Sentimenti contrastanti

Articolo di Alessandro Magno

Siamo arrivati a Marzo e la Juve dovrebbe volare. Dovrebbe esser sulla cresta dell’onda. Almeno così si era detto quando a Gennaio ci sono state alcune prestazioni allarmanti. Sono i carichi di lavoro. La Juve prepara tutto per il finale di stagione eccetera. Marzo é arrivato le prestazioni no. Contro un Napoli che è lontano parente di quello dell’anno scorso la Juve è andata sul 2-0 quasi senza colpo ferire. In scioltezza. Tanto che sembrava un allenamento. Tanto demerito da parte dei nostri avversari per una serie di cavolate evidenti. Retropassaggio di Malquit uscita scellerata di Meret , mancata marcatura su Emre Can in occasione del raddoppio. Tutti gentili regali offerti da questo Napoli per nulla trascendentale. Bene. È normale  sul 2-0 e con un uomo in più aspettarsi un secondo tempo di mera formalità. Controllo palla cercando l’uomo libero in più, 45 minuti di allenamento e tutti a nanna. Invece la Juve come spesso capita ultimamente non ha tutta una partita nè nelle gambe e nè nella testa.

Ha cominciato lo scempio Pjanic facendosi buttare fuori come un pirla, ha continuato la Juve con un atteggiamento tutti davanti alla porta, ha finito Allegri con cambi incomprensibilmente tardivi con giocatori come Mandzukic fuori dalla partita o stremati come Bernardeschi lasciati in campo contro ogni ragionevole pensiero. L’abbiamo sfangata come spesso accade in Italia perchè individualmente siamo più forti del Napoli, perchè a casa nostra la fortuna spesso ci è amica a differenza che in Europa vedi palo di Insigne su rigore, perchè Szczesny ha fatto il suo egregiamente. Ma non si puó esser soddisfati al 100%. Bene il campionato è vinto ma questa Juve così in Europa non puó bastare. L’Atletico non è il Napoli e con questo genere di partite è più facile perderle o pareggiarle che fare rimonte. Abbiamo la speranza dei tifosi. La speranza che in 10 giorni cambi tutto. Ma la realtà ora dice drammaticamente altro.

Se c’è molto amaro in bocca per questa Juve che vince ma non convince di contro c’è la soddisfazione di aver battuto il Napoli in casa propria e avergli tolto ogni speranza per lo scudetto finale. Non mi piacciono. Non mi piace tutta la retorica da 4 soldi sulla loro squadra la storia i Borbone i Savoia e stronzate varie. Non mi piace il fatto che bisogna parlarne per forza bene altrimenti si viene tacciati di razzismo. Hanno dovuto metter 1800 fra poliziotti e stewart a presidio dello stadio per evitare che potessero aggredire i nostri tifosi. Il questore prima della partita si è raccomandato che gli juventini andassero allo stadio senza vessilli per lo stesso motivo. Durante la partita non hanno restituito la palla alla Juve dopo che Chiellini l’aveva messa fuori per far soccorrere Dybala che aveva ricevuto un calcio violento da Koulibaly e lo stadio ha applaudito tale gesto antisportivo. No non mi piacete proprio. Vi auguro 60 anni di arrivare secondi dietro di noi e al sessantunesimo retrocedere in B.

  1. Tutto giusto Alessandro, ma la Juve del 2°tempo era chiaramente con la testa all’Atletico, Allegri invece alla panchina da occupare per l’anno prossimo (in settimana sono corse voci secondo cui pare che abbia presentato le dimissioni respinte da Agnelli), il Napoli arrembante nei primi 20 minuti ha subito un evidente contraccolpo psicologico dopo l’espulsione di Meret (con il silent-check di Irrati al Var che ha confermato la decisione di Rocchi) e il gol di Pjanic su punizione, qualche minuto dopo ha incassato il 2° gol a difesa schierata. Nel 2°tempo l’autoespulsione di Pjanic e Mandzukic spettatore non pagante sono state concause di una delle peggiori partite della Juve viste finora, con Allegri “costretto” a sostituire Mandzukic per infortunio. Inutile spendere altre parole sul comportamento del pubblico napoletano, urlare “ladri” alla Juve dopo aver beneficiato di un rigore molto generoso, della mancata espulsione di Koulibaly per il fallaccio su Dybala, applaudito i loro giocatori per non aver restituito palla dopo che Chiellini l’aveva messa fuori per far soccorrere Dybala, la dice tutta sulla loro idea di sportività.

  2. Ben
    Meret è stato espulso verso la mezzora del primo tempo…com il Napoli in 10 abbiamo fatto due goal.
    Pjanic è stato espulso quasi nello spogliatoio…quindi parità numerica ristabilita fin da subito inizio secondo tempo.

    Premetto che la Juve non mi è piaciuta…il Napoli ha fatto la partita che doveva fare…davanti al suo pubblico, contro la rivale storica( boh, lo dicheno loro), riaprire il campionato.
    Più che alla Juve penserei un attimo a Ronaldo, oltre a sbagliare goal fatti no passa nemmeno la palla al compagno smarcato…forse per paura di sbagliare anche il passaggio ?

    Buona giornata.

  3. andrea (the original)

    Ben,
    la tua introduzione dice praticamente tutto: spesso in questi mesi ho letto alibi su alibi, come se la Juve non giocasse a pallone perchè avesse una missione diversa o esigenze diverse da quelle delle altri grandi squadre.
    La verità è che la Juve non giocava a pallone perchè non è una grande squadra, non lo è mai stata quest’anno, non ne ha la filosofia di calcio e quindi neanche la testa. Ha costruito il suo castello di illusioni confrontandosi con poveracci come i napoletani (o secondiglianesi visto l’indecoroso comportamento di ieri sera) e determinando una condizione mentale fuorviante.

    Ha snobbato l’esito della prima seria (in Coppa Italia) continuando a lasciar credere innanzitutto a se stessa che quest’anno il focus fosse su un solo obiettivo, la Champions. E all’arrivò della Champions si è sgretolata, quasi come se quella partita avesse fatto realizzare alla squadra che tutto quanto fatto in Italia non avesse alcun valore assoluto, che “vincere è l’unica cosa che conta” non vale niente se vinci contro nessuno.
    Crollata questa presunzione, crollato tutto, nel senso che oggi abbiamo una squadra che oltre a non giocare a calcio, a non avere una sola idea di calcio, è anche impaurita come un coniglietto.
    Già perchè Pjanic andrebbe preso a calci, vero (ed era prevedibile si facesse buttar fuori) ma insomma, la sua espulsione riportava le squadre in parità numerica, mica 8 contro 10 come a un certo punto sembrava.

    Terribile, la partita di ieri è stata terribile, farsi massacrare da una squadra modestissima (lo dicono i numeri), normalizzata da Ancelotti (altro fallimento), è stato terribile per la squadra in primis.

    Ascoltavo ieri sera gente competente e sopra le parti (cioè rispetto a cui non possiamo fare le vittime tacciandole di antijuventinità) dire, ancora una volta, che il campionato non allena. Già perchè se una Juve così piccola vanta 16 punti rispetto alla seconda vuol dire che il livello non è neanche da Francia, ma da Scozia.

    Purtroppo il miglioramento o lo persegui in proprio o deve essere il contesto a obbligartelo: la gestione Allegri non lo persegue in proprio e lo sappiamo, troppo pigra e micragnosa per perseguirlo, troppo italianista la Società per imporlo. Nel momento in cui il contesto non ti obbliga perchè è peggiore di te è finita, non ci sono altre strade.
    E se non ti migliori quando stai bene, farlo quando stai male è un problema.
    Come hai detto sulle pagelle, Allegri non ha più in mano la squadra, Ronaldo non si sente nella squadra, gli altri non si raccapezzano in questa squadra e sembrano tutti giocatorini di bassa lega pur non essendolo.
    Nonostante ciò, in una partita che non aveva la pressione del risultato non si tenta nulla di diverso, Mandzukic comunque in campo a uccidere la manovra, Matuidi comunque in campo a uccidere un palleggio.

    Ho sentito Capello, noto estimatore di Allegri, dire “non avete messo insieme 3 passaggi” e allora mi dico che bisogna finirla di far muro e di criticare chi critica ma bisogna guardarsi dentro e cambiare.

    Cosa succederà il 12? Non lo so, guardare oggi al 12 inviterebbe a non presentarsi neanche ma poi chissà. Io credo che il cambiamento debba essere più globale e non pensare neanche più al 12 ma al futuro, che oggi non abbiamo.
    Dunque, a prescindere dal 12, direi che a fine anno eviterei qualsiasi celebrazione di scudetto, che è il più triste che io ricordi e farei una bella rasa al suolo di mentalità, magari iniziando a guardare senza snobismo quelle Società che ci insegnano a far calcio.

    Buona giornata

  4. Benedetto condivido. Detto questo, siamo vicinissimi ad un’impresa unica al mondo; non umana. Irraggiungibile. Già vincerne uno fu scudetto è impresa stratosferica. Abbiamo tra ke mani di realizzare l’8va meraviglia del mondo. Chiudiamo ogni discorso.

    • andrea (the original)

      Quindi il Rosenborg può dire la stessa cosa.
      Magari si fa un bel gemellaggio tra ottave meraviglie del mondo.

  5. MASSIMO ZAMPINI

    In quel tono grave, serio, quasi avvilito, con cui diversi cronisti o commentatori (non i principali giornali, stavolta) hanno commentato la decisione di dare il rosso a Meret (“episodio controverso”, “ci saranno polemiche”, “episodio decisivo”, “l’episodio che ha condizionato la gara”, ecc) c’è tutto il racconto del calcio italiano di questi ultimi decenni. Ascoltavo la radio, andando verso degli studi televisivi, e in ogni radiogiornale il commento era quello: vittoria importante della Juve, anche se il Napoli ci prova, decisivo l’episodio controverso relativo all’espulsione di Meret nel primo tempo.

    “Ci saranno polemiche”.

    Quante volte l’ho sentita, questa frase un po’ ipocrita, in cui si dà il via alle danze fingendo costernazione: non dipende da noi, eh, ma vedrete che come sempre ci saranno veleni.

    Eh no, si comincia da te. Tu, che sia il cronista, che legga il radiogiornale o che commenti l’episodio, devi spiegare che una squadra a meno 13, scontro diretto in casa, la quale dovrebbe ribaltare perfino la differenza reti negli scontri diretti battendo i rivali con due o più gol di scarto, regala dopo neanche mezz’ora un pallone a Ronaldo in netto anticipo rispetto al portiere in uscita disperata;
    che il portiere mai e poi mai può prendere quel pallone;
    che, anche se si avesse la certezza (cosa che non è) che non lo tocca, non puoi affrontare un rivale fuori area con la gamba alta lontanissima dal pallone, perché sennò l’altro ti deve saltare per non farsi spaccare la gamba e inevitabilmente perde l’equilibrio;
    anche se, del tutto erroneamente, non lo ritenessi fallo, e quindi ritenessi legittimo intervenire così anche a metà campo in un normale contrasto di gioco tra due opponenti, si tratta comunque di un episodio quanto meno al limite, non c’è alcun bisogno di avere quel tono grave o di prevedere chissà quali polemiche;
    che la superiorità numerica è durata 20 minuti, dal 28esimo del primo tempo ai primissimi minuti del secondo;
    che anche l’espulsione di Pjanic, tra primo e secondo giallo, potrebbe serenamente essere definita “episodio controverso” ed “episodio decisivo”, perché manca un tempo alla fine della partita;
    che a dieci minuti dalla fine viene dato il rigorillo del 2-2 per una cannonata sul braccio di Alex Sandro, immobile, mentre non guardava, con il pallone verosimilmente toccato prima dal petto; ok, quest’anno si usa così, ma qui siamo davvero ai limiti;
    che a qualche minuto dalla fine Koulibaly, già ammonito, rifila un calcione di frustrazione a Dybala che ha ricordato il surreale colpo di Totti a Balotelli; niente il guardalinee a due passi, niente l’arbitro, niente il Var, si continua per l’assalto finale in dieci contro dieci;
    che su quell’intervento, con la Juve che manda fuori il pallone per soccorrere Dybala a terra, il Napoli (come già fece l’anno scorso) non restituisce il pallone, tra il boato della folla; e qui, ahinoi, c’è ben poco di controverso;
    che quindi, partendo da meno 13 in classifica, contro una Juve giù di corda da un po’ (come facilmente riscontrabile durante il secondo tempo di ieri), il Napoli in casa, sotto 2-1, con più di mezz’ora a disposizione e con un rigore a favore, non riesce neanche a pareggiare (come avrebbe meritato, sia chiaro), altro che vincere o addirittura a ribaltare le due reti di scarto nello scontro diretto.

    In breve, Rocchi sbaglia di certo solo una cosa: la mancata espulsione di Koulibaly.

    Ma il solito racconto, lo sappiamo bene, serve a questo, a dimenticare alcuni episodi e stigmatizzarne altri.
    Così, come al solito, il tema diventa quello, il 95 per cento dei tifosi napoletani si sente defraudato (“avete visto tutti, come al solito…”), nella memoria degli appassionati resterà il rosso a Meret, un gran numero di tifosi di altre squadre limita l’analisi a quell’ “episodio decisivo”, nessuno pensa che forse si debba fare qualcosa in più di un bel secondo tempo per avvicinarsi alla Juve staccatissima in classifica, soprattutto nessuno pensa che forse, se uno il calcione lo ha subito sul serio e non simula, magari la palla la andrebbe restituita lo stesso anche se sta prevalendo la rabbia e la frustrazione. Perché vincere non è l’unica cosa che conta, no?

    E tutto questo non aiuta neanche noi, perché anche qui avremmo cose più importanti di cui occuparci, con una squadra che non trova sicurezza neanche sul 2-0 con un uomo in più.
    Sia chiaro, se sei sopra di un gol o due in casa della seconda, in un ambiente non proprio amichevole, con 13 punti di vantaggio, è preventivabile subire un assedio dai rivali per la ricerca disperata del pareggio, ma la Juve è ancora convalescente, con una condizione fisica non brillante, un’autostima da ritrovare al più presto e l’ormai frequente eccessivo arretramento del raggio di azione con Ronaldo troppo abbandonato davanti, problema cui deve porre rimedio al più presto Allegri, per non andare incontro alla prima netta bocciatura europea della sua esperienza juventina. Una serie di premesse che rende complicato, oggi, essere ottimisti in vista di una possibile rimonta tra una settimana contro una squadra che sa difendersi e giocare con intensità come nessuno.

    Ma a questo pensavamo fino a ieri e penseremo da domani. Per oggi è giusto godersi la vittoria in un campo in cui non ci amano alla follia e in cui da tempo non vince nessuno; l’incredibile più 16 in classifica; un campionato, a oggi, con 23 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte; l’ottavo scudetto di fila, una cosa che non pensavamo di vedere e certamente non vedremo mai più nella nostra vita, a un passo sul serio.

    Tutto questo, è superfluo specificarlo, grazie a quell’episodio decisivo. E sia chiaro, eh, siamo tutti d’accordo: a voi piace pensarla così, a noi piace che la pensiate così.

    Buon pomeriggio.

    • andrea (the original)

      Sai Max,
      Credo che prestare attenzione, specie in questa fase, agli episodi e a come li commentano i napoletani o i media, sia ulteriore dimostrazione di come la Juventus non sia cresciuta e resti italiana dentro.
      Come hai giustamente detto tu Amico mio, la superiorità numerica è durata 20 minuti scarsi quindi stiamo parlando del nulla, il solito nulla italico.

      E oggi per noi la liceità o meno dell’espulsione dovrebbe essere l’ultimo degli argomenti, rispetto alla implosione di una idea calcistica italianista al capolinea.
      Zampini, nel rispondere a chi attacca sugli episodi, dimostra ancora una volta di essere nervoso non potendo più nascondere la testa sotto la sabbia.
      Ma così facendo continua a ragionare in ottica provinciale, quell’ottica che dovrebbe appartenere a chi neanche riesce a stimolare una competizione e contro cui questa Juve, vincendo facilmente, ha perso la strada della crescita.
      Qui non è più un problema di media o antijuventinita’ o almeno non può continuare a esser questo il problema quando ne abbiamo di gravi e fondamentali all’interno.

      • Luigi (Sa)

        … Purtroppo non la pensiamo esattamente così caro Zampini.
        Mentre tu ti attardi in quisquilie sull’arbitro, qualcuno ha visto profilarsi delle spaccature sotto i piedi.
        Potrebbe crollare da un momento all’altro tutto l’impalcato Juve, e anche l’arbitro, abbi pazienza, passa in secondo piano …

  6. Tranfaglia

    Secondo tempo critico.
    Avete detto un po’ tutto, io penso che 3/4 dei giocatori siano fuori condizione.
    Sembravano I lontani parenti.
    Pjanic ci ha illuso con la punizione, cancelo un lontano parente di quello che conosciamo. Gli altri del cc idem.
    Sostituzioni tardive.
    Il rigore era fasullo, come il Napoli ed I suoi inclassificabili tifosi.
    Per la gara con l’ Atletico la vedo dura un sacco. Siamo indietro, ha ragione Ben.
    Bisogna intervenire immediatamente anche in ottica del prossimo anno.
    La preparazione atletica sta facendo danni,e’ in ritardo e forse sbagliata. Lo spogliatoio sta crollando e Ronaldo e’ un pesce fuor d’acqua.

  7. Luigi (Sa)

    IL CROLLO

    Ci sono dei filmati coreani -ritrovabili nella categoria “crolli”, in cui si vedono operai edili alle prese con scavi, con mezzi meccanici e non, per l’edificazione di un grande fabbricato.
    Ebbene alle loro spalle c’è dio solito il costone di terreno sbancato da qualche giorno che ha consentito loro di ricavare lo spazio per l’imminente costruzione del fabbricato suddetto.
    Ad un certo punto qualcuno degli operai più vicino al versante si accorge che qualcosa sta per succedere, perché del terriccio continua a cadere dal costone. Avvisa l’operaio più vicino a lui che lo guarda perplesso … nel frattempo la telecamera inquadra altro terriccio che si sgretola dal costone in un altro punto … Qualcuno comincia ad allontanarsi mentre parte del costone viene giù, ma non è finita, perché dopo qualche istante viene giù l’intero … e perfino parte del grande fabbricato in costruzione, costituito da pilastri e solai in c.a., viene sommerso …

    Dal filmato, per fortuna, non sembra ci siano delle vittime.

  8. L’anno scorso più o meno nello stesso periodo la Juve a Ferrara e a Crotone ha giocato pessime partite lasciando per strada punti preziosi con il Napoli ad un’incollatura e dopo la pessima prestazione e sconfitta in casa contro il Napoli, il gol di Higuain contro l’inter all’ultimo minuto e la disfatta dei ciucci a Firenze hanno riportato a Torino uno scudetto che sembrava aver preso la strada di Napoli.
    Quella di ieri a Napoli e contro il Bologna nel turno precedente, così come quelle dell’anno scorso non credo siano solo coincidenze, nè che i problemi che la squadra manifesta in questo periodo possano dipendare dalla mancanza di stimoli del campionato italiano. Vado indietro nel blog e scopro che contro Atletico, Bologna e Napoli le pagelle di Alessandro riportano in larga maggioranza voti insufficienti, da Alex Sandro confusionario a Bentancur poco lucido, da Matuidi disordinato ai fantasmi Pjanic e Mandzukic. Insomma oltre ai limiti tecnici di un cc che in Italia non è certo migliore di quello del Napoli (figuriamoci in Champions) è come se metà squadra frenasse l’altra metà e questo è qualcosa da sistemare per cui non basta cambiare l’allenatore ma serve sicuramente altro.

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