Abbiamo parlato di pareggite e di sconfittite, ma abbiamo una malattia in più, l’arbitrite? Cos’è? Vi chiederete … Io vi rispondo che si tratta di una sindrome, che sta colpendo l’arbitraggio di serie A, che peggio di così non potrebbe fare, ultimamente fanno discutere per gli errori, i misfatti, le espulsioni, ma soprattutto i favoritismi. Quest’anno la classe arbitrale ha fatto un solo nome “Milan”, e ci ha preso di mira alla grande, siccome non riusciamo ad autoannullarci, ci pensano loro, vero che gliene diamo la possibilità, ma non c’è partita in cui non avviene un rigore negato e addirittura gol regolari annullati, il tutto aggravato dall’espulsione dell’allenatore, perché “parla troppo e sinceramente ci ha rotto”. Antonio Conte ha parlato troppo? No, ha espresso il suo parere, come fa, il sig. Mazzarri, il sig. Allegri ecc. ecc. ..ma torniamo all’arbitrite :
dunque, tanti anni fa, i direttori di gara passavano in secondo piano, quasi inosservati; le polemiche della domenica sera ci sono sempre state, ma molto meno, al massimo qualcuno poteva gridare “arbitro venduto ..” o altri epiteti, ma rientravano nelle espressioni nazional-popolari abbastanza tollerabili, ma niente più di questo, in fondo erano dei signori seri, preparati che si presentavano in campo senza egocentrismo, era l’arbitro tutto vestito di nero, curato, ben lungi dagli attuali, pronti più andare in discoteca che affrontare una partita, l’arbitro di ieri era rispettato dai giocatori, intoccabile e inavvicinabile e se accadeva un incidente, la pena per l’impulsivo sarebbe stata tragica, oggi non gli saltano in braccio,ma quasi. Attualmente la classe arbitrale si è ribellata, ha deciso di entrare in competizione con i giocatori: ragazzini milionari, viziati, perché anche loro “valgono”, mi scapperebbe da ridere, ma in realtà gli arbitri oggi “menano la danza più di ieri” e con decisioni scellerate possono decidere sui piani finanziari di una società. Ci avete mai pensato? Ecco, finalmente anche all’arbitro gli viene riconosciuto un potere, che esercita in campo senza tante storie, combinandone una dopo l’altra e riducendo il finale di partita ad un cimitero di errori che farebbe rabbrividire chiunque, e poi non importa se si favorisce qualcuno, l’orgoglio del far finta di fare bene è caduto tanto vale farlo apertamente, visto che la garanzia di rimanere puliti c’è, e della moviola chi se ne importa?
Ma chi sono questi arbitri? Intanto vogliamo fargli i conti in tasca una buona volta? E facciamoli … i sig.ri Arbitri sono per lo più dirigenti e professionisti nella vita, percepiscono per la loro funzione domenicale un rimborso spese, che in serie A equivale fino a 5000 euro a volta, sono 4 partite mediamente in un mese fate voi il totale, come paghetta settimanale non è male vero? In più trattandosi di un rimborso, non viene se non pochissimo tassato, senza aggiungere il compenso sempre nominato “rimborso” verso chi arbitra all’estero per il mondiali o gli europei, meglio non dirle ..tutto questo per un’ora e qualcosa di svago anche se qualcuno potrebbe chiamarlo lavoro, il limite della carriera arriva fino a 45 anni, fortunatamente, ma non è finita qui, raggiunta la “pensione” li troviamo in varie emittenti a fare gli opinionisti e non consideriamo gli sponsor arrivati con gli accessori che indossano regolarmente.
Qualcuno penserà che sono una categoria di privilegiati, è proprio così, lo sono, non solo ora in forza ma anche dopo, le “porte” a questi signori saranno sempre aperte.
Per quanto ne so, l’arbitro di una partita di calcio qualsiasi essa sia, oltre ad individuarne le irregolarità, dovrebbe facilitare il corretto svolgimento del torneo, sedare i nervosismi, invece no, sono i primi che con le loro sciagurate interpretazioni fanno nascere conflitti che trasformano il campo in un Far West, la cui risoluzione è il cartellino rosso, l’espulsione, persino il quarto uomo, un sub arbitro, inserito più che altro come mediatore, paio d’occhi in più fisso al centro campo tra le due panchine, contribuisce ad “accalorare” un clima la cui aria è infuocata già di suo.
In più, gli arbitri, non sono insensibili ai giocatori scesi in campo, ai loro emolumenti, alle splendide ragazze con le quali si accompagnano, e questo forse crea un’invidia in più.
La colpa di chi è? Di un sistema ingestibile che si chiama “calcio”, dove nessuno sa più stare al suo posto, e tutti i pianeti gravitanti tentano di sorpassare l’altro cercando solamente un vantaggio personale e basta.
Certo non è facile lavorare in questo campo attualmente, mentre le società si fanno la guerra facendo la gara a chi colpisce più in basso, ma proprio per questo, la classe arbitrale dovrebbe brillare di precisione …”blessed be ..Arbitro”.
Luna23









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