Il 2 di maggio 2012 ne abbiamo viste delle belle, ma è accaduto un fatto gravissimo: il sig. Delio Rossi, allenatore in carica della Fiorentina fc, ha perso la testa aggredendo e picchiando il giocatore Liajic, questo episodio ha lasciato il pubblico letteralmente senza parole.
Non conosco personalmente questo allenatore se non che allena in serie A, non mi ha mai dato particolari sensazioni, un signore compito, a posto, mai una parola di troppo o di meno, una persona dai comportamenti educati, eppure ieri il professionista Delio Rossi, si è compromesso un’immagine e una carriera in pochi minuti. Mentre assistevo alla scena andata in onda ripetutamente con i commenti di sdegno e distacco di tutta la stampa in sottofondo, ho provato pena per questo signore di mezza età sconfitto dal lavoro e dalla vita. Non sappiamo niente di lui e del suo privato e di cosa sta passando in questo momento, allenare in serie A è un lavoro tra i più difficili, ogni piazza è complicata, ogni tifoseria è esigente si è sempre nel mirino della stampa che elogia o affonda a suo piacimento, sono le regole del “gioco” non piacciono sempre, ma è così, mi chiedo ..dopo anni di sacrifici e onorata carriera, ne valeva la pena? Giocarsi la faccia per uno qualsiasi? In pochi minuti è scattato l’esonero, atto necessario, comprensibile, come lo sarà la punizione per il giocatore serbo a cui ci auguriamo venga data un’illuminante lezione.
Tornando a Rossi, bastava contare fino a 3 e rimandare il nervosismo a dentro gli spogliatoi, zona semi protetta dove immagino accada di tutto, sfoghi, risse e chissà che altro. D’altronde è la condizione che lo predispone, in fondo il gioco del calcio è fisico aggiungiamo la tensione e gli ormoni a mille, basta una scintilla a far esplodere tutto, se gli spogliatoi potessero parlare, racconterebbero i tanti segreti e immani marachelle che non supponiamo nemmeno, ma ieri qualcosa non ha funzionato. Stress, pressioni mediatiche ed aziendali possono essere tra le cause, però serve più distacco, punire di più e smetterla di fare i papà o i fratelli maggiori, non è il loro ruolo, sono 22 professionisti punto, insistere e vederli come dei “propri figli” diventa una malattia, e in questo l’azienda deve offrire l’appoggio totale.
Qualcuno dice che sono solo dei ragazzi, sì ma con degli stipendi milionari, quindi all’altezza del denaro che guadagnano, tutta questa protezione non fa altro che generare presunzione e legittimare qualunque atto di maleducazione.
Per cambiare qualcosa sarebbe doveroso apportare delle modifiche, l’esonero del tecnico è stato un intervento obbligatorio, ma come esempio per tutti gli altri anche il sig. Liajic dovrebbe subire la stessa sorte, proprio per dare il buon esempio, e reintrodurre quelle gerarchie che garantiscono l’ordine ed educazione fuori e dentro dal campo.
Luna23









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