cerchi”. E se te le cerchi te le tieni. E’ scientifico: ogni azione provoca una reazione, non bisogna essere geni per capirlo. In secundis la richiesta di sanzioni e\o squalifica e\o sconfitta a tavolino per gli insulti a Zeman da parte dello Juventus Stadium è una cagata di proporzioni così astronomiche che è vergognosa per chi (vedi Sacchi) l’ha pensata e anche affermata e offende l’intelligenza comune. Se dovessimo punire ogni stadio per gli insulti rivolti a giocatori, allenatori, presidenti e dirigenti vari e tifosi avversari, noi vinciamo a tavolino tutti i campionati dal 1897 ad oggi e anche tutti quelli a venire fino alla notte dei tempi. O pensate che quando ci chiamano ladri e insultano il nostro mister o insultano il nostro presidente e\o i nostri martiri come Scirea e quelli dell’Heysel non è reato? Fatemi capire, siamo a: insultare uno Juventino non è reato?

Concludendo Antijuventini e gufi, vi abbiamo nuovamente asfaltato sul campo. Non sapete che piacere e che gioia si prova a vedere una tale ripassata della propria squadra data a un’ avversaria. Arriverà prima o dopo la prima sconfitta è normale, ma nel fra tempo vi facciamo venire un fegato grosso come una casa.

Alessandro Magno

Articolo pubblicato anche su Juvemania.it e Ladivinajuventus.it

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